segnalazione 3 luglio 2020
Studi - Istituzioni Il Ministro dell’interno al Comitato Schengen: i numeri dell’accoglienza dei migranti

Il 30 giugno 2020, il Ministro dell'interno Luciana Lamorgese è stata audita dal Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'Accordo di Schengen, di vigilanza sull'attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione. Il Ministro è stato sentito in merito alle politiche relative ad immigrazione, asilo ed Europol anche a fronte della diffusione dell'emergenza sanitaria da COVID-19.

Il Ministro si è soffermato sul sistema di accoglienza, la cui gestione negli ultimi mesi è stata orientata all'applicazione delle misure di contenimento dell'emergenza COVID-19, in particolare nella fase di prima assistenza materiale sanitaria, effettuata presso i quattro hotspot: Lampedusa, Pozzallo, Taranto e Messina, con la ricettività complessiva di 640 posti.

Per quanto riguarda l'accoglienza di primo livello alla data del 16 giugno 2020, risultano attive, 10 strutture di prima accoglienza, e 4.963 strutture di accoglienza temporanea: i CAS (centri di accoglienza straordinaria), che registrano una complessiva presenza di 62.613 persone. Con una diminuzione rispetto al medesimo periodo del 2019, sia con riferimento alle strutture, meno 33 per cento, sia con riferimento ai migranti ospitati, meno 26 per cento di migranti.

La seconda fase di accoglienza, garantita all'interno del Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati (SIPROIMI), vede alla data del 31 maggio 2020, la presenza di 22.299 migranti.

Per quanto riguarda i CPR (Centri di permanenza per il rimpatrio) attualmente sono 6: Torino, Gradisca d'Isonzo, Roma, Brindisi, Bari e Macomer, con una ricettività di circa 250 posti. Essendo limitato il numero di posti attualmente disponibili, in attuazione della legge dell'articolo n. 19, decreto-legge n. 13 del 2017, che prevede un ampliamento della rete dei CPR (se ne prevedeva uno in ogni regione) è in corso l'individuazione di ulteriori strutture.

L'emergenza epidemiologica ha inciso sull'operatività delle commissioni territoriali per l'esame delle richieste di protezione internazionale: dal 1 gennaio al 12 giugno 2020, sono state adottate 21.144 decisioni, di cui 2268 di riconoscimento dello status di rifugiato; 1907 di protezione sussidiaria e 35 di protezione speciale. Ci sono stati 16.384 dinieghi. Nel periodo di maggiore difficoltà, connessa all'emergenza COVID, dal 13 marzo fino al 12 giugno, sono stati decisi soltanto 4.243 casi.

Dal 31 gennaio al 29 giugno 2020 (31 gennaio, data in cui è stato dichiarato lo stato di emergenza), si sono registrati 163 eventi di sbarco, di cui 140 autonomi, per un numero di migranti giunti sulle nostre coste – da gennaio a giugno – pari a 5.456. Le principali nazionalità di provenienza risultano essere: Tunisia, Bangladesh, Costa d'Avorio, Sudan, Algeria e Marocco.

-