tema 16 gennaio 2020
Studi Camera - Giustizia Giustizia Prevenzione e contrasto del bullismo

La Commissione Giustizia della Camera ha concluso l'esame di una proposta di legge (A.C. 1524) volta a prevenire e contrastare il bullismo, attraverso misure di natura penale (con la modifica dell'art. 612-bis c.p.), modifiche alle misure coercitive di natura non penale applicabili dal tribunale dei minorenni e misure di valutazione e analisi del fenomeno in ambito scolastico. L'Assemblea ha avviato l'esame del provvedimento il 18 novembre 2019.

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Le tematiche collegate al fenomeno del bullismo sono state oggetto, già nella XVII legislatura di un prolungato dibattito tra Senato e Camera dei deputati, all'esito del quale è stata approvata la legge n. 71 del 2017 che individua strumenti di prevenzione e di contrasto del cyberbullismo, definito come qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d'identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo.

Tale legge ha privilegiato gli interventi di carattere socio-educativo, che coinvolgono le responsabilità dei genitori e, soprattutto, della scuola, rispetto ad interventi di natura penale, incentrandosi, infatti, su azioni a carattere preventivo e favorendo attenzione, tutela ed educazione nei confronti dei minori coinvolti, a prescindere dal fatto che siano le vittime o i responsabili degli illeciti.

La proposta all'esame della Camera, A.C. 1524, pur ponendosi in continuità con la sopra citata legge n. 71 del 2017 – che viene integrata con riferimenti oltre che al cyberbullismo anche al bullismo - e contenendo anch'essa alcune misure di carattere socio-educativo, accosta alle stesse l'impiego di strumenti di repressione penale e una riforma delle misure corecitive di natura non penale applicabili dal tribunale per i minorenni ai minori che tengano condotte irregolari o aggressive.

Più in dettaglio, la proposta si compone di 8 articoli mediante i quali:

  • modifica il codice penale intervenendo sul delitto di atti persecutori, previsto dall'art. 612-bis, per estendere l'ambito oggettivo dell'illecito penale alle condotte di reiterata minaccia e molestia che pongono la vittima in una condizione di emarginazione. Viene inoltre introdotta una nuova aggravante, per fatto commesso da più persone, ed è prevista la confisca obbligatoria degli strumenti informatici eventualmente utilizzati per commettere il reato (art. 1);
  • modifica la contravvenzione prevista in caso di inosservanza dell'obbligo scolastico, portando l'attuale ammenda fino a 30 euro ad una ammenda da 100 a 1.000 euro e prevedendo l'applicazione della norma penale in caso di violazione dell'istruzione obbligatoria, e non più solo elementare (art. 2);
  • modifica la legge n. 71 del 2017, per estenderne il campo d'applicazione anche alla prevenzione e al contrasto del bullismo e per prevedere che il dirigente scolastico, a fronte di episodi di bullismo e cyberbullismo in ambito scolastico, che non costituiscano reato, possa – dopo aver informato i genitori - coinvolgere i servizi sociali e, nei casi più gravi, avvisare le autorità competenti per l'attivazione delle misure rieducative previste dall'art. 25 della legge sui tribunali per i minorenni (art. 3);
  • modifica la legge sull'istituzione e sul funzionamento del tribunale per i minorenni (art. 4), con riguardo alla disciplina delle misure coercitive di intervento non penale nei confronti di minorenni che, oltre a risultare irregolari per condotta o carattere, tengano condotte aggressive, anche di gruppo, nei confronti di persone, animali o cose o lesive della dignità altrui. In questi casi il PM può segnalare la situazione al tribunale per i minorenni che, sentito il minore e i genitori, ed effettuate indagini, può attivare un percorso di mediazione oppure un progetto di intervento educativo con finalità rieducativa e riparativa, sotto la direzione e il controllo dei servizi sociali minorili. A conclusione del progetto, il Tribunale dei minorenni, sulla base della relazione predisposta dai servizi sociali, e sentito il minorenne e i genitori potrà decretare:
    - la conclusione del procedimento;
    - la continuazione del progetto o adozione di un progetto diverso in relazione alle mutate esigenze educative del minore;
    - l'affidamento del minore ai servizi sociali;
    - il collocamento del minore in una comunità, da utilizzare solo come extrema ratio, ovvero quando tutte le altre possibilità appaiano inadeguate.
    La riforma, inoltre, consente l'eventuale prosecuzione delle misure previste dal tribunale per i minorenni, se necessario e con il consenso dell'interessato, anche al raggiungimento della maggiore età (fino a massimo 25 anni).
  • prevede un adeguamento dello statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria, specificando gli impegni da un lato della scuola e dall'altro delle famiglie per la prevenzione dei fenomeni del bullismo e del cyberbullismo, nonché di altre situazioni di disagio (art. 5);
  • demanda al MIUR la predisposizione di strumenti di valutazione e di monitoraggio da mettere a disposizione delle istituzioni scolastiche per determinare l'estensione dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo tra gli studenti, la percezione degli stessi fenomeni da parte dei docenti e dei dirigenti scolastici e, più in generale, la qualità del clima della classe (art. 6). Lo stesso Ministero dovrà inoltre implementare una specifica piattaforma di e-learning destinata ai docenti e finalizzata all'adozione di strategie antibullismo (art. 7);
  • infine (art. 8), prevede l'istituzione - presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per le politiche della famiglia – di un servizio di assistenza alle vittime di bullismo e cyberbullismo, accessibile tramite un numero di telefono pubblico e gratuito, attivo 24 ore su 24, e tramite una applicazione informatica da installare sui cellulari che consenta anche un servizio di messaggistica istantanea, con la finalità di fornire alle vittime – o ai loro congiunti - assistenza psicologica e giuridica e di informare prontamente le autorità di polizia.

ultimo aggiornamento: 12 novembre 2019
 
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