Osservatorio sulla finanza pubblica

Attuazione dei Piani strutturali di bilancio: risultati, previsioni e valutazioni della Commissione

Il pacchetto di primavera 2026 (Spring Package), adottato dalla Commissione europea il 3 giugno 2026, comprende, tra l'altro, le valutazioni sulle Relazioni annuali sui progressi compiuti (Annual Progress Reports, APR) presentate dagli Stati membri in attuazione dei rispettivi Piani strutturali di bilancio di medio termine (PSMT).

Per la prima volta dall'entrata in vigore del nuovo quadro di governance economica europea (Regolamento UE 2024/1263), le verifiche della Commissione sugli APR incorporano il calcolo del conto di controllo, che tiene traccia, per ciascuno Stato membro, degli scostamenti tra la crescita effettiva della spesa netta e i tassi massimi raccomandati dal Consiglio al momento dell'approvazione dei PSMT. Laddove la crescita della spesa netta risulti superiore ai tetti raccomandati, la Commissione ne valuta l'entità in relazione alle soglie di tolleranza: un superamento dei tetti massimi che non ecceda le soglie dello 0,3% del PIL in termini annuali e dello 0,6% del PIL in termini cumulati determina una valutazione di "rischio di non conformità", mentre il superamento delle predette soglie determina una valutazione di "rischio di non conformità rilevante" ("material non compliance"). Qualora i tassi di crescita della spesa si mantengano al di sotto dei limiti massimi raccomandati dal Consiglio, sia in termini annui che cumulati, non si dà luogo alla valutazione di rischio.


Il conto di controllo: saldi annuali e cumulati nel 2025 (consuntivo) e nel 2026 (previsioni)

Secondo le valutazioni della Commissione, nel 2025, sulla base dei dati di consuntivo, 11 Paesi superano la soglia annuale dello 0,3% del PIL, con Bulgaria (2,1%), Croazia (1,8%) e Ungheria, Lituania e Paesi Bassi (1,5% ciascuna) che registrano gli scostamenti più significativi. In termini cumulati, 5 Paesi superano la soglia dello 0,6% del PIL: Malta (2,3%), Bulgaria (1,4%), Cipro e Paesi Bassi (1,0%) e Croazia. Un ulteriore gruppo di 4 Paesi mostra uno scostamento cumulato positivo ma pari o inferiore alla predetta soglia: Lussemburgo (0,6% del PIL, pari alla soglia), Portogallo (0,4% del PIL) e Lituania e Slovenia (0,3% del PIL ciascuna). Per l'Italia il saldo annuale è pari allo 0,1% del PIL e il saldo cumulato risulta nullo (0,0% del PIL).

L'Italia è stata valutata non conforme in termini annuali ma conforme in termini cumulati nel biennio 2024-2025; la Commissione ha comunque concluso che il Paese ha adottato azioni efficaci, tenuto conto della riduzione del disavanzo nominale e della limitata entità dello scostamento.

Per il 2025, gli scostamenti sono rappresentati per ciascun Paese nei seguenti grafici, in termini annui (Fig. 1a) e cumulati (Fig. 1b).

Fig. 1a - Tassi di crescita della spesa netta: differenze rispetto alle raccomandazioni del Consiglio, valori annui 2025 (% del PIL)

Fonte: Comunicazione della Commissione europea del 3 giugno 2026 ("Communication from the Commission to the European Parliament, the Council, the European Central Bank, the European Economic and Social Committee, the Committee of the Regions and the European Investment Bank: 2026 European Semester - Spring Package")

Fig. 1b - Tassi di crescita della spesa netta: differenze rispetto alle raccomandazioni del Consiglio, valori cumulati 2025 (% del PIL)

Fonte: Comunicazione della Commissione europea del 3 giugno 2026 ("Communication from the Commission to the European Parliament, the Council, the European Central Bank, the European Economic and Social Committee, the Committee of the Regions and the European Investment Bank: 2026 European Semester - Spring Package")


Nelle previsioni per il 2026 (Figg. 2a e 2b), il quadro si modifica sensibilmente: 14 Paesi superano la soglia annuale dello 0,3% del PIL, con Estonia (2,8%), Ungheria (2,3%) e Finlandia, Repubblica Ceca e Grecia (1,5% ciascuna) in evidenza. L'Italia presenta tassi di crescita della spesa netta al di sotto di quelli raccomandati sia in termini annuali (-0,1% del PIL) che cumulati (-0,1% del PIL), risultando quindi conforme. Tra i Paesi in EDP, la Commissione prevede conformi Belgio, Italia, Austria, Polonia, Romania, Slovacchia e Finlandia; a rischio di non conformità la Francia; a rischio di non conformità rilevante Ungheria e Malta.

Fig. 2a - Tassi di crescita della spesa netta: differenze rispetto alle raccomandazioni del Consiglio, valori annui 2026 (% del PIL)

Fonte: Comunicazione della Commissione europea del 3 giugno 2026 ("Communication from the Commission to the European Parliament, the Council, the European Central Bank, the European Economic and Social Committee, the Committee of the Regions and the European Investment Bank: 2026 European Semester - Spring Package")

Fig. 2b - Tassi di crescita della spesa netta: differenze rispetto alle raccomandazioni del Consiglio, valori cumulati 2026 (% del PIL)

Fonte: Comunicazione della Commissione europea del 3 giugno 2026 ("Communication from the Commission to the European Parliament, the Council, the European Central Bank, the European Economic and Social Committee, the Committee of the Regions and the European Investment Bank: 2026 European Semester - Spring Package")


Deficit e debito: l'Italia nel confronto europeo (2025–2027)

I documenti del "Pacchetto di primavera" danno conto anche degli andamenti del deficit e del debito nel triennio 2025-2027 per ciascuno Stato membro dell'Unione europea.

Il grafico mostra che 13 paesi (tra cui Francia e Germania) registrano peggioramenti previsti sia del deficit che del debito nel triennio, mentre 3 paesi (Malta, Croazia e Spagna) mostrano miglioramenti di entrambi. Per un ulteriore gruppo di 11 paesi le variazioni dei due indicatori hanno segno opposto: tra questi l'Italia, che mostra un miglioramento del deficit (da -3,1% a -2,9% del PIL nel triennio) accompagnato tuttavia da un peggioramento del debito di circa 2,1 punti percentuali di PIL, in quanto il contributo favorevole del saldo primario (pari a 2,5 punti p.p. di PIL nel triennio) risulta più che compensato dagli effetti sfavorevoli dello snow-ball e dello stock-flow adjustment (la cui somma nel triennio è pari a 4,6 punti percentuali di PIL).

Fig. 3 - Variazioni del deficit /avanzo e del debito nei Paesi UE per il triennio 2025-2027 (% del PIL)

Fonte: allegato statistico alla Comunicazione della Commissione europea del 3 giugno 2026 ("Commission staff working document – Fiscal Statistical Tables providing background data relevant for the assessment of the budgetary policies of the Member States")


La fiscal stance: l'orientamento delle politiche di bilancio

I dati contenuti nel "Pacchetto di primavera" danno conto anche della fiscal stance, che misura l'impulso — espansivo o restrittivo — impresso dalla politica di bilancio alla domanda aggregata (discretionary fiscal effort).

Con riferimento specifico all'Area euro, nel 2025 (Fig. 4) la fiscal stance risulta sostanzialmente neutrale (+0,1% del PIL): il contributo lievemente restrittivo della spesa primaria nazionale (+0,2%) è compensato da quello lievemente espansivo dei fondi UE (-0,1%). Nel 2026 (Fig. 5) la fiscal stance si sposta verso valori lievemente espansivi (-0,3%), principalmente per effetto dell'espansione della spesa primaria nazionale, mentre i fondi UE rimangono stabili (-0,1%). Nel 2027 (Fig. 6) torna neutrale (+0,1%), per effetto dell'inversione del contributo dei fondi UE (da -0,1% a +0,2%), con la spesa nazionale pressoché stabile (-0,2%).

Di seguito si fornisce una rappresentazione grafica dell'indicatore di fiscal stance per il triennio 2025-2027: valori negativi dell'indicatore segnalano che la politica di bilancio ha impresso un impulso espansivo alla domanda aggregata, e viceversa. Valori pari a zero indicano che la spesa primaria è cresciuta esattamente al tasso del PIL potenziale nominale, configurando una fiscal stance neutrale (la Commissione considera neutrale la fiscal stance per valori dell'indicatore compresi nell'intervallo −0,25/+0,25 per cento del PIL nominale).

Fig. 4 - Fiscal stance e sue componenti per gli Stati membri dell'Area euro: 2025 (% del PIL)

Fonte: allegato statistico alla Comunicazione della Commissione europea del 3 giugno 2026 ("Commission staff working document – Fiscal Statistical Tables") e previsioni di primavera 2026

Fig. 5 - Fiscal stance e sue componenti per gli Stati membri dell'Area euro: 2026 (% del PIL)

Fonte: allegato statistico alla Comunicazione della Commissione europea del 3 giugno 2026 ("Commission staff working document – Fiscal Statistical Tables") e previsioni di primavera 2026

Fig. 6 - Fiscal stance e sue componenti per gli Stati membri dell'Area euro: 2027 (% del PIL)

Fonte: allegato statistico alla Comunicazione della Commissione europea del 3 giugno 2026 ("Commission staff working document – Fiscal Statistical Tables") e previsioni di primavera 2026


La fiscal stance dell'Italia (Fig. 7) risulta restrittiva in tutto il triennio 2025–2027 (+0,3% del PIL nel 2025 e nel 2026, +0,5% nel 2027). In tutti e tre gli anni, il contributo restrittivo è interamente riconducibile alla spesa primaria finanziata a livello nazionale, che risulta parzialmente attenuato dal contributo espansivo dei fondi UE nei primi due esercizi. Nel 2027, anche i fondi UE forniscono un contributo restrittivo (+0,2% del PIL), determinando l'orientamento restrittivo più elevato del triennio.

Fig. 7 - Fiscal stance dell'Italia nel triennio 2025-2027 (% del PIL)

Fonte: allegato statistico alla Comunicazione della Commissione europea del 3 giugno 2026 ("Commission staff working document – Fiscal Statistical Tables")