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Autonomie territoriali e finanza locale

Per quanto riguarda l'assetto ordinamentale, negli ultimi anni hanno assunto particolare rilievo nel dibattito parlamentare i temi del c.d. regionalismo differenziato, in attuazione delle previsioni dell'art. 116, terzo comma, della Costituzione e delle misure volte alla semplificazione della disciplina riguardante gli enti locali.   

Per quanto concerne la finanza territoriale, gli interventi si sono dispiegati entro la nuova cornice costituzionale della regola del pareggio di bilancio. In particolare, è stata innovata la disciplina dell'equilibrio di bilancio delle regioni e degli enti locali, è stata definita una complessiva riforma dell'imposizione immobiliare locale ed è stata modificata la disciplina del Fondo di solidarietà comunale (FSC).

Assetto ordinamentale

Nel dibattito parlamentare degli ultimi anni è stato particolarmente rilevante il tema del c.d. regionalismo differenziato, promosso a seguito dei referendum consultivi svolti in alcune regioni nel 2017 ed alle successive iniziative assunte dal Governo. Nella legislatura in corso sono state svolte numerose attività conoscitive in sede parlamentare per appronfondire i diversi aspetti connessi all'attuazione della norma costituzionale (art. 116, terzo comma, Cost.).  

Tema ricorrente nelle ultimi anni è stato altresì quello degli interventi per la semplificazione della disciplina relativa agli enti locali e della valorizzazione della gestione associata delle funzioni e dei servizi comunali, come emerso anche nelle attività conoscitive svolte in sede parlamentare, su cui è intervenuta, con una recente pronuncia, anche la Corte costituzionale.

A partire dal 10 gennaio 2019 è stata avviata inoltre l'attività del tavolo tecnico-politico, istituito con il decreto-legge n. 91/2018, con il compito di definire le linee guida per una revisione organica della disciplina di province e città metropolitane, dopo la riforma degli enti locali, approvata con la legge n. 56/2014. 

Finanza territoriale

Per quanto concerne la finanza territoriale, gli interventi si sono dispiegati entro la nuova cornice della regola costituzionale del pareggio di bilancio, introdotto dalla legge costituzionale n.1 del 2012.

In linea generale, il percorso attuativo della legge delega sul federalismo fiscale è stato implementato solo parzialmente, anche a causa dei mutamenti intervenuti nel quadro istituzionale della finanza locale, riconducibili principalmente all'aggravarsi della crisi economico-finanziaria e alla conseguente necessità di una maggior centralizzazione delle decisioni di entrata e di spesa. Dopo una lunga fase di espansione dell'autonomia finanziaria, infatti, il sistema delle entrate degli enti territoriali è stato caratterizzato da interventi volti a incrementare il ruolo del coordinamento e della finanza derivata, con una nuova espansione dei trasferimenti e di forme di entrata direttamente regolate dal centro.

E' stata innovata la disciplina dell'equilibrio di bilancio delle regioni e degli enti locali, superando la regola, introdotta in via definitiva nel 2017, secondo cui il bilancio è in equilibrio quando presenta un saldo non negativo, in termini di competenza, tra le entrate finali e le spese finali. Le regioni a statuto speciale, le province autonome e gli enti locali a partire dal 2019, le regioni ordinarie a partire dal 2020 (termine inizialmente fissato al 2021 e, successivamente, anticipato al 2020 dalle legge di bilancio per il 2020), potranno pertanto utilizzare in modo pieno il risultato di amministrazione e il fondo pluriennale vincolato di entrata e di spesa ai fini dell'equilibrio di bilancio per cui già in fase previsionale, il vincolo di finanza pubblica coinciderà con gli equilibri ordinari, secondo la disciplina contabile armonizzata (di cui al D.Lgs. 118/2011) e le disposizioni del TUEL (D.Lgs. 267/2000), senza l'ulteriore limite fissato dal saldo finale di competenza non negativo.

Per quanto concerne la fiscalità comunale, la legge di bilancio 2020 ha definito una complessiva riforma dell'assetto dell'imposizione immobiliare locale, con l'unificazione delle due vigenti forme di prelievo (l'Imposta comunale sugli immobili, IMU e il Tributo per i servizi indivisibili – TASI). E' stata anche significativamente modificata la disciplina della TARI. Il settore è stato inoltre caratterizzato da frequenti modifiche della disciplina di alimentazione e di riparto del Fondo di solidarietà comunale, strumento finalizzato ad assicurare un'equa distribuzione delle risorse ai comuni, con funzioni sia di compensazione delle risorse storiche che di perequazione, in un'ottica di progressivo abbandono della spesa storica. L'applicazione di criteri di riparto di tipo perequativo nella distribuzione delle risorse del Fondo, basati sulla differenza tra capacità fiscali e fabbisogni standard, ha preso avvio nel 2015 con l'assegnazione di quote via via crescenti del Fondo. A seguito di ripetuti interventi volti a rinviare nel tempo il percorso di incremento dell'incidenza del criterio perequativo, il raggiungimento del 100% della perequazione, inizialmente previsto nell'anno 2021, è stato posticipato all'anno 2030.

Per quanto attiene alla fiscalità provinciale, dopo l'esito negativo del referendum costituzionale del 2016 sull'abolizione delle province, sono state previste misure straordinarie volte a garantire il sostegno finanziario necessario per l'esercizio delle funzioni fondamentali, soprattutto in relazione ad interventi finalizzati alla manutenzione di strade e scuole.

Il contributo alla finanza pubblica delle regioni a statuto speciale è stato determinato dalla legge in attuazione di nuovi accordi bilaterali, stipulati dallo Stato con le regioni Valle d'Aosta, Sicilia, Friuli Venezia Giulia, Sardegna e Tentino Alto Adige.

Infine, è proseguito il processo di attuazione delle misure volte al censimento e alla revisione straordinaria delle società partecipate da enti pubblici.

 
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