segnalazione 21 aprile 2021
Studi - Affari sociali Sorveglianza sanitaria dell'evento pandemico da COVID-19

In risposta all'interrogazione a risposta immediata in commissione 5/05750, presentata dall'on. Lorefice, il rappresentante del governo ha ricordato che il 27 febbraio 2020, il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, attraverso l'Ordinanza n. 640, ha affidato all'Istituto Superiore di Sanità la sorveglianza epidemiologica e microbiologica per COVID-19: strumento di osservazione necessario e utile, sia per informare i cittadini sull'impatto e sull'evoluzione dell'epidemia sia per offrire supporto decisionale per le risposte di sanità pubblica delle Autorità sanitarie.
  Più precisamente, il sistema di sorveglianza è in grado di «catturare» casi individuali di infezione confermata da virus SARS-CoV-2, a prescindere dalla presentazione clinica, ed è coordinato dall'ISS, con una produzione giornaliera di dati nella forma di «dash-board» ed «open data» e con produzione di approfondimenti settimanali. La compilazione dei casi da riportare alla sorveglianza epidemiologica del COVID-19 avviene attraverso la «Piattaforma Web della Sorveglianza Integrata dei casi di COVID-19» che, nel sito web dedicato (COVID-19.iss.it), presenta un «Manuale Utente della Piattaforma Web della Sorveglianza Integrata dei casi di COVID-19», in cui sono dettagliate le indicazioni sulla compilazione dei dati di sorveglianza. A livello locale, ogni regione/provincia autonoma ha identificato uno o più referenti.
  Il Dipartimento di Malattie infettive dell'ISS processa e analizza i dati della Piattaforma e li rende disponibili per consentire l'analisi dell'epidemia in tutto il Paese.

Si sottolinea che la situazione pandemica in atto appare mutevole, sia dal punto di vista epidemiologico/sanitario che da quello legislativo, e pertanto può richiedere che la sorveglianza integrata COVID-19 subisca modifiche e/o adeguamenti.
  Un'ulteriore fonte di informazioni sull'epidemia da COVID-19 è rappresentata dal flusso relativo ai dati aggregati (Ministero della salute/Protezione Civile), che raccoglie quotidianamente informazioni sul numero di test diagnostici (totale tamponi effettuati – tamponi processati con test molecolare – tamponi processati con test antigenico rapido), decessi, ricoveri in ospedale e ricoveri in terapia intensiva, in ogni provincia d'Italia.
  Illustrando il maniera più puntuale il meccanismo alla base del sistema di sorveglianza, il rappresentante del Governo ha rinviato al D.p.c.m. 26 aprile 2020, il cui  allegato 10 "Principi per il monitoraggio del rischio sanitario " riporta un dettagliato algoritmo decisionale dedicato alle modalità di passaggio di fase, dalla fase 1 («lockdown») alla fase 2A (iniziale transizione), finalizzato a modulare gli interventi in una ottica di miglioramento ovvero di peggioramento epidemico.
    Tale strumento ha trovato la sua applicazione concreta nel sistema di monitoraggio di fase 2 formalizzato con il decreto del Ministero della salute del 30 aprile 2020 che ha istituito il sistema di monitoraggio del rischio relativo ad epidemia non controllata e non gestibile a livello regionale. Per l'elaborazione del calcolo del rischio, sono stati definiti 21 indicatori, di cui 16 obbligatori e 5 opzionali, che permettono di valutare tre aspetti di interesse per la valutazione del rischio: probabilità di diffusione dell'epidemia, impatto sui sistemi sanitari e resilienza territoriale. La scelta di utilizzare più indicatori da più flussi informativi si è resa necessaria in quanto, soprattutto nelle emergenze, il rischio che i dati risentano del sovraccarico dei sistemi sanitari e abbiano, quindi, una completezza e tempestività non ottimale è più alto.
  I dati vengono inviati dagli Enti territoriali alle regioni, che a loro volta li trasmettono al Ministero della salute e all'ISS. Sulla base di questi dati vengono applicati degli algoritmi che, combinati, permettono di valutare settimanalmente il rischio per ogni regione.
  Il sistema di monitoraggio prevede meccanismi di consultazione regolare con i referenti tecnici dei sistemi sanitari regionali e con un Comitato di coordinamento nazionale istituito ai sensi dello stesso decreto del 30 aprile 2020, denominato «Cabina di Regia».
  I Report relativi alla classificazione del rischio vengono pubblicati settimanalmente nel sito istituzionale del Ministero della salute e sono consultabili «online».
  
  

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