tema 8 maggio 2020
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Giustizia
Sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie

Le Commissioni riunite Giustizia e Affari sociali hanno esaminato in sede referente l'A.C. 2117, già approvato dal Senato, contenente disposizioni per la sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie. Al testo approvato dal Senato sono state apportate numerose modifiche. Il provvedimento passa ora all'esame dell'Assemblea.

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Il provvedimento AC. 2117 e abb.-A, all'esame dell'Assemblea della Camera, si compone di 11 articoli attraverso i quali rafforza la tutela della sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie.

In particolare il testo:

  • individua l'ambito di applicazione del provvedimento, riguardante le professioni sanitarie e socio-sanitarie, contestualmente definite (art. 1);
  • prevede l'istituzione, presso il Ministero della salute, di un Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie per monitorare: gli episodi di violenza commessi nell'esercizio delle funzioni; gli eventi sentinella che possano dar luogo ai suddetti fatti; l'attuazione delle misure di prevenzione e protezione previste dalla disciplina in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, anche promuovendo l'utilizzo di strumenti di videosorveglianza; la promozione di studi per la formulazione di proposte e misure idonee a ridurre i fattori di rischio negli ambienti più esposti; la diffusione delle buone prassi in materia di sicurezza; corsi di formazione per il personale medico e sanitario, finalizzati alla prevenzione e gestione di situazioni di conflitto nonché a migliorare la qualità della comunicazione con gli utenti (art. 2);
  • rimette al Ministro della salute la promozione di iniziative di informazione sull'importanza del rispetto del lavoro del personale esercente una professione sanitaria o socio-sanitaria utilizzando le risorse disponibili a legislazione vigente per la realizzazione di progetti di comunicazione istituzionale (art. 3);
  • interviene sull'art. 583-quater c.p. per prevedere che le lesioni gravi o gravissime procurate in danno di personale esercente una professione sanitaria o socio-sanitaria nell'esercizio delle sue funzioni o a causa di esse, ovvero in danno di incaricati di pubblico servizio, nello svolgimento di attività di cura, assistenza sanitaria e di soccorso, siano punite con pene aggravate (per le lesioni gravi, reclusione da 4 a 10 anni, e per le lesioni gravissime, reclusione da 8 a 16 anni), in analogia con quanto previsto per le lesioni gravi e gravissime ai danni di un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni sportive (art. 4);
  • inserisce, tra le circostanze aggravanti comuni del reato – che comportano un aumento di pena fino a un terzo - l'avere agito, nei delitti commessi con violenza e minaccia, in danno degli esercenti le professioni sanitarie o socio-sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni (art. 5);
  • prevede che i reati di percosse (art. 581 c.p.) e lesioni (art. 582 c.p.) siano procedibili d'ufficio quando ricorre la nuova aggravante (art. 6);
  • prevede l'obbligo per le aziende sanitarie, per le pubbliche amministrazioni e per le strutture e servizi sanitari, socio-sanitari e sociali pubblici, privati o del privato sociale, di costituirsi parte civile nei processi di aggressione nei confronti dei propri esercenti le professioni sanitarie, socio-sanitarie o sociali nell'esercizio delle loro funzioni (art. 7);
  • prevede che, al fine di prevenire episodi di aggressione e di violenza, le strutture presso cui opera il personale esercente le professioni sanitarie e sociosanitarie prevedano nei propri piani per la sicurezza misure volte ad inserire specifici protocolli operativi con le forze di polizia per garantire interventi tempestivi (art. 8);
  • istituisce la "Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari", allo scopo di sensibilizzare la cittadinanza ad una cultura che condanni ogni forma di violenza. La giornata si celebra annualmente in una data da definire con decreto del Ministro della salute di concerto con i Ministri dell'istruzione e dell'Università  della ricerca (art. 9);
  • prevede – salvo che il fatto costituisca reato - la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 500 a euro 5.000 per chiunque tenga condotte violente, ingiuriose, offensive, ovvero moleste nei confronti di personale esercente una professione sanitaria o socio sanitaria nonché nei confronti di incaricati di pubblico servizio presso strutture sanitarie e socio sanitarie pubbliche o private (art. 10).
ultimo aggiornamento: 26 febbraio 2020
 
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