tema 27 ottobre 2018
Studi Camera - Bilancio Politiche di coesione Il Fondo per lo sviluppo e la coesione 2014-2020: le risorse aggiuntive nazionali

Il Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) è, congiuntamente ai Fondi strutturali europei, lo strumento finanziario principale attraverso cui vengono attuate le politiche per lo sviluppo della coesione economica, sociale e territoriale e la rimozione degli squilibri economici e sociali in attuazione dell'articolo 119, comma 5, della Costituzione italiana e dell'articolo 174 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea.  

apri tutti i paragrafi

Nel Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) - disciplinato dal D.Lgs. n. 88 del 2011 che ha così ridenominato il Fondo per le aree sottoutilizzate (FAS) - sono iscritte le risorse finanziarie aggiuntive nazionali, destinate a finalità di riequilibrio economico e sociale, nonché a incentivi e investimenti pubblici.

Il requisito dell'aggiuntività è espressamente precisato dalla disciplina istitutiva del Fondo, laddove si dispone (articolo 2 del D.Lgs. n. 88/2011) che le risorse non possono essere sostitutive di spese ordinarie del bilancio dello Stato e degli enti decentrati, in coerenza con l'analogo criterio dell'addizionalità previsto per i fondi strutturali dell'Unione europea.

Il Fondo per lo sviluppo e la coesione è pertanto finalizzato a dare unità programmatica e finanziaria all'insieme degli interventi aggiuntivi a finanziamento nazionale, che sono rivolti al riequilibrio economico e sociale tra le diverse aree del Paese. Il Fondo ha carattere pluriennale, in coerenza con l'articolazione temporale della programmazione dei Fondi strutturali dell'Unione europea, garantendo l'unitarietà e la complementarietà delle procedure di attivazione delle relative risorse con quelle previste per i fondi comunitari. L'intervento del Fondo è destinato al finanziamento di progetti strategici, sia di carattere infrastrutturale sia di carattere immateriale, di rilievo nazionale, interregionale e regionale, aventi natura di grandi progetti o di investimenti articolati in singoli interventi tra loro funzionalmente connessi.

Per quanto concerne l'utilizzo delle risorse del Fondo, la normativa attribuisce al CIPE il compito di ripartire, con proprie deliberazioni, la dotazione del Fondo tra gli interventi in esso compresi.

ultimo aggiornamento: 29 ottobre 2018

La legge di stabilità per il 2015 (art. 1, commi 703-706, legge n. 190/2014) ha impostato un nuovo quadro di governance istituzionale per le politiche di coesione, con l'introduzione di nuove procedure di programmazione e gestione delle risorse nazionali assegnate al Fondo per il ciclo 2014-2020, riservando alla Presidenza del Consiglio (c.d. "Autorità politica per la coesione") il compito di indicare le linee strategiche per l'impiego del Fondo, da realizzare in forma integrata con le risorse europee per lo sviluppo regionale.

In particolare, la nuova disciplina prevede:

  • l'impiego della dotazione finanziaria del Fondo Sviluppo e Coesione per obiettivi strategici relativi ad aree tematiche nazionali in linea con la programmazione dei Fondi strutturali e di Investimento europei, individuate dall'Autorità politica per la coesione;
  • la definizione di specifici piani operativi per ciascuna area tematica nazionale, da parte della nuova Cabina di regia istituita con D.P.C.M. 25 febbraio 2016, composta da rappresentanti delle amministrazioni centrali e regionali, da predisporre nel rispetto del principio introdotto dalla legge di stabilità 2014 (art. 1, co. 6, legge n. 147/2013) che riserva l'impiego delle risorse del FSC per un importo non inferiore all'80 per cento per interventi nelle regioni del Sud;
  • la successiva ripartizione, mediante delibera del CIPE, della dotazione finanziaria complessiva del FSC tra le aree tematiche nazionali.

È data facoltà all'Autorità politica per la coesione di proporre al CIPE stesso, ai fini di una successiva deliberazione, una diversa ripartizione della dotazione tra aree tematiche nazionali ovvero la rimodulazione delle quote annuali di spesa per ciascuna area, nonché la revoca di assegnazioni dovute ad impossibilità sopravvenute, mancato rispetto dei tempi o inadempienze;

  • nelle more dell'adozione delle suddette deliberazioni, è stata data facoltà al CIPE di provvedere alla definizione e approvazione, su proposta dall'Autorità politica per la coesione, di un piano stralcio per la realizzazione di interventi di immediato avvio dei lavori (ai sensi della lettera d) dell'art. 1, comma 703, della legge 190/2014).

 

Rispetto al cronoprogramma inizialmente fissato dal comma 703 della legge n. 190/2014 - che prevedeva si potesse arrivare alla ripartizione delle risorse del Fondo già entro aprile 2015 - l'individuazione delle "aree tematiche nazionali" e la conseguente ripartizione delle risorse della dotazione finanziaria del FSC tra le suddette aree è avvenuta soltanto il 10 agosto 2016 con le delibere del CIPE n. 25 (Individuazione aree tematiche nazionali e obiettivi strategici) e n. 26 (Piano per il Mezzogiorno. Assegnazione risorse). Fino a tale data, si è proceduto come previsto dalla lettera d) del comma 703 della legge 190/2014, con l'approvazione di un piano stralcio per la realizzazione di interventi di immediato avvio dei lavori, ovvero, ai sensi della lettera e) del medesimo comma 730, con l'assegnazione definitiva da parte del CIPE, sempre su proposta dell'Autorità politica per la coesione, dei fondi destinati agli interventi già approvati con delibera del CIPE in via programmatica.

Con la recente delibera del 28 febbraio 2018, n. 26, il CIPE ha provveduto alla ridefinizione del quadro finanziario e programmatorio complessivo del Fondo (cfr. paragrafo 4).

Quanto alla gestione delle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione, la legge di stabilità per il 2015 ha introdotto disposizioni di semplificazione prevedendo la costituzione di una apposita contabilità speciale presso il Fondo di rotazione per l'attuazione delle politiche nazionali, che si è venuta ad aggiungere alle altre contabilità speciali attraverso le quali sono gestite, nell'ambito del Fondo di rotazione, anche le risorse dei Fondi strutturali (sia quelle nazionali di cofinanziamento sia quelle provenienti dall'Unione europea).

È prevista, infine, la presentazione al CIPE da parte dell'Autorità politica per la coesione, entro il 10 settembre di ogni anno, di una relazione sullo stato di avanzamento degli interventi della programmazione 2014-2020 ai fini della definizione della Nota di aggiornamento del DEF e della legge di bilancio.

ultimo aggiornamento: 29 ottobre 2018

Nel bilancio di previsione per il triennio 2018-2020 (legge n. 205/2017 e relativo D.M. Economia 28 dicembre 2017 di ripartizione delle dotazioni dei singoli programmi di spesa in capitoli), il capitolo 8000 dello stato di previsione del Ministero dell'economia, su cui sono iscritte le risorse del Fondo sviluppo e coesione, presenta una dotazione complessiva pari a 4.879 milioni di euro per il 2018, 5.727,8 milioni per il 2019 e di 6.049,8 milioni per il 2020, pressoché interamente destinate agli interventi rientranti nel nuovo ciclo di programmazione 2014-2020, ad eccezione di 670 milioni relativi al 2019 che riguardano il precedente ciclo di programmazione FSC 2007-2013 e della quota di risorse (517 milioni per il 2018 e 514,3 milioni per il 2019) destinate alla realizzazione degli interventi di riqualificazione urbana, una parte delle quali provenienti dal Fondo per il finanziamento degli investimenti e per lo sviluppo infrastrutturale (art. 1, co. 140, legge n. 232/2016).

Nel capitolo di bilancio relativo al Fondo, dunque, sono iscritte sia le risorse residuali del ciclo di programmazioni 2007-2013, a suo tempo autorizzate dall'articolo 1, comma 863, della legge finanziaria per il 2007 ( legge n. 296/2006) (Piano di gestione 04), sia le risorse destinate al ciclo 2014-2020, autorizzate dall'articolo 1, comma 6, della legge di stabilità 2014 ( legge n. 147/2013) (PG 08), sia quelle destinate al finanziamento degli interventi del programma straordinario per la riqualificazione urbana (PG 10).

 

Nella Tabella che segue sono esposte le risorse del Fondo sviluppo e coesione iscritte in bilancio per il triennio 2018-2020, con indicazione, nell'ultima colonna, dell'importo complessivo dell'autorizzazione di spesa che sarà iscritto in bilancio per gli anni 2021 e successivi, per complessivi 48 miliardi di euro circa:

MISSIONE: SVILUPPO E RIEQUILIBRIO TERRITORIALE
Programma: Sostegno alle politiche per lo sviluppo e la coesione economica
MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE (cap. 8000)

(milioni di euro)

2018

2019

2020

2021 e ss

Quota 2007-2013 (L. 296/2006)

-

670,0

-

-

Quota 2014-2020 (L. 147/2013)

4.362,0

4.543,5

6.049,8

31.266,6

Riqualificazione urbana  (quota FSC 2014-2020 + quota Fondo investimenti)

517,0

514,3

-

-

Fondo per lo sviluppo e la coesione

4.879,0

5.727,8

6.049,8

31.266,6

3.1 Le risorse residue del ciclo di programmazione 2007-2013

Per il periodo di programmazione 2007-2013, le risorse dell'allora Fondo per le aree sottoutilizzate (FAS) sono state autorizzate dall'articolo 1, comma 863, della legge finanziaria per il 2007 (legge n. 296/2006), per un importo complessivo pari a 64,379 miliardi di euro. La programmazione di tali risorse è stata adottata dal CIPE con delibera n. 166 del 21 dicembre 2007. Nel corso degli anni successivi, tuttavia, le risorse del Fondo per il ciclo 2007-2013 sono state spesso utilizzate a copertura sia delle manovre di finanza pubblica sia di oneri specifici recati da numerosi provvedimenti legislativi, alcuni dei quali non strettamente correlati agli interventi nelle aree sottoutilizzate. Le riduzioni delle risorse della programmazione 2007-2013 intervenute negli anni dal 2008 al 2013 ammontano a 31,8 miliardi.

Tra le riduzioni di risorse del ciclo 2007-2013 utilizzate a copertura delle manovre di bilancio si ricordano, in particolare, quelle dell' articolo 60, comma 1, del D.L. n. 112 del 2008 ( -8 miliardi), dell' articolo 2 del D.L. n. 78 del 2010 ( -3,2 miliardi), del D.L. n. 98 del 2011 ( -7,6 miliardi), della tabella E della legge di stabilità 2012 ( -7,6 miliardi).

Sulla base delle assegnazioni effettuate dal CIPE nel corso degli anni, in bilancio residuano risorse del ciclo di programmazione 2007-2013 pari a 670 milioni per il 2019.

3.2 Le risorse per il ciclo di programmazione 2014-2020

Per il ciclo di programmazione2014-2020, la dotazione aggiuntiva del Fondo per lo sviluppo e la coesione è stata autorizzata dall'articolo 1, comma 6, della legge di stabilità 2014 (legge n. 147/2013) nella misura complessiva di 54.810 milioni.

La norma ne ha disposto l'iscrizione in bilancio nel limite dell'80 per cento (43.848 milioni). La restante quota del 20 per cento (10.962 milioni) è stata iscritta in bilancio, con riferimento agli anni 2020-2025, con la legge di bilancio 2017-2019 (legge n. 232/2016), estendendo quindi il profilo finanziario pluriennale del Fondo Sviluppo e coesione all'anno 2025, in luogo del precedente limite riferito all'anno 2023. La legge di bilancio per il 2018-2020 (legge n. 205/2017) ha disposto, con la Sezione II, il rifinanziamento del Fondo di 5 miliardi per il 2021 e annualità seguenti.

Nel complesso, quindi, la dotazione del Fondo per lo sviluppo e la coesione per la programmazione 2014-2020 è pari a 59.810 milioni di euro.

3.3 Le risorse per la riqualificazione urbana e sicurezza delle periferie

Nell'ambito della dotazione del Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020, vi è una quota di risorse destinata al finanziamento del Programma straordinario per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie, ai sensi dell'art. 1, comma 141, della legge di bilancio per il 2017 (legge n. 232/2016).

Tale norma ha espressamente disposto una preallocazione delle risorse del FSC 2014-2020 al fine di garantire il completo finanziamento dei progetti selezionati nell'ambito del suddetto Programma straordinario, già previsto e finanziato dall'art. 1, commi 974-978, della legge n. 208/2015 per 500 milioni di euro per il 2016 (allocata sul capitolo 2097 del Ministero dell'economia e delle finanze).

In attuazione di tale disposizione, il CIPE ha assegnato al "Programma straordinario periferie" l'importo complessivo di 761,3 milioni (di cui 260 milioni di euro per il 2017, 247 milioni del 2018 e 254,3 milioni del 2019 (ciò ha comportato lo spostamento di 260 milioni di euro per il 2017, 247 milioni del 2018 e 254,3 milioni del 2019 dal piano di gestione n. 8 del cap. 8000/MEF all'apposito piano di gestione n. 10), ripartite per 603,9 milioni in favore delle città e dei comuni del Mezzogiorno e per 157,4 milioni in favore del Centro Nord (CIPE n. 3/2017 e n. 72/2017).

A tali risorse si sono poi aggiunte quelle assegnate in sede di ripartizione del Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale (istituito, si rammenta, dell'art. 1, co. 140, della legge di bilancio 2017 con un dotazione di risorse di oltre 47 miliardi per il periodo dal 2017 al 2032) che ha assegnato al Programma periferie 800 milioni di euro (di cui 270 milioni per ciascuno degli anni 2017 e 2018 e 260 milioni per il 2019), che sono state a tal fine trasferite sul Fondo Sviluppo Coesione (con il D.P.C.M. 29 maggio 2017).

ultimo aggiornamento: 29 ottobre 2018

A valere sulla dotazione complessiva del Fondo Sviluppo e Coesione per il periodo di programmazione 2014-2020, pari a 59.810 milioni di euro, risultano assegnazioni alla data del 28 febbraio 2018 - come esposto nella delibera CIPE in pari data n. 26/2018 (recante la Ridefinizione del quadro finanziario e programmatorio complessivo del FSC, a seguito dei successivi rifinanziamenti del Fondo e degli utilizzi intervenuti nel tempo) - pari a 59.470 milioni di euro, disposte nel corso degli anni dal 2014 al 2018 in via legislativa ovvero con delibere CIPE, e precisamente:

  • dal 2014 al 2017, assegnazioni per un totale di 55.332,8 milioni di euro (di cui 8.626,9 milioni assegnati mediante riduzioni ovvero preallocazioni disposte per legge e 46.705,9 milioni assegnati mediante delibere CIPE);
  • nel 2018, assegnazioni per 4.138 milioni, disposte con delibere CIPE approvate nella medesima seduta del 28 febbraio 2018.

 

Pertanto, alla data del 28 febbraio 2018, risultano disponibilità residue del FSC 2014-2020 pari a 339,2 milioni di euro, come indicato dalla delibera n. 26/2018. Circa tali disponibilità residue, la delibera n. 26/2018 precisa che l'importo effettivamente disponibile sarà ridefinito all'esito di approfondimenti istruttori riguardanti le coperture finanziarie dei Patti territoriali per il centro-nord a valere sul FSC 2014-2020.

In merito a tali disponibilità, si segnala peraltro che, da ultimo, l'articolo 26 del D.L. n. 119 del 2018 (c.d. decreto fiscale) ha utilizzato 300 milioni di euro del FSC 2014-2020 a parziale copertura degli oneri derivanti dal finanziamento del Fondo di garanzia per le PMI di 735 milioni di euro.

Più in particolare, i 59,470 miliardi finora assegnati risultano così programmati, come riportato nella delibera CIPE n. 26/2018 (Tabella 3):

  1. per circa 8,6 miliardi mediante riduzioni ovvero preallocazioni disposte per legge negli anni 2014-2017;
  2. per circa 6,3 miliardi di euro mediante Piani stralcio, approvati dal CIPE nel corso degli anni 2014-2017, ai sensi della procedura prevista dalla lettera d) dell'art. 1, comma 703, della legge n. 190/2014;
  3. per circa 24,9 miliardi assegnati ai Piani Operativi come individuati nell'ambito di ciascuna area tematica, secondo la programmazione disposta con la delibera n. 25/2016 e successivi Addendum;
  4. per circa 14,5 miliardi destinati ai Piani Territoriali, di cui 13,4 miliardi destinati ai Patti per il Sud (delibera n. 26/2016) e per circa 1,1 miliardi destinati ai Patti per il Centro-Nord (delibere n. 56/2016, n. 75/2017 e n. 76/2017);
  5. per circa 5 miliardi relativi ad ulteriori assegnazioni disposte dal CIPE nel 2018, di cui in base a previsioni di legge (per 2,4 miliardi) ovvero per altri interventi (2,6 miliardi).

 

Le suddette assegnazioni sono state effettuate dal CIPE nel rispetto delle specifiche aree tematiche a cui sono destinate le risorse del Fondo Sviluppo e Coesione, in linea con quanto previsto dalla legge di stabilità per il 2015 (art. 1, commi 703-706, legge n. 190/2014) che ha disposto l'impiego della dotazione finanziaria del Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020 per obiettivi strategici relativi ad aree tematiche nazionali, individuate dall'Autorità politica per la coesione in coerenza con la programmazione delle risorse dei Fondi strutturali e di Investimento europei.

Le aree tematiche di interesse del FSC sono state individuate con la delibera n. 25 del 10 agosto 2016, che ha altresì provveduto a ripartire tra esse la dotazione finanziaria del FSC allora disponibile (si trattava di 38.716,1 milioni di euro, derivanti dalla differenza tra la dotazione iniziale del Fondo iscritta in bilancio (43.848 milioni) e l'importo delle riduzioni operate ex lege negli anni 2014-2015 (5.131,9 milioni). Oltre alle riduzioni disposte nel corso degli anni 2014 e 2015, ad opera di disposizioni legislative che hanno utilizzato le risorse del FSC 2014-2020 a copertura degli oneri da esse stesse recati (per 4.780,9 milioni), la delibera n. 25 considera altresì la riduzione di 351 milioni di euro, quale copertura della quota parte della riduzione delle risorse della programmazione 2007-2013 disposta dalla legge di stabilità 2015, in Tabella E, per 463,7 mln per il 2015. Poiché è successivamente risultato che parte di esse non fossero disponibili in quanto già impegnate per specifici interventi, la riduzione è stata posta a valere sul FSC 2014-2020 per un importo di 351 mln, come indicato nella premessa della delibera n. 25 del 2016.

Alla luce dei successivi rifinanziamenti del Fondo – conseguenti all'iscrizione in bilancio dei 10.962 milioni della quota residuale del 20 per cento inizialmente accantonata (legge di bilancio 2017) e al rifinanziamento di 5 miliardi per il 2021 e seguenti (disposto dalla legge di bilancio 2018) - con la delibera n. 26 del 28 febbraio 2018, il CIPE ha provveduto all'aggiornamento del riparto finanziario tra le aree tematiche, rispetto al quanto indicato nella citata delibera n. 25 del 2016, ridefinendo l'importo complessivo in 54.678,1 milioni di euro (pari alla somma dei 38.716,10 milioni di euro inizialmente ripartiti e delle due successive dotazioni del Fondo, rispettivamente di 10.962 milioni di euro e 5.000 milioni di euro) come indicato nella tabella seguente:

 

Aree tematiche

Delibera n. 25/2016

Delibera n. 26/2018

Infrastrutture

21.422,86

30.810,22

Ambiente

7.505,95

8.806,38

3.a.

Sviluppo economico e produttivo

5.887,16

9.622,18

3.b.

Agricoltura

546,31

538,91

Turismo, cultura e valorizzazione risorse naturali

2.222,13

3.327,69

 

Occupazione, inclusione sociale e lotta alla povertà, istruzione e formazione

376,10

 

727,36

 

Rafforzamento PA

29,75

120,14

Fondo riserva non tematizzato

725,84

725,22

 

TOTALE

38.716,10

54.678,10

N.B.     Nell'importo complessivo ripartito per aree tematiche (54.678,1 milioni) non sono ricompresi i 5.131,9 milioni di euro delle riduzioni del FSC operate ex lege negli anni 2014-2015, in quanto già scorporate dalla precedente delibera n. 25/2016.

 

L'importo è ripartito tra le due macroaree territoriali secondo la chiave di riparto 80% al Mezzogiorno e 20% al Centro-Nord (con applicazione di alcuni correttivi necessari per tenere conto di esigenze compensative nei riguardi di alcune regioni).

 

Nei paragrafi successivi sono analizzate le assegnazioni delle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione che sono state disposte nel corso degli anni (dal 2014 al 2018) distintamente per le assegnazioni disposte in via legislativa, ovvero operate dal CIPE con delibere riconducibili al c.d. Piano Stralcio, ovvero operate del CIPE in sede di ripartizione del Fondo (Piani Operativi e Patti territoriali), ai sensi del comma 703 della legge n. 190/2014.

a)    Assegnazioni ovvero utilizzi disposti in via legislativa negli anni dal 2014 al 2017

A valere sulla dotazione complessiva del Fondo, negli anni dal 2014 al 2017 sono state disposte assegnazioni per un totale di 8.626,9 milioni mediante riduzioni ovvero preallocazioni disposte per legge (l'elencazione delle singole norme è riportata nel focus seguente).

In particolare, nel corso degli anni 2014 e 2015, le risorse del FSC 2014-2020 sono state utilizzate a copertura di oneri legislativi per un totale complessivo di 5.131,9 milioni (di cui 546,5 milioni per il 2015, 519,8 milioni per il 2016, 1.423,3 milioni per il 2017 e 2.642,3 milioni per il 2018 e anni successivi). Nei medesimi anni, ulteriori utilizzi delle risorse del FSC sono stati disposti, sempre in via legislativa, per un importo pari a 2.598 milioni, conseguenti a preallocazioni disposte per legge.

Nel 2017 le risorse del Fondo sono state ridotte per legge per importi assai inferiori, pari a circa 896 milioni di euro.

b)    Il Piano stralcio

Nelle more dell'adozione della delibera di ripartizione per aree tematiche, nel periodo dal 2014 al 2016, il CIPE ha approvato diverse assegnazioni riconducibili al "Piano stralcio" previsto dalla lettera d) dell'art. 1, comma 703, della legge n. 190/2014, per un importo complessivo di 6,3 miliardi (l'elencazione delle singole delibere è riportata nel focus seguente).

c)    Assegnazione ai Piani Operativi

Al netto delle assegnazioni già disposte riconducibili alle aree tematiche nell'ambito del predetto "Piano stralcio" ovvero con le preallocazioni disposte per via legislativa - che nel complesso hanno assorbito circa 15 miliardi di euro (rispettivamente, 8,6 e 6,3 miliardi) – con la delibera 10 agosto 2016, n. 25 il CIPE ha destinato, a valere sulle risorse FSC 2014-2020 allocate per area tematica, 15,2 miliardi ai Piani Operativi afferenti ad alcune aree tematiche di interesse del Fondo Sviluppo e Coesione, finalizzate ai seguenti settori di intervento di ciascuna area tematica:

Alla effettiva assegnazione delle risorse ai singoli Piani operativi il CIPE ha poi provveduto con le successive delibere da 52 a 55 del 1° dicembre 2016.

Rispetto a quanto programmato con la delibera n. 25/2016 - alla luce del nuovo quadro finanziario aggiornato della ripartizione delle risorse del FSC 2014-2020 tra le aree tematiche di interesse del Fondo, che tiene conto delle dotazioni intervenute in tempi successivi a valere sul Fondo stesso, esposto nella delibera n. 26/2018 – con successive delibere del CIPE, a partire da dicembre 2017, si è provveduto ad integrare la dotazione finanziaria dei singoli programmi Operativi già approvati (c.d. Addendum ai Piani Operativi) ovvero ad approvare nuovi Piani Operativi afferenti le ulteriori aree tematiche di interesse del FSC.

In particolare, si è intervenuti con le seguenti delibere:
  • Del. n. 98/2017: primo Addendum al Piano operativo "Infrastrutture" (5.431 milioni);
  • Del. n. 99/2017: primo Addendum al Piano operativo "Ambiente" (116,4 milioni);
  • Del. n. 101/2017: primo Addendum al Piano operativo "Imprese e Competitività" (18 milioni);
  • Del. n. 10/2018: approvazione del  Piano Operativo "Cultura e turismo", con una dotazione di 740 milioni;
  • Del. n. 11/2018: secondo Addendum al Piano operativo "Ambiente" (782 milioni);
  • Del. n. 12/2018: secondo Addendum al Piano operativo "Infrastrutture" (934,4 milioni);
  • Del. n. 13/2018: primo Addendum al Piano operativo "Agricoltura" (12,6 milioni),
  • Del. n. 14/2018: secondo Addendum al Piano operativo "Imprese e competitività" (1.080 milioni);
  • Del. n. 15/2018: approvazione del Piano Operativo "Salute", con una dotazione di 200 milioni;
  • Del. n. 16/2018: approvazione del Piano Operativo "Sport e periferie", con una dotazione di 250 milioni;
  • Del. n. 48/2017: approvazione del Piano Operativo " Rafforzamento del sistema conti pubblici territoriali (CPT)", con una dotazione di 16,8 milioni.

 

Nel complesso, come riportato nella delibera n. 26/2018 (Tabella 3), ai Piani Operativi risultano assegnati complessivi 24.851,2 milioni di euro.

Di seguito si riepilogano le risorse complessivamente assegnate ai suddetti Piani Operativi:

(*)    Si ricorda che il Piano "Cultura e turismo" è stato inizialmente finanziato nell'ambito del c.d. Piano Stralcio, adottato ai sensi della lettera d) del comma 703 della legge n. 190/2014, con la delibera n. 3/2016 ( 1.000 milioni di euro). La dotazione del Piano Stralcio "Cultura e Turismo" è stata successivamente integrata con la delibera n. 100/2017 – Primo Addendum ( 30,4 milioni). Con la delibera n. 10/2018, indicata in tabella, il CIPE ha approvato il Piano Operativo «Cultura e Turismo», ad integrazione e rafforzamento del Piano stralcio e relativo Addendum già approvati con le citate delibere n. 3 del 2016 e n. 100 del 2017.
(**)   Nella delibera n. 26/2018, nella dotazione del Piano Operativo "Salute" viene ricompreso anche lo stanziamento di 70 milioni di euro destinato ad interventi prioritari di edilizia sanitaria, approvato con delibera CIPE n. 107/2017.
d)    I Patti territoriali

Con la delibera 10 agosto 2016, n. 26 il CIPE ha assegnato, a valere sulle risorse FSC 2014-2020 allocate per area tematica, 13.412 milioni alle regioni e alle città metropolitane del Mezzogiorno per l'attuazione di interventi da realizzarsi mediante appositi Accordi interistituzionali denominati «Patti per il Sud».

Il c.d. Masterplan per il Mezzogiorno, adottato nel novembre 2015, il Governo ha definito gli obiettivi, le modalità e gli strumenti per una politica per il Mezzogiorno, da realizzare attraverso un nuovo strumento di cooperazione territoriale interistituzionale.
Con i Patti per il Sud - firmati dal Presidente del Consiglio o dall'autorità delegata per la coesione e dal Presidente della regione o sindaco della città metropolitana - le Amministrazioni interessate hanno definito le linee strategiche per lo sviluppo del proprio territorio; effettuato una ricognizione degli strumenti e delle risorse a disposizione; individuato gli interventi prioritari da realizzare; definito il costo e le risorse ad esso destinate; indicato la governance del processo. A tal fine, il singolo patto considera il complesso delle risorse disponibili, provenienti dai PON e POR dei Fondi strutturali (FESR e FSE) 2007-2013, dal Fondo Sviluppo e Coesione per la programmazione 2007-2013, nonché dai PON e POR dei Fondi strutturali (FESR e FSE) 2014-2020, dai fondi di cofinanziamento regionale e dal Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020, oltre a eventuali finanziamenti specifici.

 

I 15 Patti per il Sud - uno per ognuna delle 8 Regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna) e uno per ognuna delle 7 Città Metropolitane (Napoli, Bari, Reggio Calabria, Palermo, Catania, Cagliari e Messina) – sono stati sottoscritti nel periodo aprile-novembre 2016.

Rispetto alla ripartizione inizialmente disposta con la delibera n. 26/2016, la dotazione dei alcuni Patti è stata integrata con successive delibere CIPE, a valere sulle risorse del FSC 2014-2020, iscritte nel bilancio dello Stato con la legge n. 232/2016 (legge di bilancio 2017)

(euro)

Patto

Sottoscrizione

Risorse FSC

Regioni

 

 

Campania

24 aprile 2016

2.780.200.000

Calabria

30 aprile 2016

1.198.700.000

Basilicata

2 maggio 2016

565.200.000

Abruzzo

17 maggio 2016

753.100.000

Molise

26 luglio 2016

(Del. CIPE n. 95/2017)

378.000.000

44.000.000*

Sardegna

29 luglio 2016

1.509.600.000

Puglia

10 settembre 2016

2.071.500.000

Sicilia

10 settembre 2016

2.320.000.000

Città metropolitane

 

 

Reggio Calabria

30 aprile 2016

133.000.000 

Catania

30 aprile 2016

332.000.000

Palermo

30 aprile 2016

332.000.000

Bari

17 maggio 2016

230.000.000

Napoli

26 ottobre 2016

308.000.000

Messina

22 ottobre 2016

332.000.000

Cagliari

17 novembre 2016

168.000.000

Totale

 

13.455.300.000*

*     Per le Regioni Abruzzo, Molise e Puglia l'assegnazione finanziaria sopra indicata comprende rispettivamente, per 0,674 milioni di euro (Regione Abruzzo), 9,55 milioni di euro (Regione Molise) e 57,728 milioni di euro (Regione Puglia) la copertura del fabbisogno finanziario degli interventi ancora da completare alla data del 31 dicembre 2015, relativi alla programmazione 2007-2013, interventi che sono conseguentemente inseriti nell'ambito del patto per il sud relativo a ciascuna regione.

Ai fini della ricognizione e dell'aggiornamento sull'andamento dei patti per il Sud stipulati dal Governo con le Regioni del Mezzogiorno e con le città metropolitane del Sud, si veda il Rapporto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, aggiornato al 13 dicembre 2016.

I primi dati di monitoraggio sono stati forniti dal Ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno a maggio 2017.

Nel corso del 2016, il Governo ha altresì sottoscritto ulteriori Patti/Intese con le Regioni e le Città Metropolitane del Centro-nord, in relazione ai quali sono già intervenute alcune assegnazioni del CIPE (delibera n. 56/2016), per un importo complessivo di risorse pari a 1.882,2 milioni di euro.

Va peraltro segnalato che per il Lazio e la Lombardia, le assegnazioni effettive ai Patti di sviluppo sono da considerarsi al netto delle risorse già assegnate a tali regioni nell'ambito dei Piani Operativi Infrastrutture ed Ambiente. Pertanto, le nette complessive ai patti per il Centro-Nord sono pari a 905 milioni di euro.

(euro)

Patto

Sottoscrizione

Risorse FSC 2014-2020

Regioni e città metropolitane

 

 

Lazio

20 maggio 2016

723.5000.000
(effettivi: 113.700.000)

Lombardia

25 novembre 2016

718.700.000
(effettivi: 351.300.000)

Milano

13 settembre 2016

110.000.000

Firenze

5 novembre 2016

110.000.000

Genova

26 novembre 2016

110.000.000

Venezia

26 novembre 2016

110.000.000

Totale

 

905.000.000

ultimo aggiornamento: 29 ottobre 2018

La tabella che segue riporta la programmazione delle risorse disponibili del Fondo sviluppo e coesione 2014-2020, derivanti a seguito delle riduzioni operate per effetto delle prededuzioni operate in via legislativa, evidenziando sia le disposizioni legislative che hanno effettuato una riserva di assegnazione delle risorse del FSC 2014-2020, che dovranno poi essere formalizzata dal CIPE con apposita delibera, sia le assegnazioni effettuate dal CIPE direttamente in sede di riparto delle risorse del fondo medesimo.

ultimo aggiornamento: 29 ottobre 2018
 
focus
 
dossier
 
temi di Politiche di coesione