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Pubblica amministrazione

Nei primi mesi della XVIII legislatura sono state illustrate le linee programmatiche della Ministra Giulia Bongiorno in materia di lavoro pubblico, organizzazione delle pubbliche amministrazioni, sistemi di gestione orientati ai risultati, semplificazione e digitalizzazione nel corso dell'audizione svolta presso le Commissioni riunite Affari costituzionali e Lavoro della Camera e del Senato. Sono stati successivamente esaminati dalle Camere il disegno di legge recante interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell'assenteismo (legge 56/2019) ed il decreto-legge semplificazione (135/2018), volti ad intervenire sulle tematiche connesse alla pubblica amministrazione sotto il profilo organizzativo, del personale e delle procedure.

Sono inoltre in corso di esame parlamentare i disegni di legge recanti deleghe al Governo per la semplificazione e la razionalizzazione dell'assetto normativo di diversi settori (quali il lavoro, il turismo ecc.) ed il disegno di legge recante deleghe al Governo per il miglioramento della pubblica amministrazione (S. 1122). 

In precedenza, l'adozione di misure per la riorganizzazione della pubblica amministrazione ha rappresentato il filo conduttore degli interventi normativi adottati per la riforma del settore. In attuazione della legge delega n. 124/2015, adottata dopo una consultazione pubblica promossa il 30 aprile 2014, sono state, in particolare, approvate disposizioni modificative della disciplina del procedimento amministrativo, nonché in materia di licenziamento disciplinare, dirigenza sanitaria, ordinamento delle forze di polizia, società partecipate, autorità portuali, enti di ricerca e giustizia contabile. Rispetto alle deleghe previste da tale legge, nella XVIII legislatura è stato prorogato fino a settembre 2019 il termine per l'adozione di decreti legislativi integrativi e correttivi in materia di revisione del processo contabile e di riordino dei ruoli delle Forze di polizia.

Parallelamente, la valutazione dei dipendenti pubblici ha rappresentato uno dei principali filoni di intervento degli ultimi anni unitamente alla trasparenza delle pubbliche amministrazioni: sono state, in particolare, introdotte più ampie prescrizioni in materia di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni relative ai titolari di incarichi pubblici o di rapporti con la p.a.. E' stato altresì introdotto nell'ordinamento l'istituto del c.d. accesso generalizzato o libero ai documenti delle pubbliche amministrazioni - sul modello del Freedom of Information Act FOIA statunitense - basato sulla possibilità di chiunque di accedere alle informazioni detenute dalle autorità pubbliche, ad esclusione di un elenco tassativo di atti sottoposti a regime di riservatezza. E' stato al contempo riformato il Codice dell'amministrazione digitale (CAD) sulla base del principio digital first e con la finalità di accelerare l'attuazione dell'agenda digitale europea.

Il Parlamento è altresì intervenuto con una serie di disposizioni che hanno modificato, rispetto a taluni profili, la disciplina della dirigenza pubblica quali le modalità di accesso, i limiti al trattamento economico, le condizioni per il conferimento degli incarichi, il sistema delle scuole di formazione pubblica della dirigenza. In attuazione della normativa anticorruzione è stata oggetto di riordino la disciplina in materia di inconferibilità ed incompatibilità degli incarichi.

 

Per quanto concerne il pubblico impiego, le principali misure adottate riguardano il contenimento delle spese di personale, la stabilizzazione dei precari, le modalità di accesso alla pubblica amministrazione.

Con la legge di bilancio per il 2018 (legge n. 205/2017) si è arrivati al superamento del blocco della contrattazione, con lo stanziamento delle somme necessarie a far fronte alla ripresa della dinamica stipendiale nel pubblico impiego. Sono stati dunque rinnovati i CCNL dei comparti Funzioni centrali (sottoscritto in via definitiva il 12 febbraio 2018), Istruzione e ricerca (sottoscritto in via definitiva il 19 aprile 2018), Sanità (sottoscritto in via definitiva il 22 maggio 2018) e Funzioni locali (sottoscritto in via definitiva il 22 maggio 2018).

Nel corso della XVIII Legislatura sono stati rideterminati gli oneri complessivi (pari a 1.100 milioni di euro per il 2019, 1.425 milioni per il 2020 e 1.775 milioni dal 2021)  per la contrattazione collettiva nazionale per il triennio 2019-2021 del pubblico impiego e per i miglioramenti economici per il personale statale in regime di diritto pubblico.

Anche all'inzio della XVIII Legislatura sono state adottate specifiche misure relative alle dotazioni organiche della P.A., con particolare riguardo al cd. turn over.

Dal 2019, in generale, la percentuale del personale che si può assumere è pari al contingente corrispondente ad una spesa del 100% della spesa relativa al medesimo personale cessato nell'anno precedente, essendo terminata la precedente limitazione per il triennio 2016-2018. Tuttavia, la legge di bilancio 2019  ha disposto che, per il 2019, la Presidenza del Consiglio dei ministri, i Ministeri, gli enti pubblici non economici e le Agenzie fiscali, in relazione alle ordinarie facoltà di assunzione riferite al medesimo anno, non possano effettuare assunzioni di personale a tempo indeterminato con decorrenza giuridica ed economica anteriore al 15 novembre 2019.

Per quanto concerne le modalità di accesso alla pubblica amministrazione, la legge di bilancio 2019, nel disporre che le graduatorie relative alle procedure concorsuali delle P.A. bandite dopo il 1° gennaio 2019  siano impiegate esclusivamente per la copertura dei posti messi a concorso (senza, quindi, possibilità di assunzione di idonei), fermi restando i termini di vigenza delle medesime graduatorie, ha modificato, in via transitoria, i suddetti termini di durata a seconda dell'anno di approvazione della graduatoria, con riferimento agli anni 2010-2018 (confermando il termine già vigente di 3 anni per le graduatorie approvate a decorrere dal 1° gennaio 2019, nonché la possibilità, per le leggi regionali, di stabilire periodi di vigenza inferiori).

 

 
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