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Autonomie territoriali e finanza locale

Con la riforma degli enti locali, approvata nel 2014, è profondamente mutato l'assetto ordinamentale delle autonomie territoriali: sono state ridefinite le funzioni e le modalità di elezione degli .

Le province hanno così assunto il ruolo di enti di area vasta e i relativi organi – il presidente della provincia ed il consiglio provinciale - sono divenuti organi elettivi di secondo grado; analogo impianto è stato seguito per il consiglio nelle città metropolitane.

Tema ricorrente nelle ultime legislature è stata la semplificazione della disciplina degli enti locali e la promozione della gestione associata delle funzioni e dei servizi comunali, come emerso nelle attività conoscitive svolte in sede parlamentare.

Nel 2017 è inoltre giunto a conclusione l'iter della legge volta ad introdurre misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni e per il recupero dei relativi centri storici. Parallelamente, nella relazione conclusiva della Commissione di inchiesta parlamentare istituita per la prima volta nella XVII legislatura su tali tematiche sono stati enucleati possibili interventi da assumere per superare il degrado ed i disagio delle città e delle loro periferie.

Per quanto riguarda l'assetto ordinamentale regionale, sono state oggetto di specifiche attività conoscitive in sede parlamentare degli ultimi anni i temi del c.d. regionalismo differenziato, anche a seguito dei referendum consultivi svolti nel 2017, e dell'attuazione del federalismo fiscale. Sono state al contempo approvate, alla fine del 2017, leggi di variazione territoriale dei confini regionali e provinciali, secondo il percorso costituzionale dettato dagli articoli 132 e 133 e modifiche a Statuti speciali.

Un ambito di rilievo nel settore delle autonomie nel dibattito degli ultimi decenni è inoltre costituito dai servizi pubblici (SPL) di rilevanza economica, la cui disciplina è stata oggetto di interventi, non solo normativi, costituiti anche da esiti referendari e da pronunce della Corte costituzionale. In attuazione della legge di riforma della pubblica amministrazione n. 124/2015 è stato, al contempo, adottato il Testo unico delle società partecipate.

Con riguardo alla finanza territoriale, il concorso di regioni ed enti locali alla sostenibilità delle finanze pubbliche, che fino al 2015 è stato effettuato mediante lo strumento del patto di stabilità interno, a partire dal 2016 viene ad essere realizzato, sulla base della nuova regola del pareggio di bilancio introdotto dalla legge costituzionale n.1 del 2012, mediante il vincolo dell'equilibrio di bilancio. Ad esso si accompagna l'introduzione di misure di flessibilità tramite gli strumenti delle intese regionali e dei patti di solidarietà nazionali, tese a favorire la spesa per investimenti.

Un altro importante elemento che ha caratterizzato la legislatura è costituito dalla nuova disciplina della armonizzazione dei sistemi contabili delle regioni, degli enti locali e dei loro organismi, che dopo una fase di sperimentazione, è entrata a regime dal 2016, incluse le autonomie speciali.

Per quanto concerne la fiscalità comunale, sottoposta nel corso della legislatura a continui aggiustamenti riconducibili sostanzialmente alle modifiche del sistema impositivo dell'abitazione principale, la principale fonte di finanziamento è venuta ora ad incentrarsi sul Fondo di solidarietà comunale, che costituisce il fondo per il finanziamento - anche con finalità di perequazione - dei comuni..

Per le province (e le città metropolitane) dopo alcuni interventi che nella prima parte della legislatura ne hanno ridimensionato le risorse, sono poi intervenute mediante le due ultime leggi di bilancio, anche a seguito degli esiti del referendum costituzionale, misure di sostegno. Quanto infine alle regioni, per quelle a statuto ordinario il contributo agli obiettivi di finanza pubblica, stabilito nella prima parte della legislatura in sede di manovra finanziaria annuale, viene dal 2016 assicurato mediante il vincolo della nuova regola del pareggio di bilancio. In termini analoghi si è definito il contributo alla sostenibilità delle finanze pubbliche da parte delle autonomie speciali, confermandosi comunque per esse il carattere pattizio delle proprie relazioni finanziarie con lo Stato.

 
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