tema 3 febbraio 2020
Studi - Difesa Il reclutamento nelle carriere iniziali delle Forze armate

Nel corso della seduta del 28 gennaio scorso la Commissione difesa ha approvato, all'unanimità, il  Documento conclusivo  dell'indagine conoscitiva sul reclutamento nelle carriere iniziali delle Forze armate

Successivamente la Comissione ha iniziato l'esame delle proposte di legge A.C. 1870, A.C. 2045, A.C. 2051 le quali, traendo spunto dagli elementi  acquisiti nel corso dell'indagine conoscitiva, sono volte a modificare l'attuale normativa che disciplina il reclutamento nelle carriere iniziali delle Forze armate, al fine di delineare un nuovo modello maggiormente attrattivo, sia con riferimento alle prospettive di carriera nel comparto della Difesa, sia in relazione alle possibilità di ricollocamento nel mondo del lavoro al termine del periodo della ferma volontaria.

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La Commissione difesa della Camera dei deputati, in data 28 novembre 2018, ha deliberato lo svolgimento di un'indagine conoscitiva sullo stato del reclutamento nelle carriere iniziali delle Forze armate. L'indagine si è conclusa lo scorso 28 gennaio con l'approvazione unanime di un  Documento conclusivo  nel quale si auspica, tra l'altro, la predisposizione di un testo normativo organico sulla materia, che prenda spunto dalle proposte di legge già depositate.

Nel corso dell'indagine sono stati ascoltati: il Direttore Generale del Personale Militare (PERSOMIL), Ammiraglio di squadra Pietro Luciano Ricca ( 16 gennaio 2019); i rappresentanti del COCER-Interforze ( 17 e 22 gennaio 2019); il Capo del I Reparto Affari giuridici ed economici del Personale dello stato maggiore dell'Esercito, Generale di brigata Gaetano Lunardo e il Capo di stato maggiore del Comando Scuole dell'Aeronautica militare, Generale di brigata aerea Paolo Tarantino ( 30 gennaio 2019); il Comandante della Scuola Sottufficiali della Marina militare di Taranto, Contrammiraglio Enrico Giurelli e il Direttore del Centro nazionale di selezione e reclutamento del Comando generale dell'Arma dei Carabinieri, Generale di brigata Marco Mochi ( 6 febbraio 2019); il Capo di stato maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli ( 17 aprile 2019); il Capo Ufficio Reclutamento e Addestramento del I Reparto – Personale del Comando generale della Guardia di finanza, Colonnello Vittorio Francavilla ( 17 aprile 2019); il Capo di stato maggiore dell'Aeronautica militare, Generale di squadra aerea Alberto Rosso (18 aprile 2019);  il Comandante generale dell'Arma dei carabinieri, Generale di corpo d'armata Giovanni Nistri ( 7 maggio 2019); il Capo di stato maggiore della Marina militare, Ammiraglio di squadra Valter Girardelli ( 8 maggio 2019); il Capo di stato maggiore dell'Esercito, Generale di corpo d'armata Salvatore Farina ( 14 maggio 2019); la Ministra della difesa, Elisabetta Trenta ( 15 maggio 2019); il Direttore del I Reparto Segretariato generale e Direzione nazionale degli armamenti, Dottor Giuseppe Quitadamo e il Capo III Ufficio del Segretariato generale della Difesa, per il sostegno alla ricollocazione professionale dei volontari congedati, Dottoressa Paola Maja ( 5 giugno 2019); infine, in chiave internazionale, è stato acquisito anche il contributo dell'addetto per la difesa dell'Ambasciata di Francia in Italia, Contrammiraglio Bernard Abbo ( 3 luglio 2019).

Nel Documento conclusivo, la Commissione ha sottolineato la necessità di procedere ad un aggiornamento di alcuni istituti che sono stati inseriti nell'ordinamento giuridico militare a seguito della sospensione della leva, con particolare riferimento alla figura dei volontari in ferma prefissata.

L'attuale modello di Difesa, osserva la Commissione, ha, infatti, registrato nel corso degli ultimi anni un calo di interesse proprio con riferimento al reclutamento nella fase iniziale del percorso di vita e professionale nelle Forze armate.

L'ampia platea dei oggetti auditi dalla Commissione, nell'individuare i diversi fattori che sembrano dissuadere i giovani dall'intraprendere questa prima esperienza di carriera nelle forze armate,  ha attribuito ruolo significativo alle incerte possibilità di carriera offerte ai volontari in ferma breve che non sempre vedono soddisfatte le loro aspirazioni di  transito nel servizio permanente e, successivamente, nei ruoli dei Sergenti, dei Marescialli e degli Ufficiali.

Come ulteriore elemento di criticità si considerano le difficoltà che i volontari congedati incontrano nel momento della loro ricollocazione nel mondo del lavoro, dovuta anche allo scarso successo di alcuni istituti che avrebbero dovuto assicurare tale ricollocazione.

Ed ancora l'elevata scolarizzazione degli studenti italiani ne orienta le aspettative verso orizzonti diversi e ciò in considerazione della maggiore attrattività del relativo percorso di carriera anche a fronte di più complesse procedure concorsuali di accesso. Dai dati relativi al concorso 2017 emerge, infatti, che circa l'80 per cento dei candidati possiede il titolo di studio di scuola secondaria di secondo grado (maturità) potendo con questo accedere ad altri tipi di concorso, anche nell'ambito delle stesse forze armate e, in particolare, nei concorsi per sottufficiale ed ufficiale.

Tra le varie considerazione svolta dalla Commissione e contenute nel paragrafo conclusivo del Documento, particolare rilievo viene dato al fatto che "pur nella consapevolezza delle difficoltà che il mercato del lavoro incontra nel garantire opportunità occupazionali" occorre "offrire una reale possibilità di impiego ai volontari congedati che, per qualsiasi motivo, non proseguano le esperienze di servizio né presso la Forza armata di primo arruolamento né nell'Arma dei Carabinieri o nelle altre Forze di polizia: le competenze – anche di carattere trasversale – e le capacità tecniche acquisite negli anni del servizio in armi consentirebbero, infatti, ai volontari di essere proficuamente impiegati tra le fila del personale civile del Ministero della Difesa oltre che nell'ampia gamma di opportunità lavorative collegate agli ambiti professionali della sicurezza e della protezione civile, certamente prossimi all'esperienza maturata, nell'ancor più ampio ventaglio di professioni qualificanti anche nel settore privato e riconducibili alla funzione di incaricato di pubblico servizio, come le guardie particolari giurate, rendendo il servizio prestato nelle Forze armate quale condicio sine qua non per svolgere le funzioni di addetto alla sicurezza guardia particolare giurata".

La Commissione ha, altresì, ritenuto importante "agevolare il passaggio dei volontari nel servizio permanente, semplificando le procedure amministrative per l'immissione nei ruoli e prevedendo adeguate riserve di posti in tutti i concorsi interni e pubblici per i ruoli dei sergenti e dei marescialli, estendendo così una misura oggi già contemplata dal codice dell'ordinamento militare". Ritiene, altresì, utile conservare le percentuali attualmente previste per la riserva dei posti, in favore del personale delle Forze armate congedato senza demerito, nei concorsi banditi dalle altre amministrazioni pubbliche, compresi gli enti locali sulla base di intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, con particolare riferimento al reclutamento del personale dei corpi di polizia locale, prevedendo specifiche sanzioni per le amministrazioni inadempienti.

ultimo aggiornamento: 4 febbraio 2020

Sono in corso di esame, presso la Commissione Difesa, le proposte di legge C. 1870​ Ferrari, C. 2045​ Giovanni Russo e C. 2051​ Del Monaco, recanti talune modifiche al capo VII del titolo II del libro quarto del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, in materia dei reclutamento dei volontari, nonché deleghe al Governo per l'adozione della disciplina transitoria e di norme per il collocamento lavorativo dei volontari congedati.

Obiettivo comune di tutte le richiamate proposte è l'istituzione di una nuova figura di  volontario  in  ferma  prefissata  triennale,  in luogo delle esistenti figure di volontario in ferma prefissata di un anno e quadriennale e la previsione  di una sola rafferma  triennale (biennale nella proposta di legge Del Monaco A.C. 205) in sostituzione delle vigenti  rafferme  annuali e  biennali.

Ulteriori elementi comuni a tutte le proposte di legge sono individuabili nelle iniziative volte a rendere più agevole l'accesso ai ruoli del servizio permanente da parte di coloro che abbiano positivamente concluso il periodo della ferma triennale e le misure volte a valorizzare da un punto di vista professionale e di studio il periodo della ferma volontaria anche ai fini di una più facile ricollocazione nel mondo del lavoro al termine della ferma.  

ultimo aggiornamento: 17 febbraio 2020
 
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