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Pubblica amministrazione

L'adozione di misure per la riorganizzazione della pubblica amministrazione ha rappresentato il filo conduttore degli interventi normativi degli ultimi anni. In attuazione della legge delega n. 124/2015, adottata dopo una consultazione pubblica promossa il 30 aprile 2014, sono state, in particolare, adottate disposizioni modificative della disciplina del procedimento amministrativo, nonché in materia di licenziamento disciplinare, dirigenza sanitaria, ordinamento delle forze di polizia, società partecipate, autorità portuali, enti di ricerca e giustizia contabile.

Parallelamente, la valutazione dei dipendenti pubblici ha rappresentato uno dei principali filoni di intervento unitamente alla trasparenza delle pubbliche amministrazioni: sono state, in particolare, introdotte più ampie prescrizioni in materia di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni relative ai titolari di incarichi pubblici o di rapporti con la p.a.. E' stato altresì introdotto nell'ordinamento l'istituto del c.d. accesso generalizzato o libero ai documenti delle pubbliche amministrazioni - sul modello del Freedom of Information Act FOIA statunitense - basato sulla possibilità di chiunque di accedere alle informazioni detenute dalle autorità pubbliche, ad esclusione di un elenco tassativo di atti sottoposti a regime di riservatezza. E' stato al contempo riformato il Codice dell'amministrazione digitale (CAD) sulla base del principio digital first e con la finalità di accelerare l'attuazione dell'agenda digitale europea.

Il Parlamento è altresì intervenuto con una serie di disposizioni che hanno modificato, rispetto a taluni profili, la disciplina della dirigenza pubblica quali le modalità di accesso, i limiti al trattamento economico, le condizioni per il conferimento degli incarichi, il sistema delle scuole di formazione pubblica della dirigenza. In attuazione della normativa anticorruzione è stata oggetto di riordino la disciplina in materia di inconferibilità ed incompatibilità degli incarichi.

 

Per quanto concerne il pubblico impiego, le principali misure adottate riguardano il contenimento delle spese di personale, la stabilizzazione dei precari, le modalità di accesso alla pubblica amministrazione.

Al fine di consolidare le misure di razionalizzazione e di contenimento delle spese di personale è stata disposta, a più riprese, la proroga di varie disposizioni volte a limitare la crescita dei trattamenti economici, anche accessori, del personale (cd. blocco della contrattazione). Solo con la legge di bilancio per il 2018 (legge n. 205/2017) si è arrivati al superamento del blocco della contrattazione, con lo stanziamento delle somme necessarie a far fronte alla ripresa della dinamica stipendiale nel pubblico impiego. Ad oggi risultano rinnovati i CCNL dei comparti Funzioni centrali e Funzioni locali (sottoscritti, rispettivamente, il 12 e il 21 febbraio 2018), mentre sono in corso le trattative nei restanti due comparti (comparto Istruzione e ricerca e comparto Sanità).

Specifiche misure hanno riguardato le dotazioni organiche della P.A., con particolare riguardo alla limitazione del turn over.

Al fine di contenere il ricorso a forme contrattuali flessibili il legislatore ha introdotto criteri più stringenti per la stipula dei contratti a termine da parte delle pubbliche amministrazioni.

Per consentire il progressivo riassorbimento del precariato, sono state previste specifiche procedure di stabilizzazione e l'espletamento di procedure concorsuali riservate. Per quanto concerne le modalità di accesso alla pubblica amministrazione, il legislatore ha prorogato (a più riprese) la validità delle graduatorie concorsuali, ha promosso il progressivo assorbimento dei vincitori di concorso e, soprattutto, ha previsto un concorso pubblico unico (organizzato dal Dipartimento della funzione pubblica) per il reclutamento di figure professionali comuni a tutte le P.A.

Infine, è stata ridefinita la disciplina della responsabilità disciplinare dei pubblici dipendenti, con l'obiettivo di accelerare e rendere effettivo l'esercizio dell'azione disciplinare, soprattutto in relazione ai casi di falsa attestazione della presenza in servizio.

 

 
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