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Banche e mercati finanziari

Con riferimento al settore bancario si ricorda preliminarmente che, negli ultimi anni, tale ambito è stato oggetto di diversi interventi, anche sotto forma di provvedimenti d'urgenza, volti a fronteggiare le difficoltà delle banche italiane che, a seguito della crisi economico-finanziaria, presentavano un livello di capitalizzazione inadeguato rispetto alla rischiosità degli impieghi, anche a causa delle ingenti quantità di crediti deteriorati (cd. non performing loans – NPL) di cui si è inteso agevolare lo smaltimento.

Per far fronte all'emergenza Coronavirus sono state adottate numerose misure dirette a prevenirne ed arginarne l'espansione e, in particolare, gli effetti sul sistema economico. Si tratta di provvedimenti d'urgenza emanati a breve distanza l'uno dall'altro e concatenati tra loro (vedi lo specifico tema web).

Nell'ambito dei provvedimenti adottati, il decreto-legge n. 9/2020, decreto-legge n.18/2020 Cura Italia (L. n. 27/2020),  il decreto-legge n. 23 del 2020 Liquidità (Legge n. 40/2020) e il decreto-legge n. 34 del 2020 Rilancio (AS 1874, L. n. 77/2020)  hanno introdotto, tra l'altro, numerosi interventi di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese. Nel decreto-legge n. 18 del 2020 sono confluite le misure del decreto-legge n. 9, contestualmente abrogato; alcune misure del decreto-legge n. 18 sono state rafforzate o modificate dal decreto-legge n. 23. Il decreto-legge n. 34 del 2020 ha ulteriormente ampliato il quadro degli interventi, potenziando e talvolta prorogando varie misure già adottate.

Per una disamina dei principali inteventi del decreto Rilancio si rinvia al dossier sul quadro di sintesi degli interventi

In tale quadro, assumono particolare rilievo gli interventi a sostegno della liquidità del tessuto economico produttivo,  fortemente potenziati dal  citato D.L. n. 23/2020 (cd. Decreto Liquidità, qui il dossier ). Tale ultimo provvedimento ha da un lato modificato e dall'altro implementato le misure straordinarie introdotte dal D.L. n. 18/2020. Ciò anche grazie al nuovo quadro regolatorio degli aiuti di Stato, "State Aid Temporary Framework" della Commissione UE, nel frattempo intervenuto (cfr. relativo tema dell'attività parlamentare). La Commissione europea, il 14 aprile 2020, ha autorizzato i regimi di aiuti straordinari di sostegno previsti dal D.L. n. 23/2020. Ulteriori interventi a sostegno della liquidità delle imprese sono anche contenuti nel decreto-legge n. 34 del 2020.

Si rinvia  anche al tema dell'attività parlamentare sulle iniziative per fronteggiare la diffusione del COVID-19 e alle Faq del Mef. Per la risposta delle istituzioni dell'Unione europea all'epidemia di coronavirus, con particolare riferimento alle misure finalizzate a controbilanciare gli effetti socio-economici della crisi ed alla gestione delle frontiere esterne, si rinvia alla Nota  su atti dell'Unione europea del Servizio Studi del Senato. Per una panoramica degli interventi legati all'emergenza adottati nel settore bancario si veda l'apposita sezione del sito della Banca d'Italia.

La Banca d'Italia ha pubblicato la Relazione annuale sul 2019. Con riferimento specifico al settore creditizio, ha rilevato che gli effetti della diffusione dell'epidemia di Covid-19 sull'attività economica espongono il sistema bancario a nuovi rischi ma che, tuttavia, rispetto all'avvio della crisi finanziaria globale le condizioni di partenza sono tuttavia più solide. In particolare, l'incidenza dei crediti deteriorati netti si è ridotta di due terzi dal picco del 2015; l'impatto sul capitale dovuto alle variazioni di valore dei titoli di Stato è mitigato dalla diminuzione della quota di quelli valutati al fair value; i prestiti sono finanziati interamente dai depositi. Le ampie possibilità di rifinanziamento presso l'Eurosistema contribuiscono ad attenuare le tensioni sulla provvista. I prestiti alle famiglie hanno subito un rallentamento, ritenuto suscettibile di proseguire nei prossimi mesi. Il credito alle imprese è invece tornato a crescere marcatamente a seguito dell'aumento del fabbisogno di liquidità indotto dall'interruzione dell'attività produttiva; l'Istituto stima che l'accesso al credito delle imprese possa beneficiare delle ampie garanzie pubbliche sui prestiti.

Con specifico riguardo al settore bancario, il decreto-legge n. 142 del 2019  ha disciplinato una complessa operazione finanziaria intesa a sostenere le imprese del Mezzogiorno. Il provvedimento effettua un intervento di rafforzamento patrimoniale di Banca del Mezzogiorno-Mediocredito Centrale (MCC), che viene contestualmente autorizzata ad acquistare partecipazioni al capitale di banche e società finanziarie, per la promozione di attività finanziarie e di investimento anche a sostegno delle imprese nel Mezzogiorno. A seguito di tali operazioni di acquisto, si autorizza la scissione di MCC e la costituzione di una nuova società, a cui sono assegnate le attività e le partecipazioni acquisite da banche e società finanziarie e che è interamente partecipata dal Ministero dell'Economia e delle FinanzeSecondo quanto evidenziato dal Governo nel comunicato stampa del 13 dicembre 2019, le misure del provvedimento in esame si inseriscono nell'azione di rilancio della Banca Popolare di Bari (BPB). Per ulteriori approfondimenti, consulta il dossier.

Il Capo III del decreto-legge n. 22 del 2019  ha consentito la prosecuzione delle misure di smaltimento dei crediti in sofferenza presenti nei bilanci bancari, tramite la concessione di garanzie dello Stato nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione, che abbiano come sottostante crediti in sofferenza (Garanzia cartolarizzazione crediti in sofferenza – GACS), a tal fine utilizzando i meccanismi già disciplinati dal decreto-legge n. 18 del 2016, mentre il decreto-legge n. 1 del 2019 ha introdotto misure di sostegno pubblico in favore di Banca Carige S.p.a. - Cassa di risparmio di Genova e Imperia, per garantire la stabilità finanziaria e assicurare la protezione del risparmio, nel quadro della disciplina europea degli aiuti di Stato al settore bancario. Vedi qui il dossier.

Il decreto-legge "crescita" (Decreto-legge n. 34 del 2019) ha prorogato  dal 31 dicembre 2019 al 31 dicembre 2020 il termine per l'attuazione della riforma delle banche popolari prevista dal decreto legge n. 3 del 2015. Il provvedimento ha inoltre modificato la disciplina del Fondo indennizzo risparmiatori (FIR) disponendo – accanto alle ordinarie procedure di ristoro – anche una procedura di indennizzo forfettario. Con la pubblicazione del decreto attuativo dell'8 agosto 2019, dal 22 agosto 2019 è possibile presentare le relative domande esclusivamente attraverso procedura telematica sul relativo portale. Il Fondo, istituito dalla legge di bilancio 2019, 30 dicembre 2018, n. 145 nello stato di previsione del MEF, ha avuto una dotazione finanziaria iniziale di 525 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021, ed è rivolto a coloro che hanno subìto un pregiudizio ingiusto da parte di  banche e loro controllate aventi sede legale in Italia e poste in liquidazione coatta amministrativa dopo il 16 novembre 2015 e prima del 1° gennaio 2018. Per ulteriori informazioni si rinvia ai dossier Legge di bilancio 2019 - Quadro di sintesi degli interventi e La legge di bilancio per il 2019.

Nella Nota di aggiornamento al DEF per il 2019 Il Governo intende sostenere il completo risanamento del sistema bancario, rafforzare le tutele per i risparmiatori e stimolare i canali di finanziamento delle imprese alternativi a quello bancario.

La legge n. 28 del 2019 ha istituito una Commissione bicamerale di inchiesta sul sistema bancario e finanziario: essa è costituita da un pari numero di senatori e deputati, nominati dai presidenti delle Camere in proporzione al numero dei componenti dei gruppi. Consulta qui i lavori della Commissione.

La Camera ha individuato le forme procedurali idonee a dare attuazione alla disciplina recata dai Regolamenti europei n.1024/2013 e n. 806/2014, in materia di banking dialogue, ovvero di interlocuzione con la Banca centrale europea e con il Comitato di risoluzione unico, al fine di consentire alla Camera dei deputati di esercitare con maggiore incisività le sue funzioni e di interloquire efficacemente con le predette autorità. Si veda, al riguardo, la  lettera tramessa dal Presidente della Camera alla VI Commissione Finanze.

Per una panoramica dettagliata della disciplina del settore bancario italiano ed europeo si rinvia alla lettura del dossier Le riforme del sistema bancario a livello nazionale ed europeo realizzato dai Servizi Studi della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.

 

In tema di politica monetaria, la Banca centrale europea, a seguito dell'emergenza coronavirus, ha adottato una serie di misure per iniettare liquidità nel sistema e sostenere gli istituti bancari, mobilitando 1 350 miliardi di EUR per alleviare il debito pubblico durante la crisi, nonché 120 miliardi di euro sotto forma di allentamento monetario e 20 miliardi di euro per acquisti del debito.

In particolare, nella riunione di politica monetaria del 4 giugno il Consiglio direttivo della BCE ha deciso di incrementare la dotazione e di estendere l'orizzonte del programma di acquisto per l'emergenza pandemica (pandemic emergency purchase programme, PEPP), nonché di reinvestirne il capitale rimborsato a scadenza;  la dotazione del PEPP è stata elevata di 600 miliardi di euro, per un totale di 1.350 miliardi di euro ed è stato deciso di estendere l'orizzonte degli acquisti netti nell'ambito del PEPP almeno sino alla fine di giugno 2021, per reinvestire il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del PEPP almeno sino alla fine del 2022. Deliberato il 18 marzo 2020  il PEPP è un programma di acquisto di titoli del settore privato e del settore pubblico.

Al contempo, la BCE ha determinato di proseguire nel contempo l'originario programma di acquisto di attività; (PAA) a un ritmo mensile di 20 miliardi di euro, unitamente ad acquisti nel quadro della dotazione temporanea aggiuntiva di 120 miliardi di euro sino alla fine dell'anno (Quantitative Easing, il cui ampliamento è stato deliberato nella seduta del 12 marzo 2020).

Tra le altre misure di politica monetaria adottate in risposta alla pandemia si ricordano in questa sede:

-  le OMRLT-III, operazioni di rifinanziamento a lungo termine. Si tratta di operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine, strumenti non convenzionali di politica monetaria della BCE che consentono alle banche la possibilità di finanziarsi a lungo termine e le incentivano a incrementare l'erogazione di prestiti a favore di imprese e consumatori nell'area dell'euro. Applicando condizioni di rifinanziamento più favorevoli a causa della pandemia, esse intendono sostenere il credito bancario a favore dei più colpiti dalla diffusione del coronavirus, in particolare le piccole e medie imprese;

- le operazioni di rifinanziamento a più lungo termine per l'emergenza pandemica (ORLTEP) che, come deliberato il 30 aprile 2020, intendono sostenere le condizioni di liquidità del sistema finanziario dell'area dell'euro e contribuire a preservare l'ordinato funzionamento dei mercati monetari fornendo un efficace supporto di liquidità. Le ORLTEP sono costituite da sette operazioni di rifinanziamento aggiuntive, avranno inizio a maggio 2020 e avranno scadenze scaglionate tra luglio e settembre 2021, in linea con la durata delle misure di allentamento dei criteri di idoneità applicabili alle garanzie.

Al tempo stesso la Bce ha deciso di lasciare invariati i tassi d'interesse, confermando i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale i rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,50%. Al riguardo si ricorda che nella riunione del 12 settembre 2019 il Consiglio direttivo aveva abbassato di dieci punti base il tasso di interesse sui depositi presso la banca centrale (da -0,40 a -0,50%). 

Con riferimento ai mercati finanziari e alle società quotate, il decreto-legge 21 settembre 2019, n. 105, in materia di di sicurezza nazionale cibernetica, estende l'ambito operativo delle norme in tema di poteri speciali esercitabili dal Governo nei settori ad alta intensità tecnologica (cd. golden power) e riprende, integrandole, le previsioni del decreto-legge n. 64 del 2019, non convertito in legge. Tali poteri sono stati successivamente ampliati dal citato decreto-legge n. 23 del 2020. 

Il menzionato decreto "crescita" ha inoltre attribuito alla Consob poteri inibitori nei confronti dei fornitori di connettività alla rete internet e dei gestori di altre reti telematiche o di telecomunicazione, per contrastare le iniziative di chi offre o svolge servizi o attività di investimento senza esservi abilitato; sono state introdotte norme in materia di Fintech, che istituiscono uno spazio sperimentale tecnico normativo, con una regolamentazione semplificata, per le imprese operanti nel settore finanziari attraverso la tecnologia (regulatory sandbox). Inoltre è stato prorogato il termine per il rilascio della garanzia dello Stato sulle nuove obbligazioni di banca Carige; infine sono state inserite agevolazioni fiscali, sotto forma di credito d'imposta per imposte differite attive, in favore di aziende – anche creditizie - del Mezzogiorno. 

Il Rapporto Consob sulla corporate governance delle società quotate italiane per il 2019, pubblicato il 2 marzo 2020, fornisce evidenze in merito ad assetti proprietari, organi sociali, assemblee e operazioni con parti correlate, sulla base di dati desunti da segnalazioni statistiche di vigilanza e informazioni pubbliche. Il Rapporto contiene, tra l'altro, una ricognizione di alcuni fenomeni la cui evoluzione è legata a innovazioni regolamentari intervenute negli anni scorsi, quali: (a) la maggiorazione del diritto di voto, in riferimento a società che hanno emesso azioni a voto multiplo e previsto le cosiddette loyalty shares; (b) la presenza femminile negli organi di amministrazione delle società quotate italiane, con l'esame dei dati relativi all'ultima stagione assembleare (giugno 2019), in cui tale parametro ha registrato i valori massimi; (c) l'attivismo degli investitori istituzionali, con l'esame dei dati sulla partecipazione degli azionisti alle assemblee delle 100 società quotate a più alta capitalizzazione oltre al voto espresso sulla politica in materia di remunerazione, considerato quale indicatore del loro attivismo; (d) il rapporto tra corporate governance e sostenibilità, con l'aumento dell'attenzione delle società ai fattori ESG (Environment, Social, Governance) e, più in particolare, la previsione di nuovi parametri per retribuzioni più ‘sostenibili', quale l'attenzione a tematiche sociali e/o ambientali.

Il Presidente della Commissione Nazionale per le Società e la Borsa ha tenuto il 16 giugno 2020 l'incontro annuale con il mercato finanziario in occasione della presentazione della Relazione della CONSOB per il 2019. Nell'incontro è stato evidenziato che a fine 2019 le famiglie italiane disponevano di una ricchezza immobiliare, monetaria e finanziaria, al netto dell'indebitamento, pari a 8,1 volte il loro reddito disponibile, di cui 3,7 volte in forma di attività finanziarie, per un ammontare di 4.445 miliardi di euro. Nella prima parte del 2020, nonostante la gravità della pandemia Covid-19 e i timori degli effetti sull'economia, il risparmio ha reagito positivamente, ricomponendo gli investimenti a favore della moneta in linea con le ben note reazioni degli investitori alle incertezze. La perdita di valore delle azioni quotate nella borsa italiana è stata in linea con quella registrata dalle borse estere, anzi è stata leggermente inferiore a quella delle borse europee; la tendenza è verso il recupero delle quotazioni vigenti prima dello scoppio della crisi sanitaria. Anche i Fondi comuni di investimento italiani hanno reagito molto meglio di quelli del resto del mondo, dove sono stati registrati casi di mancato rimborso dei riscatti delle quote.

Nell'incontro, al fine di favorire la ripresa produttiva del Paese, sono state prospettate due soluzioni:

  • emettere obbligazioni pubbliche irredimibili (bond pubblici perpetui-consols), strumento tipico delle fasi belliche, alle quali la vicenda sanitaria è stata sovente paragonata che potrebbero riconoscere un tasso dell'interesse, esonerato fiscalmente, pari al massimo dell'inflazione del 2% che la BCE si è impegnata a non superare nel medio termine;
  • agevolare la formazione di capitale di rischio in sostituzione dell'indebitamento.

È stata pubblicata dall'IVASS la Relazione sull'attività svolta dall'Istituto nell'anno 2019. Sinteticamente dal testo emerge che la raccolta premi complessiva, pari a oltre 140 miliardi registra un incremento di circa 4 punti percentuali rispetto al 2018 e raggiunge il 7,8 per cento del PIL. La riduzione forzata della circolazione a causa dell'emergenza sanitaria ha avuto un impatto in termini di riduzione della frequenza dei sinistri, stimata in circa il 50 per cento, consentendo di quantificare per le compagnie un risparmio medio variabile tra 36 e 41 euro per polizza. A tale proposito il presidente dell'IVASS ha dichiarato che se i dati confermeranno questa riduzione dei sinistri e, quindi dei costi per le imprese, l'Istituto si attende che le misure di ristoro agli assicurati si estendano.

Nella Relazione si indica altresì che nel 2019 è continuata la tendenza alla diminuzione dei prezzi della Rc auto: per le auto, il premio medio delle polizze r.c. ammonta a 414 euro ( -2% rispetto al 2018). I sinistri sono il 6,4% delle polizze, con un costo medio pari a 4.186 euro. Per i ciclomotori e motocicli, il premio medio r.c. ammonta a 271 euro (+2% rispetto al 2018). I sinistri sono il 3,5% delle polizze, con un costo medio pari a 6.302 euro. È proseguita inoltre l'attività dell'IVASS per risvegliare le polizze vita dormienti non riscosse, che giacciono presso le imprese in attesa di prescrizione. Si è intervenuti nei confronti di cinque compagnie italiane che presentavano al 31 gennaio 2019 una elevata incidenza di polizze da indagare (circa 11 mila), sollecitando azioni di recupero a seguito delle quali sono state risvegliate altre 730 polizze per un totale di 8,6 milioni di euro. Dall'avvio della indagine sono state risvegliate 248.176 polizze per complessivi 4,4 miliardi di euro pagati o in corso di pagamento ai beneficiari.

 
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