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Edilizia, infrastrutture e trasporti

Nella presente legislatura si è aperta una fase di rivisitazione complessiva del Codice dei contratti pubblici (D. Lgs. n. 50/2016) ispirata alla necessità di snellire le procedure di affidamento dei lavori e di favorire per tale via l'adeguamento e lo sviluppo infrastrutturale del Paese. A tali obiettivi sono state indirizzate, in particolare, le misure adottate con il decreto-legge c.d. "sblocca cantieri" (D.L. n. 32/2019), il quale ha introdotto numerose modifiche al Codice dei contratti pubblici, ha sospeso in via sperimentale la vigenza di alcune sue disposizioni e ha reintrodotto lo strumento del regolamento unico di esecuzione e attuazione, in sostituzione delle linee guida dell'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC).

Le politiche in materia di infrastrutture nella fase iniziale della XVIII legislatura si sono contraddistinte (anche a seguito della drammatica vicenda del crollo del ponte Morandi a Genova) per un impulso alla programmazione e realizzazione di interventi diffusi di manutenzione e messa in sicurezza delle opere infrastrutturali esistenti e per il potenziamento, operato con il D.L. n. 32/2019, dello strumento dei commissari straordinari ai quali affidare il compito di portare a compimento la realizzazione di opere pubbliche rimaste incompiute. Nel settore della realizzazione delle infrastrutture strategiche, e nelle more del passaggio alla nuova disciplina della programmazione, si registra, inoltre, una significativa tendenza ad una più stringente selezione delle priorità infrastrutturali.

Gli interventi legislativi in materia di edilizia e governo del territorio si stanno caratterizzando per un crescente interesse per il tema della rigenerazione urbana, con l'adozione di norme che (in attesa di una disciplina complessiva della materia da abbinare ad una disciplina per la riduzione del consumo di suolo) sono mirate a favorire la riqualificazione di aree urbane degradate e il recupero e l'efficientamento energetico del patrimonio edilizio esistente anche mediante interventi di demolizione e ricostruzione.

Le politiche in materia di trasporti nella fase iniziale della XVIII legislatura sono state caratterizzate innanzi tutto per una serie di interventi nel settore del trasporto stradale, principalmente finalizzati al rafforzamento della sicurezza stradale e il contrasto alle frodi. Nel settore aereo è proseguita la gestione della crisi di Alitalia spa, mentre con riferimento al settore portuale diversi interventi hanno riguardato l'Autorità di sistema portuale del Mare Ligure occidentale, anche in considerazione delle problematiche derivanti dal crollo del cosiddetto ponte Morandi. Inoltre il recepimento di alcune direttive europee ha innovato in maniera significativa la normativa in materia di sicurezza della navigazione. Nel settore ferroviario è stato concluso il recepimento delle disposizioni del quarto pacchetto ferroviario e la Commissione IX ha espresso il proprio parere sullo  schema di Contratto di programma, parte investimenti, 2017-2021 tra Rete Ferroviaria Italiana e Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. L'iter approvativo del nuovo contratto si è concluso con la registrazione alla Corte dei Conti del decreto ministeriale MIT-MEF n. 87 del 7 marzo 2019 e il contratto è diventato operativo dal 21 maggio 2019. Con l'Aggiornamento 2018/2019 al contratto di programma 2017-2021 sono state incrementate le risorse attribuite per gli investimenti ferroviari assegnando a tale scopo oltre 15 miliardi di euro, in aggiunta a quelli già contrattualizzati. Nel settore del trasporto pubblico locale non di linea, con particolare riferimento alle modalità di svolgimento dei servizi di noleggio con conducente, significative novità sono state introdotte con l'articolo 10-bis del decreto-legge n. 135 del 2018.

Nella presente legislatura si è avviato un processo di ripensamento e revisione del Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. n. 50/2016), ispirato alla necessità di una semplificazione della disciplina idonea a favorire il rilancio del settore delle opere pubbliche e lo sviluppo infrastrutturale del Paese. In tale direzione si muovono le modifiche al Codice introdotte con il decreto-legge c.d. "sblocca cantieri" (D.L. 32/2019, convertito con modificazioni dalla L. n. 55/2019), con il quale è stata altresì disposta, nelle more della riforma complessiva del settore e comunque nel rispetto dei principi e delle norme sancite dall'Unione europea, la sospensione sperimentale dell'efficacia di alcune disposizioni dello stesso Codice fino al 31 dicembre 2020, è stata prevista la possibilità di nomina di commissari straordinari per gli interventi infrastrutturali ritenuti prioritari ed è stato sancito il ritorno ad un regolamento "unico" di esecuzione ed attuazione in luogo delle linee guida dell'ANAC.

 

In materia di infrastrutture strategiche e prioritarie, risulta ancora in corso la transizione dalla vecchia alla nuova disciplina della programmazione, che al momento è ancora affidata alle scelte operate con gli allegati infrastrutture ai DEF annualmente presentati al Parlamento. La fase transitoria in corso è caratterizzata altresì da una attività di revisione dei progetti (project review) esistenti.

Come segnalato nell'edizione 2020 del Rapporto annuale sulle infrastrutture strategiche e prioritarie (presentato alla VIII Commissione ambiente nella seduta del 12 febbraio 2020), la programmazione delle infrastrutture strategiche si inquadra peraltro in un più ampio contesto caratterizzato da un generale trend di ripresa della spesa per investimenti pubblici, reso possibile anche grazie alle risorse stanziate con le leggi di bilancio dal 2017 al 2020. Tale trend si affianca ad una più stringente selezione delle priorità infrastrutturali e ad una maggiore attenzione per gli interventi diffusi sul territorio e per la manutenzione e la messa in sicurezza del patrimonio infrastrutturale esistente. A tale ultimo proposito, la legge di bilancio 2020 ha previsto una serie di misure finalizzate ad incrementare le risorse assegnate a comuni, province, città metropolitane e regioni per la realizzazione di opere pubbliche per la messa in sicurezza di edifici pubblici e territorio, manutenzione della rete viaria e efficientamento energetico.

Sempre con riferimento al settore delle infrastrutture, nella riunione del 24 luglio 2019 il CIPE ha approvato l'aggiornamento del Contratto di programma 2016-2020 fra Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (MIT) e ANAS relativo al 2018-2019, che include, tra l'altro, un piano per la manutenzione straordinaria dei ponti, viadotti e gallerie e un piano per Cortina (Mondiali di sci del 2021 e Olimpiadi invernali del 2026).  Il Contratto di programma prevede ora complessivamente 36 miliardi di investimenti (inclusi i 2,9 miliardi della legge 145/2018 e i 3,2 miliardi di produzione residua di interventi in fase di attivazione e in corso di esecuzione), di cui 31,2 miliardi finanziati e 4,7 miliardi da finanziare. L'aggiornamento prevede risorse aggiuntive da allocare per circa 12,5 miliardi di euro.

Il CIPE ha inoltre espresso parere favorevole sull'aggiornamento del Contratto di Programma – parte investimenti – di RFI 2017-2021 sia per l'anno 2018 che per l'anno 2019. L'aggiornamento prevede la contrattualizzazione di circa 15,4 miliardi di euro (al netto di 503 milioni di definanziamenti), di cui di 7,3 miliardi di euro di investimenti da fondi di legge di bilancio 2019 e 5,9 miliardi da legge di bilancio 2018, oltre a 2,2 miliardi di FSC 2014-2020.

Per quanto concerne il settore delle concessioni autostradali, oggetto di valutazioni e iniziative ai fini della loro revisione, è intervenuto l'art. 35 del D.L. n. 162/2019 (proroga termini) il quale ha introdotto una disciplina, derogatoria rispetto a quella prevista dal Codice dei contratti pubblici, finalizzata a regolare i casi di revoca, decadenza o risoluzione di concessioni di strade o di autostrade, ivi incluse quelle sottoposte a pedaggio. In particolare, la norma ha previsto l'affidamento ad ANAS S.p.A. della gestione di tali strade o autostrade nelle more dell'affidamento a nuovo concessionario ed ha disciplinato il caso di estinzione della concessione per inadempimento del concessionario, prevedendo l'erogazione al concessionario di un indennizzo non comprensivo del risarcimento del mancato guadagno.

La materia dell'edilizia è stata interessata da una serie di interventi finalizzati principalmente alla proroga delle misure di incentivazione fiscale per il recupero e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio (cd. ecobonus) e dall'introduzione del nuovo "bonus facciate" (art. 1, commi 219-223, della legge di bilancio 2020). Meritano, inoltre, una menzione, con riferimento alle politiche in materia di promozione della rigenerazione urbana, l'art. 5 del D.L. n. 32/2019, che consente deroghe ai limiti di distanza tra edifici stabiliti dalla normativa urbanistica al fine di contenere il consumo di suolo, rigenerare il patrimonio edilizio esistente e riqualificare le aree urbane degradate, e l'art. 7 del D.L. n. 34/2019 (c.d decreto crescita) in base alla quale, fino al 31 dicembre 2021, è previsto un incentivo per la valorizzazione edilizia consistente in un regime di tassazione agevolata per gli interventi di sostituzione di vecchi edifici con immobili ricostruiti con caratteristiche energetiche elevate e rispetto delle norme antisismiche.

 Sempre con riguardo al tema della rigenerazione urbana e alle politiche per il territorio, la legge di bilancio 2020 ha stanziato risorse, per complessivi 9,1 miliardi di euro, per gli anni dal 2021 al 2034 per l'assegnazione di contributi ai comuni per investimenti in progetti di rigenerazione urbana volti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, nonché al miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale (art. 8, commi 11-12, della legge di bilancio 2020). La stessa legge di bilancio 2020 (art. 53) ha, inoltre, previsto l'adozione del "Programma innovativo nazionale per la qualità dell'abitare", finalizzato alla riduzione del disagio abitativo in un'ottica di sostenibilità e densificazione e senza consumo di nuovo suolo, con l'istituzione di un apposito fondo con una dotazione complessiva di 853,81 milioni euro per gli anni 2020-2033.

Per quanto riguarda il settore dei trasporti, diversi interventi hanno riguardato la materia del trasporto stradale. E' stata innanzi tutto approvata la legge 1 ottobre 2018, n. 117, sull'introduzione dell'obbligo di installazione di dispositivi per prevenire l'abbandono di bambini nei veicoli chiusi. Il 19 dicembre 2018 è stato poi avviato l'esame congiunto di alcune proposte di legge aventi ad oggetto interventi di riforma puntuale del Codice della strada, attualmente all'esame dell'assemblea. 

Diversi interventi in materia di trasporto stradale sono stati introdotti dalla legge di bilancio per il 2019 (legge n. 145 del 2018) nonché dal decreto-legge n.113 del 2018 e dal decreto-legge n. 119 del 2018.

Oltre alle modifiche direttamente effettuate nell'ambito del Codice della strada la legge di bilancio per il 2019 ha previsto diversi interventi di notevole rilevanza in materia di trasporto stradale. In primo luogo sono stati introdotte diverse disposizioni volte a incentivare lo sviluppo della mobilità stradale pulita, in particolare elettrica ed ibrida. E' stato innanzi tutto introdotto un sistema di incentivi, sotto forma di sconto sul prezzo, per l'acquisto di autovetture nuove a basse emissioni e sono stati previsti dei disincentivi, sotto forma di imposta, per l'acquisto di autovetture nuove con emissioni di CO2 superiori ad una certa soglia (articolo 1, commi 1031-1041, della legge di bilancio). Tali misure sono state modificate con il decreto-legge n. 162 del 2019.

Con riguardo alla mobilità ciclistica la legge di bilancio per il 2019 ha previsto l'istituzione di un Fondo, nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, finalizzato alla progettazione delle "autostrade ciclabili" con una dotazione di 2 milioni di euro per l'anno 2019. La legge di bilancio 2020 ha previsto poi l'istituzione di un Fondo per lo sviluppo delle reti ciclabili urbane con una dotazione finanziaria di 50 milioni € per ciascuno degli anni 2022, 2023 e 2024, per finanziare il 50% degli interventi di realizzazione di nuove piste ciclabili urbane da parte di comuni e di unioni di comuni che abbiano approvato strumenti di pianificazione che prevedono lo sviluppo strategico della rete ciclabile urbana.

Con riferimento alla mobilità alternativa a basso impatto ambientale nella legge di bilancio 2019 era stata autorizzata la sperimentazione di diversi dispositivi di mobilità elettrica. Con la legge di bilancio 2020 e nel successivo decreto-legge n. 162 del 2019 è stata regolamentata in dettaglio la circolazione dei monopattini elettrici nonché dei mezzi oggetto della sperimentazione. la sperimentazione è peraltro prorogata di ulteriori 12 mesi.

Interventi di sostegno all'autotrasporto sono stati invece introdotti dal decreto-legge n.109 del 2018, in considerazione degli effetti nel settore dell'autotrasporto delle merci derivanti dal crollo del cosiddetto Ponte Morandi.

Con riferimento al settore ferroviario il 25 ottobre 2018 la IX Commissione ha espresso il parere sullo  schema di Contratto di programma, parte investimenti, 2017-2021 tra Rete Ferroviaria Italiana e Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (AG 46). E' stato inoltre concluso il recepimento delle disposizioni del quarto pacchetto ferroviario. La direttiva (UE) 2016/2370 per l'apertura del mercato dei servizi di trasporto ferroviario nazionale di passeggeri e la governance dell'infrastruttura ferroviaria è stata recepita con il decreto legislativo n.139 del 2018 (Sullo schema di decreto legislativo, AG 40, la IX Commissione della Camera dei deputati aveva espresso il proprio parere nella seduta del 10 ottobre 2018). Sono stati inoltre recepite le due direttive del c.d. "pilastro tecnico" del quarto pacchetto ferroviario: la direttiva (UE) 2016/797 relativa all'interoperabilità del sistema ferroviario dell'Unione europea (A.G. 73), recepita con il decreto legislativo n. 57 del 2019 e la direttiva (UE) 2016/798 sulla sicurezza delle ferrovie (A.G.74) recepita con il decreto legislativo n. 50 del 2019. Una volta concluso il processo di recepimento di tali ultime direttive il quarto pacchetto ferroviario sarà totalmente recepito.

Nel settore aereo l'inizio della legislatura è stato caratterizzato dagli sviluppi della crisi  finanziaria della compagnia Alitalia S.p.A.  La procedura di amministrazione straordinaria si è conclusa il 31 ottobre 2018, come previsto dal D.L. n. 38/2018 ed i Commissari straordinari hanno presentato al Parlamento la Relazione conclusiva sulla situazione economica e finanziaria di Alitalia Spa nell'ambito della procedura di cessione. Il decreto legge n. 38/2018, convertito dalla legge 21 giugno 2017, n. 77, aveva fissato il termine per la restituzione del prestito erogato al 15 dicembre 2018. Successivamente l'articolo 2 del decreto-legge n. 135 del 2018, convertito dalla legge 11 febbraio 2019, n. 12, ha abrogato tale disposizione e ha previsto che il prestito debba essere restituito entro trenta giorni dall'intervenuta efficacia della cessione dei complessi aziendali e comunque entro il 30 giugno 2019. Il decreto-legge n. 137 del 2019 ha previsto una ulteriore modifica con riferimento alle modalità di restituzione del prestito assegnando ulteriori 400 milioni di euro alla società in ragione del fallimento della precedente trattativa per la definizione della procedura. E' stato altresì sostituito il collegio commissariale che aveva gestito la fase precedente della procedura con un nuovo commissario unico.

Oltre a ciò la legge di bilancio per il 2019 ha previsto l'erogazione di finanziamenti a beneficio di alcuni aeroporti calabresi. La legge di bilancio 2020 ha invece assegnato risorse concernenti sia la continuità territoriale con la regione Sicilia che per assicurare dei benefici economici ad alcuni utenti di trasporto aereo siciliani.

Nel settore del trasporto pubblico locale da segnalare il decreto legge 14 dicembre 2018, n. 135 (c.d. "decreto semplificazioni"), definitivamente approvato con legge n. 12 del 2019, che modifica la disciplina del trasporto di persone mediante servizi pubblici non di linea relativa ai servizi di noleggio con conducente (NCC), di cui alla legge n. 21 del 1992, introducendo alcuni requisiti e caratteristiche da rispettare nello svolgimento del servizio. Con il decreto-legge n. 124 del 2019 sono state inoltre introdotte alcune modifiche relative alla modalità di ripartizione del Fondo per il concorso dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale nelle regioni a statuto ordinario.

Nel settore del trasporto marittimo e della portualità è stato emanato il decreto legislativo n. 114 del 2018, di attuazione della direttiva (UE) 2016/1629 per la definizione dei requisiti tecnici per le navi adibite alla navigazione interna. Sono stati inoltre oggetto di esame parlamentare diversi atti di recepimento di direttive europee in materia di sicurezza della navigazione e precisamente: lo schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2017/2110, relativa a un sistema di ispezioni per l'esercizio in condizioni di sicurezza di navi Ro-Ro da passeggeri e di unità veloci da passeggeri adibite a servizi di linea (A.G. 139), lo schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2017/2108, relativa alle disposizioni e norme di sicurezza per le navi da passeggeri (A.G. 140) e lo  schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2017/2109 relativa alla registrazione delle persone a bordo delle navi da passeggeri che effettuano viaggi da e verso i porti degli Stati membri dell'Unione (A.G. 148). E' stato inoltre oggetto di esame parlamentare lo schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive del codice della nautica da diporto (A.G. 101).

Specifici interventi per sostenere il porto di Genova, anche attraverso l'attribuzione di maggiori risorse finanziarie, sono stati previsti dal decreto-legge n.109 del 2018 e dalla legge di bilancio per il 2019 in ragione della necessità di fare fronte alle conseguenze derivanti dal crollo del cosiddetto ponte Morandi.

Infine con il decreto-legge n.119 del 2018 è stata prevista l'istituzione dell'Autorità di sistema portuale dello Stretto, comprendente i Porti di Messina, Milazzo, Tremestieri, Villa San Giovanni e Reggio Calabria, scorporando tali porti dall'Autorità di sistema portuale dei mari Tirreno meridionale e Ionio. 

Con riguardo al trasporto intermodale sono stati oggetto di rifinanziamento da parte della legge di bilancio 2020 il "ferrobonus" e il "marebonus" istituiti dalla legge di bilancio 2016.

Va segnalata infine la riforma, introdotta dalla legge di bilancio 2020 delle zone logistiche semplificate (ZLS) che vengono sostanzialmente equiparate alle zone economiche speciali (ZES) estendendo i benefici fiscali originariamente riservati a queste ultime anche alle ZLS. Con riguardo alle ZES la legge di bilancio ha modificato la governance delle stesse affidando la presidenza del comitato d'indirizzo delle stesse ad un commissario della Presidenza del Consiglio dei ministri anziché al presidente dell'Autorità di sistema portuale cui la ZES è connessa. 

 
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