dossier 14 dicembre 2018
Studi Camera - Giustizia Contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, prescrizione e trasparenza dei partiti e movimenti politici

Il disegno di legge A.C. 1189-B è all'esame della Camera dei deputati dopo la prima approvazione, del 22 novembre 2018, a seguito delle modifiche apportate dal Senato.

Il disegno di legge originario A.C. 1189 recante misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici,  è stato presentato dal Governo alla Camera il 24 settembre 2018 ed è stato assegnato in sede referente alle Commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia, che ne hanno avviato l'esame il 4 ottobre.
Nel corso dell'esame in sede referente le Commissioni hanno deliberato di ampliare il perimetro originario del disegno di legge al tema della prescrizione del reato.
Le Commissioni hanno approvato numerose modifiche al testo, tra le quali anche una modifica al titolo, concernente l'ampliamento del contenuto del disegno di legge alle modifiche alla disciplina della prescrizione. Anche nel corso dell'esame da parte dell' Assemblea della Camera sono state introdotte diverse modifiche.
In data 23 novembre 2018,  il provvedimento ha iniziato il suo iter al Senato (A.S. 955), presso la Commissione giustizia. In tale sede è stata introdotta una sola modifica al testo, confermata dall'Assemblea de l Senato ,che ha approvato il provvedimento il 13 dicembre 2018.

L'unica modifica apportata dal Senato consiste nella soppressione - all'articolo 1, comma 1 - della lettera r). Tale disposizione, introdotta nel corso dell'esame presso l'Assemblea della Camera, introduceva sostanzialmente una forma aggravata di abuso d'ufficio aggiungendo un comma all'art. 323 c.p.

In particolare la norma prevedeva un innalzamento da uno a due anni per la fattispecie delittuosa di abuso di ufficio nel caso in cui «il fatto del pubblico ufficiale o dell'incaricato di un pubblico servizio consiste nell'appropriazione mediante distrazione di somme di denaro o di altra cosa mobile altrui delle quali ha il possesso o comunque l'autonoma disponibilità per ragione del suo ufficio o servizio, nell'ambito di un procedimento disciplinato da legge o regolamento che appartenga alla sua competenza». Tale disposizione, quindi, nel caso in cui la distrazione avvenisse "nell'ambito di un procedimento disciplinato da legge o regolamento" che appartenesse alla competenza del pubblico ufficiale o dell'incaricato di pubblico servizio, sembrava ricondurre all'abuso d'ufficio una fattispecie attualmente configurata come peculato dall'art. 314 del codice penale e punita più severamente (reclusione da quattro anni a dieci anni e sei mesi).

Si ricorda infatti che l'art. 314 c.p. (Peculato) punisce con la reclusione da quattro anni a dieci anni e sei mesi, i pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio che, avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di denaro o altra cosa mobile altrui, se ne appropria.

Oltre che sulla pena, che sarebbe risultata più lieve, la novella prevista dalla soppressa lettera r) avrebbe avuto come conseguenze, sia una prescrizione più breve dell'illecito (applicandosi quella per l'abuso d'ufficio), sia la sua applicazione - in quanto legge più favorevole - ai procedimenti penali in corso.

  • atto camera 1189-B S. 955. - "Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, nonché in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici" (approvato dalla Camera e modificato dal Senato) (1189-B)
    iter vedi su camera.it
    • 13 12 2018 Assegnato
    • 13 12 2018 Da assegnare
    • 17 12 2018 Concluso l'esame da parte della Commissione. In stato di relazione
    • 17 12 2018 In corso di esame in Commissione
    • 18 12 2018 Approvato definitivamente, non ancora pubblicato
    • 18 12 2018 In discussione
    • 18 12 2018 Approvato definitivamente. Legge
 
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