tema 9 luglio 2021
Studi - Istituzioni Sistema e procedimento elettorale

Il testo unico delle leggi per l'elezione della Camera dei deputati, il D.P.R. 30 marzo 1957 n. 361 è stato, da ultimo, modificato dalla legge 3 novembre 2017, n. 165 che ha introdotto un sistema elettorale di tipo misto, basato sull'attribuzione dei seggi in parte con sistema maggioritario in collegi uninominali e in parte in modo proporzionale in collegi plurinominali. Ulteriori modifiche sono state apportate nel corso della XVII legislatura dalla legge 27 maggio 2019, n. 51, che – senza incidere direttamente sulla configurazione del vigente sistema elettorale, come definito dalla legge n. 165 del 2017 – ha determinato il numero di seggi da attribuire nei collegi uninominali e nei collegi plurinominali sulla base di un rapporto frazionario, pari rispettivamente a 3/8 e a 5/8 del totale dei seggi da attribuire nelle circoscrizioni anziché su numeri fissi (mantenendo il medesimo rapporto). 

Finalità della legge n. 51 è stata quella di rendere il sistema elettorale direttamente applicabile, anche a seguito dell''entrata in vigore della legge costituzionale n. 1 del 2020 che ha disposto una riduzione del numero dei parlamentari, passando da 945 a 600 componenti elettivi della Camera e del Senato. 

Attualmente è in corso presso la I Commissione Affari costituzionali della Camera l'esame di proposte di legge che modificano il vigente sistema elettorale della Camera e del Senato (C. 2329 Brescia, C. 2346 Molinari, C. 2562 Meloni e C. 2589 Sisto).

La proposta di legge A.C. 2329, adottata come testo base, con alcune modifiche, per il proseguimento del'esame il 10 settembre 2020, interviene sul sistema vigente superando la ripartizione del territorio in collegi uninominali. Prevede quindi che l'assegnazione dei seggi avvenga con metodo interamente proporzionale. E' superata la possibilità per le liste di unirsi in coalizione e sono rimodulate le soglie di sbarramento. Per le liste che non raggiungono tali soglie è previsto un "diritto di tribuna". L'Esecutivo è delegato ad adottare, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, un decreto legislativo per la determinazione dei collegi plurinominali, tenuto conto delle modifiche previste dalla proposta di legge. Per una analisi del contenuto della proposta di legge si veda il dossier Modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica (A.C. 2329)

La proposta di legge  A.C.2346 propone di adottare come sistema elettorale quello utilizzato nelle elezioni del 1994, 1996 e 2001 (di cui alle leggi n. 276 e 277 del 1993 c.d. legge Mattarella) e tal fine procede all'abrogazione delle leggi successivamente approvate al fine di dare luogo alla reviviscenza di tale disciplina.

 La proposta di legge A.C. 2562  inserisce nel sistema vigente la previsione di un premio di maggioranza da attribuire alla lista o coalizione che ottenga almeno il 40 per cento dei voti e mantiene fissa la quota di seggi da assegnare nei collegi uninominali, nel numero di 231 per la Camera e 109 per il Senato (con prevalenza della componente maggioritaria nel caso di entrata in vigore della legge costituzionale di riduzione del numero dei parlamentari).

La proposta di legge A.C. 2589 interviene sulla quota di collegi uninominali in cui è suddiviso il territorio e sui criteri relativi all'individuazione e al numero di collegi plurinominali da prevedere; mantenendo fissa la quota di seggi da assegnare nei collegi uninominali (nel numero di 231 per la Camera e 109 per il Senato) il sistema diviene a prevalenza maggioritaria nel caso di entrata in vigore della legge costituzionale di riduzione del numero dei parlamentari.

Per ulteriori approfondimenti si veda anche il dossier Il sistema di elezione del Parlamento nazionale, che analizza l'evoluzione normativa dei sistemi elettorali del Parlamento repubblicano, e Il funzionamento dei sistemi elettorali in Europa, sull'esperienza di Francia, Germania, Regno Unito e Spagna.

Qui il link all'infografica sul sistema elettorale vigente.

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    Il 14 gennaio 2020 è iniziato presso la I Commissione della Camera l'esame della proposta di legge A.C. 2329 in materia di soppressione dei collegi uninominali e di soglie di accesso alla rappresentanza nel sistema di elezione della Camera e del Senato. Nel febbraio 2020 e poi tra fine maggio e fine giugno 2020 si è svolta una intensa attività conoscitiva con l'audizione di esperti (per una sintesi delle audizioni si veda il dossier del Servizio Studi). Successivamente sono state abbinate le proposte di legge vertenti sulla medesima materia nel frattempo presentate (A.C. 2346 Molinari, 2562 Meloni, 2598 Sisto). Il 10 settembre 2020, la pdl A.C. 2329 è stato adottata  dalla Commissione come testo base per il proseguimento dell'esame. 
Proposta di legge A.C. 2329 Brescia

La proposta di legge A.C. 2329 delinea un sistema elettorale interamente proporzionale, superando le attuali previsioni in base alle quali 3/8 dei seggi da ripartire nel territorio nazionale sono attribuiti con metodo maggioritario in collegi uninominali. La proposta rimodula inoltre le soglie di sbarramento per partecipare alla ripartizione proporzionale dei seggi.

Nella relazione illustrativa si evidenzia che la proposta di legge interviene "al fine di meglio garantire il pluralismo territoriale e politico della rappresentanza", finalità resa più rilevante anche alla luce dell'approvazione della legge costituzionale che riduce il numero dei parlamentari.

 Il territorio nazionale – ai fini della elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica – resta suddiviso in circoscrizionicollegi plurinominali.

 Come previsto dal vigente sistema elettorale, inoltre, per la Camera la prima ripartizione dei seggi è effettuata nel collegio unico nazionale (CUN) e successivamente tra le circoscrizioni e quindi nei collegi plurinominali mentre per il Senato i seggi sono attribuiti direttamente nelle regioni e quindi nei collegi plurinominali.

Resta ferma, per la regione Valle d'Aosta, la costituzione, sia alla Camera sia al Senato, in un unico collegio uninominale il cui il seggio è attribuito con metodo maggioritario; al Senato, per la regione Trentino-Alto Adige permane la ripartizione nei sei collegi uninominali di cui alla legge n. 422 del 1991.

Rispetto al sistema vigente inoltre non è prevista la possibilità per le liste di unirsi in coalizione e cambia quindi, anche alla luce del superamento dei collegi uninominali, la scheda elettorale: in base alla proposta di legge infatti l'elettore dispone di un voto da esprimere per la lista. La lista di candidati in ogni collegio non può in ogni caso essere superiore al numero dei seggi assegnati nel collegio plurinominale (fino a 8) e i candidati sono proclamati eletti in base all'ordine di lista.

Sono inoltre rimodulate le soglie di accesso alla ripartizione dei seggi: in particolare, è elevata la soglia a livello nazionale dal 3% al 5% ed è ridotta - dal 20% al 15% - la soglia regionale prevista per l'elezione del Senato (per le liste che abbiano conseguito tale percentuale di voti in almeno una regione). Alla Camera la soglia regionale del 15% è calcolata solo per le liste rappresentative di minoranze linguistiche riconosciute, presentate esclusivamente in una regione ad autonomia speciale il cui statuto o le relative norme di attuazione prevedano una particolare tutela di tali minoranze linguistiche.

È inoltre previsto un ‘diritto di tribuna' per le liste che non raggiungono le soglie di sbarramento ma che ottengono, alla Camera, almeno tre quozienti in almeno due regioni e, al Senato, almeno un quoziente in ciascuna circoscrizione regionale: ai fini dei relativi calcoli è utilizzato il metodo del quoziente corretto + 2 (c.d. metodo del quoziente corretto Imperiali), con cui si riduce il numero dei voti necessari per ottenere il seggio con il quoziente intero.

 Restano infine ferme le vigenti previsioni relative alle modalità di attribuzione dei seggi con metodo proporzionale, alle proclamazioni e ai subentri in caso di vacanza di seggi.

Il Governo è delegato ad adottare, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, un decreto legislativo per la determinazione dei collegi plurinominali per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, tenuto conto delle modifiche previste dalla proposta di legge.

Il 30 settembre 2019 i consigli regionali di Veneto, Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Abruzzo, Basilicata e Liguria hanno presentato una richiesta di referendum popolare sull'abolizione del metodo proporzionale nell'attribuzione dei seggi in collegi plurinominali nel sistema elettorale della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Con la sentenza n. 10 del 2020 la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile la richiesta.

Proposta di legge A.C. 2562 Meloni

La proposta di legge A.C. 2562 modifica i testi unici per l'elezione della Camera e del Senato al fine di apportare al sistema vigente, di cui conserva l'impianto fondamentale, due principali modifiche: la previsione di un premio di maggioranza da attribuire alla lista o coalizione che ottenga almeno il 40 per cento dei voti e l'aumento della quota di seggi da assegnare nei collegi uninominali. La proposta infatti ripristina l'esatto numero di collegi uninominali previsti dal D.Lgs. 189 del 2017: 231 alla Camera e 109 al Senato.

Il combinato disposto delle due previsioni (premio di maggioranza e proporzione aumentata dei collegi uninominali rispetto ai seggi da attribuire nei collegi plurinominali) dà luogo ad un effetto più marcatamente maggioritario rispetto al sistema vigente.

Rimane immutata la disciplina concernente la presentazione delle candidature e delle liste, compresa la possibilità per le liste di unirsi in coalizione (con la contestuale indicazione del programma elettorale e della persona indicata come capo della forza politica), nonché le modalità di espressione del voto. Non subiscono modifche le soglie di sbarramento previste nella normativa vigente e le modalità di attribuzione dei seggi, salvo le modifiche conseguenti l'attribuzione del premio di maggioranza.

Come il sistema vigente una parte dei seggi è attribuita in collegi uninominali e una parte in collegi plurinominali. Poiché il numero dei seggi uninominali rimane immutato, nel caso di approvazione della riforma costituzionale di riduzione del numero dei parlamentari, diminuirebbe solo il numero di seggi da attribuire nei collegi plurinominali, passando da 245 a 160 alla Camera e da 122 a 80 al Senato.

Per quanto riguarda i collegi plurinominali, inoltre, la proposta ne modifica la composizione, stabilendo il numero massimo di seggi che è possibile assegnare per la Camera, pari a 4 (nel sistema vigente nei collegi plurinominali sono eletti da un minimo di 3 ad un massimo di 8 deputati), mentre per il Senato viene stabilito il numero minimo di seggi da assegnare pari a 4 (nel sistema vigente, nei collegi plurinominali sono eletti da un minimo di 2 ad un massimo di 8 senatori).

Per il Senato in ogni caso, considerando che si tengono fermi i collegi uninominali nel numero fisso di 109, il numero di seggi residuali da attribuire nei collegi plurinominali è molto ridotto rispetto al sistema vigente (in particolare in nove regioni risulterebbe inferiore a 4). 

Una modifica rilevante è, come detto, l'attribuzione del premio di maggioranza, della consistenza pari al 54 per cento del totale dei seggi (pari a 216 seggi alla Camera e 108 al Senato), alla lista o coalizione di liste che ottiene almeno il 40 per cento del totale dei voti. La disciplina per l'attribuzione del premio è simile a quella prevista nel sistema elettorale adottato con la legge 270 del 2005 ed in vigore fino al 2013, distinta per la Camera e il Senato, con le differenze conseguenti la presenza dei collegi uninominali.

Per la Camera, si verifica se la lista o coalizione che ha ottenuto il maggior numero di voti, abbia ottenuto almeno il 40 per cento dei voti validi a livello nazionale e se tale verifica è positiva si verifica se abbia ottenuto almeno 216 seggi, computando insieme quelli ottenuti nei collegi uninominali e quelli ottenuti a seguito della ripartizione nazionale. Nel caso in cui la lista o coalizione maggioritaria non abbia raggiunto il 40 per cento dei voti validi e nel caso in cui abbia già ottenuto 216 complessivi, il premio di maggioranza non viene attribuito e si procede con l'attribuzione dei seggi prima nelle circoscrizioni, quindi nei collegi plurinominali. Nel caso in cui la lista o coalizione maggioritaria abbia invece raggiunto il 40 per cento dei voti validi ma non abbia già ottenuto 216 seggi complessivi, si attribuisce alla medesima lista o coalizione il numero di seggi necessari a raggiungere la suddetta cifra. Dai 160 seggi da attribuire nei collegi plurinominali si sottrae il numero di seggi della quota proporzionale attribuito alla lista o coalizione maggioritaria e i restanti sono ripartiti tra le altre liste e coalizioni. Si procede quindi alla ripartizione dei seggi così attribuiti alle liste ed alle coalizioni nelle circoscrizioni utilizzando il quoziente nazionale di maggioranza per la lista o coalizione maggioritaria e il quoziente nazionale di minoranza per le altre liste e coalizioni. Anche per la successiva ripartizione dei seggi nei collegi plurinominali, la procedura tiene conto dell'attribuzione o meno del premio di maggioranza.

Per l'attribuzione del premio di maggioranza al Senato, viene confermato il calcolo nazionale dei voti ai fini del calcolo delle soglie di accesso alla ripartizione dei seggi e per l'individuazione della lista o coalizione che abbia ottenuto il maggior numero di voti validi. A questo si aggiunge il computo dei seggi, uninominali e proporzionali, ottenuti nelle singole regioni da liste e coalizioni. Si verifica quindi se la lista o coalizione che ha ottenuto il maggior numero di voti, abbia ottenuto almeno il 40 per cento dei voti validi a livello nazionale e se tale verifica è positiva si verifica se abbia ottenuto almeno 108 seggi, computando insieme quelli ottenuti nei collegi uninominali e quelli ottenuti a seguito della ripartizione proporzionale in ciascuna regione. Nel caso in cui la lista o coalizione maggioritaria non abbia raggiunto il 40 per cento dei voti validi e nel caso in cui abbia già ottenuto 108 seggi, il premio di maggioranza non viene attribuito; viene confermata l'attribuzione proporzionale in ciascuna regione e si procede (nelle regioni in cui è costituito più di un collegio plurinominale) con la ripartizione dei nei collegi plurinominali.

Nel caso in cui la lista o coalizione maggioritaria abbia invece raggiunto il 40 per cento dei voti validi ma non abbia già ottenuto 108 seggi a livello nazionale, viene attribuito alla medesima lista o coalizione il numero di seggi necessari a raggiungere la suddetta cifra. Si procede quindi a ripartire il numero aggiuntivo di seggi attribuito come premio di maggioranza tra le regioni, in proporzione ai voti ottenuti dalla lista nella regione e con le seguenti limitazioni:

─     sono escluse le regioni in cui la lista o coalizione maggioritaria non abbia ottenuto la maggiore cifra elettorale regionale;

─     sono escluse in ogni caso le regioni Trentino-Alto Adige/Südtirol e Molise (oltre ovviamente alla regione Valle d'Aosta).

La procedura per la ripartizione del premio di maggioranza tra le regioni è basata sul calcolo di un indice dato dal rapporto tra i voti ottenuti dalla lista o coalizione maggioritaria nella regione e il totale di voti validi nazionali (da cui sono escluse le regioni di cui sopra). Tale indice (arrotondato alla sesta cifra decimale) è successivamente moltiplicato per il numero di seggi aggiuntivi da ripartire e, arrotondato all'unità più prossima, corrisponde al numero di seggi da attribuire nella regione. La procedura prevede quindi la verifica se la somma dei seggi aggiuntivi attribuiti in ciascuna regione, corrisponda al numero complessivo di seggi del premio di maggioranza e disciplina le eventuali correzioni nel caso in cui la verifica dia esito negativo.

Proposta di legge A.C. 2346 Molinari

La proposta di legge  A.C.2346 propone di adottare come sistema elettorale quello utilizzato nelle elezioni del 1994, 1996 e 2001, il cosiddetto Mattarellum. A tal fine procede all'abrogazione delle leggi successivamente approvate al fine di dare luogo alla reviviscenza di tale disciplina (recata dalle leggi n. 276 e 277 del 1993).

 Tale sistema configura un sistema elettorale misto, proporzionale e maggioritario, con forte predominanza della componente maggioritaria. Il 75 per cento dei seggi da assegnare sono infatti direttamente attribuiti in collegi uninominali al candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti. Per la Camera i seggi uninominali da assegnare sono calcolati arrotondando all'intero più prossimo il 75 per cento dei seggi spettanti ad ogni Circoscrizione. Per il Senato la stessa operazione avviene per ogni regione, con la differenza che l'operazione di arrotondamento avviene per difetto.

Nel caso di approvazione della rforma del numero di parlamentari (400 deputati e 200 senatori, dei quali rispettivamente 8 e 4 eletti nella Circoscrizione estero), risulterebbero eletti con metodo maggioritario 299 deputati e 142 senatori e con metodo proporzionale 93 deputati e 54 senatori.

La ripartizione del territorio prevede, per la Camera 26 circoscrizioni più la Valle d'Aosta (costituita in un unico collegio uninominale) e per il Senato il sistema prevede la base regionale.

Per la Camera la restante quota di seggi non attribuita con sistema maggioritario è ripartita tra le liste a livello nazionale, previo scorporo parziale dei voti.

Fra le liste che hanno superato la soglia di sbarramento, la ripartizione proporzionale dei seggi è effettuata previa detrazione di un parte dei voti risultati necessari per eleggere i candidati nei collegi uninominali collegati alla lista (c. d. "scorporo parziale"): alle liste collegate a ciascun candidato uninominale eletto in un collegio uninominale è in particolare sottratta quella parte dei voti che, in ogni collegio, ha consentito al candidato collegato di vincere, e cioè i voti ottenuti dal candidato giunto al secondo posto, più uno. La legge stabilisce una soglia minima di scorporo: per ogni candidato eletto in un collegio uninominale collegato ad una lista non può essere sottratto un numero di voti inferiori al 25% dei voti validi espressi in quel collegio. Qualora il candidato secondo classificato nel collegio abbia conseguito un risultato inferiore a tale percentuale, lo "scorporo" sarà pertanto pari al 25% dei voti validi del collegio.

Per il Senato, il restante 25 per cento dei seggi viene attribuito in ciascuna regione tramite recupero proporzionale previo scorporo totale dei voti. Ai fini dell'attribuzione dei seggi da assegnare in ragione proporzionale l'Ufficio elettorale regionale determina in primo luogo la cifra elettorale di ciascun gruppo di candidati. Tale cifra è data dalla somma dei voti con-seguiti dai candidati presentatisi nei collegi della regione con il medesimo contrassegno, detratti i voti ottenuti dai candidati già proclamati eletti nei collegi stessi (scorporo totale).

Per la Camera, le candidature nei collegi uninominali devono essere collegate a 1 o più liste presentate nella circoscrizione. È possibile candidarsi in un solo collegio uninominale e nella lista della medesima circoscrizione. È possibile candidarsi nelle liste di non più di tre circoscrizioni. Si vota con due schede, voto al candidato nel collegio e voto di lista. In caso di candidati vincenti in più collegi si ricorre a sorteggio (sentenza Corte Cost.). Per il Senato, non è prevista la possibilità di pluricandidature. La presentazione delle candidature nei collegi uninominali avviene per gruppi contraddistinti dal medesimo contrassegno nella regione.

Si vota con un'unica scheda, il voto espresso per il candidato è valido anche per il gruppo collegato.

È prevista una soglia di sbarramento al 4 per cento alla Camera (per la sola quota proporzionale), mentre nessuna soglia (regionale) è prevista al Senato.

Proposta di legge A.C. 2589 Sisto

La proposta di legge A.C.. 2589 mantenendo fermo l'impianto generale della disciplina elettorale vigente introdotta dalla legge n. 165 del 2017, interviene sulla quota di collegi uninominali in cui è suddiviso il territorio e sui criteri relativi all'individuazione e al numero di collegi plurinominali da prevedere. Quello proposto pertanto è un sistema misto, maggioritario a turno unico e proporzionale, con prevalenza – a differenza del sistema vigente - della componente maggioritaria nel caso di entrata in vigore della legge costituzionale di riduzione del numero dei parlamentari, in quanto la proposta mantiene "fisso" il numero di collegi uninominali previsti dalla legge n. 165 del 2017.

Per la Camera, la proposta di legge prevede di ripristinare la previsione normativa della legge n. 165 del 2017 – successivamente sostituita dalla legge n. 51 del 2019 in un rapporto frazionario - che ripartiva il territorio in un numero fisso di collegi uninominali pari a 231 (la legge n. 51 ha invece previsto che i collegi uninominali sono pari a tre ottavi del totale dei seggi da assegnare).

Analogamente alle previsioni della legge n. 165, del totale dei collegi uninominali, 6 sono previsti per il Trentino-Alto Adige e 2 per il Molise (indicati nell'allegato 1), mentre il territorio della regione Valle d'Aosta è costituito in un unico collegio uninominale.

Per il Senato, la proposta di legge prevede di ripartire il territorio nazionale (ad esclusione delle regioni Trentino-Alto Adige, Molise e Valle d'Aosta) in 109 collegi uninominali, come stabiliva la legge n. 51.

I numeri "fissi" previsti dalla proposta di legge sarebbero dunque da applicare anche nel caso di entrata in vigore della modifica costituzionale che riduce il numero dei parlamentari.

La proposta di legge non modifica le restanti disposizioni vigenti, che regolano, tra l'altro, l'assegnazione dei seggi per la quota proporzionale. Pertanto, fatti salvi i seggi riservati alla Circoscrizione estero, in caso di riduzione del numero di parlamentari alla Camera sarebbero eletti 152 deputati con il sistema proporzionale, mentre al Senato sarebbero 79 i senatori eletti con tale sistema. Le soglie di sbarramento sono quindi quelle vigenti (le principali: 3 per cento per liste singole, 10 per cento per le coalizioni). Sono altresì confermate quindi le disposizioni che prevedono la possibilità per le liste di coalizzarsi, nonchè la possibilità di pluricandidature (con i limiti previsti dal vigente sistema elettorale).

La proposta di legge prevede espressamente, per entrambi i rami del Parlamento, il ricorso ai collegi uninominali vigenti, che pertanto risulterebbero quelli individuati dal decreto legislativo 12 dicembre 2017, n. 189.

Per quanto concerne i collegi plurinominali per le elezioni della Camera dei deputati, il testo prevede che le circoscrizioni elettorali che eleggono fino a 8 deputati con metodo proporzionale siano costituite in un unico collegio plurinominale, mentre le circoscrizioni Lombardia 1, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio 1 e Puglia sono costituite in 2 collegi plurinominali, individuati mediante l'accorpamento di due collegi plurinominali vigenti come specificamente previsto nell'allegato 2 al testo.

Per quanto riguarda i collegi plurinominali per le elezioni del Senato della Repubblica, il testo prevede che le regioni che eleggono fino a 8 senatori con metodo proporzionale siano costituite in un unico collegio plurinominale, mentre la regione Lombardia è costituita in 2 collegi plurinominali, individuati mediante l'accorpamento di, rispettivamente, due e tre collegi plurinominali vigenti, come specificamente previsto nell'allegato 3 al testo.

 

ultimo aggiornamento: 22 luglio 2020

La legge 27 maggio 2019, n. 51 approvata nel corso della XVII legislatura, reca Disposizioni per assicurare l'applicabilità delle leggi elettorali indipendentemente dal numero dei parlamentari.

Le modifiche apportate dalla legge n. 51 del 2019, senza incidere direttamente sulla configurazione del vigente sistema elettorale, come definito dalla legge n. 165 del 2017, hanno determinato il numero di seggi da attribuire nei collegi uninominali e nei collegi plurinominali sulla base di un rapporto frazionario, pari rispettivamente a 3/8 e a 5/8 del totale dei seggi da attribuire nelle circoscrizioni anziché su numeri fissi (mantenendo il medesimo rapporto). Finalità della legge n. 51 è stata quella di rendere il sistema elettorale direttamente applicabile anche a seguito dell''entrata in vigore della legge costituzionale n. 1 del 2020 che ha disposto una riduzione del numero dei parlamentari, passato da 945 a 600 componenti elettivi (400 deputati e 200 senatori).

La legge n. 51 del 2019 ha previsto altresì una delega al Governo per la rideterminazione dei collegi – uninominali e plurinominali – a seguito della riduzione del numero dei parlamentari, esercitata con il decreto legislativo n. 177 del 2020. Sono così stati definiti per l'elezione della Camera dei deputati 147 collegi uninominali e 49 collegi plurinominali (in questi ultimi vengono eletti 245 deputati). Per l'elezione del Senato della Repubblica sono stati definiti 74 collegi uninominali e 26 collegi plurinominali (in questi ultimi vengono eletti 122 senatori).

Si veda, per ulteriori approfondimenti, anche il tema Iniziative di riforma costituzionale.

Per quanto riguarda l'iter parlamentare del provvedimento, dopo l'approvazione da parte del Senato la I Commissione Affari costituzionali della Camera ha iniziato l'esame il 27 febbraio 2019 (A.C. 1616). Il 19 marzo 2919 ha deliberato lo svolgimento di una indagine conoscitiva congiuntamente con l'esame della proposta di legge costituzionale A.C. 1585 (ora legge cost n. 1 del 2020).

La Commissione ha concluso l'esame del provvedimento, senza apportare alcuna modifica al testo approvato dal Senato, e, nella seduta del 18 aprile 2019, ha deliberato di conferire al relatore il mandato di riferire favorevolmente in Assemblea sulla proposta di legge. L'Assemblea della Camera ha definitivamente approvato il testo nella seduta del 13 maggio 2019.

ultimo aggiornamento: 4 giugno 2021

E' stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo 23 dicembre 2020, n. 177 che ridefinisce il numero e la dimensione dei collegi uninominali e plurinominali per le elezioni della Camera e del Senato.

La riforma dei collegi si è resa necessaria con l'entrata in vigore, il 5 novembre 2020, della legge costituzionale 19 ottobre 2020, n. 1 che ha ridotto il numero dei Parlamentari. A tal fine il Governo ha presentato alle Camere uno schema di decreto legislativo (atto del Governo n. 225) in attuazione della delega prevista dalla legge 51 del 2019. Nella stesura definitiva del decreto legislativo il Governo ha recepito il parere delle competenti Commissioni parlamentari.

 La legge 27 maggio 2019, n. 51 reca, all'articolo 3, una delega al Governo per la determinazione dei collegi – uninominali e plurinominali – da esercitare entro 60 giorni qualora, entro 24 mesi dall'entrata in vigore della legge stessa, intervenga la promulgazione di una legge costituzionale modificativa del numero dei parlamentari, come è avvenuto con la legge costituzionale 1/2020.

Tale  legge ha modificato le norme per l'elezione della Camera e del Senato al fine di assicurare l'applicabilità delle stesse, indipendentemente dal numero dei parlamentari.

Le modifiche non incidono direttamente sulla configurazione del vigente sistema elettorale, come definito dalla legge n. 165 del 2017, essendo volte a determinare il numero di seggi da attribuire nei collegi uninominali e nei collegi plurinominali sulla base di un rapporto frazionario, pari a tre ottavi del totale dei seggi da eleggere nelle circoscrizioni. In tal modo il sistema elettorale può trovare applicazione indipendentemente dal numero dei parlamentari, senza che siano necessarie modifiche alla normativa elettorale, a seguito dell'entrata in vigore della riforma costituzionale che riduce il numero di parlamentari.

 Non sono oggetto della delega legislativa le disposizioni riguardanti la circoscrizione Estero a cui sono assegnati, a seguito dell'entrata in vigore della legge costituzionale n. 1 del 2020, 8 seggi alla Camera e 4 seggi al Senato.

Non è inoltre oggetto di modifica quanto disposto per la regione Valle d'Aosta, alla quale spetta un solo seggio in ciascun ramo del Parlamento e le cui modalità di elezione, con metodo maggioritario, sono disciplinate da specifiche norme

Il decreto legislativo n. 177 del 2020 è composto da sei articoli e dalle tabelle allegate recanti la determinazione dei collegi elettorali a seguito dell'entrata in vigore della legge costituzionale n. 1 del 2020 sulla riduzione del numero dei parlamentari.

 In particolare, l'articolo 1 riguarda la determinazione dei collegi per la Camera dei deputati rinviando – per i collegi uninominali – a quanto previsto dalla Tabella A.1 e – per i collegi plurinominali – dalla Tabella A.2.

 L'articolo 2 riguarda la determinazione dei collegi per il Senato della Repubblica rinviando – per i collegi uninominali – a quanto previsto dalla Tabella B.1 e – per i collegi plurinominali – dalla Tabella B.2.

 Le Tabelle recano, per ciascuna circoscrizione elettorale:

  • un codice alfanumerico e la denominazione della circoscrizione elettorale;
  • la denominazione del collegio;
  • la denominazione del comune o dell'area sub-comunale con la maggiore ampiezza demografica inclusi nel collegio;
  • la denominazione del comune o dell'area sub-comunale inclusi nel collegio.

Link al dossier sul decreto legislativo n,. 177 del 2020 sulla determinazione dei collegi elettorali

I collegi elettorali per la Camera ed il Senato

QUI la mappa dei nuovi collegi della Camera, con la funzione di ricerca per comune.

QUI la mappa dei nuovi collegi del Senato, con la funzione di ricerca per comune.

ultimo aggiornamento: 4 giugno 2021


I principali elementi che caratterizzano il sistema elettorale sono così individuabili:

  • il territorio nazionale è suddiviso, per le elezioni della Camera, in 27 circoscrizioni elettorali (cui si aggiunge la Valle d'Aosta) di dimensione regionale o infraregionale, e, per l'elezione del Senato, in 20 circoscrizioni regionali, corrispondenti alle regioni;
  • i 3/8 de seggi, sia alla Camera, sia al Senato, sono assegnati in collegi uninominali, costituiti all'interno delle circoscrizioni, con formula maggioritaria, in cui è proclamato eletto il candidato più votato; si aggiunge la Valle d'Aosta che si articola in un collegio uninominale maggioritario per la Camera e uno per il Senato;
  • i restanti seggi sono ripartiti con il metodo proporzionale dei quozienti interi e dei maggiori resti;
  • la ripartizione avviene, innanzitutto, per la Camera a livello nazionale: prima tra le liste e le coalizioni di liste che hanno superato le soglie di sbarramento, quindi - per ciascuna coalizione - tra le liste sopra soglia che ne fanno parte. Stabilito quanti seggi spettano a livello nazionale a coalizioni e liste, si procede al riparto proporzionale degli stessi nelle circoscrizioni procedendo - analogamente a quanto avviene a livello nazionale - prima al riparto dei seggi tra liste singole e coalizioni, quindi alla ripartizione dei seggi spettanti a ciascuna coalizione tra le liste che ne fanno parte. Queste operazioni determinano, in ciascuna circoscrizione, i seggi che spettano a ciascuna lista; i seggi sono quindi assegnati nei collegi plurinominali, in proporzione ai voti ottenuti dalle liste stesse nei collegi; al Senato la ripartizione è effettuata, con analoghe procedure, a livello regionale, tenuto conto di quanto disposto dall'art. 57 Cost.;
  • per le coalizioni è prevista una soglia del 10 per cento dei voti validi su base nazionale, quale requisito di accesso alla ripartizione dei seggi; mentre per le liste, sia singole, sia in coalizione, la soglia è del 3 per cento (previsioni specifiche sono definite per le liste rappresentative di minoranze linguistiche). Solo per il Senato sono ammesse alla ripartizione dei seggi anche le liste che hanno raggiunto il 20 per cento dei voti in almeno una regione;
  • in ciascun collegio plurinominale sono proclamati eletti, nei limiti dei seggi ai quali ciascuna lista ha diritto, i candidati compresi nella lista del collegio, secondo l'ordine di presentazione;
  • l'elettore dispone di un unico voto, valido sia per l'elezione del candidato del collegio uninominale sia per la determinazione della cifra elettorale della lista e, quindi, per l'elezione dei candidati per la parte proporzionale;
  • sono previste disposizioni per favorire il rispetto dell'equilibrio di genere: i candidati nei collegi plurinominali devono essere presentati, in ciascuna lista, in ordine alternato per sesso; inoltre, nel complesso delle candidature presentate dalle liste e dalle coalizioni di liste nei collegi uninominali e nei collegi plurinominali in qualità di capolista, nessuno dei due generi può essere rappresentato, a livello nazionale per la Camera e a livello regionale per il Senato, in misura superiore al 60 per cento.

Una diversa disciplina elettorale è prevista per la rappresentanza dei cittadini italiani residenti all'esterosei senatori e dodici deputati eletti con metodo proporzionale in una apposita "circoscrizione Estero".

Possono votare per corrispondenza nella circoscrizione Estero anche i cittadini temporaneamente all'estero per motivi di studio, lavoro o cure mediche, gli elettori appartenenti alle Forze armate ed alle Forze di polizia, impegnati nelle missioni internazionali, come previsto dalla legge 52/2015.

ultimo aggiornamento: 26 luglio 2018

The electoral system of the national Parliament is regulated by the Consolidated Law on the election to the Chamber of Deputies (Presidential Decree no. 361/1957) and by the Consolidated Law on the election to the Senate (Legislative Decree no. 533/1993).

The present Parliament enacted a reform of the system through Law no. 165/2017, introducing a mixed electoral system that includes both single-member districts - to be allocated by means of a majority system - and multi-member districts - allocated through a proportional system. The provisions regulating the election of 12 members of the Chamber of Deputies and 6 Senators in the Overseas Constituency remain unchanged, according to Law no. 459/2001.

The main features of the new electoral system are described below.

The distribution of the national territory

As regards the Chamber of Deputies, the national territory is divided into 28 constituencies. For some constituencies, the territory coincides with the entire Region, whereas in other cases the regional territory is divided into several constituencies (2 in Piedmont, 4 in Lombardy, 2 in Veneto, 2 in Lazio, 2 in Campania, 2 in Sicily).

Each constituency is divided into single-member districts, and in one or more multi-member districts.

3/8 of the seats are allocated  in single-member districts distributed in each constituency on the basis of the population. In each district, the candidate obtaining the highest number of votes is elected.

The allocation of the remaining seats is made through a proportional method: each constituency is divided into multi-member districts, made up of the territorial aggregation of neighbouring single-member districts, each one being generally allocated a number of seats ranging between three and eight.

As regards the Senate, the national territory is divided into 20 constituencies corresponding to the territory of each Region. Every regional constituency is divided into single-member districts and in one or more multi-member districts. The national territory is divided into single-member districts equal to 3/8 of the seats to be allocated.

Multi-member districts are made up of the territorial aggregation of neighbouring single-member districts, each one being generally allocated a number of seats ranging between two and eight.

For the definition of single-member districts – as well as multi-member districts – see Legislative Decree n. 198/2017.

Submission of electoral rolls

Every political party or group intending to stand for elections – both at the Chamber of Deputies and at the Senate – shall submit to the Ministry of the Interior and within the deadlines set:

  • One's party symbol and name;
  • One's electoral programme, in which the name and surname of the political party leader are stated;
  • One's statutes or, failing which, a statement containing the minimum transparency requirements provided for by the law.

The information above shall be published in a special section of the website of the Ministry of the Interior, called «Elezioni trasparenti» (Transparent Elections).

 

Both at the Chamber of Deputies and at the Senate, organised political parties or groups may stand for elections as a single list or in a coalition. The coalition shall be the same at a national level, and the parties joining forces in a coalition shall present common candidates in single-member districts, exception made for the lists representing recognised linguistic minorities, which may present their candidates separately.

 

Both at the Chamber of Deputies and at the Senate, in every multi-member district, each roll is made up of a list of candidates, presented according to a numerical order. The number of candidates in the list shall not be lower than the half of the seats allocated to the multi-member district, and shall not exceed the threshold of seats allocated to the multi-member district; in any case, the number of candidates shall neither be lower than two nor higher than four.

Each list shall present its candidates in at least two thirds of the multi-member districts of the entire constituency, under penalty of inadmissibility.

Multicandidacies and gender representation

Both at the Chamber of Deputies and at the Senate, each candidate shall not be included in the lists bearing the same party symbol in more than 5 multi-member districts, under penalty of nullity or invalidity of the election. Standing as candidate in more than one single-member district shall be considered as null and void. A candidate in a single-member district may also stand as candidate in multi-member districts, without prejudice to the threshold of 5.

A member of the Chamber of Deputies elected in several multi-member districts is declared elected in the district in which his/her list obtained the lowest percentage of valid votes out of total valid votes in the district. A member of the Chamber of Deputies elected in a single-member district and in one or more multi-member districts shall be declared as elected in the single-member district.

Special provisions apply to ensure gender representation.

In the first place, under penalty of ineligibility, candidates shall be listed in the rolls of multi-member districts, for both the Chamber of Deputies and the Senate, according to an alternating gender order.

At the same time, the provisions for the election to the Chamber of Deputies state that out of the total number of candidacies submitted by each list or coalition list in single-member districts at a national level, none of the two genders shall be represented in a percentage exceeding 60 per cent. Furthermore, out of the total lists in multi-member districts presented by each list at a national level, none of the two genders shall be represented as leading candidate in a percentage exceeding 60 per cent. The National Central Office ensures compliance with such provisions.

As regards the Senate, the same provisions are enforced at a regional level, and the Regional Elections Office shall ensure compliance with such provisions.

How to cast votes

Each voter may cast one vote in a single ballot paper, bearing the name of the candidate in the single-member district and the electoral symbol of each list; in case of coalition lists, ballot papers shall include the electoral symbols of such lists, besides the names of the candidates – from two to four – in the multi-member district. Split voting (voto disgiunto) is not allowed.

Each vote is cast by marking the rectangle containing the electoral symbol of the list and the name of the candidate in the multi-member district. The vote is validly cast to the list and to the candidate in the single-member district. In case the mark is put on the name of the candidate to the single-member district only, the vote shall however be valid in favour of the list and for the election of the candidate in the single-member district; in case of several lists within a coalition, the votes will be distributed among the coalition lists proportionally to the votes obtained by each of them in the single-member district.

The procedures on how to cast votes are also described in the outer part of the ballot paper.

Election thresholds and allocation of seats

In single-member districts seats are allocated to the candidate receiving the highest number of votes validly cast; in case of a tie, the youngest candidate is elected.

As regards the seats to be allocated to the lists and coalitions of lists in multi-member districts, the allocation is performed at a national level for the Chamber of Deputies, through a proportional method, among the coalitions of lists and the lists exceeding the election thresholds.

The threshold to access the allocation of seats is 3% of the votes validly cast at a national level for single lists, and 10% of the votes validly cast at a national level for coalitions, provided that at least one of the lists of the coalition obtained 3% of the votes validly cast at a national level (the threshold for inter-coalition lists is 3% of the votes validly cast at a national level, also in case the coalition does not reach the 10% threshold). As far as coalitions are concerned, the votes obtained by the lists not exceeding the threshold of 1% will not be taken into account.

 

As regards the Senate, the seats to the lists are allocated at a regional level through the proportional method.

The threshold to allocate the seats is set – as it happens with the Chamber of Deputies – at 3% of the votes validly cast at a national level for individual lists, and 10% for coalitions, provided that at least one of the lists in the coalition obtains 3% of the votes validly cast nationally or 20% in a Region (the threshold for inter-coalition lists is in any case 3% of the votes validly cast at a national level or 20% of the valid votes in at least one Region, even in case the coalition does not reach the threshold of 10%). As far as coalitions are concerned, the votes obtained by the lists not exceeding the threshold of 1% will not be taken into account.

The allocation of regional seats to the Senate also involves the lists – either individual or in coalition – that obtained at least 20% of votes validly cast in at least one Region.

 

Special provisions protect the lists representing recognised linguistic minorities standing for elections in a Special Autonomous Region whose statutes or relevant laws provide for particular protection of such minorities.

In the particular case of Valle d'Aosta, where one seat to the Chamber of Deputies and one seat to the Senate are allocated, special provisions are in force for the election in both chambers of Parliament: a single-member district is established for the election to the Chamber of Deputies and to the Senate, where the candidate obtaining – through the majority method – the highest number of votes validly cast is elected.

Proclamation of candidates elected, vacancy of seats, and transitional and final provisions

After the proclamation of candidates elected in single-member districts through the majority method, the number of seats to be allocated to coalitions and lists (either individual or in coalition) is determined. At the end of such procedures, the candidates are proclaimed elected in each multi-member district, within the limits of the seats to which each list is entitled, and according to the order presented in the list.

A description is also provided on the procedures through which candidates are proclaimed elected – both at the Chamber of Deputies and at the Senate – in case of exhaustion of the list presented in the multi-member district.

In case of vacancy of the seats allocated in single-member districts, by-elections shall be held.

The law also includes some transitional and final provisions on the exemption from the collection of signatures in the first elections following the date of coming into force of the law; on the time frame set to apply the option concerning the vote of Italian citizens temporarily living abroad; on the requirements to stand as candidates in the Overseas Constituency; on the subjects eligible to certify the collection of signatures for the submission of electoral lists.

ultimo aggiornamento: 9 marzo 2020

Il decreto-legge 77/2021 (Governance del PNRR e semplificazioni) ha introdotto abìnche alcune misure in materia di procedimento elettorale preparatorio.

In partiolare, l'art. 38-bis, comma 9, ha previsto che i rappresentanti dei partiti, delle formazioni politiche, dei movimenti e delle liste civiche possano trasmettere alla Commissione antimafia istituita per la XVIII legislatura le liste delle candidature "provvisorie" alle elezioni entro 75 giorni dalla convocazione dei comizi elettorali, per la verifica della sussistenza di eventuali condizioni ostative alla candidatura ai sensi del Codice di regolamentazione sulla formazione delle liste elettorali del 2014. La trasmissione avviene previo consenso dell'interessato.

La disposizione fa riferimento alle elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia, alle elezioni politiche, regionali, comunali e circoscrizionali.

A tal fine viene integrata la legge 99/2018, istitutiva della Commissione antimafia per la legislatura in corso, con l'inserimento dei nuovi commi 3-bis e 3-ter all'articolo 1.

 
Il Codice di autoregolamentazione definito dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali anche straniere nel 2014 – come modificato ed integrato il 27 marzo 2019 – ha individuato una serie di fattispecie che trovano applicazione nei confronti dei partiti, formazioni politiche, movimenti e liste civiche che aderiscono alle previsioni del Codice.
In base al Codice essi si impegnano "a non presentare e nemmeno a sostenere, sia indirettamente sia attraverso il collegamento ad altre liste, come candidati alle elezioni europee, politiche, regionali, comunali e circoscrizionali coloro nei cui confronti, alla data di pubblicazione della convocazione dei comizi elettorali, sia stato emesso il decreto che dispone il giudizio o la citazione diretta a giudizio, ovvero che siano stati condannati con sentenza anche non definitiva di primo grado; coloro nei cui confronti sia stata pronunciata sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti, ovvero sia stata emessa misura cautelare personale non revocata ne´ annullata; coloro che si trovino in stato di latitanza o di esecuzione di pene detentive o che siano stati condannati con sentenza anche non definitiva di primo grado per danno erariale per reati commessi nell'esercizio delle funzioni di cui alla carica elettiva, allorquando le predette condizioni siano relative ai reati ivi previsti, consumati o tentati".
 

Alla Commissione Antimafia spetta quindi la verifica della sussistenza di eventuali condizioni ostative alle candidature in base al Codice di autoregolamentazione nei casi in cui le candidature le siano così trasmesse. Viene demandata ad un regolamento interno, da adottarsi da parte della medesima Commissione, la disciplina delle modalità di controllo sulla selezione e sulle candidature che stabilisca in particolare:

  • il regime di pubblicità della declaratoria di incompatibilità dei candidati con le disposizioni del codice di autoregolamentazione;
  • la riservatezza sull'esito del controllo concernente le liste provvisorie di candidati;
  • la celerità dei tempi affinché gli esiti dei controlli sulle liste provvisorie di candidati siano comunicati secondo modi e tempi tali da garantire ai partiti l'effettiva possibilità di modificare la composizione delle liste prima dello scadere dei termini di presentazione a pena di decadenza previsti dalla legislazione elettorale.

 

La norma richiama al riguardo le finalità di cui all'art. 1, comma 1, lett. i) della legge n. 99 del 2018 che attribuisce alla Commissione Antimafia il compito di indagare sul rapporto tra mafia e politica, sia riguardo alla sua articolazione nel territorio e negli organi amministrativi, con particolare riferimento alla selezione dei gruppi dirigenti e delle candidature per le assemblee elettive, in relazione anche al codice di autoregolamentazione sulla formazione delle liste elettorali, proposto dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, sia riguardo alle sue manifestazioni a livello nazionale che, nei diversi momenti storici, hanno determinato delitti e stragi di carattere politico-mafioso.

 

Si prevede inoltre che, in sede di prima applicazione delle disposizioni di cui sopra, la trasmissione delle candidature (provvisorie) possa essere effettuata entro 10 giorni dalla entrata in vigore delle medesime disposizioni (ossia dalla entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge. La norma appare volta a consentire l'applicazione della procedura di trasmissione e di esame delle candidature fin dalle prossime elezioni, fissate per il 3 e 4 ottobre 2021.

In attuazione di quanto previsto sopra, la Commissione antimafia ha adottato il prescritto regolamento nella sduta del  5 agosto 2021.

ultimo aggiornamento: 13 agosto 2021

La proposta di legge (A.C. 543-A  - A.S. 859) ha un duplice oggetto.

In primo luogo, essa introduce alcune modifiche del procedimento elettorale nel perseguimento della maggiore trasparenza nello svolgimento delle operazioni elettorali.

Tra i principali interventi si segnalano:

  • l'introduzione delle urne elettorali semitrasparenti e delle cabine che riparino solo il busto dell'elettore;
  • il divieto per il presidente di seggio di ricoprire l'incarico per due volte consecutive nello stesso seggio;
  • l'esclusione dalla funzione di componente di seggio dei condannati anche in via non definitiva per gravi reati;
  • il sorteggio degli scrutatori;
  • la riserva della metà dei posti di scrutatori ai disoccupati;
  • l'aumento del limite inferiore di elettori per seggio, da 500 a 700;
  • il divieto di assunzione di personale da parte delle aziende speciali, delle istituzioni e delle società a partecipazione pubblica locale o regionale in prossimità delle elezioni locali o regionali.

 

In secondo luogo, viene introdotta la possibilità a coloro che, per motivi di studio, lavoro o cure mediche si trovino in un comune di una regione diversa da quella di residenza, di esercitare il diritto di voto - per i referendum e per l'elezione dei rappresentanti italiani al Parlamento europeo - nel comune in cui si trovano, ancorché diverso da quello di iscrizione elettorale.

In materia di procedimento elettorale, si segnala che la legge di bilancio 2019 (art. 1, comma 968) ha introdotto la possibilità per il Governo di prorogare il termine per le elezioni suppletive nei collegi uninominali di Camera e Senato, fino ad un massimo di 180 giorni dalla data della vacanza dichiarata dalla Giunta delle elezioni, così da permettere l'accorpamento con eventuali altre consultazioni elettorali che si svolgano, entro tale termine, nel medesimo territorio.

Il decreto-legge 77/2021 (Governance del PNRR e semplificazioni) ha introdotto diverse misure volte alla digitalizzazione idi alcune fasi del procedimento elettorale preparatorio, quali il deposito del contrassegno e la presentazione dell'atto di desginazione dei rappresentanti di lista (si veda in proposito il tema Voto elettronico e digitalizzazione del procedimento elettorale.

 

ultimo aggiornamento: 13 agosto 2021

Il 6 novembre 2020 si è insediato il gruppo di lavoro finalizzato ad individuare sedi alternative agli edifici scolastici da destinare a seggi elettorali, costituito su indicazione del Ministro dell'interno Luciana Lamorgese.

Alla riunione, presieduta dal capo dipartimento per gli Affari interni e territoriali, Claudio Sgaraglia, hanno partecipato il direttore centrale per i Servizi Elettorali, Caterina Amato, il capo dell'Ufficio - Segretario della Conferenza Stato-città consigliere Marcella Castronovo, il segretario generale dell'Anci Veronica Nicotra, nonché rappresentanti del Gabinetto del ministero dell'Istruzione e dell'U.P.I. È stato evidenziato come nella tornata elettorale del 20-21 settembre 2020 sono stati 465 i Comuni che hanno previsto lo spostamento di 1.453 sezioni elettorali.

L'obiettivo del gruppo di lavoro è quello di analizzare le problematiche insorte o che saranno rappresentate nel corso delle attività di verifica, così da individuare in modo condiviso le soluzioni ottimali per gli interessi coinvolti e garantire la continuità didattica, pur sempre nel massimo rispetto delle misure necessarie per la sicurezza dei seggi elettorali (Comunicato stampa Ministero del'linterno, 6 novembre 2020).

Il gruppo di lavoro ha redatto un documento pubblicato in allegato alla circolare n. 4 del 19 febbraio 2021 del Ministero dell'interno, Dipartimento per gli affari interni e territoriali, Direzione centrale per i servizi elettorali. Esso riporta alcuni requisiti per la costituzione della 'sala delle elezioni' (ossia i locali all'interno dei quali sono costituiti i seggi) e per l'individuazione dei fabbricati che ospitano i seggi, allo scopo di assicurare un agevole accesso e deflusso degli elettori, l'adeguato allestimento delle cabine, la vigilanza da parte delle Forze dell'ordine. Vi è elencata, in via esemplificativa, una tipologia di edifici che potrebbero ospitare sezioni elettorali, rispetto ai quali i Comuni interessati verifichino l'idoneità e il rispetto dei requisiti indicati. Esempi di tali edifici sono: uffici comunali e sale consiliari; biblioteche e sale di lettura; palestre e impianti sportivi, comprese le palestre scolastiche, se il loro uso come seggio non impedisca l'attività didattica; centri e impianti polifunzionali; circoli ricreativi e sportivi; locali dopolavoristici; spazi espositivi e fieristici; ludoteche; ambulatori e altre strutture non più ad uso sanitario; spazi non più adibiti a mercati coperti (non sono invece ritenuti indicati, per motivi di opportunità, edifici come sedi di partiti politici od organizzazioni sindacali, edifici di culto, caserme).

Al fine di contenere i disagi per lo svolgimento dell'attività didattica nelle scuole, l'articolo 23-bis del decreto-legge 41/2021 ha istituito entro lo stato di previsione del Ministero dell'interno un Fondo con dotazione pari a 2 milioni per l'anno 2021 per erogare contributi ai comuni che individuino sedi diverse dagli edifici scolastici da destinare al funzionamento dei seggi elettorali, per la tornata elettorale dell'autunno 2021 oggetto del rinvio operato dal decreto-legge n. 25 del 2021. È previsto un termine (15 luglio 2021) per l'individuazione delle sedi alternative che presentino i requisiti per accogliere seggi elettorali da parte dei comuni, ai fini dell'accesso alla contribuzione sul neo-istituito Fondo. I criteri e le modalità di erogazione dei contributi sono definiti dal decreto del Ministero dell'interno 15 luglio 2021 (pubblicato nella Gazzetta ufficiale 26 luglio 2021, n. 177).

Sono stati 117 i comuni che hanno manifestato, entro il termine previsto, il proprio interesse ad ottenere i contributi previsti dal Fondo. In totale sono 510 i seggi elettorali interessati, con il coinvolgimento di circa 300.000 elettori e di oltre 30.000 studenti. Nella maggior parte dei casi sono state individuate come sedi alternative, palestre comunali, strutture polivalenti e uffici municipali dismessi. I contributi saranno effettivamente erogati a seguito dell'attestazione dell'avvenuto trasferimento dei seggi da parte dei comuni interessati, ai quali le competenti Prefetture-UTG hanno già comunicato gli importi dei contributi loro assegnati. 

ultimo aggiornamento: 15 settembre 2021

Il 4 marzo 2018 si sono tenute le elezioni per il rinnovo della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. I risultati elettorali sono disponibili sul sito del Ministero dell'interno

Si è votato con il nuovo sistema elettorale di tipo misto, parte proporzionale e parte maggioritario, introdotto dalla legge n. 165 del 2017. Il decreto legislativo n. 189 del 2017 ha provveduto a definire i nuovi collegi elettorali.

Per i dati di sintesi sulle elezioni del 4 marzo si veda il dossier La prima applicazione della legge elettorale n. 165/2017 di cui è disponibile anche la versione in inglese.

Gli elementi essenziali del sistema di elezione delle due Camere, la disciplina della campagna elettorale e dei finanziamenti a partiti e candidati sono illustrati nel Manuale elettorale 2018 a cura della Camera dei deputati.

Sono disponibili i dossier di documentazione con la descrizione e la cartografia di ciascun collegio: 

PiemonteLombardia, Trentino Alto-Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia

Liguria, Emilia-Romagna, ToscanaUmbria, Marche

Lazio, Abruzzo e Molise, Campania, Puglia, Basilicata

Calabria, Sicilia, Sardegna

ultimo aggiornamento: 13 novembre 2018

Lo studio L'algoritmo elettorale tra rappresentanza politica e rappresentanza territoriale è stato elaborato nell'ambito della collaborazione tra il Servizio Studi della Camera dei deputati e il Dipartimento di Scienze Statistiche dell'Università "La Sapienza" di Roma,  avviata nella XVII legislatura su richiesta dell'Ufficio di Presidenza della I Commissione Affari Costituzionali della Camera, nel corso dell'esame delle proposte di legge di modifica del sistema elettorale (C. 3-bis e abbinate).

Il lavoro prende spunto dalla ricerca di una nuova procedura di allocazione proporzionale dei seggi (algoritmo elettorale) che si pone l'obiettivo di coniugare la corrispondenza proporzionale tra i seggi assegnati e i voti espressi in ciascuna circoscrizione - la c.d. rappresentanza politica - con il vincolo stabilito dagli articoli 56 e 57 della Costituzione, della corrispondenza proporzionale dei seggi assegnati e la popolazione di ciascuna circoscrizione, la c.d. rappresentanza territoriale.

La questione è all'attenzione del dibattito parlamentare a partire dalla riforma elettorale del 1993; la procedura stabilita dall'art. 83 del DPR 361/1957 (Testo unico Camera), che definisce l'algoritmo di ripartizione e assegnazione dei seggi nelle circoscrizioni, è infatti presente nelle leggi n. 277 del 1993, n. 270 del 2005, n. 52 del 2015 e n. 165 del 2017, come descritto in dettaglio nel volume.

Nello studio, la nuova procedura di allocazione dei seggi -  l'Algoritmo ADELE (Allocazione Dinamica Elettorale) - è stata applicata alle pregresse tornate elettorali (elezioni politiche del 1992, 2001, 2013 e del 2018 e elezioni europee del 2014).

I relativi risultati sono posti a confronto, sulla base di specifici indicatori, con quelli ottenuti dal meccanismo elettorale effettivamente adottato nelle medesime elezioni.

Sono inoltre descritti - in appendice al volume - i metodi di distribuzione dei seggi nelle circoscrizioni previsti dai sistemi elettorali adottati in Italia per la Camera dei deputati a partire dalle prime elezioni politiche del 1948, per l'elezione dei membri dell'Italia al Parlamento europeo e per l'elezione dei consigli regionali. Sempre in appendice è presente un focus sugli scostamenti di seggi attribuiti alle circoscrizioni.

CopertinaVolume

ultimo aggiornamento: 25 giugno 2019
 
focus
 
dossier
 
temi di Costituzione, diritti e libertà
 
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