tema 24 luglio 2019
Studi Camera - Bilancio Politica economica e finanza pubblica Il decreto-legge n.61/2019 sui saldi di finanza pubblica

Il decreto-legge n.61/2019 (A.C. 2000) fa parte dell'insieme di misure adottate nell'ambito della negoziazione avviata dal Governo italiano con la Commissione europea in merito al rispetto della regola del debito pubblico del Patto di stabilità e crescita per l'anno 2018.

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Il 5 giugno 2019 la Commissione europea ha pubblicato una relazione a norma dell'articolo 126, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), per esaminare la conformità dell'Italia nel 2018 alla regola del debito pubblico. Tale relazione costituisce la prima fase della procedura per i disavanzi eccessivi. Alla luce dell'esame di tutti i fattori significativi, la relazione conclude che il criterio del debito, come definito nel TFUE e nel regolamento (CE) n. 1467/1997, debba considerarsi come non rispettato e che, pertanto, una procedura per i disavanzi eccessivi basata sul debito sia giustificata.

Nell'ambito della negoziazione avviata dalla relazione, il Governo italiano ha proposto, in una lettera trasmessa alla Commissione europea il 2 luglio 2019, di adottare con la legge di assestamento del 2019 una serie di misure volte a determinare una correzione del saldo di bilancio pari a 7,6 miliardi di euro (0,42% del PIL) in termini nominali, corrispondente a 8,2 miliardi di euro (0,45% del PIL) in termini strutturali. 

Si tratta, in particolare, di maggior gettito rispetto alle previsioni per circa 6,2 miliardi di euro, dovuto a maggiori entrate fiscali per 2,9 miliardi di euro, maggiori contributi per 0,6 miliardi di euro, e ad altre entrate relative a maggiori dividenti dalla Banca d'Italia e dalla Cassa Depositi e Prestiti per 2,7 miliardi di euro.

Alla correzione di bilancio contribuiscono inoltre i risparmi attesi nel 2019 dal minor utilizzo delle risorse iscritte in bilancio per l'attuazione delle disposizioni relative all'introduzione del reddito di cittadinanza e al trattamento di pensione anticipata "quota 100". A salvaguardia dell'effettivo realizzo di tali risparmi per un importo almeno pari a 1,5 miliardi di euro nel 2019, con il decreto-legge n.61/2019 il Governo ha disposto l'accantonamento di un corrispondente importo delle dotazioni di bilancio in termini di competenza e cassa (indicate nell'Allegato 1 al decreto medesimo).

L'assestamento di bilancio e le disposizioni contenute nel decreto-legge n.61/2019 assicurano che le maggiori entrate e le minori spese realizzate finora siano impiegate per la riduzione dell'indebitamento netto e del debito pubblico e che non siano destinate ad altre misure nel corso del 2019. A tal fine, il decreto-legge modifica la normativa in materia di reddito di cittadinanza e di "quota 100", al fine di impedire il riutilizzo delle eventuali economie relative ai due programmi di spesa.

Per effetto del complesso di tali misure, l'indebitamento netto nominale per il 2019 è stimato pari al 2,04% del PIL, in riduzione rispetto al 2,5% previsto in primavera dalla Commissione europea, consentendo pertanto il rispetto dell'obiettivo contenuto nella legge di bilancio 2019 nonostante il peggioramento delle prospettive di crescita registrato finora.

Ciò corrisponde a un miglioramento del saldo strutturale di bilancio pari allo 0,2% del PIL (a fronte di un peggioramento dello 0,2% del PIL stimato in primavera dalla Commissione europea). Nella richiamata lettera, il Governo stima il conseguente aggiustamento strutturale di bilancio pari a oltre 0,3 punti percentuali di PIL.

Lo sforzo di bilancio richiesto per il 2019 nell'ambito del braccio preventivo del Patto di stabilità e crescita risulta pertanto compiuto. Il miglioramento è inoltre tale da compensare parzialmente il deterioramento del saldo di bilancio strutturale registrato nel 2018. Con la comunicazione al Consiglio dell'UE del 3 luglio 2019, la Commissione europea ha pertanto concluso che le misure che il Governo italiano propone di adottare per il miglioramento dei saldi di finanza pubblica sono sufficienti a impedire, in questa fase, l'avvio di una procedura per mancata osservanza della regola del debito pubblico del 2018. La Commissione europea manterrà tuttavia la propria sorveglianza sull'effettiva adozione di queste misure, sia monitorando la gestione del bilancio nel 2019 sia verificando la conformità del Documento programmatico di bilancio 2020 con il Patto di stabilità e crescita. La Commissione valuterà inoltre i progressi nell'adozione delle riforme strutturali nell'ambito delle procedure previste dal Semestre europeo.

ultimo aggiornamento: 24 luglio 2019
 
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