tema 3 agosto 2021
Studi - Istituzioni Disciplina dell'attività di rappresentanza di interessi

La I Commissione della Camera dei deputati sta esaminando una serie di proposte di legge volte a disciplinare l'attività di lobbying. Nella seduta del 3 agosto 2021 la Commissione ha adottato quale testo base per il prosieguo dell'iter il testo unificato elaborato dalla relatrice. La proposta prevede l'istituzione del Registro pubblico per la trasparenza dell'attività di relazione per la rappresentanza di interessi presso l'Autorità garante della concorrenza e del mercato. Sempre presso l'Autorità antitrust è istituito un Comitato di sorveglianza sulla trasparenza dei processi decisionali pubblici, cui sono attribuite le funzioni di controllo e di irrogazione delle sanzioni amministrative previste dal testo.

Si ricorda inoltre che alla Camera dei deputati a partire dal 2016 è vigente il Codice di condotta dei deputati e la Regolamentazione dell'attività di rappresentanza di interessi, approvati dalla Giunta per il regolamento.

Al Senato, con le modifiche al Regolamento approvate dall'Assemblea il 21 dicembre 2017, è stato previsto che spetta al Consiglio di Presidenza l'adozione di un Codice di condotta dei Senatori, che stabilisce principi e norme di condotta ai quali gli stessi devono attenersi nell'esercizio del mandato parlamentare.

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Il testo unificato delle abbinate proposte di legge A.C. 196 ed abbinate ha per oggetto la disciplina l'attività di relazioni istituzionali per la rappresentanza di interessi, intesa come attività concorrente alla formazione delle decisioni pubbliche, svolta dai rappresentanti di interessi particolari nell'osservanza della normativa vigente, nel rispetto dell'autonomia delle istituzioni e con obbligo di lealtà verso di esse.

Il perimetro di applicazione del provvedimento riguarda l'attività di lobbying nei confronti di:

  • membri del Parlamento e del Governo;
  • presidenti, assessori e consiglieri regionali;
  • presidenti e consiglieri delle province e delle città metropolitane;
  • sindaci, assessori e consiglieri comunali dei comuni con popolazione pari o superiore a 300.000 abitanti;
  • presidenti e assessori dei municipi o delle circoscrizioni dei comuni con popolazione pari o superiore a 300.000 abitanti;
  • presidenti e componenti delle autorità indipendenti;
  • organi di vertice, componenti e  consulenti degli uffici di diretta collaborazione dei membri del Governo, dei presidenti delle regioni e delle province e dei sindaci delle città metropolitane e dei comuni con popolazione pari o superiore a 300.000 abitanti nonché dei membri delle rispettive giunte;
  • organi di vertice degli enti pubblici statali;
  • membri delle autorità indipendenti compresa la Banca d'Italia;
  • titolari degli incarichi di vertice degli enti territoriali e degli enti pubblici;
  • sono inoltre equiparati ai decisori pubblici i componenti degli uffici di diretta collaborazione degli organi elencati.

I soggetti che intendono svolgere l'attività di relazioni istituzionali per la rappresentanza di interessi devono iscriversi nel Registro pubblico per la trasparenza dell'attività di relazione per la rappresentanza di interessi istituito presso l'Autorità garante della concorrenza e del mercato.

Nel Registro sono inseriti da parte di ciascun rappresentante di interessi tutti gli incontri con i decisori pubblici, che sono aperti alla pubblica consultazione. Per ciascun incontro il rappresentante di interessi fornisce una sintesi degli argomenti trattati e del contenuto dell'incontro.

Presso l'Autorità garante della concorrenza e del mercato è istituito il Comitato di sorveglianza sulla trasparenza dei processi decisionali pubblici composto come segue:

  • un magistrato della Corte di cassazione, scelto dal Primo Presidente della medesima;
  • un magistrato della Corte dei conti, scelto dal Presidente della medesima;
  • un professore ordinario di materie giuridiche, nominato con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri.

Il Comitato di sorveglianza tiene il Registro e svolge funzioni di controllo volte ad assicurare la trasparenza dei processi decisionali pubblici e del rapporto tra i portatori di interessi, i rappresentanti di interessi e i decisori pubblici.

Ai rappresentanti di interessi iscritti al registro è riconosciuto il diritto di accedere alle sedi istituzionali dei decisori pubblici e di svolgere liberamente la propria attività. Sono peraltro sottoposti ad alcuni obblighi e divieti, tra cui quello di non corrispondere, a titolo di liberalità, alcuna somma di denaro o altre rilevanti utilità a rappresentanti del Governo né ai partiti, movimenti e gruppi politici o a loro esponenti. Inoltre, si impegnano di rispettare il codice deontologico che sarà adottato dal comitato di sorveglianza entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della legge.

Completano il provvedimento le previsioni relative alle sanzioni, in caso di violazione del norme della proposta di legge, che il Comitato di sorveglianza è chiamato ad irrogare.

ultimo aggiornamento: 28 luglio 2021

Nella seduta del 12 aprile 2016, la Giunta per il regolamento della Camera ha approvato il Codice di condotta dei deputati, che reca le norme di comportamento dei membri della Camera dei deputati, informate ai valori di correttezza e imparzialità e le procedure per garantire il rispetto di tali norme.

Il provvedimento si fonda sul principio che l'esercizio delle funzioni di deputato deve essere svolto con disciplina ed onore e in rappresentanza della Nazione. I deputati non devono ottenere nessun vantaggio finanziario dalla propria attività parlamentare e in caso di conflitto di interessi, devono porre in atto ogni mezzo per rimuoverlo.

Ciascun deputato deve presentare una comunicazione al Presidente della Camera relativa alle cariche e agli uffici ricoperti alla data di presentazione della candidatura, alle attività imprenditoriali o professionali svolte e a ogni attività di lavoro autonomo o impiego privato.

Con una separata comunicazione devono dichiarare la propria situazione patrimoniale all'inizio e alla fine del mandato, secondo quanto disposto dalla legge 441/1982. Alla dichiarazione devono essere allegate le copie delle dichiarazioni relative agli eventuali finanziamenti ricevuti.

E' posto il divieto per il deputato di accettare doni di valore superiore a euro 250.

Le dichiarazioni dei deputato relative a interessi finanziari, finanziamenti ricevuti e cariche ricoperte sono pubblicate sul sito internet della Camera.

Si prevede l'istituzione, presso l'Ufficio di Presidenza della Camera, del Comitato consultivo sulla condotta dei deputati che fornisce pareri sull'interpretazione e attuazione delle disposizioni del Codice, su richiesta del singolo deputato o del Presidente della Camera. Il Comitato è stato costituito il 18 maggio 2016.

Le sanzioni sono costituite dall'annuncio in Assemblea e dalla pubblicazione sul sito internet della Camera dei casi di mancato rispetto del codice.

Al Senato – a seguito delle modifiche approvate dall'Assemblea con delibera del 21 dicembre 2017 "Riforma organica del Regolamento del Senato" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.15 del 19-01-2018 - è previsto espressamente nel Regolamento parlamentare (art. 12, co. 2-bis) che spetta al Consiglio di Presidenza l'adozione di un Codice di condotta dei Senatori, che stabilisce principi e norme di condotta ai quali gli stessi devono attenersi nell'esercizio del mandato parlamentare (Doc. II, n. 29 e abb).

ultimo aggiornamento: 26 gennaio 2018

Pochi giorni dopo l'adozione del Codice di condotta dei deputati, la Giunta per il regolamento della Camera, il 26 aprile 2016, ha approvato un provvedimento di Regolamentazione dell'attività di rappresentanza di interessi nelle sedi della Camera dei deputati.

In particolare,il provvedimento prevede:

  • l'istituzione presso l'Ufficio di Presidenza della Camera, di un registro dei soggetti che svolgono professionalmente attività di relazione istituzionale nei confronti dei membri della Camera dei deputati presso le sue sedi;
  • l'iscrizione nel registro di chiunque intenda svolgere attività di relazione istituzionale, rappresentando o promuovendo presso la Camera dei deputati interessi leciti;
  • l'obbligo da parte degli iscritti al registro di presentare una relazione a cadenza annuale alla Camera che dia conto dei contatti posti in essere, degli obiettivi conseguiti e dei soggetti interessati;
  • l'applicazione di sanzioni in caso di violazioni consistenti nella sospensione o cancellazione dal registro.

Nel febbraio 2017 è stato materialmente istituito il "Registro dei soggetti che svolgono professionalmente attività di rappresentanza di interessi nei confronti dei deputati presso le sedi della Camera", con la Deliberazione dell'Ufficio di Presidenza dell'8 febbraio 2017.

E' possibile richiedere l'iscrizione al Registro attraverso una apposita sezione del sito della Camera.

Registri pubblici di portatori di interessi sono stati istituiti anche in molte amministrazioni centrali e territoriali.

ultimo aggiornamento: 26 gennaio 2018
 
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