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Ricerca

Nel corso dell'attuale legislatura sono state precisate le modalità di ricognizione - da parte di Cassa depositi e prestiti - delle risorse non utilizzate del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI) da destinare alle finalità di R&S perseguite dal Fondo per la crescita sostenibile e sono state introdotte agevolazioni per progetti di R&S finalizzati alla riconversione dei processi produttivi nell'ambito dell'economia circolare (D.L. n. 34/2019); nell'ambito della riforma degli incentivi fiscali delle misure "Industria 4.0", è stato introdotto il nuovo credito d'imposta per investimenti in ricerca e sviluppo, in transizione ecologica, in innovazione tecnologica 4.0 e in altre attività innovative (Legge di bilancio 2020).

Il decreto-legge n. 34/2020, adottato nel contesto dell'emergenza COVID-19, prevede vari interventi normativi in materia di R&S. Si segnala, in particolare, l'istituzione del "Fondo per il trasferimento tecnologico", con una dotazione di 500 milioni di euro per il 2020, finalizzato alla promozione di iniziative e investimenti utili alla valorizzazione e all'utilizzo dei risultati della ricerca presso le imprese operanti sul territorio nazionale, con particolare riferimento alle start-up innovative e alle PMI innovative.


  Al fine di potenziare la ricerca svolta da università, enti e istituti di ricerca pubblici e privati, nella legislatura in corso è stata prevista l'istituzione dell'Agenzia nazionale per la ricerca (ANR), sottoposta alla vigilanza della Presidenza del Consiglio e del Ministero dell'università e della ricerca, nonché di un apposito Fondo.

In particolare, l'ANR - dotata di autonomia statutaria, organizzativa, tecnico-operativa e gestionale - deve promuovere e finanziare progetti di ricerca da realizzare in Italia, altamente strategici per lo sviluppo sostenibile e l'inclusione sociale.

Per quanto concerne le risorse destinate agli enti di ricerca pubblici vigilati dal Ministero dell'università e della ricerca, a fronte di una riduzione registrata fra il 2011 e il 2017, a partire dal 2018 si è registrata una leggera inversione di tendenza.

Da ultimo, sono stati istituiti nuovi Fondi a supporto della ricerca: si tratta, in particolare, del Fondo per la promozione e lo sviluppo delle politiche del Programma nazionale per la ricerca (PNR), del Fondo per l'edilizia e le infrastrutture di ricerca, del Fondo per la valutazione e la valorizzazione dei progetti di ricerca e  del Fondo italiano per la scienza. 

Inoltre, a seguito dell'emergenza Coronavirus (COVID-19), è stato istituito un Fondo per le esigenze emergenziali degli enti di ricerca e sono state introdotte disposizioni per garantire la continuità della governance degli stessi. Ancora, è stata prevista, fra l'altro, l'assunzione di ricercatori a tempo indeterminato da parte degli enti pubblici di ricerca vigilati dal Ministero dell'università e della ricerca.

Le risorse destinate alla ricerca sanitaria pubblica sono iscritte nel bilancio del Ministero della salute e destinate ad obiettivi di miglioramento dell'assistenza, delle cure e dei servizi sanitari (qui l'approfondimento). Inoltre, il Programma nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) prevede l'aggiornamento dell'assetto regolamentare della rete degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) e delle politiche di ricerca del Ministero della Salute senza oneri per la finanza pubblica, con l'obiettivo di rafforzare il rapporto fra ricerca, innovazione e cure sanitarie con l'entrata in vigore, entro il 2022, di un decreto legislativo di riordino della disciplina di questa particolare tipologia di Istituti di ricerca.

Per quanto concerne il personale precario degli enti di ricerca, sono state introdotte alcune disposizioni ai fini dell'applicazione, al suddetto personale, della disciplina transitoria di carattere generale che consente l'assunzione a tempo indeterminato di dipendenti che abbiano rapporti di lavoro dipendente a termine o di lavoro flessibile con pubbliche amministrazioni.

 Con riferimento al rientro dei lavoratori e dei ricercatori in Italia, il decreto-legge crescita (n. 34 del 2019), il decreto fiscale 2019 (n. 124 del 2019) e la legge di bilancio 2021 (legge n. 178 del 2020) hanno ampliato le agevolazioni in favore dei lavoratori impatriati e dei docenti e ricercatori che rientrano in Italia, estendendo sia il perimetro dei benefici, sia il novero dei soggetti destinatari. Si veda il tema web sulla tassazione delle persone fisiche per ulteriori approfondimenti.

 
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