provvedimento 17 novembre 2020
Studi - Affari sociali D.L. 150/2020 - Misure urgenti per il rilancio del servizio sanitario della regione Calabria e per il rinnovo degli organi elettivi delle regioni a statuto ordinario

E' all'esame della XII Commissione Affari sociali della Camera, il D.L. 150/2020 (A.C. 2772 ) recante misure urgenti relative alla gestione del sistema sanitario della Regione Calabria, considerata la perdurante criticità di tale sistema determinata dal mancato raggiungimento dell'equilibrio economico finanziario , nonché disposizioni urgenti per il rinnovo degli organi elettivi delle regioni a statuto ordinario  mediante l'introduzione di una deroga, per l'anno in corso, alla disciplina relativa ai termini entro i quali hanno luogo le consultazioni elettorali per il rinnovo degli organi elettivi delle regioni a statuto ordinario, a motivo della gravità del quadro epidemiologico sul territorio nazionale

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E' all'esame della XII Commissione Affari sociali il D.L. 150/2020 (A.C. 2772) recante "Misure urgenti per il rilancio del servizio sanitario della Regione Calabria e per il rinnovo degli organi elettivi delle regioni a statuto ordinario". Il provvedimento si compone di due Capi e di 10 articoli.

 

Il Capo I (artt. 1-7), interviene a sostegno della gestione del sistema sanitario della Regione Calabria, allo scadere della efficacia delle disposizioni del D.L. n. 35/2019 (convertito dalla legge n. 60/2019), prevista in 18 mesi dalla sua entrata in vigore (3 maggio 2019),  considerata la perdurante criticità di tale sistema determinata dal mancato raggiungimento dell'equilibrio economico finanziario. Esso disciplina i compiti e le funzioni del nuovo Commissario ad acta alla scadenza della nomina del precedente, in relazione all'attuazione del piano di rientro della medesima Regione.

 L'articolo 1 stabilisce le funzioni del Commissario ad acta nominato dal Governo, chiamato ad attuare gli obiettivi previsti nei programmi operativi di prosecuzione del piano di rientro dai disavanzi del Servizio sanitario regionale della Regione Calabria; a svolgere, ove delegato, i compiti di rafforzamento strutturale della rete ospedaliera del Servizio sanitario con l'adozione di specifici piani di riorganizzazione per far fronte all'emergenza COVID-19 e ad assicurare l'attuazione delle misure del decreto in esame di seguito illustrate.

La regione Calabria mette a disposizione del Commissario ad acta il personale, gli uffici e i mezzi necessari all'espletamento dei relativi compiti, con un contingente minimo costituito da 25 unità di personale, appartenente ai ruoli regionali in posizione di distacco obbligatorio o in posizione di comando da enti regionali ed enti del servizio sanitario regionale.

In caso di inadempienza della Regione nel fornire il necessario supporto, il Commissario ad acta, dopo averne dato comunicazione al Consiglio dei ministri, invita la Regione a svolgere i suoi compiti entro il termine massimo previsto in 30 giorni. Se perdura l'inadempienza, è prevista l'attivazione dei poteri sostitutivi dello Stato. Si prevede inoltre che il Commissario ad acta sia affiancato da uno o più sub commissari di qualificata e comprovata professionalità ed esperienza, rispettivamente in materia di gestione sanitaria e in materia amministrativa e venga supportato, per i compiti tecnici ed operativi, dall'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AgeNaS). Allo scopo l'Agenzia può avvalersi di personale comandato nel limite di 12 unità e di contratti di lavoro flessibile nel limite di 25 unità, individuati tramite procedura selettiva, utilizzando l'avanzo di amministrazione dell'Agenzia, come approvato in occasione del rendiconto generale annuale. Per le medesime finalità, è autorizzata la proroga fino al 31 dicembre 2020 dei contratti di lavoro flessibile già stipulati dall'Agenzia in base alle disposizioni primo Decreto Calabria.

L'articolo 2 disciplina le modalità per la nomina dei Commissari straordinari per gli enti del servizio sanitario della Regione Calabria da parte del Commissario ad acta. Si prevede che questi Commissari possano essere scelti anche nell'ambito dell'elenco nazionale dei soggetti idonei alla nomina di direttore generale delle aziende sanitarie locali, delle aziende ospedaliere e degli altri enti del Servizio sanitario nazionale, anche in quiescenza, di comprovata competenza ed esperienza, in particolare in materia di organizzazione sanitaria e di gestione aziendale. I Commissari straordinari, a seguito della loro nomina, possono recedere legittimamente da ogni incarico presso gli enti del servizio sanitario nazionale o altro ente pubblico e hanno diritto all'aspettativa non retribuita, se dipendenti pubblici. Sarà la regione a dover corrispondere al Commissario straordinario il compenso stabilito dalla normativa regionale, basandolo su quello dei direttori generali degli enti del servizio sanitario.

È prevista peraltro la definizione di un compenso aggiuntivo per l'incarico di Commissario straordinario, comunque non superiore a 50.000 euro, mediante decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, adottato di concerto col Ministro della salute entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

Entro 60 giorni dalla loro nomina, i Commissari straordinari sono chiamati ad adottare gli atti aziendali di organizzazione e funzionamento delle strutture operative, successivamente approvati dal Commissario ad acta al fine di garantire il raggiungimento dei LEA. Le norme in esame disciplinano inoltre i casi di mancata adozione degli atti aziendali, le ipotesi di verifica periodica da parte del Commissario ad acta e di sostituzione degli stessi in caso di loro decadenza, oltre che gli obblighi di informazione a carico del Commissario straordinario.

L'articolo 3 reca, con riferimento alla Regione Calabria, disposizioni transitorie in materia di: appalti, servizi e forniture per gli enti del Servizio sanitario regionale; programma operativo per la gestione dell'emergenza da COVID-19; edilizia sanitaria. In particolare, con riferimento alla suddetta Regione: il comma 1 disciplina le procedure per l'affidamento di appalti, lavori e forniture per gli enti del Servizio sanitario; il comma 2 pone un termine per la predisposizione sia del programma operativo per la gestione dell'emergenza da COVID-19 sia del Piano triennale straordinario di edilizia sanitaria e di adeguamento tecnologico della rete di emergenza, della rete ospedaliera e della rete territoriale; il comma 3 disciplina l'attuazione dei progetti di edilizia sanitaria. Le norme in esame si applicano fino all'11 novembre 2022 (ai sensi dell'articolo 7, comma 1, del presente decreto). Si ricorda che le suddette materie (ad esclusione del programma operativo per la gestione dell'emergenza da COVID-19) erano già oggetto - per la medesima Regione - della disciplina transitoria di cui all'articolo 6 del decreto-legge n. 35 del 2019, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 60 del 2019, e successive modificazioni. Quest'ultima disciplina ha trovato applicazione fino al 3 novembre 2020 (articolo 15, comma 1, D.L. n. 35/2019).

L'articolo 4 concerne l'eventuale scioglimento di singoli enti o aziende del Servizio sanitario della Regione Calabria, ai sensi degli articoli 143, 144, 145 e 146 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali (Tuel), di cui al D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, e reca norme di coordinamento tra i suddetti articoli e le disposizioni di articoli precedenti del decreto in esame. Le norme di cui all'articolo 4, ai sensi del successivo articolo 7, comma 1, si applicano fino all'11 novembre 2020. Si ricorda che una disciplina transitoria in materia era posta, per la medesima Regione Calabria, dall'articolo 10 del decreto-legge n. 35 del 2019, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 60 del 2019; tale normativa transitoria ha trovato applicazione fino al 3 novembre 2020 (in base all'articolo 15, comma 1, del citato decreto-legge n. 35). Le fattispecie di scioglimento di cui ai suddetti articoli del testo unico sono costituite dai casi in cui emergano concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti, diretti o indiretti, con la criminalità organizzata, "di tipo mafioso o similare", degli amministratori, ovvero su forme di condizionamento degli stessi, tali da determinare un'alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi e da compromettere il buon andamento o l'imparzialità delle amministrazioni, nonché il regolare funzionamento dei servizi ad esse affidati, ovvero che risultino tali da arrecare grave e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica. Contestualmente al decreto di scioglimento viene nominata una Commissione straordinaria per la gestione dell'ente o azienda, la quale esercita le attribuzioni conferite con il decreto stesso. La Commissione è composta da tre membri, scelti tra funzionari dello Stato, in servizio o in quiescenza, e tra magistrati (della giurisdizione ordinaria o amministrativa) in quiescenza.

L'articolo 5 prevede che il Commissario ad acta per il Servizio sanitario della Regione Calabria, nominato ai sensi del precedente articolo 1, possa avvalersi, nell'esercizio delle proprie funzioni, del Corpo della Guardia di finanza, al fine di porre in essere attività tese al contrasto delle violazioni in danno degli interessi economici e finanziari connessi all'attuazione del piano di rientro dai disavanzi del Servizio sanitario regionale e del programma operativo per la gestione dell'emergenza da COVID-19, di cui all'articolo 18 del decreto-legge n. 18 del 2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 27 del 2020. Ai fini in oggetto, il Corpo della Guardia di finanza opera nell'ambito delle proprie competenze istituzionali, esercitando i poteri di cui al decreto legislativo n. 68 del 2001.

Le norme di cui al presente articolo 5, ai sensi del successivo articolo 7, comma 1, si applicano fino all'11 novembre 2020. Si ricorda che una disciplina transitoria in materia era posta, per la medesima Regione Calabria, dall'articolo 9 del decreto-legge n. 35 del 2019, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 60 del 2019; tale normativa transitoria ha trovato applicazione fino al 3 novembre 2020 (in base all'articolo 15, comma 1, del citato decreto-legge n. 35) .

L'articolo 6, al fine di supportare gli interventi di potenziamento del servizio sanitario della regione Calabria, dispone l'accantonamento, per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023, di 60 milioni di euro, con copertura da stabilire con Accordo con il Ministero della salute, a valere sulle risorse del Fondo sanitario nazionale. È prevista l'ulteriore spesa di 15 milioni di euro per la sottoscrizione dell'Accordo di programma finalizzato a garantire la disponibilità di dati economici, gestionali e produttivi delle strutture sanitarie operanti a livello locale, a valere su quota-parte delle risorse destinate all'edilizia sanitaria.

L'articolo 7 stabilisce come termine per l'applicabilità delle disposizioni di cui al presente Capo un periodo di 24 mesi dalla data di entrata in vigore del decreto-legge in esame (11 novembre 2020).

Prescrive l'invio con periodicità semestrale al Ministro della salute e al Ministro dell'economia e delle finanze, di una relazione sullo stato di attuazione delle misure di cui al Capo in esame, da parte del Commissario ad acta. Prevede che il Consiglio dei ministri possa aggiornare il mandato commissariale anche in relazione ai compiti affidati al Commissario ad acta nominato. Dispone la decadenza di tutti i direttori generali degli enti del servizio sanitario della Regione Calabria, nonché di ogni ulteriore organo ordinario o straordinario, comunque denominato, se eventualmente nominati dalla medesima Regione successivamente al 3 novembre 2020, mentre, fino alla nuova nomina dei Commissari straordinari, sono fatti salvi i poteri esercitati dai Commissari straordinari già nominati e quelli dei direttori generali confermati dal Commissario ad acta, rimasti in carica alla data del 3 novembre 2020.

 

Il Capo II (artt. 8-10) detta disposizioni urgenti per il rinnovo degli organi elettivi delle regioni a statuto ordinario.

L'articolo 8 introduce una deroga, per l'anno in corso, alla disciplina relativa ai termini entro i quali hanno luogo le consultazioni elettorali per il rinnovo degli organi elettivi delle regioni a statuto ordinario, a motivo della gravità del quadro epidemiologico sul territorio nazionale. Viene disposto che, per il 2020, le elezioni degli organi elettivi delle regioni a statuto ordinario si svolgano non prima di novanta giorni e non oltre i centocinquanta giorni successivi, o nella domenica compresa nei sei giorni ulteriori, alle circostanze che rendono necessario il rinnovo. La disciplina si applica con riguardo sia agli organi già scaduti, sia a quelli per i quali si verifichino le condizioni per il rinnovo entro il 31 dicembre 2020. Vengono poi prorogati i poteri del Consiglio e della Giunta in carica, che potranno continuare ad essere esercitati fino alla data dell'insediamento dei nuovi organi elettivi secondo le specifiche disposizioni dei rispettivi Statuti, nel rispetto delle prerogative regionali. Gli organi scaduti sono tenuti a in ogni caso a garantire ogni utile iniziativa, anche legislativa, necessaria a far fronte a tutte le esigenze connesse all'emergenza sanitaria

L'articolo 9 reca la clausola di invarianza finanziaria per le disposizioni contenute nell'articolo 8.

L'articolo 10 dispone sull'entrata in vigore del decreto legge il giorno successivo a quello della sua pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

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ultimo aggiornamento: 17 novembre 2020
 
temi di Welfare
 
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