tema 12 giugno 2020
Studi - Attività produttive La Fase 2 per le attività produttive nell'attuale emergenza epidemiologica da COVID
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Il nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 17 maggio 2020 non reitera gli ampi divieti all'esercizio delle attività economiche e produttive previsti dai precedenti D.P.C.M  attuativi della disciplina emergenziale, purtuttavia, introduce nuove prescrizioni e, ancora, talune limitazioni, volte a contrastarel'espansione del contagio alla luce della situazione epidemiologica in atto.

Le disposizioni del D.P.C.M. 17 maggio 2020 si applicano dal 18 maggio 2020 e sono efficaci fino al 14 giugno 2020. Dal 15 giugno e fino al 15 luglio 2020 entreranno in efficacia nuove precrizioni contenute nel D.P.C.M. 11 giugno 2020. Il provvedimento di giugno consente la ripresa di talune attività al momento ancora sospese.

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 17 maggio 2020

Il provvedimento governativo è stato adottato all'indomani ed in attuazione di un nuovo provvedimento legislativo d'urgenza, Decreto legge 16 maggio 2020, n. 33, che introduce ulteriori misure conseguenti all'attuale stato della situazione epidemiologica e delle Linee Guida per la riapertura delle attività economiche e produttive adottate dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle province Autonome. Anche tali linee guida sono state adottate ai sensi di quanto previsto dal nuovo decreto legge.

In particolare, il Decreto legge 16 maggio 2020, n. 33, dispone che le attivita' economiche, produttive e sociali debbano svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali. In assenza di quelli regionali, trovano applicazione i protocolli o le linee guida adottati a livello nazionale.

Misure limitative delle attivita' economiche, produttive e sociali potranno comunque essere adottate, nel rispetto dei principi di adeguatezza e proporzionalita', con le modalità già previste dall'articolo 2 del citato D.L. n. 19/2020, dunque con nuovi Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Alle regioni, Il D.L. n. 33/2020  rimette il compito di monitorare - con cadenza giornaliera - l'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e, in relazione a tale andamento, le condizioni di adeguatezza del sistema sanitario regionale.

I dati del monitoraggio devono essere comunicati giornalmente dalle regioni al Ministero della salute, all'Istituto superiore di sanita' e al Comitato tecnico-scientifico.

In relazione all'andamento della situazione epidemiologica sul territorio, accertato secondo i criteri stabiliti con decreto del Ministro della salute D.M. 30 aprile 2020 e ss. mod., nelle more dell'adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all'articolo 2 del decreto-legge n. 19 del 2020le Regioni possono introdurre misure derogatorie, ampliative o restrittive, rispetto a quelle disposte con DPCM, informando contestualmente il Ministro della salute.

Il mancato rispetto dei contenuti dei protocolli o delle linee guida, regionali, o, in assenza, nazionali, che non assicuri adeguati livelli di protezione determina la sospensione dell'attivita' fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.

Inoltre, salvo che il fatto costituisca reato, le violazioni delle disposizioni del D.L. n. 33/2020, ovvero dei decreti e delle ordinanze emanati in attuazione del decreto, sono punite con la sanzione amministrativa (di cui all'articolo 4 del D.L. n. 19/2020) e, nei casi in cui la violazione sia commessa nell'esercizio di un'attivita' di impresa, si applica altresi' la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell'esercizio o dell'attivita' da 5 a 30 giorni.

All'atto dell'accertamento delle violazioni, ove necessario per impedire la prosecuzione o la reiterazione della violazione, l'autorita' procedente puo' disporre la chiusura provvisoria dell'attivita' o dell'esercizio per una durata non superiore a 5 giorni.

Lo stesso 16 maggio, la Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle province autonome ha adottato le Linee Guida per la riapertura delle attività economiche e produttive. Le linee guida sono state aggiornate e integrate il 22 maggio scorso e da ultimo, ulteriormente integrate il 9 giugno, comprendendovi il settore delle attività ricreative.

Le linee guida contengono indirizzi operativi specifici - schede tecniche - valide per i singoli settori di attività economica, per la ripresa delle attività economiche e produttive compatibile con la tutela della salute di utenti e lavoratori. In particolare, in ogni scheda sono integrate le diverse misure di prevenzione e contenimento riconosciute a livello scientifico per contrastare la diffusione del contagio, tra le quali: norme comportamentali, distanziamento sociale e contact tracing .

Le indicazioni ivi contenute - si legge nel documento - si pongono in continuità con le indicazioni di livello nazionale, in particolare con il protocollo condiviso tra le parti sociali approvato dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 26 aprile 2020, nonché con i criteri guida generali di cui ai documenti tecnici prodotti da INAIL e Istituto Superiore di Sanità con il principale obiettivo di ridurre il rischio di contagio per i singoli e per la collettività in tutti i settori produttivi ed economici.

Il nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 17 maggio 2020 - viste le linee guida - pur eliminando, come detto, le misure limitative dell'esercizio delle attività economiche e produttive previste dai precedenti D.P.C.M. emergenziali, contiene nuove misure volte al contenimento, nell'attuale fase, del contagio da COVID.

Per ciò che attiene alle attività economiche e produttive dispone quanto segue:

  • le attivita' commerciali al dettaglio sono svolte a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all'interno dei locali piu' del tempo necessario all'acquisto dei beni.
    Le  attivita' devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome, nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all'allegato 10 del DPCM, che riguarda i criteri per i protocolli di settore elaborati dal Comitato tecnico-scientifico in data 15 maggio 2020.
    Si raccomanda altresi' l'applicazione delle misure di cui all'allegato 11 che contiene specifiche misure per gli esercizi commerciali.
  •   le attivita' dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite a condizione che le regioni e le province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilita' dello svolgimento delle suddette attivita' con l'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi;
    I protocolli o linee guida sono adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri elaborati dal Comitato tecnico-scientifico in data 15 maggio 2020, di cui all'allegato 10;

  • continuano a essere consentite le attivita' delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. Resta anche consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l'attivita' di confezionamento che di trasporto, nonche' la ristorazione con asporto, anche negli esercizi siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situati lungo le autostrade, fermo restando l'obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, il divieto di consumare i prodotti all'interno dei locali e il divieto di sostare nelle immediate vicinanze degli stessi;

  • restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro;

  •  le attivita' inerenti ai servizi alla persona sono consentite a condizione che le regioni e le province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilita' dello svolgimento delle suddette attivita' con l'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi.
      I protocolli o linee guida sono adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e in coerenza con i criteri elaborati dal Comitato tecnico-scientifico in data 15 maggio 2020, di cui all'allegato 10.
    Resta fermo lo svolgimento delle attivita' inerenti ai servizi alla persona gia' consentite;

  • restano garantiti, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, i servizi bancari, finanziari, assicurativi nonche' l'attivita' del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi.

L'attivita' sportiva di base e l'attivita' motoria in genere svolte presso palestre, piscine, centri e circoli sportivi, pubblici e privati, ovvero presso altre strutture ove si svolgono attivita' dirette al benessere dell'individuo attraverso l'esercizio fisico, sono consentite, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, a decorrere dal 25 maggio 2020.

A tali fini, sono emanate linee guida a cura dell'Ufficio per lo Sport, sentita la FMSI, fatti salvi gli ulteriori indirizzi operativi emanati dalle regioni e dalle province autonome, ai sensi del decreto-legge n. 33 del 2020.

Le Regioni e le Province Autonome possono comunque stabilire una diversa data anticipata o posticipata a condizione che abbiano preventivamente accertato la compatibilita' dello svolgimento delle attivita' con l'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi.

I protocolli o linee guida sono adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali.

Le Federazioni, nonche' le associazioni, le societa', i centri e i circoli sportivi, comunque denominati, anche se non affiliati ad alcun organismo sportivo riconosciuto, adottano, per gli ambiti di rispettiva competenza appositi protocolli attuativi contenenti norme di dettaglio per tutelare la salute di tutti coloro che, a qualunque titolo, frequentano i luoghi in cui si svolgono l'attivita' sportiva di base e l'attivita' motoria in genere.

Rimangono chiusi gli impianti nei comprensori sciistici.

Anche quanto alle attivita' degli stabilimenti balneari, il DPCM prevede che siano esercitate a condizione che le regioni e le province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilita' dello svolgimento delle suddette attivita' con l'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi.

I protocolli o linee guida sono adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e in coerenza con i criteri elaborati dal Comitato tecnico-scientifico in data 15 maggio 2020, di cui all'allegato 10.

Per tali attivita' e nelle spiagge di libero accesso deve essere in ogni caso assicurato il mantenimento del distanziamento sociale, garantendo comunque la distanza interpersonale di sicurezza di un metro, secondo le prescrizioni adottate dalle regioni, idonee a prevenire o ridurre il rischio di contagio, tenuto conto delle caratteristiche dei luoghi, delle infrastrutture e della mobilita'.

I protocolli o linee guida delle regioni devono comunque riguardare:

  • l'accesso agli stabilimenti balneari e gli spostamenti all'interno e l'accesso dei fornitori esterni;
  • le modalita' di utilizzo degli spazi comuni,  salve le specifiche prescrizioni per le attivita' di somministrazione di cibi e bevande e di ristorazione;
  • la distribuzione e il distanziamento delle postazioni da assegnare ai bagnanti;
  • le misure igienico-sanitarie per il personale e per gli utenti;
  • le modalita' di svolgimento delle attivita' ludiche e sportive;
  • lo svolgimento di eventuali servizi navetta a disposizione degli utenti;
  • le modalita' di informazione agli ospiti e agli operatori circa le misure di sicurezza e di prevenzione da seguire all'interno degli stabilimenti balneari
  • le spiagge di libero accesso.

Le attivita' delle strutture ricettive sono esercitate a condizione che sia assicurato il mantenimento del distanziamento sociale, garantendo comunque la distanza interpersonale di sicurezza di un metro negli spazi comuni, sempre nel rispetto dei protocolli e delle linee guida adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e  in coerenza con i criteri elaborati dal Comitato tecnico-scientifico in data 15 maggio 2020, di cui all'allegato 10, tenuto conto delle diverse tipologie di strutture ricettive.

I protocolli o linee guida delle regioni devono riguardare in ogni caso:

  • le modalita' di accesso, ricevimento, assistenza agli ospiti e di  utilizzo degli spazi comuni, fatte salve le specifiche prescrizioni per le attivita' di somministrazione di cibi e bevande e di ristorazione;
  • le misure igienico-sanitarie per le camere e gli ambienti comuni e l'accesso dei fornitori esterni;
  • le modalita' di svolgimento delle attivita' ludiche e sportive
  • lo svolgimento di eventuali servizi navetta a disposizione dei clienti;
  • le modalita' di informazione agli ospiti e agli operatori sulle  misure di sicurezza e di prevenzione del rischio da seguire all'interno delle strutture ricettive e negli eventuali spazi all'aperto di pertinenza

Gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all'aperto restano sospesi fino al 14 giugno 2020. Successivamente, gli spettacoli sono svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori, con il numero massimo di 1000 spettatori per spettacoli all'aperto e di 200 persone per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala.

Le regioni e le province autonome possono stabilire una diversa data, in relazione all'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori. L'attivita' degli spettacoli e' organizzata secondo le linee guida di cui all'allegato 9 del D.P.C.M.

Restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all'aperto quando non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni di cui alla presente lettera; restano comunque sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all'aperto o al chiuso, le fiere e i congressi.

Sull'intero territorio nazionale tutte le attivita' produttive industriali e commerciali, fatte salve le specifiche prescrizioni sopra indicate, debbono inoltre rispettare i contenuti dei seguenti protocolli:

  • protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus covid-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Governo e le parti sociali, contenuto nell'allegato 12 del D.P.C.M..
  • protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del covid-19 nei cantieri, sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e le parti sociali, contenuto nell'allegato 13 del D.P.C.M., 
  • protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del covid-19 nel settore del trasporto e della logistica sottoscritto il 20 marzo 2020, contenuto nell'allegato 14 del D.P.C.M..

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 giugno 2020

Le misure del nuovo D.P.C.M. hanno efficacia, come detto, dal 14 giugno fino al 15 luglio 2020, salvo specifiche diverse decorrenze di cui si darà conto di seguito.

In particolare, a decorrere dal 12 giugno 2020 gli eventi e le competizioni sportive - riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni, ovvero organizzati da organismi sportivi internazionali - sono consentiti a porte chiuse ovvero all'aperto senza la presenza di pubblico, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni Sportive Nazionali, Discipline Sportive Associate ed Enti di Promozione Sportiva, al fine di prevenire o ridurre il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano. Anche le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra, sono consentite a porte chiuse, nel rispetto dei protocolli.

A decorrere dal 25 giugno 2020 e' consentito lo svolgimento anche degli sport di contatto nelle Regioni e Province Autonome che, d'intesa con il Ministero della Salute e dell'Autorita' di Governo delegata in materia di sport, abbiano preventivamente accertato la compatibilita' delle suddette attivita' con l'andamento della situazione epidemiologica nei rispettivi territori, in conformita' con le linee guida emanate dall'Ufficio per lo Sport, sentita la Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI), per l'esercizio dell'attività sportiva di base e motoria in genere presso le palestre, in  quanto compatibili.

A decorrere dal 15 giugno 2020 le attivita' dei comprensori sciistici possono essere svolte a condizione che le regioni e le province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilita' dello svolgimento delle  attivita' con l'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi. I protocolli o linee guida sono adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all'allegato 10 del D.P.C.M.

A decorrere dal 15 giugno 2020 gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all'aperto sono svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, con il numero massimo di 1000 spettatori per spettacoli all'aperto e di 200 spettatori per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala.

Le attivita', anche in questo caso, devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all'allegato 10 citato.

Restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all'aperto quando non e' possibile assicurare il rispetto delle condizioni di cui alla presente lettera. Restano comunque sospese le attivita' che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all'aperto o al chiuso, e, sino al 14 luglio 2020, le fiere e i congressi.

Le regioni e le province autonome, in relazione all'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori, possono stabilire una diversa data di ripresa delle attivita', nonche' un diverso numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi.

Rimane confermata l'apertura delle attività già consentite, nel rispetto degli specifici requisiti di distanziamanto sociale ed igienico sanitari e delle procedure fissate dal D.P.C.M., dalle linee guida regionali e dai protocolli ivi richiamati.

ultimo aggiornamento: 12 giugno 2020

L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), il 30 gennaio 2020, ha dichiarato l'epidemia da COVID-19 un'emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale. L'11 marzo 2020, l'OMS ha dichiarato come pandemia l'infezione da COVID-19.

In Italia, con delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, è stato dichiarato, per sei mesi, lo stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili, disponendosi che all'attuazione dei relativi interventi emergenziali (ai sensi Codice della protezione civile, D.Lgs. n. 1/2018), si provveda con ordinanze emanate dal Capo del Dipartimento della protezione civile in deroga a ogni disposizione vigente e nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico.

Con Ordinanza del Capo del dipartimento della protezione civile n. 630 del 3 febbraio 2020,  – per fronteggiare gli interventi emergenziali ivi previsti - è stato disposto che il Capo dipartimento della protezione civile si avvalga del supporto di un Comitato tecnico-scientifico, composto dal segretario generale del Ministero della salute, dal direttore generale della prevenzione sanitaria del Ministero della salute, dal direttore dell'ufficio di coordinamento degli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera del Ministero della salute, dal direttore scientifico dell'Istituto nazionale per le malattie infettive «Lazzaro Spallanzani», dal Presidente dell'Istituto superiore di sanità, da un rappresentante della Commissione salute designato dal Presidente della Conferenza delle regioni e province autonome e dal coordinatore dell'ufficio promozione e integrazione del Servizio nazionale della protezione civile del Dipartimento della protezione civile, con funzioni di coordinatore del Comitato. Il Comitato può essere integrato in relazione a specifiche esigenze.

Con l'evolversi della situazione epidemiologica e il carattere particolarmente diffusivo dell'epidemia, il costante ed esponenziale incremento dei casi su tutto il territorio nazionale, e gli effetti particolarmente gravi sulla salute pubblica e sulla tenuta del sistema sanitario, il Governo ha inizialmene adottato un primo Decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19. Il provvedimento legislativo, con carattere di necessità ed urgenza, ha introdotto una specifica disciplina emergenziale con la finalità esplicitata di uniformare gli interventi adottabili sul territorio italiano per fronteggiare l'epidemia in corso. Il D.L. è stato convertito, con modificazioni, in Legge n. 13/2020.

Il Decreto Legge ha fatto obbligo alle Autorità competenti di adottare ogni misura di contenimento e gestione adeguata e proporzionata all'evolversi della situazione epidemiologica. A tal fine, ha indicato in un elenco (cfr. articolo 1, comma 1,  lettere da a) ad o )) le misure  adottabili.
Tra queste, la chiusura di tutte le attività commerciali, esclusi gli esercizi commerciali per l'acquisto dei beni di prima necessità (lett. j)) e la sospensione delle attività lavorative per le imprese, ad esclusione di quelle che erogano servizi essenziali e di pubblica utilità e di quelle che possono essere svolte in modalità domiciliare (lett. n)). Il D.L. ha demandato l'adozione delle misure a decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri e, nelle more, nei casi di estrema necessità ed urgenza, ha consentito che le misure fossero prese ai sensi della disciplina-quadro emergenziale già vigente in materia di salute pubblica e sanità pubblica ( articolo 32, L. n. 833/1978, articolo 117, D.Lgs. 112/1998 e articolo 50 del D.Lgs. n. 267/200, cfr. infra), ai sensi della quale sono adottate ordinanze contingibili ed urgenti dal Ministro della Salute, ovvero, dal Presidente della giunta regionale e dal Sindaco, con efficacia estesa rispettivamente alla regione o a parte del suo territorio comprendente più comuni e al territorio comunale).

Il D.L. n. 6/2020 è stato abrogato dal D.L. n. 19/2020, il quale ha rivisto in alcuni punti la disciplina quadro dei poteri d'emergenza contenuta nel primo Decreto Legge, anche per ciò che attiene al riparto di competenze tra Stato e regioni nell'adozione dei provvedimenti emergenziali (è stato così introdotto un potere proposta dei Presidenti delle regioni interessate, nel caso in cui le misure riguardino esclusivamente una regione o alcune specifiche regioni, ovvero del Presidente della Conferenza delle regioni e delle province autonome, nel caso in cui riguardino l'intero territorio nazionale). E' stato inoltre "istituzionalizzato", nel procedimento di adozione delle misure, il parere del Comitato tecnico scientifico.

I provvedimenti attuativi - per previsione del nuovo decreto legge - si consustanziano sempre in Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri. I D.P.C.M. devono essere comunicati alle Camere, hanno efficacia per periodi predeterminati, ciascuno di durata non superiore a trenta giorni, sono reiterabili e modificabili anche più volte fino al 31 luglio 2020.

Le misure emergenziali adottabili restrittive dell'esercizio delle attività economico produttive, sono così dettagliate nel nuovo Decreto Legge (articolo 1, comma 1):

  • limitazione o sospensione delle attività commerciali di vendita al dettaglio, a eccezione di quelle necessarie per assicurare la reperibilità dei generi agricoli, alimentari e di prima necessità da espletare con modalità idonee ad evitare assembramenti di persone, con obbligo a carico del gestore di predisporre le condizioni per garantire il rispetto di una distanza di sicurezza interpersonale predeterminata e adeguata a prevenire o ridurre il rischio di contagio (lettera u));
  • limitazione o sospensione delle attività di somministrazione al pubblico di bevande e alimenti, nonché di consumo sul posto di alimenti e bevande, compresi bar e ristoranti (lettera v));
  • limitazione o sospensione di altre attività d'impresa o professionali, anche ove comportanti l'esercizio di pubbliche funzioni, nonché di lavoro autonomo, con possibilità di esclusione dei servizi di pubblica necessità previa assunzione di protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non sia possibile rispettare la distanza di sicurezza interpersonale predeterminata e adeguata a prevenire o ridurre il rischio di contagio come principale misura di contenimento, con adozione di adeguati strumenti di protezione individuale (lettera z));
  • limitazione allo svolgimento di fiere e mercati, a eccezione di quelli necessari per assicurare la reperibilità dei generi agricoli, alimentari e di prima necessità (lettera aa)).

Sulle misure emergenziali adottate, il Presidente del Consiglio dei ministri o un Ministro da lui delegato deve riferire ogni quindici giorni alle Camere.

Quanto alle sanzioni, il mancato rispetto delle misure di contenimento è punito - salvo che il fatto non costituisca reato - con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 400 a euro 3.000. Se la violazione avviene mediante l'utilizzo di un veicolo, le sanzioni sono aumentate fino a un terzo.

Nei casi di mancato rispetto delle misure restrittive in materia di attività produttive sopra descritte, si applica anche la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell'esercizio o dell'attività da 5 a 30 giorni.

Il D.L. n. 19/2020 ha fatto salvi gli effetti prodotti e gli atti adottati sulla base dei decreti e delle ordinanze già emanati ai sensi del D.L. n. 6/2020 .

Sulla base dei principi e delle modalità indicate dalla normativa primaria sopra esposta, sono stati dunque adottati una serie di D.P.C.M. attuativi. Tali D.P.C.M. si sono susseguiti in considerazione dell'evolversi e dell'acuirsi della situazione epidemiologica su scala nazionale, anche sulla base delle indicazioni del Comitato tecnico scientifico. Attraverso i D.P.C.M. sono stati dunque via via introdotti, prima per talune aree, poi su scala nazionale, misure sempre più stringenti e restrittive, finalizzate al contenimento dell'espansione del contagio.

I D.P.C.M. in questione si sono talvolta sovrapposti sulla stessa materia di intervento, non essendo esplicitamente abrogata la disciplina emergenziale ormai superata dal nuovo provvedimento, ma adottandosi in suo luogo, la formula generale dell'abrogazione delle norme pregresse incompatibili.

In attuazione di quanto previsto dal Decreto legge, è stato in particolare adottato il  D.P.C.M. 26 aprile 2020 che ha sostituito, a decorrere dal 4 maggio 2020, le misure già contenute nel D.P.C.M. 10 aprile 2020 efficaci fino al 3 maggio 2020. Tale D.P.C.M., ha introdotto misure meno restrittive dell'esercizio delle attività produttive, in conseguenza dell'evoluzione della situazione sanitaria, rispetto a quelle in precedenza previste.

Molte regioni in questa fase hanno comunque adottato misure diversamente e, talvolta, meno restrittive delle attività economiche e produttive rispetto a quelle contenute nei provvedimenti governativi.

Si ricorda in proposito che il D.L. n. 19/2020  ha legittimato l'adozione da parte delle Regioni - nelle more dell'adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri,  in relazione a specifiche situazioni sopravvenute di aggravamento del rischio sanitario verificatesi nel loro territorio o in una parte di esso - di misure ulteriormente restrittive, specificando che le misure regionali hanno efficacia limitata fino all'adozione con D.P.C.M. delle misure nazionali e sono relative esclusivamente all'ambito delle attività di competenza regionale e senza incisione delle attività produttive e di quelle di rilevanza strategica per l'economia nazionale. Alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e di Bolzano le norme del decreto legge si applicano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione.

Sui poteri delle Regioni incide ora il nuovo Decreto legge n. 33 del 16 maggio 2020, il quale - per la attuale "Fase 2" - dispone che,  In relazione all'andamento della situazione epidemiologica sul territorio, accertato secondo i criteri stabiliti con decreto del Ministro della salute D.M. 30 aprile 2020 e ss. mod., nelle more dell'adozione dei DPCM governativi, le Regioni possono introdurre misure derogatorie, ampliative o restrittive, rispetto a quelle (già) disposte con gli stessi DPCM informando contestualmente il Ministro della salute.

La disciplina emergenziale quadro prevista già contenuta nel nostro ordinamento dispone comunque:

  • all'articolo 32 della L. n. 833/1978,  che ordinanze di carattere contingibile e urgente in materia di igiene e sanità pubblica e di polizia veterinaria possono essere emesse:
    • dal Ministro della Salute, con efficacia estesa all'intero territorio nazionale o a parte di esso comprendente più regioni;
    • dal Presidente della giunta regionale e dal sindaco, con efficacia estesa rispettivamente alla regione o a parte del suo territorio comprendente più comuni e al territorio comunale;
  • all'articolo 117 del D.Lgs. n. 112/1998, che, in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale, le ordinanze contingibili e urgenti sono adottate dal sindaco, quale rappresentante della comunità locale. Negli altri casi l'adozione dei provvedimenti d'urgenza, ivi compresa la costituzione di centri e organismi di referenza o assistenza, spetta allo Stato o alle regioni in ragione della dimensione dell'emergenza e dell'eventuale interessamento di più ambiti territoriali regionali. In caso di emergenza che interessi il territorio di più comuni, ogni sindaco adotta le misure necessarie fino a quando non intervengano i soggetti competenti;
  • all'articolo 50 del TUEL (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, D. Lgs. n. 267/2000), in sostanza ripropone la previsione per cui in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale le ordinanze contingibili e urgenti sono adottate dal sindaco, quale rappresentante della comunità locale. Negli altri casi l'adozione dei provvedimenti d'urgenza spetta allo Stato o alle regioni in ragione della dimensione dell'emergenza e dell'eventuale interessamento di più ambiti territoriali regionali. In caso di emergenza che interessi il territorio di più comuni, ogni sindaco adotta le misure necessarie fino a quando non intervengano i soggetti competenti ai sensi del precedente comma.

ultimo aggiornamento: 18 maggio 2020
 
temi di Sviluppo economico e politiche energetiche
 
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