provvedimento 27 marzo 2020
Studi Camera - Giustizia Giustizia Gli interventi sulla giustizia del decreto-legge Cura Italia

Il Governo ha emanato il decreto-legge n. 18 del 2020 che, nel dettare misure di sostegno economico per le famiglie, i lavoratori e le imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19, interviene anche per contenere gli effetti che l'emergenza produce sul sistema giudiziario italiano. Da questo specifico punto di vista, il decreto-legge fa seguito ad altri due decreti-legge:

  • il decreto-legge n. 9 del 2020, relativo in particolare agli uffici giudiziari dei circondari dei Tribunali di Lodi e Rovigo, tuttora in vigore, in attesa di conversione (A.S. 1746);
  • il decreto-legge n. 11 del 2020 che detta disposizioni relative a tutti gli uffici giudiziari, e che viene abrogato espressamente dal decreto-legge n. 18

Il disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 18 del 2020 è in corso di esame al Senato (A.S. 1766).

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Le misure urgenti per contenere gli effetti negativi derivanti dall'emergenza epidemiologica sullo svolgimento delle attività giudiziarie civili e penali sono dettate dall'articolo 83 del decreto-legge n. 18 del 2020 che dispone, dal 9 marzo al 15 aprile 2020:

  • il rinvio d'ufficio di tutte le udienze dei procedimenti civili e penali pendenti presso tutti gli uffici giudiziari, con alcune eccezioni;
  • la sospensione dei termini per il compimento di qualsiasi atto dei procedimenti civili e penali, con le medesime eccezioni. Nei procedimenti penali, alla sospensione dei termini corrisponde la sospensione del termine di prescrizione del reato e dei termini di durata massima della custodia cautelare e delle misure coercitive in genere;
  • la sospensione dei termini per la notifica del ricorso in primo grado innanzi alle Commissioni tributarie e del termine di 90 giorni dalla notifica, entro il quale deve essere conclusa la procedura di mediazione;
  • la sospensione dei termini per lo svolgimento delle attività di mediazione e di negoziazione assistita, nonché di ogni procedimento di risoluzione stragiudiziale delle controversie quando tali procedimenti siano stati promossi entro il 9 marzo e l'esperimento del tentativo di mediazione costituisca condizione di procedibilità della domanda.

Quanto alle eccezioni, la disposizione individua una serie di udienze che non possono essere rinviate - e quindi di termini che non possono essere sospesi - con riferimento sia alle controversie civili (ad esempio, alcune cause relative ai minori, alla tutela di diritti fondamentali della persona, alla protezione contro gli abusi familiari) che ai procedimenti penali (si pensi ai procedimenti di convalida dell'arresto o del fermo o a quelli nei quali siano in scadenza i termini di custodia cautelare). In particolare, quanto alle udienze penali, sono individuate una serie di ipotesi nelle quali si procede a rinvio a meno che l'imputato, il detenuto o i loro difensori chiedano espressamente di svolgere l'udienza (ciò vale ad esempio per i procedimenti a carico di detenuti). 

Il decreto-legge demanda poi ai capi degli uffici giudiziari l'adozione di misure organizzative volte a consentire la trattazione degli affari giudiziari nel rispetto delle indicazioni igienico-sanitarie dettate per prevenire la diffusione del virus COVID-19, al fine di evitare assembramenti all'interno degli uffici giudiziari e contatti ravvicinati tra le persone. Tali misure organizzative dovranno essere introdotte e rispettate dal 16 aprile 2020 - giorno a partire dal quale cessano le disposizioni sul rinvio delle udienze e la sospensione dei termini - fino al 30 giugno 2020. In particolare, negli uffici giudiziari sarà possibile:

  • limitare l'accesso del pubblico e l'orario di apertura al pubblico, eventualmente prevedendo una previa prenotazione per scaglionare gli ingressi;
  • celebrare le udienze a porte chiuse;
  • svolgere udienze civili mediante collegamenti da remoto;
  • rinviare ulteriormente le udienze civili e penali a data successiva al 30 giugno 2020, nel rispetto delle esclusioni già attualmente previste.

 

Specifiche disposizioni sono inoltre dettate per potenziare l'impiego, anche in deroga a quanto fin qui previsto dalla legislazione, delle videoconferenze e del processo telematico nei procedimenti penali.

Laddove compatibili, le misure dettate per la giustizia civile e penale sono destinate a trovare applicazione anche nei procedimenti relativi alle commissioni tributarie e alla magistratura militare.

Infine, l'articolo 119 del decreto-legge n. 18 del 2020 autorizza la concessione di un contributo economico mensile, di valore pari a 600 euro, per un massimo di 3 mesi, a favore dei magistrati onorari, a fronte della sospensione delle udienze, dei termini e delle attività processuali disposta ai sensi dell'articolo 83.

ultimo aggiornamento: 23 marzo 2020

Al pari del precedente decreto-legge n. 11 del 2020, anche il n. 18 del 2020 detta specifiche misure per contenere gli effetti dell'emergenza epidemiologica sulla giustizia amministrativa e sulla giustizia contabile.

In particolare, per quanto riguarda il processo amministrativo, l'articolo 84 del decreto-legge n. 18 del 2020 nell'abrogare l'intervento precedente prevede:

  • la sospensione di tutti i termini dall'8 marzo al 15 aprile 2020. Le udienze pubbliche e camerali dei procedimenti pendenti presso gli uffici della giustizia amministrativa, fissate in tale periodo temporale, sono quindi rinviate d'ufficio a data successiva. I procedimenti cautelari, se promossi o pendenti nel medesimo lasso temporale, sono decisi con decreto monocratico dal presidente o dal magistrato da lui delegato, fermo restando che la trattazione della domanda cautelare da parte del collegio deve essere fissata in data immediatamente successiva al 15 aprile 2020;
  • che tutte le controversie fissate nel periodo di tempo compreso tra il 6 aprile e il 15 aprile 2020 per la trattazione, sia in udienza pubblica che in udienza camerale, passino in decisione sulla base degli atti a condizione che ne facciano congiunta richiesta tutte le parti costituite;
  • che tutte le controversie fissate per la trattazione, sia in udienza camerale sia in udienza pubblica, fino al 30 giugno 2020, passano in decisione, senza discussione orale, sulla base degli atti depositati. Le parti possono presentare brevi note sino a due giorni liberi prima della data fissata per la trattazione. Il giudice amministrativo, su istanza proposta entro lo stesso termine dalla parte che non si sia avvalsa della facoltà di presentare le note, dispone la rimessione in termini in relazione a quelli che non sia stato possibile osservare e adotta ogni conseguente provvedimento per l'ulteriore e più sollecito svolgimento del processo.

Inoltre, al fine di contrastare l'emergenza epidemiologica da COVID-19, i responsabili degli uffici giudiziari amministrativi potranno adottare misure organizzative, anche incidenti sulla trattazione degli affari giudiziari e consultivi, necessarie a consentire il rispetto delle indicazioni igienico-sanitarie fornite dal Ministero della salute, al fine di evitare assembramenti all'interno degli uffici giudiziari e contatti ravvicinati tra le persone. Tali misure, analogamente a quanto previsto per la giustizia ordinaria, possono comprendere:

  • la limitazione dell'accesso agli uffici giudiziari ai soli soggetti che debbono svolgervi attività urgenti;
  • la limitazione dell'orario di apertura al pubblico degli uffici o in ultima istanza e solo per i servizi che non erogano servizi urgenti, la sospensione dell'attività di apertura al pubblico;
  • la predisposizione di servizi di prenotazione per l'accesso ai servizi, anche per via telefonica o telematica, assicurando che l'accesso degli utenti sia scaglionato per orari fissi e siano evitate forme di assembramento;
  • l'adozione di direttive vincolanti per la fissazione e la trattazione delle udienze, coerenti con le eventuali disposizioni dettate dal presidente del Consiglio di Stato;
  • il rinvio delle udienze a data successiva al 30 giugno 2020, assicurando in ogni caso la trattazione con priorità, anche mediante una ricalendarizzazione delle udienze, fatta eccezione per le udienze e camere di consiglio cautelari, elettorali, e per le cause rispetto alle quali la ritardata trattazione potrebbe produrre grave pregiudizio alle parti. In questo caso la dichiarazione di urgenza deve essere fatta dai presidenti con decreto non impugnabile.

Il decreto-legge interviene anche sulla disciplina relativa al processo amministrativo telematico, estendendone l'applicazione.

Disposizioni analoghe a quelle previste per la giustizia civile, penale e amministrativa, sono dettate dall'articolo 85 del decreto-legge n. 18 del 2020 in materia di giustizia contabile e, più in generale, di funzioni svolte dalla Corte dei Conti.

In particolare, per quanto riguarda il controllo preventivo di legittimità degli atti dell'esecutivo, non si applica la sospensione dei termini, potendo i magistrati riunirsi tempestivamente anche in via telematica e con riguardo alle controversie pensionistiche fissate per la trattazione innanzi al giudice contabile in sede monocratica, sia in udienza camerale sia in udienza pubblica, è previsto che esse passano in decisione senza discussione orale, sulla base degli atti depositati. 

L'articolo 85 prevede, poi, che dall' 8 marzo al 30 giugno 2020 i vertici degli uffici territoriali e centrali possano adottare misure organizzative analoghe aquelle applicate nella giurisdizione ordinaria al fine di evitare assembramenti all'interno degli uffici e contatti ravvicinati tra persone.

ultimo aggiornamento: 23 marzo 2020

Con l'emanazione del precedente decreto-legge n. 11 del 2020, il Governo aveva disposto che, sino al 22 marzo 2020, negli istituti penitenziari e negli istituti penali per minorenni i colloqui dei detenuti, internati e imputati con i congiunti o con altre persone fossero svolti a distanza, ove possibile, mediante apparecchiature e collegamenti di cui dispone l'amministrazione penitenziaria e minorile, o mediante corrispondenza telefonica. Lo stesso provvedimento d'urgenza consente al magistrato di sorveglianza - tenuto conto delle evidenze rappresentate dall'autorità sanitaria - di sospendere, tra l'8 marzo e il 31 maggio 2020, la concessione dei permessi premio e del regime di semilibertà.

Questa disciplina - che, come è noto, ha scatenato violente proteste negli istituti penitenziari - è stata confermata dall'articolo 83 del decreto-legge n. 18 del 2020 che l'ha però accompagnata con ulteriori misure.

In primo luogo, per quanto riguarda le strutture penitenziarie, l'articolo 86 del decreto-legge n. 18 del 2020 autorizza la spesa 20 milioni di euro nell'anno 2020, per il ripristino della funzionalità degli istituti penitenziari danneggiati a causa delle suddette proteste dei detenuti autorizzando, per la realizzazione dei relativi interventi, l'esecuzione dei lavori con le procedure in caso di somma urgenza.

La Relazione tecnica, allegata al disegno di conversione del decreto-legge fornisce un elenco, non esaustivo, dei danni di natura edilizia e di impiantistici:
  • nelle Case Circondariali di Pavia, Milano S. Vittore, Cremona e Casa di Reclusione di Milano Opera, ricadenti nel circondario di competenza del PRAP della Lombardia, per un ammontare complessivo stimato in euro 5.500.000;
  • nelle Case Circondariali di Modena e di Bologna, per un ammontare stimato in euro 3.500.000 nonché danni minori nelle Case Circondariali di Reggio Emilia e di Ferrara, per un importo stimato in euro 650.000, ricadenti nel circondario di competenza del PRAP dell'Emilia Romagna e delle Marche;
  • nelle Case Circondariali di Rieti, Frosinone e Velletri, nonché nelle Case Circondariali di Roma Regina Coeli, Roma-Rebibbia e Isernia, ricadenti nel circondario del PRAP del Lazio-Abruzzo-Molise, per un ammontare stimato in euro 3.800.000;
  • nelle Casa Circondariali di Siracusa e di Trapani, nonché danni minori nella Casa Circondariale di Palermo-Pagliarelli, ricadenti nel circondario del PRAP della Sicilia, per un ammontare complessivo stimato in euro 2.150.000;
  • presso la Casa Circondariale di Napoli Poggioreale e Salerno e danni limitati nelle Case Circondariali di Carinola e Santa M. Capua Vetere, ricadenti nel circondario del PRAP della Campania, per un ammontare complessivo stimato in euro 2.300.000;
  • nelle Case Circondariali di Bari, Foggia, Matera, Trani, Taranto e Melfi, ricadenti nel circondario del PRAP della Puglia, per un ammontare complessivo stimato in euro 650.000;
  • presso la Casa Circondariale di Alessandria, del circondario del PRAP del Piemonte-Valle d'Aosta e Liguria, per un importo stimato in euro 500.000;
  • presso le Case Circondariali di Prato e Pisa, ricadenti nel circondario del PRAP della Toscana e Umbria, per un importo complessivo stimato in euro 300.000;
  • presso la Casa di Reclusione di Padova, ricadente nel circondario del PRAP del Triveneto, per un importo stimato in euro 150.000.

Tali risorse potranno inoltre essere destinate anche all'attuazione delle specifiche misure di prevenzione, relative tra l'altro agli ingressi negli istituti penitenziari e alle modalità di svolgimento dei colloqui, previste dal DPCM 8 marzo 2020 (che prevede che i casi sintomatici dei nuovi ingressi in carcere siano posti in condizione di isolamento dagli altri detenuti, raccomandando di valutare la possibilità di misure alternative di detenzione domiciliare; che i colloqui visivi si svolgono in modalità telefonica o video, anche in deroga alla durata attualmente prevista dalle disposizioni vigenti; che in casi eccezionali può essere autorizzato il colloquio personale, a condizione che si garantisca in modo assoluto una distanza pari a due metri).

Inoltre, l'articolo 74 del decreto-legge n. 18 del 2020 interviene in ambito carcerario autorizzando la spesa complessiva di 6,2 milioni di euro per l'anno 2020 da destinare:

  • per 3,4 milioni di euro, al pagamento, anche in deroga ai limiti vigenti, delle prestazioni di lavoro straordinario del personale del Corpo di polizia penitenziaria, dei dirigenti della carriera dirigenziale penitenziaria nonché dei direttori degli istituti penali per minorenni;
  • per 1,6 milioni agli altri oneri connessi all'impiego temporaneo fuori sede del personale necessario;
  • per 1,2 milioni alle spese di sanificazione e disinfezione degli ambienti.

Per quanto riguarda, invece, la popolazione detenuta, l'articolo 123 del decreto-legge n. 18 del 2020 estende, fino al 30 giugno 2020, la disciplina già prevista a regime dalla legge n. 199 del 2010 in base alla quale la pena detentiva non superiore a 18 mesi, anche se parte residua di maggior pena, può essere eseguita presso il domicilio. Il decreto-legge, in particolare, estende provvisoriamente il campo d'applicazione della misura, riduce gli adempimenti burocratici per velocizzarne l'applicazione e aggiunge modalità di controllo a distanza (i cosiddetti braccialetti elettronici).

L'accesso alla misura disciplinato in deroga a quanto previsto dalla legge del 2020 resta comunque escluso per:

  • i condannati per taluno dei delitti (ostativi) indicati dall'articolo 4-bis della legge n. 354 del 1975, dagli articoli 572 (Maltrattamenti contro familiari o conviventi) e 612-bis (Atti persecutori) del codice penale;
  • i delinquenti abituali, professionali o per tendenza;
  • i detenuti che sono sottoposti al regime di sorveglianza particolare;
  • detenuti che nell'ultimo anno siano stati soggetti a specifiche infrazioni disciplinari;
  • detenuti nei cui confronti sia redatto rapporto disciplinare, in quanto coinvolti nei disordini e nelle sommosse scoppiate dal 7 marzo 2020;
  • detenuti privi di un domicilio effettivo e idoneo anche in funzione delle esigenze di tutela delle persone offese dal reato.

 

Il provvedimento d'urgenza interviene anche sulle licenze già concesse ai detenuti in semilibertà consentendone l'estensione temporale, fino al 30 giugno 2020, anche in deroga al limite ordinario dei 45 giorni complessivi annui, e quindi prescindendo dai giorni di licenza già goduti (articolo 124 del decreto-legge n. 18 del 2020). Secondo quanto riportato dalla relazione illustrativa al disegno di legge di conversione, la norma in esame sarebbe volta ad ottenere un duplice effetto con riguardo al contenimento del rischio epidemiologico: il prolungamento delle licenze comporterebbe infatti, da un lato, una riduzione temporanea della popolazione carceraria, dall'altro potrebbe servire ad evitare che il detenuto in semilibertà, avendo avuto contatti con l'esterno dell'istituto, possa costituire un fattore di rischio per il resto della popolazione carceraria una volta rientrato in carcere.

ultimo aggiornamento: 23 marzo 2020

Il decreto-legge, in considerazione dell'impossibilità di procedere in questi giorni alla convocazione di collegi elettorali:

  • fissa per il 4 e 5 ottobre 2020 le elezioni per il rinnovo dei componenti del consiglio giudiziario e del consiglio direttivo della Corte di cassazione, che avrebbero dovvuto tenersi nella prima domenica e nel lunedì successivo del mese di aprile (articolo 83 del decreto-legge n. 18 del 2020);
  • proroga il termine entro il quale il Presidente e i componenti del Collegio dal Garante per la protezione dei dati personali, attualmente in carica, sono legittimati ad esercitare le proprie funzioni, limitatamente agli atti di ordinaria amministrazione e a quelli indifferibili e urgenti, estendendolo dal 31 marzo 2020, al nuovo termine di 60 giorni successivi alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19, già dichiarato per sei mesi con la delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020 (articolo 118 del decreto-legge n. 18 del 2020).
ultimo aggiornamento: 23 marzo 2020
 
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