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Politiche della legislazione

La Camera segue le politiche generali in materia di qualità della legislazione attraverso il Comitato per la legislazione.

Il Comitato per la legislazione è un organo composto di dieci deputati scelti dal Presidente della Camera in numero pari fra membri della maggioranza e delle opposizioni, ed è presieduto a turno da ognuno di essi. Il Comitato esprime pareri sulla qualità dei testi legislativi, con riferimento alla loro omogeneità, chiarezza e proprietà della loro formulazione nonché all'efficacia di essi per la semplificazione e il riordino della legislazione. Sono assegnati al Comitato per il parere tutti i decreti-legge. Inoltre le Commissioni sono tenute a chiedere il parere del Comitato su tutti i progetti di legge al loro esame contenenti norme di delegazione legislativa o di delegificazione o che trasferiscono alla potestà regolamentare di altri soggetti materie già disciplinate con legge, nonché su quelli per i quali ne sia fatta richiesta da almeno un quinto dei loro componenti.

Dai pareri espressi dal Comitato nella XVII legislatura sono ricavabili elementi significativi sulla qualità della redazione legislativa: tra i profili problematici principali rilevati dal Comitato si segnala, in contrasto con la circolare del Presidente della Camera del 2001 sulla formulazione dei testi legislativi, casi di modifiche non testuali di altre leggi (43,75% dei pareri) e di modifiche legislative di fonti secondarie (23,30% dei pareri). Inoltre, è stata frequentemente segnalata la scarsa portata normativa di disposizioni, a causa della presenza di norme meramente descrittive, ricognitive o programmatiche (31,25% dei pareri).

Con riferimento ai dati generali della produzione normativa – pure oggetto di attenzione da parte del Comitato - nella XVII Legislatura sono state approvate 379 leggi e sono stati emanati 100 decreti-legge, 260 decreti legislativi e 35 regolamenti di delegificazione. Per quel che concerne la materia trattata, prevalgono le leggi di ratifica (39,57%), seguite dalla categoria residuale delle "altre leggi ordinarie" (27,97%) e dalle leggi di conversione dei decreti-legge (21,90%).

L'andamento della produzione appare analogo a quello della XVI Legislatura: merita registrare una diminuzione, a partire dal 2015, del ricorso allo strumento dei decreti-legge. Nella XVII Legislatura è anche diminuito, rispetto alla Legislatura precedente, il ricorso ai regolamenti di delegificazione (35 nella XVII, 82 nella XVI).

In riferimento ai decreti-legge va ricordata la giurisprudenza della Corte costituzionale, che ha confermato, con la sentenza n. 32 del 2014, l'orientamento – già emerso nella sentenza n. 22 del 2012 - volto a dichiarare l'incostituzionalità di disposizioni inserite dalle Camere in un decreto-legge nel corso della conversione quando queste risultino, a giudizio della Corte, estranee alla materia e alle finalità del decreto-legge.

 
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