provvedimento 22 giugno 2020
Studi - Istituzioni D.L. n. 26/2020 - Rinvio delle consultazioni elettorali

Nella Gazzetta Ufficiale del 19 giugno 2020 è stata pubblica la legge di conversione del decreto-legge n. 26 del 2020. Il provvedimento posticipa, in via eccezionale alla luce dell'emergenza sanitaria in atto, i termini ordinari indicati dalla legislazione vigente per lo svolgimento delle consultazioni elettorali previste nel 2020. Il rinvio interessa l'elezione suppletiva di un senatore, il rinnovo dei consigli di sei regioni e il turno annuale ordinario delle elezioni amministrative.

Anche il referendum costituzionale confermativo sulla riduzione del numero dei parlamentari è stato rinviato dal D.L. 18/2020.

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Le consultazioni interessate dal provvedimento sono:

  • elezioni suppletive per la Camera e il Senato;
  • elezioni dei Consigli comunali e circoscrizionali;
  • elezioni dei Consigli provinciali e dei Presidenti delle province;
  • elezioni per il rinnovo dei Consigli regionali e per l'elezione del Presidente nelle regioni a statuto ordinario.

Prevede inoltre l'applicazione del principio dell'election day anche ai fini dello svolgimento del referendum ex art. 138 Cost. sul testo di legge costituzionale che dispone la riduzione del numero dei parlamentari.

 

 In relazione alle elezioni suppletive, viene fissato il termine per lo svolgimento delle elezioni per i seggi dichiarati vacanti entro il 31 luglio 2020 in 240 giorni dalla dichiarazione della vacanza, rispetto ai 90 giorni previsti dalla legge elettorale.

Per quanto riguarda le elezioni comunali e circoscrizionali, il turno annuale ordinario del 2020 viene spostato ad una domenica compresa tra il 15 settembre e il 15 dicembre, anziché tra il 15 aprile e il 15 giugno. Nello stesso periodo si voterà anche per l'elezione dei consigli comunali e circoscrizionali che devono essere rinnovati per motivi diversi dalla scadenza del mandato, se le condizioni che rendono necessarie le elezioni si sono verificate entro il 27 luglio 2020.

Viene prolungata di tre mesi la durata in carica dei consigli regionali il cui rinnovo è previsto entro il 2 agosto 2020 e si stabilisce che le elezioni si svolgano nei 60 giorni successivi o nella domenica compresa nei sei giorni ulteriori.

Si prevede inoltre che le elezioni dei presidenti di provincia e dei consigli provinciali in scadenza nel 2020 si svolgano entro 90 giorni dalle elezioni dei consigli comunali con la conseguente proroga della durata del mandato fino al rinnovo degli organi. 

 In considerazione dell'emergenza sanitaria è inoltre ridotto ad un terzo il numero minimo di sottoscrizioni richieste per la presentazione delle liste e candidature per le elezioni comunali dell'anno 2020 e per le elezioni regionali, salvo diversa disposizione adottata, per queste ultime, dalle regioni.

Sempre con il fine di prevenire il rischio di contagio da COVID-19, si dispone che le consultazioni elettorali e referendarie dell'anno 2020 si svolgano nel rispetto delle modalità operative e precauzionali previste dai protocolli sanitari di sicurezza adottati dal Governo.

Nel corso dell'esame in Assemblea, la Camera ha approvato un emendamento che prevede per le consultazioni elettorali e referendarie dell'anno 2020, l'applicazione delle disposizioni sulla par condicio di cui all'articolo 4 della legge 22 febbraio 2000, n. 28,  in modo da evitare posizioni di svantaggio rispetto all'accesso ai mezzi di informazione e per la comunicazione politica durante le campagne elettorali e referendaria, in relazione alla situazione epidemiologica derivante dalla diffusione del COVID-19.

ultimo aggiornamento: 12 giugno 2020

Le riforme costituzionali attuate con le leggi costituzionali 1 del 1999 per le regioni a statuto ordinario e 2 del 2001 per le regioni a statuto speciale, hanno attribuito alle regioni potestà legislativa in materia di sistema di elezione degli organi regionali, forma di governo e casi di ineleggibilità e incompatibilità.

In tutte le regioni, ad eccezione della Valle d'Aosta e della Provincia autonoma di Bolzano, le leggi elettorali dispongono la contestuale elezione del Presidente della Regione e del Consiglio. Pur con qualche differenza, i sistemi elettorali adottati prevedono la presentazione di liste concorrenti nelle circoscrizioni (generalmente coincidenti con il territorio delle province) collegate, singolarmente o in coalizione, con un candidato alla carica di Presidente. L'attribuzione dei seggi alle liste circoscrizionali avviene con metodo proporzionale (previo superamento di soglie di sbarramento) e alla lista o coalizione collegata al candidato Presidente eletto (il candidato che ha ottenuto più voti a livello regionale) viene attribuito un premio di maggioranza variabile (generalmente dal 55 al 60 per cento dei seggi del Consiglio), in relazione alla percentuale di voti ottenuti, in genere senza previsione di una soglia minima.

Nella regione Valle d'Aosta e nella Provincia autonoma di Bolzano, invece, il Presidente è eletto dal Consiglio nel suo seno, insieme alla Giunta.

Tutte le regioni e le province autonome hanno adottato nelle loro leggi disposizioni per favorire la parità di accesso alle cariche elettive, in attuazione dell'art. 117, settimo comma, Cost.

 

Per un approfondimento sulla normativa adottata da ciascuna regione si rinvia al Dossier Documentazione e ricerche predisposto dal Servizio Studi, nel quale sono illustrati i contenuti principali della legislazione di ciascuna regione e provincia autonoma in materia di sistema di elezione, con particolare riferimento all'assetto del territorio, al sistema delle candidature, alla rappresentanza di genere, alla modalità di votazione e al sistema di trasformazione dei voti in seggi.

 

E' possibile altresì consultare l'infografica che dà conto, cliccando su ogni Regione, dei principali elementi del sistema elettorale e i risultati delle elezioni da ultimo svolte.

ultimo aggiornamento: 4 giugno 2020
 
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temi di Costituzione, diritti e libertà
 
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