tema 14 giugno 2018
Studi Camera - Osservatorio legislativo e parlamentare Politiche della legislazione Analisi tecnico normativa, analisi di impatto e verifica della regolamentazione

Con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 169 del 15 settembre 2017 è stato approvato il nuovo regolamento che discilplina l'analisi di impatto della regolamentazione (AIR), la verifica dell'impatto della regolamentazione (VIR) e la consultazione. In attuazione del DPCM la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 16 febbraio 2018 ha stabilito la guida all'analisi e alla verifica dell'impatto della regolamentazione. La relazione sullo stato di applicazione dell'Analisi di impatto della regolamentazione, relativa all'anno 2017, trasmessa alla Camera il 30 maggio 2018 (Doc. LXXXIII n. 1) fornisce dati sull'utilizzo non solo dell'AIR, ma anche della VIR e dell'Analisi tecnico-normativa (ATN).

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Per quel che riguarda l'AIR, il DPCM n. 169 del 2017 prevede nuovi casi di esclusione (art. 6): in particolare l'analisi non dovrà essere predisposta, oltre che, come già previsto, per i disegni di legge costituzionale, per gli atti normativi in materia di sicurezza interna ed esterna dello Stato e per i disegni di legge di ratifica dei trattati internazionali, anche per le norme di attuazione degli statuti delle regioni a statuto speciale, per le leggi di approvazione dei bilanci e dei rendiconti e per i testi unici meramente compilativi.

La nuova disciplina dell'AIR (art. 8) prevede poi una maggiore attenzione all'analisi di tutte le opzioni di intervento praticabili. Per tutte le opzioni di intervento si richiede infatti una comparazione che, ove possibile, quantifichi i principali impatti di natura sociale, economica, ambientale e territoriale.

Viene poi introdotta (art. 10) una specifica disciplina dell'AIR nei decreti-legge, che finora nei fatti venivano esentati dall'analisi in quanto provvedimenti urgenti; tale disciplina è semplificata rispetto a quella generale e prevede un'articolazione in: individuazione dei problemi da affrontare; definizione degli obiettivi; individuazione dei possibili destinatari; quantificazione dei principali impatti.

In materia la direttiva attuativa del Presidente del Consiglio del 16 febbraio 2018 raccomanda in primo luogo attenzione alla corretta individuazione delle motivazioni dell'intervento. queste possono essere individuate, in particolare per i provvedimenti di carattere economico e sociale, solo attraverso un'adeguata consultazione dei soggetti portatori di interesse. Le ragioni per intervenire possono poi essere determinate da "fallimenti del mercato" (che si hanno quando il funzioamento spontaneo del mercato conduce a risultati non ottimali dal punto di vista collettivo), da "fallimenti della regolazione" (effetti negativi, non previsti, prodotti da precedenti interventi di regolazione) o dalla volontà di conseguire obiettivi propri del decisore pubblico. Cruciale è poi l'individuazione di obiettivi chiari sia generali (finalità strategiche comuni a più interventi normativi quali la riduzione dell'inquinamento o l'aumento dell'occupazione) sia specifici (strumentali al raggiungimento di quelli generali: ad esempio aumento del numero di occupati nella fascia di età 15-24 anni), nonché di indicatori definiti per poter successivamente, in sede di attuazione e di valutazione ex post, il grado di raggiungimento degli obiettivi. Gli indicatori devono riferirsi ai risultati attesi (ad esempio, il numero di soeggti beneficiari di un determinato sussidio o il tasso di disoccupazione giovanile nei prossimi tre anni) ed essere effettivamente misurabili tenuto conto delle fonti informative e delle basi di dati già a disposizione o che si prevede di realizzare.

In base alla Relazione del Governo sullo stato di applicazione dell'Analisi di impatto della regolamentazione relativa all'anno 2017 sono state predisposte 113 analisi di impatto della regolamentazione, 70 su decreti legislativi, 5 su decreti-legge, 25 su disegni di legge, 12 a corredo di decreti del Presidente della Repubblica e uno a corredo di un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. Il maggior numero di analisi sono state predisposte dal Ministero della giustizia, dal Ministero dell'economia e dalla Presidenza del Consigilo dei ministri (15 per ciascuna di queste amministrazioni).

 

ultimo aggiornamento: 14 giugno 2018

Con riferimento alla verifica di impatto della regolamentazione (VIR), laddove la disciplina previgente disponeva che questa fosse effettuata solo sui provvedimenti per i quali era stata predisposta l'AIR, il DPCM n. 169 del 2017 ne prevede ora la potenziale estensione anche ad ulteriori atti. Si dispone infatti (art. 12) che ciascuna amministrazione predisponga un piano biennale, sentito il dipartimento per gli affari giuridici e legislativi (DAGL) della Presidenza del Consiglio, degli atti che intende sottoporre a VIR.

Si prevede inoltre una diversa articolazione della VIR. Le fasi previste sono (art. 13): analisi della situazione attuale e dei problemi; ricostruzione della logica dell'intervento; valutazione dell'intervento con riferimento all'efficacia, all'efficienza, alla perdurante utilità della regolazione e alla coerenza dell'insieme delle norme che disciplinano l'area di regolazione in esame.

Al riguardo, la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 16 febbraio 2018 raccomanda alle amministrazioni una costante autovalutazione periodica dell'applicazione dello strumento.

La relazione del Governo sullo stato di attuazione delle analisi di impatto della regolamentazione nel 2017 indica che nel 2017 sono state predisposte 29 verifiche di impatto della regolamentazione (in base ai dati pesenti sul sito della Presidenza del Consiglio dei ministri nel triennio 2013-2015 ne erano state predisposte solo 20). Il maggior numero di verifiche (8) sono state effettuate dal Ministero dell'interno.

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Il DPCM n. 169 del 2017 prevede anche, agli articoli 16 e 17, una disciplina più dettagliata delle consultazioni, disciplina prima affidata al solo comma 5 dell'articolo 6 del DPCM n. 170 del 2008 che prevedeva che l'AIR desse conto delle modalita' e dei risultati delle consultazioni effettuate, oppure descrivesse le ragioni per cui non si era proceduto allo svolgimento di consultazioni con i soggetti e le categorie interessate. Gli articoli 16 e 17 prevedono invece ora un obbligo, salvo casi straordinari di necessità e di urgenza, di consultazione dei destinatari dell'intervento sia ai fini dell'AIR sia ai fini della VIR. La consultazione può essere aperta, cioè rivolta a chiunque abbia interesse a parteciparvi (per via telematica), o ristretta, se rivolta a soggetti predefiniti dall'amministrazione responsabile sulla base degli interessi coinvolti.

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Risulta invece immutata la disciplina dell'analisi tecnico-normativa (ATN) dettata dalla direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 10 settembre 2008.

L'ATN è contenuta in una relazione che accompagna gli schemi di atti normativi adottati dal Governo ed i regolamenti, ministeriali o interministeriali.

L'ATN verifica l'incidenza della normativa proposta sull'ordinamento giuridico vigente, dà conto della sua conformità alla Costituzione, alla disciplina comunitaria e agli obblighi internazionali, nonché dei profili attinenti al rispetto delle competenze delle regioni e delle autonomie locali e ai precedenti interventi di delegificazione. L'analisi è condotta anche alla luce della giurisprudenza rilevante esistente, sia nazionale che comunitaria, e tiene conto di eventuali giudizi pendenti sul medesimo o analogo oggetto nonché dell'eventuale esistenza di procedure d'infrazione da parte della Commissione europea.

La Relazione sullo stato di attuazione dell'analisi di impatto della regolamentazione nel 2017 afferma che nel 2017 sono state predisposte 140 analisi teconico-normative, cui devono essere aggiunte 5 analisi predisposte direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei ministri.La relazione segnala anche l'aumento del numero di ATN predisposte sui decreti-legge a sguito della sollecitazione giunta con la lettera della Presidente della Camera al Ministro per i rapporti con il Parlamento del 20 gennaio 2014. In quell'occasione la Presidente della Camera aveva segnalato l'esigenza manifestata dal Comitato per la legislazione che gli atti normativi di orgine governativa e segnatamente i disegni di legge di conversione di decreti-legge venissero corredati, contestualmente alla presentazione, degli atti propedeutici all'iniziativa legislativa dell'Esecutivo, quali le relazioni sull'analisi dell'impatto della regolamentazione (AIR) e sull'analisi tecnico-normativa (ATN) o che, in subordine, tali atti, venissero comunque apprestati ai fini dell'esame parlamentare. Dopo la lettera, ricorda la relazione, il numero delle ATN su decreti-legge è passato dalle 11 del 2013 alle 19 del 2014, alle 20 del 2015. Nel 2016 il numero è però tornato ad 11 e nel 2017 ad 8.

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Le iniziative nazionali in materia di analisi e impatto della regolamentazione si collegano ad analoghe iniziative dell'Unione europea.

In particolare, da ultimo, l‘accordo interistituzionale "Legiferare meglio" è stato firmato il 13 aprile 2016 dai Presidenti di Parlamento europeo, Consiglio dell'UE e Commissione europea ed è entrato in vigore il giorno stesso.

L'accordo sostituisce il precedente accordo del 2003, che era rimasto in gran parte non attuato.

L'accordo prevede, in particolare:

  • una cooperazione più stretta tra le istituzioni dell'UE nell'ambito della programmazione legislativa;
  • il rafforzamento delle valutazioni d'impatto ex ante delle nuove iniziative e della valutazioni ex post della legislazione esistente;
  • una maggiore trasparenza e consultazione pubblica nell'iter legislativo.

In particolare, la Commissione consulterà sia il Consiglio che il Parlamento europeo prima di adottare il proprio programma di lavoro annuale e terrà conto del loro parere nell'iter per la sua adozione.

Prima di adottare una proposta la Commissione condurrà consultazioni pubbliche, incoraggiando in particolare la partecipazione diretta delle PMI.

Nell'ambito del processo teso al miglioramento della qualità degli atti legislativi dell'UE saranno rafforzate le valutazioni d'impatto delle nuove iniziative, che terranno maggiormente conto delle conseguenze che i nuovi atti legislativi hanno sulla competitività, in particolare per quanto concerne le PMI e del costo della "non Europa" (il costo di non intraprendere alcuna azione a livello europeo).

Per quanto riguarda in particolare i Parlamenti nazionali, l'accordo prevede che i risultati finali delle valutazione di impatto delle iniziative legislative siano messi a disposizione oltre che del Parlamento europeo e del Consiglio dell'UE anche dei Parlamenti nazionali (paragrafo 13) e che Parlamento europeo, Consiglio e Commissione europea convengono che i Parlamenti nazionali debbano poter esercitare pienamente le prerogative attribuite loro dai trattati grazie alle informazioni loro fornite (paragrafo 37).

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