tema 28 gennaio 2019
Studi Camera - Giustizia Giustizia Gli stanziamenti per la giustizia nel bilancio dello Stato

Il quadro delle risorse che lo Stato destina al funzionamento del sistema giudiziario e penitenziario è prevalentemente contenuto nel bilancio di previsione del Ministero della giustizia (tabella n. 5): sono infatti ricondotte alla responsabilità e alla gestione del Ministero tutte le spese relative al trattamento penitenziario, all'esercizio della giurisdizione civile e penale, all'esecuzione penale esterna e all'esecuzione minorile.

Ulteriori spese finalizzate a ciò che comunemente è definito "Giustizia" vengono sostenute da altri ministeri: ad esempio, il dato sulle risorse versate al bilancio dello Stato dalla gestione del Fondo Unico Giustizia, emerge dalla lettura in sede di rendiconto dello stato di previsione dell'Entrata (tabella n. 1); nello stato di previsione del Ministero dell'Economia (tabella n. 2) figurano invece gli stanziamenti relativi alle spese di funzionamento della giustizia amministrativa e tributaria e del Consiglio Superiore della Magistratura, oltre alle somme da corrispondere per violazione del termine di ragionevole durata del processo o per l'equa riparazione per ingiusta detenzione. Le risorse per i programmi di protezione dei collaboratori di giustizia e quelle del Fondo per l'indennizzo delle vittime di crimini violenti sono appostate invece nel bilancio del Ministero dell'Interno (tabella n. 8) mentre gli stanziamenti per l'edilizia penitenziaria sono collocati nel bilancio del Ministero delle Infrastrutture (tabella n. 10).

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In tre distinte occasioni, nel corso dell'anno, il Parlamento è chiamato a valutare l'entità delle risorse destinate alla Giustizia e la loro allocazione. Ciò avviene:

  • con l'approvazione della Legge di bilancio, riferita ad un periodo triennale, che racchiude i contenuti tanto di quella che un tempo veniva chiamata legge finanziaria o legge di stabilità (ora Sezione I della legge di bilancio), quanto del bilancio vero e proprio (ora Sezione II della legge di bilancio) (cfr. art. 21 della legge n. 196 del 2009). La legge di bilancio deve essere approvata entro il 31 dicembre di ciascun anno, per non incorrere nel c.d. esercizio provvisorio. In XVIII legislatura il Parlamento ha approvato la legge n. 145 del 2018 che contiene il Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021;
  • con l'approvazione della legge che contiene il Rendiconto generale dello Stato, strumento attraverso il quale il Governo, alla chiusura del ciclo di gestione della finanza pubblica (anno finanziario), adempie all'obbligo costituzionale di rendere conto al Parlamento dei risultati della gestione finanziaria (art. 35 della legge n. 196 del 2009). Il rendiconto relativo al 31 dicembre dell'anno precedente deve essere presentato entro il successivo mese di giugno alle Camere con apposito disegno di legge, dopo esser stato previamente sottoposto alla Corte dei conti per il giudizio di parificazione. L'ultimo rendiconto, relativo all'esercizio 2017, è stato approvato con la legge n. 110 del 2018;
  • con l'approvazione della legge di Assestamento del bilancio dello Stato, istituto attraverso il quale il Governo aggiorna, a metà esercizio, gli stanziamenti del bilancio, anche sulla scorta della consistenza dei residui attivi e passivi accertata in sede di rendiconto dell'esercizio precedente (art. 33 della legge n. 196 del 2009). Il Governo deve presentare il disegno di legge di assestamento entro il mese di giugno di ciascun anno; con la legge n. 111 del 2018 sono state approvate Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2018.

In ciascuno dei tre momenti il Parlamento, dalla lettura delle tabelle allegate ai disegni di legge presentati dal Governo, può conoscere le spese preventivate per l'anno successivo (bilancio di previsione), le spese effettivamente sostenute nell'esercizio precedente (rendiconto) e, conseguentemente, verificare in corso d'esercizio le stime per l'anno in corso (assestamento).

ultimo aggiornamento: 20 luglio 2018

L'articolo 6 della legge n. 145 del 2018 (legge di bilancio 2019) autorizza l'impegno e il pagamento delle spese del Ministero della giustizia per l'anno finanziario 2019, in conformità a quanto previsto dalla tabella n. 5, allegata al bilancio.

 

In particolare, la legge di bilancio 2019-2021 autorizza, per lo stato di previsione del Ministero della giustizia, spese finali, in termini di competenza, pari a 8.582,1 milioni di euro nel 2019, a 8.579,8 milioni di euro per il 2020 e 8.403,8 milioni di euro per il 2021, come si evince dalla seguente tabella.

In termini di cassa, le spese finali del Ministero sono pari a 8.953,9 milioni di euro nel 2019, a 8.580,5 milioni di euro nel 2020 e a 8.403,8 milioni di euro nel 2021.

Rispetto alla legge di bilancio 2018, la legge di bilancio 2019-2021 espone dunque per il Ministero della Giustizia, nel triennio di riferimento, un andamento della spesa crescente.

Con riferimento specifico alle previsioni di spesa per il 2019, la legge di bilancio espone spese finali in aumento rispetto al 2018, in termini assoluti, in misura pari a 324,3 milioni di euro (+3,9%). Tale differenza positiva deriva dagli effetti congiunti di un aumento delle spese di parte corrente pari a 221,3 milioni di euro e delle spese di parte capitale pari a 103 milioni di euro.

Gli stanziamenti di spesa del Ministero della giustizia autorizzati dalla legge di bilancio si attestano, in termini di competenza, nell'anno 2019 in misura pari all'1,3% della spesa finale del bilancio statale, percentuale che si mantiene inalterata anche per la restante parte del triennio, in continuità rispetto agli esercizi precedenti.

I dati 2003-2017 sono tratti dai rendiconti; il dato 2018 dalla legge di assestamento; i dati 2019-2021 dalla legge di bilancio 2019 (legge n. 145 del 2018)

Lo stato di previsione del Ministero della giustizia (Tabella 5) prima dell'approvazione della manovra esponeva, a legislazione vigente (BLV), una dotazione complessiva di competenza per l'anno 2019 di 8.605,2 milioni di euro.

Per l'anno 2019 la manovra finanziaria attuata con le Sezioni I e II della legge di bilancio determina, rispetto al bilancio a legislazione vigente, una diminuzione delle spese finali di 23 milioni di euro: la diminuzione di 28 milioni di spesa corrente è solo in parte compensata da un aumento di 5 milioni di spesa in conto capitale.

In particolare, il saldo negativo di 23,1 milioni rispetto al bilancio a legislazione vigente è imputato:

  • all'incremento di 19,1 milioni, conseguenti agli interventi di Sezione I e dunque frutto dell'approvazione dell'articolato della legge;
  • alla riduzione di 39,5 milioni derivanti da interventi di Sezione II, e dunque a modifiche apportate direttamente alla tabella n. 5.

 

Il bilancio integrato degli effetti della Sezione I e delle modifiche della Sezione II prevede, dunque, stanziamenti per il Ministero pari a 8.582,1 milioni per il 2019.

 

Analisi delle previsioni di spesa per l'anno 2019 per Missioni/Programmi

La tabella seguente espone le previsioni di bilancio integrate per il 2019 per ciascuna missione/programma di spesa del Ministero, a raffronto con i dati dell'esercizio 2018. La tabella evidenzia altresì le modifiche che la legge di bilancio ha apportato alla legislazione vigente 2018, con interventi sia di Sezione I che di Sezione II, ai fini della determinazione delle previsioni di spesa relative a ciascuna missione/programma.

 

La spesa complessiva del Ministero è allocata su 2 missioni:

  • Giustizia, che rappresenta circa il 97% del valore della spesa finale complessiva del Ministero (8.359,1 milioni di euro);
  • Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, che assorbe solo il 3% degli stanziamenti del Ministero (223 milioni di euro).

 

La missione "Giustizia"

La missione "Giustizia", a partire dal 2017, non è più di integrale pertinenza del Ministero della Giustizia. Dei 7 programmi che la compongono, infatti, solo 4 sono attribuiti ai centri di responsabilità del Ministero e sono esposti in tabella n. 5; i restanti 3 (Giustizia tributaria, Giustizia amministrativa, Autogoverno della magistratura) sono di pertinenza del Ministero dell'economia e sono esposti in tabella n. 2. Di seguito, la rappresentazione grafica della ripartizione della Missione "Giustizia" tra il Ministero della giustizia e quello dell'economia e delle finanze.

Per quanto riguarda i programmi della missione di competenza del Ministero della Giustizia, considerando gli effetti della manovra, le spese finali di tale Missione in tabella 5 sono pari a 8.359,1 milioni di euro per il 2019.

Rispetto alla dotazione a legislazione vigente (8.379,5 milioni), la missione "Giustizia" registra una diminuzione di circa 20 milioni di euro, che riguarda principalmente il Programma Giustizia civile e penale (v. infra).

 

La missione è articolata in 4 programmi di spesa, che nella legge n. 145 del 2018 sono dotati delle seguenti previsioni di spesa per il 2019:

  • 1.1. Amministrazione penitenziaria – 2.883,2 mln di euro;
  • 1.2. Giustizia civile e penale – 4.064,6 mln di euro;
  • 1.3. Giustizia minorile e di comunità – 272,4 mln di euro;
  • 1.4. Servizi di gestione amministrativa per l'attività giudiziaria – 1.138,9 mln di euro.

 

In particolare, lo stanziamento per il programma Amministrazione penitenziaria nel bilancio di previsione 2019 è pari a 2.883,2 mln di euro, in aumento tanto rispetto al bilancio 2018 (+85,7 mln), quanto rispetto al bilancio a legislazione vigente (+2,7 mln).

L'articolato della legge di bilancio (Sez. I) comporta un aumento delle dotazioni per 1,7 milioni (per l'assunzione di 35 dirigenti penitenziari previsto dall'art. 1, comma 308, della legge), mentre più significativi sono gli interventi di Sezione II, tra i quali si segnalano:

  • il rifinanziamento di 15 milioni di euro, imputato all'edilizia penitenziaria. Si tratta di spese per investimenti imputate prevalentemente ai capitoli 7300 (Spese per l'acquisto, l'installazione, l'ampliamento di immobili, strutture e impianti per l'amministrazione penitenziaria) e 7301 (Manutenzione straordinaria degli immobili) che sono dotati di stanziamenti pari, rispettivamente, a 19,8 e 23,9 milioni di euro;
  • il definanziamento di 12 milioni di euro del Fondo da destinare alla riforma del processo penale e dell'ordinamento penitenziario che, da una dotazione a legislazione vigente pari a 20 milioni di euro a seguito della manovra prevede uno stanziamento di 8 milioni.

 

Il programma Giustizia civile e penale registra nel bilancio 2019 uno stanziamento pari a 4.064,6 mln di euro, in aumento rispetto al bilancio 2018 (+124,4 mln) ma in diminuzione rispetto al bilancio a legislazione vigente (-20,4 mln).

Nel Programma, infatti, l'aumento di 17,1 milioni previsto come effetto finanziario dell'articolato della legge di bilancio, e prevalentemente delle assunzioni di personale di magistratura ordinaria (v. art. 1, commi 377 e ss.) è ampiamente assorbito dalla diminuzione di circa 37,5 mln di euro, derivante da interventi di Sezione II. In particolare, si evidenziano:

  • la riduzione di 5 milioni per le spese di gestione e funzionamento del sistema informativo (cap. 1501);
  • la riduzione di 10 milioni per le spese relative al personale comandato non gestito da Noi PA da rimborsare alle amministrazioni ed agli enti pubblici non economici (cap. 1455);
  • la riduzione di 10 milioni per le spese per il funzionamento degli uffici giudiziari (cap. 1550);
  • il definanziamento di 4,2 milioni del fondo per l'efficienza del sistema giudiziario (cap. 1536).

Va segnalata, inoltre, per il 2019, la riduzione di 10 milioni di euro per le spese relative a progettazione e ristrutturazione degli uffici giudiziari di Campania, Puglia, Calabria e Sicilia (cap. 7233).

 

Il Programma Giustizia minorile e di comunità registra nel bilancio 2019 uno stanziamento di 272,4 milioni, in aumento rispetto al bilancio 2018 (+19,6 mln) e sostanzialmente analogo a quanto previsto dal bilancio a legislazione vigente (+ 0,3 mln).

La manovra incide su questo programma con esclusivo riferimento alle assunzioni di massimo di 7 direttori di istituti penitenziari minorili, previste dall'art. 1, comma 311, della legge di bilancio, che determinano un aumento delle dotazioni per il personale di circa 338 mila euro.

 

Il programma Servizi di gestione amministrativa per l'attività giudiziaria è dotato nel bilancio 2019 di uno stanziamento di 1.138,9 milioni di euro, in aumento rispetto al bilancio 2018 (+49,9 mln) ma in diminuzione rispetto al bilancio a legislazione vigente (-3 mln).

Su questo programma è intervenuto infatti un definanziamento di 3 milioni di euro interamente imputato al capitolo 1363 relativo alle spese per intercettazioni.

 

La missione "Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche"

La missione "Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche", rispetto alla quale il Ministero della Giustizia gestisce 223,0 milioni di euro, registra con la manovra di bilancio un decremento di 2,7 milioni di euro rispetto al bilancio a legislazione vigente.

La missione si articola su due programmi:

  • Indirizzo politico, per il quale sono stanziati 51,6 milioni di euro (+5 mln rispetto al bilancio 2018; -3 mln rispetto al bilancio a legislazione vigente);
  • Servizi e affari generali per la amministrazioni di competenza, per il quale sono stanziati 171,4 milioni di euro (+39,6 rispetto al bilancio 2018; +0,3 rispetto al bilancio a legislazione vigente).

Il decremento della Missione è imputato essenzialmente a un definanziamento di 3 milioni di euro operato dalla sezione II della legge di bilancio nel programma Indirizzo politico, relativamente al fondo di parte corrente alimentato dalle risorse finanziarie rivenienti dal riaccertamento dei residui passivi perenti a seguito della verifica della sussistenza delle relative partite debitorie da ripartire tra i programmi di spesa dell'amministrazione (cap. 1112).

Il restante programma di competenza del Ministero, Servizi e affari generali per la amministrazioni di competenza, registra uno stanziamento di 171,4 milioni di euro, in leggero aumento rispetto al BLV. In particolare, con la manovra di bilancio in sezione II sono aggiunti 300 mila euro al capitolo relativo alle spese per il funzionamento - compresi i gettoni di presenza, i compensi ai componenti e le indennità di missione ed il rimborso spese di trasporto ai membri estranei al ministero - di consigli, comitati e commissioni (cap. 1461/1).

ultimo aggiornamento: 28 gennaio 2019
 
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