tema 9 agosto 2021
Studi - Istituzioni Voto elettronico e digitalizzazione del procedimento elettorale

Nella legislatura in corso si registrano diverse iniziative legislative relative alla promozione del voto elettronico, presentate anche alla luce delle indicazioni dell'Unione europea al riguardo. Da ultimo, con la Comunicazione COM (2021) 118 final dal titolo "2030 Digital Compass: the European way for the Digital Decade" del 9 marzo 2021, la Commissione europea ha presentato gli indirizzi per La trasformazione digitale dell'Europa entro il 2030. Tra gli obiettivi dell'UE rientra quello di garantire che entro il 2030 la vita democratica e i servizi pubblici online siano completamente accessibili a tutti, comprese le persone con disabilità, anche attraverso il voto elettronico che incoraggerebbe una maggiore partecipazione dei cittadini alla vita democratica.

Nel contempo, è stata avviata la digitalizzazione di alcune fasi del procedimento preparatorio per le consultazioni elettorali e referendarie.

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Nell'ordinamento italiano la sperimentazione del voto elettronico è stata prevista dalla legge di bilancio 2020 (art. 1, commi 627-628, L. 160/2019) che ha istituito il Fondo per il voto elettronico con uno stanziamento di 1 milione di euro per l'anno 2020. Il Fondo è finalizzato all'introduzione in via sperimentale del voto in via digitale nelle elezioni europee, politiche e per i referendum. La sperimentazione è riferita al voto degli italiani all'estero e degli elettori temporaneamente fuori dal comune di residenza per motivi di lavoro, studio o cure mediche.

 

La disposizione è dunque volta alla predisposizione e alla sperimentazione di modalità procedurali per l'effettuazione del voto in via digitale e non necessariamente all'applicazione ad una specifica consultazione elettorale. La sperimentazione non riguarda in ogni caso le elezioni regionali e amministrative e gli altri tipi di referendum diversi da quello abrogativo e da quello costituzionale.

La sperimentazione è limitata a modelli che garantiscano il concreto esercizio del diritto di voto di due specifiche categorie di elettori:

  • italiani all'estero;
  • elettori che, per motivi di lavoro, studio o cure mediche, si trovino in un comune di una regione diversa da quella del comune nelle cui liste elettorali risultano iscritti.

 

Secondo la normativa generale, per quanto riguarda il voto degli italiani all'estero la legge n. 459/2001 stabilisce che i cittadini italiani residenti all'estero, iscritti all'AIRE, votano, per corrispondenza, nella circoscrizione Estero, per l'elezione delle Camere e per i referendum previsti dagli articoli 75 e 138 della Costituzione (art. 1).

Per il voto al Parlamento europeo si applica invece una diversa normativa. Gli elettori italiani che hanno stabilito la propria residenza in uno degli Stati membri dell'Unione europea diverso dall'Italia, possono esercitare in loco il diritto di voto, partecipando all'elezione dei candidati al Parlamento europeo presentatisi nel Paese di residenza. Nel caso in cui non intendano avvalersi di tale facoltà, essi possono votare, nello Stato in cui risiedono, per l'elezione dei rappresentanti dell'Italia al Parlamento europeo, recandosi presso le sezioni elettorali italiane appositamente istituite presso le sedi consolari italiane o in altre sedi idonee (decreto-legge n. 408 del 1994, art. 3, commi 1 e 2).

La legge n. 52/2015 ha inoltre introdotto la possibilità - per gli elettori che si trovano temporaneamente all'estero per lavoro, studio o cure mediche - di esercitare il diritto di voto per corrispondenza per la circoscrizione Estero, previa opzione in tal senso. Possono votare nel Paese estero in cui si trovano temporaneamente, sempre che il loro soggiorno sia dovuto ai medesimi motivi, anche gli elettori iscritti all'AIRE, e residenti in un altro Paese estero (legge n. 459/2001, art. 4-bis, introdotto dall'art. 2, comma 37, della legge n. 52/2015). Anche costoro possono votare esclusivamente per l'elezione delle Camere e per i referendum previsti dagli articoli 75 e 138 della Costituzione.

 

Le modalità attuative di utilizzo del Fondo e della relativa sperimentazione sono demandate ad un decreto del Ministro dell'interno, da adottare di concerto con il Ministro dell'innovazione tecnologica e la digitalizzazione.

Tale provvedimento è stato adottato con il DM 9 luglio 2021 che ha approvato le Linee guida per la sperimentazione di modalità di espressione del voto in via digitale.

Il termine fissato dalla legge era il 30 gennaio 2020; in merito alla mancata adozione del decreto interministeriale nei termini prescritti, il Governo, in sede di sindacato ispettivo alla Camera, ha evidenziato "che ai fini dell'adozione del predetto decreto risulta in ogni caso necessario procedere ad un'attenta valutazione di una serie di aspetti tecnici di estrema delicatezza e complessità, propri del procedimento elettorale, che si riflettono sul rispetto dei princìpi costituzionali di segretezza e di personalità del voto, sulla necessità di assicurare il corretto computo dei suffragi ai fini della proclamazione ufficiale degli eletti, sull'eventuale contenzioso e sulla correlata necessità di estrarre tutti i dati che hanno portato alla formazione dei risultati ufficiali". Il rappresentante del Governo ha preannunciato pertanto la costituzione di una apposita Commissione finalizzata a l'individuazione delle possibili soluzioni, con particolare riferimento agli aspetti tecnici e di sicurezza informatica (Camera dei deputati, I Commissione, seduta del 28 maggio 2020, Interrogazione a risposta immediata n. 5-04056 Baldino ed altri: Sull'emanazione del decreto interministeriale per la sperimentazione del voto elettronico).
Successivamente, l' 11 giugno 2020, nel corso dell'esame alla Camera del disegno di legge di conversione del decreto-legge 20 aprile 2020, n. 26, recante disposizioni urgenti in materia di consultazioni elettorali per l'anno 2020 (A.C. 2471-A) sono stati accolti due ordini del giorno, dal contenuto analogo, che impegnano il Governo ad adottare apposite linee guida per la sperimentazione del voto elettronico, propedeutiche all'adozione del decreto attuativo dei commi 627 e 628 dell'articolo 1 della legge di bilancio 2020 (odg 9/2471-A/6 e 9/2471-A/7).
Si è giunti quindi all'istituzione, presso il Dipartimento per gli affari interni e territoriali, di una Commissione incaricata di definire le Linee guida sulla sperimentazione di modalità di voto e di scrutinio elettronico. La Commissione si è riunita a partire dal 25 agosto 2020 ( Nota del Ministero dell'interno del 2 novembre 2020).
Infine, il decreto-legge 31 dicembre 2020, n. 183 di proroga di termini (art.2, comma 4- sexies), ha differito al 30 giugno 2021 il termine ultimo per l'adozione del decreto.

 

Un esperimento, a livello locale, di voto elettronico si è registrato in occasione del referendum regionale sul "cosiddetto regionalismo differenziato" svoltosi in Lombardia il 22 ottobre 2017.

La novità della consultazione referendaria è consistita nel voto su supporti elettronici denominati "voting machine" e nel successivo scrutinio sempre in modalità digitale. Il voto non si è svolto in remoto, bensì in presenza, in appositi seggi.

Le modalità del voto erano state disciplinate dal Regolamento della Giunta regionale 10 febbraio 2016, n. 3 Regolamento per lo svolgimento del referendum consultivo mediante voto elettronico (pubblicato sul Supplemento n. 6 del 12 febbraio 2016 del Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia).

Il regolamento disciplina le modalità e gli adempimenti per lo svolgimento del referendum consultivo mediante voto elettronico, con riferimento:

a) agli standard tecnici utili per il corretto funzionamento e per impedire qualsiasi contraffazione o manipolazione del sistema integrato di voto;

b) alle istruzioni relative all'installazione del sistema di voto presso le sezioni elettorali, alle operazioni relative allo spoglio del risultato di voto e alla verifica dello stesso;

c) alla procedura e alle modalità di effettuazione del sorteggio delle sezioni per la stampa del voto elettronico;

d) alle modalità di voto elettronico a domicilio per gli elettori in particolari condizioni di infermità ai sensi dell'articolo 1, del decreto-legge 3 gennaio 2006, n. 1 (Disposizioni urgenti per l'esercizio domiciliare del voto per taluni elettori, per la rilevazione informatizzata dello scrutinio e per l'ammissione ai seggi di osservatori OSCE, in occasione delle prossime elezioni politiche), convertito con modificazioni dalla legge 27 gennaio 2006, n. 22, ovvero per gli elettori che si trovano presso i luoghi di cura e di detenzione;

e) alle modalità della formazione dei componenti delle sezioni elettorali in cui lo svolgimento del voto avviene con modalità elettronica;

f) alle modalità di accesso presso l'ufficio elettorale di sezione dei tecnici informatici individuati dalla Regione;

g) alle modalità di trasmissione dei risultati delle votazioni;

h) alle modalità di conservazione dei documenti e dei verbali prodotti, nonché delle memorie elettroniche.

 

Da segnalare, infine, la previsione legislativa del voto elettronico per l'elezione dei Comitati degli italiani all'estero.

Il decreto-legge 30 maggio 2012, n. 67, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2012, n. 118 ha operato - nella prospettiva di un riordino della normativa di settore (legge 23 ottobre 2003, n. 286) - un rinvio delle elezioni che avrebbero dovuto svolgersi nel 2012.

Inoltre, ha introdotto la modalità del voto informatico per questa tipologia di elezioni, rinviando - per l'attuazione della disposizione - ad un successivo regolamento che da un lato disciplini le modalità di svolgimento delle operazioni di voto in appositi seggi, anche se con modalità informatiche e, dall'altro, disciplini l'ipotesi di svolgere tali operazioni, ove tecnicamente fattibili, da remoto, tramite l'utilizzo di personal computer e della rete Internet.

Nella XVII legislatura il Governo presentò alle Camere uno schema di decreto del Presidente della Repubblica recante modifiche al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 2003, n. 395, di attuazione della legge 23 ottobre 2003, n. 286, sulla  disciplina dei Comitati degli italiani all'estero. Le competenti Commissioni parlamentari resero il prescritto parere ma il regolamento non è stato adottato.

La legge di bilancio 2021 (L. 178/2020, art. 1, comma 648) ha autorizzato la spesa di 9 milioni di euro per l'anno 2021 per lo svolgimento delle votazioni per il rinnovo dei Comitati degli italiani all'estero e del Consiglio generale degli italiani all'estero, nonché per introdurre in via sperimentale modalità di espressione del voto in via digitale per lo svolgimento delle medesime votazioni.  

La nuova tornata elettorale - secondo quanto disposto dall'art. 14, comma 3 del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162, convertito, con modificazioni dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8 - si svolgerà entro il 31 dicembre 2021. La Direzione generale per gli italiani all'estero del MAECI ha comunicato che tali votazioni si terranno il 3 dicembre 2021, con avvio delle procedure a partire dal 3 settembre.

ultimo aggiornamento: 27 luglio 2021

Nell'ordinamento italiano sono state previste inoltre – negli ultimi anni - iniziative legislative per l'informatizzazione delle procedure elettorali preliminari.

La legge di riforma elettorale (L. 165/2017) ha demandato (articolo 3, comma 7) ad un decreto ministeriale, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, la definizione, in via sperimentale, della raccolta con modalità digitale delle sottoscrizioni necessarie per la presentazione delle liste di candidati, anche attraverso l'utilizzo della firma digitale e della firma elettronica qualificata. Il decreto non è stato ancora adottato.

 

Una serie di misure volte alla digitalizzazione in materia di procedimento elettorale preparatorio sono state introdotte dal decreto-legge 77/2021 (Governance del PNRR e semplificazioni) prevedendo in particolare che:

  • il deposito del contrassegno da parte dei partiti politici che intendono presentare liste di candidati alle elezioni possa avvenire anche su supporto digitale;
  • l'atto di designazione dei rappresentanti della lista può essere presentato anche mediante posta elettronica certificata; inoltre viene anticipato al giovedì precedente la votazione (in luogo del venerdì precedente la votazione, come si prevede a legislazione vigente) il termine per la presentazione del suddetto atto di designazione, sia di persona, sia tramite PEC;
  • le autenticazioni degli atti di designazioni dei rappresentanti di lista non sono necessarie quando gli atti di designazione siano firmati digitalmente o con altro tipo di firma elettronica qualificata dai delegati dalle persone autorizzate dagli stessi delegati con atto firmato digitalmente, a condizione che tali documenti siano trasmessi tramite posta elettronica certificata;
  • il certificato di iscrizione alle liste elettorali, necessario per la sottoscrizione a sostegno di liste di candidati per le elezioni politiche, europee ed amministrative, nonché di proposte di referendum e per iniziative legislative popolari può essere richiesto in formato digitale tramite posta elettronica certificata;
  • i rappresentanti legali dei partiti e dei movimenti politici e delle liste competitrici in elezioni amministrative in comuni con almeno 15.000 abitanti possono fare richiesta anche tramite posta elettronica certificata dei certificati penali rilasciati dai casellari giudiziali per i propri candidati, ai fini dell'ottemperanza per i partiti dell'obbligo di pubblicare sul sito internet il curriculum vitae e il certificato del casellario giudiziale dei candidati;
  • è prevista la pubblicazione tempestiva sul sito internet istituzionale dell'ordine dei nominativi degli avvocati iscritti all'albo che abbiano comunicato la loro disponibilità all'ordine di appartenenza ad eseguire le autenticazioni delle sottoscrizioni elettorali;
  • la sperimentazione del voto elettronico per gli elettori fuori sede prevista dalla legge di bilancio 2020 per le elezioni politiche ed europeo e per i referendum è estesa anche alle elezioni regionali e amministrative.

 

Inoltre, viene soppressa la previsione secondo la quale i consiglieri provinciali, i consiglieri metropolitani e i consiglieri comunali sono tenuti alle autenticazioni delle sottoscrizioni elettorali solo se hanno comunicato la propria disponibilità.

Infine, si prevede che i partiti possono trasmettere alla Commissione antimafia istituita per la XVIII legislatura le liste delle candidature "provvisorie" alle elezioni entro 75 giorni dalla convocazione dei comizi elettorali, per la verifica della sussistenza di eventuali condizioni ostative alla candidatura ai sensi del Codice di regolamentazione sulla formazione delle liste elettorali.

E' stata inoltre introdotta una nuova disciplina per la sottoscrizione elettronica per i referendum e per le proposte di legge di iniziativa popolare che integra in particolare le previsioni della legge di bilancio 2021 (art. 1, commi 341-343) che aveva disposto l'istituzione di una piattaforma per la raccolta delle firme digitali

Con una norma transitoria si prevede che - a decorrere dal 1° luglio 2021 e fino alla data di operatività della piattaforma - le firme necessarie per uno dei referendum di cui agli articoli 75, 132 e 138 della Costituzione nonché per la proposta dei progetti di legge possono essere raccolte anche mediante documento informatico, sottoscritto con firma elettronica qualificata.

Per quanto riguarda le modifiche a regime, si estende l'ambito di applicazione della piattaforma che – a seguito delle modifiche - riguarda la raccolta delle firme degli elettori da effettuare anche mediante SPID e sistemi analoghi per uno dei referendum previsti dagli articoli 75 (abrogativo), 132 (variazioni territoriali) e 138 (modifiche costituzionali) della Costituzione e per la proposta dei progetti di legge di iniziativa popolare (articolo 71 della Costituzione).

La procedura prevede che la piattaforma per la raccolta delle firme digitali sia tenuta a mettere a disposizione del sottoscrittore le specifiche indicazioni previste dalla legge; la piattaforma acquisisce quindi i dati del sottoscrittore. Una volta acquisita la proposta la piattaforma le attribuisce data certa mediante uno strumento di validazione temporale elettronica qualificata. Entro due giorni la piattaforma deve rendere disponibile alla sottoscrizione la proposta di referendum.

Ad un decreto del Presidente del Consiglio, da adottare di concerto con il Ministro della giustizia, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, è demandata in particolare la definizione delle caratteristiche tecniche, l'architettura generale, i requisiti di sicurezza, le modalità di funzionamento della piattaforma e di operatività per i promotori, i casi di malfunzionamento e di suo superamento. All'Ufficio centrale per il referendum compete la verifica della validità delle firme raccolte elettronicamente secondo le modalità che saranno definite dal DPCM.

Si prevede che i certificati elettorali rilasciati mediante PEC o un servizio elettronico di recapito certificato qualificato, possono essere depositati, unitamente alla richiesta di referendum e al messaggio a cui sono acclusi, come duplicato informatico o come copia analogica di documento informatico se dotati del contrassegno a stampa.

 

Per quanto riguarda la nomina dei rappresentanti di lista, già l'articolo 1-bis del decreto-legge 5 marzo 2021, n. 25, che ha differito le elezioni previste per il 2021, ha consentito di presentare l'atto di designazione dei rappresentanti della lista presso gli uffici comunali mediante posta elettronica certificata, in luogo delle forme previste dalla legislazione vigente (dichiarazione scritta su carta libera e autenticata da un notaio). La disposizione, che riguardava esclusivamente le elezioni del 2021, è stata adottata in considerazione del permanere del quadro epidemiologico connesso alla diffusione del Covid-19 con l'obiettivo di assicurare il necessario distanziamento sociale nell'ambito delle operazioni di votazione in questione.

Si ricorda che è all'esame della III Commissione della Camera una proposta di legge (AC 2020) che prevede la digitalizzazione di alcune fasi dell'elezione dei rappresentati dei Comitati degli italiani all'estero - COMITES.  Si stabilisce in patticolare quanto segue:

  • le sottoscrizioni necessarie per la presentazione delle liste dei candidati possono essere apposte in via digitale e inviate, insieme a un documento di identità valido, nelle forme stabilite dall'autorità consolare;
  • è ammesso l'invio digitale e telematico del materiale elettorale (che comprende la scheda elettorale), in alternativa all'invio cartaceo.

ultimo aggiornamento: 27 luglio 2021
 
temi di Costituzione, diritti e libertà
 
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