segnalazione 16 aprile 2019
Studi Camera - Affari Sociali L'uso di antibiotici in Italia nel 2017

Nella seduta del 3 aprile 2019, la Commissione XII della Camera ha iniziato la discussione della risoluzione  7-00131 Novelli Iniziative per contrastare il fenomeno dell'antibiotico-resistenza, alla quale sono state successivamente abbinate le risoluzioni 7-00198 Nappi e 7-00227 Carnevali, che verrano discusse congiuntamente. E stato previsto lo svolgimento di audizioni per acquisire elementi informativi.

L'antibiotico-resistenza rappresenta un problema di salute pubblica molto rilevante a livello globale per via dell'elevato impatto epidemiologico sulla popolazione (incremento della morbosità e della mortalità) e dei pesanti oneri sociali ed economici correlati (perdite di vita e di giornate lavorative, prolungamento delle degenze e maggior utilizzo di procedure diagnostiche).

A livello europeo il Piano d'azione unitario contro la resistenza antimicrobica "One Health Action Plan against Antimicrobial Resistance"  evidenzia l'importanza delle interconnessioni tra il settore zootecnico/veterinario e la salute pubblica. Già nel 2011 la Commissione europea ha adottato un Piano d'azione unitario contro la resistenza antimicrobica ("One Health Action Plan against Antimicrobial Resistance"), aggiornato e ripubblicato nel 2017, in cui si chiede un'azione efficace contro questa minaccia e riconoscendo che deve essere affrontata in termini sia di salute umana, sia di salute degli animali e ambiente. In questo senso l'uso prudente degli antimicrobici è essenziale per limitare l'insorgenza e la diffusione di batteri resistenti agli antibiotici nell'uomo e negli animali.

Nel 2017 il ministero della Salute ha pubblicato il Piano Nazionale di Contrasto dell'Antimicrobico-Resistenza (PNCAR) 2017-2020, fissando il percorso che le istituzioni nazionali, regionali e locali, devono compiere per un miglior controllo della resistenza agli antibiotici nei prossimi anni, e sottolineando l'importanza della sorveglianza, allo scopo di disporre di  dati validi e rappresentativi per monitorare le resistenze nel tempo. Il 18 gennaio 2019 il ministero della Salute ha emesso la circolare "Sistema nazionale di sorveglianza sentinella dell'antibiotico-resistenza (Ar-Iss) - Protocollo 2019", che aggiorna il protocollo della sorveglianza Ar-Iss, attiva dal 2001 con il coordinamento dell'Istituto superiore di sanità. Il Protocollo sarà aggiornato annualmente.

Di seguito i documenti di interesse a cura di:

AIFA

Il rapporto nazionale "L'uso degli antibiotici in Italia nel 2017" fornisce dati di consumo e spesa degli antibiotici a livello nazionale e regionale. Il rapporto consente di individuare aree di potenziale inappropriatezza e promuovere un confronto tra regioni finalizzato a migliorare le prescrizioni e l'uso di antibiotici. Propone inoltre un confronto europeo dei consumi sia in ambito territoriale che ospedaliero.

Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) - Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa)

Lo studio The European Union summary report on antimicrobial resistance in zoonotic and indicator bacteria from humans, animals and food in 2017  rileva come gli agenti delle più diffuse zoonosi, malattie che possono essere trasmesse dagli animali all'uomo, come la campilobatteriosi e la salmonellosi, stanno diventando sempre più resistenti agli antibiotici.

Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC)

Il report Surveillance of antimicrobial resistance in Europe 2017 riporta i dati 2018 (riferiti al 2017) sulla resistenza antimicrobica, relativi a isolati invasivi, raccolti dalla rete europea di sorveglianza della resistenza antimicrobica (EARS-Net), cui partecipano 30 Paesi dell'Unione Europea (UE) e dello Spazio Economico Europeo (SEE), e i risultati delle analisi dei trend per il periodo 2014-2017. Dall'indagine risulta inoltre che le infezioni resistenti agli antibiotici sono diffuse in tutte le fasce di popolazione, ma colpiscono in particolare le fasce estreme di età. Il 75% dei casi è dovuto a infezioni correlate all'assistenza sanitaria, e ciò a sostegno della necessità di intervenire con azioni di contrasto soprattutto negli ambienti di cura. Il rapporto evidenzia l'importanza delle interconnessioni tra il settore zootecnico/veterinario e la salute pubblica per quanto riguarda la diffusione di batteri resistenti agli antibiotici e dei loro geni di resistenza. L'antimicrobico resistenza in Europa mostra ampia variabilità a seconda della specie batterica, della classe di antibiotici e della regione geografica. Per diverse specie batteriche è evidente un gradiente da nord a sud e da ovest a est. In generale, le percentuali di resistenza inferiori sono state segnalate dai Paesi del nord, mentre percentuali più elevate sono state segnalate nel sud e nell'est dell'Europa. 

I dati più aggiornati, specifici per Paese, sono disponibili sul sito dell'ECDC - Surveillance Atlas of Infectious Diseases.

 OMS

Secondo la recente analisi dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) Monitoring global progress on addressing antimicrobial resistance in molte parti del mondo (Europa, Americhe, Africa, Mediterraneo Orientale, Pacifico Occidentale e Sud-Est Asiatico) sono state registrate prevalenze elevate di resistenza nei batteri che causano infezioni anche comuni, quali la polmonite e le infezioni delle vie urinarie.