tema 22 ottobre 2018
Ufficio Rapporti con l'Unione europea Cittadinanza e immigrazione L' Italia e l' Unione europea Consiglio europeo - Bruxelles, 17 e 18 ottobre 2018
Il Consiglio europeo del 17-18 ottobre 2018 ha discusso, in particolare, di:
  • migrazione;
  • sicurezza interna;
  • relazioni esterne.
I leader dell'UE a 27 si sono inoltre riuniti in sede di Consiglio europeo (Articolo 50) per discutere della Brexit. I leader dell'UE si sono infine riuniti per il Vertice euro, nel formato inclusivo di 27 Stati membri, per esaminare lo stato di avanzamento dei negoziati sull'approfondimento dell'Unione economica e monetaria (UEM) in vista del Vertice euro di dicembre. I nfine, la Presidenza austriaca del Consiglio dell'UE ha fornito una panoramica dei progressi compiuti nell'attuazione delle precedenti conclusioni del Consiglio europeo.
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Il 16 ottobre  2018, nella mattina, si sono svolte nell'Aula del Senato le Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri in vista del Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre 2018, seguite dagli interventi dei Gruppi. A conclusione delle comunicazioni, il Senato, con votazione nominale a scrutinio simultaneo, ha approvato la risoluzione n. 1 ( 6-00018) a firma Lorefice, Pucciarelli ed altri. Tutte le altre risoluzioni presentate sono state respinte ( 6-00019, 6-00020, 6-00021, 6-00022, 6-0023).
Nel pomeriggio, si sono svolte le Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri nell'Aula della Camera. Al termine del dibattito, nel quale sono intervenuti i rappresentanti dei Gruppi, sono state presentate le risoluzioni D'Uva e Molinari n. n.  6-00025Fornaro e Boldrini n.  6-00026, Delrio ed altri n.   6-00027, Lollobrigida ed altri n.   6-00028, Gelmini ed altri n.   6-00029.
Infine, la Camera, con distinte votazioni nominali elettroniche, ha approvato la risoluzione Molinari e D'Uva n.  6-00025 sulla quale il Governo aveva espresso parere favorevole, e respinto le altre.
ultimo aggiornamento: 19 ottobre 2018
Il Consiglio europeo ha esaminato lo stato di attuazione delle conclusioni di giugno e ha invitato a proseguire i lavori su tutti gli elementi nel quadro del suo approccio globale alla migrazione. Secondo il Consiglio europeo, sebbene si sia registrato un calo del 95 per cento del numero di attraversamenti illegali delle frontiere verso l'UE rilevati rispetto al picco registrato nell'ottobre 2015, alcuni flussi interni e recenti flussi esterni richiedono un'attenzione sostenuta.
Facendo seguito alla discussione informale dei leader tenutasi a Salisburgo, il Consiglio europeo ha sottolineato l'importanza di continuare a prevenire la migrazione illegale e di rafforzare la cooperazione con i Paesi di origine e di transito, in particolare dell'Africa settentrionale, nel quadro di un più ampio partenariato. Il Consiglio europeo ha altresì convenuto sul rafforzamento del contrasto alle reti di trafficanti di persone. I leader dell'UE hanno sottolineato, in particolare, la necessità di intensificare la collaborazione con i Paesi terzi in materia di indagine, arresto e perseguimento di soggetti dediti al traffico e alla tratta, al fine di evitare che le persone intraprendano viaggi pericolosi. Il Consiglio europeo ha inoltre rilevato l'opportunità di istituire una task force congiunta presso il Centro europeo contro il traffico di migranti di Europol. Da ultimo, il Consiglio europeo ha sottolineato la necessità di monitorare e ostacolare in maniera più efficace le comunicazioni on line delle reti di trafficanti. A tal fine, il Consiglio europeo ha invitato il Consiglio dell'UE, con il sostegno della Commissione, a mettere a punto un insieme completo e operativo di misure entro dicembre.
Il Consiglio europeo ha altresì invitato il Parlamento europeo e il Consiglio dell'UE ad esaminare, in via prioritaria, le recenti proposte della Commissione riguardanti la direttiva sui rimpatri, l' Agenzia per l' asilo nonché la guardia di frontiera e costiera europea, garantendo l'impiego delle risorse nel modo più efficiente possibile ed elaborando norme comuni minime per la sorveglianza delle frontiere esterne, nel dovuto rispetto della responsabilità degli Stati membri
Il Consiglio europeo ha convenuto sull'opportunità di adoperarsi maggiormente per facilitare rimpatri effettivi. In particolare, il Consiglio europeo ha sottolineato la necessià di  migliorare l'attuazione degli accordi di riammissione vigenti, in modo non discriminatorio nei confronti di tutti gli Stati membri, e di concludere nuovi accordi e intese, creando e applicando nel contempo le necessarie leve mediante il ricorso all'insieme delle politiche, degli strumenti e dei mezzi pertinenti dell'UE, compresi lo sviluppo, il commercio e i visti; da ultimo ha rilevato l'esigenza di compiere ulteriori sforzi per dare piena attuazione alla Dichiarazione UE-Turchia.
Infine, il Cancelliere austriaco ha riferito in merito alla riforma del sistema europeo comune di asilo, nonché alle prospettive di progressi riguardo ai vari elementi che la compongono. Il Consiglio europeo ha incoraggiato la Presidenza del Consiglio a proseguire i lavori per pervenire quanto prima a una loro conclusione.

ultimo aggiornamento: 15 ottobre 2018
Il Consiglio europeo ha rilevato che, negli ultimi anni, sono stati compiuti progressi effettivi per rafforzare la sicurezza interna dell'UE attraverso una migliore cooperazione, misure concrete sul campo e l'adozione di una serie di testi giuridici, quali quelli riguardanti i codici di prenotazione, la lotta al terrorismo e la garanzia di un livello comune elevato di sicurezza delle reti e dell'informazione. Il Consiglio europeo ha quindi sottolineato la necessità di dare piena attuazione a tali testi.
Il Consiglio europeo ha inoltre previsto un ulteriore rafforzamento della deterrenza e della resilienza dell'UE nei confronti delle minacce ibride e informatiche, come pure di quelle chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari (CBRN). Rammentando le sue precedenti conclusioni riguardanti l'attacco di Salisbury, il Consiglio europeo ha condannato l'attacco informatico ostile condotto ai danni dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW), sottolineando che tali minacce e attacchi rafforzano la comune determinazione a migliorare ulteriormente la sicurezza interna dell'UE, nonché l'abilità e le capacità dell'UE di individuare, prevenire e contrastare le attività ostili di reti di intelligence straniere e di altri soggetti malintenzionati in territorio dell'UE e on line, e di rispondere a queste attività. Il Consiglio europeo ha quindi accolto con favore l'adozione del nuovo regime di misure restrittive per far fronte alla minaccia delle armi chimiche, e ha auspicato rapidi progressi nella stesura dell'elenco delle persone ed entità interessate.
Da ultimo, il Consiglio europeo ha chiesto misure tese a:
  • contrastare le attività illecite e dolose di natura informatica e basate sull'uso di sistemi informatici nonché creare una cibersicurezza forte. Facendo seguito alle conclusioni del Consiglio del 19 giugno 2017, il Consiglio europeo ha sottolineato la necessità di portare avanti i lavori sulla capacità di scoraggiare gli attacchi informatici e di rispondervi attraverso misure restrittive dell'UE. Al fine di rafforzare la resilienza dell'UE contro gli attacchi informatici, il Consiglio europeo ha altresì convenuto sull'esigenza di portare a termine i negoziati su tutte le proposte in materia di cibersicurezza entro la fine della legislatura;
  • proteggere i sistemi democratici dell'Unione e combattere la disinformazione, anche nell'ambito delle prossime elezioni europee, nel pieno rispetto dei diritti fondamentali. A tale riguardo, il Consiglio europeo ha sottolineato l'opportunità di un esame e di un seguito operativo in tempi rapidi da parte delle autorità competenti delle misure proposte dalla Commissione concernenti le reti di cooperazione in materia elettorale, la trasparenza on line, la protezione dagli incidenti di cibersicurezza, la manipolazione illecita di dati e la lotta contro le campagne di disinformazione, come pure l'inasprimento delle norme relative al finanziamento dei partiti politici europei. Il Consiglio europeo ha invitato la Commissione a valutare l'attuazione del codice di buone pratiche sulla disinformazione entro la fine dell'anno. Il Consiglio europeo ha infine espresso interesse per il prossimo  piano d'azione per una risposta coordinata dell'UE che, come indicato nelle conclusioni di giugno, deve essere presentato entro dicembre 2018;
  • rafforzare la capacità di prevenire e rispondere efficacemente alla radicalizzazione e al terrorismo, nel pieno rispetto dei diritti fondamentali. Il Consiglio europeo ha sottolineato la necessità di esaminare in via prioritaria la proposta della Commissione sulla prevenzione della diffusione di contenuti terroristici on line; ha altresì convenuto sull'esigenza di trovare soluzioni per garantire un accesso transfrontaliero rapido ed efficiente alle prove elettroniche al fine di combattere efficacemente il terrorismo, la criminalità organizzata ed altre forme gravi di criminalità, sia all'interno dell'UE che a livello internazionale; secondo il Consiglio europeo, entro la fine della legislatura si dovrebbe giungere a un accordo sulle proposte della Commissione riguardanti le prove elettroniche e l'accesso alle informazioni finanziarie, come pure su quella intesa a rendere più efficace la lotta al riciclaggio. Da ultimo, il Consiglio europeo ha sottolineato la necessità che la Commissione presenti con urgenza i mandati negoziali relativi ai negoziati internazionali sulle prove elettroniche. Infine, il Consiglio europeo ha convenuto sull'esigenza di esaminare l'iniziativa della Commissione volta ad estendere le competenze della Procura europea ai reati terroristici transfrontalieri;
  • fornire  alle autorità di contrasto degli Stati membri, ad Europol e ad Eurojust risorse adeguate per far fronte alle nuove sfide derivanti dagli sviluppi tecnologici e dall'evoluzione del panorama delle minacce alla sicurezza, anche tramite la messa in comune di equipaggiamenti, il rafforzamento dei partenariati con il settore privato, la cooperazione interforze e un miglior accesso ai dati;
  • migliorare l'interoperabilità dei sistemi di informazione e delle banche dati. Prendendo atto che sono già stati realizzati molti progressi nello sviluppo di sistemi di informazione e scambio di informazioni, il Consiglio europeo ha peraltro concordato sulla necessità di ulteriori sforzi affinché possano operare insieme, in particolare attraverso un archivio comune di dati di identità. Il Consiglio europeo ha quindi sottolineato la necessità che i negoziati sulle proposte in sospeso, compresa quella relativa al rafforzamento del sistema europeo di informazione sui casellari giudiziali, siano conclusi  entro la fine dell'anno, e che siano adotatte con la massima priorità tutte le misure necessarie alla loro attuazione;
  • rafforzare la capacità dell'UE di gestione delle crisi, nonché la coerenza e l'efficacia dei meccanismi dell'UE e nazionali di risposta alle crisi. Secondo il Consiglio europeo i negoziati sulla proposta relativa al meccanismo di protezione civile dell'Unione europea dovrebbero essere conclusi entro la fine dell'anno.

ultimo aggiornamento: 15 ottobre 2018
Il Consiglio europeo ha sottolineato che le relazioni UE-Africa rivestono un'importanza capitale in un contesto mondiale in rapida evoluzione, e convenuto sulla necessità di portare la cooperazione a un nuovo livello, sostenendola con le risorse necessarie, anche mediante il piano europeo per gli investimenti esterni e il fondo fiduciario dell'UE per l'Africa. Il Consiglio europeo ha inoltre accolto con favore la presentazione dell'iniziativa della Commissione relativa a una nuova alleanza Africa - Europa per gli investimenti e l'occupazione sostenibili, e invitato a portare avanti azioni, anche attraverso proposte concrete relative alla partecipazione degli Stati membri.
Facendo seguito alla discussione informale dei leader tenutasi a Salisburgo, il Consiglio europeo ha accolto con favore il primo vertice tra i 28 Stati membri dell'UE e la Lega degli Stati arabi, che si svolgerà in Egitto il 24 e 25 febbraio 2019.
Il Consiglio europeo ha inoltre ribadito il pieno impegno dell'UE e dei suoi Stati membri a favore dell' Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e della sua attuazione. Il Consiglio europeo ha inoltre salutato con favore l'intenzione della Commissione di pubblicare nel 2018 il suo documento di riflessione che dovrebbe preparare il terreno a una strategia globale di attuazione nel 2019.
Il Consiglio europeo ha altresì preso nota dell'ultima relazione speciale del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC), che conferma in modo inequivocabile l'impatto negativo dei cambiamenti climatici, comprese le sue conclusioni secondo cui la riduzione delle emissioni globali in tutti i settori è fondamentale e devono essere prese nuove misure in materia di mitigazione e adattamento, segnatamente per raggiungere gli obiettivi relativi alla temperatura stabiliti nell'accordo di Parigi.
In vista della COP24 che si terrà in Polonia dal 2 dicembre 2018, il Consiglio europeo ha quindi approvato le conclusioni del Consiglio sui preparativi in vista delle riunioni dell'UNFCCC che si terranno a Katowice, ed espresso pieno sostegno alla Polonia nell'organizzazione della COP24. A tal proposito, il Consiglio europeo ha sottolineato che questa edizione della COP24 deve portare all'adozione di norme ambiziose e complete per l'attuazione dell'accordo di Parigi, mentre il risultato del dialogo Talanoa dovrebbe essere un impegno di tutte le parti a riflettere sui propri livelli di ambizione e orientare la preparazione dei contributi determinati a livello nazionale (NDC) di tutte le parti ai sensi del punto 4 dell'accordo di Parigi.
ultimo aggiornamento: 15 ottobre 2018

Durante il pranzo di lavoro in sede di Consiglio europeo (Articolo 50), i leader dell'UE a 27 hanno esaminato lo stato dei negoziati con il Regno Unito. Prima della riunione, la Prima ministra, Theresa May, ha aggiornato i leader sulle prospettive dei negoziati nell'ottica del Regno Unito. I leader dell'UE a 27 hanno ribadito la loro piena fiducia in Michel Barnier come negoziatore e la determinazione a restare uniti. Hanno inoltre rilevato che, nonostante intensi negoziati, non sono stati realizzati progressi sufficienti. Il Consiglio europeo (Articolo 50) ha chiesto al negoziatore dell'Unione di proseguire gli sforzi in vista di un accordo, conformemente agli orientamenti del Consiglio europeo concordati in precedenza. I leader hanno dichiarato di essere pronti a convocare una riunione del Consiglio europeo se e quando il negoziatore dell'Unione indicherà che sono stati realizzati progressi decisivi.

ultimo aggiornamento: 15 ottobre 2018
Il Vertice euro, nel suo formato esteso ai 27 Stati membri, ha esaminato lo stato di avanzamento dei negoziati sull'approfondimento dell'Unione economica e monetaria (UEM) in vista del Vertice euro di dicembre.
ultimo aggiornamento: 15 ottobre 2018
 
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