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Banche e mercati finanziari

Con riferimento al settore bancario si ricorda preliminarmente che, negli ultimi anni, il sistema bancario è stato oggetto di diversi interventi, anche sotto forma di provvedimenti d'urgenza, volti a fronteggiare le difficoltà delle banche italiane che, a seguito della crisi economico-finanziaria, presentavano un livello di capitalizzazione inadeguato rispetto alla rischiosità degli impieghi, anche a causa delle ingenti quantità di crediti deteriorati (cd. non performing loans – NPL) di cui si è inteso agevolare lo smaltimento.

Per far fronte all'emergenza Coronavirus,sono state adottate numerose misure a livello nazionale ed internazionale dirette a  prevenirne ed arginarne l'espansione, per la cui descrizione si rinvia al tema web Nell'ambito dei provvedimenti adottati, il decreto legge n. 9 (AC 2428) e il decreto legge n.18 del 2020 (AS 1766) hanno introdotto, tra l'altro, numerose misure di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza. 

Il decreto-legge n. 142 del 2019  ha disciplinato una complessa operazione finanziaria intesa a sostenere le imprese del Mezzogiorno. Il provvedimento effettua un intervento di rafforzamento patrimoniale di Banca del Mezzogiorno-Mediocredito Centrale (MCC), che viene contestualmente autorizzata ad acquistare partecipazioni al capitale di banche e società finanziarie, per la promozione di attività finanziarie e di investimento anche a sostegno delle imprese nel Mezzogiorno. A seguito di tali operazioni di acquisto, si autorizza la scissione di MCC e la costituzione di una nuova società, a cui sono assegnate le attività e le partecipazioni acquisite da banche e società finanziarie e che è interamente partecipata dal Ministero dell'Economia e delle FinanzeSecondo quanto evidenziato dal Governo nel comunicato stampa del 13 dicembre 2019, le misure del provvedimento in esame si inseriscono nell'azione di rilancio della Banca Popolare di Bari (BPB). Per ulteriori approfondimenti, consulta il dossier.

Il Capo III del decreto-legge n. 22 del 2019  ha consentito la prosecuzione delle misure di smaltimento dei crediti in sofferenza presenti nei bilanci bancari, tramite la concessione di garanzie dello Stato nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione, che abbiano come sottostante crediti in sofferenza (Garanzia cartolarizzazione crediti in sofferenza – GACS), a tal fine utilizzando i meccanismi già disciplinati dal decreto-legge n. 18 del 2016, mentre il decreto-legge n. 1 del 2019 ha introdotto misure di sostegno pubblico in favore di Banca Carige S.p.a. - Cassa di risparmio di Genova e Imperia, per garantire la stabilità finanziaria e assicurare la protezione del risparmio, nel quadro della disciplina europea degli aiuti di Stato al settore bancario. Vedi qui il dossier.

Il decreto-legge "crescita" (Decreto-legge n. 34 del 2019) ha prorogato  dal 31 dicembre 2019 al 31 dicembre 2020 il termine per l'attuazione della riforma delle banche popolari prevista dal decreto legge n. 3 del 2015. Il provvedimento ha inoltre modificato la disciplina del Fondo indennizzo risparmiatori (FIR) disponendo – accanto alle ordinarie procedure di ristoro – anche una procedura di indennizzo forfettario. Con la pubblicazione del decreto attuativo dell'8 agosto 2019, dal 22 agosto 2019 è possibile presentare le relative domande esclusivamente attraverso procedura telematica sul relativo portale. Il Fondo, istituito dalla legge di bilancio 2019, 30 dicembre 2018, n. 145 nello stato di previsione del MEF, ha avuto una dotazione finanziaria iniziale di 525 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021, ed è rivolto a coloro che hanno subìto un pregiudizio ingiusto da parte di  banche e loro controllate aventi sede legale in Italia e poste in liquidazione coatta amministrativa dopo il 16 novembre 2015 e prima del 1° gennaio 2018. Per ulteriori informazioni si rinvia ai dossier Legge di bilancio 2019 - Quadro di sintesi degli interventi e La legge di bilancio per il 2019.

Nella Nota di aggiornamento al DEF per il 2019 Il Governo intende sostenere il completo risanamento del sistema bancario, rafforzare le tutele per i risparmiatori e stimolare i canali di finanziamento delle imprese alternativi a quello bancario.

La legge n. 28 del 2019 ha istituito una Commissione bicamerale di inchiesta sul sistema bancario e finanziario: essa è costituita da un pari numero di senatori e deputati, nominati dai presidenti delle Camere in proporzione al numero dei componenti dei gruppi. Consulta qui i lavori della Commissione.

La Camera ha individuato le forme procedurali idonee a dare attuazione alla disciplina recata dai Regolamenti europei n.1024/2013 e n. 806/2014, in materia di banking dialogue, ovvero di interlocuzione con la Banca centrale europea e con il Comitato di risoluzione unico, al fine di consentire alla Camera dei deputati di esercitare con maggiore incisività le sue funzioni e di interloquire efficacemente con le predette autorità. Si veda, al riguardo, la  lettera tramessa dal Presidente della Camera alla VI Commissione Finanze.

Per una panoramica dettagliata della disciplina del settore bancario italiano ed europeo si rinvia alla lettura del dossier Le riforme del sistema bancario a livello nazionale ed europeo realizzato dai Servizi Studi della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.

 

In tema di politica monetaria, la Banca centrale europea, a seguito dell'emergenza coronavirus, nella seduta del 12 marzo 2020 ha deciso di ampliare il programma di quantitative easing (Qe), con un piano di acquisti netti aggiuntivi di 120 miliardi di euro fino alla fine dell'anno, «garantendo un forte contributo da parte dei programmi di acquisto del settore privato». Per quanto riguarda le OMRLT-III, operazioni di rifinanziamento a più lungo termine, si applicheranno condizioni considerevolmente più favorevoli nel periodo compreso fra giugno 2020 e giugno 2021. Tali operazioni sosterranno il credito bancario a favore dei più colpiti dalla diffusione del coronavirus, in particolare le piccole e medie imprese. Per tutta la durata di tale periodo, a queste operazioni OMRLT-III si applicherà un tasso di interesse inferiore di 25 punti base rispetto al tasso medio sulle operazioni di rifinanziamento principali dell'Eurosistema, per un ammontare complessivoincrementato al 50% del rispettivo stock di prestiti idonei al 28 febbraio 2019.

Al tempo stesso la Bce ha deciso di lasciare invariati i tassi d'interesse,confermando la sua decisione del 23 gennaio 2020, quando i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale sono rimasti rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,50%. Nella seduta del 23 gennaio il Consiglio direttivo ha deciso inoltre di avviare un riesame della strategia di politica monetaria della BCE.

Al riguardo si ricorda che nella riunione del 12 settembre 2019 il Consiglio direttivo aveva abbassato di dieci punti base il tasso di interesse sui depositi presso la banca centrale (da -0,40% a -0,50%). Il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali e il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale sono rimasti invariati. L'Istituto ha poi rilanciato la misura di quantitative easing, ovvero il programma straordinario di acquisto di titoli già intrapreso in passato per un ammontare mensile pari a 20 miliardi, a partire dal 1° novembre 2019 e senza un termine finale. Per sostenere il canale bancario di trasmissione della politica monetaria, è stato annunciato inoltre un sistema a due livelli per la remunerazione delle riserve, in cui parte della liquidità in eccesso detenuta dalle banche sarà esente dal pagamento del tasso di interesse negativo sui depositi presso la banca centrale.

 

Con riferimento ai mercati finanziari e alle società quotate, il decreto-legge 21 settembre 2019, n. 105, in materia di di sicurezza nazionale cibernetica, estende l'ambito operativo delle norme in tema di poteri speciali esercitabili dal Governo nei settori ad alta intensità tecnologica (cd. golden power) e riprende, integrandole, le previsioni del decreto-legge n. 64 del 2019, non convertito in legge.

Il menzionato decreto "crescita" ha inoltre attribuito alla Consob poteri inibitori nei confronti dei fornitori di connettività alla rete internet e dei gestori di altre reti telematiche o di telecomunicazione, per contrastare le iniziative di chi offre o svolge servizi o attività di investimento senza esservi abilitato; sono state introdotte norme in materia di Fintech, che istituiscono uno spazio sperimentale tecnico normativo, con una regolamentazione semplificata, per le imprese operanti nel settore finanziari attraverso la tecnologia (regulatory sandbox). Inoltre è stato prorogato il termine per il rilascio della garanzia dello Stato sulle nuove obbligazioni di banca Carige; infine sono state inserite agevolazioni fiscali, sotto forma di credito d'imposta per imposte differite attive, in favore di aziende – anche creditizie - del Mezzogiorno. 

Il Rapporto Consob sulla corporate governance delle società quotate italiane per il 2019, pubblicato il 2 marzo 2020, fornisce evidenze in merito ad assetti proprietari, organi sociali, assemblee e operazioni con parti correlate, sulla base di dati desunti da segnalazioni statistiche di vigilanza e informazioni pubbliche. Il Rapporto contiene, tra l'altro, una ricognizione di alcuni fenomeni la cui evoluzione è legata a innovazioni regolamentari intervenute negli anni scorsi, quali: (a) la maggiorazione del diritto di voto, in riferimento a società che hanno emesso azioni a voto multiplo e previsto le cosiddette loyalty shares; (b) la presenza femminile negli organi di amministrazione delle società quotate italiane, con l'esame dei dati relativi all'ultima stagione assembleare (giugno 2019), in cui tale parametro ha registrato i valori massimi; (c) l'attivismo degli investitori istituzionali, con l'esame dei dati sulla partecipazione degli azionisti alle assemblee delle 100 società quotate a più alta capitalizzazione oltre al voto espresso sulla politica in materia di remunerazione, considerato quale indicatore del loro attivismo; (d) il rapporto tra corporate governance e sostenibilità, con l'aumento dell'attenzione delle società ai fattori ESG (Environment, Social, Governance) e, più in particolare, la previsione di nuovi parametri per retribuzioni più ‘sostenibili', quale l'attenzione a tematiche sociali e/o ambientali.

 
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