tema 18 aprile 2019
Studi Camera - Difesa Difesa e Sicurezza Attività addestrative svolte nei poligoni militari

Il tema relativo all'utilizzo di poligoni militari per le finalità addestrative della Difesa costituisce da diverse legislature un tema di centrale rilevanza nell'ambito delle diverse questioni oggetto di interesse da parte della  Commissione difesa della Camera.

Su questo tema nel corso degli ultimi anni hanno avuto luogo presso la richiamata sede parlamentare numerose attività conoscitive, di indirizzo e di controllo. Nel corso della XVII legislatura la Commissione difesa della Camera ha, inoltre, esaminato due proposte istitutive di una Commissione monocamerale d'inchiesta la cui istituzione è stata successivamente deliberata dall'Aula della Camera.

Da ultimo, in data 3 aprile 2019  la Commissione Difesa della Camera ha approvato la risoluzione (8-00023) con la quale il Governo ha assunto una serie di impegni in merito alle attività di addestramento nei poligoni della Regione Sardegna e alle relative attività di bonifica.

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La risoluzione n. 8/00023 approvata dalla Commissione difesa della Camera nella seduta del 3 aprile 2019 trae origine dalla risoluzione n.  7-00150 a prima firma dell'onorevole Corda concernente le iniziative da assumere per l'assolvimento degli obblighi derivanti dallo svolgimento di attività addestrative svolte nei poligoni di tiro sardi.

Nella richiamata risoluzione si sottolineava, in particolare, il mancato adempimento di taluni obblighi derivanti dal Protocollo d'intesa stipulato tra la regione Sardegna e il Ministero della difesa il 18 dicembre 2017 e relativo al coordinamento delle attività militari presenti nel territorio della regione. 

Come emerso nel corso dell'esame parlamentare della risoluzione 7-00150  il protocollo stipulato tra la regione Sardegna e il Ministero della difesa il 18 dicembre 2017  è  il frutto del  dialogo iniziato nel 2014  tra la Regione Sardegna e il Ministero della Difesa e finalizzato ad individuare le possibili e necessarie misure di riduzione delle limitazioni derivanti dall'utilizzo del territorio regionale per le finalità addestrative della difesa.

 L'accordo Stato-regione ha previsto, tra i principali obiettivi:

  • l'istituzione di osservatori ambientali indipendenti, afferenti al sistema nazionale per la protezione dell'ambiente (Snpa), situati presso poligoni basi militari e aree addestrative, per monitorare, dal punto di vista ambientale e sanitario, le attività che in essi si svolgono;
  • il controllo dell'impatto ambientale dei poligoni, rispetto ad una presunta aumentata attenzione sulle conseguenze ambientali e sanitarie, accertate dalle analisi svolte in questi anni, che si ripercuotono sulla qualità della vita dei cittadini sardi e sull'ambiente circostante.

Nel corso dell'esame della risoluzione7-00150  il Governo ha fatto presente che la Difesa ha avviato una serie di iniziative per controllare e censire con precisione tutto il materiale utilizzato presso i poligoni e che, da oltre un decennio, il Dicastero ha intrapreso anche un sistematico controllo ambientale delle aree impiegate per attività addestrative, avviando la caratterizzazione dei territori utilizzati, il monitoraggio, la messa in sicurezza e, ove ritenute necessarie, le relative bonifiche. Queste attività vengono svolte in diretto e costante coordinamento con il Ministero dell'ambiente, della tutela del territorio e del mare, la Regione e l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Sardegna (ARPAS), mediante specifiche Conferenze dei Servizi.

Il Governo ha inoltre fatto presente che l'Esercito italiano ha recentemente adottato specifiche procedure relative alla gestione dei rifiuti speciali derivanti dalle esercitazioni a fuoco presso i poligoni di Forza armata (tra cui quelli sardi), per una omogenea tracciabilità dei suddetti materiali.

In relazione poi al tema relativo agli osservatori ambientali il Governo, dopo aver ricordato che la costituzione degli osservatori ambientali di cui all'articolo 241- bis, comma 4-quinquies del decreto legislativo n. 152 del 2006 rientra nelle materie di competenza esclusiva regionale, ha auspicato che detti osservatori, oltre a promuovere un'ampia sinergia tra i soggetti istituzionalmente preposti alla tutela ambientale del territorio, si identifichino quale organi di tipo consultivo per la definizione delle misure tese a garantire la compatibilità delle attività addestrative con gli obiettivi di conservazione floro-faunistica.

Da ultimo, in relazione al tema relativo al diritto alla salute dei militari e dei cittadini residenti in prossimità dei poligoni, il governo ha segnalato che allo stato è previsto un piano di monitoraggio permanente di tutti i poligoni dell'Esercito, i cui esiti saranno inviati ai costituendi osservatori ambientali per la definizione, congiuntamente agli organi territoriali competenti in materia di salute e ambiente, di eventuali misure specifiche atte a preservare la salute degli operatori e della cittadinanza e ridurre gli impatti sul territorio.

A seguito delle proposte di riformulazione avanzate dal Governo, la Commissione difesa  nel corso della seduta del 3 aprile 2019  ha approvato la risoluzione n. 8/00023    con la quale il Governo si è impegnato "ad adottare iniziative affinché gli osservatori ambientali si identifichino quali organi di tipo consultivo per la definizione delle misure tese a garantire la compatibilità delle attività addestrative con gli obiettivi di conservazione floro-faunistica" e di adottare iniziative a "garanzia del tempestivo e sistematico adempimento dell'obbligo di recupero dei residuati del munizionamento impiegato nel corso delle esercitazioni, grazie anche all'impiego di risorse messe a disposizione dalla difesa".

ultimo aggiornamento: 10 aprile 2019

 

Nel corso della XVII legislatura la Commissione difesa ha svolto un'indagine conoscitiva in materia di servitù militari. La finalità dell'indagine conoscitiva è stata quella di effettuare una ricognizione sullo stato attuale delle servitù militari e di definire eventuali correttivi alla disciplina vigente, anche in vista di un possibile riequilibrio dei vincoli sul territorio nazionale, da realizzare individuando anche in ambito europeo possibili soluzioni alle esigenze addestrative delle Forze armate. 

L'indagine si è conclusa il 31 luglio del 2014 con l'approvazione di un documento conclusivo . Sul medesimo tema si ricorda  l'indagine conoscitiva sulle servitù militari, deliberata dalla Commissione Difesa nell'agosto del 2006 e interrotta a causa dell'anticipata conclusione della XV legislatura e il cui obiettivo fu quello di evidenziare il collegamento funzionale tra i servitù militari e i vincoli cui sono assoggettate le aree su cui esse insistono e i relativi effetti socio-economici.

 

Nel corso della XVII legislatura la Commissione difesa della Camera ha, inoltre, esaminato due proposte istitutive d una  Commissioni monocamerali d'inchiesta( cfr. Doc. XXII, n. 9 e n. 39) la cui istituzione è stata successivamente deliberata dall'Aula della Camera.Tra i compiti della Commissione vie era quello di acquisire elementi in merito ai  casi di morte e gravi malattie che hanno colpito il  personale italiano impiegato in missioni militari all'estero, nei poligoni di tiro e nei siti di deposito di munizioni, in relazione all'esposizione a particolari fattori chimici, tossici e radiologici dal possibile effetto patogeno e da somministrazione di vaccini, con particolare attenzione agli effetti dell'utilizzo di proiettili all'uranio impoverito e della dispersione nell'ambiente di nanoparticelle di minerali pesanti prodotte dalle esplosioni di materiale bellico e a eventuali interazioni (deliberazione del 30 giugno 2015 della Camera dei Deputati).

ultimo aggiornamento: 10 aprile 2019
 
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