tema 29 gennaio 2021
Studi - Bilancio Misure di finanza locale in relazione all'emergenza Covid-19

La situazione determinata dall'emergenza epidemiologica da virus COVID-19 ha comportato la necessità di un sostegno finanziario agli enti territoriali, anche in relazione ad una prevedibile perdita di gettito da entrate proprie. Le relative risorse sono state stanziate principalmente dal decreto-legge n. 34/20 ("decreto rilancio") e dal decreto-legge n. 104/20 ("decreto agosto").

Altre misure sono state introdotte a sostegno del debito degli enti territoriali.

La condizione di incertezza sulla dimensione delle perdite di gettito da entrate proprie degli enti territoriali e sulle risorse integrative disponibili, connessa alla necessità di alleggerire i carichi amministrativi di enti ed organismi pubblici nella situazione straordinaria di emergenza sanitaria, ha inoltre determinato la necessità di introdurre numerose proroghe di termini relativi ad alcuni adempimenti contabili degli enti territoriali.

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A seguito delle conseguenze finanziarie determinate dall'emergenza COVID-19, al fine di assicurare agi enti locali le risorse necessarie per l'espletamento delle funzioni fondamentali, il D.L. n. 34 del 2020 (c.d. rilancio) ha previsto l'istituzione di un fondo, nello stato di previsione del Ministero dell'interno, con una dotazione di 3,5 miliardi di euro per l'anno 2020 (articolo 106, commi 1-3). Tale fondo concorre ad assicurare ai comuni, alle province e alle città metropolitane le risorse necessarie per l'espletamento delle funzioni fondamentali, anche in relazione alla possibile perdita di entrate locali connesse all'emergenza Covid-19, nella misura di 3 miliardi in favore dei comuni e di 0,5 miliardi in favore di province e città metropolitane.

Il riparto del fondo è demandato ad un decreto del Ministro dell'interno entro il 10 luglio 2020, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze e previa intesa in Conferenza stato città ed autonomie locali, sulla base degli effetti determinati dall'emergenza COVID-19 sui fabbisogni di spesa e sulle minori entrate; tuttavia, al fine di assicurare prontamente agli enti le risorse necessarie per fronteggiare l'emergenza sanitaria, entro 10 giorni dall'entrata in vigore del decreto legge è stato erogato il 30 per cento del fondo a titolo di acconto sulle somme spettanti.

Al fine di monitorare la tenuta delle entrate locali, si prevede l'istituzione di un apposito tavolo tecnico presso il Ministero dell'economia e delle finanze, con il compito di esaminare le conseguenze connesse all'emergenza Covid-19 sull'espletamento delle funzioni fondamentali, con riferimento alla possibile perdita di gettito relativa alle entrate rispetto ai fabbisogni di spesa di ciascun ente.

Il Tavolo tecnico è stato istituito con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 29 maggio 2020.

Con il successivo D.M. interno 16 luglio 2020 sono stati definiti i criteri e le modalità di riparto del Fondo per i comparti dei comuni (Allegato A) e delle province e città metropolitane (Allegato B), a seguito dell'intesa raggiunta in sede di Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali nella seduta del 15 luglio 2020.

La ripartizione dei 3,5 miliardi del Fondo tra i singoli enti beneficiari di ciascun comparto è stata effettuata con il successivo Decreto del direttore centrale della finanza locale del Dipartimento per gli affari interni e territoriali del Ministero dell'interno del 24 luglio 2020

E' prevista una verifica a consuntivo della effettiva perdita di gettito e dell'andamento delle spese, da effettuare entro il 30 giugno 2021, ai fini dell'eventuale conseguente regolazione dei rapporti finanziari tra Comuni e tra Province e Città metropolitane, con conseguente eventuale rettifica delle somme originariamente attribuite.

Tale termine è stato rinviato al 30 giugno 2022 dal comma 831 della legge n. 178/2020 (legge di bilancio 2021). .

La dotazione del suddetto Fondo è stata successivamente integrata di ulteriori nell'importo di 1,67 miliardi di euro per l'anno 2020, di cui 1,22 miliardi in favore dei comuni e 450 milioni di euro in favore di province e città metropolitane, dall'articolo 39, comma 1, del D.L. n. 104/2020 (c.d. decreto agosto), per garantire agli enti locali un ulteriore ristoro della perdita di gettito connessa all'emergenza epidemiologica di COVID-19.

 Per il riparto di questa dotazione aggiuntiva è prevista l'emanazione di un ulteriore decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro il 20 novembre 2020, previa intesa in Conferenza Stato-città ed autonomie locali, sulla base di criteri e modalità che tengano conto dei lavori del tavolo tecnico istituito con il D.M. 29 maggio 2020, nonché del riparto delle risorse iniziali del Fondo già effettuato con il decreto del Ministero dell'interno 24 luglio 2020.

Con il D.M. Interno dell'11 novembre 2020 è stato effettuato il riparto di un acconto di 500 milioni di euro, di cui 400 milioni a favore dei comuni e 100 milioni a favore delle province e città metropolitane. L'acconto di 400 milioni di euro per i comuni è stato finalizzato per 150 milioni di euro, in coerenza alla disposizioni previste dal comma 1-bis dell'articolo 39 del D.L. n. 104, al trasporto scolastico e per 250 milioni di euro alle maggiori spese per il sociale (cfr. Nota Metodologica al DM, di cui all'Allegato A e Allegato B). L'acconto di 100 milioni per province e città metropolitane è stato assegnato per il 50 per cento sulla base del numero di scuole secondarie di secondo grado, anno scolastico 2019/2020 e, per l'altro 50 per cento, sulla base del numero di alunni delle scuole secondarie di secondo grado, anno scolastico 2019/2020 (cfr. Allegato C).

Con il successivo D.M. del 14 dicembre 2020 è stato ripartito il saldo delle risorse incrementali del fondo di cui al D.L. n. 104/2020, pari a 1.170 milioni di euro, di cui 820 milioni di euro a favore dei comuni e 350 milioni di euro a favore delle città metropolitane e delle province, per l'anno 2020. Il decreto aggiorna altresì i criteri e le modalità di riparto del saldo.

Ai fini della verifica della perdita di gettito connessa all'emergenza epidemiologica e dell'andamento delle spese dei singoli enti locali beneficiari, l'articolo 39 del D.L. n. 104/2020 ha disposto l'obbligo per gli enti locali beneficiari di inviare, per via telematica al Ministero dell'economia e delle finanze, una certificazione della perdita di gettito entro il termine perentorio del 30 aprile 2021, finalizzata ad attestare che la perdita di gettito sia riconducibile esclusivamente all'emergenza Covid-19, e non anche a fattori diversi o a scelte autonome dell'ente.

Tale termine è stato rinviato al 31 maggio 2021 dal comma 830, lett. a), della legge n. 178/2020 (legge di bilancio 2021).

Per la presentazione della certificazione della perdita di gettito connessa all'emergenza epidemiologica da COVID-19, si veda il Decreto Ministero dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministero dell'interno, n. 212342 del 3 novembre 2020.

E' inoltre prevista una sanzione di carattere finanziario per gli enti locali che non trasmettono la certificazione entro il termine, consistente in una riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio per le province (ovvero dei trasferimenti compensativi spettanti alle province delle regioni a statuto speciale) o del fondo di solidarietà comunale. 

L'entità del taglio - inizialmente previsto nella misura del 30 per cento dell'importo delle risorse attribuite, da applicare in dieci annualità a decorrere dall'anno 2022 - è stata ridefinita dal comma 830, lett. b) della legge di bilancio per il 2021, prevedendo che la  percentuale di riduzione dei fondi sia commisurata al ritardo con cui gli enti producono la certificazione, da applcare in tre annualità a decorrere dall'anno 2022:

  • dell'80 per cento delle risorse attribuite in caso di presentazione tardiva entro il 30 giugno 2021,
  • del 90 per cento in caso di presentazione della certificazione entro il periodo dal 1° luglio 2021 al 31 luglio 2021,
  • del 100 per cento delle risorse attribuite, qualora gli enti locali non trasmettano la certificazione entro la data del 31 luglio 2021.

Le suddette riduzioni di risorse non sono soggette a restituzione nel caso di invio tardivo della certificazione.

Le certificazioni saranno tenute in conto ai fini della verifica a consuntivo della effettiva perdita di gettito da effettuare entro il 30 giugno 2022, come previsto dall'art. 106 del D.L. n. 34/2020 a seguito del rinvio disposto dal comma 831 comma 830, lett. a), della legge n. 178/2020 (legge di bilancio 2021).

La legge di bilancio per il 2021 (art. 1, commi 822 e segg. della legge n. 178/2020) ha previsto un ulteriore incremento di 500 milioni di euro per l'anno 2021 della dotazione del Fondo per l'esercizio delle funzioni fondamentali degli enti locali, ai fini di un ulteriore ristoro della perdita di gettito connessa all'emergenza epidemiologica di COVID-19. Le risorse sono assegnate per 450 milioni di euro in favore dei comuni e per 50 milioni di euro in favore di province e città metropolitane.

 

Il riparto delle risorse integrative del fondo è effettuato in due tranches, mediante due distinti decreti del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa in Conferenza Stato-città ed autonomie locali:

  • un primo decreto, da adottare entro il 28 febbraio 2021, per il riparto di 200 milioni di euro per i comuni e di 20 milioni di euro per le città metropolitane e province, sulla base di criteri e modalità che tengano conto dei lavori dell'apposito tavolo tecnico già istituito presso il Ministero dell'economia e delle finanze con D.M. 29 maggio 2020;
  • un secondo decreto, da adottare entro il 30 giugno 2021, per il riparto dei restanti 250 milioni per i comuni e 30 milioni per le città metropolitane e province, sulla base di criteri e modalità che tengano conto, oltre che dei lavori del suddetto tavolo tecnico, anche delle risultanze della certificazione che sarà inviata al MEF dagli enti entro il termine perentorio del 30 aprile 2021 - prevista dall'art. 39, comma 2, del D.L. n. 104/2020 - finalizzata da attestare che la perdita di gettito sia riconducibile esclusivamente all'emergenza Covid-19 e non anche a fattori diversi o a scelte autonome dell'ente.

La norma vincola espressamente tali risorse aggiuntive al ristoro, nel biennio 2020 e 2021, della perdita di gettito connessa all'emergenza epidemiologica da COVID-19. Le risorse non utilizzate alla fine di ciascun esercizio confluiscono nella quota vincolata del risultato di amministrazione e non possono essere svincolate ai sensi dell'art. 109, comma 1-ter, del D.L. 17 marzo 2020, n. 18, che consente, in deroga alla normativa vigente, di impiegare le risorse svincolate per interventi volti ad attenuare la crisi del sistema economico regionale derivante dagli effetti, diretti e indiretti, dell'epidemia in corso. Le eventuali risorse ricevute in eccesso, sono versate all'entrata del bilancio dello Stato.

Per la verifica della perdita di gettito, si dispone l'obbligo per gli enti locali beneficiari di inviare, per via telematica al Ministero dell'economia e delle finanze, una certificazione della perdita di gettito, entro il termine perentorio del 31 maggio 2022, finalizzata ad attestare che la perdita di gettito sia riconducibile esclusivamente all'emergenza Covid-19, al netto delle minori spese e delle risorse assegnate a vario titolo dallo Stato a ristoro delle minori entrate e delle maggiori spese connesse alla predetta emergenza, e non anche a fattori diversi o a scelte autonome di ciascun ente locale o della regione o provincia. Il modello e le modalità della certificazione saranno definiti con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze entro il 30 ottobre 2021.

E' prevista una sanzione di carattere finanziario per gli enti locali che non trasmettono la certificazione entro il termine perentorio del 31 maggio 2022, consistente in una riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio per le province (ovvero dei trasferimenti compensativi spettanti alle province delle regioni a statuto speciale) o del fondo di solidarietà comunale, da acquisire al bilancio dello Stato in tre annualità a decorrere dall'anno 2023. La riduzione è commisurata:

  • all'80 per cento delle risorse attribuite, per gli enti che presentano la certificazione entro il 30 giugno 2022;
  • al 90 per cento per gli enti che presentano la certificazione tra il 1° e il 31 luglio 2022;
  • al 100 per cento delle risorse attribuite per gli enti che trasmettono la certificazione oltre il 31 luglio 2022 o non la trasmettono affatto.

A seguito dell'invio invio tardivo della certificazione, le suddette riduzioni di risorse non sono soggette a restituzione.

Il comma 829 della legge di bilancio 2021 stabilisce il termine del 30 giugno 2022 per la verifica a consuntivo della effettiva perdita di gettito e dell'andamento delle spese nel 2021 dei comuni, delle province e delle città metropolitane, tenendo conto delle predette certificazioni.

ultimo aggiornamento: 5 febbraio 2021

Fondo per l'esercizio delle funzioni in materia di sanità, assistenza e istruzione delle Regioni e delle Province autonome

L'articolo 111 del D.L. n. 34/20 ha istituito un fondo con una dotazione di 1,5 miliardi di euro per il 2020 da ripartire tra le Regioni e le Province autonome sulla base della rispettiva perdita di entrate tributarie dovuta alla emergenza sanitaria e destinato a finanziare le spese essenziali in materia di sanità, assistenza e istruzione. La quantificazione della perdita di gettito da parte delle regioni sarà effettuata da un Tavolo tecnico, a composizione mista Stato-Regioni e presieduto dal Ragioniere generale dello Stato, il quale potrà inoltre attivare monitoraggi presso gli enti per verificare il concreto andamento degli equilibri di bilancio.

A seguito dell'accordo raggiunto nella Conferenza Stato-Regioni il 20 luglio, il D.M. 24 luglio 2020 ha ripartito il fondo per la parte assegnata alle regioni a statuto ordinario.

L'articolo 41 del decreto-legge n. 104 del 2020 incrementa di 2,8 miliardi la dotazione del fondo istituito dall'articolo 111 destinato alle regioni e alle province autonome per il ristoro della perdita di gettito connessa all'emergenza epidemiologica da Covid-19. Le risorse complessive del fondo Regioni sono pari a 4,3 miliardi (2,6 miliardi per le Autonomie speciali e 1,7 per le Regioni a statuto ordinario).

 

Sostegno al trasporto pubblico locale

L'articolo 44 del D.L. n. 104/20 ha incrementato di 400 milioni di euro la dotazione, per l'anno 2020, del Fondo per compensare le imprese di trasporto pubblico locale e ferroviario regionale che abbiano subito riduzione dei ricavi tariffari in conseguenza dell'emergenza Covid-19, prevedendo inoltre il riversamento all'entrata del bilancio dello Stato della eventuale eccedenza ricevuta in anticipazione dalle regioni rispetto a quanto spettante a conguaglio.

Si tratta del Fondo istituito dal comma 1 dell'art. 200 del D.L. n. 34/2020 presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con una dotazione iniziale di 500 milioni di euro per l'anno 2020, destinato a compensare le imprese di trasporto pubblico locale e trasporto ferroviario regionale, elencate nel comma 2 dello stesso art. 200, per la riduzione dei ricavi tariffari relativi ai passeggeri nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 31 dicembre 2020, rispetto alla media dei ricavi tariffari relativa ai passeggeri registrata nel medesimo periodo del precedente biennio.

Risorse a ristoro di perdite di gettito

L'articolo 24, comma 4, del D.L. n. 34/2020 ha istituito nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze un fondo con una dotazione di 448 milioni di euro finalizzato a ristorare alle Regioni e alle Province autonome le minori entrate derivanti dal mancato versamento del saldo dell'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) relativa al periodo d'imposta 2019 e del minore versamento della prima rata dell'acconto dell'IRAP relativa al periodo di imposta 2020, non destinate originariamente a finanziare il fondo sanitario nazionale. Il fondo è stato ripartito con decreto del 24 luglio 2020.

Determinate risorse sono state stanziate per ristorare i Comuni di specifiche perdite di gettito causate dall'emergenza epidemiologica, ed in particolare:

  • ristoro a fronte dell'esenzione dall'IMU per il settore turistico (art. 177 del D.L. n. 34/20): 76,55 milioni di euro per il 2020; per un primo riparto, limitato a 74,9 milioni (pari allo stanziamento iniziale, successivamente aumentato nel corso dell'esame parlamentare), si veda il D.M. 22 luglio 2020. Il fondo è stato incrementato di 85,95 milioni per il 2020 e di 9,2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022, dall'art. 78, comma 5, del D.L. n. 104 del 2020; per il riparto del fondo si veda il D.M. 10 dicembre 2020;
  • ristoro per la riduzione di gettito dell'imposta di soggiorno (art. 180 del D.L. n. 34/20): 100 milioni di euro per il 2020; per un primo riparto si veda il D.M. 21 luglio 2020. Il fondo è stato incrementato di 300 milioni per il 2020 dall'art. 40 del D.L. n. 104 del 2020; il saldo del riparto del fondo è stato effettuato con il D.M. del 14 dicembre 2020;
  • ristoro per l'esenzione dalla Tosap e Cosap per le occupazioni temporanee per il commercio su aree pubbliche (art. 181 del D.L. n. 34/20): 127,5 milioni di euro per il 2020; per un primo riparto si veda il D.M. 22 luglio 2020. Il fondo è stato incrementato di 89,4 milioni per il 2020 dall'art. 109 del D.L. n. 104 del 2020. Il secondo riparto a saldo è stato effettuato con il D.M. 10 dicembre 2020.

 

Altri finanziamenti a favore di Comuni e Province

In un primo momento con l'Ordinanza del Dipartimento Protezione civile n. 658 del 29 marzo 2020 sono stati assegnati ai Comuni fondi aggiuntivi per complessivi 400 milioni di euro, utilizzabili con procedure semplificate per misure urgenti di solidarietà alimentare. Il D.L. n. 34 del 2020 (articolo 107) ha reintegrato la dotazione per l'anno 2020 del Fondo di solidarietà comunale dell'importo di 400 milioni, distolto dal fondo medesimo a copertura della suddetta Ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile n. 658.

L'articolo 114 del D.L. n. 18/2020 ha istituito un fondo, con una dotazione pari a 70 milioni di euro, per contribuire alle spese di sanificazione e disinfezione dei locali degli enti locali. Il fondo è stato ripartito tra gli enti locali beneficiari con il decreto del 16 aprile 2020.

L'articolo 115 del D.L. n. 18/2020, ha istituito un Fondo con una dotazione pari a 10 milioni di euro nel 2020, al fine di contribuire all'erogazione dei compensi per le maggiori prestazioni di lavoro straordinario della polizia locale e per l'acquisto di dispositivi di protezione individuale del medesimo personale. Il Fondo  stato ripartito con il D.M. 16 aprile 2020.

L'articolo 105 del D.L. n. 34/20 ha incrementato di 150 milioni di euro per l'anno 2020 il Fondo per le politiche della famiglia allo scopo di destinare una quota di risorse ai Comuni per il potenziamento, anche in collaborazione con istituti privati, dei centri estivi diurni, dei servizi socioeducativi territoriali e dei centri con funzione educativa e ricreativa, durante il periodo estivo, per i minori di età compresa tra 0 e 16 anni, nonché allo scopo di contrastare con iniziative mirate la povertà educativa. Con decreto del Ministro con delega per le politiche familiari del 25 giugno 2020 sono state ripartite ai singoli comuni le risorse aggiuntive: 135 milioni per interventi di potenziamento dei centri estivi diurni, dei servizi socioeducativi territoriali e dei centri con funzione educativa e ricreativa destinati alle attività di bambini e bambine di età compresa fra i 3 e i 14 anni, per i mesi da giugno a settembre 2020; 15 milioni per finanziare progetti volti a contrastare la povertà educativa e ad implementare le opportunità culturali e educative dei minori.

L'articolo 112 del D.L. n. 34/20 ha istituito presso il Ministero dell'interno un fondo di 200 milioni di euro per l'anno 2020 in favore dei comuni ricadenti nei territori delle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza. Tra i comuni beneficiari è incluso anche il comune di San Colombano al Lambro, a cui vengono assegnati 500 mila euro. Il fondo è stato ripartito, sulla base della popolazione residente, con il D.M. 27 maggio 2020.

L'articolo 112-bis del D.L. n. 34/20 ha istituito presso il Ministero dell'interno un ulteriore fondo di 40 milioni di euro per l'anno 2020 a favore di comuni particolarmente colpiti dall'emergenza sanitaria non rientranti tra quelli destinatari del fondo previsto dall'articolo 112. Inoltre, per il 2020 sono previste alcune deroghe alla normativa vigente in materia di variazioni di bilancio e obbligo di rendicontazione, relativamente alle risorse trasferite agli enti locali per fronteggiare l'emergenza. Il fondo è stato ripartito con il D.M. del 10 dicembre 2020.

L'articolo 233, comma 3, del D.L. n. 34/20,  reca un contributo di 165 milioni di euro nell'anno 2020, per le istituzioni scolastiche dell'infanzia non statali e servizi educativi in relazione alla riduzione o al mancato versamento delle rette o delle compartecipazioni da parte dei fruitori a causa del COVID-19 (per il riparto, si veda il D.M. 15 settembre 2020).

L'articolo 243 del D.L. n. 34/2020, ha incrementato la dotazione del Fondo di sostegno alle attività economiche, artigianali e commerciali nelle aree interne, nella misura di 60 milioni per il 2020 e di 30 milioni per ciascuno degli anni 2021 e 2022, per consentire ai comuni presenti nelle predette aree interne di far fronte alle maggiori necessità di sostegno del settore artigianale e commerciale conseguenti al manifestarsi dell'emergenza COVID-19. Un ulteriore incremento è stato disposto dal medesimo articolo nell'importo di  30 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023, al fine di realizzare interventi di sostegno alle popolazioni residenti nei comuni svantaggiati.

L'articolo 42-bis, commi 8 e 9, del D.L. n. 104/2020, ha autorizzato un contributo di 375.000 euro per ciascuno dei comuni di Lampedusa e Linosa, Porto Empedocle, Pozzallo, Caltanissetta, Vizzini, Messina, Siculiana e Augusta, per fronteggiare le esigenze connesse al contenimento della diffusione del COVID-19 e garantire la regolare gestione, anche di natura sanitaria, dei flussi migratori, per un totale di spesa di 3 milioni nel 2020.

L'articolo 34-bis del D.L. n. 104/20, istituisce un fondo, con una dotazione di 39 milioni di euro, destinato a interventi di sanificazione dei locali sedi di seggi elettorali, in occasione delle consultazioni elettorali e referendaria del mese di settembre 2020. Il fondo è stato ripartito a favore dei comuni, a fronte degli oneri sostenuti per i predetti interventi, con il D.M. 14 dicembre 2020.

Una serie di norme del D.L. n. 104/2020 è volta ad incentivare la spesa per investimenti degli enti locali, in particolare anticipando al periodo 2020-24 risorse precedentemente stanziate a partire dagli anni dal 2030. In primo luogo, l'articolo 45 del D.L. n. 104/2020 ha modificato le norme della legge di bilancio 2020 in materia di risorse per progettazione degli enti locali, anticipando l'arco temporale di riferimento dell'assegnazione delle risorse. Inoltre sono incrementate le risorse di 300 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021 per lo scorrimento della graduatoria dei progetti ammissibili per l'anno 2020, a cura del Ministero dell'Interno, nel rispetto dei criteri dettati dalla legge di bilancio 2020 e indicando le norme procedurali per l'assegnazione delle risorse.

L'articolo 46 del D.L. n. 104/20 è intervenuto sulle disposizioni, introdotte dalla legge di bilancio 2019, relative alla concessione di contributi per la realizzazione di opere pubbliche per la messa in sicurezza degli edifici e del territorio, al fine di operare una rimodulazione delle risorse prevedendo, in particolare, un incremento di 2.650 milioni di euro per gli anni 2021-2022, disciplinare l'utilizzo delle risorse aggiuntive, nonché prorogare di 3 mesi i termini di affidamento dei lavori da parte dei comuni beneficiari dei contributi riferiti agli anni 2019 e 2020.

L'articolo 47 del D.L. n. 104/20 ha incrementato di 500 milioni di euro le risorse assegnate ai Comuni per il 2021 per investimenti destinati ad opere pubbliche in materia di efficientamento energetico e di sviluppo territoriale sostenibile.

L'articolo 48 del D.L. n. 104/20 ha rimodulato l'autorizzazione di spesa prevista dalla legge di bilancio 2020 per gli anni 2020-2034 per finanziare interventi di manutenzione straordinaria e di incremento dell'efficienza energetica delle scuole di istruzione secondaria di secondo grado di province e città metropolitane - in particolare anticipando al periodo 2021-2024 la disponibilità delle risorse previamente previste per il periodo 2030-2034 (di € 3.105 mln).

L'articolo 49 del D.L. n. 104/20 ha istituito un fondo nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per la messa in sicurezza dei ponti e viadotti esistenti e la realizzazione di nuovi ponti in sostituzione di quelli esistenti con problemi strutturali di sicurezza, con una dotazione di 200 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2021 al 2023.

ultimo aggiornamento: 16 settembre 2020

Rinegoziazione e sospensione dei mutui di Regioni ed enti locali

Per quanto riguarda le Regioni, l'articolo 111 del decreto-legge n. 18 del 2020 ("Cura Italia") ha disposto la sospensione della quota capitale dei mutui delle Regioni ordinarie. In particolare si tratta delle quote capitale, la cui scadenza ricada nell'anno 2020, dei prestiti concessi dal Ministero dell'economia e finanze e dalla Cassa depositi e prestiti S.p.a. trasferiti al MEF. Con il decreto-legge n. 104 del 2020 (art. 42) la sospensione prevista dall'articolo 111 è stata estesa anche alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome.

Per quanto riguarda gli enti locali, l'articolo 113 del decreto-legge n. 34 del 2020 consente loro di effettuare, nel corso dell'anno 2020, operazioni di rinegoziazione o di sospensione dei mutui e di altre forme di prestito contratti con banche, intermediari finanziari e Cassa depositi e prestiti, anche se in esercizio provvisorio, mediante deliberazione dell'organo esecutivo, fermo restando l'obbligo di provvedere alle relative iscrizioni nel bilancio di previsione. In caso di adesione ad accordi tra ABI e associazioni di enti locali che prevedono la sospensione delle quote capitale delle rate di ammortamento dei finanziamenti in scadenza nel 2020, la sospensione può avvenire anche in deroga alle norme previste dal TUEL per i mutui contratti con enti diversi da Cassa depositi e prestiti e dall'Istituto per il credito sportivo e in deroga alle norme in tema di rinegoziazione dei mutui con emissione di titoli obbligazionari o con strumenti derivati.

 

Fondo di liquidità per il pagamento dei debiti commerciali degli enti territoriali

L'articolo 115 del decreto-legge n. 34 del 2020 ha istituito un Fondo, con una dotazione di 12 miliardi di euro per il 2020, per assicurare un'anticipazione di liquidità destinata al pagamento di debiti certi, liquidi ed esigibili di Regioni, province autonome, enti locali ed enti del Servizio sanitario nazionale, relativi a somministrazioni, forniture, appalti e a obbligazioni per prestazioni professionali. Le modalità operative del Fondo sono demandate ad una convenzione tra Ministero dell'economia e delle Finanze e la Cassa Depositi e Prestiti.

Gli enti territoriali in caso di carenza di liquidità, per far fronte ai pagamenti dei debiti certi liquidi ed esigibili maturati alla data del 31 dicembre 2019, relativi a somministrazioni, forniture, appalti e a obbligazioni per prestazioni professionali, possono chiedere, con deliberazione della Giunta, nel periodo intercorrente tra il 15 giugno 2020 e il 7 luglio 2020 alla Cassa depositi e prestiti S.p.A. l'anticipazione di liquidità da destinare ai predetti pagamenti (articolo 116 del D.L. n. 34 /20). Esclusivamente per gli enti locali, i termini per la concessione delle anticipazioni di liquidità per far fronte ai debiti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese sono stati riaperti: le anticipazioni possono essere chieste nel periodo compreso tra il 21 settembre 2020 e il 9 ottobre 2020 (articolo 55, del decreto-legge n. 104 del 2020).

Anticipazioni di liquidità agli enti territoriali per il SSN 

La legge di bilancio peril 2021 ha previsto la concessione di anticipazioni di liquidità da parte di Cassa depositi e prestiti S.p.A. a favore delle regioni e delle province autonome i cui enti del Servizio sanitario nazionale non riescano a far fronte ai propri debiti. Le anticipazioni non comportano la disponibilità di risorse aggiuntive per le regioni e gli enti sanitari, in quanto volte a consentire esclusivamente di superare temporanee carenze di liquidità, e non costituiscono indebitamento. La richiesta di anticipazione di liquidità deve essere deliberata dalla giunta tra il 1° febbraio e il 31 marzo 2021 ed è concessa entro il 15 maggio 2021, entro il limite delle risorse disponibili. Entro 10 giorni dall'acquisizione delle anticipazioni le regioni provvedono al trasferimento della liquidità agli enti sanitari (legge n. 178 del 2020, commi da 833 a 842).

ultimo aggiornamento: 16 settembre 2020

Il termine per la deliberazione del bilancio di previsione 2020–2022 degli enti locali è stato da ultimo differito al 31 ottobre 2020 dal D.M. 30/09/2020. In precedenza il D.L. n. 34/2020 (comma 3-bis dell'articolo 106) aveva disposto il differimento dello stesso termine al 30 settembre 2020 - già differito al 31 luglio dal D.L. n. 18/2020 - in considerazione delle condizioni di incertezza sull'entità delle risorse disponibili per gli enti locali. Il termine per la deliberazione del bilancio di previsione per l'esercizio 2021 è differito al 31 marzo 2021 dal D.M. 13 gennaio 2021; in precedenza tale termine era stato differito al  31 gennaio 2021 dal D.L. n. 34/2020, art. 106, comma 3-bis.

Il termine per la deliberazione del Documento unico di programmazione degli enti locali, ordinariamente fissato al 31 luglio di ciascun anno, è stato differito al 30 settembre 2020 dall'articolo 107, comma 6, del D.L. n. 18/2020.

Il termine per l'approvazione del bilancio consolidato 2019 da parte delle Regioni, degli enti locali e dei loro enti e organismi strumentali è stato differito dal 30 settembre al 30 novembre 2020 (articolo 110 del D.L. n. 34/20).

L'articolo 54 del D.L. n. 104/2020 ha disposto un ulteriore differimento, al 30 novembre 2020, del termine di adozione della deliberazione di controllo a salvaguardia degli equilibri generali di bilancio, da parte dell'organo consiliare degli enti locali, già posticipato al 30 settembre 2020 dal D.L. n. 34/2020 contestualmente al termine per l'adozione del bilancio.

L'articolo 138 del D.L. n. 34/20 ha abrogato le scadenze speciali per la variazione della TARI e dell'IMU, uniformando i termini per l'approvazione degli atti deliberativi in materia al termine del 30 settembre 2020 concernente il bilancio di previsione.

Relativamente alla procedura di dissesto, l'articolo 17 del D.L n. 76 del 2020 ("decreto semplificazioni") ha rinviato al 30 settembre 2020 il termine per la presentazione al Ministro dell'interno di una ipotesi di bilancio di previsione stabilmente riequilibrato da parte dell'ente locale in stato di dissesto. 

Per gli enti locali in condizioni strutturalmente deficitarie che non rispettano i livelli minimi di copertura dei costi come definiti dall'art.243, comma 2, del TUEL, l'articolo 53, comma 10-bis, del D.L. n. 104/20 sospende per il 2020 l'applicazione delle sanzioni previste dall citato art. 243, comma 5.

L'articolo 54, comma 1-bis, del D.L. n. 104 del 2020 fissa al 30 novembre 2020 il termine per la deliberazione da parte dell'ente locale dissestato, successivamente all'approvazione ministeriale dell'ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato, di eventuali altri bilanci di previsione o rendiconti non deliberati dall'ente nonché per la presentazione delle relative certificazioni. Tale termine – ordinariamente previsto, dall'articolo 264, comma 2, del TUEL, entro i 120 giorni successivi al decreto del Ministro dell'interno di approvazione dell'ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato - era stato fissato al 30 settembre dall'articolo 107, comma 8 del D.L. n. 18/2020.

ultimo aggiornamento: 5 ottobre 2020

L'articolo 53, comma 1, del D.L. n. 104/20 ha istituito un fondo, con una dotazione di 100 milioni di euro per il 2020 e 50 milioni per il 2021 e il 2022, finalizzato a favorire il risanamento finanziario dei comuni che presentano un deficit strutturale, non derivante da patologie organizzative, bensì dalle caratteristiche socio economiche della collettività e del territorio, in attuazione della sentenza n. 115 del 2020 della Corte costituzionale. La sentenza chiarisce, in un obiter dictum, che le misure statali di risanamento finanziario in favore degli enti territoriali possono giustificarsi in presenza di deficit strutturale, imputabile alle caratteristiche socio-economiche della collettività e del territorio, e non a patologie organizzative, come nel caso di inefficienze amministrative legate alla riscossione dei tributi.

Con D.M. 11 novembre 2020 sono state ripartite risorse del fondo (200 milioni di euro nel triennio 2020-2022) . I comuni beneficiari, con i relativi importi, sono indicati nell'allegato A al medesimo decreto.

La legge di bilancio 2021 ha incrementato la dotazione del fondo per il sostegno ai comuni in deficit strutturale di 100 milioni di euro per il 2021 e 50 milioni per il 2022, disponendo inoltre in ordine ai criteri per il riparto di tali risorse e ampliando la platea degli enti potenzialmente interessati alla misura (commi 775-777 della legge n. 178 del 2020). Le nuove risorse sono destinate ai comuni che hanno deliberato la procedura di riequilibrio finanziario (art. 243-bis del TUEL), con il piano di riequilibrio approvato e in corso di attuazione al 1° gennaio 2021, anche se in attesa di rimodulazione a seguito di pronunce della Corte dei conti e della Corte costituzionale, nonché a i comuni che alla medesima data risultano avere il piano di riequilibrio in attesa della deliberazione della sezione regionale della Corte dei conti sull'approvazione o sul diniego del piano stesso. Con D.M. le risorse sono riparite ai comuni che presentino criticità strutturali sulla base dei seguenti indicatoriIndice di vulnerabilità sociale e materiale (IVSM, calcolato dall'ISTAT) superiore al valore medio nazionale; capacità fiscale pro capite inferiore a 495 (la capacità fiscale dei comuni a statuto ordinario è attualmente individuata dal D.M. 30 ottobre 2018). Ai fini del riparto si tiene conto altresì dell'importo pro capite della quota da ripianare, calcolato tenendo conto della popolazione residente al 1° gennaio 2020 e del peso della quota da ripianare sulle entrate correnti; gli enti con popolazione superiore a 200.000 abitanti sono considerati come enti di 200.000 abitanti. I comuni già beneficiati del riparto effettuato dal citato D.M. 11 novembre 2020 non possono essere destinatari delle ulteriori risorse stanziate con la legge di bilancio 2021.

ultimo aggiornamento: 5 febbraio 2021

L'articolo 17 del D.L n. 76 del 2020 ("decreto semplificazioni") ha disposto il rinvio di termini e la temporanea disapplicazione di disposizioni nell'ambito della procedura di riequilibrio finanziario pluriennale degli enti locali, già prorogati dal D.L. n. 18/2020.

In particolare: si rinvia il termine per la deliberazione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale degli enti locali, prevista dall'articolo 243-bis, comma 5, del decreto legislativo n.267/2000 (Testo unico degli enti locali – TUEL). Tale termine, rinviato da ultimo al 30 giugno 2020 dall'articolo 107 del decreto-legge n. 18 del 2020, viene ulteriormente rinviato al 30 settembre 2020; si sospende fino al 30 giugno 2021 l'applicazione della procedura che conduce alla deliberazione di dissesto, in caso di mancata presentazione del piano di riequilibrio entro il termine previsto dall'articolo 243-bis, comma 5, del TUEL.

L'articolo 114-bis del D.L. n. 34/20 ha, inoltre, rinviato il termine per l'impugnazione della delibera di approvazione o di diniego del piano di riequilibrio finanziario pluriennale, di cui all'articolo 243-quater, comma 5, del Testo unico degli enti locali (TUEL). In particolare, si prevede che il termine di 30 giorni ivi indicato, già rinviato al 30 giugno 2020 dal DL n.18/2020, decorre dal 1° gennaio 2021.

L'articolo 53 del D.L. n. 104/20 sospende fino al 30 giugno 2021 i termini disposti ed assegnati con deliberazione e/o note istruttorie dalle Sezioni Regionali di controllo della Corte dei conti nei confronti degli enti locali che hanno avuto approvato il piano di riequilibrio finanziario pluriennale (ai sensi del richiamato articolo 243-bis del TUEL), anche se già decorrenti. Per i medesimi enti sono altresì sospese, fino al 30 giugno 2021, le procedure esecutive a qualunque titolo intraprese nei loro confronti.

ultimo aggiornamento: 5 ottobre 2020

L'articolo 106-bis del D.L. n. 34/20 ha istituito un fondo, con una dotazione di 20 milioni di euro per il 2020, in favore dei comuni in stato di dissesto finanziario alla data del 15 giugno 2020. Il nuovo fondo, istituito presso il Ministero dell'interno, è finalizzato per il 50% ad interventi di manutenzione straordinaria di beni immobili di proprietà degli stessi comuni in stato di dissesto, da assegnare alla Polizia di Stato e ai Carabinieri, e per il restante 50% è assegnato ai suddetti comuni in dissesto finanziario i cui organi sono stati sciolti a seguito di fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso o similare. Le risorse del Fondo sono state ripartite con il D.M. 19 ottobre 2020.

La legge di bilancio 2021 ha incrementato la dotazione del fondo in favore dei comuni in stato di dissesto finanziario: 10 milioni di euro per il 2021 sono destinate a determinati comuni i cui organi sono stati sciolti per infiltrazione mafiosa (i comuni sono individuati dall'Allegato B del citato D.M.19 ottobre 2020); 5 milioni di euro per il 2021 sono destinate alla realizzazione di interventi di manutenzione straordinaria di beni immobili da assegnare alla Polizia di Stato e all'Arma dei carabinieri.

ultimo aggiornamento: 10 febbraio 2021

La legge di bilancio per il 2021 ha introdotto, ai commi 786-789, una serie di disposizioni in materia contabile per gli enti territoriali.

In particolare il comma 786 estende all'esercizio finanziario 2021 la vigenza di alcune deroghe contabili previste a favore degli enti territoriali per l'anno 2020 dal decreto-legge n. 18 del 2020. Si tratta, in particolare, della facoltà per gli enti territoriali di utilizzare la quota libera di avanzo di amministrazione per il finanziamento di spese correnti connesse con l'emergenza epidemiologica, in deroga alle disposizioni vigenti. Sono inoltre prorogate al 2021 la norma che autorizza gli enti locali ad utilizzare i proventi delle concessioni edilizie e delle sanzioni in materia edilizia per il finanziamento delle spese correnti connesse all'emergenza COVID-19 e la norma che consente alle Regioni e alle Province autonome di procedere alle variazioni del bilancio di previsione con atto dell'organo esecutivo in via di urgenza, salva successiva ratifica con legge, a pena di decadenza, da parte dell'organo consiliare.

Il comma 787 consente ai consigli regionali di approvare la legge di assestamentonelle more della conclusione del giudizio di parifica del rendiconto da parte della Corte dei conti, anche sulla base delle risultanze del rendiconto approvato dalla Giunta. Inoltre, si prevede che le somme ricevute in caso di estinzione anticipata di uno strumento finanziario derivato possono essere destinate al ripiano del disavanzo 2020 e 2021 correlato all'emergenza COVID-19.

Il comma 788 istituisce un tavolo tecnico, con rappresentanti della Ragioneria generale e delle Regioni e Province autonome, per valutare l'utilizzo delle quote accantonate e vincolate del risultato di amministrazione degli enti in disavanzo in considerazione del protrarsi dell'emergenza COVID-19.

Il comma 789 dispone che per le regioni (a statuto ordinario) e gli enti locali, non costituiscono indebitamento, ai sensi dell'articolo 119, comma 6, della Costituzione, le operazioni di revisione, ristrutturazione o rinegoziazione dei contratti di approvvigionamento finanziario che determinano una riduzione del valore finanziario delle passività totali.

ultimo aggiornamento: 10 febbraio 2021
 
temi di Autonomie territoriali e finanza locale
 
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