tema 1 aprile 2020
Studi - Giustizia Gli stanziamenti per la giustizia nel bilancio dello Stato

Il quadro delle risorse che lo Stato destina al funzionamento del sistema giudiziario e penitenziario è prevalentemente contenuto nel bilancio di previsione del Ministero della giustizia (tabella n. 5): sono infatti ricondotte alla responsabilità e alla gestione del Ministero tutte le spese relative al trattamento penitenziario, all'esercizio della giurisdizione civile e penale, all'esecuzione penale esterna e all'esecuzione minorile.

Ulteriori spese finalizzate a ciò che comunemente è definito "Giustizia" vengono sostenute da altri ministeri: ad esempio, il dato sulle risorse versate al bilancio dello Stato dalla gestione del Fondo Unico Giustizia, emerge dalla lettura in sede di rendiconto delle tabelle relative all'Entrata (tabella n. 1); nello stato di previsione del Ministero dell'Economia (tabella n. 2) figurano invece gli stanziamenti relativi alle spese di funzionamento della giustizia amministrativa e tributaria e del Consiglio Superiore della Magistratura, oltre alle somme da corrispondere per violazione del termine di ragionevole durata del processo o per l'equa riparazione per ingiusta detenzione. Le risorse per i programmi di protezione dei collaboratori di giustizia e quelle del Fondo per l'indennizzo delle vittime di crimini violenti sono appostate invece nel bilancio del Ministero dell'Interno (tabella n. 8) mentre gli stanziamenti per l'edilizia penitenziaria sono collocati nel bilancio del Ministero delle Infrastrutture (tabella n. 10).

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In tre distinte occasioni, nel corso dell'anno, il Parlamento è chiamato a valutare l'entità delle risorse destinate alla Giustizia e la loro allocazione. Ciò avviene:

  • con l'approvazione della Legge di bilancio, riferita ad un periodo triennale, che racchiude i contenuti tanto di quella che un tempo veniva chiamata legge finanziaria o legge di stabilità (ora Sezione I della legge di bilancio), quanto del bilancio vero e proprio (ora Sezione II della legge di bilancio) (cfr. art. 21 della legge n. 196 del 2009). La legge di bilancio deve essere approvata entro il 31 dicembre di ciascun anno, per non incorrere nel c.d. esercizio provvisorio. L'ultima legge di bilancio approvata dal Parlamento è la legge n. 160 del 2019 che contiene il Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022;
  • con l'approvazione della legge che contiene il Rendiconto generale dello Stato, strumento attraverso il quale il Governo, alla chiusura del ciclo di gestione della finanza pubblica (anno finanziario), adempie all'obbligo costituzionale di rendere conto al Parlamento dei risultati della gestione finanziaria (art. 35 della legge n. 196 del 2009). Il rendiconto relativo al 31 dicembre dell'anno precedente deve essere presentato entro il successivo mese di giugno alle Camere con apposito disegno di legge, dopo esser stato previamente sottoposto alla Corte dei conti per il giudizio di parificazione. L'ultimo rendiconto, relativo all'esercizio 2018, è stato approvato con la legge n. 109 del 2019;
  • con l'approvazione della legge di Assestamento del bilancio dello Stato, istituto attraverso il quale il Governo aggiorna, a metà esercizio, gli stanziamenti del bilancio, anche sulla scorta della consistenza dei residui attivi e passivi accertata in sede di rendiconto dell'esercizio precedente (art. 33 della legge n. 196 del 2009). Il Governo deve presentare il disegno di legge di assestamento entro il mese di giugno di ciascun anno; con la legge n. 110 del 2019 sono state approvate Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2019.

In ciascuno dei tre momenti il Parlamento, dalla lettura delle tabelle allegate ai disegni di legge presentati dal Governo, può conoscere le spese preventivate per l'anno successivo (bilancio di previsione), le spese effettivamente sostenute nell'esercizio precedente (rendiconto) e, conseguentemente, verificare in corso d'esercizio le stime per l'anno in corso (assestamento).

ultimo aggiornamento: 7 maggio 2020

L'articolo 6 della legge n. 160 del 2019 (legge di bilancio 2020) autorizza l'impegno e il pagamento delle spese del Ministero della giustizia per l'anno finanziario 2020, in conformità a quanto previsto dalla tabella n. 5, allegata al bilancio.

 

In particolare, la legge di bilancio 2020-2022 autorizza, per lo stato di previsione del Ministero della giustizia, spese finali, in termini di competenza, pari a 8.901,5 milioni di euro nel 2020, a 8.847,6 milioni di euro per il 2021 e 8.744,6 milioni di euro per il 2022, come si evince dalla seguente tabella:

In termini di cassa, le spese finali del Ministero sono pari a 8.927,9 milioni di euro nel 2020, a 8.847,7 milioni di euro nel 2021 e a 8.744,9 milioni di euro nel 2022.

Rispetto alla legge di bilancio 2019, la legge di bilancio 2020-22 espone dunque per il Ministero della Giustizia, nel triennio di riferimento, un andamento della spesa crescente.

Con riferimento specifico alle previsioni di spesa per il 2020, la legge di bilancio espone spese finali in aumento rispetto al 2019, in termini assoluti, in misura pari a 319,5 milioni di euro (+3,7%). Tale differenza positiva deriva dagli effetti congiunti di un aumento delle spese di parte corrente pari a 194,8 milioni di euro e delle spese di parte capitale pari a 124,7 milioni di euro.

Gli stanziamenti di spesa del Ministero della giustizia autorizzati dalla legge di bilancio si attestano, in termini di competenza, nell'anno 2020 in misura pari all'1,3% della spesa finale del bilancio statale, percentuale che si mantiene inalterata anche per la restante parte del triennio, in continuità rispetto agli esercizi precedenti.

I dati 2003-2018 sono tratti dai rendiconti; il dato 2019 dalla legge di assestamento; i dati 2020-2022 dalla legge di bilancio 2020 (legge n. 160 del 2019)

Lo stato di previsione del Ministero della giustizia (Tabella 5) prima dell'approvazione della manovra esponeva, a legislazione vigente (BLV), una dotazione complessiva di competenza per l'anno 2020 di 8.930,9 milioni di euro.

Per l'anno 2020 la manovra finanziaria attuata con le Sezioni I e II della legge di bilancio determina, rispetto al bilancio a legislazione vigente, una diminuzione delle spese finali di 29,3 milioni di euro, di cui 16,5 milioni relativi alla spesa corrente e 12,8 milioni relativi alla spesa in conto capitale.

In particolare, il saldo negativo di 29,3 milioni rispetto al bilancio a legislazione vigente è imputato:

  • all'incremento di 29 milioni, conseguenti agli interventi di Sezione I e dunque frutto dell'approvazione dell'articolato della legge;
  • alla riduzione di 58,3 milioni derivanti da interventi di Sezione II, e dunque a modifiche apportate direttamente alla tabella n. 5.

 

Il bilancio integrato degli effetti della Sezione I e delle modifiche della Sezione II prevede, dunque, stanziamenti per il Ministero pari a 8.901,5 milioni per il 2020.

 

Analisi delle previsioni di spesa per l'anno 2019 per Missioni/Programmi

La tabella seguente espone le previsioni di bilancio integrate per il 2020 per ciascuna missione/programma di spesa del Ministero, a raffronto con i dati dell'esercizio 2019. La tabella evidenzia altresì le modifiche che la legge di bilancio ha apportato alla legislazione vigente 2020, con interventi sia di Sezione I che di Sezione II, ai fini della determinazione delle previsioni di spesa relative a ciascuna missione/programma.

 

La spesa complessiva del Ministero è allocata su 2 missioni:

  • Giustizia, che rappresenta circa il 97% del valore della spesa finale complessiva del Ministero (8.747,2 milioni di euro);
  • Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, che assorbe solo il 3% degli stanziamenti del Ministero (154,3 milioni di euro).

 

La missione "Giustizia"

La missione "Giustizia", a partire dal 2017, non è più di integrale pertinenza del Ministero della Giustizia. Dei 7 programmi che la compongono, infatti, solo 4 sono attribuiti ai centri di responsabilità del Ministero e sono esposti in tabella n. 5; i restanti 3 (Giustizia tributaria, Giustizia amministrativa, Autogoverno della magistratura) sono di pertinenza del Ministero dell'economia e sono esposti in tabella n. 2. Di seguito, la rappresentazione grafica della ripartizione della Missione "Giustizia" tra il Ministero della giustizia e quello dell'economia e delle finanze.

Per quanto riguarda i programmi della missione di competenza del Ministero della Giustizia, considerando gli effetti della manovra, le spese finali di tale Missione in tabella 5 sono pari a 8.747,2 milioni di euro per il 2020.

Rispetto alla dotazione a legislazione vigente (8.759,8 milioni), la missione "Giustizia" registra una diminuzione di circa 13 milioni di euro, che riguarda principalmente il Programma Amministrazione penitenziaria (v. infra).

 

La missione è articolata in 4 programmi di spesa, che nella legge n. 160 del 2019 sono dotati delle seguenti previsioni di spesa per il 2020:

  • 1.1. Amministrazione penitenziaria – 3.005,7 mln di euro;
  • 1.2. Giustizia civile e penale – 4.278,9 mln di euro;
  • 1.3. Giustizia minorile e di comunità – 278,0 mln di euro;
  • 1.4. Servizi di gestione amministrativa per l'attività giudiziaria – 1.184,6 mln di euro.

 

Lo stanziamento per il programma Amministrazione penitenziaria nel bilancio di previsione 2020 è pari a 3.005,7 mln di euro, in aumento rispetto al bilancio 2019 (+122,5 mln), ma in diminuzione rispetto al bilancio a legislazione vigente (-18,8 mln), a causa di alcuni definanziamenti che comportano una diminuzione delle previsioni pari a 20 milioni di euro, non compensati dagli effetti positivi derivanti dalla prima parte del disegno di legge, che determinano un aumento di 1,2 milioni di euro

L'articolato della legge di bilancio (Sez. I) comporta un aumento delle dotazioni per 200 mila euro degli stanziamenti finalizzati a corrispondere le competenze al personale di polizia penitenziaria (cap. 1601), nonché un incremento di mezzo milione di euro per il personale amministrativo del DAP e un incremento di mezzo milione di euro per l'acquisto di beni e servizi (cap. 1671).
 I definanziamenti derivanti dagli interventi della Sezione II interessano in particolare:

  • le spese per la fornitura del vitto ai detenuti (1766/1), che scontano un definanziamento 10 milioni di euro;
  • la manutenione ordinaria degli immobili (cap. 1687), che registra un definanziamento di 2 milioni di euro.

 

Il programma Giustizia civile e penale registra nel bilancio 2020 uno stanziamento pari a 4.278,9 mln di euro, in aumento tanto rispetto al bilancio 2019 quanto al bilancio a legislazione vigente (+5 mln).

Nel Programma, infatti, l'aumento di 22,7 mln previsto come effetto finanziario dell'articolato della legge di bilancio, , supera i definanziamenti, pari a 17,7 mln di euro, derivanti dagli interventi della Sezione II.

L'aumento derivante dalla Sezione I è prevalentemente legato alle assunzioni previste dal disegno di legge (art. 1, commi 415-425) per una cifra che si aggira intorno ai 20 mln; è inoltre previsto un incremento di circa 2 milioni del Fondo per il finanziamento degli interventi urgenti per assicurare la funzionalità degli uffici giudiziari e degli istituti penitenziari, con particolare riferimento alle aree colpite da eventi sismici (art. 1, comma 417). 

Le riduzioni dovute ai definanziamenti della Sezione II riguardano, in particolare:

  • l'informatizzazione dell'amministrazione giudiziaria (cap. 7203), per una cifra pari a 6,5 mln;
  • il funzionamento degli uffici giudiziari (cap. 1550), per un ammotare di 4,4 mln;
  • le spese per la verbalizzazione degli atti processuali (cap. 1462), che subiscono un decremento di 2 mln.

Il Programma Giustizia minorile e di comunità registra nel bilancio 2020 uno stanziamento di 278 milioni, in aumento rispetto al bilancio 2019 ed al rendiconto 2018 (+2,3 mln).

La manovra incide su questo programma con esclusivo riferimento alle assunzioni di massimo di 7 direttori di istituti penitenziari minorili, previste dall'art. 1, comma 311, della legge di bilancio 2019 (l. n. 145 del 2018).

 

Il programma Servizi di gestione amministrativa per l'attività giudiziaria è dotato nel bilancio 2020 di uno stanziamento di 1.184,6 milioni di euro, in aumento rispetto al bilancio 2019 (+44,7 mln) e in lieve diminuzione rispetto al bilancio a legislazione vigente (-2 mln).

Si segnala la creazione del capitolo di bilancio 1386 con uno stanziamento di 1 milione di euro per il sostegno alle vittime dei reati, per effetto dell'art. 1, comma 426.

Per quanto riguarda i definanziamenti di cui alla Sezione II, si evidenzia quello di 2 mln di euro interamente imputato al capitolo relativo alle spese per intercettazioni.

 

La missione "Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche"

La missione "Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche", rispetto alla quale il Ministero della Giustizia gestisce 154,3 milioni di euro, registra con la manovra di bilancio un decremento di 16 milioni di euro rispetto al bilancio a legislazione vigente.

La missione si articola su due programmi:

  • Indirizzo politico, per il quale sono stanziati 41,1 milioni di euro (-10,5 mln rispetto al bilancio 2019; -16 mln rispetto al bilancio a legislazione vigente);
  • Servizi e affari generali per la amministrazioni di competenza, per il quale sono stanziati 113,1 milioni di euro (-58,3 rispetto al bilancio 2019; -1 rispetto al bilancio a legislazione vigente).

Il decremento della Missione è imputato essenzialmente a un definanziamento di 16 milioni di euro operato dalla sezione II della legge di bilancio nel programma Indirizzo politico, relativamente al fondo di parte corrente alimentato dalle risorse finanziarie rivenienti dal riaccertamento dei residui passivi perenti a seguito della verifica della sussistenza delle relative partite debitorie da ripartire tra i programmi di spesa dell'amministrazione (cap. 1112).

Per il restante programma di competenza del Ministero, Servizi e affari generali per la amministrazioni di competenza, il definanziamento di un milione di euro imputato prevalentemente alle spese per l'acquisto di beni e servizi di cui alla Sezione II viene compensato dagli incrementi derivanti dagli interventi legislativi di cui alla Sezione I (tra cui un incremento di 140 mila euro imputato al Fondo risorse decentrate - cap. 1511).

ultimo aggiornamento: 28 gennaio 2019
 
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