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Banche e mercati finanziari

Con riferimento al settore bancario, si segnala in primo luogo che il decreto-legge "crescita" (Decreto-legge n. 34 del 2019) proroga dal 31 dicembre 2019 al 31 dicembre 2020 il termine per l'attuazione della riforma delle banche popolari prevista dal decreto legge n. 3 del 2015. Inoltre ha modificato la disciplina del Fondo indennizzo risparmiatori (FIR) disponendo – accanto alle ordinarie procedure di ristoro – anche una procedura di indennizzo forfettario. Con la pubblicazione del decreto attuativo dell'8 agosto 2019, dal 22 agosto 2019 è possibile presentare le relative domande esclusivamente attraverso procedura telematica sul relativo portale.

Nel corso dell'esame alla Camera sono stati attribuiti alla Consob poteri inibitori nei confronti dei fornitori di connettività alla rete internet e dei gestori di altre reti telematiche o di telecomunicazione, per contrastare le iniziative di chi offre o svolge servizi o attività di investimento senza esservi abilitato; sono state introdotte norme in materia di Fintech, che istituiscono uno spazio sperimentale tecnico normativo, con una regolamentazione semplificata, per le imprese operanti nel settore finanziari attraverso la tecnologia (regulatory sandbox). Inoltre è stato prorogato il termine per il rilascio della garanzia dello Stato sulle nuove obbligazioni di banca Carige; infine sono state inserite agevolazioni fiscali, sotto forma di credito d'imposta per imposte differite attive, in favore di aziende – anche creditizie - del Mezzogiorno. 

Il Documento di Economia e Finanza per il 2019 ha fatto il punto sul percorso di ristrutturazione e risanamento del settore bancario portato avanti negli ultimi anni; a tale proposito si consiglia la lettura del dossier "Documento di economia e finanza 2019predisposto congiuntamente dai Servizi di documentazione di Camera e Senato.

La legge n. 28 del 2019 ( A.C. 1353) ha istituito una Commissione bicamerale di inchiesta sul sistema bancario e finanziario: essa è costituita da un pari numero di senatori e deputati, nominati dai presidenti delle Camere in proporzione al numero dei componenti dei gruppi.

La VI Commissione finanze della Camera, il 13 marzo 2019, ha approvato la risoluzione 7-00205 Pastorino, relativa ai termini di prescrizione per la presentazione di ricorsi all'Arbitro bancario finanziario (ABF), volta a mantenere i termini attuali, pari a circa dieci anni, impegnando il Governo ad adottare le iniziative di competenza affinché si individuino soluzioni che consentano la piena tutela dei risparmiatori, anche per l'ambito di competenza dell'Arbitro bancario finanziario, in sintonia con i principi generali dell'ordinamento in materia di prescrizione.

Nella riunione del 12 settembre 2019 il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha abbassato di diceci punti base il tasso di interesse sui depositi presso la banca centrale (da -0,40% a -0,50%). Il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali e il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale sono rimasti invariati. 

L'Istituto ha poi rilanciato la misura di quantitative easing, ovvero il programma straordinario di acquisto di titoli già intrapreso in passato per un ammontare mensile pari a 20 miliardi, a partire dal 1° novembre 2019 e senza un termine finale. 

Per sostenere il canale bancario di trasmissione della politica monetaria, è stato annunciato inoltre un sistema a due livelli per la remunerazione delle riserve, in cui parte della liquidità in eccesso detenuta dalle banche sarà esente dal pagamento del tasso di interesse negativo sui depositi presso la banca centrale.

 

Il decreto-legge n. 1 del 2019 (A.C. 1486) reca misure di sostegno pubblico in favore di Banca Carige S.p.a. - Cassa di risparmio di Genova e Imperia, per garantire la stabilità finanziaria e assicurare la protezione del risparmio, nel quadro della disciplina europea degli aiuti di Stato al settore bancario. In particolare, il provvedimento: 

  • al Capo I, disciplina la concessione della garanzia dello Stato sulle passività di nuova emissione della Banca Carige S.p.A. e sui finanziamenti alla stessa erogati discrezionalmente dalla Banca d'Italia per fronteggiare gravi crisi di liquidità (emergency liquidity assistance – ELA;
  • al Capo II autorizza il Ministero dell'economia e delle finanze (MEF) a sottoscrivere o acquistare azioni della Banca Carige S.p.A., definendo le modalità di tali interventi;
  • al Capo III stabilisce le opportune risorse finanziarie (1,3 miliardi) destinate alla copertura degli oneri derivanti dalle operazioni di sottoscrizione di azioni effettuate per il rafforzamento patrimoniale nel limite massimo di 1 miliardo di euro e dalle garanzie concesse dallo Stato su passività di nuova emissione e sull'erogazione di liquidità di emergenza a favore di Banca Carige S.p.A.

Vedi qui il dossier e qui le memorie depositate nelle audizioni.

Nella seduta del 9 luglio 2019 la Commissione VI Finanze  ha votato la soppressione degli articoli 1 e 2 dell'A.C. 313, conferendo il mandato al relatore a riferire in Aula in senso contrario: la proposta intendeva trasferire al Ministero dell'economia e finanze le quote di capitale della Banca d'Italia detenute da soggetti privati e, comunque, consentire che dette quote circolassero solo presso soggetti pubblici. 

E' all'esame della Commissione VI Finanze l'A.C. 1064 il quale, mediante l'interpretazione autentica della vigente normativa valutaria, intende specificare che la Banca d'Italia gestisce e detiene, ad esclusivo titolo di deposito, le riserve auree, su cui resta fermo il diritto di proprietà dello Stato italiano. Vedi qui il dossier. In materia di riserve auree, nella seduta del 21 febbraio 2019 al Senato, il Presidente del Consiglio ha risposto all'interrogazione n. 3-00622.

Si ricorda che la legge di bilancio 2019, 30 dicembre 2018, n. 145, ha introdotto alcune disposizioni sulla tutela del risparmio: è istituito nello stato di previsione del MEF, con una dotazione finanziaria iniziale di 525 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021, un Fondo indennizzo risparmiatori (FIR) per coloro che hanno subìto un pregiudizio ingiusto da parte di  banche e loro controllate aventi sede legale in Italia e poste in liquidazione coatta amministrativa dopo il 16 novembre 2015 e prima del 1° gennaio 2018. 

Tale Fondo è rivolto al ristoro dei risparmiatori a cui è stato recato un danno ingiusto in relazione all'investimento in azioni di banche poste in liquidazione coatta amministrativa nell'ultimo biennio, usufruendo dei servizi prestati dalla banca emittente o da società controllata e sostituisce quello istituito dalla legge di bilancio 2018, avente analoghe finalità. Il ristoro, non più subordinato all'accertamento del danno ingiusto da parte del giudice o dell'arbitro finanziario, è pari al 30 per cento del costo di acquisto, entro il limite massimo complessivo di 100.000 euro per ciascun risparmiatore.

Per ulteriori informazioni si rinvia ai dossier Legge di bilancio 2019 - Quadro di sintesi degli interventi e La legge di bilancio per il 2019.

Il decreto-legge n. 91 del 2018 (Proroga termini) è intervenuto su alcuni termini relativi ai processi di riforma delle banche popolari e delle banche di credito cooperativo (BCC) avviati, rispettivamente con il decreto-legge n. 3 del 2015 e con il decreto-legge n. 18 del 2016. per le BCC è stato specificato il carattere localistico tra i parametri da rispettare nel contratto di coesione, disciplinato il processo di consultazione sulle strategie del gruppo, nonché il grado di autonomia delle singole BCC in relazione alla relativa classe di rischio. E' stata poi estesa l'operatività del Fondo di ristoro in favore dei risparmiatori anche ai destinatari di pronunce favorevoli dell'Arbitro per le Controversie Finanziarie – ACF e posticipato al 31 gennaio 2019 il termine per l'emanazione delle norme secondarie di attuazione della disciplina del Fondo.

La Camera ha individuato le forme procedurali idonee a dare attuazione alla disciplina recata dai Regolamenti europei n.1024/2013 e n. 806/2014, in materia di banking dialogue, ovvero di interlocuzione con la Banca centrale europea e con il Comitato di risoluzione unico, al fine di consentire alla Camera dei deputati di esercitare con maggiore incisività le sue funzioni e di interloquire efficacemente con le predette autorità. Si veda, al riguardo, la  lettera tramessa dal Presidente della Camera alla VI Commissione Finanze.

Le Autorità di vigilanza del settore bancario e dei mercati finanziari, nelle proprie relazioni annuali, hanno delineato gli attuali scenari nei settori di riferimento ed hanno individuato specifiche linee operative. In particolare la Relazione annuale 2018 segnala che il credito bancario ha continuato ad aumentare in misura sostenuta per le famiglie mentre quello alle imprese ha registrato un'espansione elevata nella prima parte dell'anno. Il tasso di deterioramento dei prestiti è sceso su livelli inferiori a quelli del biennio 2006-07. La consistenza dei crediti deteriorati si è notevolmente ridotta sia in termini assoluti sia in rapporto al totale dei finanziamenti grazie a rilevanti operazioni di cessione. Anche i tempi di recupero delle posizioni classificate in sofferenza stanno gradualmente diminuendo. Inoltre é proseguita la riorganizzazione della rete distributiva: il numero degli addetti e quello degli sportelli è diminuito, favorendo il contenimento dei costi operativi. Il processo ha interessato soprattutto i cinque maggiori gruppi. Nei primi mesi del 2019 la struttura del settore si è modificata in maniera rilevante a seguito della riforma del credito cooperativo: il numero di banche non appartenenti a gruppi si è ridotto di oltre due terzi.

Con riferimento ai mercati finanziari, durante il discorso nell'Incontro annuale con il mercato finanziario, che segue la pubblicazione della Relazione per l'anno 2018, il presidente della Consob ha rilevato che a fine 2018 le attività finanziarie dell'Italia erano pari a 16.295 mld di euro, quasi 10 volte il PIL. Le famigliene possedevano 4.218 mld (22,6% in forma monetaria), le imprese 1.852 mld e l'estero 2.748 mld. Le passività finanziarie in contropartita erano accese dalle imprese per 3.764 mld di euro, dalle amministrazioni pubbliche per 2.682 mld, un ammontare quasi pari a quelle estere (2.672 mld). L'indebitamento delle famiglie è restato modesto, 0,9 mld, uno dei più bassi nel mondo sviluppato.


 
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