tema 27 giugno 2019
Studi Camera - Istituzioni Pubblica amministrazione L'informatizzazione delle pubbliche amministrazioni

L'informatizzazione delle amministrazioni pubbliche è tra i temi centrali degli ultimi anni, anche al fine di dare piena attuazione all'agenda digitale europea. 

Nella Relazione 2018 del Team per la trasformazione digitale nella pubblica amministrazione si enucleano alcune raccomandazioni rivolte al Governo per proseguire lungo la strada tracciata in sede di programmazione: le raccomandazioni riguardano in particolare la governance, le risorse, il procurement dei servizi tecnologici per la p.a. Nel marzo 2019 è stato approvato il Piano triennale per l'informatica nella pubblica amministrazione 2019-2021 che ha definito le linee operative di sviluppo dell'informatica pubblica. Tra i requisiti strategici da soddisfare, viene considerato prioritario il principio del "digital by default", ovvero "digitale per definizione": le pubbliche amministrazioni devono fornire servizi digitali come opzione predefinita,

Sotto il profilo normativo, è stato oggetto di aggiornamento il codice dell'amministrazione digitale (CAD) nel cui ambito è stata, tra l'altro, istituita la figura del Commissario straordinario per l'attuazione dell'Agenda digitale, chiamato ad operare fino al 2020. I principi alla base del nuovo codice si fondano sull'esigenza di garantire in materia di erogazione di servizi da parte delle pubbliche amministrazioni, il diritto di accesso dei cittadini e delle imprese ai dati, documenti e servizi di loro interesse in modalità digitale nonché la semplificazione dell'accesso ai servizi alla persona, riducendo la necessità di accesso fisico agli uffici pubblici. 

  In sede parlamentare è in corso di esame presso la I Commissione della Camera una proposta di legge volta a potenziare l'utilizzo della carta di identità elettronica (CIE) come strumento di accertamento dell'identità del cittadino e di accesso del cittadino stesso ai servizi in rete. Sotto altro profilo, la legge di bilancio 2019 ha dato la facoltà al Ministero dell'interno di stipulare convenzioni per la gestione e il rilascio della carta d'identità elettronica con soggetti dotati di determinati requisiti, nel limite di spesa di 750 mila euro a decorrere dal 2019. L a legge di bilancio 2019 ha altresì autorizzato assunzioni a tempo indeterminato per il personale dell'Agenzia per l'Italia digitale. Disposizioni per lo sviluppo e la gestione dei servizi digitali della p.a. sono inoltre recate dal "decreto-legge crescita" (DL 34/2019). Infine, nel mese di giugno 2019, sono stati approvati dalla I Commissione atti di indirizzo che impegnano il Governo ad assumere ogni iniziativa per il completamento in tempi brevi dell'Anagrafe nazionale della popolazione residente (Anpr).

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Il potenziamento della CIE: la pdl A.C. 432

La proposta di legge A.C. 432 (on. Fragomeli ed altri) è volta a potenziare l'utilizzo della carta di identità elettronica (CIE) come strumento di accertamento dell'identità del cittadino e di accesso del cittadino stesso ai servizi in rete.

In particolare, si definisce la CIE quale strumento che assicura al massimo livello di sicurezza il riconoscimento dell'identità fisica e digitale del cittadino e si prescrive di dotare le autorità di pubblica sicurezza degli strumenti informatici necessari per garantire l'immediato riconoscimento della persona (articolo 1).

Inoltre si prevede che la CIE diventi lo strumento preferenziale di identificazione di una serie di soggetti, quali:

  • esercenti attività finanziaria (articolo 2);
  • professionisti e revisori contabili (articolo 3);
  • soggetti addetti al recupero crediti, alla custodia e al trasporto di valori, addetti alla mediazione mobiliare (articolo 4);
  • operatori delle comunicazioni (articolo 5).

La proposta di legge prevede poi che anche l'accesso a siti sensibili, quali porti, aeroporti e stazioni ferroviarie possa avvenire tramite CIE (articolo 6), così come l'accesso al luogo di lavoro dei dipendenti pubblici, in sostituzione della timbratura. In quest'ultimo caso la CIE può essere utilizzata anche ai fini della verifica della effettiva presenza in servizio del lavoratore (articolo 7). Si ricorda, in proposito che la legge 56/2019 (art. 2) recante interventi per la concretezza delle azioni pubbliche amministrative e la prevenzione dell'assenteismoprevede l'introduzione di sistemi di verifica biometrica dell'identità e di videosorveglianza degli accessi (in sostituzione di quelli di rilevazione automatica attualmente in uso) per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche (con esclusione del personale in regime di diritto pubblico e dei dipendenti titolari di un rapporto agile), ai fini della verifica dell'osservanza dell'orario di lavoro.

Infine, si stabilisce che i servizi in rete erogati da soggetti pubblici o privati debbano essere compatibili con i sistemi di sicurezza realizzati tramite la CIE (articolo 8).

Le convenzioni per il rilascio della CIE: la legge di bilancio 2019

L'articolo 1, comma 811 della legge di bilancio 2019 (L. 145/2018) integra la disposizione di cui all'art. 7-vicies ter, comma 2-bis del D.L. 43/2005, al fine di consentire al Ministero dell'interno di stipulare convenzioni ai fini della riduzione degli oneri amministrativi e di semplificazione delle modalità di richiesta, gestione e rilascio della carta d'identità elettronica, nel limite di spesa di 750 mila euro a decorrere dal 2019.

Il citato comma 2-bis dell'art. 7-vicies ter, del D.L. 43/2005 dispone che l'emissione della carta d'identità elettronica è riservata al Ministero dell'interno, che vi provvede nel rispetto delle norme di sicurezza in materia di carte valori, di documenti di sicurezza della Repubblica e degli standard internazionali di sicurezza. Inoltre affida  ad un decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione ed il Ministro dell'economia, sentita l'Agenzia per l'Italia digitale, il Garante per la protezione dei dati personali e la Conferenza Stato-città autonomie locali, la definizione delle caratteristiche tecniche, le modalità di produzione, di emissione, di rilascio della carta d'identità elettronica, nonché di tenuta del relativo archivio informatizzato. Tale decreto è stato adottato con decreto del Ministero dell'interno del 23 dicembre 2015.

In base al D.M. 23 dicembre 2015 le funzioni per lo svolgimento delle attività di produzione, distribuzione, gestione e supporto all'utilizzo della CIE vengono svolte dal Ministero dell'interno, dal Ministero dell'economia e delle finanze, dai comuni, dai consolati e dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

La disposizione in esame introduce lo strumento convenzionale con la finalità di ridurre gli oneri amministrativi e semplificare le modalità di richiesta, gestione e rilascio della carta d'identità elettronica. Le convenzioni possono essere stipulate con soggetti che abbiano i seguenti requisiti:

  • siano dotati di una rete di sportelli diffusa su tutto il territorio nazionale;
  • siano Identity provider;
  • abbiano la qualifica di Certification Authority accreditata dall'Agenzia per l'Italia Digitale.
 
Nell'ambito del Sistema pubblico di identità digitale (SPID), gli Identity provider sono soggetti privati accreditati dall'Agenzia per l'Italia digitale (AgID) che, nel rispetto delle regole emesse dall'Agenzia, forniscono le identità digitali SPID per l'accesso ai servizi delle pubbliche amministrazioni e gestiscono l'autenticazione degli utenti.
L'elenco degli Identity provider accreditati è pubblicato sul sito dell'AgID. Sono otto operatori privati: Aruba, Infocert, Namirial, Poste Italiane, Register.it, Sielte, TIM, Intesa.
Ai sensi del DM 23 dicembre 2015, sulle modalità tecniche di emissione della CIE, per Certification Authority si intende la struttura del Centro nazionale dei servizi demografici che emette i certificati di autenticazione in rete, componente della piattaforma e dell'infrastruttura per l'emissione della CIE.

 

In base alla formulazione della disposizione, le procedure affidate ai soggetti privati convenzionati non sono definite dalla legge, in quanto si rimanda ad una definizione da parte della convenzione.

La disposizione infatti, prevede che «gli addetti alle procedure definite dalla convenzione sono incaricati di pubblico servizio e sono autorizzati a procedere all'identificazione degli interessati con l'osservanza delle disposizioni di legge o di regolamento in vigore per gli addetti alla ricezione delle domande, dichiarazioni o atti destinati alle pubbliche amministrazioni».

La definizione di "incaricati di pubblico servizio", che implica il riconoscimento della natura pubblicistica delle attività assegnate ai soggetti convenzionati, determina l'applicabilità delle forme di tutela e di responsabilità penale previste nel nostro ordinamento per tali soggetti, nonché delle altre disposizioni relative all'attività amministrativa riconducibili allo svolgimento di un pubblico servizio.

 

Si ricorda, in proposito, che la nozione di incaricato di pubblico servizio è contenuta nell'art. 358 del codice penale, in base al quale, agli effetti della legge penale, sono incaricati di un pubblico servizio coloro i quali, a qualunque titolo, prestano un pubblico servizio. Per pubblico servizio deve intendersi un'attività disciplinata nelle stesse forme della pubblica funzione, ma 

caratterizzata dalla mancanza dei poteri tipici di quest'ultima, e con esclusione dello svolgimento di semplici mansioni di ordine e della prestazione di opera meramente materiale. La giurisprudenza di legittimità ha chiarito in proposito che "al fine di individuare se l'attività svolta da un soggetto possa essere qualificata come pubblica, ai sensi e per gli effetti di cui agli artt. 357 e 358 c.p., ha rilievo esclusivo la natura delle funzioni esercitate, che devono essere inquadrabili tra quelle della P.A. Non rilevano, invece, la forma giuridica dell'ente e la sua costituzione secondo le norme di diritto pubblico, né lo svolgimento della sua attività in regime di monopolio, né tanto meno il rapporto di lavoro subordinato con l'organismo datore di lavoro" (Cass. n. 17109/2011).

 

Gli stessi sono inoltre autorizzati per legge a procedere all'identificazione degli interessati nel rispetto delle disposizioni di legge e di regolamento vigenti.

 

Per quanto riguarda gli importi da corrispondere da parte del richiedente la carta di identità elettronica si rinvia ai corrispettivi previsti nel decreto predisposto ai sensi dell'articolo 7-vicies quater, comma 1, del D.L. n. 7/2005. I soggetti convenzionati riversano i corrispettivi delle carte d'identità elettroniche rilasciate, comprensivi dell'IVA, e trattengono i diritti fissi e di segreteria.

 

Il comma 812 apporta alcune modifiche conseguenziali al codice dell'amministrazione digitale (CAD), stabilendo che le caratteristiche e le modalità per il rilascio della carta d'identità elettronica sono definite non con D.P.C.M., come previsto dall'art. 66, comma 1, del D.Lgs. n. 82/2005, ma ai sensi del citato comma 2-bis dell'art. 7-vicies ter del D.L. n. 7/2005, che viene integrato dal precedente comma 472.

La disposizione richiamata rinvia, anche dopo le modifiche introdotte, ad un decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione ed il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita l'Agenzia per l'Italia digitale, il Garante per la protezione dei dati personali e la Conferenza Stato-città autonomie locali, per la definizione delle caratteristiche tecniche, delle modalità di produzione, di emissione, di rilascio della carta d'identità elettronica, nonché di tenuta del relativo archivio informatizzato.

ultimo aggiornamento: 11 aprile 2019

Il D.L. 135/2018 (c.d. decreto semplificazioni) ha trasferito, a partire dal 1° gennaio 2020, al Presidente del Consiglio dei ministri le funzioni del Commissario straordinario per l'attuazione dell'Agenda digitale (art. 8).

 

La figura del Commissario straordinario per l'attuazione dell'Agenda digitale è stata introdotta dal decreto legislativo n. 179 del 2016, di modifica del Codice dell'amministrazione digitale (CAD) che ha previsto (art. 63) che il Presidente del Consiglio dei ministri possa nominare, per un periodo non superiore a tre anni, con proprio decreto un Commissario straordinario con funzioni di coordinamento operativo dei soggetti pubblici, anche in forma societaria, operanti nel settore delle tecnologie dell'informatica e della comunicazione e rilevanti per l'attuazione degli obiettivi dell' Agenda digitale italiana, in coerenza con gli obiettivi dell'Agenda digitale europea. Con il decreto del presidente del Consiglio dei ministri 16 settembre 2016 Diego Piacentini è stato nominato Commissario straordinario per l'attuazione dell'Agenda digitale per due anni.
In precedenza, in materia è intervenuto il D.L. 91/2018 che ha abrogato la disposizione che prevedeva che al Commissario straordinario non fosse dovuto alcun compenso per l'espletamento dell'incarico (art. 13- ter, comma 1, del D.L. 91/2018 che ha soppresso il comma 9 dell'art. 63 del D.Lgs. 179/2016).

 

Il D.L. 135/2018 prescrive che la Presidenza del Consiglio si avvarrà, per le nuove funzioni acquisite, di un contingente di esperti (a disposizione della propria struttura), in possesso di specifica ed elevata competenza e di "significativa" esperienza in materia tecnologica e di gestione di processi complessi, compreso lo sviluppo di programmi e piattaforme digitali con diffusione a larga scala. Questi esperti sono da nominare secondo la disciplina (di cui all'articolo 9 del decreto legislativo n. 303 del 1999) del conferimento degli incarichi presso la Presidenza del Consiglio. Il numero, le qualificazioni richieste e i compensi degli esperti sono da determinarsi con apposito D.P.C.M.

Contestualmente, viene prolungato il mandato del Commissario straordinario per l'attivazione dell'Agenda digitale al 31 dicembre 2019, il quale sarebbe scaduto il 15 settembre 2019 (si veda il D.P.C.M. 25 ottobre 2018 che ha nominato il Commissario in carica, Luca Attias).

Per l'esercizio delle nuove funzioni attribuite alla Presidenza del Consiglio viene posto uno stanziamento di 6 milioni annui, a decorrere dal 2020.

 

Il medesimo articolo 8 del D.L. 135/2018 trasferisce, dall'Agenzia per l'Italia Digitale alla Presidenza del Consiglio dei ministri, i compiti relativi alla piattaforma tecnologica per l'interconnessione e l'interoperabilità tra le pubbliche amministrazioni e i prestatori di servizi di pagamento. Tale piattaforma è dedicata all'effettuazione di pagamenti con modalità informatiche che devono essere obbligatoriamente accettati dalle pubbliche amministrazioni dai gestori di servizi pubblici dalle società a controllo pubblico. A tale fine si prevede la costituzione, entro 120 giorni dall'entrata in vigore del decreto-legge, di una società per azioni interamente partecipata dallo Stato per lo svolgimento delle suddette attività. Al Presidente del Consiglio dei ministri sono attribuite le funzioni di indirizzo, coordinamento e supporto tecnico delle pubbliche amministrazioni per assicurare la massima diffusione delle forme di pagamento con strumenti elettronico.

In relazione alle risorse dellìAgID, la legge di bilancio 2019 ha autorizzato, tra le altre, assunzioni a tempo indeterminato per il personale dirigenziale di livello non generale e per quello non dirigenziale dell'Agenzia per l'Italia digitale, nel limite di spesa di euro 1.695.529 per il 2019 e 2.260.705 annui dal 2020 (L. 145/2018, art. 1, commi 301-302).

ultimo aggiornamento: 25 giugno 2019

Il D.L.. 34/2019, c.d. decreto crescita, ha introdotto, tra le altre misure per assicurare lo sviluppo del processo di digitalizzazione nell'interesse generale, consentendo l'accesso ai servizi della p.a. in forma semplificata, ottimizzandone la fruizione e conseguendo maggiore efficienza, tempestività e uniformità di erogazione su tutto il territorio nazionale.

commi da 9-bis e 9-octies, dell'articolo 29 inseriti in sede referente, prevedono che con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri siano individuate le aree di servizi digitali delle pubbliche amministrazioni a cui è possibile accedere anche tramite strutture e piattaforme tecnologiche del fornitore del servizio universale postale (ossia Poste italiane S.p.A.) al fine di assicurare lo sviluppo del processo di digitalizzazione nell'interesse generale, consentendo l'accesso ai servizi della p.a. in forma semplificata, ottimizzandone la fruizione e conseguendo maggiore efficienza, tempestività e uniformità di erogazione su tutto il territorio nazionale (comma 9-bis).

Con i medesimi decreti devono essere inoltre stabilite le categorie di utenti ammessi alla fruizione dei servizi individuati, il livello e le modalità di effettuazione delle prestazioni da parte di Poste italiane, l'entità massima del contributo riconosciuto in favore di Poste a valere sul fondo istituito ai sensi del successivo comma 9-quater. I rapporti tra l'amministrazione statale titolare del servizio digitale e il fornitore del servizio sono definiti mediante apposita convenzione. Con tali decreti sono altresì individuate le modalità di remunerazione dell'attività prestata ove lo stanziamento a valere sul citato fondo non sia sufficiente a remunerare il servizio effettivamente prestato (commi 9-bis e 9-ter).

Viene riconosciuta anche in capo alle pubbliche amministrazioni non statali la facoltà di consentire l'accesso alle aree dei servizi digitali di propria titolarità attraverso strutture e piattaforme tecnologiche di Poste italiane, secondo criteri che dovranno essere stabiliti nei decreti di cui sopra (comma 9-quinquies).

Al personale di Poste italiane è affidata l'identificazione, in qualità di incaricati di pubblico servizio, dei soggetti che richiedono i servizi digitali (comma 9-sexies). Gli eventuali servizi aggiuntivi ovvero quelli in mobilità a domicilio offerti da Poste rispetto a quelli previsti nel DPCM, sono posti a carico dell'utente con costi resi noti sul sito di Poste italiane (comma 9-septies). La durata del servizio di interesse generale assicurata dal gestore del servizio universale viene prevista nella stessa durata del servizio universale postale (comma 9-octies).

La copertura finanziaria degli oneri relativi ai commi da 9-bis a 9-octies viene posta a carico di una quota delle entrate dello Stato derivanti dalla distribuzione di utili d'esercizio o di riserve sotto forma di dividendi delle società partecipate dal Ministero dell'economia e delle finanze, entro il limite massimo di 15 milioni di euro annui (comma 9-quater).

Il comma 9-novies pone in capo all'Enit-Agenzia nazionale del turismo il compito di promuovere i servizi turistici e culturali e favorire la commercializzazione di prodotti enogastronomici, tipici e artigianali in Italia e all'estero, anche attraverso un portale dedicatogià esistente e l'affidamento la realizzazione e la gestione di apposita carta, su supporto cartaceo o digitale, la quale consente, tra l'altro, di acquistare beni e servizi per la fruizione di servizi pubblici di trasporto, dei luoghi della cultura, dei parchi divertimento e degli spettacoli viaggianti, nonché di disporre di agevolazioni per l'acquisto di servizi e prodotti enogastronomici a seguito di apposite convenzioni stipulate a livello locale con soggetti pubblici e privati. La norma poi elenca i requisiti dei quali i soggetti ai quali il servizio è affidato devono risultare in possesso.

 

Più nel dettaglio, il comma 9-bis stabilisce che con uno o più DPCM siano individuate le aree di servizi digitali delle pubbliche amministrazioni a cui è possibile accedere anche tramite strutture e piattaforme tecnologiche del fornitore del servizio universale postale (ossia Poste italiane S.p.A.). I decreti sono adottati su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione, di concerto con il MEF, sentita l'Agenzia per l'Italia digitale (Agid) e previa intesa in sede di Conferenza unificata.

Oltre ai servizi digitali accessibili mediante Poste italiane, i DPCM devono indicare ulteriori aspetti, nel rispetto della disciplina europea in materia di gestione di servizi di interesse economico generale (SIEG).

 In proposito, si ricorda che per servizi di interesse generale la normativa europea intende i servizi che le autorità pubbliche degli Stati membri dell'UE classificano come di interesse generale e che pertanto sono soggetti a obblighi specifici di pubblico servizio. Essi possono essere forniti dallo Stato o dal settore privato. All'interno di tale categoria, i servizi di interesse economico generale (SIEG) sono attività economiche che le autorità pubbliche identificano come particolarmente importanti per i cittadini e che non sarebbero fornite (o sarebbero fornite a condizioni diverse) se non ci fosse un intervento pubblico: questo, in particolare, è il caso dei servizi di trasporto, di energia, di comunicazione e dei servizi postali. Tali servizi sono soggetti alle norme in materia di concorrenza e mercato interno europeo. Tuttavia, sono possibili deroghe a tali norme qualora sia necessario per garantire l'accesso dei cittadini ai servizi di base.

Nell'ambito dell'Unione europea è stato sviluppato anche il concetto di servizio universale, che serve a definire un insieme minimo di servizi di una qualità determinata, accessibili a tutti gli utenti a prescindere dalla loro ubicazione geografica e, tenuto conto delle condizioni nazionali specifiche, offerti ad un prezzo accessibile, anche se il mercato non lo fornisce.

 Si tratta, in particolare, di specificare nei decreti:

  •   le categorie di utenti ammessi alla fruizione dei servizi individuati;
  •   il livello e le modalità di effettuazione delle prestazioni da parte di Poste italiane;
  •   l'entità massima del contributo riconosciuto in favore di Poste a valere sul fondo istituito ai sensi del successivo comma 9-quater, nonché le modalità di remunerazione dell'attività prestata ove lo stanziamento a valere sul citato fondo non sia sufficiente a remunerare il servizio effettivamente prestato.

La disposizione rinvia, infine, ad apposita convenzione per la definizione dei rapporti tra l'amministrazione statale titolare del servizio digitale e il citato fornitore del servizio universale (comma 9-ter).

 Il comma 9-quater pone a copertura finanziaria degli oneri relativi ai commi da 9-bis a 9-octies una quota delle entrate dello Stato derivanti dalla distribuzione di utili d'esercizio o di riserve sotto forma di dividendi delle società partecipate dal Ministero dell'economia e delle finanze, entro il limite massimo di 15 milioni di euro annui, nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica. Le entrate autorizzate a tale titolo sono riassegnate, anche in deroga ai limiti previsti per le riassegnazioni, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, a un apposito fondo istituito nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze. Viene inoltre ridotta dal 15 al 10 per cento la percentuale minima dell'ammontare delle medesime entrate dello Stato derivanti dalla distribuzione di utili d'esercizio o di riserve sotto forma di dividendi delle società partecipate dal MEF che con la legge di bilancio per il 2019 (articolo 1, comma 216, della legge n.145/2018) ha destinato ad investimenti in Fondi di Venture Capital. La norma, infine, sposta la decorrenza delle disposizioni del citato comma 216 al 1° luglio 2019.

 Il comma 9-quinquies riconosce anche in capo alle pubbliche amministrazioni non statali la facoltà di consentire l'accesso alle aree dei servizi digitali di propria titolarità attraverso strutture e piattaforme tecnologiche di Poste italiane, secondo criteri che dovranno essere stabiliti nei decreti di cui sopra. Ciascuna amministrazione provvede ai relativi oneri nei limiti delle risorse iscritte in appositi capitoli di bilancio, con esclusione di nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

 Il comma 9-sexies prevede che qualora l'accesso ai servizi digitali necessiti dell'identificazione degli aventi diritto, il personale del gestore del servizio universale (Poste italiane) proceda all'identificazione in base alle norme vigenti e assuma la qualità di incaricato di pubblico servizio.

La definizione di "incaricati di pubblico servizio", che implica il riconoscimento della natura pubblicistica delle attività assegnate ai soggetti convenzionati, determina l'applicabilità delle forme di tutela e di responsabilità penale previste nel nostro ordinamento per tali soggetti, nonché delle altre disposizioni relative all'attività amministrativa riconducibili allo svolgimento di un pubblico servizio.

Si ricorda, in proposito, che la nozione di incaricato di pubblico servizio è contenuta nell'art. 358 del codice penale, in base al quale, agli effetti della legge penale, sono incaricati di un pubblico servizio coloro i quali, a qualunque titolo, prestano un pubblico servizio.

 Il comma 9-septies stabilisce che sia la prestazione di servizi in mobilità a domicilio, che di servizi aggiuntivi rispetto a quelli che saranno individuati con i DPCM, siano a carico esclusivo dell'utente. A tal fine Poste italiane dovrà pubblicare, anche sul proprio sito internet, l'esistenza di tali servizi con indicazione della loro natura e dei relativi costi a carico dell'utente.

Il comma 9-octies prevede che il servizio di interesse economico generale di cui al comma 9-bis sia garantito dal fornitore del servizio universale di cui sopra, per una durata pari a quella dell'affidamento del servizio universale.

A tale riguardo vengono in rilievo le modalità di selezione delle imprese incaricate dei servizi di interesse economico generale.

ultimo aggiornamento: 25 giugno 2019

Il Piano triennale per l'informatica nella pubblica amministrazione fissa gli obiettivi e individua i principali interventi di sviluppo e gestione dei sistemi informativi delle p.a. (art. 14-bis CAD). Il Piano è redatto dall'AgID, che ne cura anche la verifica dell'attuazione, e approvato dal Presidente del Consiglio, o dal ministro delegato per l'informatizzazione.

Nel marzo 2019 è stato varato il Piano triennale 2019-2021, che prosegue e integra le linee di azione del Piano 2017-2019 in un quadro di collaborazione con tutti gli interlocutori.

Le principali novità del Piano riguardano:

  • il recepimento delle modifiche introdotte del Codice dell'Amministrazione Digitale (CAD) e delle direttive e regolamenti europei sull'innovazione digitale;
  • il rafforzamento del paradigma Cloud della PA con l'applicazione del principio cloud first;
  • la definizione di modelli e strumenti per l'innovazione per la PA con un'attenzione ai temi dell'open innovation e al paradigma smart landscape;
  • un maggiore risalto al ruolo delle amministrazioni territoriali, che saranno accompagnate nel loro percorso di trasformazione digitale, attraverso la condivisione di strategie e piani operativi, ma anche di buone pratiche già adottate che aiutino a colmare rapidamente il divario digitale tra i diversi territori del Paese;
  • la condivisione con le amministrazioni degli strumenti di monitoraggio delle azioni;
  • il rafforzamento del tema delle competenze manageriali e digitali all'interno delle pubbliche amministrazioni, con iniziative concrete di sensibilizzazione e formazione;
  • l'adozione di una nuova chiave di lettura delle linee d'azione, che individua le aree di intervento e l'impatto su cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni.

Nel Piano assume particolare rilievo il  tema dell'utilizzo dell'identità digitale da parte di cittadini e imprese, con il tema della Spid e della Cie (Carta d'identità elettronica).

Se ne vede così il loro futuro, attraverso le linee d'azione indicate dall'Agenzia per l'Italia Digitale. E traspare la necessità di fare evolvere Spid e prepararlo a una futura convivenza con la Carta d'identità elettronica.

Nell'ambito del paragrafo sulla "Strategia per la trasformazione digitale", si enuncia il principio di "digital identity only" secondo il quale le PA devono condurre azioni propedeutiche all'adozione di sistemi generalizzati di identità digitale (le PA italiane devono adottare SPID). SPID viene anche ricordato in quanto presente nell'articolo 3-bis del Codice dell'amministrazione digitale, dove viene stabilito che rappresenta uno degli strumenti per l'esercizio dei diritto digitali da parte di cittadini e imprese. Nel capitolo 6.5 si affronta specificamente il tema SPID. Dopo una breve, ma adeguata sintesi su cosa sia SPID e come si realizza, si passa alla descrizione degli obiettivi.

Si afferma che SPID deve evolvere per consentire la sostenibilità economica e favorire l'integrazione anche con soggetti, non pubblici che vogliono fornire servizi in modalità conforme a SPID.



ultimo aggiornamento: 31 marzo 2019

In attuazione di una specifica delega contenuta nella legge di riforma della pubblica amministrazione (L. 124/2015) è stato riformato il Codice dell'amministrazione digitale - CAD (D.Lgs. 179/2016 che modifica il D.Lgs. 82/2005) con l'obiettivo di creare una Carta della cittadinanza digitale che permetta l'accesso in maniera digitale di cittadini e imprese ai dati e servizi delle pubbliche amministrazioni.

Il nuovo CAD ha introdotto una serie di misure volte a garantire un livello minimo dell'erogazione dei servizi on line delle amministrazioni pubbliche, la piena applicazione del principio del digital first (in base al quale il digitale è il canale principale per tutte le attività delle p.a.), la partecipazione con modalità telematiche ai processi decisionali pubblici, l'utilizzo del c.d. PIN unico, la promozione dell'elezione del domicilio digitale, l'adeguamento alle norme europee in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche; la diffusione dei pagamenti digitali.

In ordine alla partecipazione elettronica democratica, il nuovo CAD ha aggiunto alla disciplina previgente la finalità di migliorare la qualità degli atti amministrativi anche con forme di consultazione preventiva e per via telematica. In attuazione di tale disposizione il Governo ha adottato le Linee guida sulla consultazione pubblica in Italia (Direttiva n. 2/2017).

Inoltre, le modifiche al CAD hanno coinvolto anche i meccanismi e le strutture di governance del settore, prevedendo tra l'altro, la semplificazione dei procedimenti di adozione delle regole tecniche, il rafforzamento del ruolo di impulso del Presidente del Consiglio attraverso la Conferenza permanente per l'innovazione tecnologica, la ridefinizione delle competenze dell'ufficio dirigenziale generale unico istituito nelle pubbliche amministrazioni centrali con funzioni di coordinamento in materia digitale, la possibilità, per il Presidente del Consiglio dei ministri, in sede di prima attuazione del medesimo decreto legislativo, di nominare, per un periodo non superiore a tre anni, con proprio decreto, un Commissario straordinario per l'attuazione dell'Agenda digitale.

Successivamente, sono state adottate ulteriori disposizioni integrative al CAD, come previsto dalla norma di delega (D.Lgs. 217/2017).

Il provvedimento integra e modifica alcune disposizioni del CAD al fine di accelerare l'attuazione dell'agenda digitale europea.

Le linee del nuovo intervento legislativo sono state in sintesi:

  • proseguire nell'opera di razionalizzazione delle disposizioni contenute nel Codice dell'amministrazione digitale e di deregolamentazione già avviata con il precedente intervento;
  • rafforzare la natura di "carta di cittadinanza digitale" della prima parte del Codice, concentrando in essa le disposizioni che attribuiscono a cittadini e imprese il diritto a una identità e a un domicilio digitale, quello alla fruizione di servizi pubblici online in maniera semplice e mobile-oriented, quello a partecipare effettivamente al procedimento amministrativo per via elettronica e quello a effettuare pagamenti online;
  • promuovere integrazione e interoperabilità tra i servizi pubblici erogati dalle diverse amministrazioni;
  • garantire maggiore certezza giuridica in materia di formazione, gestione e conservazione dei documenti digitali;
  • rafforzare l'applicabilità dei diritti di cittadinanza digitale e accrescere il livello di qualità dei servizi pubblici e fiduciari in digitale;
  • promuovere un processo di valorizzazione del patrimonio informativo pubblico e garantire un utilizzo più efficace dei dati pubblici attraverso moderne soluzioni di data analysis.

 

ultimo aggiornamento: 15 gennaio 2018
 
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