tema 5 aprile 2019
Ufficio Rapporti con l'Unione europea L' Italia e l' Unione europea Politica estera e questioni globali Il dibattito sul futuro dell'Europa
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La Commissione europea ha presentato il 1° marzo 2017 il Libro bianco sul futuro dell'Europa (v. infra) nel quale si delineano le principali sfide e opportunità per l'Europa nei prossimi dieci anni, anche in vista del 60° anniversario dei Trattati di Roma, il 25 marzo 2017, in occasione del quale si è poi svolto il vertice dei Capi di Stato e di Governo che ha adottato la dichiarazione di Roma.

Il Libro bianco della Commissione presenta cinque scenari - che non si escludono a vicenda né hanno pretese di esaustività e sui quali non ha espresso preferenza in modo esplicito - per la possibile evoluzione dell'Unione da qui al 2025, per ognuno dei quali la Commissione presenta a titolo esemplificati il possibile impatto sulle politiche.

 

Scenario 1: Avanti così - nello scenario che prevede di proseguire sul percorso già tracciato, l'UE si concentra sull'attuazione del suo programma di riforme, in linea con lo spirito degli orientamenti della Commissione del 2014;

Scenario 2: Solo il mercato unico – l'UE si rifocalizza progressivamente sul mercato unico poiché gli Stati membri non riescono a trovare un terreno comune in un numero crescente di settori;

Scenario 3: Chi vuole di più fa di più – l'UE continua secondo la linea attuale, ma consente agli Stati membri che lo desiderano di fare di più assieme in ambiti specifici come la difesa, la sicurezza interna o le questioni sociali;

Scenario 4: Fare meno in modo più efficiente - l'UE si concentra sul produrre risultati maggiori in tempi più rapidi in determinate politiche, intervenendo meno nei settori per i quali non si percepisce un valore aggiunto. Attenzione e risorse limitate sono concentrate su un numero ristretto di settori.

Scenario 5: Fare molto di più insieme – Gli Stati membri decidono di condividere in misura maggiore poteri, risorse e processi decisionali in tutti gli ambiti. Le decisioni di livello europeo vengono concordate più velocemente e applicate rapidamente.

La Commissione ha, poi, avviato il 9 maggio 2018 una consultazione pubblica online sul futuro dell'Europa che resterà aperta fino al Consiglio europeo straordinario che si svolgerà a di Sibiu (Romania) il 9 maggio 2019, che sarà dedicato alla discussione sulle prospettive dell'UE e a discuture sulla Agenda strategica dell'UE per la prossima legislatura europea, che dovrebbe essere approvata al Consiglio europeo del 20 e 21 giugno 2019.

ultimo aggiornamento: 25 gennaio 2019

La dichiarazione adottata a Roma dai 27 Capi di Stato e di Governo il 25 marzo 2017 ribadisce l'unità dell'Europa e la sua indivisibilità, pur affermando che: "agiremo congiuntamente, a ritmi e con intensità diversi se necessario, ma sempre procedendo nella stessa direzione, come abbiamo fatto in passato, in linea con i trattati e lasciando la porta aperta a coloro che desiderano associarsi successivamente".

La dichiarazione individua un programma articolato in 4 aree: a) un'Europa più sicura; in cui tutti i cittadini si sentano sicuri e possano spostarsi liberamente, in cui le frontiere esterne siano protette, con una politica migratoria efficace, responsabile e sostenibile; un'Europa determinata a combattere il terrorismo e la criminalità organizzata; b) un'Europa prospera e sostenibile che: generi crescita e occupazione; in cui un mercato unico forte, connesso e in espansione e una moneta unica stabile e forte creino opportunità, in particolare per le piccole e medie imprese; si adoperi per il completamento dell'Unione economica e monetaria; in cui l'energia sia sicura e conveniente e l'ambiente pulito e protetto; c) un'Europa sociale che: favorisca il progresso economico e sociale, nonché la coesione e la convergenza, difendendo nel contempo l'integrità del mercato interno; tenga conto della diversità dei sistemi nazionali e del ruolo fondamentale delle parti sociali; promuova la parità tra donne e uomini e diritti e pari opportunità per tutti; lotti contro la disoccupazione, la discriminazione, l'esclusione sociale e la povertà; in cui i giovani ricevano l'istruzione e la formazione migliori e possano studiare e trovare un lavoro in tutto il continente; preservi e promuova il patrimonio e la diversità culturale; d) un'Europa più forte sulla scena mondiale che: sviluppi ulteriormente i partenariati e promuova la stabilità e la prosperità nel suo immediato vicinato, in Medio Oriente e in tutta l'Africa; pronta ad assumersi maggiori responsabilità e a contribuire alla creazione di un'industria della difesa più competitiva e integrata; impegnata a rafforzare la propria sicurezza e difesa comuni.
ultimo aggiornamento: 5 aprile 2019

Il Consiglio europeo del 19 e 20 ottobre 2017 ha adottato l'Agenda dei leader, con lo scopo di programmare la discussione del Consiglio europeo su alcuni grandi temi fino al giugno 2019, anche in vista della definizione di un' Agenda strategica dell'UE per il periodo 2019-2024. L'agenda dei leader mira in particolare a trovare soluzioni alle principali sfide e priorità politiche dell'Unione europea nonché ad affrontare al più alto livello le questioni maggiormente controverse, tra cui in particolare:

  • la migrazione;
  • la sicurezza interna;
  • la riforma della zona euro;
  • il futuro finanziamento dell'UE;
  • l'Europa sociale, la crescita e l'occupazione;
  • gli sviluppi del mercato interno;
  • il rafforzamento della cooperazione nella difesa;
  • le prospettive della politica commerciale dell'UE.
ultimo aggiornamento: 15 giugno 2018

Il Parlamento europeo ha approvato il 13 febbraio 2019 una risoluzione sullo stato del dibattito sul futuro dell'Europa nella quale, in particolare:

  • ricorda l'importanza di un quadro istituzionale unico e del metodo comunitario e sottolinea la necessità di una maggiore integrazione politica dell'Unione;
  • ribadisce che l'integrazione differenziata deve rimanere aperta a tutti gli Stati membri e continuare a fare da apripista per l'approfondimento dell'integrazione europea, e non agevolare soluzioni à la carte;
  • sottolinea che la crisi ha generato uno squilibrio tra le principali istituzioni dell'Unione e che il Consiglio e, in particolare, il Consiglio europeo sta esercitando la propria iniziativa politica a scapito del diritto d'iniziativa della Commissione;
  • sostiene, per quanto riguarda le procedure decisionali dell'UE, il principio del voto a maggioranza qualificata in Consiglio e, in ambito legislativo, il ricorso alla procedura legislativa ordinaria in tutti i settori in cui ciò sia possibile, anche attraverso il ricorso alla clausola passerella;
  • propone di trasformare il Consiglio dell'UE in un'autentica camera legislativa e di rafforzare la trasparenza dei suoi processi decisionali;
  • ricorda la sua proposta di attribuire il diritto di iniziativa legislativa anche al Parlamento europeo nell'eventualità di una futura revisione dei trattati;
  • auspica un ruolo più attivo per i Parlamenti nazionali, specialmente per quanto riguarda il controllo dell'azione dei rispettivi governi in seno alle istituzioni europee e rammenta il ruolo fondamentale delle autorità locali e dei parlamenti regionali dotati di poteri legislativi;
  • sottolinea l'importanza di proseguire il processo di approfondimento e completamento dell'UEM sulla base di una responsabilità democratica a livello europeo e nazionale, in particolare per quanto riguarda il controllo parlamentare nelle varie fasi del semestre europeo, sia da parte del Parlamento europeo che dei Parlamenti nazionali, sottolineando anche che un accorpamento delle posizioni di vicepresidente della Commissione per gli Affari economici e di presidente dell'Eurogruppo potrebbe migliorare la responsabilità parlamentare a livello europeo;
  • esprime preoccupazione per la proposta della Commissione relativa al QFP per il periodo 2021-2027, poiché non presenta un impegno finanziario adeguato ad affrontare le sfide attuali e future dell'UE;
  • sottolinea l'importanza di garantire una convergenza economica e sociale verso l'alto nel processo del semestre europeo e riconosce l'importanza della creazione del pilastro europeo dei diritti sociali;
  • invita a istituire un Consiglio permanente dei ministri della Difesa presieduto dal Vicepresidente della Commissione europea/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, e sottolinea l'importanza di un meccanismo di responsabilità democratica, attraverso una cooperazione rafforzata tra il Parlamento europeo e i Parlamenti nazionali;
Si ricorda che attualmente i temi della sicurezza e della difesa sono trattati nell'ambito del Consiglio dell'UE nella formazione Affari esteri e in riunioni informali.
  • deplora l'assenza di un accordo tra gli Stati membri sulle priorità e dell'attuazione di una politica sull'immigrazione globale a livello dell'UE;
  • sottolinea la sua determinazione a dare seguito al processo degli Spitzenkandidaten per l'elezione del prossimo Presidente della Commissione e ribadisce che respingerà qualunque candidato nella procedura d'investitura del presidente della Commissione che non sia stato indicato come "Spitzenkandidat" nel periodo precedente alle elezioni del Parlamento europeo (v. infra);
La prassi dei Spitzenkandidaten è stata usata la prima volta in occasione dell'elezione del Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, nel 2014, che era stato indicato dal PPE. I candidati attualmente indicati come Spitzenkandidaten sono: Manfred WEBER (Germania) per il Partito popolare europeo, attuale presidente del Gruppo PPE al Parlamento europeo; Frans TIMMERMANS (Paesi Bassi) per il Partito Socialista europeo, attuale Vice Presidente della Commissione europea; Jan ZAHRADIL (Repubblica Ceca) per l' Alleanza dei conservatori e riformisti in Europa, attualmente deputati del Parlamento europeo; Ska KELLER (Germania) e Bas EICKHOUT (Paesi Bassi) per il partito Verde europeo, entrambi attuali deputati del Parlamento europeo; Violeta TOMIC (Slovenia) e Nico CUE (Belgio) per il Partito della Sinistra europea, rispettivamente deputata del Parlamento sloveno ed ex Segretario Generale dei lavoratori siderurgici nel sindacato belga FGBT ( Fédération Générale du Travail de Belgique). L' Alleanza dei democratici e dei liberali per l'Europa (ALDE) ha deciso di non designare un candidato unico come capolista per la presidenza della Commissione, ma una squadra di sette persone ribattezzata Team Europe composta da: Emma Bonino, Margrethe Vestager, Guy Verhofstad, Luis Garicano, Nicola Beer, Violea Bulc e Katalin Cseh.I raggruppamenti Europa della libertà e della democrazia diretta (EFDD) ed Europa delle nazioni e delle libertà (ENF) non hanno ancora scelto i loro Spitzenkandidaten.
  • ribadisce che l'UE deve tentare ogni possibile via per assicurare la piena attuazione del trattato di Lisbona e che una conseguente revisione dei trattati dovrebbe basarsi sulla convocazione di una Convenzione;
  • sottolinea che, una volta insediati, il nuovo Parlamento e la nuova Commissione dovrebbero iniziare a lavorare sulle proposte presentate nell'attuale legislatura.

ultimo aggiornamento: 5 aprile 2019

Il Presidente della Commissione europea nel discorso sullo stato dell'Unione 2018, pronunciato il 12 settembre 2018 al Parlamento europeo, ha annunciato una serie di iniziative volte a garantire che le elezioni del Parlamento europeo previste nel maggio del 2019 (23-26 maggio 2019) si svolgano in modo libero, regolare e sicuro. In particolare, la Commissione europea nella comunicazione COM(2018) 637 del 12 settembre 2018 ha annunciato le seguenti iniziative:

  • una raccomandazione (C(2018)5949) relativa alle reti di cooperazione in materia elettorale, alla trasparenza online, alla protezione dagli incidenti di cibersicurezza e alla lotta contro le campagne di disinformazione.
  • la promozione di una maggiore trasparenza nella propaganda politica online.
  • le autorità nazionali, i partiti politici e i media dovrebbero inoltre adottare misure per proteggere le proprie reti e i propri sistemi informativi dalle minacce alla cibersicurezza;
  • orientamenti sull'applicazione del diritto dell'Unione in materia di protezione dei dati volti a aiutare le autorità nazionali e i partiti politici europei e nazionali ad applicare gli obblighi in materia di protezione dei dati derivanti dal diritto dell'UE nel contesto elettorale (cfr. COM(2018) 638);
  • la modifica del regolamento del 2014 relativo al finanziamento dei partiti politici europei, volta a consentire di infliggere sanzioni pecuniarie (pari al 5 % del bilancio annuale del partito politico o fondazione politica europei interessati) per le violazioni delle norme in materia di protezione dei dati commesse allo scopo di influenzare deliberatamente l'esito delle elezioni europee (si tratta della proposta di regolamento COM(2018)636). La proposta è stata approvata in prima lettura definitivamente dal Consiglio dell'UE il 19 marzo 2019 ed entrerà in vigore a partire dalla sua pubblicazione.

 

Si ricorda che, nel discorso sullo stato dell'Unione 2017, pronunciato Il 13 settembre 2017 dinanzi al Parlamento europeo , il Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, aveva avanzato le seguenti proposte per quanto riguarda in particolare i profili istituzionali dell'UE:
  • unificare la carica di Presidente della Commissione europea con quella del Presidente del Consiglio europeo;
  • estendere la votazione a maggioranza qualificata in seno al Consiglio dell'UE, utilizzando le possibilità già attualmente previste dalle cosiddette "clausole passerella" contenute nei Trattati e in particolare in materia fiscale e di politica estera, settori per i quali è attualmente previsto il ricorso all'unanimità. A tale proposito la Commissione europea ha presentato il 12 settembre 2018 la comunicazione "Un ruolo più incisivo a livello mondiale: un processo decisionale più efficiente per la politica estera e di sicurezza comune dell'UE" COM(2018)647 e il 15 gennaio 2019 la comunicazione "Verso un processo decisionale più efficiente e democratico nella politica fiscale dell'UE" (COM(2019)8) nella quale ha proposto di passare dall'unanimità alla maggioranza per le decisioni dell'UE in materia di politica fiscale in modo graduale entro il 2025;
  • l'impegno a fare dell'Unione europea un attore globale più forte, prendendo decisioni di politica estera più rapide e istituendo un'autentica Unione europea della difesa entro il 2025.
ultimo aggiornamento: 5 aprile 2019

Il 25 settembre 2018 presso le Commissioni riunite XIV Camera (Politiche dell'Unione europea) e 14a Senato (Politiche dell'Unione europea) si è svolta l'audizione del Ministro per gli affari europei, Paolo Savona, sulle prospettive di riforma dell'Unione europea, nell'ambito della quale il Ministro ha depositato il documento intitolato "Una politeia per un'Europa diversa, più forte e più equa", che lo stesso Ministro, il 12 settembre 2018 ha comunicato di aver inoltrato al Presidente della Commissione europea.

Il documento analizza in particolare tre argomenti:

  • l'architettura istituzionale della politica monetaria (tra l'altro avanzando la proposta di affidare alla BCE compiti pieni sul cambio, nonché funzioni di prestatrice di ultima istanza);
  • l'architettura istituzionale della politica fiscale e la conformazione da questa assunta;
  • le regole della competizione anche in relazione agli aiuti di Stato.

Secondo il documento, il riferimento a una politeia invece della consueta governance è dovuto al fatto che la prima esprime una politica per il raggiungimento del bene comune, mentre la seconda, mutuata dalle discipline di management, indica le regole di gestione delle risorse.

La conclusione del documento è che il Governo italiano assumerà tutte le iniziative utili per dare vita a un Gruppo di lavoro ad alto livello, composto dai rappresentanti degli Stati membri, del Parlamento europeo e della Commissione europea, che esamini la rispondenza dell'architettura istituzionale europea vigente e della politica economica con gli obiettivi di crescita nella stabilità e di piena occupazione esplicitamente previsti nei Trattati.

ultimo aggiornamento: 25 gennaio 2019

Al termine del vertice franco-tedesco svoltosi a Mesenberg il 19 giugno 2018, la Cancelliera tedesca, Angela Merkel e il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, hanno adottato una Dichiarazione nella quale si formulano le seguenti proposte:

per quanto riguarda i profili istituzionali dell'UE:

  • ridurre il numero dei membri della Commissione europea, in modo da avere meno commissari rispetto al numero degli Stati membri (v.supra);
  • istituire liste transnazionali in occasione delle elezioni per il Parlamento europeo del 2024;
  • avviare un dibattito sull'estensione del voto a maggioranza qualificata in seno al Consiglio dell'UE, e in particolare nell'ambito della PESC.
  • al fine di aumentare la velocità e l'efficacia del processo decisionale nella politica estera e di sicurezza dell'UE (PESC), occorre un dibattito sulla creazione di nuovi "formati" quali un Consiglio di sicurezza dell'UE e su un più stretto coordinamento, sia all'interno dell'UE, sia nelle sedi internazionali.

per quanto riguarda il completamento dell'UEM:

  • revisione del Trattato intergovernativo sul MES al fine di includere funzioni di backstop, rafforzare l'efficacia degli strumenti precauzionali per gli Stati membri e rafforzare il ruolo del Meccanismo nella valutazione e nel seguito dei programmi futuri, per poi, in un secondo tempo, integrare il MES stesso nel diritto dell'Unione, preservando gli elementi chiave della sua governance; il MES dovrebbe, in particolare, avere la capacità di valutare la situazione economica generale degli Stati membri per contribuire alla prevenzione delle crisi, senza tuttavia duplicare il ruolo della Commissione europea;
  • creazione di un bilancio della zona euro al fine di promuovere la competitività, la convergenza e la stabilizzazione nella zona euro a partire dal 2021, attraverso investimenti nell'innovazione e nel capitale umano.
ultimo aggiornamento: 6 luglio 2018

Nel nuovo Trattato sulla cooperazione e l'integrazione franco-tedesche, firmato ad Aquisgrana il 22 gennaio 2019 per quanto concerne in particolare gli affari europei, la Francia e la Germania concordano di accrescere la propria cooperazione in materia di politica europea, in particolare a favore di:

  • una politica estera e di sicurezza comune forte ed efficace;
  • un potenziamento dell'Unione economica e monetaria e del completamento del Mercato unico.

Il Trattato prevede che i due Stati si consultino con regolarità ad ogni livello precedentemente a ogni importante scadenza europea, allo scopo di stabilire posizioni comuni e dichiarazioni coordinate dei rispettivi ministri.

ultimo aggiornamento: 5 aprile 2019

Il Presidente della Repubblica francese Emmanuelle Macron ha diffuso il 4 marzo 2019 un contributo intitolato "Per un Rinascimento europeo" nel quale ha proposto di rilanciare una visione europea sulla base di una serie di iniziative fondate su tre ambizioni: libertà, protezione e progresso.

Macron propone di istituire, entro la fine del 2019, con i rappresentanti delle istituzioni europee e degli Stati, una Conferenza per l'Europa al fine di proporre i cambiamenti necessari, anche prevedendo la revisione dei Trattati.

In tema di libertà propone di:

  • creare un'Agenzia europea di protezione delle democrazie che fornirà esperti europei ad ogni Stato membro per proteggere il proprio iter elettorale contro i cyberattacchi e le manipolazioni e bandire da Internet, con regole europee, tutti i discorsi di odio e di violenza,
  • vietare il finanziamento dei partiti politici europei da parte delle potenze straniere;

In tema di protezione propone di:

  • rivedere lo spazio Schengen: tutti coloro che vogliono parteciparvi devono rispettare obblighi di responsabilità (controllo delle frontiere) e di solidarietà (politica di asilo e regole di accoglienza e rifiuto comuni);
  • istituire una polizia comune delle frontiere e un Ufficio europeo dell'asilo, e un Consiglio europeo di sicurezza interna;
  • stipulare un Trattato in materia difesa e sicurezza che definisca gli obblighi indispensabili, in collegamento con la NATO; aumentare le spese militari; rendere operativa una clausola di difesa reciproca e istituire un Consiglio di sicurezza europeo per preparare le decisioni collettive, al quale sia associato il Regno Unito;
  • riformare la politica della concorrenza e la politica commerciale, prevedendo di punire o proibire in Europa le aziende che ledono gli interessi strategici ed i valori essenziali europei, come le norme ambientali, la protezione dei dati ed il giusto pagamento delle tasse;
  • prevedere, nelle industrie strategiche e negli appalti pubblici, una preferenza europea come fanno gli USA e la Cina.

In tema di progresso propone di:

  • instaurare per ogni lavoratore, uno scudo sociale che garantisca la stessa retribuzione sullo stesso luogo di lavoro, e un salario minimo europeo, discusso ogni anno collettivamente;
  • raggiungere l'obiettivo di 0 emissioni di carbonio nel 2050 ed istituire una Banca europea per il clima per finanziare la transizione ecologica;
  • dimezzare i pesticidi nel 2025, costituire una forza sanitaria europea per rafforzare i controlli sugli alimenti e prevedere una valutazione scientifica indipendente delle sostanze pericolose per l'ambiente e la salute;
  • creare, nell'ambito delle politiche per il digitale, una supervisione europea delle grandi piattaforme (con sanzioni accelerate per le violazioni della concorrenza, trasparenza dei loro algoritmi);
  • promuovere il finanziamento dell'innovazione con un nuovo Consiglio europeo dell'innovazione dotato di un budget comparabile a quello degli Stati Uniti;
  • stringere un patto per il futuro per l'Africa, assumendo un destino comune e sostenendo il suo sviluppo in modo ambizioso e non difensivo attraverso investimenti, partenariati universitari, istruzione delle ragazze.
ultimo aggiornamento: 5 aprile 2019

In un articolo pubblicato sul quotidiano La Repubblica il 19 marzo 2019 il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha proposto, in particolare, in tema di futuro dell'Europa:

  • al fine di realizzare l'ambizioso progetto di creazione di un demos europeo di rafforzare ruolo e poteri del Parlamento europeo attribuendogli il potere di iniziativa legislativa, il potere di inchiesta, il riconoscimento di un generale potere di accountability rispetto alle altre Istituzioni dell'Unione;
  • promuovere l'introduzione di istituti di democrazia diretta, per coinvolgere i cittadini in una più ampia partecipazione, accrescendo il tasso di democraticità dell'intero ordinamento europeo.
  • contenere le spese e i costi delle Istituzioni europee;
  • promuovere la crescita europea investendo nella politica industriale aperta alle nuove tecnologie, nella ricerca e nell'innovazione, nelle infrastrutture materiali e digitali, nella cultura;
  • prevedere un'assicurazione europea contro la disoccupazione e l'introduzione di un salario minimo europeo;
  • colmare lo squilibrio tra crescita e stabilità nel completamento dell'Unione economica e monetaria e dell'Unione bancaria;
  • prevedere in tema di migrazione una responsabilità condivisa degli Stati membri, basata su solidarietà e coesione, in coerenza con le conclusioni del Consiglio europeo del 28-29 giugno 2018;
  • promuovere un dibattito su un nuovo partenariato europeo con l'Africa, fondato su basi paritarie e che vada oltre la dimensione delle sfere di influenza nazionali e consenta di contribuire alla crescita economica, alla sicurezza e allo sviluppo di tutti i popoli africani;
  • rafforzare la sua credibilità e la leadership dell'UE nei confronti dei grandi attori globali, quali Stati Uniti, Russia e Cina.
ultimo aggiornamento: 5 aprile 2019
 
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