Il 13 luglio 2021 il Consiglio Ecofin ha approvato, sulla base della proposta della Commissione, il PNRR dell'Italia all'interno di un pacchetto che ha incluso anche i PNRR di Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Lettonia, Lussemburgo, Portogallo, Slovacchia e Spagna. La decisione di esecuzione relativa all'Italia (doc 10160/21) è stata corredata di un allegato che ha definito in dettaglio, per ogni investimento e riforma, obiettivi e traguardi precisi. Al loro conseguimento è stata subordinata l'assegnazione delle risorse su base semestrale.

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza dell'Italia è stato successivamente modificato: una prima volta con Decisione di esecuzione del Consiglio approvata l'8 dicembre 2023 (16051/23) (qui l'allegato con il dettaglio di investimenti e riforme); in seguito ulteriori modifiche al PNRR dell'Italia sono state approvate dal Consiglio Ecofin del 14 maggio 2024 (9399/24) (qui l'allegato con il dettaglio di investimenti e riforme); più di recente, dalla Decisione di esecuzione del Consiglio del 17 giugno 2025 9587/25 (qui l'ulteriore nuovo allegato con il dettaglio di investimenti e riforme)da ultimo, dalla Decisione di esecuzione del Consiglio del 27 novembre 2025 15106/25 (qui l'ultimo nuovo allegato con il dettaglio di investimenti e riforme).

L'obiettivo degli interventi previsti dal PNRR  è, anzitutto, quello di innalzare il potenziale di crescita del sistema economico, favorendo la transizione verso un modello di sviluppo fondato sulla conoscenza. Inoltre, gli stessi interventi intendono perseguire gli obiettivi di un significativo aumento del volume della spesa in ricerca e sviluppo e di una più efficace collaborazione tra la ricerca pubblica e il mondo imprenditoriale.

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In questa pagina web si riporta il quadro delle misure del PNRR riguardanti l'Università e la ricerca. Esse sono collocate, assieme alle misure in materia di Istruzione, all'interno delle due componenti della Missione 4 del Piano ("Istruzione e ricerca"): la Componente 1, denominata "Potenziamento dell'offerta dei servizi di istruzione: dagli asili nido alle Università" e la Componente 2, denominata "Dalla ricerca all'impresa".

Le misure del PNRR in materia di Università e ricerca sono in tutto 22, suddivise in 6 Riforme e 16 Investimenti: nel complesso, esse stanziano un totale di circa 14 miliardi di euro (10,8 miliardi di prestiti e 3,2 miliardi di sovvenzioni).

All'interno della  Componente 1, dedicata come si è detto al " Potenziamento dell'offerta dei servizi di istruzione: dagli asili nido alle Università", le misure riguardanti l' Università e la ricerca, di competenza del Ministero dell'università e della ricercasono 9, suddivise in 4 Riforme e 5 Investimenti, e stanziano risorse per un totale di  poco oltre 3 miliardi di euro (di cui 599 milioni di prestiti e 2,5 miliardi di sovvenzioni). Tra gli obiettivi generali citati nella Componente 1, possono citarsi qui i seguenti:

- favorire l'accesso all'Università, rendere più rapido il passaggio al mondo del lavoro e rafforzare gli strumenti di orientamento nella scelta del percorso universitario;

- riformare e aumentare i dottorati di ricerca, garantendo una valutazione continua della loro qualità.

Le restanti misure della Componente 1 riguardano l'Istruzione e sono di competenza primaria del Ministero dell'istruzione e del merito: per una loro disamina, si rinvia pertanto alla pagina dedicata alla politica pubblica Istruzione


Passando alla Componente 2 della Missione 4, quella dedicata a "Istruzione e ricerca", essa contiene esclusivamente misure concernenti l'Università e la ricerca, e pertanto esse sono tutte trattate in questa pagina. La Componente si prefigge i seguenti obiettivi di fondo:

- rafforzare la ricerca e favorire la diffusione di modelli innovativi per la ricerca di base e applicata, condotta in sinergia tra università e imprese;

- sostenere i processi per l'innovazione e il trasferimento tecnologico;

- potenziare le infrastrutture di ricerca, il capitale e le competenze di supporto all'innovazione.

Nel suo complesso, la Componente 2 è composta da 13 misure: 2 Riforme e 11 Investimenti che, a seguito della revisione del PNRR concordata con le istituzioni europee nel novembre 2025, stanziano risorse per un totale di 10,8 miliardi di euro (di cui circa 10,2 miliardi di prestiti e 0,6 miliardi di sovvenzioni).

I ministeri coinvolti nell'attuazione della Componente 2 sono due: il Ministero dell'università e della ricerca, titolare di 2 Riforme7 Investimenti, per un totale di 8,4 miliardi di euro; e il Ministero delle imprese e del made in Italy, titolare dei restanti 4 Investimenti, per un totale di 2,4 miliardi di euro.

La Tabella che segue espone, in forma riepilogativa, il quadro finanziario, comprensivo delle successive modifiche del Piano, per l'attuazione degli interventi della Missione 4, Componente 1, limitatamente a quelli di competenza del Ministero dell'Università e della ricerca, e Componente 2.

(milioni di euro)
Missione/ Componente
Investimenti/ Riforme
Risorse PNRR iniziale
Risorse PNRR ultima versione
Amministrazione Titolare/ Soggetto attuatore
Traguardo/ Obiettivo
M4C1
Riforma 1.5 - Riforma delle classi di laurea (M4C1-R.1.5-1,10)
--
--
MUR
T4 2021 (T)
T4 2023 (T)
M4C1
Riforma 1.6 - Riforma delle lauree abilitanti per determinate professioni (M4C1-R 1.6-1,10)
--
--
MUR
T4 2021 (T)
T4 2023 (T)
M4C1
Investimento 1.6 - Orientamento attivo nella transizione scuola-università (M4C1-I.1.6-24)
250
(sovvenzioni)
250
(sovvenzioni)
MUR
T2 2026 (O)
M4C1
Riforma 1.7 - Alloggi per studenti e riforma della legislazione sugli alloggi per studenti (M4C1-R.1.7-27-30)
960
(prestito)
599
(prestito)
MUR
T4 2021 (T)
T2 2023 (T)
T4 2022 (O)
T2 2026 (O)
M4C1
Investimento 1.7 - Borse di studio per l'accesso all'università (M4C1-I.1.7-2,11,15,15- bis)
500
(sovvenzioni)
958
(sovvenzioni)
MUR
T4 2021 (T)
T4 2022 (O)
T4 2024 (O)
T2 2026 (O)
M4C1
Investimento 3.4 - Didattica e competenze universitarie avanzate (M4C1-I.3.4-23)
500
(sovvenzioni)
272,1
( sovvenzioni)
MUR
T2 2026 (T)
M4C1
Riforma 4.1 - Riforma dei dottorati (M4C1-R.4.1-1)
--
--
MUR
T4 2021 (T)
M4C1
Investimento 4.1 - Estensione del numero di dottorati di ricerca e dottorati innovativi per la Pubblica Amministrazione e il patrimonio culturale (M4C1-I.4.1-12)
432
(sovvenzioni)
504
(sovvenzioni)
MUR
T4 2024 (O)
M4C1
Investimento 5 - Fondo per alloggi per studenti  NUOVO
599
(sovvenzioni)
MUR
T4 2025 (T)
T2 2026 (T)
M4C2
Riforma 1.1 - Attuazione di misure di sostegno alla R&S per promuovere la semplificazione e la mobilità (M4C2-R.1.1-4)
--
--
MUR
T2 2022 (T)
M4C2
Investimento 1.1 - Progetti di Ricerca di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN) (M4C2-I.1.1-5-7)
1.800
(prestito)
1.800
(prestito)
MUR
T4 2023 (O)
T2 2025 (O)
T2 2025 (O)
M4C2
Riforma 1.2 - Piano triennale per il finanziamento delle attività di ricerca  NUOVO
--
--
MUR
T4 2025 (T)
M4C2
Investimento 1.2 - Finanziamento di progetti presentati da giovani ricercatori (M4C2-I.1.2-1,1- bis)
600
(sovvenzioni)
210
(sovvenzioni)
MUR
T4 2022 (O)
T2 2025 (O)
M4C2
Investimento 1.3 - Partenariati estesi a università, centri di ricerca, imprese e finanziamento progetti di ricerca (M4C2-I.1.3-8)
1.610
(prestito)
1610
(prestito)
MUR
T2 2025 (O)
M4C2
Investimento 1.4 - Potenziamento strutture di ricerca e creazione di "campioni nazionali" di R&S su alcune  Key enabling technologies (M4C2-I.1.4-19,9)
1.600
(prestito)
1.600
(prestito)
MUR (in collaborazione con MIMIT)
T2 2022 (T)
T2 2026 (O)
M4C2
Investimento 1.5 - Creazione e rafforzamento di "ecosistemi dell'innovazione per la sostenibilità", costruendo "leader territoriali di R&S" (M4C2-I.1.5-18,18- bis)
1.300
(prestito)
1.242,8
( prestito)
MUR
T2 2022 (T)
T2 2026 (O)
M4C2
Investimento 2.1 - IPCEI ( Important Project of Common European Interest) (M4C2-I.2.1-10,11,12,22)
1.500
(prestito)
1.500
(prestito)
MIMIT
T2 2021 (T)
T2 2022 (T)
T2 2023 (T)
T2 2025 (O)
M4C2
Investimento 2.2 - Partenariati per la ricerca e l'innovazione - Orizzonte Europa (Horizon Europe) (M4C2-I.2.2-2) SOPPRESSO
200
(sovvenzioni)
200
(sovvenzioni)
MIMIT
T4 2025 (O)
M4C2
Investimento 2.2-bis - Accordi di innovazione (M4C2-I.2.2-bis-2-bis) NUOVO
-
164
(prestito)
MIMIT
T4 2025 (O)
M4C2
Investimento 2.3 Potenziamento ed estensione tematica e territoriale dei centri di trasferimento tecnologico per segmenti di industria (M4C2-I.2.3-14)
350
(prestito)
350
(prestito)
MIMIT
T2 2026 (O)
M4C2
Investimento 3.1 - Fondo per la realizzazione di un sistema integrato di infrastrutture di ricerca e innovazione (M4C2-I.3.1-17,16,16- bis)
1.580
(prestito)
1578,1
(prestito)
MUR
T2 2022 (T)
T2 2023 (O)
T2 2026 (O)
M4C2
Investimento 3.2 -  Conferimento di capitale nel Digital Transition  Fund (M4C2-I.3.2-20,21- bis,21)
300
(prestito)
400
(prestito)
MIMIT
T2 2022 (T)
T4 2024(T)
T2 2026 (O)
M4C2
Investimento 3.3 - Introduzione di dottorati innovativi che rispondono ai fabbisogni di innovazione delle imprese e promuovono l'assunzione dei ricercatori dalle imprese (M4C2-I.3.3-3)
600
(sovvenzioni)
360
(sovvenzioni)
MUR
T4 2024 (O)

Nei paragrafi che seguono sono illustrate le singole misure di interesse per l'Università e la ricerca. Per ciascuna misura è riportata la lista degli obiettivi e dei traguardi previsti: nel caso degli obiettivi e dei traguardi il cui termine di conseguimento sia già spirato, è sinteticamente riportato l'esito registrato. Per ciascuna misura sono altresì segnalate le eventuali modificazioni apportate in occasione delle revisioni del PNRR via via concordate con le istituzioni europee.

Per una descrizione più analitica, soprattutto in merito all'attuazione delle misure, si rinvia alle tabelle di dettaglio, riferite rispettivamente agli investimenti e alle riforme.

Quanto ai traguardi ed obiettivi conseguiti, si rinvia anche ai dossier, predisposti da questo Servizio Studi di "Monitoraggio dell'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza":

ultimo aggiornamento: 2 marzo 2026

La M4C1 contiene 4 Riforme dedicate al settore universitario e della ricerca. Di esse, le 3 che sono illustrate in questo paragrafo sono di carattere puramente ordinamentale, e non comportano lo stanziamento di risorse

M4C1 – Riforma 1.5

Riforma delle classi di laurea

Amministrazione titolare: Ministero dell'università e della ricerca

La riforma prevede l'aggiornamento dei curricula universitari, riducendo i rigidi confini esistenti che limitano fortemente la possibilità di creare percorsi interdisciplinari. Ci si attende che essa ampli le possibilità di attuazione di programmi di formazione professionale introducendo classi di laurea innovative professionalizzanti.

Traguardo: T4 2021 (M4C1-1)

Adozione della riforma a livello legislativo.

Esito: La disposizione di legge attuativa è costituita dall'articolo 14 del decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152.

Traguardo: T4 2023 (M4C1-10)

Entrata in vigore delle disposizioni attuative.

Esito: La riforma è stata attuata con il decreto ministeriale 6 giugno 2023, n. 96 (Modifiche al regolamento sull'autonomia didattica degli atenei) e con i decreti ministeriali 1648 e 1649 del 19 dicembre 2023 (relativi rispettivamente alle Classi di laurea e alle Classi di laurea magistrale).

 

M4C1 - Riforma 1.6

Riforma delle lauree abilitanti per determinate professioni

Amministrazione titolare: Ministero dell'università e della ricerca

La misura mira a semplificare le procedure per l'abilitazione all'esercizio delle professioni, rendendo l'esame di laurea coincidente con l'esame di Stato, al fine di velocizzare l'accesso al mondo del lavoro.

Traguardo: T4 2021 (M4C1-1)

Adozione della riforma a livello legislativo.

Esito: La disposizione legislativa attuativa è costituita dalla legge 8 novembre 2021, n. 163.

Traguardo: T4 2023 (M4C1-10)

Entrata in vigore delle disposizioni per l'efficace attuazione e applicazione di tutte le misure relative alla riforma, ove necessario

Esito: Entro la fine del 2022 sono stati adottati i decreti ministeriali attuativi concernenti le lauree magistrali a ciclo unico abilitanti alle professioni di farmacista (DM n. 570 del 2022), medico veterinario (DM n. 569 del 2022), odontoiatra (DM n. 568 del 2022) e psicologo (DM n. 567 del 2022). In seguito, sono stati adottati i decreti ministeriali attuativi concernenti le lauree professionalizzanti per le professioni tecniche industriali e dell'informazione (DM nn. 684 e 687 del 2023), per quelle agrarie, alimentari e forestali (DM nn. 683 e 686 del 2023), e per quelle per l'edilizia e il territorio (DM nn. 682 e 685 del 2023).

 

M4C1 – Riforma 4.1

Riforma dei dottorati

Amministrazione titolare: Ministero dell'università e della ricerca

La riforma mira all'aggiornamento della disciplina dei dottorati, semplificando le procedure per il coinvolgimento di imprese e centri di ricerca in questo ambito e potenziando la ricerca applicata. La riforma integra tutti gli investimenti relativi ai dottorati nell'ambito delle due componenti della Missione 4.

Traguardo: T4 2021 (M4C1-1)

Entrata in vigore della riforma.

Esito: La disposizione legislativa attuativa è costituita dai commi 8-10 dell'articolo 3 del decreto-legge 9 giugno 2021, n. 80; il decreto ministeriale attuativo è il n. 226 del 14 dicembre 2021.

ultimo aggiornamento: 23 aprile 2024

Una Riforma di particolare rilievo della M4C1 è la 1.7, in materia di alloggi universitari. Essa si colloca in realtà a metà tra la Riforma e l'Investimento, perché ad una prima sezione di carattere ordinamentale, la cui implementazione doveva concludersi per la fine del 2022, segue una sezione attuativa che comporta l'investimento di ben 599 milioni di euro.

M4C1 - Riforma 1.7

Alloggi per studenti e riforma della legislazione sugli alloggi per studenti

Amministrazione titolare: Ministero dell'università e della ricerca

Risorse: 599 milioni di prestiti

La riforma ha l'obiettivo di incentivare soggetti pubblici e privati alla realizzazione di alloggi per studenti con il contributo del Ministero dell'Università e della Ricerca su una quota del canone di locazione per i primi tre anni di funzionamento delle strutture, garantendo, inoltre, condizioni di particolare favore per gli studenti capaci e meritevoli ancorché in condizione di svantaggio economico. Il target associato alla riforma prevede la creazione di 30.000 posti letto entro il 31 agosto 2026 (prima della revisione del PNRR il termine era stabilito al 30 giugno 2026), riducendo così in modo significativo il divario dell'Italia, rispetto alla media europea, relativo alla quota di studenti che possono usufruire di posti letto a condizioni agevolate. In tal modo si mira a garantire un accesso diffuso alle strutture abitative così che un maggior numero di studenti possa permettersi un'istruzione avanzata nell'ambito di studio e nel luogo prescelti, indipendentemente dal contesto socioeconomico di provenienza. Si prevede infatti di riservare il 30% dei nuovi posti agli studenti in difficoltà socioeconomiche,e che l'importo del canone di locazione per gli studenti universitari dovrà essere inferiore almeno del 15% rispetto ai prezzi praticati sul mercato locale. L'investimento non deve comprendere l'approvvigionamento di caldaie a gas naturale. Gli alloggi già utilizzati a fini abitativi per studenti prima della pubblicazione del relativo invito a presentare progetti non possono essere contabilizzati ai fini degli obiettivi.La riforma è correlata all'Investimento M4C1 - 5 ("Fondo per alloggi per gli studenti"), che è stato introdotto in occasione della revisione del PNRR, approvata dal Consiglio dell'Unione europea il 27 novembre 2025, come strumento complementare rispetto alla misura originaria, mantenendo l'obiettivo di politica pubblica volto alla realizzazione, complessivamente, di 60.000 posti letto.

NB. In sede di revisione del PNRR (dicembre 2023) è stato eliminato il vincolo inizialmente previsto della camera singola, ripristinando la possibilità di realizzare una quota di camere doppie, requisito fondamentale per garantire la sostenibilità economica degli investimenti, ed è stato modificato il meccanismo di verifica del target finale, relativo alla effettiva creazione del posto letto e alla sua disponibilità all'assegnazione entro il 30 giugno 2026. Inoltre è stato specificato che il 30% dei posti sarà assegnato a studenti capaci e meritevoli ma privi di mezzi, e che l'importo del canone di locazione per gli studenti universitari dovrà essere inferiore almeno del 15% rispetto ai prezzi praticati sul mercato locale. Rispetto a questa misura, tenendo conto dell'aumento dei prezzi, è stato raggiunto un accordo con la Commissione europea per un incremento della dotazione finanziaria di 238 milioni di euro. Con la revisione del PNRR operata a novembre 2025, è stata invece modificata la quantità di posti letto da aggiungere a quelli esistenti, diminuendola da 60.000 a 30.000. Sono state altresì modificate le risorse della riforma, da 1.2 miliardi di prestiti a 599 milioni. 

 

Traguardo: T4 2021 (M4C1-27)

Modifica della legislazione vigente in materia di alloggi per gli studenti (legge n. 338 del 2000 e decreto legislativo n. 68 del 2012) al fine di: 1) agevolare la ristrutturazione e il rinnovo delle strutture al posto di nuovi edifici su terreni vergini (green-field), garantendo il più alto standard ambientale da parte dei progetti presentati; 2) semplificare, anche grazie alla digitalizzazione, la presentazione e la selezione dei progetti e, quindi, i tempi di realizzazione; 3) prevedere per legge una deroga ai criteri di cui alla L. 338/2000 per quanto riguarda la percentuale di cofinanziamento concedibile.

Esito: Le norme attuative sono l'articolo 64, comma 8, del decreto legge n. 77 del 2021 e l‘articolo 15 del decreto-legge n. 152 del 2021.

 

Obiettivo: T4 2022 (M4C1-29)

Entrata in vigore della riforma della legislazione sugli alloggi per studenti.

Esito: Le norme attuative di rango primario sono l'articolo 14, comma 6-viciesquater del decreto-legge n. 36 del 2022, l'articolo 39 del decreto-legge n. 115 del 2022, l'articolo 25 del decreto-legge n. 144 del 2022.

 

Traguardo: T2 2023 (M4C1-28)

Aggiudicazione dei contratti iniziali per la creazione di posti letto supplementari.

NB. La versione originaria del Piano prevedeva in materia un target quantitativo, pari ad almeno 7.500 nuovi posti letto, con scadenza T4-2022, nell'ambito della terza rata. Il Governo ha concordato con le istituzioni europee di posticipare la scadenza al T2-2023, ossia nell'ambito della quarta rata, e di trasformare il target in una milestone che prevede l'assegnazione di un primo insieme di contratti per la realizzazione di ulteriori posti letto. Nell'ambito di tale modifica la Commissione europea ha specificato che non sono ammissibili al finanziamento posti che già in precedenza erano stati destinati ad ospitare studenti.

Esito: A seguito dei due avvisi pubblicati con il decreto ministeriale del 26 agosto 2022, n. 1046 (modificato dal DM n. 1089 del 15 settembre 2022) e con il decreto ministeriale 2 dicembre 2022, n. 1252, sono state approvate due graduatorie, rispettivamente con il decreto ministeriale del 28 novembre 2022, n. 1246, e con il decreto ministeriale del 14 febbraio 2023, n. 77, per un totale di 72 interventi ammessi a finanziamento, al netto delle rinunce.

 

Obiettivo: T2 2026 (M4C1-30)

Creazione di 30.000 posti letto per studenti.

 NB. La descrizione dell'obiettivo nella versione originale del PNRR prevedeva che entro il T2 2026 i posti letto non dovessero essere solo creati ma anche assegnati. La descrizione è stata modificata in sede di revisione del PNRR alla fine del 2023, prevedendo la creazione di almeno 60.000 posti letto supplementari conformemente alla legislazione pertinente, tra cui la legge n. 338/2000, quale riveduta nell'agosto 2022, e il nuovo sistema legislativo adottato nell'ambito del traguardo M4C1-29. Con la  CID del 27 novembre 2025 si è pervenuti all'attuale descrizione.

ultimo aggiornamento: 18 giugno 2024

5 investimenti della M4C1 di competenza del Ministero dell'università e della ricerca sono volti a potenziare le opportunità degli studenti universitari in tutte le fasi della loro carriera: dai corsi di orientamento alle scuole superiori, all'incremento e all'ampliamento delle borse di studio, fino all'estensione del numero di dottorati, sia in generale che in relazione a specifici settori attenzionati. Nel complesso, tramite i 5 investimenti in commento sono stanziati 2,5 miliardi di sovvenzioni.

M4C1 - Investimento 1.6

Orientamento attivo nella transizione scuola-università

Amministrazione titolare: Ministero dell'università e della ricerca

Risorse: 250 milioni di sovvenzioni

La misura mira a facilitare e incoraggiare il passaggio dalla scuola secondaria superiore all'università e a ridurre il numero di abbandoni universitari, contribuendo in tal modo all'aumento del numero dei laureati. Ci si attende che l'investimento determini un innalzamento degli indicatori di successo (frequenza scolastica, miglioramento dei livelli di apprendimento, numero di studenti ammessi all'anno accademico successivo, ecc.) e una mitigazione dei divari di genere, entrambi in termini di occupazione e partecipazione all'istruzione superiore in tutti i campi. L'iniziativa prevede l'offerta di corsi a tutti gli studenti della scuola secondaria superiore per sostenerli nella scelta dell'istruzione terziaria, facilitando una miglior corrispondenza tra preparazione e percorso professionale e aiutandoli a orientarsi nella transizione scuola-università. Si dovranno prevedere lezioni impartite da docenti dell'istruzione superiore a studenti della scuola secondaria di secondo grado. La sostenibilità dovrà essere conseguita estendendo la formazione ai professori delle scuole superiori in modo che, a seguito di questo programma triennale, l'orientamento possa continuare a essere impartito da personale interno alle scuole superiori.

NB. In sede di revisione del PNRR (dicembre 2023) si è preferito espungere dalla descrizione dell'investimento le parti che limitavano lo svolgimento dei corsi di orientamento ai soli terzo, quarto e quinto anno della scuola superiore, estendendone così l'applicabilità a tutta la durata del percorso di studi.

Traguardo: T2 2026 (M4C1-24)

Frequenza di un corso di transizione scuola-università da parte di almeno 1.000.000 di studenti della scuola secondaria superiore.

 

M4C1 – Investimento 1.7

Borse di studio per l'accesso all'università

Amministrazione titolare: Ministero dell'università e della ricerca

Risorse: 958 milioni di sovvenzioni

     

L'obiettivo della misura è garantire la parità di accesso all'istruzione, agevolando l'accesso all'istruzione terziaria per gli studenti in difficoltà socioeconomiche e con un costo di opportunità relativamente elevato per gli studi avanzati a fronte di una transizione precoce verso il mercato del lavoro. In particolare, tale obiettivo dovrà essere conseguito aumentando il numero delle borse di studio previste per gli studenti universitari nell'ambito del sostegno del dispositivo per la ripresa e la resilienza. Questa misura è integrata da React-EU, da cui si prevede il finanziamento di 13.000 borse di studio per l'accesso all'università nelle regioni meridionali per il 2023.

NB. In sede di revisione del PNRR (dicembre 2023), è stato concordato con la Commissione europea un aumento di 308 milioni di euro nella dotazione finanziaria dell'investimento. Per quanto riguarda i target della misura, viene ora previsto che per tre anni di seguito vengano erogate, esclusivamente a valere sui fondi dell'investimento in esame, borse di studio ad almeno 55.000 studenti ogni anno. La versione originaria del PNRR individuava target fissati sul totale generale delle borse di studio erogate, non solo di quelle esclusivamente finanziate con le risorse di cui al presente investimento, prevedendo che tale numero dovesse salire da 256.000 a 300.000 al T4 2023 e poi a 336.000 al T4 2024.

A seguito dell'ulteriore revisione del PNRR (novembre 2025) è stata aumentata di 150 milioni di euro la dotazione finanziaria della misura (da 808 a 958 milioni di sovvenzioni) e il target M4C1-15 bis è stato oggetto di uno scale up in sede dell'ultima revisione: la scadenza per il completamento dell'intervento è stata fissata al 31 agosto 2026 ed è stato definito l'obiettivo complessivo di 83.000 borse di studio finanziate integralmente con fondi PNRR.

Traguardo: T4 2021 (M4C1-2)

Entrata in vigore di decreti ministeriali di riforma delle borse di studio al fine di migliorare l'accesso all'istruzione terziaria.

Esito: La normativa attuativa è costituita dall'articolo 12 del decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152 e dal decreto ministeriale 17 dicembre 2021, n. 1320).

Obiettivo: T4 2023 (M4C1-11)

Assegnazione, ad almeno 55.000 studenti, di borse di studio finanziate esclusivamente dai fondi del dispositivo per la ripresa e la resilienza.

Esito: Secondo quanto riportato dalla Settima relazione del Governo, i dati di monitoraggio acquisiti per l'anno accademico 2022/23 evidenziano un numero di borse a carico del PNRR pari a 58.303.

Obiettivo: T4 2024 (M4C1-15)

Assegnazione, ad almeno altri 55.000 studenti, di borse di studio finanziate esclusivamente dai fondi del dispositivo per la ripresa e la resilienza.

EsitoSecondo quanto riportato dal Governo su REGIS in data 19 dicembre 2024, i dati di monitoraggio acquisiti per l'anno accademico 2023/24 evidenziano un numero di borse attive al 30 novembre 2024 pari a circa 271.229: 61.213 a carico del PNRR, di cui 60.429 valevoli ai fini del target in questione.

Obiettivo: T4 2025 (M4C1-15-bis)

Assegnazione, ad almeno 83.000 studenti, di borse di studio finanziate esclusivamente dai fondi del dispositivo per la ripresa e la resilienza.

 EsitoSecondo quanto riportato dalla Settima relazione del Governo con D.D. del 12 novembre 2024, n. 1720 il MUR ha provveduto ad assegnare agli enti regionali per il diritto allo studio risorse PNRR pari a 288 milioni di euro per l'anno accademico 2024/2025 che, con gli ulteriori 150 milioni di euro relativi all'anno accademico 2025/2026 (derivanti dall'aumento della dotazione finanziaria della misura), consentiranno di traguardare l'obiettivo complessivo.

M4C1 - Investimento 3.4

Didattica e competenze universitarie avanzate

Amministrazione titolare: Ministero dell'università e della ricerca 

Risorse: 272,1 milioni di sovvenzioni

La misura mira a qualificare e innovare i percorsi universitari (e di dottorato), mediante tre obiettivi strategici: digitalizzazione, "cultura dell'innovazione" e internazionalizzazione. Saranno in particolare attuate le seguenti sotto-misure:

- l'assegnazione, attraverso l'adozione dei relativi decreti di concessione, di almeno 500 nuovi dottorati di ricerca in programmi dedicati alle transizioni digitali e ambientali;

- la stipula degli Atti d'obbligo relativi al finanziamento di 3 Digital Education Hub (DEH); 

- la stipula degli Atti d'obbligo relativi al finanziamento di 3 reti di scuole universitarie superiori;

- la stipula degli Atti d'obbligo relativi al finanziamento di almeno 10 iniziative educative transnazionali (TNE);

- la stipula degli Atti d'obbligo relativi al finanziamento almeno 15 progetti di internazionalizzazione degli istituti di istruzione superiore artistica e musicale (AFAM).

NB. In sede di revisione del PNRR (dicembre 2023) le risorse afferenti all'investimento in commento sono state ridotte da 500 a 272,1 milioni di euro.

Traguardo: T2 2026 (M4C1-23)

Azioni volte a qualificare e innovare le scuole secondarie e i programmi universitari, compresi i dottorati.

NB. A seguito dell'ulteriore revisione del PNRR (novembre 2025) la misura è stata oggetto di modifiche in un'ottica di semplificazione: la misura era precedentemente composta da un target (M4C1-23) e una milestone (M4C1-23bis), ora confluite nell'unica milestone M4C1-23, che ne ha assorbito il contenuto. Il target M4C1-23 prevedeva l'assegnazione, nell'arco di 3 anni, di almeno 500 nuovi dottorati di ricerca e la milestone M4C1-23bis prevedeva l'attuazione di sotto-misure in materia di didattica e competenze universitarie che comprendessero: 1. la creazione di tre poli per l'istruzione digitale (Digital Education Hubs, DEH); 2. l'attivazione di tre scuole universitarie superiori; 3. la realizzazione di dieci iniziative educative transnazionali - TNE; 4. la realizzazione di 15 progetti d'internazionalizzazione di istituti di alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM). 

M4C1 – Investimento 4.1

Estensione del numero di dottorati di ricerca e di dottorati innovativi per la Pubblica Amministrazione e il patrimonio culturale

Amministrazione titolare: Ministero dell'università e della ricerca 

Risorse: 504 milioni di sovvenzioni

La misura mira ad aumentare la riserva di capitale umano impegnato in attività orientate alla ricerca, nelle amministrazioni pubbliche e nel patrimonio culturale. L'investimento prevede l'assegnazione di ulteriori 1.200 borse di dottorato generiche all'anno (per tre anni), 1.000 ulteriori borse di dottorato all'anno (per tre anni) nell'ambito delle amministrazioni pubbliche e almeno 200 nuove borse di dottorato all'anno (per tre anni) destinate al patrimonio culturale.

NB. In sede di revisione del PNRR (dicembre 2023) le risorse afferenti all'investimento in commento sono state incrementate da 432 a 504 milioni di euro.

Obiettivo: T4 2024 (M4C1-12)

Assegnazione di almeno 1.200 borse di dottorato supplementari all'anno (su tre anni); assegnazione di almeno 1.000 borse di dottorato supplementari all'anno (su tre anni) nell'ambito delle Amministrazioni pubbliche; assegnazione di almeno 200 nuove borse di dottorato all'anno (su tre anni) destinate al patrimonio culturale.

Esito: Le borse sono state concesse negli anni accademici 2022-2023 (decreto ministeriale n. 351 del 2022), 2023-2024 (decreto ministeriale n. 118 del 2023), 2024-2025 (decreto ministeriale n. 629 del 2024). Il totale delle borse computate al presente target, a seguito di revoche e riassegnazioni, è di 7.161 (3.577 borse per i dottorati di ricerca applicata, 2.978 borse per i dottorati per la PA; 606 borse per i dottorati per il Patrimonio Culturale). Il Governo afferma che il target è raggiunto, essendo stato conseguito al 99,4%, dunque entro la soglia di tolleranza del 5% individuata dalla Commissione Europea.

M4C1 – Investimento 5

Fondo per alloggi per studenti

Amministrazione titolare: Ministero dell'università e della ricerca 

Risorse: 599 milioni di sovvenzioni

La misura, introdotta in occasione della revisione del PNRR (novembre 2025), consiste in un investimento pubblico in un regime di sovvenzioni inteso a incentivare gli investimenti privati e a migliorare l'accesso ai finanziamenti nel settore degli alloggi per studenti in Italia. Il regime opera erogando sovvenzioni dirette al settore privato e a soggetti del settore pubblico che svolgono attività analoghe, ed è gestito da Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. (CDP S.p.A.) come soggetto attuatore e include una sovvenzione forfettaria massima di 20.000 euro per ciascun posto letto creato. La misura nasce per gemmazione dalla Riforma 1.7 della medesima M4C1: Alloggi per gli studenti e riforma della legislazione sugli alloggi per gli studenti, della quale eredita metà delle risorse stanziate (dunque, 599 milioni di euro) e metà degli obiettivi da raggiungere (dunque, 30.000 posti letto entro il 31 agosto 2026).

Traguardo: T4 2025 (M4C1-31)

Entrata in vigore dell'Accordo tra il MUR e CdP.

Esito: Dalla piattaforma Regis, risulta che il Ministero avesse predisposto, sulla base di quanto previsto dal disegno di legge di bilancio 2026 (Legge n. 199/2025, commi 884-894), lo schema di accordo attuativo, d'intesa con C.d.P. L'accordo attuativo sarebbe stato sottoscritto in esito alla pubblicazione della legge di bilancio 2026 in Gazzetta ufficiale.


   Traguardo:
T2 2026 (M4C1-32)

Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. dovrà stipulare accordi giuridici firmati con i beneficiari finali e completamento dell'investimento.

Esito: Secondo la settima relazione del Governo sull'attuazione del PNRR, a seguito del perfezionamento dell'accordo attuativo, CdP, in qualità di "Implementing partner" seguirà le successive fasi attuative dell'investimento fino al trasferimento delle risorse ai beneficiari finali.

ultimo aggiornamento: 18 giugno 2024

La prima delle due riforme della M4C2 vede la partecipazione dei due Ministeri coinvolti nell'attuazione della Componente, e può considerarsi emblematica di tutto il complesso delle sue misure, collocandosi all'incrocio tra il versante universitario e della ricerca e quello dell'impresa. La seconda riforma è invece interamente dedicata alla pianificazione economica delle attività di ricerca.

M4C2 – Riforma 1.1

Attuazione di misure di sostegno alla R&S per promuovere la semplificazione e la mobilità

Amministrazione titolare: Ministero dell'università e della ricerca (capofila) e Ministero delle imprese e del made in Italy

La riforma è attuata dal MUR e dal MIMIT attraverso la creazione di una cabina di regia interministeriale e l'emanazione di due decreti ministeriali: uno in ambito di mobilità, per aumentare e sostenere la mobilità reciproca (attraverso incentivi) di figure di alto profilo (es. ricercatori e manager) tra Università, infrastrutture di ricerca e aziende; l'altro in ambito di semplificazione della gestione dei fondi per la ricerca e inteso a riformare il percorso professionale dei ricercatori in modo da consentire a questi ultimi di concentrarsi maggiormente sulle attività di ricerca. La riforma spinge verso un approccio più sistematico alle attività di R&S, superando l'attuale logica di riassegnazione delle risorse e favorendo la condivisione, ed è orientata alla semplificazione della burocrazia nella gestione dei fondi dedicati alle attività di ricerca pubblico-privata, con un impatto significativo in quanto si evitano la dispersione e la frammentazione delle priorità. Gli Enti pubblici di ricerca (EPR) hanno un ruolo fondamentale sia come possibili leader progettuali per i Partenariati, per i Campioni nazionali e per gli Ecosistemi territoriali, sia come potenziali partecipanti ai bandi sul Fondo PNR e sul Fondo per le infrastrutture.

Traguardo: T2 2022 (M4C2-4)

Adozione dei decreti ministeriali sulla semplificazione e la mobilità nella R&S collegati al fondo di finanziamento ordinario.

Esito: La cabina di regia MUR-MIMIT è stata istituita con il decreto ministeriale n. 1233 del 10 novembre 2021; il decreto ministeriale di semplificazione della gestione dei fondi per la ricerca è il n. 1314 del 14 dicembre 2021, successivamente integrato dal n. 1368 del 24 dicembre 2021; il decreto ministeriale in materia di mobilità tra università e imprese è il n. 330 del 30 marzo 2022.

M4C2 – Riforma 1.2

Piano triennale per il finanziamento delle attività di ricerca

Amministrazione titolare: Ministero dell'università e della ricerca

La riforma è stata introdotta nel PNRR con la revisione approvata a novembre 2025 e mira a migliorare la pianificazione e la prevedibilità dei finanziamenti per la ricerca. Consiste nell'entrata in vigore di una legislazione primaria che stabilisca il quadro giuridico per l'adozione di un piano triennale per il finanziamento di attività di ricerca.

Il quadro giuridico deve:

1) istituire un fondo per la fusione di diversi strumenti di finanziamento;

2) imporre l'adozione del piano triennale per il finanziamento di attività di ricerca di università, enti di ricerca e istituzioni AFAM; 3) imporre l'adozione di un cronoprogramma per la pubblicazione degli inviti a presentare progetti e per la conclusione delle relative procedure di selezione;

4) includere una voce di bilancio specifica per il finanziamento dei progetti PRIN.

Traguardo: T4 2025 (M4C2-4 bis)

Entrata in vigore della legislazione primaria che stabilisce il quadro giuridico per l'adozione di un piano triennale per il finanziamento di attività di ricerca. 

Esito: i commi 529-533 dell'articolo 1 della Legge 199/2025 (legge di bilancio 2026), hanno previsto l'adozione di un Piano triennale della ricerca, con cui il Ministero dell'Università e della Ricerca programmerà ogni tre anni i finanziamenti per la ricerca di base e applicata di università, enti pubblici di ricerca e istituzioni AFAM. Il primo Piano triennale della ricerca, riferito al triennio 2026-2028, è stato adottato con il decreto ministeriale n. 150 del 30 gennaio 2026.

ultimo aggiornamento: 18 giugno 2024

Il primo ambito di intervento della Componente 2 è dedicato al rafforzamento della ricerca e alla diffusione di modelli innovativi per la ricerca di base e applicata, condotta in sinergia tra Università e imprese. Esso si compone di 5 investimenti, per un totale di 6,46 miliardi di euro, ed è interamente in capo al Ministero dell'università e della ricerca.

 

M4C2 - Investimento 1.1

Progetti di Ricerca di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN)

Amministrazione titolare: Ministero dell'università e della ricerca

Risorse: 1,8 miliardi di prestiti

La misura consiste nel finanziamento di progetti di ricerca di rilevante interesse nazionale (PRIN). I progetti hanno una durata di almeno due anni e prevedono la collaborazione di unità di ricerca appartenenti ad università ed enti di ricerca. I progetti finanziati sono selezionati dal Ministero dell'università e della ricerca sulla base della qualità del profilo scientifico dei responsabili, così come dell'originalità, dell'appropriatezza metodologica, dell'impatto e della fattibilità del progetto di ricerca. Questo tipo di attività stimolerà lo sviluppo di iniziative promosse dai ricercatori verso la ricerca di frontiera e una maggiore interazione tra le università ed enti di ricerca. L'investimento finanzierà, fino al 2026, 5.350 progetti.

NB. In sede di revisione del PNRR (dicembre 2023) è stato concordato con la Commissione europea di rimuovere il vincolo, inizialmente previsto, della durata triennale dei progetti, specificando che essi devono avere una durata minima di due anni. Sulla misura è intervenuta anche la revisione di novembre 2025: i descrittivi degli obiettivi M4C2-6 e M4C2-7 sono stati modificati in un'ottica di semplificazione.

Obiettivo: T4 2023 (M4C2-5)

Assegnazione di almeno 3.150 progetti di ricerca di interesse nazionale.

Esito: La Settima relazione del Governo informa che sono stati ammessi a finanziamento 3.753 progetti che prevedono complessivamente 10.108 unità di ricerca, per un ammontare di risorse finanziate complessive pari a circa 741,7 milioni di euro.

 

Obiettivo: T2 2025 (M4C2-6)

Pubblicazione del decreto o dei decreti che dispongono l'assegnazione ad almeno 5.350 progetti di ricerca di interesse nazionale.

Esito: La Settima relazione del Governo informa che sono stati ammessi a finanziamento 1.780 progetti. Complessivamente, quindi, i progetti di ricerca di rilevante interesse nazionale ammessi al finanziamento ammontano a un totale di 5.533.

 

Obiettivo: T2 2025 (M4C2-7)

Dovranno essere assunti almeno 900 nuovi ricercatori a tempo determinato. I ricercatori assunti si concentreranno sulle priorità coerenti con i sei cluster del Programma Quadro Europeo per la Ricerca e l'Innovazione 2021-2027: i) salute; ii) cultura umanistica, creatività, trasformazioni sociali, società dell'inclusione; iii) sicurezza dei sistemi sociali; iv) digitale, industria, aerospaziale; v) clima, energia, mobilità sostenibile; vi) prodotti alimentari, bioeconomia, biodiversità, agricoltura, ambiente.

Esito: Con decreto ministeriale del 16 novembre 2020, n. 856 sono state ripartite le risorse per il Secondo Piano Straordinario 2020 per il reclutamento di ricercatori di cui all'articolo 24, comma 3, lettera b), della legge n. 240/2010. La Settima relazione del Governo informa che, al 31 dicembre 2022, sulla Banca Dati DALIA (Dati Liquidato Atenei Italiani) risultano assunti n. 3.279 ricercatori, dato superiore rispetto al target europeo fissato dal PNRR. Dal novero complessivo dei ricercatori assunti, come monitorato al 31 marzo 2025, è stato effettuato un focus sulle professionalità direttamente impiegate dalle istituzioni universitarie nell'ambito dei progetti finanziati a valere sul PNRR – Missione 4, Componente 2, ed il target risulta raggiunto.

 

M4C2 - Investimento 1.2

Finanziamento di progetti presentati da giovani ricercatori

Amministrazione titolare: Ministero dell'università e della ricerca

Risorse: 210 milioni di sovvenzioni

L'investimento si prefigge di trattenere i giovani ricercatori in Italia, sostenendo le loro attività sul modello dei bandi European Research Council-ERC, Marie Skłodowska-Curie Individual Fellowships-MSCA-IF e Seal of Excellence, al fine di consentire loro di maturare una prima esperienza di responsabilità di ricerca. Una parte del contributo sarà vincolata all'assunzione di almeno un ricercatore "non-tenure-track" e parte del contributo dedicato a brevi periodi di mobilità per attività di ricerca o didattica in altre località in Italia o all'estero.

Obiettivo: T4 2022 (M4C2-1)

Concessione di almeno 300 borse di ricerca a studenti e stipula di almeno 300 contratti a giovani ricercatori

Esito: L'art. 14 del decreto-legge n. 36 del 2022 (L. 79/2022), ai commi 1-4, prevede procedure di reclutamento all'interno delle Università e degli enti pubblici di ricerca, riservate a due categorie di studiosi: i) quelli insigniti di un Sigillo di Eccellenza (Seal of Excellence) a seguito della partecipazione a bandi, emanati nell'ambito dei Programmi quadro Horizon 2020 ed Horizon Europe negli anni 2022 o precedenti, relativi alle Azioni Marie Skłodowska-Curie (MSCA); ii) i vincitori dei programmi di ricerca dello European Research Council. Sono poi intervenuti il DM n. 894 dell'11 luglio 2022, con cui sono state delineate le misure operative specifiche per le chiamate dirette e le assunzioni delle figure dei ricercatori, nonchè altre disposizioni attuative per il finanziamento di progetti dei giovani ricercatori (secondo la piattaforma Regis, è stato raggiunto il target previsto, superato di 2 unità (302)).

Obiettivo: T2 2025 (M4C2-1-bis)

Pubblicazione del decreto o dei decreti di attribuzione del finanziamento ad almeno 550 giovani ricercatori.  I giovani ricercatori devono soddisfare le seguenti condizioni: avere al massimo 40 anni di età alla data di pubblicazione dell'invito (i profili che hanno 40 anni compiuti alla data di pubblicazione dell'invito a presentare progetti sono ammissibili fino al compimento del 41esimo anno di età) o un'età compresa tra 41 e 45 anni se il candidato ha completato il dottorato di ricerca al massimo 7 anni prima (i profili che hanno 45 anni compiuti alla data di pubblicazione dell'invito a presentare progetti sono ammissibili fino al compimento del 46esimo anno di età).

NB. La Quarta relazione del Governo evidenzia che il target previsto nella versione originaria del PNRR (M4C2-1 a T4-2022), che consisteva nella sottoscrizione di 300 contratti di ricerca, era stato conseguito di stretta misura a causa di un basso tasso di adesione dei soggetti proponenti (solo 290 domande su 700 finanziamenti banditi). In sede di revisione del PNRR (dicembre 2023) è stata quindi concordata una riduzione dell'importo di 390 milioni di euro originariamente allocato (da 600 a 210 milioni) ed è stato contestualmente introdotto il nuovo target finale M4C2-1-bis al T2-2025.

Esito: La settima relazione del Governo sull'attuazione del PNRR, di dicembre 2025, rileva che, complessivamente, sono stati finanziati 840 contratti destinati a giovani ricercatori. 

M4C2 - Investimento 1.3

Partenariati estesi a università, centri di ricerca, imprese e finanziamento progetti di ricerca di base

Amministrazione titolare: Ministero dell'università e della ricerca 

Risorse: 1,61 miliardi di prestiti

L'investimento punta a sostenere almeno 14 grandi programmi di ricerca di base realizzati in partenariato da istituti di ricerca e imprese private. L'investimento è in linea con uno degli obiettivi PNR di promuovere cambiamenti positivi sfruttando la ricerca fondamentale. Ci si attende che ciascun programma promuova  l'aggregazione delle piccole e medie imprese intorno a grandi attori privati e centri pubblici di ricerca nonché incoraggi le attività di ricerca collaborative e complementari. I progetti R&S includono investimenti sia nel capitale umano sia nello sviluppo della ricerca di base per università, centri di ricerca e imprese.

Obiettivo: T2 2025 (M4C2-8)

Firma dell'atto d'obbligo per almeno 14 partenariati di ricerca. Gli inviti a presentare programmi devono prevedere: a) che nell'ambito di ciascun partenariato siano assunti almeno 100 ricercatori a tempo determinato; b) l'impegno affinché il contributo per il clima dell'investimento ammonti almeno al 42% del costo complessivo degli investimenti sostenuti dall'RRF secondo la metodologia di cui all'allegato VI del regolamento (UE) 2021/241.

NB. Il target è stato modificato dalla CID di novembre 2025, precedentemente prevedeva l'assunzione di almeno 100 nuovi ricercatori a tempo determinato per ciascuno dei partenariati previsti per la ricerca di base firmati tra istituti di ricerca e imprese private e la firma di almeno 14 partenariati di ricerca di base tra istituti di ricerca e imprese private.

Esito: I 14 programmi da finanziare sono stati individuati (qui la lista). La settima relazione del Governo sull'attuazione del PNRR, di dicembre 2025, rileva che i soggetti finanziati (HUB) hanno sottoscritto i pertinenti atti d'obbligo, e le attività progettuali sono state avviate regolarmente. Secondo la piattaforma Regis, le attività progettuali per tutti i programmi sono state avviate e sono in corso di esecuzione, con completamento al più tardi entro il 28 febbraio 2026. Al 28 novembre 2025 risultano assunti e computati al target un totale di 1.698 ricercatori a tempo determinato coinvolti nelle attività progettuali.

 

M4C2 - Investimento 1.4

Potenziamento strutture di ricerca e creazione di "campioni nazionali" di R&S su alcune Key enabling technologies

Amministrazione titolare: Ministero dell'università e della ricerca in collaborazione con il Ministero delle imprese e del made in Italy,

Risorse: 1,6 miliardi di prestiti

Questa misura mira al finanziamento della creazione di almeno cinque centri di ricerca nazionale in grado di raggiungere, attraverso la collaborazione di Università, centri di ricerca e imprese, una soglia critica di capacità di ricerca e innovazione. Elementi essenziali di ogni centro nazionale saranno la creazione e il rinnovamento di rilevanti strutture di ricerca, il coinvolgimento di soggetti privati nella realizzazione e attuazione dei progetti di ricerca e il supporto alle start-up e alla generazione di spin off.

Traguardo: T2 2022 (M4C2-19)

Aggiudicazione di appalti per progetti riguardanti campioni nazionali di R&S sulle key enabling technologies.

Esito: In data 6 aprile 2022 è stato pubblicato il decreto direttoriale n. 548 del 31 marzo 2022, di approvazione delle graduatorie. I decreti di ammissione al finanziamento dei 5 Centri nazionali che hanno ottenuto i contratti sono i decreti direttoriali 1031-1035 del 17 giugno 2022. Qui il comunicato stampa del MUR del 15 giugno 2022.

Traguardo: T2 2026 (M4C2-9)

Pubblicazione della relazione sul completamento delle attività di ricerca per ciascuno dei 5 centri nazionali.

NB. In sede di revisione del PNRR (dicembre 2023), l'obiettivo iniziale (relativo all'aggiudicazione dei contratti alle strutture di ricerca, e dunque sostanzialmente ripetitiva rispetto al traguardo precedente) è stato trasformato in un traguardo quantificabile nel numero di Centri nazionali in grado di completare le proprie attività nel termine previsto. La scadenza, rispetto alla versione originaria del PNRR è stata contestualmente posticipata di 6 mesi.

 

M4C2 – Investimento 1.5

Creazione e rafforzamento di "ecosistemi dell'innovazione per la sostenibilità", costruendo "leader territoriali di R&S"

Amministrazione titolare: Ministero dell'università e della ricerca

Risorse: 1,243 miliardi di prestiti

La misura si concretizza attraverso il finanziamento, entro il 2026, di almeno 10 "leader territoriali di R&I" (esistenti o nuovi) selezionati sulla base di apposite procedure competitive, con attenzione alla capacità di promuovere progetti di sostenibilità sociale. Ogni progetto dovrà presentare in misura significativa i seguenti elementi: a) attività formative innovative condotte in sinergia dalle università e dalle imprese e finalizzate a ridurre il mismatch tra competenze richieste dalle imprese e competenze fornite dalle università, nonché dottorati industriali; b) attività di ricerca condotte e/o infrastrutture di ricerca realizzate congiuntamente dalle università e dalle imprese, in particolare le PMI, operanti sul territorio; c) supporto alle start-up; d) coinvolgimento delle comunità locali sulle tematiche dell'innovazione e della sostenibilità.

La selezione dei progetti da finanziare avviene sulla base dei seguenti criteri: i) la qualità scientifica e tecnica e la sua coerenza con la vocazione territoriale; ii) l'effettiva attitudine a stimolare le capacità innovative delle imprese, in particolare delle PMI; iii) la capacità di generare relazioni nazionali ed internazionali con importanti istituzioni di ricerca e società leader; iv) l'effettiva capacità di coinvolgimento delle comunità locali.

Traguardo: T2 2022 (M4C2-18)

Aggiudicazione di appalti per progetti riguardanti gli ecosistemi dell'innovazione.

Esito: I decreti di ammissione al finanziamento dei progetti sono i decreti direttoriali da 1049 a 1059 del 17 giugno 2022. Qui la lista dei progetti finanziati.

 

Obiettivo: T2 2026 (M4C2-18-bis)

Almeno 10 ecosistemi dell'innovazione hanno completato le attività secondo quanto stabilito nel pertinente invito a presentare progetti.

NB. In sede di revisione del PNRR (dicembre 2023) si è concordato di introdurre un target finale per il T2-2026, che prima non era previsto. Esso prevede che almeno 10 ecosistemi di innovazione abbiano completato le attività previste dal bando. Secondo la settima relazione del Governo sull'attuazione del PNRR, sulla base delle informazioni di monitoraggio disponibili, tutti gli 11 ecosistemi risultano operativi.

ultimo aggiornamento: 18 giugno 2024

Il secondo ambito di intervento della Componente 2 è dedicato al sostegno ai processi di innovazione e al trasferimento tecnologico. Esso si compone di 3 investimenti, per un totale di 2,01 miliardi di euro, ed è interamente in capo al Ministero delle imprese e del made in Italy.

 

M4C2 - Investimento 2.1

IPCEI (Important Project of Common European Interest)

Amministrazione titolare: Ministero delle imprese e del made in Italy 

Risorse: 1.5 miliardi di prestiti

L'obiettivo della misura è quello di integrare l'attuale fondo IPCEI, di cui all'articolo 1, comma 232, della legge di bilancio per il 2020 (legge n. 160 del 2019), con risorse aggiuntive. Nello specifico, la misura vuole sostenere gli investimenti, l'innovazione e la diffusione tecnologica, stimolando inoltre il processo di transizione nazionale verso un modello economico basato sulla conoscenza. In tale prospettiva, la partecipazione delle imprese italiane agli "Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo" (IPCEI) consente al tessuto produttivo nazionale di posizionarsi lungo le catene del valore considerate strategiche a livello europeo, aumentare il livello degli investimenti e dei servizi per la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie, nonché favorire l'adozione di queste ultime da parte delle PMI, andando ad incrementare la competitività complessiva del sistema paese.

NB In sede di revisione del PNRR (dicembre 2023è stata concordata una precisazione, finalizzata a consentire che, ai fini del target, il numero complessivo di progetti sostenuti con le risorse PNRR includessero quelli presentati non solo dalle imprese, ma anche dai centri di ricerca, in coerenza con i normali meccanismi di funzionamento degli IPCEI.

 

Traguardo: T2 2021 (M4C2-10)

Varo dell'invito a manifestare interesse per l'identificazione dei progetti nazionali, compresi i progetti IPCEI microelettronica.

Esito: Pubblicati sul sito del MIMIT gli avvisi per la presentazione delle manifestazioni di interesse da parte delle imprese relative agli IPCEI concernenti le catene strategiche del valore dell'idrogeno (5 febbraio 2021), della microelettronica 2 (22 febbraio 2021) e delle infrastrutture e servizi cloud (30 marzo 2021).

 

Traguardo: T2 2022 (M4C2-11)

Entrata in vigore dell'atto nazionale che assegna i finanziamenti necessari a sostenere i progetti partecipanti.

Esito: Si veda il decreto ministeriale 27 giugno 2022 - Definizione delle modalità di accesso agli interventi agevolativi connessi ai programmi IPCEI finanziati con risorse PNRR

 

Traguardo: T2 2023 (M4C2-12)

Pubblicazione dell'elenco dei partecipanti.

Esito: Si veda il decreto direttoriale 28 giugno 2023, che attesta l'elenco dei partecipanti ai progetti IPCEI, ad eccezione di IPCEI Cloud, autorizzato dalla Commissione UE solo il 5 dicembre 2023, quindi dopo la scadenza prevista del T2 2023. Tuttavia, i progetti IPCEI attivati nei settori Idrogeno e Microelettronica sono 25, e dunque in numero superiore al limite minimo di 20 fissato dal successivo obiettivo.

 

Obiettivo: T2 2025 (M4C2-22)

Almeno 20 progetti sostenuti attraverso il modello IPCEI. La stima dei valori obiettivo si basa sui metodi operativi dei progetti IPCEI attivati in Italia (Microelettronica 1, Batterie 1, Batterie 2).

Esito: Secondo la settima relazione del Governo sull'attuazione del PNRR, al 30 giugno 2025, risultano completate: per gli IPCEI Idrogeno 1 e Idrogeno 2 completate 8 operazioni di concessione per un totale di 580,9 milioni di euro a valere sulle risorse della misura; per l'IPCEI Microelettronica 2 completate 6 operazioni di concessione per un totale di 499,9 milioni di euro a valere sulle risorse della misura; per l'IPCEI Cloud completate 7 operazioni di concessione per 250 milioni di euro a valere sulle risorse della misura; per l'IPCEI Idrogeno 4, 1 operazione di concessione, per un totale di oltre 1,3 miliardi di euro. Secondo la piattaforma Regis, dati aggiornati al 28 novembre 2025 è stato conseguito un valore di 21 progetti.

M4C2 – Investimento 2.2 (SOPPRESSO)

Partenariati per la ricerca e l'innovazione - Orizzonte Europa (Horizon Europe)

Amministrazione titolare: Ministero delle imprese e del made in Italy 

Risorse: 200 milioni di sovvenzioni

L'obiettivo della misura è sostenere progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, individuati con inviti specifici a partecipare ai partenariati europei nell'ambito di Orizzonte Europa. Queste iniziative di ricerca transnazionali possono costituire un importante motore per lo sviluppo di R&I su questioni strategiche per la ripresa dell'economia italiana. In particolare, il sostegno si focalizza sui seguenti partenariati: i) High Performance Computing, ii) Key digital technologies, iii) Clean energy transition; iv) Blue oceans - A climate neutral, sustainable and productive Blue economy; v) Innovative SMEs. La misura, attuata dal MIMIT consente di dare continuità a iniziative realizzate attraverso il Fondo per la crescita sostenibile (FCS), abilitando sinergie tra livelli di governo e fonti finanziarie diverse.

NB In sede di revisione del PNRR (maggio 2024), l'investimento è stato soppresso. Nelle premesse alla decisione del Consiglio che ha approvato tale revisione si segnala che l'Italia ha motivato la soppressione con il fatto che l'obiettivo è ormai irrealizzabile nella sua totalità in quanto l'evoluzione del mercato ha determinato una domanda insufficiente. L'Italia ha chiesto di usare le risorse liberate dalla soppressione dell'investimento 2.2, da una parte, per una cifra pari a 164 milioni di euro, per includere una misura nuova (l'Investimento 2.2-bis della medesima M4C2, vedi subito infra) e dall'altra, per una cifra pari a 36 milioni di euro, per innalzare il livello di attuazione richiesto di una misura esistente (riforma 1.8 della M1C1, in materia di Digitalizzazione della giustizia). 

 

Obiettivo: T4 2025 (M4C2-2)

Devono essere assegnati almeno 205 progetti.

Esito: Soppresso

 

M4C2 – Investimento 2.2-bis (NUOVO)

Accordi di innovazione

Amministrazione titolare: Ministero delle imprese e del made in Italy

Risorse: 164 milioni di prestiti

L'investimento mira a finanziare progetti di ricerca, sviluppo e  innovazione  (detti  "accordi  di Innovazione") per sostenere la creazione di nuovi prodotti, processi o servizi o il miglioramento di quelli   esistenti,  grazie   allo   sviluppo   di   Key   Enabling   Technologies   (tecnologie   abilitanti fondamentali)  in  settori  coerenti  con  il  pilastro  II  del  programma  Orizzonte  Europa,  a  norma  del regolamento (UE) 2021/695. I beneficiari del progetto sono  imprese, associazioni  di  imprese  o  organizzazioni  di  ricerca  che portano avanti un accordo di Innovazione in una delle seguenti aree di intervento: tecnologie di fabbricazione; tecnologie digitali fondamentali, comprese le tecnologie quantistiche; tecnologie abilitanti emergenti; materiali avanzati; intelligenza artificiale e robotica; industrie circolari; industria pulita a basse emissioni di carbonio; malattie non trasmissibili e rare; malattie infettive, comprese le malattie trascurate e legate alla povertà strumenti, tecnologie e soluzioni digitali per la salute e l'assistenza, compresa la medicina personalizzata; impianti industriali nella transizione energetica; competitività industriale nel settore dei trasporti; mobilità e trasporti puliti, sicuri e accessibili; mobilità intelligente; stoccaggio dell'energia; sistemi alimentari; sistemi di bioinnovazione nella bioeconomia dell'Unione; sistemi circolari.

NB L'investimento è stato inserito in sede di revisione del PNRR (maggio 2024), in occasione alla contestuale soppressione dell'investimento 2.2, Partenariati per la ricerca e l'innovazione - Orizzonte Europa (Horizon Europe) (vedi subito supra). 

Obiettivo: T4 2025 (M4C2-2-bis)

Completamento di almeno 32 Accordi di innovazione

Esito: La piattaforma Regis riporta che l'amministrazione ha attuato le attività propedeutiche al conseguimento dell'obiettivo, individuando, con D.D. del MIMIT del 19 dicembre 2025, 35 progetti coerenti con le tempistiche di realizzazione previste dal PNRR. Pur essendo la data di ultimazione prevista (36 mesi oltre proroga) per tutti i programmi di ricerca e sviluppo selezionati, il target risulta conseguito solo per sedici (16) progetti, per i quali è stato ricevuto il "Rapporto tecnico finale" (Certificato di completamento), previsto dall'articolo 12 del D.M. 31 dicembre 2021 (che definisce le procedure per la concessione ed erogazione delle agevolazioni, previste dal decreto del Ministro dello sviluppo economico 24 maggio 2017, a favore dei progetti di ricerca e sviluppo realizzati nell'ambito degli accordi di innovazione).

M4C2 – Investimento 2.3

 

Potenziamento ed estensione tematica e territoriale dei centri di trasferimento tecnologico per segmenti di industria

Amministrazione titolare: Ministero delle imprese e del made in Italy

Risorse: 350 milioni di prestiti

L'investimento è finalizzato a rafforzare il sistema del trasferimento tecnologico italiano, anche attraverso un processo di riorganizzazione e razionalizzazione dei centri esistenti, per offrire servizi tecnologici avanzati alle imprese. Attualmente, il sistema di trasferimento tecnologico nazionale

e basato sui Centri di Competenza (CC), gli European Digital Innovation Hub (EDIHs) che hanno contribuito in modo significativo a supportare le piccole e medie imprese nella transizione digitale, anche attraverso attività di sensibilizzazione e formazione, condotte da serie di entry point come i Punti di innovazione digitale (PID).

NB: Con la revisione del PNRR, approvata a novembre 2025, sono state apportate modifiche dettate da esigenze legate all'attuazione dell'investimento e all'interazione con il Programma Europa digitale. È stato previsto un unico target di spesa relativo all'erogazione di un valore finanziario pari a 330 milioni di euro a favore di almeno 45 hub con cui il Ministero ha sottoscritto accordi finanziari. Le convenzioni con i 13 poli europei dell'innovazione digitale (EDIH) cofinanziati dal programma Europa digitale, nell'ambito della seconda linea di intervento, devono specificare i pacchetti operativi finanziati dal dispositivo per la ripresa e la resilienza. Gli ordini di pagamento riguardano tutti i pacchetti operativi dei 13 poli europei dell'innovazione digitale, esclusi i pacchetti operativi finanziati dal programma Europa digitale. Sono stati rimossi i due target M4C2-15 e M4C2-15bis afferenti al numero di imprese sostenute dai centri nazionali finanziati ed al completamento di tutti i work packages dei 13 European Digital Innovation Hubs e delle 2 Testing and Experimentation Facilities. A causa di complessità nella rendicontazione PNRR dei progetti TEF, questi sono stati rimossi come beneficiari della misura PNRR con l'intento di finanziarli con risorse nazionali. In particolare, i TEF essendo iniziative paneuropee e beneficiari anche di un finanziamento dal Digital Europe Programme (DEP) con un orizzonte temporale più ampio rispetto al PNRR presentavano complessità sul controllo del doppio finanziamento.

Precedentemente, la revisione del PNRR di dicembre 2023 aveva previsto il sostegno di 50 centri sostenuti (prima ancora 60) ed aveva specificato che l'intervento fosse articolato in due linee di intervento: una prima linea in cui il dispositivo per la ripresa e la resilienza finanzia 35 centri in esclusiva, senza intervento di altre fonti dell'UE; una seconda linea in cui il dispositivo per la ripresa e la resilienza finanzia in parte 13 poli europei dell'innovazione digitale (EDIH) e 2 strutture di prova e sperimentazione (TEF), mentre un'altra parte dei costi, riferita a determinati pacchetti operativi, è coperta dal programma Europa digitale.

Obiettivo: T2 2026 (M4C2-14)

Emissione di un valore complessivo di almeno 330 milioni di euro di ordini di pagamento a favore di almeno 45 poli con i quali il Ministero ha sottoscritto convenzioni finanziarie. Le convenzioni con i 13 poli europei dell'innovazione digitale (EDIH) cofinanziati dal programma Europa digitale nell'ambito della seconda linea di intervento devono specificare i pacchetti operativi finanziati dal dispositivo per la ripresa e la resilienza. Gli ordini di pagamento riguardano tutti i pacchetti operativi dei 13 poli europei dell'innovazione digitale nell'ambito della seconda linea di intervento della misura, esclusi i pacchetti operativi finanziati dal programma Europa digitale.

NB: Precedentemente la misura era così strutturata:

Obiettivo: T4 2025 (M4C2-13)

Operatività di 27 poli nuovi nell'ambito della prima linea di intervento della misura. L'obiettivo si concentra su tre tipi di poli: centri di competenza, marchio di eccellenza, rete dei poli di innovazione sul campo.

Obiettivo: T2 2026 (M4C2-14)

Erogazione di 307 milioni di euro nell'ambito della prima linea di intervento della misura a favore dei centri di trasferimento tecnologico per potenziare la rete nazionale ed erogare i prescritti servizi alle imprese.

In sede di revisione del PNRR (dicembre 2023) l'obiettivo è stato riformulato, in particolare identificando un nuovo indicatore, ossia il valore finanziario esborsato in favore dei centri di trasferimento di tecnologia, in luogo di quello precedente, che consisteva nella quantificazione dei servizi erogati dai centri (in questi termini, l'obiettivo era fissato a 600 milioni di valore dei servizi erogati, una cifra ben più alta di quella stanziata in loro favore).

Obiettivo: T2 2026 (M4C2-15)

Almeno 5.000 PMI sostenute da centri nazionali finanziati (centri di competenza; marchio di eccellenza; poli nazionali dell'innovazione digitale) nell'ambito della prima linea di intervento della misura.

In sede di revisione del PNRR (dicembre 2023) il numero di PMI da sostenere entro il T2 del 2026 è stato incrementato da 4.500 a 5.000.

Traguardo: T2 2026 (M4C2-15-bis)

Completamento di tutti i pacchetti operativi dei 13 poli europei dell'innovazione digitale e delle 2 strutture di prova e sperimentazione nell'ambito della seconda linea di intervento della misura.

Il traguardo è stato inserito in sede di revisione del PNRR (dicembre 2023), essendo direttamente derivante dalla ripartizione dell'investimento in due linee di intervento, in tale sede concordata. Si specifica che sono esclusi dall'ambito materiale oggetto del traguardo i pacchetti operativi finanziati dal programma Europa digitale.

ultimo aggiornamento: 18 giugno 2024

Il terzo ambito di intervento della Componente 2 è dedicato al potenziamento delle condizioni di supporto alla ricerca e alla innovazione. Esso si compone di 3 investimenti, per un totale di 2,33 miliardi di euro, e vede coinvolti sia il Ministero dell'università e della ricerca, titolare di 2 investimenti per un totale di 1,93 miliardi di euro, che il Ministero delle imprese e del made in Italy, titolare di un investimento per 0,4 miliardi di euro.

 

M4C2 - Investimento 3.1

Fondo per la realizzazione di un sistema integrato di infrastrutture di ricerca e innovazione

Amministrazione titolare: Ministero dell'università e ricerca 

Risorse: 1.578,1 milioni di prestiti

Il fondo mira a facilitare l'osmosi tra la conoscenza scientifica generata in infrastrutture di ricerca di alta qualità e il settore economico, favorendo l'innovazione. A tale scopo la misura sostiene la creazione di infrastrutture di ricerca e innovazione che colleghino il settore industriale con quello accademico. Il Fondo per l'edilizia e le infrastrutture di ricerca finanzia la creazione o il rafforzamento, su base competitiva, di infrastrutture di ricerca di rilevanza pan-europea e infrastrutture di innovazione dedicate, promuovendo la combinazione di investimenti pubblici e privati. In particolare, la misura deve finanziare almeno 30 progetti infrastrutturali (esistenti o di nuovo finanziamento) con un research manager per ogni infrastruttura.

 

Traguardo: T2 2022 (M4C2-17)

Notifica dell'aggiudicazione di appalti per i progetti riguardanti il sistema integrato di infrastrutture di ricerca e innovazione.

Esito: Con i decreti direttoriali del 16 giugno 2022 (8 infrastrutture di ricerca nell'Area Health&Food)17 giugno 2022 (3 infrastrutture di ricerca nell'Area Social and Cultural Innovation)17 giugno 2022 (3 infrastrutture di ricerca nell'Area Digital), 20 giugno 2022 (8 infrastrutture di ricerca nell'Area Physical Sciences and Engineering), 21 giugno 2022 (2 infrastrutture di ricerca nell'Area Environment) 22 giugno 2022 (Infrastrutture tecnologiche di innovazione) sono state approvate e graduatorie definitive per i finanziamenti di 24 infrastrutture di ricerca (nei mesi successivi aumentante sino a 33) e 24 infrastrutture tecnologiche di innovazione. 

Obiettivo: T2 2023 (M4C2-16)

Almeno 30 infrastrutture finanziate per il sistema integrato di infrastrutture di ricerca e innovazione L'infrastruttura per l'innovazione comprende infrastrutture multifunzionali in grado di coprire almeno tre settori tematici quali: i) quantistica, ii) materiali avanzati, iii) fotonica, iv) scienze della vita, v) intelligenze artificiali, vi) transizione energetica. Il conseguimento soddisfacente dell'obiettivo dipende anche dall'assunzione di almeno 30 research manager per il sistema integrato di infrastrutture di ricerca e innovazione.

Esito: Allo stato attuale, risultano finanziate 33 Infrastrutture di Ricerca, e 24 Infrastrutture Tecnologiche e di Innovazione. A seguito di 8 rinunce che hanno riguardato le Infrastrutture Tecnologiche di Innovazione, risultano in fase di attuazione 49 Infrastrutture complessive, di cui 33 IR e 16 ITEC. Inoltre, stando alla Settima relazione del Governo, sono stati assunti 39 research manager delle infrastrutture.

 

Obiettivo: T2 2026 (M4C2-16-bis)

Almeno 30 infrastrutture di ricerca e innovazione create o che hanno completato le attività conformemente al pertinente invito a presentare progetti.

NB Il traguardo è stato inserito in sede di revisione del PNRR (dicembre 2023).

 

M4C2 – Investimento 3.2

Conferimento di capitale nel Digital Transition Fund (DTF) 

Amministrazione titolare: Ministero delle imprese e del made in Italy

Risorse: 400 milioni di prestiti

La misura mira a sostenere il potenziale di crescita dell'economia italiana incentivando gli investimenti privati, migliorando l'accesso ai finanziamenti per le start-up e sviluppando il mercato del capitale di rischio nel settore della transizione digitale. Il progetto è volto a stimolare la crescita dell'ecosistema innovativo italiano tramite investimenti di capitale di rischio (venture capital) diretti e indiretti. Si prevede un conferimento di capitale nel FIA denominato "Digital Transition Fund – PNRR" (DTF), gestito da CDP Venture Capital SGR S.p.A. per un importo pari a 400 milioni di euro (inizialmente 300 milioni). Al riguardo si rileva infatti che la misura è stata oggetto di uno scale-up (incremento della dotazione finanziaria) suggerito dalla Commissione europea e poi in effetti presente nella Decisione di esecuzione del dicembre 2023, con ulteriori 100 milioni di euro a disposizione dello sviluppo del mercato del venture capital in Italia, anche al fine di rispondere alle raccomandazioni europee da Country report UE.

La strategia di investimento del DTF si rivolge ai settori della transizione digitale con particolare riferimento agli ambiti dell'intelligenza artificiale, del cloud, dell'assistenza sanitaria, dell'industria 4.0, della cybersicurezza, della fintech, della blockchain e della microelettronica.

 NB Si precisa che il descritto della misura in oggetto, inizialmente impostata secondo la struttura della "facility", è stato interessato da talune modifiche nell'ambito della revisione del PNRR portata avanti, rispettivamente, nel dicembre 2023 (la modifica ha anche incrementato l'importo finanziario dell'investimento, dai 300 milioni iniziali ai 400 milioni attuali, e ha espunto il riferimento all'obiettivo di finanziare, tramite il fondo, almeno 250 imprese entro il T2 2025) e nel maggio 2025. In primo luogo, durante la fase di negoziato con la Commissione europea, culminata con la revisione del Piano di dicembre 2023, oltre al già menzionato scale up che ha comportato un incremento della dotazione per euro 100 milioni, il descrittivo e stato integrato per renderlo più aderente al funzionamento dei fondi di venture capital e modellato con i requisiti di una facility. Con la revisione di giugno 2025 la misura è stata ulteriormente semplificata trasformandola in un "conferimento di capitale", allineandolo inoltre alle raccomandazioni emanate dalla Commissione europea nella Comunicazione del 4 giugno 2025 "Road to 2026". In esito a tale ultima revisione sono stati altresì rivisti i target e milestone applicabili all'investimento in esame.

 

Traguardo: T2 2022 (M4C2-20)

Firma dell'accordo fra il Governo italiano e il partner esecutivo Cassa Depositi e Prestiti (CDP) che istituisce lo strumento finanziario.

Esito: In data 27 giugno 2022 vi è stata la firma dell'accordo finanziario tra il Ministero dello sviluppo economico (ora Ministero delle imprese e del made in italy) e CDP Venture Capital SGR S.p.A. L'accordo finanziario è stato approvato con decreto direttoriale del 28 giugno 2022 (cfr. Relazione MIMIT "PNRR – Stato di attuazione degli interventi di competenza del MIMIT -A che punto siamo", settembre 2022, pag. 17).

 

Traguardo: T4 2024 (M4C2-21-bis)

L'Italia trasferisce 400.000.000 EUR a CDP Venture Capital per lo strumento. 

NB Il traguardo è stato inserito in sede di revisione del PNRR (dicembre 2023), nella quale si è deciso di configurare il DTF come una facility ai sensi della normativa europea.

Esito: Il Governo, in data 20 dicembre 2024, informa su REGIS che l'accordo finanziario tra MIMIT e CDP è stato modificato il 10 giugno 2024, che in data 20 novembre 2024 sono state apportate le necessarie modifiche al Regolamento di Gestione del Fondo, e che tutti e 400 i milioni previsti sono stati trasferiti a CDP Venture Capital entro il 31 dicembre 2024.

Obiettivo: T2 2026 (M4C2-21)

L'Italia trasmette una relazione che illustra le azioni intraprese dal DTF per attuare la politica di investimento, comprese le misure adottate per l'attuazione dei prodotti finanziari che il capitale dovrebbe sostenere, nonché le misure previste per l'ulteriore attuazione di tali prodotti. La relazione indica inoltre gli importi investiti in modo diretto/indiretto e in ciascun prodotto finanziario.

NB L'obiettivo è stato modificato in sede di revisione del PNRR (giugno 2025), precedentemente prevedeva la sottoscrizione da parte di Cassa Depositi e Prestiti Venture Capital di convenzioni di finanziamento giuridicamente vincolanti con start-up, programmi di incubazione/accelerazione o fondi di venture capital per l'importo necessario a utilizzare il 100 per cento dell'investimento dell'RRF (400 milioni di EUR) nel dispositivo (compreso il tetto medio del 13 per cento delle commissioni di gestione e dei costi del Fondo Digital Transition nel ciclo di vita del fondo e incluse le condizionalità ex ante per i cicli d'investimento successivi, ad eccezione delle commissioni di performance e di tutti i costi e tutte le commissioni di gestione relativi ai fondi di terzi).

 

M4C2 - Investimento 3.3

Introduzione di dottorati innovativi che rispondono ai fabbisogni di innovazione delle imprese e promuovono l'assunzione dei ricercatori dalle imprese

Amministrazione titolare: Ministero dell'università e della ricerca

Risorse: 360 milioni di sovvenzioni

L'obiettivo della misura consiste nel potenziamento delle competenze di alto profilo, in modo particolare nelle aree delle Key Enabling Technologies, mediante: l'istituzione di programmi di dottorato dedicati, con il contributo e il coinvolgimento delle imprese; incentivi all'assunzione di ricercatori da parte delle imprese. Nello specifico, la misura, attuata dal MUR, prevede l'assegnazione di un totale di 6.000 borse di dottorato in 3 anni, con il cofinanziamento privato e l'incentivo all'assunzione di ricercatori da parte delle imprese.

NB. In sede di revisione del PNRR (dicembre 2023), considerati gli esiti delle assegnazioni della prima delle tre annualità di dottorato (1.708 borse assegnate in luogo delle 5.000 bandite), è stata concordata una rimodulazione dell'investimento, volto a ridurre (da 15.000 a 6.000) i percorsi di dottorato da attivare e ad incrementare (da euro 30.000 a euro 60.000) il contributo assegnato alle università per ciascuna borsa di dottorato concessa, al fine di rendere le borse più attrattive. 

 

Obiettivo: T4 2024 (M4C2-3)

Assegnazione di almeno 6.000 borse di dottorato.

NB. In coerenza con quanto concordato con le istituzioni europee in sede di revisione del PNRR (dicembre 2023), il target previsto per il T4-2024 è sceso da 15.000 a 6.000 percorsi di dottorato attivati.

Esito: Le borse sono state concesse negli anni accademici 2022-2023 (decreto ministeriale n. 352 del 2022), 2023-2024 (decreto ministeriale n. 117 del 2023), 2024-2025 (decreto ministeriale n. 630 del 2024). Il totale delle borse assegnate computate al presente target, a seguito di revoche e riassegnazioni, è pari a 5.780. Il Governo afferma che il target è raggiunto, essendo stato conseguito al 96,33%, dunque entro la soglia di tolleranza del 5% individuata dalla Commissione Europea.

Il coinvolgimento delle impese nei dottorati innovativi finanziati, è stato assicurato dal decreto-legge n. 13 del 2023, che all'articolo 26, commi 1-4, ha introdotto un esonero contributivo a favore delle imprese che partecipano al finanziamento delle borse e che assumono a tempo indeterminato personale in possesso del titolo di dottore di ricerca (non necessariamente finanziato dal PNRR) ovvero che è, o è stato, titolare di contratti da ricercatore. In attuazione di tali disposizioni sono stati adottati il decreto ministeriale n. 1456 del 19 ottobre 2023 e il decreto direttoriale del 15 maggio 2024, n. 644.

ultimo aggiornamento: 18 giugno 2024
 
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