provvedimento 11 novembre 2019
Studi Camera - Cultura Istruzione Il D.L. 126/2019: scuola, università, ricerca

Il D.L. 29 ottobre 2019, n. 126, adottato dal Consiglio dei Ministri il 10 ottobre 2019 e pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 30 ottobre 2019, dà seguito, con alcune sue disposizioni, ad una intesa su questioni relative alla scuola raggiunta dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca con le organizzazioni sindacali il 1° ottobre scorso. Contiene, inoltre, disposizioni relative alle università e alle istituzioni AFAM, nonché agli enti pubblici di ricerca.

La VII e la XI Commissione ne hanno avviato l'esame il 6 novembre 2019.

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Disposizioni in materia scolastica

 

1) Reclutamento e abilitazione del personale docente nella scuola secondaria

 

L'art. 1, co. da 1 a 16 e 19, prevede l'indizione, entro il 2019, contestualmente al concorso ordinario, di una procedura straordinaria finalizzata, innanzitutto, all'immissione in ruolo di docenti nella scuola secondaria di primo e di secondo grado. Essa è destinata a soggetti che abbiano svolto almeno 3 anni di servizio nella scuola statale, di cui almeno uno nella specifica classe di concorso o nella tipologia di posto per la quale si concorre.

La medesima procedura è finalizzata, altresì, a consentire ai medesimi soggetti, nonché ai soggetti che abbiano maturato il requisito di servizio nelle scuole paritarie, al ricorrere delle condizioni indicate, il conseguimento dell'abilitazione all'insegnamento nei medesimi ordini e gradi di scuola.

La procedura straordinaria deve essere bandita per complessivi 24.000 posti, solo per le regioni, le classi di concorso e le tipologie di posto per le quali si prevede che, negli a.s. dal 2020/2021 al 2022/2023, vi saranno posti vacanti e disponibili. Ove occorra, tuttavia, le immissioni in ruolo dei vincitori possono essere disposte anche dopo.

Ai vincitori della procedura straordinaria è destinata, in ogni regione e per ogni classe di concorso e tipologia di posto, la quota parte delle assunzioni destinata alle graduatorie ad esaurimento, non coperta con le stesse, che residua dopo le immissioni in ruolo destinate alle graduatorie dei concorsi ordinario del 2016 e straordinario del 2018, nonché, per l'a.s. 2020/2021, dopo le immissioni in ruolo derivanti dalla possibilità di optare per un'altra regione disciplinata dal co. 17. In ogni caso, i posti annualmente destinati ai vincitori del concorso straordinario non possono superare quelli destinati, per ogni regione, classe di concorso e tipologia di posto, alle graduatorie dei concorsi ordinari.

Ciascun soggetto può partecipare alla procedura in un'unica regione per il sostegno, oppure, in alternativa, per una sola classe di concorso. Si può partecipare contestualmente alla procedura straordinaria e al concorso ordinario, anche per la medesima classe di concorso e tipologia di posto.

La procedura prevede: lo svolgimento di una prova scritta informatizzata, composta da quesiti a risposta multipla, destinata ai soggetti che abbiano maturato l'esperienza nella scuola statale e di una analoga, ma distinta, prova scritta, destinata ai soggetti che abbiano maturato l'esperienza nella scuola paritaria, che si intendono superate con un punteggio minimo di 7/10; la formazione (in ogni regione, per ciascuna classe di concorso e per il sostegno) di una graduatoria dei vincitori, risultante dal punteggio conseguito nella prova scritta e da quello attribuito alla valutazione dei titoli; la compilazione di un elenco dei soggetti che, pur conseguendo il punteggio minimo, non rientrano nella graduatoria dei vincitori; l'immissione in ruolo dei vincitori, nel limite dei posti annualmente autorizzati e, conseguentemente, l'ammissione al percorso annuale di formazione iniziale e prova, durante il quale è prevista l'acquisizione, con oneri a carico dello Stato, dei 24 CFU/CFA richiesti dalla normativa vigente, qualora gli immessi in ruolo non ne siano già in possesso; una prova orale – ad integrazione del periodo di formazione iniziale e prova – che si intende superata con un punteggio minimo di 7/10, fermo restando che il periodo di formazione iniziale e prova si conclude con una valutazione finale; l'abilitazione dei vincitori all'esercizio della professione docente, per la relativa classe di concorso, all'atto della conferma in ruolo.

I vincitori possono conseguire l'abilitazione anche acquisendo i 24 CFU/CFA con oneri a proprio carico e superando la medesima prova orale prevista all'esito del periodo di formazione iniziale e prova.

I candidati confermati in ruolo devono rimanere presso l'istituzione scolastica ove hanno svolto il periodo di prova per almeno altri quattro anni e sono cancellati da ogni altra graduatoria nella quale siano iscritti.

La disciplina applicativa deve essere definita con un regolamento del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca.

 

I soggetti che, pur conseguendo il punteggio minimo di 7/10 nella prova scritta non rientrano nella graduatoria dei 24.000 vincitori, nonché i soggetti che hanno maturato l'esperienza di almeno 3 anni di servizio nella scuola paritaria possono conseguire l'abilitazione, a condizione che: abbiano in essere un contratto di docenza a tempo determinato presso una istituzione scolastica o educativa del sistema nazionale di istruzione; conseguano, ove non ne siano già in possesso, i 24 CFU/CFA; superino una prova orale di abilitazione. La disciplina applicativa è definita con il regolamento di cui sopra.

Il conseguimento dell'abilitazione non dà diritto ad essere assunti alle dipendenze dello Stato.

 

Al contempo, si sopprimono le disposizioni transitorie che prevedevano la possibilità per i soggetti in possesso di tre annualità di servizio presso le istituzioni del sistema educativo di istruzione e formazione, anche se privi di abilitazione e dei 24 CFU/CFA, di partecipare ai concorsi ordinari con una riserva di posti a loro destinata.

 

2) Utilizzo di graduatorie concorsuali

 

L'art. 1, co. 17, prevede che, nell'a.s. 2020/2021, per la copertura, in ciascuna regione, dei posti vacanti e disponibili che non possano essere coperti con il ricorso alle graduatorie regionali dei concorsi del 2016 e del 2018, si può procedere mediante scorrimento delle graduatorie di altre regioni, su domanda degli interessati. La disciplina applicativa è demandata ad un decreto del MIUR, sentita la Conferenza Stato-regioni.

A sua volta, il co. 18 prevede che le graduatorie del concorso del 2016 sono valide per un ulteriore anno, per complessivi, dunque, 5 anni.

 

3) Reclutamento di dirigenti scolastici

 

L'art. 2, co. 1 e 2, modifica la procedura per il reclutamento di dirigenti scolastici, in particolare sostituendo il corso-concorso selettivo di formazione con un concorso selettivo per titoli ed esami, le cui prove scritte e orale sono superate con il punteggio, in ciascuna, di almeno 7/10. Si prevedono, poi, moduli formativi nei due anni successivi alla conferma in ruolo.

 

4) Reclutamento di dirigenti tecnici per le funzioni ispettive

 

L'art. 2, co. 3 e 4, autorizza il MIUR a bandire un concorso per l'assunzione, a decorrere da gennaio 2021, di 59 dirigenti tecnici e, nelle more, autorizza la spesa necessaria per consentire l'attribuzione fino al 2020 di altrettanti incarichi temporanei per le funzioni ispettive.

 

5) Stabilizzazione del personale impegnato nei servizi di pulizia e di mantenimento del decoro nelle scuole

 

L'art. 2, co. 5, modifica la disciplina relativa alla stabilizzazione nel profilo di collaboratore scolastico del personale delle imprese di pulizia assunto a tempo indeterminato e impegnato nell'erogazione dei medesimi servizi per almeno 10 anni, anche non continuativi, purché inclusivi del 2018 e del 2019, sostituendo alla procedura selettiva per titoli e colloquio una procedura selettiva per soli titoli e stabilendo che la stessa è per 11.263 posti. Inoltre, prevede alcune ipotesi nelle quali non si può partecipare alla procedura.

 

6) Progressione all'area di Direttore dei servizi generali e amministrativi

 

L'art. 2, co. 6, disciplina una procedura selettiva riservata per la progressione all'area di Direttore dei servizi generali e amministrativi (DSGA) degli assistenti amministrativi di ruolo che abbiano svolto a tempo pieno le funzioni di DSGA per almeno 3 a.s. interi, a decorrere dall'a.s. 2011/2012. Le graduatorie della procedura selettiva riservata sono utilizzate in subordine a quelle del concorso in corso di svolgimento.

 

7) Esclusione della verifica biometrica per il personale scolastico

 

L'art. 3, co. 1, esclude anche i dirigenti scolastici e il personale ATA dal sistema di verifica biometrica dell'identità e di videosorveglianza degli accessi ai fini della verifica dell'osservanza dell'orario di lavoro. I docenti e il personale educativo erano già esclusi.

 

8) Servizi di trasporto scolastico

 

L'art. 3, co. 2, prevede che la quota di partecipazione diretta dovuta dalle famiglie per l'accesso ai servizi di trasporto degli alunni può essere, in ragione delle condizioni delle famiglie e sulla base di delibera motivata, inferiore ai costi sostenuti dall'ente locale o anche nulla, purché sia rispettato l'equilibrio di bilancio.

 

9) Insegnamento dell'educazione civica

 

L'art. 7 dispone che l'introduzione dell'insegnamento dell'educazione civica (a decorrere dall'a.s. 2020/2021) non determina un incremento della dotazione organica complessiva, né un incremento dell'organico di fatto oltre i limiti già previsti.

 

10) Valorizzazione del merito dei docenti

 

L'art. 8, co. 5, prevede che il bonus per la valorizzazione del merito, inizialmente destinato solo ai docenti di ruolo, è destinato anche ai docenti con contratto a tempo determinato fino al termine delle attività didattiche (30 giugno) o fino al termine dell'anno scolastico (30 settembre).

 

11) Incremento e riduzione di risorse

 

L'art. 8, co. 1 e 2, prevede, per il 2019, incrementi del Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche e del Fondo La Buona Scuola. Al contempo, l'art. 9 riduce le risorse di entrambi i Fondi, rispettivamente per il 2020, 2021 e 2022, e per il 2019, a copertura degli oneri recati da altre disposizioni del decreto-legge.

 

Disposizioni in materia di università e AFAM

 

1)     Esclusione dal ricorso al MEPA

 

L'art. 4 esclude le università statali, nonché le istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) dall'obbligo di ricorrere al mercato elettronico della pubblica amministrazione (MEPA), per l'acquisto di beni e servizi funzionalmente destinati all'attività di ricerca.

 

2)     Abilitazione scientifica nazionale e chiamate nelle università

 

L'art. 5 aumenta da 6 a 9 anni la durata dell'abilitazione scientifica nazionale, anche con riferimento alle ASN già conseguite.

Inoltre, proroga al 31 dicembre 2021 il termine entro cui le università possono chiamare nel ruolo di professore di I e II fascia, previa valutazione, rispettivamente, professori di II fascia e ricercatori a tempo indeterminato in servizio nell'università medesima, che abbiano conseguito l'ASN.

Infine, proroga al 2022 il termine a decorrere dal quale l'università può utilizzare le risorse corrispondenti fino alla metà dei posti disponibili di professore di ruolo per le chiamate come professori di II fascia di ricercatori a tempo determinato di "tipo b", che abbiano conseguito l'ASN.

 

Disposizioni riguardanti gli enti pubblici di ricerca

 

L'art. 6 prevede che, nei processi per la stabilizzazione dei precari negli enti pubblici di ricerca, il requisito relativo al reclutamento a tempo determinato con procedure concorsuali è soddisfatto anche dall'essere presente come idoneo, per lo stesso profilo professionale, in graduatorie vigenti alla data del 22 giugno 2017. Nel caso di assunzione a tempo determinato con procedure non concorsuali, si provvede con espletamento di prove selettive. Prevede, inoltre, che, ai fini del requisito di almeno 3 anni di servizio negli ultimi 8, si considerano anche quelli relativi alle collaborazioni coordinate e continuative e agli assegni di ricerca.

 

Approfondisci leggendo il dossier.

ultimo aggiornamento: 11 novembre 2019
 
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