provvedimento 9 luglio 2020
Studi - Difesa Autorizzazione e proroga missioni internazionali nell'anno 2020

Nel corso della seduta di mercoledì 15 luglio avrà inizio in Assemblea l'esame della Relazione delle Commissioni riunite III (affari esteri e comunitari) e IV (difesa) sulla deliberazione del Consiglio dei ministri del 21 maggio 2020 (Consiglio dei Ministri n. 47) in merito alla partecipazione dell'Italia a ulteriori missioni internazionali per l'anno 2020 (Doc. XXV, n. 3).) e sulla relazione analitica sulle missioni internazionali in corso anche ai fini della loro proroga nel 2020 (Doc. XXVI, n. 3).

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Lo scorso 21 maggio il Consiglio dei Ministri n. 47, su proposta del Presidente del Consiglio, ha deliberato in ordine alla partecipazione dell'Italia a cinque nuove missioni internazionali, ai sensi dell'articolo 2, comma 1, della legge n. 145 del 2016 (c.d. "Legge-quadro sulle missioni internazionali"), nonché in ordine alla relazione analitica sulle missioni internazionali svolte nel 2019, anche ai fini della loro prosecuzione per l'anno 2020, ai sensi dell'articolo 3 della medesima legge.

Nella deliberazione trasmessa alle Camere il Governo ha indicato per ciascuna missione l'area geografica di intervento, gli obiettivi, la base giuridica di riferimento, la composizione degli assetti da inviare (compreso il numero massimo delle unità di personale coinvolte), la durata programmata e il fabbisogno finanziario per l'anno in corso, così come previsto dalla nuova legge-quadro sulle missioni internazionali.

In conformità a quanto stabilito dai commi 2-bis dell'articolo 2 e 3-bis dell'articolo 3 della "legge-quadro sulle missioni internazionali" alla deliberazione è stata allegata la relazione tecnica sulla quantificazione degli oneri finanziari concernenti le nuove missioni e quelle oggetto di proroga.

La deliberazione è stata trasmessa alle Camere in data 4 giugno per la discussione e le conseguenti deliberazioni parlamentari.

Più nello specifico:

  1. il Doc. XXV, n. 3 reca la deliberazione del Consiglio dei ministri in ordine alle nuove missioni internazionali, relativamente al periodo 1° gennaio – 31 dicembre 2020 (cfr. art. 2, comma 2, secondo periodo legge n. 145 del 2016);
  2. il Doc. XXVI, n. 3 reca la deliberazione del Consiglio dei ministri in ordine alla relazione analitica sulle missioni internazionali in corso e sullo stato degli interventi di cooperazione allo sviluppo a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione, con l'indicazione delle relative proroghe, riferite al periodo 1° gennaio – 31 dicembre 2020 (cfr. art. 3, comma 1, primo periodo legge n. 145 del 2016).

 

ultimo aggiornamento: 11 giugno 2020

Il Documento XXV, n. 3, reca la deliberazione del Consiglio dei ministri del 21 maggio 2020 relativa alla partecipazione italiana alle seguenti cinque nuove missioni internazionali in Europa, Asia e Africa:

 

  • Europa:

    - European Union Military Operation in the Mediterranean - EUNAVFOR MED Irini (scheda 9-bis/2020);

  • Asia:

    - European Union Advisory Mission in support of Security Sector Reform in Iraq - EUAM Iraq (scheda 17-bis/2020);

  • Africa:

    - Task Force TAKUBA di contrasto alla minaccia terroristica nel Sahel (scheda 29-bis/2020);

  • Potenziamento dispositivi nazionali e della NATO:

    -  impiego di un dispositivo aeronavale nazionale per attività di presenza, sorveglianza e sicurezza nel Golfo di Guinea (scheda 38-bis/2020);

    -  NATO Implementation of the Enhancement of the Framework for the South (scheda 41-bis/2020).

 

EUNAVFOR MED Irini (scheda 9-bis/2020) è un'operazione militare di gestione di crisi per contribuire a prevenire il traffico di armi nel teatro dell'operazione e nella zona di interesse convenuti, in conformità con le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite relative all'embargo sulle armi nei confronti della Libia [UNSCR 1970 (2011) e successive risoluzioni relative all'embargo sulle armi nei confronti della Libia, tra cui UNSCR 2292 (2016) e l'UNSCR 2473 (2019).

A sua volta EUAM Iraq (scheda 17-bis/2020) è una missione consultiva a sostegno della riforma del settore della sicurezza civile, mentre la missione denominata Task Force TAKUBA (Mali, Burkina Faso, e Niger - scheda 29-bis/2020) è una forza multinazionale interforze con il mandato di addestrare e assistere le forze saheliane nella lotta contro i gruppi armati jihadisti, al fine di contrastare la minaccia terroristica nel Sahel.

Con riferimento all'impiego di un dispositivo aeronavale nazionale per attività di presenza, sorveglianza e sicurezza nel Golfo di Guinea (scheda 38-bis/2020), tale contributo è inteso a tutelare gli interessi strategici nazionali nell'area, supportando il naviglio mercantile nazionale in transito, contribuendo alla maritime situational awareness, nonché rafforzando la cooperazione, il coordinamento e l'interoperabilità con la Nigeria e gli altri Stati rivieraschi.

Da ultimo, la partecipazione di personale militare all'iniziativa della NATO, denominata Implementation of the Enhancement of the Framework for the South (scheda 41-bis/2020), è da porre in relazione alle attività di formazione, consulenza, tutoraggio e supporto nello sviluppo di alcune capacità nell'ambito della sicurezza e difesa del territorio, offerte dalla Nato a favore dei Paesi partner situati lungo il Fianco Sud dell'Alleanza che ne facciano richiesta.

 

In conformità a quanto previsto dalla "legge quadro sulle missioni internazionali" (legge n. 145 del 2016), per ciascuna delle richiamate nuove missioni è fornita una scheda illustrativa con indicazione dell'area geografica di intervento, degli obiettivi della missione, della base giuridica di riferimento, della composizione degli assetti da inviare (compreso il numero massimo delle unità di personale coinvolte), della durata programmata e del fabbisogno finanziario per l'anno in corso, così come previsto dalla. Alla deliberazione è stata, altresì allegata la relazione tecnica sulla quantificazione degli oneri finanziari riferiti alla durata programmata, verificata ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196. La Relazione tiene conto delle quote di spesa relative all'adempimento di obbligazioni esigibili nell'anno 2020 ovvero nell'anno 2021, in linea con quanto previsto dalla legge n. 196/2009 (Legge di contabilità e finanza pubblica), in materia di impegno e pagamento di spese.

Il fabbisogno finanziario di queste nuove missioni è pari, nel 2020, a euro 47. 417. 373 così distribuito:

 - 2020: € 35.417.373;

 - 2021: € 12.000.000.

 

La consistenza massima annuale complessiva dei contingenti delle Forze armate impiegati in questi nuovi teatri operativi è pari a 1.125 unità. La consistenza media è pari a 494 unità.

ultimo aggiornamento: 11 giugno 2020

Il Doc. XXVI, n. 3, corrispondente all'allegato 1 della deliberazione del Consiglio dei ministri del 21 maggio, nel riferire alle Camere sull'andamento delle missioni internazionali e sullo stato degli interventi di cooperazione allo sviluppo e sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione autorizzati nel 2019, indica, ai sensi dell'articolo 3, comma 1, primo periodo, della "legge quadro sulle missioni internazionali", le missioni internazionali che il Governo intende proseguire nel 2020, nonché gli interventi di cooperazione allo sviluppo e a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione da porre in essere nel medesimo anno.

 

Analogamente al Doc. XXV, n. 3, il Documento in esame reca le schede analitiche delle singole missioni con indicazione dell'area geografica di intervento, degli obiettivi della missione, della base giuridica di riferimento, della composizione degli assetti da inviare (compreso il numero massimo delle unità di personale coinvolte), della durata programmata e del fabbisogno finanziario per l'anno in corso.

È, inoltre, allegata la richiamata relazione tecnica di quantificazione degli oneri riferiti alla durata programmata che tiene conto delle quote di spesa relative all'adempimento di obbligazioni esigibili nell'anno 2020 ovvero nell'anno 2021.

 

In relazione alla partecipazione italiana alle missioni internazionali nel 2020, il Governo, nel sottolineare la complessità dello scenario internazionale, con particolare riferimento all'area del Mediterraneo allargato, conferma il proprio impegno secondo due direttrici principali – euro mediterranea ed euro atlantica –, corrispondenti ai contesti geostrategici di primario interesse nazionale.

Si sottolinea, infatti, come il nostro Paese si collochi al centro un'area di importanza strategica da un punto di vista economico, geopolitico e di sicurezza e dalla cui stabilizzazione dipende anche la sicurezza del nostro Paese e dell'intera Europa.

Un'ampia e complessa zona geopolitica resa unitaria dalla comune condivisione e gravitazione sul bacino del mare Mediterraneo. Tale gravitazione congiunge cinque aree con caratteristiche differenti: i Paesi dell'Unione Europea, l'area balcanica, l'area del Mar Nero, il Medioriente ed il Maghreb.

Si pone in evidenza, inoltre, come la regione euro-mediterranea sia influenzata dalle dinamiche che avvengono in altre zone, in particolare in quelle direttamente adiacenti al Mediterraneo: il Mashreq, il Sahel, il Corno d'Africa, la regione del Golfo Persico.

A fronte di tale quadro, il Governo sottolinea in più parti come l'Italia, - quale attore di sicurezza globale - intenda contribuire a garantire la pace e lo sviluppo di questa zone, sia per la salvaguardia degli interessi nazionali, ma anche per la protezione e la tutela delle popolazioni nelle aree di crisi e per lo sviluppo e la promozione di livelli crescenti di sicurezza e stabilità globale.

Per quanto riguarda le missioni di cui si propone la proroga nell'anno 2020 dai dati forniti dal Governo emerge che:

 

  • la consistenza massima annuale complessiva dei contingenti delle Forze armate impiegati nei teatri operativi è pari a 7.488 unità, con un aumento rispetto al 2019 (7.343 unità) di 145 unità;
  • la consistenza media è pari a 6.000 unità, con una riduzione di 290 unità rispetto al precedente periodo (6.290 unità);
  • il fabbisogno finanziario per la durata programmata è pari complessivamente a euro 1.113.940.450, di cui:

 

- Ministero della difesa - Forze armate: euro 1.082.018.993;

- Ministero dell'interno - Forze di polizia: euro 6.871.297;

- Ministero dell'economia e delle finanze - Guardia di finanza: euro 10.050.160;

- Presidenza del Consiglio dei ministri - AISE: euro 15.000.000.

 

Nel 2019, il fabbisogno finanziario stimato nella deliberazione del 23 aprile 2019 è stato pari a euro 1.130.481.331, di cui:

 

- Ministero della difesa - Forze armate: euro 1.100.835.456;

- Ministero dell'interno - Forze di polizia: euro 7.722.305;

- Ministero dell'economia e delle finanze - Guardia di finanza: euro 6.923.570;

- Presidenza del Consiglio dei ministri - AISE: euro 15.000.000.

 

 A sua volta la relazione tecnica tiene conto delle quote di spesa relative all'adempimento di obbligazioni esigibili nell'anno 2020, ovvero nell'anno 2021, in linea con quanto previsto dalla legge n. 196/2009 (Legge di contabilità e finanza pubblica), in materia di impegno e pagamento di spese.

Il fabbisogno finanziario complessivo risulta, pertanto, così distribuito:

-        2020: € 903.140.450;

-        2021: € 210.800.000

 

Il maggior numero di missioni è presente nel continente africano, ma con riferimento alla consistenza numerica delle unità impiegate nei diversi teatri operativi, il maggior numero di militari autorizzato è in Asia.

 

Per quanto concerne l'Europa, le missioni che impegnano il maggior numero di militari italiani sono la missione NATO Joint Enterprise nei Balcani (626 unità, 204 mezzi terrestri e un mezzo aereo) e la nuova missione dell'Unione europea denominata EUNAVFORMED Irini (517 unità, un mezzo navale e 3 mezzi aerei cfr. scheda n. 9- bis del Doc XXV n. 3).

 

Per quanto concerne l'Asia, la partecipazione italiana più significativa si rinviene nella coalizione internazionale di contrasto alla minaccia terroristica del Daesh (1.100 unità, 270 mezzi terrestri e 12 mezzi aerei), nella missione UNIFIL in Libano (1.076 unità, 278 mezzi terrestri e 6 mezzi aerei) e nella missione Resolute Support in Afghanistan (800 unità, 145 mezzi terrestri e 8 mezzi aerei).  

 

Con riferimento al continente Africano, la presenza italiana più consistente è nella missione UE antipirateria denominata ATALANTA, (con 407 unità di personale militare, 2 mezzi aerei e due mezzi navali) e nella missione bilaterale di assistenza e supporto in Libia (400 unità, 142 mezzi terrestri, 2 mezzi aerei e mezzi navali tratti nell'ambito della missione " Mare sicuro").

Sono, infine, 400 le unità impiegate nel nuovo dispositivo aeronavale nazionale per attività di presenza, sorveglianza e sicurezza nel Golfo di Guinea, dove sono, altresì, presenti, due mezzi navali e due mezzi aerei.

 

Per quanto riguarda, in generale l'area del Mediterraneo centrale, si segnala, inoltre, che nell'ambito del potenziamento del dispositivo aeronavale nazionale di sorveglianza e di sicurezza di questa area (cosiddetta "Operazione Mare Sicuro"), l'Italia partecipa con 754 unità di personale militare e con l'impiego di 6 mezzi navali e 8 mezzi aerei.

 

Infine, nell'ambito della partecipazione del personale militare italiano al potenziamento di dispositivi NATO, la consistenza più rilevante riguarda la missione per la sorveglianza navale dell'area sud dell'Alleanza dove l'Italia partecipa con 259 unità, 1 mezzo aereo e due unità navali più una on call.

 

Si segnala, infine, che non sono state prorogate nel 2020 le seguenti missioni:

 

  • missione multilaterale TIPH2 (Temporary International Presence) in Hebron, Cisgiordania (scheda 13 del 2019).
 In relazione a questa missione si ricorda che la precedente deliberazione del Consiglio dei ministri del 23 aprile 2019 aveva autorizzato questa missione limitatamente ai primi tre mesi del 2019 in quanto veniva fatto presente che il "Governo israeliano ha annunciato la decisione di non voler rinnovare la missione".
l'Italia ha partecipato a questa missione con 16 unità di personale militare e 4 mezzi terrestri.

 

  • dispositivo NATO Support to Turkey - Active Fence, a difesa dei confini sud-orientali dell'Alleanza.
 L'operazione era stata autorizzata dal Consiglio Atlantico ( North Atlantic Council-NAC) il 4 dicembre 2012 su richiesta della Turchia, a seguito dell'abbattimento, nel giugno 2012, di un jet turco da parte di forze governative siriane e dell'uccisione, a ottobre dello stesso anno, di cinque civili turchi a causa di un bombardamento siriano sulla città turca di Akçakale. La partecipazione italiana è iniziata a giugno 2016, essendo stata autorizzata per il periodo 1° gennaio-31 dicembre 2016 dall'articolo 4, comma 8 del D. L. n. 67/2016. L'Italia ha partecipato alla missione, fino al 31 dicembre 2019, con 130 unità di personale militare e 25 mezzi terrestri (inclusa batteria SAMP-T), nella base militare "Gazi Kislaşi" di Kahramanmaraş, in territorio turco.
ultimo aggiornamento: 11 giugno 2020

ultimo aggiornamento: 11 giugno 2020
 
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