tema 13 settembre 2018
Studi Camera - Finanze Fisco Accertamento e riscossione

Con il decreto-legge n. 87 del 2018  (articolo 10) viene modificato l'istituto dell'accertamento sintetico del reddito complessivo (cd. redditometro), introducendo il parere dell'Istat e delle associazioni maggiormente rappresentative dei consumatori. Contestualmente viene abrogato il decreto ministeriale contenente gli elementi indicativi necessari per effettuare l'accertamento.

Il 4 luglio 2018, presso la Commissione Finanze della Camera dei deputati, si è svolta l'audizione del direttore dell'Agenzia delle entrate e Presidente dell'Agenzia delle entrate-Riscossione, Ernesto Maria Ruffini, sulle tematiche relative all'operatività dell'Agenzia, con riferimento - tra l'altro - al riassetto organizzativo dell'Agenzia, alla fatturazione elettronica, alla definizione agevolata delle cartelle e al non riscosso.

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Il 4 luglio 2018, presso la Commissione Finanze della Camera dei deputati, si è svolta l'audizione del direttore dell'Agenzia delle entrate e Presidente dell'Agenzia delle entrate-Riscossione, Ernesto Maria Ruffini, sulle tematiche relative all'operatività dell'Agenzia, con riferimento - tra l'altro - al riassetto organizzativo dell'Agenzia, alla fatturazione elettronica, alla definizione agevolata delle cartelle e al non riscosso.

Si ricorda che l'Agenzia delle entrate e l'Agenzia delle entrate-Riscossione, il 1° febbraio 2018, hanno illustrato i servizi offerti e i risultati raggiunti nel 2017. L'attività di controllo e di promozione della compliance svolta nel 2017 dall'Agenzia delle entrate ha consentito di riportare nelle casse dello Stato oltre 20 miliardi di euro, con un incremento complessivo del 5,8% rispetto al 2016. Nel dettaglio: 11 miliardi derivano dai versamenti diretti dei contribuenti a seguito dei controlli (+14,6%); 7,4 miliardi derivano da ruoli (+54,2%); 1,3 miliardi è la somma incassata grazie alle lettere di compliance inviate ai contribuenti (+160%); 400 milioni recuperati grazie alla prima versione della voluntary disclosure. Cresce anche il gettito spontaneo gestito da Agenzia delle entrate attraverso i servizi forniti ai contribuenti: 412,6 miliardi, cioè 7,6 miliardi in più (+1,9%) rispetto al dato 2016 (405 miliardi). Dagli stessi dati si ricava che l'Agenzia delle entrate-Riscossione ha riscosso 12,7 miliardi di euro complessivamente nel 2017 (+ 44% rispetto al 2016). La definizione agevolata, la cosiddetta rottamazione delle cartelle (D.L. n. 193/2016), ha portato 6,5 miliardi di euro nel 2017.

Nel 2017 le entrate tributarie erariali ammontano a 455.717 milioni di euro, in aumento dell'1 per cento rispetto al 2016. Le imposte dirette si attestano a 245.887 milioni di euro (+0,2 per cento) e le imposte indirette risultano pari a 209.830 milioni di euro (+2 per cento). Nel confronto con il 2016, l'andamento delle entrate tributarie del 2017, risente della diminuzione della entrate in conto capitale derivanti dall'emersione delle attività finanziarie e patrimoniali detenute all'estero (voluntary disclosure), che nel 2016 ha fatto registrare entrate per 4 miliardi, mentre nel 2017 si è attestato al di sotto del miliardo di euro (i termini sono stati riaperti dal D.L. n. 193 del 2016). Per un'analisi ulteriori dei dati si segnala il Bollettino delle entrate tributarie 2017 pubblicato a marzo 2018. Le entrate derivanti dai giochi si attestano, nel 2017, a 14 miliardi di euro con una flessione tendenziale del 2,6 per cento.

ultimo aggiornamento: 19 luglio 2018

Sia la legge di bilancio 2019 (legge n. 145 del 2018) che il decreto-legge n. 119 del 2018 hanno introdotto numerose misure complessivamente volte a consentire la chiusura delle pendenze col fisco attraverso una molteplicità di strumenti:

  • definizione agevolata delle cartelle tributarie, degli atti del procedimento di accertamento fiscale e delle liti pendenti;
  • annullamento automatico ("stralcio") di alcuni debiti di modico valore;
  • regolarizzazione delle irregolarità formali dei periodi d'imposta precedenti;
  • definizione agevolata dei debiti delle persone fisiche in difficoltà economica.


In particolare, tra le misure del decreto-legge n. 119 del 2018 si ricordano le seguenti:

- la definizione agevolata dei processi verbali di constatazione - PVC consegnati entro il 24 ottobre 2018. In particolare, si consente di regolarizzare le somme accertate nei suddetti verbali effettuando un'apposita dichiarazione e versando la sola imposta autoliquidata, senza sanzioni o interessi, in un'unica soluzione o in un massimo di venti rate trimestrali, entro il 31 maggio 2019. Nel corso dell'esame al Senato sono state introdotte disposizioni specifiche in merito ai termini e alla determinazione quantitativa delle rate successive alla prima;

- la definizione agevolata degli avvisi di accertamento, degli avvisi di rettifica e di liquidazione, degli atti di recupero, degli inviti al contraddittorio e degli accertamenti con adesione, mediante pagamento delle sole imposte in un'unica soluzione o in più rate; non sono dovuti sanzioni, interessi ed eventuali somme accessorie;

- la definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione (cd. rottamazione delle cartelle esattoriali) nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 ed il 31 dicembre 2017

- l'annullamento automatico dei debiti tributari fino a mille euro (comprensivo di capitale, interessi e sanzioni) risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010;

- la definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione a quelli concernenti i dazi doganali, i contributi provenienti dall'imposizione di diritti alla produzione dello zucchero (risorse proprie tradizionali UE) nonché l'IVA sulle importazioni, nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 ed il 31 dicembre 2017;

 - le disposizioni specifiche per le società e le associazioni sportive dilettantistiche, iscritte nel Registro CONI, che possono avvalersi della definizione agevolata degli atti del procedimento di accertamento e della definizione agevolata delle liti pendenti, con alcune specificità;

- la definizione agevolata di debiti tributari maturati fino al 31 dicembre 2018 - per i quali non sia intervenuta sentenza passata in giudicato - relativi alle imposte di consumo su: prodotti contenenti nicotina o succedanei del tabacco; prodotti liquidi da inalazione senza combustione costituiti da sostanze diverse dal tabacco, non destinati ad essere usati come medicinali, contenenti o meno nicotina. La definizione agevolata è ammessa con il versamento pari al 5 per cento degli importi dovuti. Non sono dovuti interessi e sanzioni;

- la possibilità di sanare irregolarità, infrazioni e inosservanze di obblighi o adempimenti, di natura formale, che non rilevano sulla determinazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi, ai fini dell'IVA e dell'IRAP e sul pagamento dei tributi, commesse fino al 24 ottobre 2018, possano essere regolarizzate mediante la loro rimozione e il versamento di una somma pari a 200 euro per ciascun periodo d'imposta cui si riferiscono le violazioni.

La legge di bilancio 2019 (articolo 1, commi da 184 a 199) consente di definire con modalità agevolate i debiti delle persone fisiche che versino in una grave e comprovata situazione di difficoltà economica, diversi da quelli annullati automaticamente ai sensi del decreto-legge n. 119 del 2018, affidati all'agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017, derivanti  dall'omesso versamento di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali e dalle attività di accertamento a fini IRPEF e IVA.


Sul sito dell'Agenzia delle entrate - Riscossione sono presenti le informazioni dettagliate delle procedure, i modelli e le FAQ.

ultimo aggiornamento: 15 gennaio 2019

L'articolo 10 del decreto-legge n. 87 del 2018 reca disposizioni finalizzate a modificare l'istituto dell'accertamento sintetico del reddito complessivo (cd. redditometro), introducendo il parere dell'Istat e delle associazioni maggiormente rappresentative dei consumatori. Contestualmente viene abrogato il decreto ministeriale contenente gli elementi indicativi necessari per effettuare l'accertamento.

Il decreto-legge n. 50 del 2017 (articolo 9-bis) disciplina l'introduzione di indici sintetici di affidabilità fiscale dei contribuenti, cui sono correlati specifici benefici, in relazione ai diversi livelli di affidabilità, prevedendo contemporaneamente la progressiva eliminazione degli effetti derivanti dall'applicazione dei parametri e degli studi di settore.

La legge di bilancio 2018 (comma 931) ha differito l'avvio della nuova disciplina al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2018.

Con il D.M. 23 marzo 2018 sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale attinenti alle attività economiche dei comparti delle manifatture, dei servizi, del commercio e delle attività professionali.

ultimo aggiornamento: 19 luglio 2018

L'articolo 12-bis del decreto-legge n. 87 del 2018 ha esteso anche al 2018 le norme che consentono la compensazione delle cartelle esattoriali in favore delle imprese titolari di crediti commerciali e professionali non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati nei confronti della pubblica amministrazione e certificati secondo le modalità previste dalla normativa vigente, con riferimento ai carichi affidati agli Agenti della riscossione entro il 31 dicembre 2017.

ultimo aggiornamento: 13 settembre 2018

Gli Enti locali possono svolgere il servizio di riscossione delle proprie entrate secondo le seguenti modalità:

  • tramite risorse interne;
  • ricorrendo all'affidamento in house a società strumentali;
  • tramite le ordinarie procedure a evidenza pubblica;
  • avvalendosi, a seguito di apposita deliberazione, dell'Agenzia delle entrate–Riscossione, titolare dello svolgimento delle funzioni della riscossione nazionale.

Si ricorda infatti che l'Agenzia delle entrate-Riscossione può svolgere le attività di riscossione delle entrate tributarie o patrimoniali di tutte le amministrazioni locali (come individuate dall'ISTAT) e delle società da esse partecipate, con l'esclusione delle società di riscossione (D.L. n. 50 del 2017, articolo 35).

L'articolo 2-bis del D.L. n. 193 del 2016 dispone che il pagamento spontaneo delle entrate degli enti locali sia effettuato sul conto corrente di tesoreria dei medesimi enti locali ovvero mediante F24, o attraverso strumenti di pagamento elettronici che gli enti impositori rendano disponibili. Restano ferme le modalità di versamento previste per l'IMU e la TASI. Per le entrate diverse da quelle tributarie il versamento è effettuato esclusivamente sul conto corrente di tesoreria o tramite strumenti di pagamento elettronici (mentre non è possibile l'utilizzo dell'F24). La decorrenza di tale norma è stata differita al 1° ottobre 2017 dal decreto-legge n. 244 del 2016 (art. 13, comma 4).

ultimo aggiornamento: 15 giugno 2018

In applicazione del principio di sussidiarietà e al fine di rafforzare gli strumenti della lotta all'evasione fiscale, il legislatore ha complessivamente previsto un maggior coinvolgimento degli Enti territoriali nell'attività di accertamento e riscossione. Per quanto concerne i comuni, l'articolo 1, comma 1 del D.L. n. 203/2005 disponeva in origine l'attribuzione a tali enti di una quota pari al 30 per cento delle maggiori somme riscosse con il concorso dei medesimi. Tale ammontare è stato in un primo momento elevato al 50 per cento (articolo 2, comma 10, lettera b), del D.Lgs. n. 23 del 2011). Successivamente, per gli anni 2012, 2013 e 2014, ai comuni è stato assegnato l'intero maggior gettito ottenuto a seguito dell'intervento svolto dall'ente stesso nell'attività di accertamento, anche se si tratta di somme riscosse a titolo non definitivo e fermo restando il successivo recupero delle stesse ove rimborsate ai contribuenti a qualunque titolo (articolo 1, comma 12-bis, del D.L. 138 del 2011). Con la legge di stabilità 2015 (comma 702 della legge n. 190 del 2014) per il triennio 2015-2017 la predetta quota era stata fissata nella misura del 55 per cento; secondo tale assetto normativo, ai comuni sarebbe spettato un ammontare inferiore a quello temporaneamente attribuito nel triennio precedente (2012-2014), ancorché in misura più elevata di quanto stabilito in via ordinaria dalla legge (D.Lgs. n. 23 del 2011). L'articolo 10, comma 12-duodecies del decreto-legge n. 192 del 2014, modificando il D.L. n. 138 del 2011 ha disposto che fino al 2017 venga riconosciuto ai comuni il 100 per cento delle maggiori somme riscosse per effetto della partecipazione dei comuni stessi all'azione di contrasto all'evasione.

Da ultimo, è stato esteso agli anni 2018 e 2019 l'incentivo previsto per la partecipazione dei comuni all'attività di accertamento tributario pari al 100 per cento del riscosso ( articolo 4, comma 8-bis del D.L. n. 193 del 2016).

A decorrere dal 1° luglio 2011, inoltre, gli importi minimo e massimo della sanzione amministrativa prevista per l'inadempimento degli obblighi di dichiarazione agli uffici dell'Agenzia del territorio degli immobili e delle variazioni di consistenza o di destinazione dei medesimi sono quadruplicati; il 75 per cento dell'importo delle sanzioni irrogate a decorrere dalla predetta data è devoluto al comune ove è ubicato l'immobile interessato.

Per quanto riguarda le regioni, l'articolo 9 del D.Lgs. n. 68/2011 (in materia di autonomia di entrata delle regioni a statuto ordinario e delle province) ha assicurato il riversamento diretto alle regioni dell'intero gettito derivante dall'attività di recupero fiscale riferita ai tributi propri derivati e alle addizionali alle basi imponibili dei tributi erariali di cui al presente decreto. Ai medesimi enti è poi attribuita una quota del gettito riferibile al concorso della regione nella attività di recupero fiscale in materia di IVA, commisurata all'aliquota di compartecipazione alla medesima in favore delle Regioni

Relativamente alle province, l'articolo 10 del D.Lgs. n. 149 del 2011 riconosce ai predetti enti una quota pari al 50 per cento delle maggiori somme relative a tributi statali riscosse con il contributo dei medesimi enti, anche mediante segnalazione all'Agenzia delle entrate ed alla Guardia di finanza di elementi utili ad integrare i dati contenuti nelle dichiarazioni presentate dai contribuenti per la determinazione di maggiori imponibili fiscali.

ultimo aggiornamento: 15 giugno 2018

Il decreto-legge n. 193 del 2016 ha disposto - a decorrere dal 1° luglio 2017 - lo scioglimento di Equitalia (ad esclusione di Equitalia Giustizia) e l'istituzione dell'Agenzia delle entrate-Riscossione, ente pubblico economico sottoposto all'indirizzo e alla vigilanza del Ministro dell'economia e delle finanze. Agenzia delle entrate-Riscossione è subentrata, a titolo universale, nei rapporti giuridici attivi e passivi, anche processuali, delle società del Gruppo Equitalia sciolte a decorrere dal 1° luglio 2017. Il nuovo ente assume la qualifica di agente della riscossione, abilitato ad operare attraverso le procedure della riscossione tramite ruolo (ovvero l'elenco dei debitori e delle somme da essi dovute formato dall'ufficio ai fini della riscossione a mezzo del concessionario, ai sensi del D.P.R. n. 602 del 1973 sulla riscossione). L'ente ha autonomia organizzativa, patrimoniale, contabile e di gestione. Ne costituiscono organi il presidente, il comitato di gestione e il collegio dei revisori dei conti, il cui presidente è scelto tra i magistrati della Corte dei conti. 

Il decreto-legge n. 50 del 2017 (articolo 35) consente all'ente Agenzia delle entrate-Riscossione di svolgere le attività di riscossione delle entrate tributarie o patrimoniali di tutte le amministrazioni locali e delle società da esse partecipate, con l'esclusione delle società di riscossione. Inoltre, a decorrere dal 1° luglio 2017 le amministrazioni locali possono deliberare di affidare all'Agenzia delle entrate-Riscossione la sola attività di riscossione, spontanea e coattiva (e non più, come previsto dalla norma previgente, anche le attività di accertamento e liquidazione). Si consente inoltre ai comuni e agli altri enti locali di effettuare il versamento delle entrate tributarie, nonché delle entrate riscosse e delle entrate diverse, anche sui conti correnti postali intestati all'ente impositore, oltre che attraverso gli strumenti già previsti.

L'articolo 19-octies del decreto-legge n. 148 del 2017 ha chiarito che il Ministero dell'economia e delle finanze esercita la vigilanza sull'operato dell'ente Agenzia delle entrate-Riscossione in relazione alla garanzia della trasparenza, dell'imparzialità e della correttezza nell'applicazione delle norme, con particolare riguardo ai rapporti con i contribuenti (comma 1). L'Agenzia delle entrate-Riscossione rientra nel novero degli enti che sono tenuti a completare le procedure per l'esecuzione dei provvedimenti giurisdizionali e dei lodi arbitrali con efficacia esecutiva e che comportano il pagamento di denaro entro 120 giorni dalla notifica del titolo esecutivo (comma 3).

All'Agenzia delle entrate è affidato un ruolo centrale nel coordinamento del servizio di accertamento e riscossione, anche attraverso l'ottimizzazione delle risorse e la collaborazione con altri enti. L'Agenzia delle entrate può inoltre (articolo 3 del D.L. n. 193 del 2016) utilizzare le banche dati e le informazioni alle quali è autorizzata ad accedere anche ai fini dell'esercizio delle funzioni relative alla riscossione nazionale. Si consente inoltre all'Agenzia di acquisire le informazioni relative ai rapporti di lavoro o di impiego presenti nelle banche dati dell'Inps, per l'attivazione mirata delle norme relative al pignoramento di stipendi, salari o altre indennità. Anche l'Agenzia delle entrate-Riscossione può accedere alle medesime informazioni per le attività di riscossione.

ultimo aggiornamento: 8 febbraio 2018
 
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