tema 8 aprile 2021
Studi - Cultura Le misure adottate a seguito dell'emergenza Coronavirus (COVID-19) nell'ambito dello sport

A seguito dell'emergenza da Coronavirus (COVID-19), su tutto il territorio nazionale, da marzo 2020 sono stati sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, nonché tutte le manifestazioni organizzate di carattere sportivo e le attività di palestre, centri sportivi, piscine e impianti sportivi. Inoltre, è stata disposta la chiusura degli impianti nei comprensori sciistici. Restava comunque consentito, a determinate condizioni, svolgere individualmente attività motoria.

Da maggio 2020, preso atto della diminuzione dei contagi, sono state consentite, pur nel rispetto delle norme di distanziamento fisico e secondo quanto stabilito da apposite linee guida e dai relativi protocolli attuativi, la graduale ripresa delle attività sportive, le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra, la ripresa dell'attività sportiva di base e dell'attività motoria in genere svolte presso palestre, piscine, centri e circoli sportivi. Da giugno 2020, è stato consentito lo svolgimento, a determinate condizioni, di eventi e competizioni sportive riconosciuti di interesse nazionale dal CONI, dal CIP e dalle rispettive federazioni, ovvero organizzati da organismi sportivi internazionali, nonché la ripresa delle attività dei comprensori sciistici e, da settembre 2020, la riammissione di un determinato numero di spettatori a singoli eventi sportivi di minore entità, nonché alle partite di calcio della serie A.

A partire da ottobre 2020, in considerazione dell'incremento dei casi sul territorio nazionale, sono state nuovamente introdotte limitazioni, che si sono fatte via via più stringenti. In particolare, dal 26 ottobre 2020 è stato sospeso lo svolgimento di attività presso palestre, piscine, centri natatori, nonché lo svolgimento degli sport di contatto e sono stati chiusi agli sciatori amatoriali gli impianti nei comprensori sciistici. Inoltre, è stato consentito lo svolgimento, all'interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse ovvero all'aperto senza la presenza di pubblico, delle sole competizioni sportive riconosciute di interesse nazionale dal CONI, dal CIP e dalle rispettive federazioni, ovvero organizzati da organismi sportivi internazionali. Dal 4 dicembre 2020 tale possibilità è stata circoscritta ai soli eventi e competizioni sportive di livello agonistico e riconosciuti di preminente interesse nazionale  

Per fronteggiare le difficoltà del settore derivanti da tale situazione, già da marzo 2020 sono stati disposti diversi interventi.

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Il D.L. 23 febbraio 2020, n. 6 (L. 13/2020), allo scopo di evitare la diffusione del COVID-19, nei comuni o nelle aree nei quali risultava positiva almeno una persona per la quale non si conosceva la fonte di trasmissione o comunque nei quali vi era un caso non riconducibile ad una persona proveniente da un'area già interessata dal contagio del virus, aveva previsto la possibilità di sospensione, con DPCM, di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere sportivo, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico (artt. 1, co. 2, lett. c) e 3). 

A seguire, erano dunque intervenuti vari DPCM che avevano progressivamente dettagliato ed esteso, in termini temporali e territoriali, tali previsioni.

E' utile ricordare, preliminarmente, che tutti i DPCM hanno previsto che le disposizioni da essi recate si applicano alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione.
In particolare, il DPCM 9 marzo 2020 aveva stabilito:
- la sospensione degli eventi e delle competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Restava consentito lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonché delle sedute di allenamento degli atleti professionisti e atleti di categoria assoluta che partecipano ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali o internazionali, all'interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all'aperto senza la presenza di pubblico. In tutti i casi, le associazioni e le società sportive, a mezzo del proprio personale medico, erano tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipavano;
- la chiusura degli impianti sciistici;
- la sospensione di tutte le manifestazioni organizzate, nonché degli eventi in luogo pubblico o privato, compresi quelli di carattere sportivo, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico;
- la sospensione delle attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori .
Inoltre, con Ordinanza del Ministro della salute 20 marzo 2020 era stato previsto che non era consentito svolgere attività ludica o ricreativa all'aperto, mentre restava consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona.

Successivamente, il D.L. 25 marzo 2020, n. 19 (L. 35/2020) ha previsto che, su specifiche parti o, occorrendo, su tutto il territorio nazionale, può essere disposta, con DPCM, per periodi predeterminati, ciascuno originariamente (v. infra) di durata non superiore a 30 giorni, reiterabili e modificabili anche più volte, originariamente (v. infra) fino al 31 luglio 2020 (termine dello stato di emergenza dichiarato con delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020), e con possibilità di modularne l'applicazione in aumento, ovvero in diminuzione, secondo l'andamento epidemiologico del virus: la limitazione o sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni altra forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere sportivo; la limitazione o sospensione di eventi e competizioni sportive di ogni ordine e disciplina in luoghi pubblici o privati, compresa la possibilità di disporre la chiusura temporanea di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori e impianti sportivi, anche se privati, nonché di disciplinare le modalità di svolgimento degli allenamenti sportivi all'interno degli stessi luoghi; la limitazione o sospensione delle attività sportive e motorie svolte all'aperto o in luoghi aperti al pubblico (art. 1, co. 2, lett. g), m) ed n) e art. 2, co. 1).

Ha, altresì, disposto l'abrogazione, salvo alcune disposizioni, del D.L. 6/2020 (art. 5, co. 1).

Si erano, dunque, succeduti vari altri DPCM che avevano confermato le sospensioni indicate, con talune modifiche e, successivamente, graduali riaperture.

In particolare,  il DPCM 1 aprile 2020, aveva disposto anche la sospensione delle sedute di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, all'interno degli impianti sportivi di ogni tipo.
Successivamente, era intervenuto il DPCM 26 aprile 2020 che aveva, invece, consentito, dal 4 maggio 2020, maggiore libertà in tema di attività sportiva.
In particolare, aveva disposto che era consentito svolgere individualmente, ovvero con accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti, attività sportiva o attività motoria (non più in prossimità della propria abitazione), purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l'attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività.
Inoltre, aveva disposto che erano consentite, a porte chiuse e senza alcun assembramento, le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, di discipline sportive individuali, riconosciuti di interesse nazionale dal CONI, dal CIP e dalle rispettive Federazioni, in vista della loro partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali ed internazionali. A tali fini, aveva previsto l'emanazione, previa validazione del comitato tecnico-scientifico istituito presso il Dipartimento della Protezione Civile, di apposite Linee guida, poi emanate con nota Prot. 3180 del 3 maggio 2020.

E', poi, intervenuto il D.L. 16 maggio 2020, n. 33 (L. 74/2020: art. 1, co. 8) che ha disposto che le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura con la presenza di pubblico, compresi quelli di carattere sportivo, si svolgono, ove ritenuto possibile sulla base dell'andamento dei dati epidemiologici, con modalità definite con DPCM ai sensi del D.L. 19/2020 (L. 35/2020).

In linea generale, lo stesso D.L. 33/2020 (L. 74/2020: art. 1, co. 16) ha disposto che, in relazione all'andamento della situazione epidemiologica sul proprio territorio, nelle more dell'adozione dei DPCM, la regione, informando contestualmente il Ministro della salute, poteva introdurre misure derogatorie, originariamente ampliative o restrittive, rispetto a quelle disposte dagli stessi DPCM (art. 1, co. 16). Successivamente, a seguito delle modifiche apportate dal D.L. 125/2020 ( L. 159/2020: art. 1, co. 2, lett. a)), si è disposto che le regioni possono introdurre, informando contestualmente il Ministro della salute, misure derogatorie restrittive rispetto a quelle disposte dai DPCM, ovvero, nei soli casi e nel rispetto dei criteri previsti dai citati decreti e d'intesa con il Ministro della salute, anche ampliative.

Lo stesso D.L. 33/2020 aveva altresì previsto che le sue disposizioni si applicassero fino al 31 luglio 2020 (al riguardo, vedi infra) (art. 3, co. 1). 

In prima attuazione di quanto disposto dal D.L. 33/2020, era stato emanato il DPCM 17 maggio 2020 che, in particolare, aveva disposto che:
dal 18 maggio 2020 era consentito svolgere attività sportiva o attività motoria all'aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ove accessibili, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l'attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività, salvo che fosse necessaria la presenza di un accompagnatore per i minori o per le persone non completamente autosufficienti;
-  allo scopo di consentire la graduale ripresa delle attività sportive, le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra, erano consentite dal 18 maggio 2020, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, a porte chiuse. Fino al 3 giugno 2020, potevano spostarsi da una regione all'altra, previa convocazione della federazione di appartenenza, i soli atleti, professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal CONI, dal CIP e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione a competizioni di livello nazionale ed internazionale. A tali fini, aveva previsto l'emanazione, previa validazione del Comitato tecnico-scientifico, di apposite linee-guida.
Qui le linee guida per lo svolgimento degli allenamenti per gli sport di squadra;
-  l' attività sportiva di base e l' attività motoria in genere svolte presso palestre, piscine, centri e circoli sportivi, pubblici e privati, ovvero presso altre strutture ove si svolgono attività dirette al benessere dell'individuo attraverso l'esercizio fisico, erano consentite dal 25 maggio 2020, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento. A tali fini, aveva previsto l'emanazione di linee guida.
Qui le linee guida per l' attività sportiva di base e l' attività motoria in genere (versione del 19 maggio 2020, aggiornata prima il 22 ottobre 2020 e, successivamente, il 5 marzo 2021 : v. infra);
- per l'attuazione delle linee guida, le Federazioni sportive nazionali, le Discipline sportive associate e gli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI e dal CIP, nonché le associazioni, le società, i centri e i circoli sportivi, comunque denominati, anche se non affiliati ad alcun organismo sportivo riconosciuto, dovevano adottare, per gli ambiti di rispettiva competenza e in osservanza della normativa in materia di previdenza e sicurezza sociale, appositi protocolli attuativi contenenti norme di dettaglio per tutelare la salute degli atleti, dei gestori degli impianti e di tutti coloro che, a qualunque titolo, frequentano i siti in cui si svolgono l'attività sportiva di base e l'attività motoria in genere.
Qui la pagina curata dal CONI contenente i link ai protocolli resi disponibili dalle diverse Federazioni e dalle Discipline sportive associate.
Qui le Indicazioni generali per la pianificazione, organizzazione e gestione delle gare di calcio professionistico in modalità "a porte chiuse", finalizzate al contenimento dell'emergenza epidemiologia da COVID-19, emanate dalla FIGC, nella versione 3 del 24 maggio 2020.

Successivamente, il DPCM 11 giugno 2020 confermando quanto già previsto dal DPCM 17 maggio 2020, aveva disposto, in particolare, che:
-  a decorrere dal 12 giugno 2020, gli eventi e le competizioni sportive riconosciuti di interesse nazionale dal CONI, dal CIP e dalle rispettive Federazioni, ovvero organizzati da organismi sportivi internazionali, erano consentiti a porte chiuse ovvero all'aperto senza la presenza di pubblico, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva; anche le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra, erano consentite a porte chiuse, nel rispetto dei medesimi protocolli;
-  a decorrere dal 25 giugno 2020, era consentito lo svolgimento anche degli sport di contatto nelle regioni e province autonome che, d'intesa con il Ministero della salute e l'Autorità di Governo delegata in materia di sport, avessero preventivamente accertato la compatibilità delle suddette attività con l'andamento della situazione epidemiologica nei rispettivi territori, in conformità con le linee guida per l'attività sportiva di base e l'attività motoria in genere per quanto compatibili; 
- a decorrere dal 15 giugno 2020, le attività dei comprensori sciistici potevano essere svolte a condizione che le regioni e le province autonome avessero preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuassero i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; detti protocolli o linee guida dovevano essere adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all'allegato 10.

Successivamente, il D.L. 30 luglio 2020, n. 83 (L. 124/2020: art. 1, co. 1 e 2) aveva prorogato al 15 ottobre 2020 (nuovo termine dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei Ministri il 29 luglio 2020) la possibilità di intervento con DPCM prevista dall'art. 1, co. 1, del D.L. 19/2020 (L. 34/2020) e, conseguentemente, aveva prorogato alla stessa data quanto previsto dall'art. 3, co. 1, del D.L. 33/2020 (L. 74/2020).

Nel prosieguo, il DPCM 7 agosto 2020, confermando quanto già in precedenza previsto, aveva anche disposto, in particolare, che, a decorrere dal 1° settembre 2020, era consentita la partecipazione del pubblico a singoli eventi sportivi di minore entità, che non superassero il numero massimo di 1.000 spettatori per gli stadi all'aperto e di 200 spettatori per impianti sportivi al chiuso. La presenza di pubblico era comunque consentita esclusivamente nei settori degli impianti sportivi nei quali fosse possibile assicurare la prenotazione e assegnazione preventiva del posto a sedere, con adeguati volumi e ricambi d'aria, nel rispetto del distanziamento interpersonale, sia frontalmente che lateralmente, di almeno 1 metro e con obbligo di  misurazione della temperatura all'accesso e di utilizzo della mascherina a protezione delle vie respiratorie; in casi eccezionali, per eventi sportivi che superassero il numero massimo di 1000 spettatori per gli stadi all'aperto e di 200 spettatori per impianti sportivi al chiuso, il Presidente della regione o provincia autonoma, ai fini dello svolgimento dell'evento, poteva sottoporre specifico protocollo di sicurezza alla validazione preventiva del Comitato tecnico-scientifico.
Inoltre, aveva introdotto specifiche previsioni per consentire il regolare svolgimento di competizioni sportive nazionali e internazionali organizzate sul territorio italiano da Federazioni sportive nazionali, Discipline  sportive associate o Enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI o dal CIP, che prevedevano la partecipazione di atleti, tecnici e accompagnatori provenienti da paesi per i quali l'ingresso in Italia era vietato o per i quali era prevista la quarantena.
Il 19 settembre 2020 era poi stato convocato un vertice Governo-regioni al termine del quale era stata decisa la possibilità di ingresso di 1.000 spettatori per tutte le partite di serie A. Tale novità, tuttavia, non era stata inserita in un DPCM.

 Ancora dopo, è intervenuto il già citato D.L. 7 ottobre 2020, n. 125 (L. 159/2020) che aveva prorogato al 31 gennaio 2021 (nuovo termine dello stato di emergenza dichiarato con delibera del Consiglio dei ministri 7 ottobre 2020) la possibilità di intervento con DPCM prevista dall'art. 1, co. 1, del D.L. 19/2020 (L. 34/2020) e, conseguentemente, aveva prorogato alla stessa data quanto previsto dall'art. 3, co. 1, del D.L. 33/2020 (L. 74/2020) (art. 1, co. 1, lett. a) e co. 2, lett. b).

Si sono, dunque, succeduti vari altri DPCM che, in particolare, considerato 'incremento dei casi sul territorio nazionale, hanno progressivamente introdotto nuove limitazioni.

  Nello specifico, era dapprima intervenuto il DPCM 13 ottobre 2020, le cui disposizioni erano state modificate dal DPCM 18 ottobre 2020 (a seguito del quale, il 22 ottobre 2020, era stato emanato un " Nuovo protocollo attuativo delle "Linee guida per l'attività sportiva di base e l'attività motoria in genere).
Successivamente, erano intervenuti il DPCM 24 ottobre 2020 e il DPCM 3 novembre 2020.

In particolare, dal 14 ottobre 2020 erano state modificate le disposizioni introdotte per consentire il regolare svolgimento di competizioni sportive nazionali e internazionali organizzate sul territorio italiano da Federazioni sportive nazionali, Discipline sportive associate o Enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI o dal CIP, che prevedevano la partecipazione di atleti, tecnici e accompagnatori, nonché giudici e commissari di gara, provenienti da paesi per i quali l'ingresso in Italia era vietato o per i quali era prevista la quarantena.

Inoltre, in particolare, dal 26 ottobre 2020:

- sono state sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, fatta eccezione per l'erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza e per le attività riabilitative o terapeutiche; ferma restando tale sospensione, l' attività sportiva di base e l'attività motoria in genere svolte all'aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, continuano ad essere consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dal Dipartimento per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI). Dal 6 novembre 2020, è stato, però, interdetto l'uso di spogliatoi interni a tali circoli;
- fatto salvo quanto previsto in ordine agli eventi e alle competizioni sportive di interesse nazionale, è stato sospeso lo svolgimento degli sport di contatto (come individuati con decreto del Ministro per le politiche giovanili e lo sport che li ha indicati nella tabella allegata); sono state sospese, altresì, l'attività sportiva dilettantistica di base, le scuole e l'attività formativa di avviamento relative agli sport di contatto nonché tutte le gare, le competizioni e le attività connesse agli sport di contatto, anche se aventi carattere ludico-amatoriale;

- sono stati chiusi  gli impianti nei comprensori sciistici; gli stessi possono essere utilizzati solo da parte di atleti professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal CONI, dal CIP e/o dalle rispettive federazioni per permettere la preparazione finalizzata allo svolgimento di competizioni sportive nazionali e internazionali o lo svolgimento di tali competizioni.

  Inoltre, dal 3 novembre 2020, nelle c.d. zone rosse, individuate con ordinanze del Ministro della salute (sulla base dei dati acquisiti e delle relative elaborazioni condotte dalla Cabina di regia per la classificazione del rischio, sentito il Comitato tecnico-scientifico e i presidenti di regione interessati):

- tutte le attività svolte presso centri e circoli sportivi anche all'aperto, sono state sospese; sono stati altresì sospesi tutti gli eventi e le competizioni organizzati dagli enti di promozione sportiva;

- è stato consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie; è stato altresì consentito lo svolgimento di attività sportiva esclusivamente all'aperto e in forma individuale.

Nel prosieguo, è intervenuto il D.L. 2 dicembre 2020, n. 158, che ha esteso da 30 a 50 giorni il termine massimo di vigenza delle misure adottate con i DPCM adottati ai sensi del D.L. 19/2020 (art. 1, co. 1). ). Tale previsione è poi stata riversata nel D.L. 172/2020 (art. 1, co. 3-bis), la cui legge di conversione (L. 6/2021: art. 1, co. 2) ha abrogato il D.L. 158/2020, facendone salvi gli effetti.

Era stato, dunque, stato adottato il DPCM 3 dicembre 2020, che, in parte, aveva inasprito le precedenti previsioni.
In particolare, dal 4 dicembre 2020, è stato consentito soltanto lo svolgimento di eventi e competizioni – di livello agonistico e riconosciuti di preminente interesse nazionale con provvedimento del CONI e del CIP – riguardanti gli sport individuali e di squadra organizzati dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva ovvero da organismi sportivi internazionali, all'interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse ovvero all'aperto senza la presenza di pubblico. Le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra, partecipanti alle suddette competizioni e muniti di tessera agonistica, sono state consentite a porte chiuse, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate e enti di promozione sportiva.

Ancora dopo, il D.L. 14 gennaio 2021, n. 2 (L. 29/2021) ha prorogato al 30 aprile 2021 (nuovo termine dello stato di emergenza dichiarato con delibera del Consiglio dei ministri 13 gennaio 2021) la possibilità di intervento con DPCM prevista dall'art. 1, co. 1, del D.L. 19/2020 (L. 34/2020) e, conseguentemente, ha prorogato alla stessa data quanto previsto dall'art. 3, co. 1, del D.L. 33/2020 (L. 74/2020) (art. 1, co. 1 e 2).

Nel proseguo, è dunque intervenuto il DPCM 14 gennaio 2021, le cui disposizioni – che hanno in gran parte confermato quanto previsto precedentemente, con alcune integrazioni relative, in particolare, all'ingresso nel territorio nazionale di atleti, tecnici, giudici, commissari di gara, rappresentanti della stampa estera – si sono applicate dal 16 gennaio al 5 marzo 2021.
Come novità, il DPCM aveva previsto che, dal 15 febbraio 2021, gli impianti sciistici potevano essere aperti agli sciatori amatoriali subordinatamente all'adozione di apposite linee guida da parte della Conferenza delle regioni e delle province autonome e validate dal Comitato tecnico-scientifico, rivolte a evitare aggregazioni di persone e, in genere, assembramenti.
Tale termine era poi stato inizialmente differito al 5 marzo 2021 con Ordinanza del Ministro della salute del 14 febbraio 2021.

Successivamente, sono stati definiti con legge i parametri per la classificazione in zone di rischio. In particolare, il D.L. 23 febbraio 2021, n. 15 (art. 1, co. 1) – poi abrogato, ma le cui previsioni sono state riversate nel D.L. 14 gennaio 2021, n. 2 (L. 29/2021: art. 1, co. 5) –, inserendo il co. 16-septies nell'art. 1 del D.L. 33/2020 (L. 74/2020), ha disposto disponendo che sono denominate:

a) "Zona bianca", le regioni nei cui territori l'incidenza settimanale di contagi è inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti per tre settimane consecutive e che si collocano in uno scenario di tipo 1, con un livello di rischio basso;

b) "Zona arancione", le regioni nei cui territori l'incidenza settimanale dei contagi è superiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti e che si collocano in uno scenario di tipo 2, con livello di rischio almeno moderato, nonché quelle che, in presenza di una analoga incidenza settimanale dei contagi, si collocano in uno scenario di tipo 1 con livello di rischio alto;

c) "Zona rossa", le regioni nei cui territori l'incidenza settimanale dei contagi è superiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti e che si collocano in uno scenario di tipo 3, con livello di rischio almeno moderato;

d) "Zona gialla" le regioni nei cui territori sono presenti parametri differenti da quelli indicati alle lettere a), b), c).

E' dunque intervenuto il DPCM 2 marzo 2021 che ha disposto innanzitutto la cessazione, dal 3 marzo 2021, dell'applicazione nelle zone bianche delle misure limitative previste dallo stesso DPCM per le zone gialle e arancioni, ferma restando la sospensione della partecipazione di pubblico agli eventi e alle competizioni sportive (art. 7).

Invece, dal 6 marzo 2021 e – prima dell'intervento del D.L. 13 marzo 2021, n. 30 – fino al 6 aprile 2021, nelle zone gialle (art. 19) e nelle zone arancioni (art. 34):

- continuava ad essere consentito svolgere attività sportiva o attività motoria all'aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ove accessibili, purchè comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l'attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività salvo che fosse necessaria la presenza di un accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti. Continuavano ad essere sospese le attivita' di palestre, piscine, centri natatori. L'attività sportiva di base e l'attività motoria in genere svolte all'aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, continuavano ad essere consentite nel rispetto delle norme di distanziamento interpersonale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall'Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI), e con il divieto di uso di spogliatoi interni; continuavno altresì ad essere consentite le attività di palestre, piscine, centri natatori, per l'erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza e per le attività riabilitative  o terapeutiche. Lo svolgimento degli sport di contatto – salvo quanto previsto per gli eventi di livello agonistico continuava ad essere sospeso. Continuavano altresì ad essere sospese l'attività sportiva dilettantistica di base, le scuole e l'attività formativa di avviamento relative agli sport di contatto nonchè tutte le gare, le competizioni e le attività connesse agli sport di contatto, anche se aventi carattere ludico-amatoriale (art. 17);

- continuavano ad essere consentiti soltanto gli eventi e le competizioni - di livello agonistico e riconosciuti di preminente interesse nazionale con provvedimento del CONI e del CIP  - riguardanti gli sport individuali e di squadra organizzati dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva ovvero da organismi sportivi internazionali, all'interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse ovvero all'aperto senza la presenza di pubblico. Le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra, partecipanti alle competizioni e muniti di tessera agonistica, continuavano ad essere consentite a porte chiuse, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate e Enti di promozione sportiva. La partecipazione alle competizioni sportive per le persone che avevano soggiornato o transitato all'estero nei 14 giorni precedenti era consentita nel rispetto di quanto previsto agli artt. 49, 50 e 51 (art. 18);

- gli impianti nei comprensori sciistici erano chiusi. Gli stessi potevano essere utilizzati solo da parte di atleti professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal CONI, dal CIP e/o dalle rispettive federazioni per permettere la preparazione finalizzata allo svolgimento di competizioni sportive nazionali e internazionali o lo svolgimento di tali competizioni, nonché per lo svolgimento degli allenamenti e delle prove di abilitazione all'esercizio della professione di maestro di sci (art. 19).

 

Nelle zone rosse, invece, oltre ad applicarsi – in mancanza di misure più rigorose – le misure previste per le zone gialle e arancioni, continuava ad essere consentito lo svolgimento di attività sportiva esclusivamente all'aperto e in forma individuale e di attività motoria individualmente nei pressi della propria abitazione, purche' comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie. Continuavano, invece, ad essere sospese tutte le attivita' previste dall'art. 17, anche se svolte nei centri sportivi all'aperto, e tutti gli eventi e le competizioni organizzati dagli enti di promozione sportiva (art. 41). Tuttavia, con ordinanza del  Ministro della salute, d'intesa con il Presidente della regione interessata, in ragione dell'andamento del rischio epidemiologico poteva essere in ogni momento prevista, in relazione a specifiche parti del territorio regionale, l'esenzione dell'applicazione di tali misure (art. 38, co. 2).

A seguito della sospensione delle limitazioni nelle zone bianche, il 5 marzo 2021 è stato emanato un nuovo protocollo attuativo delle "Linee guida per l'attività sportiva di base e l'attività motoria in genere".

Nel prosieguo, il già citato D.L. 30/2021, constatato l'aggravamento dell'emergenza epidemiologica, ha disposto (art. 1), per quanto qui interessa, che:

- dal 15 marzo al 6 aprile 2021, le misure stabilite con DPCM per la zona rossa si applicavano anche nelle regioni e province autonome, individuate con ordinanza del Ministro della salute, nelle quali l'incidenza cumulativa settimanale dei contagi era superiore a 250 casi ogni 100.000 abitanti, sulla base dei dati validati dell'ultimo monitoraggio disponibile;

- dal 15 marzo al 6 aprile 2021, i Presidenti delle regioni e province autonome potevano disporre l'applicazione delle misure stabilite per la zona rossa, nonché ulteriori, motivate, misure più restrittive, nelle province in cui l'incidenza cumulativa settimanale dei contagi era superiore a 250 casi ogni 100.000 abitanti, nonché nelle aree in cui la circolazione di varianti del virus determinava alto rischio di diffusività o induceva malattia grave;

- nei giorni 3, 4 e 5 aprile 2021, sull'intero territorio nazionale, ad eccezione della zona bianca, si applicavano le misure stabilite per la zona rossa.

Da ultimo, il D.L. 44/2021 (art. 1, co. 1) ha previsto che dal 7 aprile al 30 aprile 2021 si applicano le misure del DPCM 2 marzo 2021, salvo quanto diversamente da esso disposto. Al riguardo, si segnala che nessuna novità riguarda il settore dello sport.

Ha, altresì, confermato (art. 1, co. 4 e 5), per lo stesso periodo, con riferimento all'applicazione delle misure stabilite per la zona rossa in altri casi, quanto previsto dal D.L. 30/2021.

ultimo aggiornamento: 8 aprile 2021

Al fine di sostenere le difficoltà derivanti dalla sospensione degli eventi e delle competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, nonché di tutte le manifestazioni organizzate di carattere sportivo, e dalla chiusura degli impianti nei comprensori sciistici, i primi interventi sono stati previsti dal D.L. 17 marzo 2020, n. 18 (L. 27/2020) e dal D.L. 8 aprile 2020, n. 23 (L. 40/2020) e, successivamente, ampliati dal D.L. 19 maggio 2020, n. 34 (L. 77/2020) e dal D.L. 14 agosto 2020, n. 104 (L. 126/2020) che, al contempo, hanno introdotto nuove misure per sostenere la ripresa e il rilancio del settore. In seguito, sono intervenuti il D.L. 28 ottobre 2020, n. 137 (L. 176/2020) (nel quale sono poi confluite le disposizioni del D.L. 9 novembre 2020, n. 149, del D.L. 23 novembre 2020, n. 154 e del D.L. 2 dicembre 2020, n. 158) e il D.L. 31 dicembre 2020, n. 183 (L. 21/2021).

Di seguito, si procederà, per quanto possibile, con un'esposizione accorpata.

In particolare:

  • il D.L. 34/2020 (L. 77/2020: art. 216, co. 1), intervenendo su quanto previsto dal D.L. 18/2020 (L. 27/2020: art. 95), ha prorogato (dal 31 maggio 2020) al 30 settembre 2020 il termine di sospensione per il pagamento dei canoni di locazione e concessori relativi all'affidamento di impianti sportivi pubblici, da parte di Federazioni sportive nazionali, Enti di promozione sportiva, Società e Associazioni sportive, professionistiche e dilettantistiche. Ha prorogato, inoltre, il termine per i versamenti dei canoni, fissandolo al 30 settembre 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 3 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di settembre 2020;

  • il D.L. 34/2020 (L. 77/2020: art. 31, co. 4-bis), intervenendo su quanto previsto dal D.L. 23/2020 (L. 40/2020: art. 14, co. 1), ha incrementato di € 30 mln per il 2020 l'apposito comparto del Fondo di garanzia per l'impiantistica sportiva (art. 90, co. 12, L. 289/2002) istituito dallo stesso D.L. 23/2020 con una dote iniziale di € 30 mln per il 2020 al fine di prestare garanzia, fino al 31 dicembre 2020, sui finanziamenti erogati dall'Istituto per il credito sportivo (ICS) o da altro istituto bancario per le esigenze di liquidità delle Federazioni sportive nazionali, delle Discipline sportive associate, degli Enti di promozione sportiva, delle Associazioni e delle Società sportive dilettantistiche iscritte al registro tenuto dal CONI.
I criteri di gestione del comparto erano stati definiti in prima istanza con decreto del Ministro per le politiche giovanili e lo sport 28 aprile 2020.  Successivamente, sono stati ridefiniti con decreto del Ministro per le politiche giovanili e lo sport 16 novembre 2020. 

Si ricorda, inoltre, che lo stesso D.L. 23/2020 (L. 40/2020: art. 14, co. 2) ha previsto che il Fondo speciale per la concessione di contributi in conto interessi sui finanziamenti all'impiantistica sportiva (art. 5, co. 1, L. 1295/1957), poteva concedere contributi in conto interessi, fino al 31 dicembre 2020, sui finanziamenti erogati dall'Istituto per il Credito Sportivo o da altro istituto bancario per le esigenze di liquidità dei medesimi Enti, secondo le modalità stabilite dal Comitato di Gestione dei Fondi Speciali dell'Istituto per il Credito Sportivo. Per tale funzione è stato costituito un apposito comparto del Fondo, inizialmente dotato di € 5 mln per l'anno 2020, e poi incrementato di ulteriori € 5 mln per il 2020 dal D.L. 137/2020 (art. 2).
Da ultimo, il D.L. 183/2020 (L.21/2021: art. 16, co. 2), ha prorogato al 30 giugno 2021 l'estensione delle facoltà operative del Fondo di garanzia per l'impiantistica sportiva e del Fondo speciale per la concessione di contributi in conto interessi per le esigenze di liquidità degli organismi sportivi.

  • il D.L. 34/2020 (L. 77/2020: art. 217) ha istituito nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze il Fondo per il rilancio del sistema sportivo nazionale – le cui risorse sono trasferite al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri, per essere assegnate all'Ufficio per lo sport - alimentato da una quota della raccolta da scommesse relative a eventi sportivi di ogni genere. Il finanziamento del Fondo è stato determinato nel limite massimo di € 40 mln per il 2020 ed € 50 mln per il 2021.

I criteri di gestione del Fondo sono stati definiti con decreto del Ministro per le politiche giovanili e lo sport, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze 29 maggio 2020. In particolare, il decreto ha previsto che le risorse del Fondo nell'anno 2020 erano destinate all'erogazione di contributi a fondo perduto in favore delle società e associazioni sportive dilettantistiche iscritte nel registro (tenuto dal CONI) di cui all'art. 7, co. 2, del D.L. 136/2004 (L. 186/2004), secondo i criteri stabiliti con successivo atto dell'Ufficio per lo sport.

Ha previsto, altresì, che la destinazione delle disponibilità del Fondo per l' anno 2021 doveva essere stabilita con successivo decreto dell'Autorità di Governo competente in materia di sport, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro il 30 novembre 2020.
In attuazione di quanto previsto per il 2020, sono intervenuti il decreto del Capo dell'Ufficio per lo sport 11 giugno 2020 ( qui l'allegato 1) e, successivamente, per l'utilizzo di risorse residuate a conclusione della procedura avviata con lo stesso, il decreto del Capo per il Dipartimento per lo sport 9 novembre 2020 ( qui l'allegato 1). Qui la pagina dedicata sul sito del Dipartimento per lo sport;

  • il D.L. 34/2020 (L. 77/2020: art. 216, co. 2), al fine di favorire il graduale recupero dei proventi non incassati a seguito della sospensione delle attività sportive e l'ammortamento degli investimenti effettuati o programmati, ha previsto che le parti dei rapporti di concessione degli impianti sportivi pubblici possono concordare tra loro, su richiesta del concessionario, la revisione dei rapporti concessori in scadenza entro il 31 luglio 2023, mediante la rideterminazione delle condizioni di equilibrio economico-finanziario originariamente pattuite, anche attraverso la proroga della durata del rapporto, comunque non superiore a ulteriori 3 anni. In caso di mancato accordo, le parti possono recedere dal contratto. In tal caso, il concessionario ha diritto ai rimborsi indicati. La revisione del rapporto concessorio può essere concordata anche in considerazione della necessità di fare fronte ai sopravvenuti maggiori costi per la predisposizione delle misure organizzative idonee a garantire condizioni di sicurezza tra gli utenti e ai minori ricavi dovuti alla riduzione del numero delle presenze all'interno degli impianti sportivi;

  • il D.L. 34/2020 (L. 77/2020: art. 216, co. 3), ha previsto che il conduttore di palestre, piscine e impianti sportivi di ogni tipo aveva diritto, per le 5 mensilità da marzo a luglio 2020, ad una corrispondente riduzione del canone locatizio che, salva la prova di un diverso ammontare a cura della parte interessata, si presumeva pari al 50% del canone contrattualmente stabilito;

  • il D.L. 34/2020 (L. 77/2020: art. 216, co. 4) ha previsto che i soggetti che hanno acquistato abbonamenti, anche di durata pari ad un mese, per l'accesso ai servizi offerti da palestre, piscine e impianti sportivi di ogni tipo, possono chiedere il rimborso del corrispettivo già versato per i periodi di sospensione delle attività sportive. In alternativa al rimborso, il gestore può rilasciare un voucher di pari valore utilizzabile presso la stessa struttura entro un anno dalla cessazione delle misure di sospensione dell'attività sportiva;

  • il D.L. 34/2020 (L. 77/2020: art. 156) ha anticipato al 31 ottobre 2020 l'erogazione del contributo del cinque per mille (che riguarda anche il sostegno   delle associazioni   sportive   dilettantistiche riconosciute dal CONI) relativo all'anno finanziario 2019;

  • il D.L. 34/2020 (L. 77/2020: art. 218-bis) ha autorizzato la spesa di € 30 mln per il 2020 a favore delle associazioni sportive dilettantistiche iscritte nell'apposito registro tenuto dal CONI, al fine di assicurare alle stesse adeguato ristoro e sostegno per la ripresa e l'incremento delle attività. Successivamente, è stato il disposto che tali risorse vanno ad incrementare le risorse del Fondo Unico per il sostegno delle associazioni e società sportive dilettantistiche, istituto dal D.L. 137/2020 (L. 176/2020: art. 3), con una dotazione di €  142 mln per il 2020, per l'adozione di misure di sostegno e ripresa delle associazioni e società sportive dilettantistiche che hanno cessato o ridotto la propria attività a seguito dei provvedimenti statali di sospensione delle attività sportive, in base a criteri stabiliti con il provvedimento del Capo del Dipartimento per lo sport della Presidenza del Consiglio dei ministri che dispone la loro erogazione;

  • il D.L. 34/2020 (L. 77/2020: art. 218) ha conferito facoltà alle Federazioni sportive nazionali riconosciute dal CONI e dal CIP di adottare provvedimenti relativi all'annullamento, alla prosecuzione e alla conclusione delle competizioni e dei campionati, professionistici e dilettantistici, compresa la definizione delle classifiche finali, con riferimento alla stagione sportiva 2019/2020, nonché i conseguenti provvedimenti relativi all'organizzazione, alla composizione e alle modalità di svolgimento delle competizioni e dei campionati, professionistici e dilettantistici, per la stagione sportiva 2020/2021.
    Al contempo, ha introdotto disposizioni straordinarie e temporanee dirette a contenere in tempi certi l'eventuale contenzioso che potrebbe scaturire a seguito dell'adozione di tali provvedimenti (art. 218).

  •  il D.L. 104/2020 (L. 126/2020: art. 81) ha istituito per le imprese, i lavoratori autonomi e gli enti non commerciali un credito d'imposta pari al 50% delle spese di investimento, di importo non inferiore a € 10.000, in campagne pubblicitarie, incluse le sponsorizzazioni, effettuate dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2020, a favore delle leghe che organizzano campionati nazionali a squadre nell'ambito delle discipline olimpiche e paralimpiche, ovvero società sportive professionistiche e società ed associazioni sportive dilettantistiche iscritte al registro CONI operanti in discipline ammesse ai Giochi Olimpici e Paralimpici e che svolgono attività sportiva giovanile con ricavi relativi al periodo d'imposta 2019, e comunque prodotti in Italia, almeno pari a € 200.000 e fino a un massimo di € 15 mln. Nel caso in cui le risorse disponibili risultino insufficienti rispetto alle richieste ammesse, si procede a ripartizione tra i beneficiari in misura proporzionale al credito di imposta astrattamente spettante, con un limite individuale per soggetto pari al 5% del totale delle risorse annue. La disciplina attuativa è stata demandata ad un DPCM;

  • il D.L. 104/2020 (L. 126/2020: art. 82, co .1) ha previsto che la Federazione Italiana Sport Invernali (FISI), in relazione alla garanzia dalla stessa prestata in favore della Fondazione Cortina 2021 per l'adempimento delle obbligazioni pecuniarie da quest'ultima contratte nei confronti dell'Istituto per il credito sportivo, poteva richiedere la concessione della controgaranzia dello Stato, per un ammontare massimo complessivo di € 14 mln, da escutersi in caso di annullamento, dovuto all'emergenza COVID-19, dei campionati mondiali di sci alpino previsti a Cortina d'Ampezzo nel mese di febbraio 2021.

  •  il D.L. 137/2020 (L. 176/2020: art. 6-bis, co. 4) ha incrementato di € 1 mln per il 2021 il Fondo per le emergenze delle imprese e delle istituzioni culturali – istituito dal D.L. 34/2020 (L. 77/2020: art. 183, co. 2) nello stato di previsione del MIBACT –, destinando l'incremento al ristoro delle perdite subite dagli organizzatori di eventi sportivi internazionali in programma nel territorio italiano, per l'annullamento delle presenze di pubblico stabilito con il DPCM 24 ottobre 2020. Il ristoro è stato limitato alle spese che gli organizzatori avevano sostenuto per garantire la presenza in sicurezza del pubblico, con riferimento ai 10 giorni successivi all'adozione del DPCM.
    Le disposizioni applicative sono state dettate con DM 43 del 19 gennaio 2021.
Agli interventi sopra descritti se ne affiancano altri di carattere prevalentemente fiscale e di sostegno ai lavoratori e alle imprese, in particolare con la corresponsione di indennità e con la sospensione di termini per versamenti. Per gli stessi, si rinvia al quadro generale delle misure predisposte per contrastare l'emergenza, nel quale sono anche presenti i collegamenti ad ulteriori temi, nonché ai dossier curati dai Servizi Studi della Camera e del Senato.

Qui la pagina dedicata all'emergenza COVID-19 sul sito del Dipartimento per lo sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

ultimo aggiornamento: 8 aprile 2021
 
temi di Cultura, spettacolo, sport
 
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