provvedimento 4 ottobre 2021
Studi - Difesa Autorizzazione e proroga missioni internazionali nell'anno 2021

Nella seduta di giovedì 15 luglio la Camera ha esaminato la relazione (Doc. XVI, n. 5) delle Commissioni III (Affari esteri e comunitari) e IV (Difesa) sulla deliberazione del Consiglio dei Ministri del 17 giugno 2021, concernente sia la partecipazione dell'Italia a nuove missioni internazionali (Doc. XXV, n. 4) per il periodo 1°gennaio - 31 dicembre 2021, sia la relazione analitica sulle missioni internazionali svolte nel 2020, anche ai fini della loro proroga nell'anno 2021 (Doc. XXVI, n. 4). Al termine della relativa discussione, la Camera ha approvato con distinte votazioni la risoluzione Migliore, Ferrari, Quartapelle Procopio, Maria Tripodi, Ripani, Iovino e Ermellino n.  n. 6-00194.

Successivamente, con la deliberazione del Consiglio dei ministri dello scorso 2 settembre (Doc. XXV, n. 4-bis), il Governo ha sottoposto all'autorizzazione del Parlamento la modifica della scheda n. 52 dell'allegato I della citata deliberazione del Consiglio dei ministri del 17 giugno 2021 (allegato Doc. XXVI, n. 4), in ragione del mutato scenario di riferimento in Afghanistan. Tale autorizzazione è stata data con la risoluzione n. 8-00134, approvata dalle Commissioni riunite Affari esteri e Difesa della Camera nel corso della seduta del 22 settembre 2021.

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Lo scorso 17 giugno il Consiglio dei Ministri n. 24, su proposta del Presidente del Consiglio, ha deliberato in ordine alla partecipazione dell'Italia a sei nuove missioni internazionali, ai sensi dell'articolo 2, comma 1, della legge n. 145 del 2016 (c.d. "Legge-quadro sulle missioni internazionali"), nonché in ordine alla relazione analitica sulle missioni internazionali svolte nel 2020, anche ai fini della loro prosecuzione per l'anno 2021, ai sensi dell'articolo 3 della medesima legge.

Nella deliberazione trasmessa alle Camere il Governo ha indicato per ciascuna missione l'area geografica di intervento, gli obiettivi, la base giuridica di riferimento, la composizione degli assetti da inviare (compreso il numero massimo delle unità di personale coinvolte), la durata programmata e il fabbisogno finanziario per l'anno in corso, così come previsto dalla legge-quadro sulle missioni internazionali.

In conformità a quanto stabilito dai commi 2-bis dell'articolo 2 e 3-bis dell'articolo 3 della "legge-quadro sulle missioni internazionali" alla deliberazione è stata allegata la relazione tecnica sulla quantificazione degli oneri finanziari concernenti le nuove missioni e quelle oggetto di proroga.

La deliberazione è stata trasmessa alle Camere in data 30 giugno per la discussione e le conseguenti deliberazioni parlamentari.

Più nello specifico:

  1. il Doc. XXV, n. 4 reca la deliberazione del Consiglio dei ministri del 17 giugno 2021 relativa alla partecipazione di personale militare e civile a sei nuove missioni internazionali (cfr. art. 2, comma 2, secondo periodo legge n. 145 del 2016). Nello specifico, si tratta di tre missioni delle forze armate e tre missioni delle Forze di polizia. Con riferimento alla durata programmata, la richiesta di autorizzazione parlamentare fa riferimento all'intero anno 2021, con l'eccezione dell'operazione "Emergenza Cedri" iniziata e conclusa nel 2020  ;
  2. il Doc. XXVI, n. 4 reca la deliberazione del Consiglio dei ministri in ordine alla relazione analitica sulle missioni internazionali in corso e sullo stato degli interventi di cooperazione allo sviluppo a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione, con l'indicazione delle relative proroghe, riferite al periodo 1° gennaio – 31 dicembre 2021 (cfr. art. 3, comma 1, primo periodo legge n. 145 del 2016).

 

ultimo aggiornamento: 4 ottobre 2021

Il Documento XXV n. 4 reca la deliberazione del Consiglio dei ministri del 17 giugno 2021 relativa alla partecipazione di personale militare e civile a sei nuove missioni internazionali.

Si tratta, nello specifico, di tre missioni delle forze armate e tre missioni delle Forze di polizia.

 

Con riferimento alla durata programmata, la richiesta di autorizzazione parlamentare fa riferimento all'intero anno 2021, con l'eccezione dell'operazione "Emergenza Cedri" iniziata e conclusa nel 2020 (scheda 9/bis 2021).

 

Per quanto riguarda le tre nuove missioni delle forze armate si tratta delle seguenti operazioni :

 

  1. Operazione UNSOM United Nations Assistance Mission in Somalia (scheda 31bis/2021);
  2. Operazione EMASOH nello Stretto di Hormuz (scheda 35-bis/2021);
  3. Operazione "Emergenza Cedri" (Task Force CEDRI scheda 9-bis/2021) in Libano (Beirut).

 

La missione di assistenza delle Nazioni Unite in Somalia (UNSOM) è stata istituita dalla risoluzione 2102 (2013) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, a seguito di una valutazione globale delle Nazioni Unite a sostegno dell'istituzione del governo federale della Somalia. Il relativo mandato è stato, in ultimo, modificato e prorogato, fino al 31 agosto 2021, dalla risoluzione UNSCR 2540 (2020).

A sua volta EMASOH è un'iniziativa multinazionale europea intesa a salvaguardare la libertà di navigazione e la sicurezza delle navi che transitano nell'area dello Stretto di Hormuz mediante l'impiego di dispositivi aeronavali dei Paesi europei aderenti all'iniziativa, per attività di presenza, sorveglianza e sicurezza.

Infine, l'"Emergenza CEDRI" fa seguito all'esplosione che il 4 agosto 2020 ha devastato il porto e parte della città di Beirut, provocando oltre 180 morti e più di 6.500 feriti. Su richiesta di assistenza delle autorità libanesi, -pervenuta per il tramite del Meccanismo di protezione civile UE-,  l'operazione è iniziata il 15 agosto 2020 e si è conclusa il 21 novembre 2020 con il rientro completo del personale.

 

Per lo svolgimento delle missioni e degli impegni operativi internazionali da avviare nel 2021:

  1. la consistenza massima annuale complessiva dei contingenti delle Forze armate impiegati nei teatri operativi è pari a 194 unità; la consistenza media è pari a 50 unità;
  2. il fabbisogno finanziario per la durata programmata è pari complessivamente a euro 9.189.127, così distribuito:

-         2021: € 7.189.127;

-         2022: € 2.000.000.

 

Per l'operazione "Emergenza Cedri" in Libano, svolta nel periodo 15 agosto-21 novembre 2020:

  1. la consistenza massima del contingente delle Forze armate impiegato è pari a 404 unità;
  2. il fabbisogno finanziario per la durata programmata è pari complessivamente a euro 4.078. 794 per obbligazioni esigibili nel corrente anno 2021.

Per quanto riguarda, invece, le ulteriori tre nuove missioni con personale delle forze di polizia e del Ministero della Giustizia, si tratta delle seguenti tre nuove missioni dell'Unione europea:

 

  1. Missione EUBAM LIBYA European Union Border Assistence Mission in Libya, con partecipazione del Ministero della Giustizia (scheda 47-bis);
  2. Missione EUBAM LIBYA European Union Border Assistence Mission in Libya, con partecipazione della Guardia di Finanza (scheda 47-ter);
  3. Missione EUAM Ukraine European Union Advisory Mission Ukraine (scheda 43-bis).

 

In relazione alle prime due missioni la base giuridica di riferimento è la decisione 2013/233/PESC del Consiglio dell'Unione europea, in ultimo modificata e prorogata, fino al 30 giugno 2021, dalla decisione (PESC) 2020/903 del Consiglio dell'Unione europea del 29 giugno 2020.

A questa missione hanno aderito 13 Paesi (compresa l'Italia)

Per quanto riguarda la missione EUAM Ukraine la fonte di riferimento è la Decisione (PESC) 2014/486 del Consiglio dell'Unione europea del 22 luglio 2014, modificata da ultimo, con la decisione (PESC) 2019/761 del Consiglio, del 13 maggio 2019.

A questa missione hanno aderito 24 Paesi (compresa l'Italia).

 

Le unità da impiegare nelle richiamate operazioni sono rappresentate da due magistrati collocati fuori dal Ministero della Giustizia e un Ufficiale superiore (tenente colonnello) della Guardia di Finanza.

 

Il fabbisogno finanziario per la durata programmata è pari complessivamente a euro 241.464 di cui:

-          Ministero dell'economia e delle finanze: euro 115.285;

-          Ministero della giustizia: euro 126.179.

 

ultimo aggiornamento: 6 luglio 2021

Il Doc. XXVI n. 4 fa riferimento alla deliberazione del Consiglio dei ministri del 17 giugno 2021, concernete la Relazione del Governo sull'andamento delle missioni internazionali e sullo stato degli interventi di cooperazione allo sviluppo nell'anno 2020, anche ai fini della loro proroga nell'anno 2021 (articolo 3, comma 1, primo periodo, della "legge quadro sulle missioni internazionali").

 

Analogamente al Doc. XXV n. 4, il Documento in esame reca le schede analitiche delle singole missioni con indicazione dell'area geografica di intervento, degli obiettivi della missione, della base giuridica di riferimento, della composizione degli assetti da inviare (compreso il numero massimo delle unità di personale coinvolte), della durata programmata e del fabbisogno finanziario per l'anno in corso.

È, inoltre, allegata la richiamata relazione tecnica di quantificazione degli oneri riferiti alla durata programmata che tiene conto delle quote di spesa relative all'adempimento di obbligazioni esigibili nell'anno 2021 ovvero nell'anno 2022.

 

Con riferimento all'attuale quadro geopolitico e della sicurezza, il Governo, nel sottolineare la complessità dello scenario internazionale, fa presente che gli assetti nazionali sono schierati, anche per il 2021, nelle missioni che il Governo valuta rispondenti agli interessi vitali nazionali e della sicurezza internazionale, avendo quali obiettivi ultimi il contrasto al terrorismo e la stabilizzazione dell'area del Mediterraneo allargato.
Si tratta questa di una complessa zona geopolitica, fondamentale punto di riferimento della proiezione estera del nostro paese non solo sul piano diplomatico e politico, ma anche per i molti interessi economici e strategici del paese, per la sicurezza dei confini nazionali e la stabilità interna.
Un ambito territoriale, quello del Mediterraneo allargato, estremamente ampio e reso unitario dalla comune condivisione e gravitazione sul bacino del mare Mediterraneo. Tale gravitazione congiunge cinque aree con caratteristiche differenti: i Paesi dell'Unione Europea, l'area balcanica, l'area del Mar Nero, il Medioriente ed il Maghreb. La regione euro-mediterranea è a sua volta influenzata dalle dinamiche che avvengono in altre zone, in particolare in quelle direttamente adiacenti al Mediterraneo: il Maghreb, il Sahel, il Corno d'Africa, la regione del Golfo Persico.
Nel Documento in esame si evince come le chiavi di volta per la tutela della sicurezza e la difesa nazionale siano rappresentate dalla convinta adesione nazionale all'Alleanza atlantica e all'Unione europea e nel riconoscimento dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) quale riferimento principale di legittimazione per le questioni di sicurezza internazionale.
In teli ambiti il  Paese opererà, non solo per la salvaguardia degli interessi nazionali, ma anche per la protezione e la tutela delle popolazioni nelle aree di crisi e per lo sviluppo e la promozione di livelli crescenti di sicurezza e stabilità globali.
 
Lo scorso 9 marzo il ministro della Difesa, intervenendo in Parlamento per illustrare le linee programmatiche del suo ministero davanti alle Commissioni Difesa congiunte di Camera e Senato, ha ricordato il contributo della Difesa e delle Forze Armate, sia alla sicurezza internazionale che alla tutela degli interessi nazionali, di fronte a un quadro globale, e regionale, sempre più instabile e insicuro. In quella occasione ha ribadito la centralità del ruolo dell'Italia in sede atlantica ed europea, sia per quanto riguarda la NATO che per il futuro e la prospettiva della difesa comune europea. Con riferimento alle missioni a cui l'Italia contribuisce, il Ministro ha ribadito l'importanza della presenza di personale militare nei diversi teatri operativi dai Balcani, al Libano all'Iraq, nell'ottica di un sempre maggiore rafforzamento del ruolo del paese in queste aree e anche in aree, come il Sahel, e in generale tutto il Mediterraneo allargato, sempre più rilevanti per la nostra sicurezza nazionale.

Per quanto riguarda le missioni di cui si propone la proroga nell'anno 2021 dai dati forniti dal Governo emerge che:

 

  • la consistenza massima annuale complessiva dei contingenti delle Forze armate impiegati nei teatri operativi è pari a 9.255 unità; la consistenza media è pari a 6.461 unità. Al riguardo, si precisa che il numero massimo delle unità di personale previsto per ciascuna scheda missione non comprende gli avvicendamenti del personale e l'invio di team per esigenze di carattere tecnico, ispettivo e logistico a supporto delle missioni. Tali volumi aggiuntivi non determineranno, comunque, variazioni del perimetro finanziario approvato.

 

Nel 2020 la consistenza massima annuale complessiva dei contingenti delle Forze armate impiegati nei teatri operativi è stata pari a  7.488 unità; la consistenza media è pari a 6.000 unità.

 

  • il fabbisogno finanziario per la durata programmata è pari complessivamente a euro 1.245.420.530. così distribuito:

-         2021: € 977.420.530;

-         2022: € 268.000.000.

 

Nel 2020, il fabbisogno finanziario stimato nella deliberazione del 21 maggio 2021 è stato pari a euro 1.113.940.450, di cui € 903.140.450 nel 2020 e € 210.800.000 ne 2021.

 

Per il mantenimento del dispositivo info-operativo dell'AISE nel 2021 il fabbisogno finanziario per la durata programmata è pari a euro 26.000.000.

 

Il maggior numero di missioni è presente nel continente africano, ma con riferimento alla consistenza numerica delle unità impiegate nei diversi teatri operativi, il maggior numero di militari autorizzato è in Asia.

 

Per quanto concerne l'Europa, le missioni che impegnano il maggior numero di militari italiani sono la missione NATO Joint Enterprise nei Balcani (638 unità, 230 mezzi terrestri e un mezzo aereo) e la missione dell'Unione europea denominata EUNAVFORMED Irini (596 unità, due mezzi navali e 3 mezzi aerei).

 

Per quanto concerne l'Asia, la partecipazione italiana più significativa si rinviene nella missione Resolute Support in Afghanistan, di cui sono in corso le procedure di ritiro (1.000 unità, 127 mezzi terrestri e 16 mezzi aerei),. Segue la missione UNIFIL in Libano (1.000 unità, 127 mezzi terrestri e 66 mezzi aerei) e la partecipazione alla coalizione internazionale di contrasto alla minaccia terroristica del Daesh (900 unità, 84 mezzi terrestri e 11  mezzi aerei).

 

Con riferimento al continente Africano, la presenza italiana più consistente è nella missione bilaterale di assistenza e supporto in Libia (400 unità, 69 mezzi terrestri, 2 mezzi aerei e mezzi navali tratti nell'ambito della missione " Mare sicuro"). Segue il dispositivo aeronavale nazionale per attività di presenza, sorveglianza e sicurezza nel Golfo di Guinea, dove sono presenti 394 unità di personale militare, due mezzi navali e due mezzi aerei e la missione UE antipirateria denominata ATALANTA dove gli assetti sono rappresentati  da 388 unità di personale militare, 2 mezzi aerei e 4 mezzi navali.

 

Per quanto riguarda, in generale l'area del Mediterraneo centrale, si segnala, inoltre, che nell'ambito del potenziamento del dispositivo aeronavale nazionale di sorveglianza e di sicurezza di questa area (cosiddetta "Operazione Mare Sicuro"), l'Italia partecipa con 754 unità di personale militare  e con l'impiego di 6 mezzi navali e 8 mezzi aerei.

 

Infine, nell'ambito della partecipazione del personale militare italiano al potenziamento di dispositivi NATO, le consistenza più rilevanti riguardano  il dispositivo per la presenza in Lettonia ( 238 unità di personale militare e 135 mezzi terrestri) e la missione per la sorveglianza navale dell'area sud dell'Alleanza (235 unità di personale militare, un mezzo aereo e due mezzi navali più una on call).

ultimo aggiornamento: 6 luglio 2021

Lo  scorso 2 settembre  il  Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente del  Consiglio,  ha  deliberato  la  modifica  della  deliberazione  del  Consiglio  dei  ministri  del  17  giugno  2021  relativa  alla  prosecuzione nel  2021  delle  missioni  internazionali  e  delle  attività  già  autorizzate  per  il  2020,  ai  sensi  dell'articolo  3, comma  l,  della  richiamata legge  n. 145 del 2016,  n.  145,  ed  alla  partecipazione  dell' Italia  alle  missioni  internazionali per  l'anno  2021,  ai  sensi  dell'articolo  2,  comma  l,  della  medesima legge. La nuova deliberazione provvede a sostituire la scheda  n.  52 (2021),  originariamente riguardante l'erogazione di un  contributo per adempiere all'obbligo  assunto dall'Italia in ambito NATO  di sostenere  il  finanziamento delle forze  di sicurezza e difesa  afghane. con una nuova scheda  di  pari  numero,  allegata  alla  nuova deliberazione.

Nello specifico, la nuova scheda, recante "Fondo per interventi di risposta alla situazione in Afghanistan per il sostegno umanitari alle popolazioni coinvolte anche nei paesi limitrofi" evidenzia la criticità rappresentata da  flussi  di  rifugiati  che dall'Afghanistan  si  riverseranno in  primo  luogo  sui  Paesi  confinanti, orientandosi subito  dopo  sui  Paesi  situati  lungo  le  rotte  che  conducono  ali 'Europa  per  manifestarsi come  un  ulteriore  fattore  di  pressione  di  potenziali  richiedenti  asilo  sulle  frontiere  esterne  europee 

La relazioni illustrativa richiama inoltre il fatto che la temporanea  sospensione  delle  attività  di  cooperazione  intergovernativa  allo  sviluppo  a  seguito degli  ultimi  eventi,  nonché  l 'allontanamento  della  maggior  parte  di  espatriati,  diplomatici,  funzionari internazionali,  operatori  di  ONG che  ne  è  conseguito  pongono  un'ulteriore  necessità  di  provvedere alle  esigenze  più  immediate  della  popolazione.  Rileva inoltre la volontà  espressa  dalle  Organizzazioni Internazionali,  dalle  agenzie  umanitarie  e  dalla  comunità  dei  donatori  di  proseguire  le  consolidate attività  a carattere  umanitario,  a  beneficio  della popolazione  civile,  e  segnatamente  delle  categorie  più  deboli  e  vulnerabili e che hanno  contribuito  a sostenere  l'economia  migliorando  sensibilmente  le  condizioni  di  vita  della  popolazione. 

La nuova scheda n. 52 prevede pertanto il finanziamento d'intervento intesi a:

1) migliorare le condizioni  di  accoglienza  e  delle  iniziative  di  resilienza  a  favore  della popolazione  afghana,  in  particolare  degli  sfollati e rifugiati  negli Stati  dell'area  a  seguito dell'evoluzione  della  situazione  nel  corso  del  mese  di  agosto  2021;

2) attuare Iniziative  volte  a  facilitare  l'accoglienza  di  sfollati e rifugiati  afghani;

3) assicurare la partecipazione  italiana  all'attuazione  di  iniziative  UE  e  internazionali  di  risposta  alla situazione  in  Afghanistan. 

Il fabbisogno finanziario previsto, riferito al periodo 1°settembre - 31 dicembre 2021 è di 120 milioni di euro.

La relazione tecnica allegata alla deliberazione del Consiglo dei ministri del 2 settembre scorso precisa che il riorientamento delle risorse  previste  dalla  scheda  n.  52  di  cui  alle  deliberazioni  del  Consiglio  dei  Ministri  del 17  giugno  2021, pari  a  120  milioni  di  euro  per  l'anno  2021, è reso necessario dall'evoluzione  della  situazione  afghana nel  corso  del  mese  di  agosto. La relazione rileva altresì che, nelle  more  delle  decisioni  internazionali  su  un'eventuale  futura  operatività  di  detti  fondi  ed in considerazione  della  pressante  esigenza  di  approntare  un  fondo  per  finanziare  misure  di  risposta  alla situazione  venutasi  a  creare. il fondo  sarà  prioritariamente  destinato  a  interventi  di  sostegno  umanitario  alle  popolazioni  coinvolte dalla  crisi,  ivi  inclusa  l'accoglienza  dei  rifugiati  anche  in  Paesi  dell'area,  nonché  alla  partecipazione italiana  alle  iniziative  europee  ed  internazionali  di  risposta  alla  crisi  afghana. 

 

ultimo aggiornamento: 4 ottobre 2021

          

           

         

           

ultimo aggiornamento: 6 luglio 2021
 
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