tema 25 agosto 2020
Studi - Cultura Gli interventi per gli enti pubblici di ricerca vigilati dal Ministero dell'università e della ricerca

A seguito dell'emergenza Coronavirus (COVID-19), è stato istituito un Fondo per le esigenze emergenziali degli enti pubblici di ricerca vigilati dal Ministero dell'università e della ricerca (MUR), e sono state adottate disposizioni volte ad assicurare la continuità della governance degli stessi.

Più in generale, per quanto concerne le risorse destinate ai medesimi enti a valere sull'apposito Fondo ordinario (FOE), a fronte di una riduzione registrata fra il 2011 e il 2017, nel 2018 e nel 2019 si è registrata una leggera inversione di tendenza, seguita da una leggera flessione nel 2020.

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Gli enti di ricerca attualmente sottoposti alla vigilanza del Ministero dell'università e della ricerca (MUR) sono:

  • Area di Ricerca Scientifica e Tecnologica di Trieste - Area Science Park;
  • Agenzia spaziale italiana (ASI);
  • Consiglio nazionale delle ricerche (CNR);
  • Istituto italiano di studi germanici;
  • Istituto nazionale di astrofisica (INAF);
  • Istituto nazionale di alta matematica "Francesco Severi" (INDAM);
  • Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN);
  • Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV);
  • Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (OGS);
  • Istituto nazionale di ricerca metrologica (INRIM);
  • Museo storico della fisica e Centro studi e ricerche "Enrico Fermi";
  • Stazione zoologica "Anton Dohrn"; Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (INVALSI);
  • Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa (INDIRE).
ultimo aggiornamento: 25 agosto 2020

A seguito dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, il D.L. 18/2020 (art. 100, co. 1) ha istituito, per il 2020, nello stato di previsione del Ministero dell'università e della ricerca (MUR), il Fondo per le esigenze emergenziali degli enti di ricerca (oltre che dell'università e delle istituzioni AFAM), con una dotazione pari a € 50 mln. Successivamente, la dotazione è stata incrementata ad € 112 mln dal D.L. 34/2020 (L. 77/2020: art. 236, co. 1).

In attuazione, è intervenuto il DM 294 del 14 luglio 2020 che ha destinato agli enti pubblici di ricerca vigilati dal MUR € 18 mln.

Inoltre, lo stesso D.L. 18/2020 (L. 27/2020: art. 100, co. 2, primo periodo), ha previsto la proroga fino al 31 luglio 2020 – data di termine dello stato di emergenza dichiarato con delibera del Consiglio dei Ministri 31 gennaio 2020 – dei mandati dei componenti degli organi degli enti pubblici di ricerca di cui al d.lgs. 218/2016, ad esclusione dell'ISTAT, laddove scaduti alla data di entrata in vigore del decreto-legge, ovvero in scadenza durante il periodo dello stato di emergenza.

La disposizione si applica, dunque, oltre che ai 14 enti pubblici vigilati dal MUR, anche a 5 (dei 6) enti vigilati da altri Ministeri (fra i quali l'ISTAT).

Inoltre, fino alla medesima data del 31 luglio 2020, aveva previsto la sospensione delle procedure di nomina (di cui all'art. 11 del d.lgs. 213/2009) dei presidenti e dei membri del consiglio di amministrazione degli enti pubblici di ricerca vigilati dal MUR, di designazione governativa (art. 100, co. 2, secondo periodo).

L'efficacia delle due previsioni è poi stata prorogata al 15 ottobre 2020 - nuovo termine dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei Ministri il 30 luglio 2020 - dal numero 17 dell'allegato 1 – in combinato disposto con il comma 3 dell'articolo 1 – del D.L. 83/2020. Durante l'esame in sede referente di quest'ultimo, peraltro, la previsione di proroga di quanto previsto dall'art. 100, co. 2, secondo periodo, del D.L. 18/2020 è stata soppressa.

Da ultimo, il D.L. 104/2020 ha soppresso il secondo periodo del co. 2 dell'art. 100 del D.L. 18/2020 (art. 33, co. 1, lett. a).

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ultimo aggiornamento: 25 agosto 2020

Il Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca vigilati dal Ministero dell'università e della ricerca (FOE) è stato istituito dal d.lgs. 204/1998 (art. 7).

Le risorse del FOE sono allocate sul capitolo 7236/pg 1.

Di seguito si riporta l'andamento delle risorse del FOE dal 2011 al 2020.

(milioni di euro)

anno 2011

1.794

anno 2012

1.792

anno 2013

1.768

anno 2014

1.754

anno 2015

1.697

anno 2016

1.680

anno 2017

1.678

anno 2018

1.697

anno 2019

1.773

anno 2020

1.754

Con riguardo alla ripartizione del FOE, lo stesso d.lgs. 204/1998 (art. 7) dispone che il Fondo è ripartito annualmente con decreti del Ministro dell'università e della ricerca, comprensivi di indicazioni per i due anni successivi, emanati previo parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia.

Da ultimo, il d.lgs. 218/2016 (art. 5) ha stabilito che il MUR tiene conto della programmazione strategica preventiva (art. 5, d.lgs. 213/2009), nonché della Valutazione della qualità dei risultati della ricerca (VQR), che l'Agenzia nazionale di valutazione dell'università e della ricerca (ANVUR) effettua ogni 5 anni.

Le quote del FOE assegnate per specifiche finalità e che non possono essere più utilizzate per le stesse possono essere destinate ad altre attività o ad altri progetti, previa autorizzazione del MUR.

Uno specifico incremento del FOE, pari ad € 8 mln per il 2016 e ad € 9,5 mln dal 2017, finalizzato all' assunzione di ricercatori, è stato previsto dalla L. di stabilità 2016 ( L. 208/2015: art. 1, co. 247 e ss.). E', conseguentemente, intervenuto il DM 105 del 26 febbraio 2016.
Successivamente, un analogo incremento, pari a € 2 mln per il 2018 e ad € 13,5 mln annui dal 2019, è stato previsto, per la medesima finalità, dalla L. di bilancio 2018 ( L. 205/2017: art. 1, co. 633). E', conseguentemente, intervenuto il DM 163 del 28 febbraio 2018.
Da ultimo, il D.L. 34/2020 ( L. 77/2020: art. 238, co. 2 e 3) ha incrementato il FOE di € 50 mln annui dal 2021 per l'assunzione di ricercatori "negli enti pubblici di ricerca". Peraltro, in base allo stesso testo, solo parte delle risorse, nella misura di € 45 mln annui, sono ripartite secondo i criteri di riparto del medesimo FOE, mentre i restanti € 5 mln annui sono destinati agli altri enti pubblici di ricerca di cui all'art. 1 del d.lgs. 218/2016, fatta eccezione per l'Istituto superiore di sanità e l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA), secondo criteri di riparto stabiliti d'intesa con i Ministri vigilanti dei singoli enti.

Da ultimo, il riparto del FOE per il 2019 è stato operato con DM 10 ottobre 2019, n. 856.

ultimo aggiornamento: 25 agosto 2020
 
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