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Pubblica amministrazione

Nei primi mesi della XVIII legislatura sono state oggetto di esame parlamentare misure in materia di lavoro pubblico, organizzazione delle pubbliche amministrazioni, sistemi di gestione orientati ai risultati, semplificazione e digitalizzazione. Sono stati in particolare approvati dalle Camere la legge recante interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell'assenteismo (n. 56/2019) ed il decreto-legge semplificazione (135/2018), volti ad intervenire sulle tematiche connesse alla pubblica amministrazione sotto il profilo organizzativo, del personale e delle procedure. 

Numerose disposizioni normative hanno riguardato negli ultimi anni anche le misure per rafforzare l'informatizzazione e la trasparenza della pubblica amministrazione.

Sono inoltre in corso di esame parlamentare alcuni disegni di legge recanti deleghe al Governo per la semplificazione e la razionalizzazione dell'assetto normativo di diversi settori (lavoro, turismo ecc.)

Negli ultimi anni, l'adozione di misure per la riorganizzazione della pubblica amministrazione ha rappresentato il filo conduttore degli interventi normativi adottati per la riforma del settore. In attuazione della legge delega n. 124/2015, adottata dopo una consultazione pubblica promossa il 30 aprile 2014, sono state, in particolare, approvate disposizioni modificative della disciplina del procedimento amministrativo, nonché in materia di licenziamento disciplinare, dirigenza sanitaria, ordinamento delle forze di polizia, società partecipate, autorità portuali, enti di ricerca e giustizia contabile. 

Parallelamente, la valutazione dei dipendenti pubblici ha rappresentato uno dei principali filoni di intervento degli ultimi anni unitamente alla trasparenza delle pubbliche amministrazioni: sono state, in particolare, introdotte più ampie prescrizioni in materia di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni relative ai titolari di incarichi pubblici o di rapporti con la p.a.. E' stato altresì introdotto nell'ordinamento l'istituto del c.d. accesso generalizzato o libero ai documenti delle pubbliche amministrazioni - sul modello del Freedom of Information Act FOIA statunitense - basato sulla possibilità di chiunque di accedere alle informazioni detenute dalle autorità pubbliche, ad esclusione di un elenco tassativo di atti sottoposti a regime di riservatezza. E' stato al contempo riformato il Codice dell'amministrazione digitale (CAD) sulla base del principio digital first e con la finalità di accelerare l'attuazione dell'agenda digitale europea.

Il Parlamento è altresì intervenuto con una serie di disposizioni che hanno modificato, rispetto a taluni profili, la disciplina della dirigenza pubblica quali le modalità di accesso, i limiti al trattamento economico, le condizioni per il conferimento degli incarichi, il sistema delle scuole di formazione pubblica della dirigenza. In attuazione della normativa anticorruzione è stata oggetto di riordino la disciplina in materia di inconferibilità ed incompatibilità degli incarichi.

 

Per quanto concerne il pubblico impiego, le principali misure adottate riguardano il contenimento delle spese di personale, la stabilizzazione dei precari, le modalità di accesso alla pubblica amministrazione.

Con la legge di bilancio per il 2018 si è arrivati al superamento del blocco della contrattazione, con lo stanziamento delle somme necessarie a fare fronte alla ripresa della dinamica stipendiale nel pubblico impiego. Sono stati dunque rinnovati i CCNLcontratti collettivi nazionali di lavoro dei comparti Funzioni centrali (sottoscritto in via definitiva il 12 febbraio 2018), Istruzione e ricerca (sottoscritto in via definitiva il 19 aprile 2018), Sanità (sottoscritto in via definitiva il 22 maggio 2018) e Funzioni locali (sottoscritto in via definitiva il 22 maggio 2018).

Nel corso della XVIII Legislatura sono stati rideterminati gli oneri complessivi (pari a 1.100 milioni di euro per il 2019, 1.425 milioni per il 2020 e 1.775 milioni dal 2021)  per la contrattazione collettiva nazionale per il triennio 2019-2021 del pubblico impiego e per i miglioramenti economici per il personale statale in regime di diritto pubblico. I suddetti importi sono stati successivamente incrementati dalla legge di bilancio 2020, portandoli a 1.750 milioni di euro per il 2020 e a 3.375 milioni di euro annui dal 2021.

Anche all'inzio della XVIII Legislatura sono state adottate specifiche misure relative alle dotazioni organiche della P.A., con particolare riguardo al cosiddetto turn over.

Dal 2019, in generale, la percentuale del personale che si può assumere è pari al contingente corrispondente ad una spesa del 100% della spesa relativa al medesimo personale cessato nell'anno precedente, essendo terminata la precedente limitazione per il triennio 2016-2018. Sul punto, si ricorda però che la legge di bilancio 2019  aveva disposto che, per il 2019, la Presidenza del Consiglio dei ministri, i Ministeri, gli enti pubblici non economici e le Agenzie fiscali, in relazione alle ordinarie facoltà di assunzione riferite al medesimo anno, non potessero effettuare assunzioni di personale a tempo indeterminato con decorrenza giuridica ed economica anteriore al 15 novembre 2019.

Successivamente, i decreti legge numero 34 del 2019 e numero 162 del 2019 hanno superato la suddetta disciplina con riferimento alle regioni, ai comuni, alle province e alle città metropolitane cosiddetti virtuosi, ossia: che registrino una spesa di personale sostenibile da un punto di vista finanziario (potranno infatti assumere personale a tempo indeterminato sino ad una spesa complessiva per tutto il personale dipendente non superiore ad un determinato valore soglia, definito con decreto ministeriale); che, pur avendo intrapreso un percorso di graduale contenimento del rapporto fra spese per il personale ed entrate, dal 2025 non abbiano portato tale rapporto al disotto del citato valore soglia (e saranno legittimate ad applicare un turn over pari al 30 per cento, fino al conseguimento del medesimo valore soglia).

Per quanto concerne le modalità di accesso alla pubblica amministrazione, la legge di bilancio 2020, ha abrogato la disposizione in base alla quale le pubbliche amministrazioni (fatte salve determinate esclusioni, transitorie o permanenti), potevano utilizzare le graduatorie dei concorsi banditi a decorrere dal 1° gennaio 2019 esclusivamente per la copertura dei posti indicati nel bando, nonché per fattispecie specifiche di scorrimento (relative alla mancata costituzione o all'avvenuta estinzione del rapporto di lavoro con i vincitori ed al cosiddetto collocamento obbligatorio). Conseguentemente, è stata ripristinata la possibilità di scorrimento delle graduatorie degli idonei.

La medesima legge di bilancio ha, inoltre, modificato, in via transitoria, i termini di durata delle graduatorie (già modificati dalla legge di bilancio 2019) a seconda dell'anno di approvazione, con riferimento agli anni 2010-2018, confermando il termine già vigente di 3 anni per le graduatorie approvate nel 2019 e riducendo il medesimo termine mobile da tre a due anni per le graduatorie approvate a decorrere dal 1° gennaio 2020.

 

 
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