Il 22 aprile il Governo ha trasmesso alle Camere il Documento di finanza pubblica 2026, che si compone di due sezioni. La Prima Sezione include la "Relazione annuale sui progressi compiuti nel 2025", mentre la Seconda Sezione reca "Analisi e tendenze della finanza pubblica". In considerazione delle modifiche introdotte alla governance economica europea ad aprile 2024 e nelle more della riforma della disciplina nazionale in materia, il Documento di finanza pubblica presenta un'articolazione differente rispetto a quella dei precedenti documenti di economia e finanza.
La V Commissione ha concluso l'esame del Documento il 29 aprile 2026. Nella seduta del 30 aprile la Camera ha esaminato il Documento e ha approvato la risoluzione Lucaselli, Comaroli, Pella e Romano n. 6-00249, con conseguente preclusione delle restanti risoluzioni presentate.
Per approfondimenti si rinvia al dossier redatto dagli uffici della Camera e del Senato.
In questa prima fase di attuazione della nuova normativa europea e in linea con quanto previsto da recenti atti di indirizzo parlamentare, nelle due Sezioni del Documento sono esposte le informazioni previste dall'articolo 21 del regolamento (UE) 2024/1263 e quelle indicate dall'articolo 10, comma 3, della legge di contabilità e finanza pubblica del 31 dicembre 2009, n. 196. In particolare, analogamente a quanto già avvenuto nel 2025, l'organizzazione del Documento di finanza pubblica 2026 è stata definita dagli impegni al Governo previsti dalla risoluzione n. 7/00380 della V Commissione della Camera e dalla risoluzione n. 7-00039 della 5ª Commissione del Senato, entrambe approvate all'unanimità dai due organi parlamentari nelle sedute del 7 e dell'8 aprile 2026.
Alla Relazione annuale è allegato un documento contenente le tavole richieste dalla Comunicazione della Commissione europea C/2024/3975. Gli altri allegati al Documento sono quello sulle "Strategie per le infrastrutture, la mobilità e la logistica" di cui all'articolo 10-bis della legge n. 196 del 2009, come modificato dal decreto legislativo n. 116 del 2018, la Relazione circa l'attuazione della razionalizzazione del sistema degli acquisti di beni e servizi di cui all'articolo 2, comma 576, della legge n. 244 del 2007, la Relazione sullo stato di attuazione per gli impegni per la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, di cui all'articolo 10, comma 9, della legge n. 196 del 2009 e, infine, la Relazione sugli interventi nelle aree sottoutilizzate, prevista dall'articolo 10, comma 7, della legge n. 196 del 2009, integrata dal decreto legislativo n. 88 del 2011.
Inoltre, le citate risoluzioni parlamentari prevedono che al Documento fosse allegata anche la relazione sull'evoluzione dell'andamento degli indicatori di benessere equo e sostenibile di cui all'articolo 10, comma 10-ter, della legge n. 196 del 2009. Si segnala come il citato allegato, al momento della pubblicazione del presente tema, non risulti ancora trasmesso alle Camere.
Infine, il Governo ha confermato l'elenco dei disegni di legge collegati già indicati nel Documento programmatico di finanza pubblica 2025.
A seguito dell'approvazione del primo Piano strutturale di bilancio dell'Italia da parte del Consiglio dell'Unione europea, entro il 30 aprile di ogni anno l'Italia è tenuta a presentare alla Commissione europea una Relazione volta a consentire il monitoraggio dello stato di attuazione degli obiettivi programmatici stabiliti nel Piano. In ragione di tale funzione di rendicontazione stabilita dalle nuove regole europee, le tabelle contenute nella Relazione annuale sono allineate il più possibile a quelle del Piano strutturale di bilancio. In tal senso, secondo la disciplina europea, in occasione delle Relazioni annuali, gli Stati membri si limitano a dare conto dei progressi relativi agli impegni programmatici collegati al percorso di aggiustamento di bilancio, che non possono essere rinegoziati a meno del verificarsi delle condizioni previste dal regolamento (UE) 2024/1263.
In considerazione della citata funzione di monitoraggio alla quale assolve il corredo informativo del Documento, la Prima Sezione presenta i dati di consuntivo sul 2025 e le stime per l'anno in corso, alle quali si aggiungono delle informazioni di previsione sugli anni successivi, con particolare riferimento all'andamento della spesa netta finanziata a livello nazionale rispetto al percorso di aggiustamento di bilancio prestabilito. In particolare, riguardo alle previsioni macroeconomiche nazionali e al quadro di finanza pubblica, l'aggiornamento delle variabili di riferimento tiene conto dei dati provvisori elaborati dall'ISTAT a consuntivo del 2025.
La Relazione dà riscontro anche dello stato di avanzamento delle riforme e degli investimenti del Piano strutturale di bilancio: in primo luogo, fa il punto sullo stato di attuazione delle misure che l'Italia si impegna ad adottare al fine di giustificare una proroga del periodo di aggiustamento di bilancio da 4 a 7 anni; in secondo luogo, sono presenti informazioni e dati relativi alle ulteriori misure, non abilitanti all'estensione del periodo di consolidamento di bilancio, ma finalizzate a rispondere alle Raccomandazioni Specifiche per Paese del Consiglio dell'UE e volte a contribuire al raggiungimento degli obiettivi comuni dell'Unione.
La Seconda Sezione riprende sostanzialmente le informazioni sugli andamenti di finanza pubblica già previste dall'articolo 10, comma 3, della legge n. 196 del 2009. In tal Sezione sono quindi esposti i dati relativi al conto economico delle Amministrazioni pubbliche per sottosettori, le informazioni riguardanti i principali comparti di spesa (pubblico impiego, prestazioni sociali e sanità) e i risultati e le previsioni tendenziali del conto di cassa del settore pubblico. Sono inoltre aggiornate le previsioni di finanza pubblica per il periodo 2027-2029.
Nella Seconda Sezione si analizzano i profili finanziari concernenti le politiche in essere che il Governo intende confermare, confrontando i dati con le previsioni a legislazione vigente. Il Documento include anche i dati sulle risorse destinate allo sviluppo delle aree sottoutilizzate, con evidenziazione dei fondi nazionali addizionali, e si dà conto del risultato raggiunto nel 2025 dall' attività di contrasto all'evasione fiscale in termini di recupero di gettito.
Come già avvenuto lo scorso anno, i dati del quadro macroeconomico e quelli sulla finanza pubblica esposti nel Documento di finanza pubblica saranno aggiornati in occasione della presentazione del Documento programmatico di finanza pubblica che sarà presentato alle Camere nella fase autunnale del ciclo di bilancio.
Alla luce di tali premesse, nella Relazione sono illustrati i dati sull'andamento della spesa netta rispetto agli obiettivi stabiliti nel Piano e l'evoluzione delle sue componenti a partire dalla spesa primaria. I dati di consuntivo sul tasso di crescita annuo della spesa netta mostrano come nel 2025 la spesa netta sia cresciuta del +1,9%, risultando quindi più elevata di 0,6 punti percentuali, pari a circa 6 miliardi, rispetto al +1,3% previsto dal Piano strutturale di bilancio. Secondo quanto riportato dal Governo nel Documento, alcuni fattori contingenti, tra cui gli effetti del Superbonus, hanno causato un aumento della spesa complessiva della P.A. pari a circa 45 miliardi, superando i valori originariamente previsti. Nel 2026 la spesa netta dovrebbe crescere del +1,6% rispetto al 2025, in linea con quanto previsto nel Piano strutturale di bilancio. Si segnala, in tale contesto, che per il 2026 il Governo non prevede alcun effetto derivante dalle entrate discrezionali sull'andamento della spesa netta. Nel 2027, invece, si prevede che la spesa netta crescerà del +2,2%, superando, di 0,3 punti percentuali, il limite annuale stabilito al +1,9%. Come rilevato dal Ministro dell'economia e delle finanze già nella premessa al Documento, l'aumento nel 2027 sarà dovuto alla necessità di indicizzare le pensioni, in esito al probabile aumento dell'inflazione nel 2026, dal previsto 1,5% al 2,4%, a causa degli shock energetici.
Per quanto riguarda le altre variabili macroeconomiche e di finanza pubblica monitorate nel Documento, si rileva in particolare come nel 2025 la crescita del PIL reale è stata pari al +0,5% rispetto al 2024. Tale dato si assesta al +0,7% in termini destagionalizzati e corretti per i giorni lavorativi. Per quanto attiene alle previsioni tendenziali per gli anni 2026-2029, il deterioramento dello scenario internazionale e l'andamento congiunturale registrato a marzo ha comportato una revisione al ribasso delle prospettive di crescita dell'economia per l'intero periodo previsivo. La crescita del PIL per il 2026 è stimata allo 0,6%, con una revisione al ribasso di un decimo di punto rispetto allo scenario programmatico prospettato nel DPFP di ottobre scorso (+0,7%). Il PIL nel 2027 viene rivisto al ribasso di 2 decimi di punto, allo 0,6%. Nel 2028, la crescita del PIL risalirebbe allo 0,8%, comunque al di sotto di un decimo di punto rispetto a quanto previsto nel Documento programmatico di ottobre 2025, per mantenersi stabile allo 0,8 per cento anche nel 2029.
Si ricorda che le previsioni macroeconomiche tendenziali sono state validate l'8 aprile 2026 dal Consiglio dell'Ufficio Parlamentare di Bilancio (UPB), secondo quanto previsto dalla legge n. 243 del 2012.
Con riferimento all'obiettivo di una gestione responsabile e sostenibile delle finanze pubbliche, la Relazione dà conto degli andamenti dello scenario programmatico e dello scenario tendenziale.
In particolare, secondo i dati di consuntivo, nel 2025 il rapporto deficit/PIL è stato pari a 3,1%, in lieve peggioramento rispetto al 3% previsto nel Documento programmatico di finanza pubblica dello scorso anno. Rispetto al 2024 il deficit si è ridotto di 0,3 punti percentuali, in considerazione dell'aumento di 1 punto percentuale delle entrate che ha più che compensato l'incremento delle spese. Inoltre, nel Documento si ricorda che l'uscita dalla procedura per deficit eccessivo, attualmente prevista per il 2027, quando saranno disponibili i dati di consuntivo 2026, "non sarebbe impedita da eventuali scostamenti in eccesso del tasso di crescita della spesa netta", a condizione che il rapporto deficit/PIL rimanga al di sotto del 3% sia nell'anno in corso che nell'anno successivo, come si precisa nel Codice di condotta approvato a dicembre 2025.
Guardando al debito pubblico, il Documento di finanza pubblica 2026 indica che nel 2025 il rapporto debito/PIL è passato al 137,1%, in aumento rispetto al 134,7% dell'anno precedente. Il rapporto risulta tuttavia di quasi un punto percentuale superiore alla previsione del DPFP 2025 e di circa 0,2 punti percentuali al di sopra della previsione del Piano strutturale di bilancio. I dati trasmessi dal Governo mostrano che il rapporto debito/PIL dovrebbe attestarsi al 138,6 % nel 2026, segnalando un peggioramento rispetto a quanto previsto nel Documento programmatico di finanza pubblica del 2025.