tema 14 luglio 2020
Rapporti con l'Unione europea Consiglio europeo straordinario - Bruxelles, 17 e 18 luglio 2020

Il Consiglio europeo straordinario del 17 e 18 luglio 2020 è stato convocato dal Presidente Michel per discutere, a Bruxelles, del Piano per la ripresa dell'UE volto a fronteggiare la crisi da COVID-19 e del nuovo Quadro finanziario pluriennale (QFP) dell'UE 2021-2027.

Il 19 giugno 2020 i leader dell'UE avevano già proceduto a un primo confronto, in videoconferenza, sulla proposta presentata dalla Commissione europea il 27 maggio. Tuttavia, considerata la difficoltà di raggiungere un accordo a causa delle forti divergenze emerse, avevano dato mandato al Presidente Michel di condurre la fase negoziale. Al termine di un ciclo di incontri bilaterali con tutte le delegazioni, il Presidente Michel ha presentato una nuova proposta, predisposta in stretta cooperazione con il Presidente della Commissione europea, che sarà sottoposta all'esame del Consiglio europeo.

Per maggiori dettagli, si veda il bollettino "Consiglio europeo straordinario - Bruxelles, 17 e 18 luglio 2020".

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Il Presidente Michel ha presentato una nuova proposta che, rispetto a quanto prospettato dalla Commissione europea il 27 maggio scorso, contiene alcune novità, in particolare:

 

- una riduzione di risorse complessive per il bilancio UE 2021-2027 pari a 25,7 miliardi di euro (da 1.100 a 1074,3 miliardi); al contrario, sarebbe confermata la dotazione di 750 miliardi di euro (500 miliardi in sovvenzioni e 250 miliardi in prestiti) per il nuovo strumento dell'UE per la ripresa economica e sociale, Next Generation EU;

- modifiche ai tempi di impegno e ai criteri di assegnazione delle risorse del Dispositivo per la ripresa e la resilienza (Recovery and Resilience Facility): il 70% delle sovvenzioni (217 miliardi) dovrebbe essere impegnato nel 2021 e nel 2022 secondo i criteri di assegnazione proposti dalla Commissione (popolazione, inverso del PIL pro capite e tasso medio di disoccupazione negli ultimi 5 anni rispetto alla media UE 2015-2019), mentre il 30% verrebbe impegnato nel 2023 tenendo conto del calo del PIL nel 2020 e nel 2021 (criterio che sostituirebbe quello della disoccupazione). Nella proposta della Commissione, invece, almeno il 60% delle sovvenzioni dovrebbe essere impegnato entro il 31 dicembre 2022 e l'importo residuo entro il 31 dicembre 2024;

- l'approvazione da parte del Consiglio (e non dalla Commissione) a maggioranza qualificata, su proposta della Commissione, dei Piani nazionali per la ripresa e la resilienza; inoltre, ai fini del rilascio dei fondi, si terrebbe conto del parere del Comitato economico e finanziario e i Piani sarebbero poi riesaminati e, se necessario, adattati nel 2022 per tener conto dell'assegnazione finale dei fondi per il 2023;

- l'innalzamento dell'obiettivo climatico ad almeno il 30% della spesa complessiva (a fronte del 25% proposto dalla Commissione e del 20% dell'attuale bilancio);

- una limitata riduzione di risose per alcuni programmi, tra cui: Orizzonte Europa (-5 miliardi); Europa digitale (-1,4 miliardi); il Meccanismo per collegare l'Europa-componente trasporti (-1,5 miliardi); Erasmus+ (-3,4 miliardi); il Fondo per una transizione giusta (-2,5 miliardi); il Fondo asilo e migrazione (-2,3 miliardi); il Fondo per la gestione integrata delle frontiere (-4,5 miliardi); il Fondo sicurezza interna (-0,5 miliardi); il Fondo europeo di difesa (-1 miliardo) e la rubrica "Vicinato e resto del mondo" (-4,3 miliardi); vengono invece confermate le risorse  per la PAC (348,3 miliardi di euro - nello specifico 258,2 miliardi per il FEAGA e 90,1 per il FEASR) e per la coesione (373,2 miliardi di euro per la coesione economica, sociale e territoriale gestita dai fondi FESR, Fondo di coesione, FSE+, cui si aggiunge la nuova iniziativa REACT-EU (50 miliardi di euro) specificamente adottata, per gli anni 2021-2022, a seguito della pandemia COVID-19);

- un rafforzamento del meccanismo di tutela del bilancio dell'UE dai rischi finanziari connessi a carenze generalizzate dello Stato di diritto negli Stati membri con la previsione di un dialogo annuale più elaborato sullo Stato di diritto in seno al Consiglio e di un ruolo per la Corte dei conti;

- la previsione di un inizio anticipato del rimborso dei prestiti contratti sui mercati dei capitali tramite il bilancio dell'UE per finanziare Next Generation EU: a partire dal 1° gennaio 2027 e non dal 2028;

- per quanto riguarda le risorse proprie, verrebbe confermato sia l'aumento permanente del massimale pari all'1,4% del RNL dell'UE, proposto in considerazione delle incertezze economiche e della Brexit, che l'innalzamento temporaneo di altri 0,6 punti percentuali, portandolo così al 2% dell'RNL dell'UE, mediante ricorso ai mercati finanziari per il reperimento delle risorse da destinare a Next Generation EU. Tuttavia, per l'introduzione di nuove risorse proprie, si prevede un approccio in quattro fasi temporali: 1) nuova risorsa propria legata all'uso dei rifiuti di plastica (dal 1° gennaio 2021); 2) meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera, per prevenire la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio, e tassazione digitale (entro 1° gennaio 2023); 3) proposta riveduta sul sistema per lo scambio di quote di emissioni ETS, con possibile estensione anche ai settori marittimo e dell'aviazione; 4) altre risorse, tra cui una tassa sulle transazioni finanziarie; invece, la Commissione aveva ritenuto ancora valida la sua proposta del maggio 2018 di introdurre, sin da subito, un paniere di nuove risorse proprie (sistema per lo scambio di quote di emissioni, contributo nazionale calcolato in base al peso dei rifiuti non riciclati di imballaggi in plastica e risorsa basata sulla base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società), per poi proporre nuove risorse proprie aggiuntive in una fase successiva del periodo finanziario 2021-2027;

- il calcolo dei rebates per Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Austria e Svezia  a prezzi 2020 e non 2018;

- l'introduzione di una Riserva speciale di adeguamento alla Brexit del valore di 5 miliardi di euro volta a contrastare le conseguenze negative impreviste negli Stati membri e nei settori più colpiti. La Commissione europea è invitata a presentare una proposta entro novembre 2020.

ultimo aggiornamento: 14 luglio 2020
 
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