tema 31 agosto 2021
Studi - Cultura Gli interventi per gli enti pubblici di ricerca vigilati dal Ministero dell'università e della ricerca

A seguito dell'emergenza Coronavirus (COVID-19), è stato istituito un Fondo per le esigenze emergenziali degli enti pubblici di ricerca vigilati dal Ministero dell'università e della ricerca (MUR), e sono state adottate disposizioni volte ad assicurare la continuità della governance degli stessi.

Più in generale, per quanto concerne le risorse destinate ai medesimi enti a valere sull'apposito Fondo ordinario (FOE), a fronte di una riduzione registrata fra il 2011 e il 2017, a partire dal 2018 si è registrata una inversione di tendenza.

Parte delle risorse sono state specificamente destinate all'assunzione di ricercatori a tempo indeterminato.

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Gli enti di ricerca attualmente sottoposti alla vigilanza del Ministero dell'università e della ricerca (MUR) sono:

  • Area di Ricerca Scientifica e Tecnologica di Trieste - Area Science Park;
  • Agenzia spaziale italiana (ASI);
  • Consiglio nazionale delle ricerche (CNR);
  • Istituto italiano di studi germanici;
  • Istituto nazionale di astrofisica (INAF);
  • Istituto nazionale di alta matematica "Francesco Severi" (INDAM);
  • Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN);
  • Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV);
  • Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (OGS);
  • Istituto nazionale di ricerca metrologica (INRIM);
  • Museo storico della fisica e Centro studi e ricerche "Enrico Fermi";
  • Stazione zoologica "Anton Dohrn"; Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (INVALSI);
  • Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa (INDIRE).
ultimo aggiornamento: 31 agosto 2021

A seguito dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, il D.L. 18/2020 (L. 27/2020: art. 100, co. 1) ha istituito nello stato di previsione del Ministero dell'università e della ricerca (MUR) il Fondo per le esigenze emergenziali degli enti di ricerca (oltre che dell'università e delle istituzioni AFAM), con una dotazione di € 50 mln per il 2020. Successivamente, la dotazione per il 2020 è stata incrementata di € 62 mln dal D.L. 34/2020 (L. 77/2020: art. 236, co. 1). L'incremento è stato destinato prioritariamente ad iniziative a sostegno degli studenti che necessitavano di servizi o strumenti per l'accesso alla ricerca o alla didattica a distanza. 

In attuazione, è intervenuto il DM 294 del 14 luglio 2020 che ha destinato agli enti pubblici di ricerca vigilati dal MUR € 18 mln.

Nel prosieguo, la L. di bilancio 2021 (L. 178/2021: art. 1, co. 525) ha assegnato al Fondo € 34,5 mln per il 2021, poi incrementati di € 78,5 mln per il 2021 dal D.L. 41/2021 (L. 69/2021). L'incremento è stato destinato all'acquisto di dispositivi digitali per gli studenti, o di piattaforme digitali per la ricerca o la didattica a distanza, nonché agli interventi di ammodernamento strutturale e tecnologico delle infrastrutture per lo svolgimento delle attività di ricerca o didattica.  

Le risorse disponibili per il 2021 sono state ripartite con DM 734 del 25 giugno 2021 che ha destinato agli enti pubblici di ricerca vigilati dal MUR € 18 mln.

Inoltre, lo stesso D.L. 18/2020 (L. 27/2020: art. 100, co. 2, primo periodo) aveva previsto la proroga fino al 31 luglio 2020 – data di termine dello stato di emergenza dichiarato con delibera del Consiglio dei Ministri 31 gennaio 2020 – dei mandati dei componenti degli organi degli enti pubblici di ricerca di cui al d.lgs. 218/2016, ad esclusione dell'ISTAT, laddove scaduti alla data di entrata in vigore del decreto-legge, ovvero in scadenza durante il periodo dello stato di emergenza.

La disposizione riguardava, dunque, oltre che i 14 enti pubblici vigilati dal MUR, anche  5 (dei 6) enti vigilati da altri Ministeri.

L'efficacia della previsione è poi stata prorogata dapprima al 15 ottobre 2020 - termine dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei Ministri il 30 luglio 2020 – dal D.L. 83/2020 (L. 124/2020: art. 1, co. 3, e n. 17 dell'allegato 1) e, da ultimo, al 31 dicembre 2020 dal D.L. 125/2020 (L. 159/2020: art. 1, co. 3, lett. a)). Lo stesso D.L. 125/2020 (L. 159/2020: art. 1, co. 4-bis) ha disposto anche che, qualora i mandati dei componenti degli organi statutari dei medesimi enti fossero scaduti alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge, si doveva procedere al loro rinnovo entro il 31 gennaio 2021.

Lo stesso D.L. 18/2020 (L. 27/2020: art. 100, co. 2, secondo periodo, poi soppresso dall'art. 33, co. 1, lett. a), del D.L. 104/2020-L. 126/2020) aveva anche disposto che, fino alla medesima data del 31 luglio 2020, erano sospese le procedure di nomina (di cui all'art. 11 del d.lgs. 213/2009) dei presidenti e dei membri del consiglio di amministrazione degli enti pubblici di ricerca vigilati dal MUR, di designazione governativa.

ultimo aggiornamento: 31 agosto 2021

Il Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca vigilati dal Ministero dell'università e della ricerca (FOE) è stato istituito dal d.lgs. 204/1998 (art. 7).

Le risorse del FOE sono allocate sul capitolo 7236.

Da ultimo, le risorse del FOE sono state incrementate di € 65 mln annui dal 2021 dalla L. di bilancio 2021 (L. 278/2020: art. 1, co. 540), che, tuttavia, le ha contemporaneamente ridotte di € 23 mln annui dal 2021, a seguito della scelta di scorporare dal FOE il finanziamento del Programma nazionale di ricerca in Antartide (PNRA) (disposto ai sensi dell'art. 7 del d.lgs. 204/1998) (art. 1, co. 552).

Di seguito si riporta l'andamento delle risorse allocate sul cap. 7236 dal 2011 al 2021.

Con riguardo alla ripartizione del FOE, lo stesso d.lgs. 204/1998 (art. 7) dispone che il Fondo è ripartito annualmente con decreti del Ministro dell'università e della ricerca, comprensivi di indicazioni per i due anni successivi, emanati previo parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia.

Da ultimo, il d.lgs. 218/2016 (art. 5) ha stabilito che il MUR tiene conto della programmazione strategica preventiva (art. 5, d.lgs. 213/2009), nonché della Valutazione della qualità dei risultati della ricerca (VQR), che l'Agenzia nazionale di valutazione dell'università e della ricerca (ANVUR) effettua ogni 5 anni.

Le quote del FOE assegnate per specifiche finalità e che non possono essere più utilizzate per le stesse possono essere destinate ad altre attività o ad altri progetti, previa autorizzazione del MUR.

Al riguardo, si ricorda che uno specifico incremento del FOE, pari ad € 8 mln per il 2016 e ad € 9,5 mln dal 2017, finalizzato all' assunzione di ricercatori, è stato previsto dalla L. di stabilità 2016 ( L. 208/2015: art. 1, co. 247 e ss.). E', conseguentemente, intervenuto il DM 105 del 26 febbraio 2016.
Successivamente, un analogo incremento, pari a € 2 mln per il 2018 e ad € 13,5 mln annui dal 2019, è stato previsto, per la medesima finalità, dalla L. di bilancio 2018 ( L. 205/2017: art. 1, co. 633). E', conseguentemente, intervenuto il DM 163 del 28 febbraio 2018.
Da ultimo:
  • il D.L. 34/2020 (L. 77/2020: art. 238, co. 2 e 3) ha incrementato il FOE di € 50 mln annui dal 2021 per l'assunzione di ricercatori "negli enti pubblici di ricerca". Peraltro, in base allo stesso testo, solo parte delle risorse, nella misura di € 45 mln annui, devono essere ripartite secondo i criteri di riparto del medesimo FOE, mentre i restanti € 5 mln annui sono destinati agli altri enti pubblici di ricerca di cui all'art. 1 del d.lgs. 218/2016, fatta eccezione per l'Istituto superiore di sanità e l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA), secondo criteri di riparto stabiliti d'intesa con i Ministri vigilanti dei singoli enti.
I criteri per la ripartizione dei 45 mln destinati agli enti pubblici di ricerca vigilati dal MUR sono stati definiti con DM 802 del 29 ottobre 2020, che, in particolare, ha previsto l'assunzione, oltre che di ricercatori, anche di tecnologi. Qui la ripartizione;
  • la L. di bilancio 2021 (L. 178/2020: art. 1, co. 541) ha incrementato il FOE di € 25 mln annui dal 2021 per l'assunzione di ricercatori "negli enti pubblici di ricerca", in modo da assicurare l'integrale copertura delle spese connesse all'attività dei ricercatori stabilizzati, da ripartire secondo criteri e modalità stabiliti con decreto del Ministro dell'università e della ricerca.
In attuazione, è intervenuto il DM 614 del 19 maggio 2021, che, in realtà, ha destinato € 12.545.000 all'espletamento delle procedure di stabilizzazione ( qui la tab. 1) ed € 12.455.000 all'assunzione a tempo indeterminato di ricercatori e tecnologi ( qui la tab. 2).

 Il riparto del FOE per il 2021 è stato operato con  DM 844 del 16 luglio 2021.

ultimo aggiornamento: 31 agosto 2021
 
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