La regione artica, a seguito dell'innalzamento delle temperature globali e dello scioglimento dei ghiacciai perenni, si è trasformata da territorio inaccessibile in nuova frontiera dello sviluppo economico e commerciale globale. L'arretramento dei ghiacciai, infatti, da un lato rende possibile l'accesso a risorse petrolifere, gasiere e minerarie sinora inesplorate, e dall'altro offre la possibilità di navigare per periodi più lunghi e in condizioni di maggior sicurezza lungo le rotte artiche, che sono i passaggi transoceanici più rapidi di collegamento tra i poli economici europei, asiatici ed americani. Le rotte marittime e le risorse energetiche della regione artica, pertanto, si sono andati configurando sempre più come uno snodo centrale di conflitti ed interessi, determinando quella che viene definita la "corsa all'Artico" . In tale non semplice contesto l'Italia opera per la tutela dei propri interessi, potendosi avvalere di un'efficace attività diplomatica e di riconosciute capacità tecnologiche, in particolare nel settore dell'estrazione petrolifera in ambienti ostili.