tema 15 luglio 2021
Studi - Istituzioni Modifiche dell'ordinamento di Roma Capitale

La Commissione affari costituzionali ha avviato l'esame di alcune proposte di legge sull'ordinamento della città di Roma. Un primo esame riguarda le modifiche all'articolo 114 della Costituzione, in materia di ordinamento e poteri della città di Roma, capitale della Repubblica. Parallelamente diverse proposte, di natura ordinaria, incidono sull'assetto ordinamentale della città metropolitana di Roma e del comune di Roma, a Costituzione invariata, al fine di rafforzarne ruolo e poteri, modificando a tal fine la legislazione ordinaria sotto diversi aspetti. Ai fini dell'istruttoria legislativa sui provvedimenti, la Commissione ha deliberato di svolgere un ciclo di audizioni informali.

apri tutti i paragrafi

Una prima proposta, di natura costituzionale  (pdl cost. A.C. 1854)  reca una nuova disciplina costituzionale della Città di Roma, capitale della Repubblica. A tal fine, la pdl modifica il secondo periodo del terzo comma dell'articolo 114 della Costituzione prevedendo che:

  • la Città di Roma ha i poteri dei comuni, delle città metropolitane e delle regioni ordinarie;
  • la Città di Roma può conferire con legge le proprie funzioni amministrative a municipi;
  • la legge dello Stato, sentiti gli enti interessati, stabilisce forme di coordinamento tra la Regione Lazio e la Città di Roma.  

Tale formulazione sostituisce quella recata dal secondo periodo del terzo comma del'art. 114 Cost. che attualmente rinvia alla legge dello Stato l'ordinamento di Roma Capitale. Resta fermo quanto disposto dal primo periodo del comma che sancisce che Roma è la capitale della Repubblica.

La pdl costituzionale A.C. 2938 (Morassut ed altri) istituisce la regione denominata «Roma capitale della Repubblica». 

A tal fine viene integrato, in primo luogo, l'elenco delle regioni recato dall'articolo 131 Cost. con una XXI regione, Roma Capitale appunto. Si tratta di una regione a statuto ordinario, non essendo modificato l'art. 116 cost. recante l'elenco delle regioni a statuto speciale.

Viene al contempo mantenuta la regione Lazio; la nuova regione di Roma, dunque, verrebbe ad essere compresa all'interno del territorio della regione Lazio. Per quanto riguarda il territorio della nuova regione infatti il testo della proposta di legge non reca specifici elementi per la prima attuazione della modifica costituzionale e per la determinazione dei relativi confini; la relazione illustrativa fa peraltro riferimento al territorio della città metropolitana - ex provincia di Roma.

In secondo luogo, viene soppresso il secondo periodo dell'art. 114 Cost. che reca una riserva di legge statale per la disciplina dell'ordinamento di Roma capitale. La soppressione è conseguenziale al conferimento a Roma dello status di regione, la cui disciplina è definita direttamente dalla Costituzione (per quanto riguarda le competenze legislative dall'art. 117 Cost.) o demandata agli statuti adottati con le procedura di cui all'art. 123 Cost.

Infine, viene modificato l'art. 132 Cost., primo comma, elevando da un milione a due milioni il numero minimo di abitanti necessario per l'istituzione di nuove regioni.

La proposta di legge costituzionale A.C. 2961 (Ceccanti), che integra il terzo comma dell'art. 114 Cost., prevede la possibilità di attribuire all'ente Roma Capitale ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, anche legislativa, con una procedura analoga a quella prevista per le regioni a statuto ordinario dall'art. 116, terzo comma, Cost. (che disciplina la c.d. autonomia differenziata).

Ai sensi del citato art. 116 Cost. la procedura si conclude con l'approvazione di una legge approvata a maggioranza assoluta dei componenti delle due Camere, sulla base di una intesa tra Stato e regione interessata. La proposta di legge A.C. 2961 prevede una intesa a tre tra Stato, regione Lazio e Roma Capitale.

In base alla proposta di legge costituzionale il perimetro dell'attribuzione delle ulteriori forme di autonomia riguarda:

  • le materie di legislazione concorrente tra lo Stato e le Regioni, di cui all'art. 117, terzo comma Cost., per le quale le regioni hanno potestà legislativa che esercitano nell'ambito dei princìpi fondamentali la cui determinazione è riservata alla legislazione statale;
  • la materia della tutela dei beni culturali, riservata ordinariamente in via esclusiva alla legislazione statale dall'art. 117, secondo comma lett. s), Cost. (tale lettera attribuisce alla competenza esclusiva statale anche la tutela dell'ambiente e dell'ecosistema).

 

Parallelemente, la I Commissione ha avviato l'esame di alcune proposte di legge di natura ordinaria, che introducono disposizioni relative all'ordinamento della città di Roma, capitale d'Italia, a quadro costituzionale invariato, al fine di rafforzare il ruolo e i poteri di Roma capitale, modificando la normativa vigente sotto diversi aspetti.

In particolare, con la pdl A.C. 2893 (Magi) vengono introdotte nuove disposizioni in materia di governo della città metropolitana di Roma, modificando a tal fine la legge n. 56 del 2014. In particolare, le modifiche della pdl definiscono una nuova forma di governo dell'ente città metropolitana di Roma, modificandone il sistema elettorale degli organi di governo:

  • eleva il numero dei componenti del consiglio metropolitano dagli attuali 24 a 45, che si aggiungono al sindaco metropolitano che lo presiede;
  • modifica il sistema di elezione del sindaco e del consiglio della città metropolitana di Roma capitale, trasformandoli in organi eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori residenti nel territorio della medesima città metropolitana. prevede a tal fine l'applicazione della disciplina per l'elezione degli organi provinciali vigente dal 1993 fino alla riforma introdotta con la legge n. 56 del 2014, che è un sistema elettorale proporzionale con premio di maggioranza (c.d. provincellum);
  • stabilisce il subingresso della città metropolitana di Roma al comune di Roma capitale che si verifica alla data di proclamazione del sindaco metropolitano; a partire da tale momento gli organi di governo del comune di Roma capitale cessano di esistere e ad essi subentrano gli organi della città metropolitana di Roma capitale; il sindaco e il consiglio metropolitani assumono rispettivamente le funzioni e i poteri, altresì, del sindaco di Roma capitale e dell'assemblea capitolina;
  • prevede che entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, l'Assemblea capitolina provvede ad articolare il territorio di Roma capitale in più comuni, nonché ad assegnare agli stessi le risorse umane, finanziarie e strumentali necessarie.

La pdl A.C. 2923 ridefinisce lo status dell'ente territoriale Roma capitale, stabilendo espressamente che a tale ente sono attribuite tutte le competenze proprie delle città metropolitane e ogni altra competenza prevista dalla legislazione vigente per l'ente Roma capitale. A tale fine, è prevista la soppressione degli esistenti organi della città metropolitana di Roma capitale, con il contestuale trasferimento delle funzioni da essi esercitate gli organi di governo di Roma capitale. La pdl prevede inoltre la ri-costituzione della provincia di Roma che comprende i comuni del territorio dell'attuale città metropolitana, nonchè assegna al comune di Roma il compito di adottare specifiche misure per rafforzare il decentramento municipale.

La pdl A.C. 2931 conferisce nuovi poteri al comune di Roma capitale, prevedendo la possibilità di intervento diretto in diversi ambiti (trasporto pubblico locale, gestione dei rifiuti, accesso ai fondi UE). Viene al contempo ridefinito il Tavolo di raccordo interistituzionale per Roma capitale, quale sede permanente di confronto tra Stato, regione Lazio e Roma Capitale, ed è istituito - presso la Presidenza del Consiglio dei ministri - l'Ufficio per Roma capitale al fine di coordinare le azioni del Governo nel territorio di Roma.

ultimo aggiornamento: 31 marzo 2021
 
dossier
 
temi di Autonomie territoriali e finanza locale
 
-