tema 13 novembre 2020
Studi - Cultura Le misure adottate a seguito dell'emergenza Coronavirus (COVID-19) per il mondo dell'istruzione (scuola, istruzione e formazione professionale, università, Istituzioni AFAM)

A seguito dell'emergenza da Coronavirus (COVID-19), dal 5 marzo 2020 sono state sospese, su tutto il territorio nazionale, le attività didattiche in presenza relative all'anno scolastico 2019/2020 nei servizi educativi per l'infanzia e nelle scuole di ogni ordine e grado, , nonché quelle relative all'anno accademico 2019/2020 nelle università e nelle istituzioni AFAM. Al contempo, è stata attivata la didattica a distanza. 

Per fronteggiare tale situazione, sono stati assunti diversi interventi volti a contemperare la tutela della salute degli studenti e del personale scolastico e universitario con la salvaguardia del diritto allo studio, al contempo garantendo gli stessi da eventuali effetti pregiudizievoli derivanti dalla sospensione delle attività didattiche in presenza.

Successivamente, è stato consentito, in particolare, pur nel rispetto delle norme di distanziamento fisico, lo svolgimento in presenza degli esami di Stato conclusivi del secondo ciclo relativi allo stesso a.s. 2019/2020.

Nel prosieguo, sono state introdotte varie disposizioni volte a garantire la ripresa in sicurezza delle attività didattiche in presenza nei servizi educativi e nelle scuole dell'infanzia, per l'a.s. 2020/2021, nonché nelle università e nelle istituzioni AFAM, per l'a.a. 2020/2021.

Da ultimo, a ottobre 2020, in considerazione del carattere particolarmente diffusivo dell'epidemia e dell'incremento dei casi sul territorio nazionale, sono state progressivamente introdotte nuove disposizioni, in particolare volte a limitare le attività didattiche in presenza agli alunni più piccoli e, per le università e le istituzioni AFAM, a limitare le attività formative e curricolari alle matricole, salvo che nelle zone c.d. "rosse".

La VII Commissione della Camera, in argomento, ha svolto una intensa attività conoscitiva e di indirizzo.

apri tutti i paragrafi

Le prime misure attuate a seguito dell'emergenza sanitaria da COVID-19 erano recate dal D.L. 23 febbraio 2020, n. 6 (L. 13/2020) che aveva previsto la possibilità di sospensione, con DPCM, del funzionamento dei servizi educativi dell'infanzia, delle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione e degli istituti di formazione superiore, compresa quella universitaria, salvo le attività formative svolte a distanza, nonché la sospensione dei viaggi di istruzione, sia sul territorio nazionale, sia all'estero (art. 1, co. 2, lett. d) ed f). 

A seguire, erano dunque intervenuti vari DPCM che avevano progressivamente dettagliato ed esteso, in termini temporali e territoriali, tali previsioni.

Preliminarmente, si ricorda che le disposizioni di tutti i DPCM si applicano alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione.
In particolare, il DPCM 4 marzo 2020 aveva stabilito che sull' intero territorio nazionale, a decorrere dal 5 marzo 2020 (e fino al 15 marzo 2020) erano sospesi, fra l'altro, i servizi educativi per l'infanzia e le attività didattiche in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le università e le Istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM), di corsi professionali, master e università per anziani, ferma in ogni caso la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza. Erano esclusi dalla sospensione i corsi post universitari connessi con l'esercizio di professioni sanitarie, inclusi quelli per i medici in formazione specialistica, i corsi di formazione specifica in medicina generale, le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie. Erano, inoltre, sospesi i viaggi d'istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado (art. 1, co. 1, lett. d) ed e)).
Lo stesso DPCM ha, inoltre, previsto – con disposizioni poi presenti, salvo qualche variazione, in tutti i successivi DPCM recanti previsioni riferite al periodo dell'a.s. e dell'a.a. 2019/2020 - che, per tutta la durata della sospensione, i dirigenti scolastici dovevano attivare modalità di didattica a distanza avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità e che nelle università e nelle Istituzioni AFAM le attività didattiche o curriculari potevano essere svolte, ove possibile, con modalità a distanza, individuate dalle medesime università e istituzioni, avuto particolare riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità. Le università e le Istituzioni, successivamente al ripristino dell'ordinaria funzionalità, dovevano assicurare, laddove ritenuto necessario ed in ogni caso individuandone le relative modalità, il recupero delle attività formative nonché di quelle curriculari ovvero di ogni altra prova o verifica, anche intermedia, che risultassero funzionali al completamento del percorso didattico (art. 1, co. 1, lett. da g) a i)).
Tali sospensioni erano state dapprima confermate (dall'8 marzo 2020 al 15 marzo 2020) dal DPCM 8 marzo 2020 (art. 2, co. 1, lett. h), e art. 5, co. 1) e successivamente prorogate (dal 10 marzo 2020 fino al 3 aprile 2020) dal DPCM 9 marzo 2020 (che aveva esteso all'intero territorio nazionale le misure previste per la regione Lombardia e altre 14 province dall'art. 1 del medesimo DPCM 8 marzo 2020, tra cui anche la sospensione delle riunioni degli organi collegiali in presenza e la previsione secondo cui gli enti gestori provvedevano ad assicurare la pulizia degli ambienti e gli adempimenti amministrativi e contabili concernenti i servizi educativi per l'infanzia, non facenti parte di circoli didattici o istituti comprensivi).
Successivamente, il D.L. 25 marzo 2020, n. 19 ( L. 35/2020ha previsto che, su specifiche parti o, occorrendo, su tutto il territorio nazionale, può essere disposta, con DPCM, per periodi predeterminati, ciascuno di durata non superiore a 30 giorni, reiterabili e modificabili anche più volte, originariamente (v. infra) fino al 31 luglio 2020 (termine dello stato di emergenza dichiarato con delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020), e con possibilità di modularne l'applicazione in aumento, ovvero in diminuzione secondo l'andamento epidemiologico del virus, la sospensione dei servizi educativi per l'infanzia, delle attività didattiche delle scuole di ogni ordine e grado, delle attività delle istituzioni di formazione superiore, comprese le università e le Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, di master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani, ferma restando la possibilità di svolgimento delle attività con modalità a distanza, nonché la sospensione dei viaggi d'istruzione, delle iniziative di scambio o gemellaggio, delle visite guidate e delle uscite didattiche comunque denominate, sia sul territorio nazionale sia all'estero (art. 1, co. 2, lett. p e q) e art. 2, co. 1).

Ha, altresì, disposto l'abrogazione, salvo alcune disposizioni, del D.L. 6/2020 (art. 5, co. 1).

 

Si erano, dunque, succeduti vari altri DPCM che avevano confermato senza soluzione di continuità le sospensioni indicate.

Qualche prima variazione era intervenuta, limitatamente alla formazione superiore, con il DPCM 26 aprile 2020 che, confermando la sospensione (fino al 17 maggio 2020) dei servizi educativi per l'infanzia, nonché delle attività didattiche in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado, nelle università e nelle istituzioni AFAM – con esclusione dei corsi di formazione specifica in medicina generale –, e la prosecuzione delle attività didattiche a distanza, aveva previsto che, a decorrere dal 4 maggio 2020, nelle università e nelle istituzioni AFAM potevano essere svolti esami, tirocini, attività di ricerca e di laboratorio sperimentale e/o didattico ed esercitazioni, ed era altresì, consentito l'utilizzo di biblioteche, a condizione che vi fosse un'organizzazione degli spazi e del lavoro tale da ridurre al massimo il rischio di prossimità e di aggregazione e che fossero adottate misure organizzative di prevenzione e protezione, contestualizzate al settore della formazione superiore e della ricerca, anche avuto riguardo alle specifiche esigenze delle persone con disabilità, di cui al « Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione» pubblicato dall'INAIL.

E', poi, intervenuto il D.L. 16 maggio 2020, n. 33 (L. 74/2020) che ha previsto che le attività dei servzi  educativi per linfanzia e le attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le università e le istituzioni AFAM, di corsi per le professioni sanitarie e università per anziani sono svolte con modalità definite con DPCM ai sensi del D.L. 19/2020 (art. 1, co. 13).

In linea generale, lo stesso D.L. 33/2020 ha disposto che, in relazione all'andamento della situazione epidemiologica sul proprio territorio, nelle more dell'adozione dei DPCM, la regione, informando contestualmente il Ministro della salute, poteva introdurre misure derogatorie, ampliative o restrittive, rispetto a quelle disposte dagli stessi DPCM (art. 1, co. 16). Successivamente, tale previsione è stata modificata dal D.L. 125/2020 (art. 1, co. 2, lett. a)), che ha disposto che le regioni possono introdurre, informando contestualmente il Ministro della salute, misure derogatorie restrittive rispetto a quelle disposte dai DPCM, ovvero, nei soli casi e nel rispetto dei criteri previsti dai citati decreti e d'intesa con il Ministro della salute, anche ampliative.

Lo stesso D.L. 33/2020 aveva altresì previsto che le sue disposizioni si applicassero fino al 31 luglio 2020 (al riguardo, vedi infra) (art. 3, co. 1).

In prima attuazione, il DPCM 17 maggio 2020 aveva confermato, sostituendolo, quanto previsto dal DPCM 26 aprile 2020 (art. 1, co. 1, lett. q), r), s), t)).
Successivamente, ferme restando fino al 14 luglio 2020 la maggior parte delle sospensioni e le altre disposizioni per il contenimento del contagio recate dal DPCM 17 maggio 2020, il DPCM 11 giugno 2020 aveva però disposto che dal 15 giugno 2020 erano esclusi dalla sospensione, fra l'altro, gli esami di qualifica dei percorsi di IeFP, secondo le disposizioni emanate dalle singole Regioni, a condizione che fossero rispettate le misure di cui al già citato «Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione» pubblicato dall'INAIL. Inoltre, dalla medesima data, le riunioni degli organi collegiali delle istituzioni scolastiche ed educative di ogni ordine e grado potevano essere svolte in presenza o a distanza sulla base della possibilità di garantire il distanziamento fisico. Gli enti gestori provvedevano ad assicurare la pulizia degli ambienti e gli adempimenti amministrativi e contabili concernenti i servizi educativi per l'infanzia.
Nel periodo di sospensione e nel periodo di chiusura delle scuole, l'ente proprietario dell'immobile poteva autorizzare, in raccordo con le istituzioni scolastiche, l'ente gestore ad utilizzarne gli spazi per l' organizzazione e lo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative, non scolastiche né formali, senza pregiudizio alcuno per le attività delle istituzioni scolastiche medesime. Le attività dovevano essere svolte con l'ausilio di personale qualificato, e con obbligo a carico dei gestori di adottare appositi protocolli di sicurezza conformi alle linee guida di cui all'allegato 8 e di procedere alle attività di pulizia e igienizzazione necessarie. Alle medesime condizioni, potevano essere utilizzati anche centri sportivi pubblici o privati.
Inoltre, nelle università e nelle istituzioni AFAM potevano svolgersi anche attività seminariali, alle condizioni già previste dal DPCM 26 aprile 2020 (art. 1, co. 1, lett. q), r), s), t)).
Le disposizioni del DPCM, originariamente efficaci fino al 14 luglio 2020, avevano sostituito quelle del DPCM 17 maggio 2020 ed erano poi state prorogate fino al 31 luglio 2020 dal DPCM 14 luglio 2020.

Successivamente, il D.L. 30 luglio 2020, n. 83 (L. 124/2020) aveva prorogato al 15 ottobre 2020 (nuovo termine dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei Ministri il 29 luglio 2020) la possibilità di intervento con DPCM prevista dall'art. 1, co. 1, del D.L. 19/2020 (L. 34/2020) e, conseguentemente, aveva prorogato alla stessa data quanto previsto dall'art. 3, co. 1, del D.L. 33/2020 (L. 74/2020) (art. 1, co. 1 e 2).

Inoltre, aveva prorogato al 15 ottobre 2020 i termini delle disposizioni inserite nell'allegato – fra le quali alcune riguardanti i settori scolastico e universitario -, disponendo che ogni termine non inserito nello stesso allegato restava fissato al 31 luglio 2020 (art. 1, co. 3 e 4).

Infine, aveva previsto che, nelle more dell'adozione di nuovi DPCM, e comunque per massimo 10 giorni dalla data della sua entrata in vigore, restavano applicabili le previsioni del DPCM 14 luglio 2020 (art. 1, co. 5).

Nel prosieguo, era intervenuto il DPCM 7 agosto 2020, le cui disposizioni, originariamente efficaci fino al 7 settembre 2020, avevano sostituito quelle DPCM 11 giugno 2020, come prorogato dal DPCM 14 luglio 2020, ed erano state inizialmente prorogate fino al 7 ottobre 2020 dal DPCM 7 settembre 2020. In particolare, quest'ultimo aveva sostituito l'allegato 16 del DPCM del 7 agosto, e aveva introdotto nello stesso DPCM due nuovi allegati (allegato 21 e allegato 22).
Più nello specifico, il DPCM del 7 settembre aveva disposto che, fino al 7 ottobre 2020, sull'intero territorio nazionale:
- in relazione alla ripresa in presenza delle attività dei servizi educativi per l'infanzia e dell'attività didattica delle scuole di ogni ordine e grado secondo i rispettivi calendari (v . infra, successivo paragrafo), le istituzioni scolastiche continuavano a predisporre ogni misura utile all'avvio e  al regolare svolgimento dell'a.s. 2020/2021, anche sulla base delle (nuove) Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-COV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell'infanzia, di cui all'allegato 21, elaborate dall'Istituto Superiore di Sanità, con il Ministero dell'Istruzione, il Ministero della salute, l'INAIL, la Fondazione Bruno Kessler, la regione Veneto e la regione Emilia-Romagna.
In particolare, nelle Indicazioni operative si dispone che, ai fini dell'identificazione precoce dei casi sospetti, è necessario prevedere: un sistema di monitoraggio dello stato di salute degli alunni e del personale scolastico; il coinvolgimento delle famiglie nell'effettuare il controllo della temperatura corporea dell'alunno a casa ogni giorno prima di recarsi al servizio educativo dell'infanzia o a scuola; la misurazione della temperatura corporea al bisogno (es. malore a scuola di un alunno o di un operatore scolastico), da parte del personale scolastico individuato, mediante l'uso di termometri che non prevedono il contatto; la collaborazione dei genitori nel contattare il proprio medico curante per le operatività connesse alla valutazione clinica e all'eventuale prescrizione del tampone naso-faringeo.
Successivamente, chiarimenti in merito agli attestati di guarigione da COVID-19 o da patologia diversa da COVID-19 per gli alunni e per il personale scolastico sono stati forniti dal Ministero della salute con Circolare prot. n. 30847 del 24 settembre 2020. Con Circolare 29 settembre 2020 lo stesso Ministero ha, inoltre, disciplinato l'utilizzo dei test antigenici rapidi nelle scuole. 
Chiarimenti riguardo alle procedure di sicurezza da applicare durante le lezioni di canto e di musica sono stati forniti, invece, dal Ministero dell'istruzione con Circolare prot. n. 16459 del 15 settembre 2020.
- si confermava, fra l'altro, la possibilità di svolgimento degli esami di qualifica dei percorsi di IeFP, alle condizioni già previste e la possibilità di svolgimento delle riunioni degli organi collegiali delle istituzioni scolastiche ed educative di ogni ordine e grado in presenza o a distanza, sulla base della possibilità di garantire il distanziamento fisico. Si confermava, altresì, che gli enti gestori provvedevano ad assicurare la pulizia degli ambienti e gli adempimenti amministrativi e contabili concernenti i servizi educativi per l'infanzia e che, nelle more della ripresa dell'attività didattica, l'ente proprietario dell'immobile poteva autorizzare, in raccordo con le istituzioni scolastiche, l'ente gestore ad utilizzarne gli spazi per l'organizzazione e lo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative, non scolastiche né formali, senza pregiudizio alcuno per le attività delle istituzioni scolastiche medesime. Le attività potevano essere svolte con l'ausilio di personale qualificato, e con obbligo a carico dei gestori di adottare appositi protocolli di sicurezza conformi alle linee guida di cui all'allegato 8 e di procedere alle attività di pulizia e igienizzazione necessarie. Alle medesime condizioni, potevano essere utilizzati anche centri sportivi pubblici o privati;  
- in base alle (nuove) linee guida per il servizio di trasporto scolastico dedicato di cui al (nuovo) allegato 16 (confermate dai successivi DPCM: v. infra), fra l'altro: il mezzo di trasporto deve essere igienizzato, sanificato e disinfettato almeno una volta al giorno; sullo stesso deve essere assicurata un'areazione, possibilmente naturale, continua, e devono essere messi a disposizione all'entrata appositi detergenti per la sanificazione delle mani degli alunni; la salita degli alunni deve avvenire evitando alla fermata un distanziamento inferiore al metro e facendo salire ogni passeggero dopo che il precedente si sia seduto; la discesa deve avvenire scendendo uno per uno, partendo dai più vicini alle uscite e non alzandosi dal posto se non quando il passeggero precedente sia sceso; si deve evitare di avvicinarsi o di chiedere informazioni al conducente, che comunque dovrà indossare i dispositivi di protezione individuale; gli alunni – tranne quelli con età inferiore a 6 anni e quelli con disabilità non compatibili con l'uso continuativo di dispositivi di protezione delle vie aeree – devono indossare una mascherina di comunità, per la protezione del naso e della bocca; la distribuzione degli alunni a bordo sarà compiuta anche mediante marker segnaposto. E' consentito un coefficiente di riempimento dei mezzi non superiore all' 80% dei posti consentiti dalla carta di circolazione. E' consentita la capienza massima del mezzo di trasporto scolastico dedicato nel caso in cui la permanenza degli alunni nel mezzo non sia superiore a 15 minuti;
- per quanto concerne le università, le attività didattiche e curriculari dovevano essere svolte nel rispetto delle linee guida del Ministero dell'università e della ricerca, di cui all'allegato 18, nonché sulla base del (nuovo) Protocollo per la gestione dei casi confermati e sospetti di COVID-19, di cui all'allegato 22 (entrambi confermati dai successivi DPCM: v. infra).  Le linee guida ed il protocollo si applicano, in quanto compatibili, anche alle istituzioni AFAM. Le linee guida di cui all' allegato 18 del DPCM – predisposte sulla base delle prime indicazioni fornite con nota ministeriale del 4 maggio 2020 e delle proposte della CRUI del 26 giugno 2020 e del 22 luglio 2020 sulle modalità di erogazione della didattica, accolte dal Comitato tecnico scientifico del Dipartimento della protezione civile il 24 luglio 2020 – dispongono che, ove possibile, la didattica verrà erogata contemporaneamente sia in presenza sia online, delineando una didattica mista che possa essere fruita nelle aule universitarie ma, al contempo, anche a distanza. Tutti gli studenti avranno la possibilità di seguire le lezioni anche se non potranno essere presenti fisicamente negli atenei: in particolare, si fa riferimento agli studenti internazionali impossibilitati alla mobilità e agli studenti extraregionali, nonché agli studenti con particolari patologie per i quali si sconsiglia la ripresa delle attività in presenza. Sottolineano, altresì, che la modalità online permetterà di ridurre la numerosità degli studenti presenti nelle aule e che, nel caso di classi numerose in modalità mista, si potranno organizzare sistemi di turnazione. Le università potranno organizzarsi al fine di garantire in presenza tutte le attività laboratoriali, le esercitazioni e le attività esperienziali e potranno provvedere all'adeguamento di tutte le strutture tecnologiche delle aule al fine di permettere una didattica online di qualità, utilizzando le risorse assegnate dal Ministero a valere sul Fondo per le esigenze emergenziali delle università, delle istituzioni AFAM e degli enti di ricerca. Fermo restando l'uso della mascherina e il distanziamento di un metro, alle aule e agli spazi universitari aperti agli studenti devono essere applicate procedure di sanificazione quotidiane.
Il protocollo – proposto dalla CRUI e modificato per recepire il parere espresso dal Comitato tecnico scientifico del Dipartimento della protezione civile nella riunione del 28 agosto 2020 – prevede innanzitutto l'identificazione, in ciascun Ateneo, di un referente che svolga un ruolo di interfaccia con il Dipartimento di Prevenzione. Inoltre, presupposto per la gestione dei casi confermati e sospetti di COVID-19 è che gli atenei si dotino di sistemi che consentano di conoscere il nominativo degli studenti iscritti a ogni corso o a ogni turno del corso, ove presenti (con riferimento all'aula e al giorno). Tali sistemi possono essere i sistemi informatizzati di prenotazione da parte degli studenti e/o la rilevazione fisica delle presenze e/o infine l'elenco degli iscritti all'insegnamento o al turno;
-  a beneficio degli studenti che non riuscivano a partecipare alle attività didattiche o curriculari delle università e delle istituzioni AFAM, tali attività potevano essere svolte, ove possibile, con modalità a distanza, individuate dalle medesime università e istituzioni, avuto anche riguardo alle specifiche  esigenze   degli   studenti   con disabilità. Le università e le istituzioni dovevano assicurare, laddove ritenuto necessario e in ogni caso individuandone le relative modalità, il recupero delle attività formative, nonché di quelle curriculari, ovvero di ogni altra prova o verifica, anche intermedia, che risultassero funzionali al completamento del percorso didattico; le assenze maturate dagli studenti in questione non dovevano essere computate ai fini della eventuale ammissione ad esami finali, nonché ai fini delle relative valutazioni (art. 1, co. 6, lett. r), s), t), e art. 12, co. 1, del DPCM del 7 agosto 2020, come modificati dal DPCM 7 settembre 2020).

Ancora dopo, è intervenuto il già citato D.L. 7 ottobre 2020, n. 125 , che ha prorogato al 31 gennaio 2021 (nuovo termine dello stato di emergenza dichiarato con delibera del Consiglio dei ministri 7 ottobre 2020) la possibilità di intervento con DPCM prevista dall'art. 1, co. 1, del D.L. 19/2020 (L. 34/2020) e, conseguentemente, ha prorogato alla stessa data quanto previsto dall'art. 3, co. 1, del D.L. 33/2020 (L. 74/2020) (art. 1, co. 1, lett. a) e co. 2, lett. b).

Inoltre, ha prorogato al 31 dicembre 2020 i termini delle disposizioni inserite nell'allegato 1 del D.L. 83/2020, fra le quali alcune riguardanti i settori scolastico e universitario, in qualche caso con modifiche (art. 1, co. 3, lett. a).

Infine, ha previsto che, nelle more dell'adozione di nuovi DPCM, e comunque non oltre il 15 ottobre 2020, restavano applicabili le previsioni del DPCM 7 settembre 2020 (art. 5, co. 1).

Si sono dunque succeduti vari DPCM che, in particolare, considerato l'evolversi della situazione epidemiologica, il carattere particolarmente diffusivo dell'epidemia e l'incremento dei casi sul territorio nazionale, hanno progressivamente esteso il ricorso alla didattica digitale integrata nelle scuole di istruzione secondaria di secondo grado.

Nello specifico, è dapprima intervenuto - in sostituzione del  DPCM 7 agosto 2020, come prorogato dal DPCM 7 settembre 2020 - il DPCM 13 ottobre 2020, le cui disposizioni sono state modificate dal DPCM 18 ottobre 2020. In linea generale, le disposizioni del DPCM 13 ottobre 2020 si sono applicate, con le modifiche apportate dal DPCM 18 ottobre 2020, fino al 25 ottobre 2020. Successivamente, è intervenuto il DPCM 24 ottobre 2020, le cui disposizioni si sono applicate dal 26 ottobre (termine previsto dal DPCM: al riguardo, si veda, però, quanto disposto con nota del Ministero dell'istruzione prot. 1927 del 25 ottobre 2020) al 5 novembre 2020.

Quest'ultimo è poi stato sostituito dal DPCM 3 novembre 2020, le cui disposizioni si applicano, in generale, dal 6 novembre al 3 dicembre 2020 (art. 14, co. 1).

In particolare, per quanto concerne la scuola, dal 6 novembre 2020, su tutto il territorio nazionale:

- il 100% delle attività nelle scuole di istruzione secondaria di secondo grado si svolge tramite il ricorso alla didattica digitale integrata. Resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza per l'uso dei laboratori o per garantire l'inclusione scolastica degli alunni con disabilità e, in generale, con bisogni educativi speciali, secondo quanto previsto dal DM 89/2020 (con il quale sono state adottate le Linee guida per la Didattica digitale integrata), e dall'ordinanza del Ministro dell'istruzione 134/2020 (relativa agli alunni e studenti con patologie gravi o immunodepressi: v. infra), garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata (art. 1, co. 9, lett. s));

- le attività didattiche continuano a svolgersi in presenza nei servizi educativi per l'infanzia, nelle scuole dell'infanzia e in quelle del primo ciclo di istruzione, ma con uso obbligatorio di dispositivi di protezione delle vie respiratorie, fatta eccezione per i bambini di età inferiore ai 6 anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l'uso della mascherina (art. 1, co. 9, lett. s));

- continuano ad essere consentiti gli esami di qualifica dei percorsi di IeFP, secondo le disposizioni emanate dalle singole regioni (art. 1, co. 9, lett. s));

- restano sospesi le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, fatte salve le attività inerenti i percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento, nonché le attività di tirocinio previste nel percorso formativo per l'insegnamento nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria, di cui al DM 249/2010, da svolgersi nei casi in cui sia possibile garantire il rispetto delle prescrizioni sanitarie e di sicurezza vigenti (tali attività erano state sospese dal 14 ottobre 2020) (art. 1, co. 9, lett. t));

- le riunioni degli organi collegiali delle istituzioni scolastiche ed educative di ogni ordine e grado possono essere svolte solo con modalità a distanza. Il rinnovo degli stessi organi collegiali avviene secondo modalità a distanza, nel rispetto dei principi di segretezza e libertà nella partecipazione alle elezioni (art. 1, co. 9, lett. s));

- gli enti gestori continuano a dover assicurare la pulizia degli ambienti e gli adempimenti amministrativi e contabili concernenti i servizi educativi per l'infanzia. L'ente proprietario dell'immobile continua a poter autorizzare, in raccordo con le istituzioni scolastiche, l'ente gestore ad utilizzarne gli spazi per l'organizzazione e lo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative, non scolastiche né formali, senza pregiudizio alcuno per le attività delle istituzioni scolastiche medesime. Le attività devono essere svolte con l'ausilio di personale qualificato, e con obbligo a carico dei gestori di adottare appositi protocolli di sicurezza conformi alle linee guida di cui all'allegato 8 e di procedere alle attività di pulizia e igienizzazione necessarie. Alle medesime condizioni, continuano a poter essere utilizzati anche centri sportivi pubblici o privati (art. 1, co. 9, lett. s)).

Inoltre, in base allo stesso DPCM, dal giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle ordinanze adottate dal Ministro della salute, sentiti i Presidenti delle regioni interessate, che individuano le regioni che si collocano in uno "scenario di tipo 4" e con un livello di rischio "alto" (secondo quanto stabilito nel documento "Prevenzione e risposta a COVID-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno invernale", condiviso dalla Conferenza delle regioni e province autonome l'8 ottobre 2020, di cui all'allegato 25), la didattica a distanza si estende anche agli studenti del secondo e terzo anno di istruzione secondaria di primo grado. Anche in tal caso si può svolgere attività in presenza qualora sia necessario l'uso di laboratori o per garantire l'inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata (art. 3, co. 1, lett. f)).

Con Ordinanza del 4 novembre 2020 del Ministro della salute, le regioni che dal 6 novembre 2020 e per un periodo di 15 giorni si collocano in uno "scenario di tipo 4" e con un livello di rischio "alto" sono state individuate in Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia, Calabria. Successivamente, con Ordinanza del 10 novembre 2020 del Ministro della salute è stata inserita tra le zone che si collocano in uno "scenario di tipo 4" e con un livello di rischio "alto" anche la Provincia autonoma di Bolzano, dall'11 novembre 2020 e per un periodo di 15 giorni.

In relazione a quanto stabilito dal DPCM 3 novembre 2020, con nota prot. 1990 del 5 novembre 2020, il Ministero ha chiarito, in particolare, che:

- in analogia con quanto previsto per l'istruzione del secondo ciclo, anche i percorsi di IeFP presso le istituzioni scolastiche, di ITS, di IFTS, nonché i corsi di istruzione serale per gli adulti, devono adottare misure in modo che il 100% delle attività sia svolto tramite il ricorso alla didattica digitale integrata;

- un caso particolare è rappresentato dall'istruzione degli adulti, realizzata attraverso i Centri provinciali di istruzione, la cui offerta formativa rientra nell'istruzione del primo ciclo e come tale ne segue le prescrizioni. Può comunque essere implementata, tenendo conto delle particolari situazioni dell'utenza, la previsione secondo cui i corsisti possono già fruire di un 20% del monte ore didattico a distanza (DPR 263/2012);

- l'obbligo dell'uso della mascherina per il personale scolastico e per gli studenti di almeno 6 anni vale, oltre che per il primo ciclo di istruzione, anche per il secondo, per quelle attività che continuano a svolgersi in presenza. Sull'argomento, con nota prot. 1994 del 9 novembre 2020, il Ministero ha ricordato che il Comitato Tecnico Scientifico, nella riunione dell'8 novembre 2020, ha precisato che il DPCM 3 novembre 2020 "non indica per il contesto scolastico eccezioni correlate al distanziamento". A partire dalla scuola primaria, dunque, la mascherina dovrà essere indossata sempre, da chiunque sia presente a scuola, durante la permanenza nei locali scolastici e nelle pertinenze, anche quando gli alunni sono seduti al banco e indipendentemente dalle condizioni di distanza (1 metro tra le rime buccali) previste dai precedenti protocolli, "salvo che per i bambini di età inferiore ai sei anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l'uso della mascherina". Oltre alla mascherina chirurgica, "possono essere utilizzate anche mascherine di comunità". Nelle sezioni di scuola primaria a tempo pieno e di scuola secondaria di primo grado a tempo prolungato, è necessario prevedere la sostituzione della mascherina di tipo chirurgico a metà giornata, per garantirne l'efficienza;

- le attività convittuali possono proseguire (nel rispetto di quanto disposto per le attività ricettive dall'art. 1, co. 9, lett. oo), del DPCM) a condizione che sia garantita comunque la distanza interpersonale di sicurezza di un metro negli spazi comuni, e nel rispetto dei protocolli e delle linee guida adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome. Nel caso in cui la scuola e il convitto siano posti nel medesimo edificio o in edifici contigui, i convittori possono frequentare le attività didattiche in presenza (dal momento che, in questa circostanza, l'eventuale passaggio alla didattica a distanza non recherebbe alcun beneficio alla salute pubblica, giacché gli studenti risiedono a pochi metri di distanza dalle aule). I semi-convittori, invece, frequenteranno la scuola secondaria di secondo grado a distanza;

- i dirigenti scolastici, unitamente ai docenti delle classi interessate e ai docenti di sostegno, in raccordo con le famiglie, favorisco la frequenza in presenza dell'alunno con disabilità, in coerenza col PEI, nell'ambito del coinvolgimento anche, ove possibile, di un gruppo di allievi della classe di riferimento, che potrà variare nella composizione o rimanere immutato. Gli stessi soggetti valutano, inoltre, se attivare misure per garantire la frequenza in presenza agli alunni con altri bisogni educativi speciali

- si possono prevedere misure che prevedono la frequenza in presenza anche con riferimento a situazioni di "digital divide" non altrimenti risolvibili;

- per le realtà relative alla scuola in ospedale e ai progetti di istruzione domiciliare, è auspicabile il proseguimento della didattica in presenza, ove sia possibile garantirla;

- per le attività presso le scuole con sedi carcerarie, in particolare con riferimento alle sezioni minorili, va garantito il diritto all'istruzione, secondo le modalità da concordare con i direttori degli istituti penitenziari;

- per il personale docente, il dirigente scolastico può autorizzare l'attività non in presenza, ove possibile e ove la prestazione lavorativa sia comunque erogata;

- il personale assistente amministrativo svolge la propria attività lavorativa, per quanto possibile, in modalità agile (in accordo con l'art. 5, co. 4, lett. a), del DPCM). Il personale assistente tecnico svolge la propria attività lavorativa a supporto della didattica integrata, della didattica di laboratorio e degli adempimenti connessi alla consegna di materiale tecnologico. Il personale collaboratore scolastico e il personale addetto alle aziende agrarie, cuoco, infermiere o guardarobiere che non possa svolgere la propria attività a distanza, continua a prestare servizio in presenza (fermo restando l'applicazione nelle "zone rosse" dell'art. 3, co. 4, lett. i), del DPCM, che dispone che i datori di lavoro pubblici limitano la presenza del personale nei luoghi di lavoro per assicurare esclusivamente le attività che ritengono indifferibili e che richiedono necessariamente tale presenza, anche in ragione della gestione dell'emergenza).

 

Per l'università, il medesimo DPCM 3 novembre 2020 ha stabilito che, su tutto il territorio nazionale, gli atenei, sentito il Comitato universitario regionale di riferimento, predispongono piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari che tengono conto delle esigenze formative, dell'evoluzione del quadro pandemico territoriale e delle corrispondenti esigenze di sicurezza sanitaria. Le attività formative e curricolari si svolgono a distanza. Possono svolgersi in presenza solo le attività formative e curricolari degli insegnamenti relativi al primo anno dei corsi di studio, nonché quelle dei laboratori, nel rispetto delle linee guida del Ministero dell'università e della ricerca, di cui all'allegato 18 (v. ante), nonché sulla base del protocollo per la gestione di casi confermati e sospetti di COVID-19, di cui all'allegato 22 (v. ante). Tali disposizioni si applicano, per quanto compatibili, anche alle istituzioni AFAM.

Resta confermato che, a beneficio degli studenti che non riescano a partecipare alle attività didattiche o curriculari delle università e delle istituzioni AFAM, tali attività possono essere svolte, ove possibile, con modalità a distanza, individuate dalle medesime università e istituzioni, avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità; le università e le istituzioni assicurano, laddove ritenuto necessario e in ogni caso individuandone le relative modalità, il recupero delle attività formative, nonché di quelle curriculari, ovvero di ogni altra prova o verifica, anche intermedia, che risultino funzionali al completamento del percorso didattico; le assenze maturate dagli studenti non sono computate ai fini della eventuale ammissione ad esami finali nonché ai fini delle relative valutazioni (art.1, co. 9, lett. u) e v)).

Inoltre, dal giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle ordinanze che individuano le regioni che si collocano in uno "scenario di tipo 4" e con un livello di rischio "alto" (per le ordinanze, v. ante), è sospesa la frequenza delle attività formative e curriculari delle università e delle istituzioni AFAM, fermo in ogni caso il proseguimento di tali attività a distanza. I corsi per i medici in formazione specialistica, i corsi di formazione specifica in medicina generale, nonché le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie e le altre attività, didattiche o curriculari, eventualmente individuate dalle università, sentito il Comitato universitario regionale di riferimento, possono proseguire, laddove necessario, anche in modalità in presenza, fermo restando il rispetto di quanto previsto dagli allegati 18 e 22 (art. 3, co. 1, lett. g)).

 

A seguito dello stesso DPCM, che sospende "lo svolgimento delle prove preselettive e scritte delle procedure concorsuali pubbliche e private" (art.1, co. 9, lett. z)), con nota prot. 1979 del 4 novembre 2020 il Ministero dell'istruzione ha disposto la sospensione dello svolgimento delle prove scritte della procedura straordinaria per l'immissione in ruolo del personale docente su posti comuni e di sostegno nella scuola secondaria di primo e secondo grado, per le quali si procederà a una nuova calendarizzazione. In base al comunicato del 4 novembre 2020, oltre il 60% dei candidati ha già svolto le prove. Lo stesso comunicato ha preannunciato, inoltre, che il Ministero avvierà la correzione degli scritti delle procedure già effettuate.

In base alla medesima nota 1979/2020, le procedure del concorso per Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi (DSGA), proseguono, invece, regolarmente.

ultimo aggiornamento: 13 novembre 2020

1. Gli interventi specifici per il mondo della scuola

A seguito della sospensione dell'attività didattica in presenza relativa all'a.s. 2019/2020, il D.L. 2 marzo 2020, n. 9 aveva introdotto disposizioni inerenti alla validità dello stesso a.s. (art. 32), all'assistenza agli alunni con disabilità (art. 9), alla disciplina applicabile in relazione ai viaggi di istruzione sospesi (art. 28, co. 9), alla presa di servizio dei vincitori della procedura per l'internalizzazione dei servizi di pulizia nelle scuole (art. 20).

 

Le previsioni recate dal D.L. 9/2020 sono poi state inserite, durante l'esame parlamentare, in alcuni casi con modifiche, nel D.L. 17 marzo 2020, n. 18, al contempo prevedendo, nella relativa legge di conversione (L. 27/2020), l'abrogazione dello stesso D.L. 9/2020, con salvaguardia degli effetti giuridici da esso prodotti.

In vari casi, le previsioni recate da un D.L. sono state integrate, ovvero modificate, da successivi D.L. Ove ciò si sia verificato, se ne darà conto, nel prosieguo, in maniera accorpata.

 

In particolare:

  • il D.L. 18/2020 (L. 27/2020: art. 121-ter) ha previsto che, qualora le scuole del sistema nazionale d'istruzione non potevano effettuare almeno 200 giorni di lezione (previsti a regime), l'a.s. 2019-2020 conservava comunque validità. Erano del pari decurtati, proporzionalmente, i termini previsti per la validità dei periodi di formazione e di prova del personale e per il riconoscimento dell'anzianità di servizio;
  • il D.L. 18/2020 (L. 27/2020: art. 87, co. 3-ter) ha ha disposto che la valutazione degli apprendimenti, periodica e finale, oggetto dell'attività didattica svolta a distanza nell'a.s. 2019/20, produceva gli stessi effetti della valutazione in presenza;
  • il D.L. 18/2020 (L. 27/2020: art. 120, co. 1-3, 5-5-bis, 6 e 7) ha incrementato di € 85 mln per il 2020 le risorse destinate all'innovazione digitale e alla didattica laboratoriale. L'incremento è stato destinato: per € 10 mln, a consentire alle scuole statali di dotarsi di piattaforme e di strumenti digitali utili per l'apprendimento a distanza, o di potenziare quelli già in dotazione, nel rispetto dei criteri di accessibilità per le persone con disabilità; per € 70 mln, a mettere a disposizione degli studenti meno abbienti, in comodato d'uso, dispositivi digitali individuali per la fruizione delle medesime piattaforme, nonché alla necessaria connettività di rete; per € 5 mln a formare il personale scolastico sulle metodologie e le tecniche per la didattica a distanza. Le scuole possono comunque utilizzare le risorse loro assegnate per le piattaforme e gli strumenti digitali, qualora superiori alle necessità riscontrate, anche per le altre due finalità.
Gli € 85 mln previsti dal D.L. 18/2020 sono stati ripartiti con DM 26 marzo 2020, n. 187, che ha anche disposto che, sempre per fronteggiare l'emergenza Coronavirus, le somme di cui al DM 28 marzo 2019, n. 279, concernente le risorse in conto capitale per il 2019 e il 2020 destinate al Piano nazionale per la scuola digitale, erano incrementate di € 2 mln, a valere sulle risorse stanziate per l'anno 2020 dall'art. 1, co. 62, secondo periodo, della L. 107/2015. Infine, ha previsto la predisposizione di una relazione di monitoraggio entro 3 mesi dalla data di efficacia del decreto.

Ulteriori incrementi delle risorse destinate all'innovazione digitale e alla didattica laboratoriale, rispettivamente per € 2 mln e per € 85 mln per il 2020, sono stati disposti dal D.L. 8 aprile 2020, n. 22 (L. 41/2020: art. 2, co. 3-bis) e dal D.L. 28 ottobre 2020, n. 137 (art. 21). In particolare, quest'ultimo ha destinato le risorse all'acquisto di dispositivi e strumenti digitali individuali per la fruizione delle attività di didattica digitale integrata, da concedere in comodato d'uso agli studenti meno abbienti, nonché per l'utilizzo delle piattaforme digitali per l'apprendimento a distanza e per la necessaria connettività di rete.

In attuazione di quanto previsto dal D.L. 137/2020 è intervenuto il DM 2 novembre 2020, n. 155. Qui l'allegato;

  • il D.L. 18/2020 (L. 27/2020: art. 120, co. 6-bis e 7) ha stanziato € 2 mln per il 2020 a favore delle scuole paritarie per la dotazione di piattaforme e strumenti digitali utili per l'apprendimento a distanza e per i dispositivi digitali individuali da mettere a disposizione degli studenti meno abbienti, disponendo che le risorse dovevano essere ripartite con gli stessi criteri utilizzati per le scuole statali.
In attuazione, è intervenuto il DM 29 luglio 2020, n. 78. Qui il D.D. n. 1019 e il D.D. n. 1020 del 25 agosto 2020, con i quali sono state assegnate le risorse agli Uffici scolastici regionali;
  • il D.L. 18/2020 (L. 27/2020: art. 120, co. 4-7) ha autorizzato le scuole statali a sottoscrivere, per l'a.s. 2019-2020, contratti sino al termine delle attività didattiche (30 giugno 2020) con assistenti tecnici, nel limite complessivo di 1.000 unità, al fine di assicurare anche nelle scuole dell'infanzia e in quelle del primo ciclo la funzionalità della strumentazione informatica, nonché il supporto all'utilizzo delle piattaforme di didattica a distanza.
Al riparto degli assistenti tecnici si è proceduto con il medesimo DM 26 marzo 2020, n. 187, che ha assegnato la dotazione organica aggiuntiva agli Uffici scolastici regionali.

Analoga possibilità è poi stata prevista per i mesi da settembre a dicembre 2020 - e, dunque, con contratti fino al 31 dicembre 2020 - dal D.L. 19 maggio 2020, n. 34 (L. 77/2020: art. 230-bis, co. 1);

  • il D.L. 18/2020 (L. 27/2020: art. 121) ha previsto che, al fine di favorire la continuità occupazionale dei docenti già titolari di contratti di supplenza breve e saltuaria, nei periodi di chiusura o di sospensione delle attività didattiche il Ministero dell'istruzione assegnava comunque alle scuole statali le relative risorse finanziarie. Inoltre, nel limite di tali risorse, le scuole statali stipulavano contratti a tempo determinato con personale amministrativo tecnico ausiliario e docente provvisto di propria dotazione strumentale per lo svolgimento dell'attività lavorativa, al fine di potenziare le attività didattiche a distanza;
  • il D.L. 18/2020 (L. 27/2020: art. 77) ha autorizzato la spesa di € 43,5 mln nel 2020 per consentire alle istituzioni scolastiche ed educative pubbliche del sistema nazionale di istruzione – incluse, dunque, le scuole paritarie degli enti locali – di dotarsi di materiali per la pulizia straordinaria dei locali, nonché di dispositivi di protezione e igiene personale.

In attuazione, è intervenuto il DM 26 marzo 2020, n. 186 che, anzitutto, ha destinato le risorse a tutte le scuole (e non solo a quelle pubbliche) del sistema nazionale di istruzione. Ha, poi, precisato che le stesse erano riferite al "Fondo per il funzionamento finalizzato alla pulizia straordinaria degli ambienti scolastici". Infine, ha previsto la predisposizione di una relazione di monitoraggio entro 3 mesi dalla data di efficacia del decreto; 

  • il D.L. 18/2020 (L. 27/2020: art. 121-bis) ha previsto che i soggetti vincitori della procedura selettiva per l'internalizzazione dei servizi di pulizia scolastica che non avevano potuto prendere servizio il 1º marzo 2020 a causa della chiusura della scuola di titolarità, avrebbero sottoscritto il contratto di lavoro e preso servizio dalla stessa data, provvisoriamente, presso gli ambiti territoriali degli uffici scolastici regionali;
  • il D.L. 18/2020 (L. 27/2020: art. 4-ter, co. 1) ha disposto che, per tutto il periodo di sospensione delle attività didattiche, gli enti locali potevano fornire l'assistenza agli alunni con disabilità mediante erogazione di prestazioni individuali domiciliari, finalizzate in particolare al sostegno nella fruizione delle attività didattiche a distanza. Ciò, tenendo conto del personale disponibile, anche impiegato presso terzi titolari di concessioni o convenzioni o che abbiano sottoscritto contratti di servizio con gli enti locali medesimi;
  • il D.L. 18/2020 (L. 27/2020: art. 48) ha previsto che durante la sospensione dei servizi educativi e scolastici, le pubbliche amministrazioni garantivano, anche avvalendosi di gestori privati, prestazioni in forme individuali domiciliari o a distanza o negli stessi luoghi ove si svolgono normalmente i servizi (per quanto concerne gli alunni con disabilità, ciò riguarda anche le prestazioni rese dall'assistente all'autonomia e alla comunicazione). In seguito, il D.L. 19 maggio 2020, n. 34 (L. 77/2020: art. 109) ha disposto che tali prestazioni potevano essere fornite anche su proposta degli enti gestori di specifici progetti, avvalendosi del personale disponibile, già impiegato in tali servizi, anche dipendente da soggetti privati che operano in convenzione, concessione o appalto;
  • il D.L. 18/2020 (L. 27/2020: art. 73, co. 2-bis) ha disposto che, fino al 31 luglio 2020, le sedute degli organi collegiali delle scuole potevano svolgersi in videoconferenza, anche ove ciò non fosse previsto nei regolamenti interni. Successivamente, tale possibilità è stata consentita prima fino al 15 ottobre 2020 (D.L. 83/2020-L. 124/2020: art. 1, co. 3, e allegato 1, punto 16) e, da ultimo, fino al 31 dicembre 2020 (D.L. 125/2020: art. 3, co. 1);
  • il D.L. 18/2020 (L. 27/2020: art. 88-bis, co. 8-10) ha previsto un rimborso per i viaggi e le iniziative di istruzione sospesi, da corrispondere anche mediante un voucher di pari importo utilizzabile entro 12 mesi dall'emissione (tranne nei casi in cui il viaggio o l'iniziativa di istruzione riguardasse la scuola dell'infanzia o le classi terminali della scuola primaria e della scuola secondaria, nei quali doveva essere sempre corrisposto un rimborso). Sono stati fatti salvi, con effetto per l'a.s. 2020/2021, i rapporti instaurati alla data del 24 febbraio 2020 (giorno successivo alla data di entrata in vigore del D.L. 6/2020, che ha disposto la sospensione) dalle scuole committenti con gli organizzatori aggiudicatari, per i quali, tuttavia, le scuole possono modificare le modalità di svolgimento anche riguardo alle classi di studenti, ai periodi, alle date e alle destinazioni. Successivamente, il D.L. 34/2020 (L. 77/2020: art. 182, co. 3-bis, lett. a) e b)) ha esteso (da 12) a 18 mesi il periodo di validità dei voucher e ha esteso la previsione di corresponsione del rimborso con restituzione della somma versata, senza emissione di voucher, anche ai soggiorni di studio degli studenti del quarto anno delle scuole secondarie di secondo grado nell'ambito dei programmi internazionali di mobilità studentesca previsti per gli a.s. 2019/2020 e 2020/2021.

A sua volta, il D.L. 22/2020 (L. 41/2020) ha disciplinato la regolare conclusione dell'a.s. 2019/2020, anche con riferimento agli esami di Stato, e ha dettato le prime indicazioni per l'ordinato avvio dell'a.s. 2020/2021.

In particolare, con riferimento all'a.s. 2019/2020, ha stabilito che con ordinanze del Ministro dell'istruzione si dovevano disciplinare:

  • i requisiti per l'ammissione alla classe successiva degli studenti della scuola secondaria di primo e di secondo grado. A tal fine, si derogava alle previsioni relative alla frequenza minima necessaria e alla parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento, ovvero alla sospensione, in sede di scrutinio finale, del giudizio. Rimaneva comunque ferma la non ammissione in caso di sanzioni che comportano l'allontanamento dalla comunità, ovvero l'esclusione dallo scrutinio finale. Inoltre, su richiesta delle famiglie, i dirigenti scolastici dovevano valutare la reiscrizione al medesimo anno di corso frequentato nell'a.s. 2019-2020 per alunni con disabilità per i quali fosse stato accertato il mancato conseguimento degli obiettivi stabiliti nel Piano educativo individualizzato (PEI) (art. 1, co. 3, lett. a), co. 4, alinea e lett. a), co. 4-ter).
In attuazione, è intervenuta l' ordinanza n. 11 del 16 maggio 2020;
  • i criteri generali dell'eventuale integrazione e recupero degli apprendimenti relativi all'a.s. 2019/2020, che deve avvenire nel corso dell'attività didattica ordinaria dell'a.s. 2020/2021, a decorrere dal 1° settembre 2020 (art. 1, co. 2).
Al riguardo, ha disposto la già citata ordinanza n. 11 del 16 maggio 2020;
  • i requisiti di ammissione e l'ammissione agli esami di Stato conclusivi del primo e del secondo ciclo. A tal fine, si doveva prescindere, oltre che dai requisiti relativi alla frequenza e alla votazione minime necessarie, anche dai requisiti relativi alla partecipazione alle prove INVALSI (primo e secondo ciclo) e allo svolgimento dei percorsi per le competenze trasversali e l'orientamento (secondo ciclo). Anche in tal caso, rimaneva ferma la non ammissione ove presenti sanzioni che comportano l'allontanamento dalla comunità, ovvero l'esclusione dallo scrutinio finale. Le previsioni si dovevano applicare anche ai candidati esterni (art. 1, co. 3, lett. a), e co. 6, primo e secondo periodo);
  • le modalità di costituzione e di nomina delle Commissioni per l'esame di Stato conclusivo del secondo ciclo, prevedendo che fossero composte da commissari interni, con presidente esterno.  I risparmi così realizzati sono stati destinati per metà al Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche, e, per l'altra metà, al recupero degli apprendimenti relativi all'a.s. 2019/2020 (art. 1, co. 3, lett. c), co. 4, alinea, e co. 9).
In attuazione , sono intervenute l' OM 197 del 17 aprile 2020,  e l' OM 21 del 3 giugno 2020.

Il medesimo D.L. 22/2020 (L. 41/2020) ha disposto che le ordinanze avrebbero disciplinato altresì le modalità di svolgimento degli esami di Stato.

In particolare, ha profilato due diverse discipline, a seconda che l'attività didattica riprendesse o meno in presenza entro il 18 maggio 2020.

Con specifico riguardo all'ipotesi – poi concretizzatasi – di mancata ripresa dell'attività didattica in presenza alla data del 18 maggio 2020, per il primo ciclo ha previsto la rimodulazione dell'esame con la valutazione finale da parte del consiglio di classe, che doveva tenere conto altresì di un elaborato del candidato.

Per il secondo ciclo, ha previsto l'eliminazione delle prove scritte e la sostituzione con un unico colloquio, anche in modalità telematica. Del colloquio dovevano costituire comunque parte le esperienze maturate nei percorsi per le competenze trasversali e l'orientamento. Specifiche disposizioni riguardavano i candidati esterni, nonché i candidati provenienti da percorsi di istruzione parentale, per i quali doveva essere salvaguardata l'omogeneità di svolgimento rispetto all'esame dei candidati interni (art. 1, co. 3, lett. b) e d), co. 4, lett. b), c), e d), co. 6, secondo e terzo periodo).

Quanto ai tempi, ha previsto che i candidati esterni dovevano svolgere gli esami preliminari per l'ammissione all'esame di Stato in presenza e sostenere lo stesso esame di Stato nel corso della sessione straordinaria. Qualora l'esame di Stato non si fosse concluso in tempo utile, essi, limitatamente all'a.a. 2020/2021, dovevano partecipano con riserva alle prove di ammissione ai corsi di istruzione terziaria e a procedure concorsuali pubbliche, selezioni e procedure di abilitazione per le quali sia richiesto il diploma di scuola secondaria di secondo grado. Anche i candidati provenienti da un sistema di studio estero che non avessero conseguito idoneo titolo di accesso alla formazione superiore in tempo utile per la partecipazione alle relative prove di accesso, laddove previste, dovevano partecipare con riserva (art. 1, co. 7).

In attuazione, sono intervenute, per il primo ciclo, l' ordinanza n. 9 del 16 maggio 2020 e, per il secondo ciclo,  l' ordinanza n. 10 del 16 maggio 2020. 
Il 27 giugno 2020 è, poi, intervenuta l' ordinanza n. 41, concernente l'organizzazione e le modalità di svolgimento degli esami di idoneità per il primo e per il secondo ciclo di istruzione e degli esami integrativi e preliminari per il secondo ciclo di istruzione, nonché della sessione straordinaria dell'esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione.

Il medesimo D.L. 22/2020 (L. 41/2020) ha disposto, altresì, che le ordinanze avrebbero previsto specifiche modalità per l'adattamento di tutte le previsioni agli studenti con disabilità e a quelli con disturbi specifici dell'apprendimento, ovvero con bisogni educativi speciali, tenendo conto della disciplina a regime, nonché per gli studenti degenti in luoghi di cura o ospedali, detenuti o impossibilitati a lasciare il domicilio o con specifiche condizioni di salute, con particolare riferimento all'immunodepressione (art. 1, co. 3, lett. d), co. 4, lett. c), co. 5).

Al riguardo, hanno disposto le già citate ordinanze 9, 10 e 11/2020.

Inoltre, sempre con riguardo all'a.s. 2019/2020, lo stesso D.L. 22/2020 (L. 41/2020) ha previsto che:

  • i viaggi d'istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, erano sospesi fino al termine dell'a.s. (dunque, fino al 31 agosto 2020) (art. 2, co. 6);

  • le attività di verifica da parte dei dirigenti tecnici previste nel caso di reiterazione del periodo di formazione e prova del personale docente ed educativo (art. 1, co. 119, L. 107/2015), qualora non effettuate entro il 15 maggio 2020, dovevano essere sostituite da un parere consultivo reso dal dirigente tecnico in sede di comitato di valutazione (art. 2, co. 5).

In relazione all'a.s. 2020/2021, il D.L. 22/2020 (L. 41/2020) ha disposto che, con ordinanze del Ministro dell'istruzione, sentiti il Ministro dell'economia e delle finanze e il Ministro per la pubblica amministrazione, si doveva procedere, in particolare:

  • ad adattare e modificare le procedure e i tempi di immissione in ruolo, da concludere comunque entro il 20 settembre 2020, nonché le procedure e i tempi relativi a utilizzazioni, assegnazioni provvisorie e attribuzioni di contratti a tempo determinato, anche in deroga al termine del 31 agosto previsto per la conclusione delle stesse. Rimane comunque fermo il vincolo di permanenza quinquennale sulla sede (art. 2, co. 1, alinea e lett. b));
  • a definire la data di inizio delle lezioni, d'intesa con la Conferenza Stato-regioni, anche tenendo conto dell'eventuale necessità di recupero degli apprendimenti quale ordinaria attività didattica e della conclusione delle procedure di avvio dell'a.s. (art. 2, co. 1, alinea e lett. a)).
Nella seduta del 22 luglio 2020, il Consiglio dei Ministri – non essendo intervenuta l'intesa entro 30 giorni dalla prima seduta della Conferenza Stato-regioni in cui l'oggetto è stato posto all'ordine del giorno - ha approvato, a norma dell'art. 3, co. 3, del d.lgs. 281/1997, una deliberazione motivata che ha autorizzato il Ministro dell'istruzione ad adottare l'ordinanza in questione. E', conseguentemente, intervenuta l' ordinanza n. 69 del 23 luglio 2020, in base alla quale le lezioni dell'a.s. 2020/2021 nell'intero territorio nazionale potevano avere inizio a decorrere dal 14 settembre 2020. Le regioni dovevano adottare le restanti determinazioni in materia di calendario scolastico, fermo restando che allo svolgimento delle lezioni sono assegnati almeno 200 giorni;
  • all'eventuale conferma dei libri di testo adottati per l'a.s. 2019/2020 (art. 2, co. 1, alinea e lett. d)).
In attuazione, è intervenuta l' ordinanza n. 17 del 22 maggio 2020;
  • a tenere conto delle necessità degli studenti con patologie gravi o immunodepressi (art. 2, co. 1, alinea e lett. d-bis).

In attuazione, è intervenuta l'ordinanza n. 134 del 9 ottobre 2020.

Infine, il D.L. 22/2020 (L. 41/2020) ha previsto che:

  • in corrispondenza della sospensione delle attività didattiche in presenza, il personale docente doveva assicurare comunque le prestazioni didattiche nelle modalità a distanza e che, fermo restando ciò, le prestazioni lavorative e gli adempimenti connessi dei dirigenti scolastici, nonché del personale scolastico, come determinati dal quadro contrattuale e normativo vigente, potevano svolgersi nelle modalità del lavoro agile (art. 2, co. 3);
  • fino al 31 dicembre 2020, al fine di garantire la rapida esecuzione di interventi di edilizia scolastica, sindaci e presidenti delle province e delle città metropolitane, operano con i poteri dei commissari straordinari (art. 7-ter).

Successivamente, è intervenuto il già citato D.L. 34/2020 (L. 77/2020) che, in particolare (oltre a quanto già detto):

  • ha previsto che, con ordinanza del Ministro dell'istruzione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, possono essere adottate misure volte ad autorizzare i dirigenti degli uffici scolastici regionali a derogare, nei soli casi necessari, al numero minimo e massimo di alunni per classe, e ad attivare ulteriori incarichi temporanei di personale docente e ATA a tempo determinato dalla data di inizio delle lezioni e fino al termine delle stesse (art. 231-bis). A tal fine si utilizzano le risorse del Fondo per l'emergenza epidemiologica da COVID-19 istituito nello stato di previsione del Ministero dell'istruzione al fine di contenere, nelle scuole statali, il rischio epidemiologico in relazione all'avvio dell'a.s. 2020/2021, con uno stanziamento di € 377,6 mln nel 2020 ed € 600 mln nel 2021 (art. 235). Successivamente, il D.L. 14 agosto 2020, n. 104 (L. 126/2020: art. 32, co. 1, 2, 3, 5) ha incrementato tale Fondo di € 400 mln nel 2020 e di € 600 mln nel 2021. In particolare, di tali risorse aggiuntive:

1) € 32 mln nel 2020 ed € 48 mln nel 2021, sono destinati: al trasferimento di risorse agli enti locali competenti in materia di edilizia scolastica, ai fini dell'acquisizione - in affitto o con le altre modalità previste dalla legislazione vigente, inclusi l'acquisto, il leasing o il noleggio di strutture temporanee - di ulteriori spazi da destinare all'attività didattica nell'a.s. 2020/2021, nonché delle spese derivanti dalla conduzione di tali spazi e del loro adattamento alle esigenze didattiche; alla assegnazione di risorse agli uffici scolastici regionali per il sostegno finanziario ai patti di comunità, al fine di ampliare la permanenza a scuola degli allievi, alternando attività didattica ad attività ludico-ricreativa, di approfondimento culturale, artistico, coreutico, musicale e motorio-sportivo.

Con D.I. 28 agosto 2020, n. 109, è stato stabilito che le risorse destinate all' acquisizione in affitto o con altre modalità, incluso l'acquisto, il leasing o il noleggio di strutture temporanee, di ulteriori spazi da destinare all'attività didattica nell'a.s. 2020/2021, nonché delle spese derivanti dalla conduzione di tali spazi e del loro adattamento alle esigenze didattiche, sono € 70 mln, di cui € 29 mln nel 2020 e € 41 mln nel 2021, e che le stesse sono assegnate prioritariamente agli affitti e alle spese di conduzione e di adeguamento degli spazi locati alle esigenze didattiche, a seguito di verifica con gli Uffici scolastici regionali e previa rilevazione degli effettivi fabbisogni con avviso pubblico. Le risorse destinate agli uffici scolastici regionali, per il sostegno finanziario ai patti di comunità, sono pari a € 3 mln nel 2020 ed € 7 mln nel 2021;

2) € 368 mln nel 2020 ed € 552 mln nel 2021, sono destinati: al potenziamento delle misure previste dall'art. 231-bis del D.L. 34/2020 (L. 77/2020), consentendo, fra l'altro, la sostituzione del personale così assunto dal primo giorno di assenza; all'autorizzazione allo svolgimento di prestazioni di lavoro straordinario nei mesi di agosto e settembre 2020 da parte del personale degli ambiti territoriali del Ministero dell'istruzione impegnato nelle operazioni di avvio dell'a.s. 2020/2021 e all'incremento del Fondo per il miglioramento dell'offerta formativa (art. 40 del CCNL comparto istruzione e ricerca del 19 aprile 2018), anche per remunerare lo svolgimento di prestazioni aggiuntive rese dal personale delle istituzioni scolastiche.

Con lo stesso D.I. 28 agosto 2020, n. 109, è stato stabilito che: € 363 mln nel 2020 e € 552 mln nel 2021 sono destinati al potenziamento delle misure previste dall'art. 231-bis del D.L. 34/2020 (L. 77/2020); € 0,2 mln sono destinati all'autorizzazione allo svolgimento di prestazioni di lavoro straordinario rese nei mesi di agosto e settembre 2020 dal personale degli ambiti territoriali del Ministero dell'istruzione impegnato nelle operazioni di avvio dell'a.s. 2020/2021; € 4,8 mln all'incremento del Fondo per il miglioramento dell'offerta formativa per lo svolgimento di prestazioni aggiuntive rese nei mesi di agosto e settembre 2020 dal personale delle istituzioni scolastiche impegnato nelle operazioni di avvio dell'a.s. 2020/2021;
  • per interventi volti a garantire nelle stesse scuole statali lo svolgimento dell'a.s. 2020/2021 in condizioni di sicurezza e in modo adeguato alla situazione epidemiologica, ha incrementato di € 331 mln per il 2020 il Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche. Le risorse devono essere destinate, tra l'altro, a: acquisto di servizi professionali, di formazione e di assistenza tecnica per la didattica a distanza e per l'assistenza medico-sanitaria e psicologica; acquisto di dispositivi di protezione e materiali per l'igiene individuale e degli ambienti; interventi in favore della didattica per gli studenti con disabilità, disturbi specifici di apprendimento ed altri bisogni educativi speciali; acquisto e messa a disposizione di dispositivi digitali individuali e della necessaria connettività di rete per la fruizione della didattica a distanza; acquisto e utilizzo di strumenti editoriali e didattici innovativi; adattamento degli spazi interni ed esterni (art. 231, co. 1-5, 9, 10, 11 e 12);
  • per il 2020, ha autorizzato la spesa di € 39,23 mln da destinare alle scuole statali e paritarie per interventi volti a garantire lo svolgimento degli esami di Stato dell'a.s. 2019/2020 in condizioni di sicurezza, assicurando interventi di pulizia degli ambienti scolastici e acquisto di dispositivi di protezione individuale (art. 231, co. 6, 7, 8, 10, 11 e 12). Per le medesime finalità, ha stanziato, sempre per il 2020, ulteriori € 2 mln da trasferire alla regione autonoma Valle d'Aosta e alle province autonome di Trento e di Bolzano per il riparto in favore delle istituzioni scolastiche situate nei territori di competenza (art. 231, co. 7-bis);
  • per il 2020, ha incrementato di 15 mln il Fondo nazionale per il Sistema integrato di educazione e di istruzione da 0 a 6 anni, stabilendo modalità specifiche per la ripartizione delle risorse, al fine di assicurare tempestività nell'erogazione delle stesse (art. 233, co. 1, 2 e 5);
  • per il 2020, ha autorizzato la spesa di € 165 mln a favore dei soggetti che gestiscono in via continuativa i servizi educativi per l'infanzia e delle scuole per l'infanzia non statali, e una spesa complessiva di € 120 mln per le scuole primarie e secondarie paritarie, quale sostegno economico a fronte della riduzione o del mancato versamento delle rette o delle compartecipazioni da parte dei fruitori, determinato dalla sospensione dei servizi in presenza (art. 233, co. 3, 4 e 5);
Con DM 118 dell'8 settembre 2020 sono stati definiti criteri e parametri per la ripartizione delle risorse destinate al sostegno economico alle scuole paritarie primarie e secondarie. Qui il D.D. 1131 e il D.D. 1132 del 14 settembre 2020, con i quali sono state assegnate le risorse agli Uffici scolastici regionali.
Con DM 119 dell'8 settembre 2020 sono stati definiti criteri e parametri per la ripartizione delle risorse destinate ai soggetti gestori dei servizi educativi per l'infanzia e delle scuole dell'infanzia paritarie. Qui il D.D. 1136 e il D.D. 1137 del 15 settembre 2020, con i quali sono state assegnate le risorse agli Uffici scolastici regionali;
  • ha previsto la stipula di contratti aggiuntivi a tempo determinato, fino al 31 dicembre 2020, a completamento dell'orario di servizio nella sede di titolarità, con soggetti già assunti con contratti part-time all'esito della procedura selettiva finalizzata ad assumere alle dipendenze dello Stato il personale già dipendente di imprese titolari di contratti per lo svolgimento di servizi di pulizia e ausiliari nelle scuole (art. 230, co. 2-ter e 2-quater);
  • ha previsto che le attività didattiche (relative all'a.s. o formativo 2019/2020) dei percorsi regionali di istruzione e formazione professionale (IeFP), nonché dei sistemi regionali che realizzano i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS), erano svolte, a seguito dell'emergenza da COVID-19, con modalità a distanza. Per i medesimi percorsi, sono state fatte altresì salve la validità dello stesso anno scolastico o formativo 2019/2020, anche qualora non si fosse riusciti ad effettuare il numero minimo di ore previsto, nonché l'attribuzione delle risorse dei Fondi strutturali di investimento europei, anche qualora si fosse determinata una riduzione dei livelli qualitativi e quantitativi delle attività svolte (art. 91);
  • in materia di edilizia scolastica, ha introdotto varie novità finalizzate, in particolare, a semplificare le procedure di autorizzazione e di pagamento degli interventi, a garantire liquidità agli enti locali e alle imprese impegnate nella realizzazione dei lavori, a velocizzare l'esecuzione di interventi durante il periodo di sospensione delle attività didattiche, a incrementare di € 30 mln per il 2020 il "fondo per le emergenze" di cui al Fondo unico per l'edilizia scolastica. Specifiche disposizioni riguardano gli interventi finanziati con i c.d. "mutui BEI" e quelli connessi alla realizzazione di scuole innovative (art. 232). Successivamente, il D.L. 83/2020 (L. 124/2020: art. 1, co. 3, e allegato 1, punto 34) e il D.L. 125/2020 (art. 1, co. 3, lett. a) hanno disposto l'applicazione fino al 31 dicembre 2020 delle previsioni volte a velocizzare l'esecuzione degli interventi di edilizia scolastica e a semplificare le procedure di pagamento degli stessi.
Per il riparto dei 30 milioni di euro è stato adottato il DM n. 77 del 29 luglio 2020.
Qui la tabella con la ripartizione tra province, città metropolitane e comuni;
  • ha istituito nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti un fondo con una dotazione di € 20 mln per il 2020, le cui risorse sono destinate ai comuni per ristorare le imprese esercenti i servizi di trasporto scolastico delle perdite di fatturato subite a causa dell'emergenza sanitaria (art. 229, co. 2-bis).

 Nel prosieguo, il D.L. 16 luglio 2020, n. 76 (L. 120/2020: art. 8, co. 8) ha disposto che, fino alla scadenza dello stato di emergenza epidemiologica, il Commissario straordinario per l'emergenza da COVID-19 procede all'acquisizione e distribuzione delle apparecchiature e dei dispositivi di protezione individuale, nonché di ogni necessario bene strumentale, compresi gli arredi scolastici, utile a garantire l'ordinato avvio dell'a.s. 2020-2021, nonché a contenere e contrastare l'eventuale emergenza nelle istituzioni scolastiche statali.

 A sua volta, il già citato D.L. 104/2020 (L. 126/2020, che ha abrogato, per quanto qui interessa, i D.L. 111/2020 e 117/2020 – che avevano introdotto disposizioni relative al settore in esame, poi trasfuse nel D.L. 104/2020 –; salvaguardando la validità degli atti dei provvedimenti adottati e facendo salvi gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti sulla base dei medesimi D.L.), oltre a quanto già detto:

  • ha istituito nello stato di previsione del Ministero dell'istruzione un Fondo - con una dotazione di € 3 mln nel 2020 ed € 6 mln nel 2021 - destinato agli enti locali per affitto di spazi e relative spese di conduzione e adattamento alle esigenze didattiche, nonché per il noleggio di strutture temporanee. Alla copertura dei relativi oneri si provvede mediante ricorso alle risorse destinate alla realizzazione di scuole innovative, scuole e poli scolastici innovativi nelle aree interne, poli per l'infanzia innovativi. Inoltre, ha destinato agli enti locali un importo pari a € 10 mln per ciascuno degli anni 2020 e 2021, nonché € 5 mln disponibili in conto residui, per la realizzazione di interventi strutturali o di manutenzione straordinaria finalizzati all'adeguamento e all'adattamento a fini didattici degli ambienti e degli spazi, anche assunti in locazione (art. 32-bis, co. 1-3);
  • ha previsto che per l'a.s. 2020/2021 gli enti locali: possono acquisire, anche in locazione, edifici e locali e fornirli alle istituzioni scolastiche anche in assenza delle certificazioni previste dalla normativa vigente in materia di sicurezza e i dirigenti scolastici possono acquisirli in uso, dopo una valutazione congiunta effettuata dagli uffici tecnici dell'ente locale, dai Vigili del fuoco e della ASL, purché siano comunque rispettate le norme sulla sicurezza sul lavoro; possono stipulare contratti di locazione per edifici e locali e fornirli alle scuole anche in deroga ai vincoli temporali previsti dalla L. 392/1978 (art. 32, co. 6-bis e 6-ter);
  • ha autorizzato la spesa di € 54 mln per il 2020, al fine di garantire la sostituzione del personale docente, educativo, e ATA delle istituzioni scolastiche pubbliche, in relazione ad alcune condizioni di rischio per la salute derivanti da immunodopressione o da esiti di patologie oncologiche o da svolgimento di relative terapie salvavita, inclusi i lavoratori cui è stato riconosciuto lo stato di disabilità grave, sia per le assenze dal servizio fino al 15 ottobre 2020, sia per lo svolgimento del lavoro in modalità agile nel periodo 16 ottobre 2020-31 dicembre 2020 (art. 26, co. 1-ter). Inoltre, ha autorizzato la spesa di € 1,5 mln per il 2020, al fine di garantire la sostituzione del medesimo personale che usufruisca dei congedi in corrispondenza della quarantena prevista per un figlio convivente minore di 14 anni in caso di contagio (art. 21-bis, co. 8). Tale seconda autorizzazione di spesa è stata poi elevata a € 4 mln dal D.L. 137/2020, a seguito dell'estensione dell'ambito di applicazione anche al caso in cui la suddetta ipotesi riguardi un figlio minore di anni 16, nonché al caso in cui sia stata disposta la sospensione dell'attività didattica in presenza del figlio convivente minore di anni 16 (art. 22). Da ultimo, il D.L. 149/2020 ha autorizzato la ulteriore spesa di € 2,4 mln per il 2020 per garantire la sostituzione del personale docente, educativo e ATA che, in corrispondenza della sospensione dell'attività didattica in presenza nelle scuole secondarie di primo grado prevista dal DPCM 3 novembre 2020 nelle aree caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto (v. ante), non potendo svolgere la prestazione lavorativa in modalità agile, usufruisce della facoltà di astenersi dal lavoro, ovvero che sia genitore di figli con disabilità grave, iscritti a scuole di ogni ordine e grado le cui attività in presenza siano state sospese ai sensi dei DPCM 24 ottobre 2020 e 3 novembre 2020 (art. 13);
  • ha previsto che per l'a.s. 2020/2021 al personale scolastico e al personale coinvolto nei servizi erogati dalle istituzioni scolastiche in convenzione o tramite accordi, non si applicano le modalità di lavoro agile, tranne nei casi di sospensione delle attività didattiche in presenza, a seguito dell'emergenza epidemiologica. Al contempo, ha previsto che il personale docente e ATA assunto con contratti a tempo determinato nell'a.s. 2020/2021, in caso di sospensione delle attività didattiche, può assicurare le relative prestazioni con le modalità di lavoro agile. A supporto dell'erogazione di tali prestazioni, le istituzioni scolastiche possono incrementare la strumentazione entro il limite di spesa complessivo di € 10 mln (art. 32, co. 4 e 6-quater).
  • ha incrementato di € 580 mln per il 2020 il Fondo per le emergenze nazionali (art. 44 del d.lgs. 1/2018) da destinare, per € 500 mln, alle attività di acquisizione e distribuzione delle apparecchiature e dei dispositivi di protezione individuale, nonché dei beni strumentali, compresi gli arredi scolastici, per garantire l'ordinato avvio dell'a.s. 2020/2021 e contenere e contrastare l'eventuale emergenza nelle istituzioni scolastiche statali (art. 34);
  • ha autorizzato i comuni a finanziare i servizi di trasporto scolastico aggiuntivi, nel limite complessivo di € 150 mln e nel limite, per ciascun comune, del 30% della spesa sostenuta per le medesime finalità nel 2019, attraverso le risorse del fondo per assicurare l'esercizio delle funzioni fondamentali degli enti locali, nonché di quelle attribuite dal decreto del Ministero dell'interno 24 luglio 2020 (art. 39, co. 1-bis);
  • ha prorogato (dal 30 settembre 2020) al 30 settembre 2021 il termine di validità delle graduatorie comunali del personale scolastico, educativo e ausiliario destinato ai servizi educativi e scolastici gestiti direttamente dai comuni, approvate negli anni dal 2012 al 2017 (art. 32, co. 6);
  • ha previsto che, per l'a.s. 2020/2021, la maggiore spesa rispetto al 2019 sostenuta dai comuni e dalle unioni di comuni per la stipula di contratti di lavoro subordinato a tempo determinato con il personale educativo, scolastico e ausiliario non si computa nel calcolo del limite finanziario per le forme di lavoro flessibile (art. 48-bis);
  • ha introdotto, fino al 31 dicembre 2020, il diritto dei genitori lavoratori dipendenti, pubblici e privati, a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile o, qualora questo non sia possibile a causa della natura della prestazione lavorativa, a usufruire di un periodo di congedo straordinario retribuito al 50%, nel periodo corrispondente alla durata della quarantena del figlio, convivente e minore di anni 14, qualora questa sia riconosciuta a seguito di contatto verificatosi all'interno del plesso scolastico, nell'ambito dello svolgimento di attività sportive di base o motorie in strutture quali palestre, piscine o centri sportivi, nonché all'interno di strutture regolarmente frequentate per seguire lezioni musicali o linguistiche (art. 21-bis, co. 1-7). Successivamente, il D.L. 137/2020 ha esteso l'ambito di applicazione anche al caso in cui le suddette ipotesi riguardino un figlio minore di anni 16, nonché al caso in cui sia stata disposta la sospensione dell'attività didattica in presenza del figlio convivente minore di anni 16 (art. 22).

L'attività conoscitiva e di indirizzo svolta dalla VII Commissione della Camera

 

La VII Commissione della Camera:

  • il 13 maggio 2020 ha svolto l'audizione del Ministro dell'istruzione sulle iniziative per fronteggiare l'emergenza epidemiologica. L'audizione si è conclusa con la replica il 19 maggio 2020;

  • il 9 giugno 2020 ha svolto l'audizione del prof. Patrizio Bianchi, coordinatore del Comitato degli esperti istituito presso il Ministero dell'Istruzione, con il compito di presentare proposte per la scuola con riferimento all'emergenza sanitaria in atto e al miglioramento del sistema di istruzione nazionale. Qui le slide presentate nel corso dell'audizione;

  • il 10 giugno 2020 ha svolto l'audizione del prof. Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico-scientifico istituito presso il dipartimento della Protezione civile della Presidenza del Consiglio, sulle modalità di ripresa delle attività didattiche nel prossimo anno scolastico. Qui le slide presentate nel corso dell'audizione;

 

  • iIl 29 luglio 2020 la VII Commissione della Camera ha svolto l'audizione del dott. Domenico Arcuri, Commissario straordinario per l'emergenza Covid-19, in materia di avvio dell'a.s. 2020/21 e di contenimento e contrasto dell'emergenza epidemiologica nelle scuole;

  • il 27 agosto 2020 ha nuovamente audito il prof. Agostino Miozzo sulle valutazioni del Comitato tecnico-scientifico in merito alle prospettive per la ripresa delle attività scolastiche;

  • il 23 settembre 2020, nell'ambito delle attività attraverso cui il Parlamento partecipa all'elaborazione, da parte del Governo, del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), strumento attraverso il quale il Paese avrà accesso alle risorse del programma Next Generation EU, ha svolto un'audizione informale sull'individuazione delle priorità nell'utilizzo del Recovery Fund del Ministro dell'Istruzione.

Nel medesimo contesto, la VII Commissione, nella seduta del 29 settembre 2020, esaminato lo schema di relazione all'Assemblea sull'individuazione delle priorità nell'utilizzo del Recovery Fund deliberato dalla Commissione Bilancio nella seduta del 23 settembre 2020 e tenuto conto della proposta di Linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), approvata dal Comitato interministeriale per gli affari europei e trasmessa dal Governo alle Camere il 15 settembre 2020, ha valutato favorevolmente lo schema di relazione, formulando alcuni rilievi.

I rilievi sono stati ripresi nella relazione all'Assemblea approvata dalla V Commissione il 12 ottobre 2020.
A sua volta, l'Assemblea, nella seduta del 13 ottobre 2020, al termine dell'esame della relazione della V Commissione (DOC XVI, N. 4) ha approvato la risoluzione 6-00138 che impegna il Governo, per quanto qui interessa, a dare attuazione alle indicazioni contenute nella stessa relazione, inclusiva dei rilievi formulati dalle Commissioni permanenti.

  • l'11 novembre 2020 ha svolto una audizione informale sugli effetti dell'epidemia di Covid-19 sul sistema di istruzione, di: Maria Rita Calvosa, direttrice dell'Ufficio scolastico regionale per la Calabria (qui, qui, qui e qui le memorie presentate); Rocco Pinneri, direttore dell'Ufficio scolastico regionale per il Lazio; Stefano Suraniti, direttore dell'Ufficio scolastico regionale per la Sicilia; Antonella Tozza, direttrice dell'Ufficio scolastico regionale per l'Abruzzo (qui la memoria presentata); Stefano Versari, direttore dell'Ufficio scolastico regionale per l'Emilia Romagna (qui la memoria presentata).

2. Gli interventi specifici per il mondo dell'università e delle istituzioni AFAM

Il D.L. 17 marzo 2020, n. 18 (L. 27/2020) ha inteso garantire i docenti, i ricercatori e gli studenti universitari da eventuali effetti pregiudizievoli derivanti dalla sospensione delle attività didattiche in presenza.  L'efficacia di alcune sue previsioni è poi stata in parte prorogata, in parte stabilizzata da successivi D.L.

In particolare:

  • il D.L. 18/2020 (L. 27/2020: art. 101, co. 1 e 5) ha previsto – in deroga alle disposizioni dei regolamenti di ateneo – che la data ultima per lo svolgimento dell'ultima sessione delle prove finali dell'anno accademico 2018/2019 per il conseguimento del titolo di studio era il 15 giugno 2020. Ha disposto, inoltre, che era conseguentemente prorogato ogni altro termine connesso all'adempimento di scadenze didattiche o amministrative funzionali allo svolgimento delle stesse prove. Inoltre, ha previsto che le attività formative svolte con modalità a distanza erano valide ai fini del computo dei crediti formativi universitari (CFU), previa attività di verifica dell'apprendimento, nonché ai fini dell'attestazione della frequenza obbligatoria. L'efficacia di questa seconda previsione era stata poi estesa, in un primo momento, fino al 15 ottobre 2020 dal D.L. 83/2020 (L. 124/2020: art. 1, co. 3, e allegato, numero 18). In seguito, il D.L. 14 agosto 2020, n. 104 (L. 126/2020: art. 33, co. 1, lett. b)) ha disposto l'equiparazione a tutti gli effetti, a regime, delle attività formative e di servizio agli studenti svolte nel sistema terziario con modalità a distanza a quelle svolte in presenza, stabilizzando la validità delle disposizioni introdotte dal D.L. 18/2020. Conseguentemente, da ultimo, il D.L. 7 ottobre 2020, n. 125 (art. 1, co. 3, lett. b), numero 2), ha eliminato il riferimento a queste fattispecie nell'allegato 18 del D.L. 83/2020; 
  • il D.L. 18/2020 (L. 27/2020: art. 101, co. 2-4) ha previsto che le attività formative e di servizio agli studenti, inclusi l'orientamento e il tutorato, nonché le attività di verifica dell'apprendimento, svolte o erogate con modalità a distanza, erano computate ai fini dell'assolvimento dei compiti dei professori e ricercatori di ruolo, ed erano valutabili ai fini dell'attribuzione degli scatti biennali, nonché ai fini della valutazione per l'attribuzione della classe stipendiale successiva. Esse erano computate anche ai fini della valutazione dell'attività svolta dai ricercatori a tempo determinato di tipo A (ai fini della proroga del contratto) e della valutazione per il passaggio dei ricercatori a tempo determinato di tipo B al ruolo di professore associato, nonché ai fini dell'assolvimento degli obblighi derivanti dai contratti di insegnamento (art. 101, co. 2-4,). Anche l'efficacia di tali previsioni era stata estesa, in un primo momento, fino al 15 ottobre 2020 dal D.L. 83/2020 (L. 124/2020: art. 1, co. 3, e allegato, numero 18), e successivamente stabilizzata dal D.L. 104/2020 (L. 126/2020: art. 33, co. 1, lett. b)). Conseguentemente, da ultimo, il D.L. 125/2020 (art. 1, co. 3, lett. b), numero 2) ha eliminato il riferimento a queste fattispecie nell'allegato 18 del D.L. 83/2020;
  • il D.L. 18/2020 (L. 27/2020: art. 101, co. 6-ter) ha previsto che, per la valutazione finalizzata al passaggio dei ricercatori di tipo B al ruolo di professore associato le Commissioni valutatrici tenevano conto delle limitazioni all'attività di ricerca scientifica derivanti dallo stato di emergenza (art. 101, co. 6-ter). L'efficacia di tale previsione è poi stata estesa in un primo momento fino al 15 ottobre 2020 dal D.L. 83/2020 (L. 124/2020: art. 1, co. 3, e allegato, numero 18) e, da ultimo, fino al 31 dicembre 2020 dal D.L. 125/2020 (art. 1, co. 3, lett. b), numero 2);
  • il D.L. 18/2020 (L. 27/2020: art. 101, co. 7) ha previsto che si applicavano anche alle Istituzioni AFAM, in quanto compatibili, le disposizioni finalizzate a garantire gli studenti e i docenti universitari da eventuali effetti pregiudizievoli derivanti dalla sospensione della frequenza delle attività didattiche. Anche l'efficacia di tale previsione è stata estesa, in un primo momento, fino al 15 ottobre 2020 dal D.L. 83/2020 (L. 124/2020: art. 1, co. 3, e allegato, numero 18), e successivamente stabilizzata dal D.L. 104/2020 (L. 126/2020: art. 33, co. 1, lett. b)). Conseguentemente, da ultimo, il D.L. 125/2020 (art. 1, co. 3, lett. b), numero 2) ha eliminato il riferimento a queste fattispecie nell'allegato 18 del D.L. 83/2020;
  • il D.L. 18/2020 (L. 27/2020: art. 101, co. 6) ha differito vari termini relativi alla procedura per l'acquisizione dell'abilitazione scientifica nazionale (ASN) per le tornate 2018-2020 e 2020-2022. Un ulteriore differimento dei termini è stato poi operato dal D.L. 8 aprile 2020, n. 22 (L. 41/2020: art. 7-bis), che ha anche istituito un VI quadrimestre nella tornata di abilitazione scientifica nazionale 2018-2020;
  • il D.L. 18/2020 (L. 27/2020: art. 100, co. 1) ha istituito, per il 2020, nello stato di previsione del Ministero dell'università e della ricerca (MUR), il Fondo per le esigenze emergenziali del sistema delle università, anche non statali legalmente riconosciute, delle istituzioni AFAM (nonché degli enti pubblici di ricerca vigilati dal MUR), con una dotazione pari a € 50 mln, disponendo che delle risorse possono beneficiare anche i collegi universitari di merito accreditati. Successivamente, il D.L. 19 maggio 2020, n. 34 (L. 77/2020: art. 236, co. 1) ha previsto un incremento di € 62 mln del Fondo, da utilizzare prioritariamente per iniziative a sostegno degli studenti che necessitino di servizi o strumenti per l'accesso alla ricerca o alla didattica a distanza.
In attuazione, è intervenuto il DM 294 del 14 luglio 2020 che ha operato la seguente ripartizione: € 75 mln alle università statali, di cui € 30 mln per le finalità del D.L. 18/2020 ed €  45 mln per le finalità del D.L. 34/2020; € 7 mln alle università non statali, di cui € 3 mln per le finalità del D.L. 18/2020 ed € 4 mln per le finalità del D.L. 34/2020 ( L. 77/2020); € 8 mln alle Istituzioni AFAM statali, di cui € 3.350.000 per le finalità del D.L. 18/2020 ed € 4.450.000 per le finalità del D.L. 34/2020; € 1 mln alle Istituzioni AFAM non statali, di cui € 450.000 per le finalità del D.L. 18/2020 ed € 550.000 per le finalità del D.L. 34/2020; € 3 mln ai collegi universitari di merito accreditati, di cui € 2 mln le finalità del D.L. 18/2020 ed € 1 per le finalità del D.L. 34/2020; € 18 mln agli enti pubblici di ricerca vigilati dal MUR, di cui € 11 mln per le finalità del D.L. 18/2020 ed € 7 mln per le finalità del D.L. 34/2020.

Successivamente, il D.L. 22/2020 (L. 41/2020) – oltre a quanto già detto – ha previsto che:

  • con decreti del Ministro dell'università e della ricerca potevano essere individuate, fra l'altro, modalità di svolgimento diverse da quelle ordinarie, ivi comprese modalità a distanza, per le attività pratiche o di tirocinio previste nell'ambito dei vigenti ordinamenti didattici dei corsi di studio (art. 6, co. 2).
In attuazione, è intervenuto il DM 29 aprile 2020, n. 58 recante la definizione delle modalità di svolgimento delle attività pratiche e laboratoriali obbligatorie e necessarie per il conseguimento dei titoli di studio universitari;
  • le procedure elettorali degli organi di università e istituzioni AFAM erano sospese fino al 30 giugno 2020. Gli organi in carica proseguono nell'incarico fino al subentro dei nuovi organi (art. 7). Successivamente, il D.L. 83/2020 (L. 124/2020: art. 1, co. 3 e allegato, numero 24)  e il D.L. 125/2020 hanno prorogato, prima al 15 ottobre 2020 e, poi, al 31 dicembre 2020, l'efficacia di alcune previsioni finalizzate a garantire la continuità degli organi monocratici delle università qualora si determinasse un caso di impedimento alla prosecuzione nell'incarico; 
  • la data ultima per lo svolgimento dell'ultima sessione delle prove finali per il conseguimento del titolo di studio dell'a.a. 2018/2019 nelle istituzioni AFAM era fissata al 31 luglio 2020 (art. 7-quater).
Al riguardo, si ricorda che, a seguito di quanto previsto dall'art. 1, co. 1, lett. n), del DPCM 26 aprile 2020, e della conseguente richiesta di adozione di specifiche disposizioni presentata dalle Conferenze nazionali dei direttori e presidenti dei conservatori di musica, delle accademie di belle arti, degli istituti superiori delle industrie artistiche con nota 11 maggio 2020, con DM 112 del 26 maggio 2020 erano state indicate le modalità di svolgimento dell'attività didattica in presenza presso le Istituzioni AFAM durante l'emergenza epidemiologica.

A sua volta, il D.L. 34/2020 (L. 77/2020), oltre a quanto già detto:

  • per il 2020, ha previsto un incremento del Fondo per il finanziamento ordinario delle università (FFO) di € 165 mln e un incremento del Fondo per il funzionamento amministrativo e didattico delle istituzioni AFAM di € 8 mln, allo scopo di ampliare il numero degli studenti che beneficiano dell'esonero, totale o parziale, dal pagamento del contributo onnicomprensivo annuale (art. 236, co. 3).
    In attuazione, è intervenuto, anzitutto, il DM 234 del 26 giugno 2020 che ha disposto che le università statali provvedono, con riferimento alle iscrizioni ai corsi di laurea e di laurea magistrale per l' a.a. 2020/2021:
    a) all' esonero totale dal contributo onnicomprensivo annuale degli studenti che appartengono a un nucleo familiare con ISEE non superiore a € 20.000. Al finanziamento di tale misura sono destinati € 50 mln;
    b) ad incrementare l'entità dell' esonero parziale dal contributo onnicomprensivo annuale degli studenti che appartengono a un nucleo familiare con ISEE superiore a € 20.000 e non superiore a € 30.000. Al finanziamento di tale misura sono destinati € 65 mln;
    c) a disporre ulteriori interventi di esonero autonomamente definiti. Al finanziamento di tale misura sono destinati € 50 mln.
    Ai fini dell'erogazione delle risorse disponibili, le università sono tenute a comunicare entro il 15 novembre 2020 i dati parziali e, entro il 15 marzo 2021, i dati definitivi, necessari ai fini dell'erogazione di una prima quota e delle restanti risorse.
    Qui il riparto.

    Successivamente, è intervenuto il DM 295 del 14 luglio 2020 che ha disposto che le istituzioni AFAM statali provvedono, con riferimento alle iscrizioni ai corsi di diploma accademico di primo e di secondo livello, per l'a.a. 2020/2021:

    a) all'esonero totale dal contributo onnicomprensivo annuale degli studenti che appartengono a un nucleo familiare con ISEE sia non superiore a € 20.000. Al finanziamento di tale misura sono destinati € 2,5 mln;

    b) ad incrementare l'entità dell'esonero parziale dal contributo onnicomprensivo annuale degli studenti che appartengono a un nucleo familiare con ISEE superiore a € 20.000 e non superiore a € 30.000. Al finanziamento di tale misura sono destinati € 3 mln della contribuzione studentesca relativa agli studenti esonerati parzialmente per l'a.a. 2020/2021;

    c) a disporre ulteriori interventi di esonero autonomamente definiti. Al finanziamento di tale misura sono destinati € 2,5 mln.

    Ai fini dell'erogazione delle risorse disponibili, le università sono tenute a comunicare entro il 15 novembre 2020 i dati parziali e, entro il 15 marzo 2021, i dati definitivi, necessari ai fini dell'erogazione di una prima quota e delle restanti risorse.
    Qui il riparto.
    • per il 2020, ha incrementato il Fondo integrativo statale per la concessione delle borse di studio di € 40 mln (art. 236, co. 4);
    • ha destinato € 20 mln del complessivo incremento del Fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione al rimborso, fino al 31 luglio 2020, del canone dei contratti di locazione stipulati da studenti residenti in luogo diverso rispetto a quello dove è ubicato l'immobile locato, che abbiano un ISEE fino a € 15.000 (art. 29, co. 1-bis);
    • per il 2020, ha riconosciuto ad alcune categorie di studenti iscritti ai corsi universitari e delle istituzioni di alta formazione, nel limite di spesa di € 10 mln, la concessione gratuita di viaggio sulla rete ferroviaria italiana per la durata di un mese a scelta e l'ingresso a titolo gratuito, per il medesimo periodo, in musei, monumenti, gallerie e aree archeologiche situati nel territorio nazionale e nelle mostre didattiche che si svolgono in essi (art. 182, co. 1-bis e 1-ter);
    • ha previsto che i dottorandi di ricerca titolari di borse di studio che terminano il percorso di dottorato nell'a.a. 2019/2020 possono chiedere una proroga di 2 mesi del termine finale del corso di studio, con conseguente mantenimento della borsa di studio. A tal fine, per il 2020 il FFO è stato incrementato di € 15 mln. Inoltre, ha previsto che, per il 2020, il termine per la conclusione della selezione per l'ammissione ai corsi di dottorato è differito (dal 30 settembre) al 30 novembre (art. 236, co. 5). Al contempo, ha destinato € 3 mln annui, a valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione - programmazione 2014-2020, al finanziamento in via sperimentale, per gli anni dal 2021 al 2023, da parte dei comuni presenti nelle aree interne del Paese, anche in forma associata, di borse di studio per dottorati di ricerca (c.d. dottorati comunali) finalizzati allo studio e alla realizzazione di strategie locali volte allo sviluppo sostenibile, in coerenza con l'Agenda 2030 (art. 243, co. 1, capoverso 65-sexies);
    • ha previsto la possibilità di prorogare la durata degli assegni di ricerca – che possono riguardare sia le università che gli enti pubblici di ricerca - in essere al 9 marzo 2020, per il periodo di tempo corrispondente alla eventuale sospensione dell'attività di ricerca (art. 236, co. 6). Inoltre, ha previsto che le procedure per il conferimento degli assegni di ricerca e le procedure di reclutamento già bandite dagli enti pubblici di ricerca possono essere concluse con la valutazione dei candidati e lo svolgimento di prove orali in videoconferenza (art. 250, co. 5);
    • ha disposto che, per l'acquisto di beni e servizi informatici e di connettività inerenti all'attività didattica delle università statali e delle istituzioni AFAM, non trovano applicazione le disposizioni che prevedono il ricorso agli strumenti di acquisto e negoziazione della Consip (art. 236, co. 2);
    • ha posticipato (dal 2021) al 2023 l'applicazione delle penalizzazioni economiche previste – nell'ambito dei criteri di ripartizione delle risorse ordinarie – per le università statali che non hanno rispettato il fabbisogno finanziario programmato nell'esercizio precedente (art. 236, co. 7). Inoltre, con riferimento allo stesso fabbisogno, ha previsto che, nel calcolo dell'ammontare complessivo da non superare, si considerano (oltre all'incremento del tasso di crescita del PIL reale stabilito dall'ultima Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanze), le maggiori risorse assegnate, in ciascun anno di riferimento, al FFO (art. 238, co. 8);
    • ha incrementato di € 3 mln per il 2020 le risorse stanziate per sostenere le attività sportive universitarie e la gestione dei relativi impianti, danneggiate dall'emergenza epidemiologica da COVID-19 (art. 217-bis).

    Lo stesso D.L. 34/2020 (L. 77/2020) ha introdotto, poi, un Piano di investimenti straordinari nella ricerca, che prevede:

    • l'autorizzazione all'assunzione, nel 2021, di ricercatori universitari a tempo determinato di tipo B e di ricercatori a tempo indeterminato negli enti pubblici di ricerca. A tal fine, dal 2021 il FFO è incrementato di € 200 mln annui; il Fondo ordinario per gli enti pubblici di ricerca vigilati dal MUR (FOE) è incrementato di € 50 mln annui, di cui € 45 mln da ripartire fra gli stessi enti pubblici di ricerca vigilati dal MUR ed € 5 mln da ripartire fra gli altri enti pubblici di ricerca, ad esclusione di Istituto superiore di sanità ed ENEA (art. 238, co. 1-3);
    • la definizione, da parte del Ministro dell'università e della ricerca, di un nuovo programma per lo sviluppo dei Progetti di rilevante interesse nazionale (PRIN) che, per complessità e natura, richiedano la collaborazione di più atenei o enti di ricerca. A tale scopo, il Fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica (FIRST) è incrementato di € 250 mln per il 2021 e di € 300 mln per il 2022 (art. 238, co. 4);

    In attuazione, è intervenuto il DM 10 agosto 2020, n. 443 che, in particolare, ha previsto che le risorse finanziarie previste dall'art. 238, co. 4, del D.L. 34/2020 (L. 77/2020) sono rese disponibili per gli anni 2020, 2021 e 2022 anche con un'unica procedura di finanziamento, da definirsi con uno o più' bandi, recante il riparto delle stesse in più anni finanziari, e con eventuale indicazione di finestre di apertura annuale per la presentazione di proposte progettuali da parte dei soggetti ammissibili;

    • l'incremento del FFO di € 100 mln per il 2021 ed € 200 mln annui a decorrere dal 2022, al fine di promuovere l'attività di ricerca (art. 238, co. 5);
    • per il 2020, la non applicazione alle università, agli enti pubblici di ricerca e all'Istituto italiano di tecnologia delle previsioni in materia di risparmio di spesa nel settore informatico introdotte dalla legge di bilancio 2020 (art. 238, co. 6);
    • l'ammissione al finanziamento, da parte del MUR, anche prima della nomina dell'Esperto tecnico scientifico (ETS), dei soggetti risultati ammissibili in base alle graduatorie adottate in sede internazionale per la realizzazione di progetti di ricerca e sviluppo di cooperazione internazionale (art. 238, co. 7).

    Infine, il D.L. 104/2020 (L. 126/2020)  ha previsto, oltre a quanto già detto, che, limitatamente all'a.a. 2020/2021 – ma, ove possibile, anche per l'a.a. 2019/2020 - le regioni, le province autonome, le università e le istituzioni AFAM, per gli interventi di rispettiva competenza, possono rimodulare, nei limiti delle risorse disponibili, l'entità delle borse di studio destinate agli studenti fuori sede e possono considerare come fuori sede - in deroga all'art. 4, co. 8, lett. c), del DPCM 9 aprile 2001 - lo studente che, in quanto residente in un luogo distante dalla sede del corso frequentato, prende alloggio a titolo oneroso nei pressi di tale sede, utilizzando le strutture residenziali pubbliche o altri alloggi di privati o enti, anche se l'alloggio sia utilizzato per un periodo inferiore a 10 mesi, purché non inferiore a 4 mesi (art. 33, co. 2).

    L'attività conoscitiva e di indirizzo svolta dalla VII Commissione della Camera

    La VII Commissione della Camera:

    • il 9 aprile 2020 ha svolto una audizione del Ministro dell'università e della ricerca sulle iniziative di competenza del dicastero per fronteggiare l'emergenza epidemiologica in corso. L'audizione si è conclusa con la replica il 22 aprile 2020;

    • il 20 maggio 2020 la VII Commissione della Camera ha approvato la risoluzione  8-00074 (sintesi delle risoluzioni 7-00459, 7-00460, 7-00462, 7-00468, 7-00469, 7-00473 e 7-00477), contenente 25 impegni al Governo per la fase allora in atto e per quella seguente;

    • il 22 settembre 2020, nell'ambito delle attività attraverso cui il Parlamento partecipa all'elaborazione, da parte del Governo, del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), strumento attraverso il quale il Paese avrà accesso alle risorse del programma Next Generation EU, ha svolto l'audizione informale sull'avvio dell'anno accademico 2020/21 e sull'individuazione delle priorità nell'utilizzo del Recovery Fund del Ministro dell'università e della ricerca.

    Nel medesimo contesto, la VII Commissione, nella seduta del 29 settembre 2020, esaminato lo schema di relazione all'Assemblea sull'individuazione delle priorità nell'utilizzo del Recovery Fund deliberato dalla Commissione Bilancio nella seduta del 23 settembre 2020 e tenuto conto della proposta di Linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), approvata dal Comitato interministeriale per gli affari europei e trasmessa dal Governo alle Camere il 15 settembre 2020, ha valutato favorevolmente lo schema di relazione, formulando alcuni rilievi.

    I rilievi sono stati ripresi nella relazione all'Assemblea approvata dalla V Commissione il 12 ottobre 2020.
    A sua volta, l'Assemblea, nella seduta del 13 ottobre 2020, al termine dell'esame della relazione della V Commissione (DOC XVI, N. 4) ha approvato la risoluzione 6-00138 che impegna il Governo, per quanto qui interessa, a dare attuazione alle indicazioni contenute nella stessa relazione, inclusiva dei rilievi formulati dalle Commissioni permanenti.
    ultimo aggiornamento: 13 novembre 2020
     
    temi di Istruzione
     
    -