tema 8 maggio 2020
Studi - Istituzioni L'organizzazione e l'attività del Dipartimento della protezione civile nel corso dell'emergenza Covid-19

Nel corso dell'audizione presso la I Commissione Affari Costituzionali del 7 maggio 2020, il Capo del Dipartimento della protezione civile ha richiamato le misure implementate dal Dipartimento per la protezione civile al fine di fronteggiare l'emergenza sanitaria che, d'intesa con gli altri soggetti istituzionali interessati, hanno riguardato in primo luogo l'attuazione delle misure previste dai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, in collaborazione tecnica e operativa col Ministero della Salute.

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Nel corso dell'audizione del Capo del Dipartimento della protazione civile del 7 maggio 2020 è stata altresì sottolineata l'importanza dell'attivazione della Centrale Remota di Soccorso Sanitario, la costituzione di task force sanitarie, l'impiego tramite bandi pubblici di 500 medici e infermieri  e 1500 operatori socio-sanitari a supporto dell'attività regionali in materia sanitaria, diretti a istituti penitenziari, RSA e istituti per disabili; l'adozione di misure di solidarietà alimentare e sostengo psicologico alla popolazione; la costituzione di un fondo finanziato con donazioni private per misure di sostegno ai familiari del personale sanitario vittima dell'emergenza; l'acquisizione dispositivi di protezione individuale, il monitoraggio dello sviluppo dell'epidemia in raccordo con il Ministero della salute e la relativa comunicazione istituzionale tramite bollettino giornalieri dei dati di diffusione

Gli attori coinvolti in qualità di soggetti attuatori individuati per la realizzazione di tutti gli interventi sono stati, oltre al Ministero della Salute per ciò che concerne gli interventi in materia sanitaria pubblica e privata, i Presidenti delle regioni e province autonome per ciò che concerne l'attuazione di operazioni sul territorio locale e per l'acquisizione di risorse, la Consip per ciò che concerne il reperimento e acquisto dei dispositivi di protezione e tutti gli strumenti per fronteggiare l'emergenza fuori dal territorio nazionale, il Capo dipartimento libertà civili e immigrazione del Ministero dell'Interno  insieme con la Croce Rossa italiana per ciò che concerne lo sbarco e l'assistenza ai migranti durante l'emergenza, a seguito della disposizione per cui il porti italiani non sono considerati quali "porti sicuri" secondo la convenzione di Amburgo. Infine, il comitato tecnico scientifico istituito il 5 febbraio con decreto del Capo dipartimento e recentemente rimodulato.

Quanto al modello organizzativo dispiegato ai fini dell'emergenza viene in rilievo l'art 16 comma 2 del Codice della Protezione civile. Lo schema organizzativo richiama la competenza delle amministrazioni ai vari livelli che vengono supportate dal Servizio nazionale di Protezione civile per le attività di soccorso e assistenza alla popolazione. Nello specifico, il Comitato centrale operativo in seno alla Direzione nazionale della Protezione civile è l'organismo centrale che riceve e organizza esigenze e fabbisogni e provvede alla messa in campo delle risorse a livello nazionale. Inoltre, al livello regionale le regioni hanno istituito i centri di coordinamento e soccorso e a livello comunale sono istituiti i relativi centri operativi comunali. In totale l'intero servizio si avvale di 56 centri di coordinamento e soccorso e al livello comunale di 4187 centri operativi comunali. Infine, si segnala la costituzione di una specifica unità di crisi di supporto alle attività del capo dipartimento.

Nella prima fase dell'emergenza, il Servizio di protezione civile si è occupato di mobilità internazionale e del rimpatrio dei cittadini italiani dalla Cina, in collaborazione con il Ministero degli Esteri. Fin da subito, sono state adottate misure di prevenzione in porti e aeroporti, al fine di garantire il monitoraggio e l'intervento diretto in presenza di medici e volontari per il controllo dei viaggiatori. Dalla fine di gennaio è stata disposta la chiusura dello spazio aereo per i voli civili provenienti dalla Cina e il rimpatrio dei concittadini dalle zone a rischio. Il 5 febbraio è iniziata la sorveglianza degli aeroporti in larga scala: sono stati 51 gli aeroporti controllati attraverso la misurazione della temperatura dei passeggeri, effettuata grazie all'impegno dei volontari di protezione civile e Croce Rossa con supporto dei medici aereoportuali. La partecipazione dei volontari è avvenuta secondo il principio di prossimità territoriale. Inoltre, dal 6 aprile sono stati fatti controlli su tutti i voli in arrivo sul territorio. L'attività si è fermata con la chiusura degli aeroporti: fino al 30 aprile il monitoraggio ha permesso di controllare 4 milioni di passeggeri circa e trovare 2966 passeggeri con temperatura elevata. Il monitoraggio in ingresso è avvenuto anche nei porti: un totale 191 mila passeggeri presenti in imbarcazioni in arrivo sul territorio nazionale. A questo si aggiunge l'attività volta a supporto del rimpatrio dei cittadini italiani, iniziato da gennaio e in capo all'Unità di crisi del Ministero degli Affari esteri in raccordo con ministero della Difesa e forze armate. Altra attività è stata quella relativa a l'attivazione Meccanismo europeo protezione civile, avviata il 26 febbraio per garantire rientro cittadini italiani all'estero nell'Unione.

Il Dipartimento ha avviato rapporti con Dipartimenti europei analoghi e con la Commissione Europea, attraverso lo scambio di informazioni e interazione strategica con le istituzioni predisposte alla risposta comunitaria all'emergenza. Il Dipartimento si è occupato inoltre di seguire l'evoluzione dell'epidemia e supportare di conseguenza il personale sanitario e la popolazione con misure di sostegno, fin dal Dpcm del 22 febbraio istituente le due zone rosse in Lombardia e Veneto. Il Dipartimento inoltre si è occupato della raccolta dati e monitoraggio in ambito sanitario, in collaborazione con il Ministero della salute: il momento fondamentale di comunicazione istituzionale è stato quello del bollettino giornaliero presentato in diretta nell'ambito di conferenze stampa svolte fino al 30 aprile. I dati vengono tuttora aggiornati in diretta e sono a disposizione dell'opinione pubblica tramite un cruscotto interattivo dedicato.

Altre misure, sono quelle volte a preservare gli istituti penitenziari e le strutture sanitarie dall'arrivo di soggetti sospetti positivi attraverso attività di controllo degli ingressi nelle strutture. Sono state costruite tende di pre-triage, circa 929 tende in totale tra ospedali e istituti penitenziari e altre strutture: le attività sono consistite essenzialmente nella misurazione della temperatura,  e al controllo degli ingressi. Altro tema sottolineato è quello delle risorse umane della protezione civile che si avvale di un forte sostengo del volontariato: si contano circa 720 mila giornate, che hanno avuto l'obiettivo di trasportare medicine, generi alimentari, assistenza anziani, fornitura mascherine e supporto psicologico alla popolazione. Il Capo dipartimento menziona 16 organizzazioni di volontariato al livello nazionale del Servizio che al 30 aprile hanno impegnato 35 mila volontari complessivamente, in aggiunta alle organizzazioni territoriali. Sul territorio hanno operato anche organizzazioni non governative come Emergency e Medici senza frontiere che vengono ringraziate.

Altra attività rilevante assicurata dal Dipartimento di protezione civile è stata quella relativa all'acquisizione dispositivi protezione individuale. Le difficoltà principale in questo tema sono stati dovuti al fatto che non esiste una produzione nazionale di mascherine e inoltre al livello internazionale il commercio e il trasporto dai paesi produttori  sono diventati difficile: complessivamente il Dipartimento aveva stipulato 52 contratti per 354 milioni di  maschere facciali e 2560 ventilatori polmonari per un totale di 54 milioni di euro con 30 fornitori. Di questi, 22 contratti ancora in essere sono stati trasferiti al commissario straordinario. Analogamente Consip è stata attivata il 2 marzo 2020 quale soggetto attuatore, nell'ambito delle sue attività ha reperito 3.975.940 mascherine. Sono intervenuti accordi al livello intergovernativo anche grazie all'attività del Ministero degli esteri, in particolare in relazione agli aiuti provenienti dalla Cina. Infine, 13 contratti sottoscritti sono stati annullati e non hanno avuto esecuzione, per oltre 37 mln di mascherine.

Altro campo di azione è stato l'individuazione delle strutture destinate alla quarantena dei positivi o dei contatti stretti. È stata data la Disponibilità di 69 strutture sul territorio nazionale. Per quanto riguarda le regioni, le strutture sono 336. Le strutture sono particolarmente utili anche nella seconda fase, per evitare che i contatti stretti dei positivi nell'ambito familiare.

Un'altra attività è stata la Centrale remota soccorso sanitario: verso metà marzo dalle regioni del Nord in particolare sofferenza nonostante l'ampliamento delle strutture di terapia intensiva e sub intensiva, alcuni pazienti positivi sono stati trasferiti in altre regioni e in Germania. Importante è stato inoltre il dispiegamento di strutture sanitarie campali dell'esercito. Altre strutture sono state realizzate, come quella realizzata dagli alpini presso la fiera di Bergamo e la struttura ospedaliera nella fiera nazionale Milano.

Importante è stato anche il potenziamento del personale sanitario regionale. Il beneficio per il sistema è stato ad esempio quello di 260 medici e 452 infermieri e 1500 operatori sociosanitari. Questo contingente è stato indirizzato soprattutto per le esigenze delle carceri e per RSA e strutture per disabili. Si segnala inoltre il grande interesse e successo dei bandi pubblici: circa 25 mila persone per il bando degli operatori sociosanitari.

In questa fase il sito del Dipartimento è stato visitato da un numero oltre 7 mln utenti e il Contact centre ha ricevuto circa 33 mila richieste pervenute in periodi di picco in corrispondenza dell'adozione dei provvedimenti.  Quanto alle risorse a disposizione della Protezione civile, allo stato i fondi ammontano a circa un 1 miliardo e 775 milioni di euro stanziati. Tali fondi sono stati divisi tra il dipartimento e i suoi soggetti attuatori e il Commissario straordinario per l'emergenza. Inoltre, altro capitolo importante è stato quello della raccolta fondi in supporto alle attività del governo, grazie ai quali sono confluiti i fondi fino a 142 milioni sotto il monitoraggio della guardia di Finanza.

ultimo aggiornamento: 8 maggio 2020
 
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