tema 22 maggio 2019
Studi Camera - Cultura Istruzione Introduzione dell'insegnamento dell'educazione civica

Il 2 maggio 2019 l'Assemblea della Camera ha approvato il testo unificato delle proposte di legge A.C. 682 e abb., che prevede l'introduzione dell'insegnamento dell'educazione civica nel primo e nel secondo ciclo di istruzione. Il testo è passato  all'esame dell'altro ramo del Parlamento (A.S. 1264)

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Il testo unificato delle proposte di legge di iniziativa parlamentare prevede, a decorrere dal 1° settembre dell'anno scolastico successivo alla data di entrata in vigore della legge, l'introduzione dell'insegnamento trasversale dell'educazione civica nel primo e nel secondo ciclo di istruzione, per un numero di ore annue non inferiore a 33 (corrispondente a 1 ora a settimana), da svolgersi nell'ambito del monte orario obbligatorio previsto dagli ordinamenti vigenti, e l'avvio di iniziative di sensibilizzazione alla cittadinanza responsabile nella scuola dell'infanzia.

L'insegnamento sostituisce quello di Cittadinanza e Costituzione, introdotto dal D.L. 137/2008 (art. 1-L. 169/2008).

Nelle scuole del primo ciclo, l'insegnamento è affidato in contitolarità a docenti. Nelle scuole del secondo ciclo le scuole utilizzano l'organico dell'autonomia e, più nello specifico, ove disponibili, i docenti abilitati all'insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche.

Per ciascuna classe è individuato un docente coordinatore che ha, tra l'altro, il compito di formulare la proposta di voto, acquisendo elementi conoscitivi dagli altri docenti a cui è affidato il medesimo insegnamento.

Il dirigente scolastico verifica la piena attuazione e la coerenza con il Piano triennale dell'offerta formativa (PTOF).

Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca sono definite Linee guida per l'insegnamento dell'educazione civica, che individuano obiettivi specifici di apprendimento, con riferimento a: Costituzione italiana; istituzioni nazionali, dell'Unione europea e degli organismi internazionali; storia della bandiera e dell'inno nazionale; Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile; educazione alla cittadinanza digitale, anche per valutare criticamente la credibilità e l'affidabilità delle fonti e per essere consapevoli di come le tecnologie digitali possono influire sul benessere psicofisico e sull'inclusione sociale, con particolare riferimento ai comportamenti riconducibili a bullismo e cyberbullismo; elementi fondamentali di diritto, con particolare riferimento al diritto del lavoro; educazione ambientale, sviluppo ecosostenibile e tutela del patrimonio ambientale, delle identità, delle produzioni e delle eccellenze territoriali e agroalimentari; educazione alla legalità e al contrasto delle mafie; educazione al rispetto e alla valorizzazione del patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni; formazione di  base in materia di protezione civile. Sono altresì promosse l'educazione stradale, l'educazione alla salute e al benessere, l'educazione al volontariato e alla cittadinanza attiva.

In particolare, la conoscenza della Costituzione rientra tra le competenze di cittadinanza che gli studenti di ogni percorso di istruzione e formazione devono conseguire, avvicinandosi ai contenuti della Carta costituzionale già a partire dalla scuola dell'infanzia. Al fine di promuovere la conoscenza del pluralismo istituzionale, sono altresì attivate iniziative per lo studio degli statuti delle regioni ad autonomia ordinaria e speciale. Inoltre, al fine di promuovere la cittadinanza attiva, possono essere attivate iniziative per lo studio dei diritti e degli istituti di partecipazione a livello statale e territoriale.

L'insegnamento dell'educazione civica è integrato con esperienze extra-scolastiche con altri soggetti istituzionali, del volontariato o del terzo settore, con particolare riguardo a quelli impegnati nella promozione della cittadinanza attiva.

I comuni possono promuovere ulteriori iniziative in collaborazione con le scuole per quanto attiene, in modo specifico, alla conoscenza delle amministrazioni locali e dei loro organi, nonché della storia del territorio. 

Inoltre, il testo prevede, in particolare:

- l'istituzione della Consulta dei diritti e dei doveri del bambino e dell'adolescente digitale, che opera in coordinamento con il Tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo (L. 71/2017, art. 3). Nella Consulta è assicurata la rappresentanza degli studenti, degli insegnanti, delle famiglie e degli esperti del settore e un componente è espresso dall'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza;

- l'aggiornamento del Piano nazionale di formazione dei docenti (L. 107/2015, art. 1, co. 124), al fine di ricomprendervi le attività sulle tematiche afferenti all'insegnamento dell'educazione civica. Alle medesime attività è destinata quota parte – pari a € 4 mln annui dal 2020 – delle risorse stanziate per l'attuazione dello stesso Piano (L. 107/2015, art. 1, co. 125);

- il rafforzamento della collaborazione scuola-famiglie, anche integrando il Patto educativo di corresponsabilità (DPR 249/1998, art. 5-bis) ed estendendolo alla scuola primaria;

- l'istituzione dell'Albo delle buone pratiche di educazione civica e un concorso nazionale annuale per ogni ordine e grado di istruzione per la valorizzazione delle migliori esperienze;

- la presentazione al Parlamento, ogni 2 anni, da parte del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di una relazione sull'attuazione della legge, anche al fine di un'eventuale modifica dei quadri orari volta a introdurre un'ora di insegnamento specificamente dedicata all'educazione civica.

 

ultimo aggiornamento: 2 maggio 2019
 
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