tema 2 agosto 2020
Studi - Bilancio Rendiconto 2019 e Assestamento 2020

I disegni di legge relativi al Rendiconto generale dello Stato 2019 e all'Assestamento 2020 sono stati approvati dalla Camera dei deputati in prima lettura e ora sono all'esame del Senato.

Il Rendiconto generale dello Stato è lo strumento attraverso il quale il Governo, alla chiusura dell'anno finanziario, adempie all'obbligo costituzionale di rendere conto al Parlamento dei risultati della gestione finanziaria.

L'Assestamento ha la funzione di consentire a metà esercizio un aggiornamento degli stanziamenti del bilancio, adeguando le previsioni di bilancio formulate a legislazione vigente in relazione all'eventuale revisione delle stime del gettito,  ad esigenze sopravvenute e alla consistenza dei residui accertati in sede di rendiconto dell'esercizio precedente; inoltre, in sede di assestamento possono essere modificati gli stanziamenti di spese predeterminate per legge.

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Il Rendiconto generale dello Stato è lo strumento attraverso il quale il Governo, alla chiusura del ciclo di gestione della finanza pubblica (anno finanziario), adempie all'obbligo costituzionale di rendere conto al Parlamento dei risultati della gestione finanziaria.

Ai sensi dell'articolo 36 della legge n. 196 del 2009 (Legge di contabilità pubblica), il rendiconto generale dello Stato, articolato per missioni e programmi, è costituito da due parti: il conto del bilancio, che espone l'entità effettiva delle entrate e delle uscite del bilancio dello Stato rispetto alle previsioni approvate dal Parlamento; e il conto del patrimonio, che espone le variazioni intervenute nella consistenza delle attività e passività che costituiscono il patrimonio dello Stato. L'esposizione dettagliata delle risultanze della gestione è fornita dal conto del bilancio, che risulta costituito dal conto consuntivo dell'entrata e, per la parte di spesa, dal conto consuntivo relativo a ciascun Ministero.

Venendo al contenuto del disegno di legge di Rendiconto (AC 2572), la gestione di competenza ha fatto conseguire nel 2019 un miglioramento di tutti i saldi rispetto alle previsioni definitive, nonché rispetto ai risultati differenziali registrati nell'esercizio 2018.

In particolare, il saldo netto da finanziare (dato dalla differenza fra le entrate finali e le spese finali) presenta nel 2019 un valore positivo di circa 2,3 miliardi (0,1 per cento del PIL), con un miglioramento di quasi 22,3 miliardi rispetto al saldo registrato nel 2018 (che si era attestato a -20 miliardi). Il miglioramento del saldo è di circa 59,7 miliardi (104%) se confrontato con le previsioni definitive, che indicavano un valore negativo del saldo di -57,4 miliardi.

Tale risultato dà luogo a un accreditamento netto, in controtendenza rispetto agli anni precedenti, in cui si registrava un indebitamento, dovuto all'aumento delle entrate finali (+14 miliardi) ed alla riduzione delle spese finali (-8,3 miliardi).

Anche il risparmio pubblico (saldo delle operazioni correnti, che, se positivo, misura la quota di risorse correnti destinabile al finanziamento delle spese in conto capitale) registra un miglioramento nel 2019, passando dai 27,4 miliardi di euro registrati nel 2018 ad un valore di quasi 50 miliardi (corrispondente al 2,8 per cento del PIL), denotando un miglioramento di 22,5 miliardi rispetto al 2018. Il miglioramento sale a 58,3 miliardi se confrontato con le previsioni definitive. Tale situazione si è determinata a causa di un decremento delle spese correnti (-8,5 miliardi), contestuale ad un incremento del complesso delle entrate tributarie ed extra-tributarie (+14 miliardi).

Infine, il dato del ricorso al mercato finanziario (differenza tra le entrate finali e il totale delle spese, incluse quelle relative al rimborso di prestiti) si attesta nel 2019 a -217,6 miliardi (con un'incidenza sul Pil del 12,2 per cento), evidenziando un miglioramento di 7,5 miliardi rispetto al 2018, mantenendo, quindi, il trend in discesa registrato già lo scorso anno (225,1 miliardi) dopo il dato fortemente negativo del 2017 (in cui tale saldo si era assestato a oltre 271 miliardi di euro). Rispetto alle previsioni definitive, il ricorso al mercato evidenzia un miglioramento di 68,8 miliardi (24%).

Il valore del saldo netto da finanziare e del ricorso al mercato registrati nel 2019 si mantengono comunque al di sotto del limite massimo fissato dalla legge di bilancio per il 2019 (tetto stabilito, rispettivamente, in -68,179 miliardi e in 299,687 miliardi).

Per quanto concerne la gestione di cassa, nel 2019 il saldo netto da finanziare è risultato pari a 66,5 miliardi, con un peggioramento di 20,6 miliardi di euro rispetto al risultato raggiunto l'anno precedente (in cui il saldo si era assestato a -45,9 miliardi di euro).

Il risparmio pubblico risulta di -29,8 miliardi di euro, con un peggioramento di oltre 20,3 miliardi rispetto al dato del 2018. Il risparmio pubblico, essendo negativo, indica la quota di spese correnti non coperta con entrate tributarie ed extra-tributarie.

Il ricorso al mercato si attesta nel 2019 su di un valore di oltre -286 miliardi di euro, anch'esso in peggioramento (di oltre 35 miliardi) rispetto al 2018.

Peraltro tutti e tre i saldi registrano valori migliori rispetto alle previsioni, sia iniziali che definitive.

Per quanto concerne il Conto generale del patrimonio, dai risultati generali della gestione 2019 emerge una eccedenza passiva di circa 1.916 miliardi, con un peggioramento di circa 13 miliardi rispetto alla situazione patrimoniale a fine 2018. Si tratta di un risultato che prosegue, seppure in modo meno accentuato, il trend degli ultimi anni, considerato che nel 2018 sul 2017 il peggioramento è stato pari a 27,5 miliardi, e nel 2017 sul 2016 di 77,4 miliardi. In termini percentuali nel 2019 il peggioramento patrimoniale è stato pari allo 0,68%, il valore più basso dell'ultimo decennio.

ultimo aggiornamento: 2 agosto 2020

Il disegno di legge di assestamento ha la funzione di consentire a metà esercizio un aggiornamento degli stanziamenti del bilancio, anche sulla scorta della consistenza dei residui attivi e passivi accertata in sede di rendiconto dell'esercizio scaduto al 31 dicembre precedente. Con il disegno di legge di assestamento le previsioni di bilancio formulate a legislazione vigente sono adeguate in relazione: per quanto riguarda le entrate, all'eventuale revisione delle stime del gettito; per quanto riguarda le spese aventi carattere discrezionale, ad esigenze sopravvenute; per quanto riguarda la determinazione delle autorizzazioni di pagamento, in termini di cassa, alla consistenza dei residui accertati in sede di rendiconto dell'esercizio precedente.

Come previsto dalla legge di contabilità (articolo 33, comma 3), in sede di assestamento possono essere modificati gli stanziamenti di spese predeterminate per legge in virtù della c.d. flessibilità di bilancio, fermo restando il divieto di utilizzare stanziamenti di conto capitale per finanziare spese correnti.

Il disegno di legge di assestamento riflette la struttura del bilancio dello Stato, organizzato in missioni e programmi, che costituiscono le unità di voto ed è predisposto nell'ambito del quadro normativo definito dalla legge di contabilità.

Il disegno di legge di assestamento reca, sia per lo stato di previsione dell'entrata che per ciascuno degli stati di previsione dei Ministeri di spesa, le proposte di variazione degli stanziamenti di bilancio in termini di competenza e di cassa, che costituiscono oggetto di approvazione da parte del Parlamento. In allegato al disegno di legge è evidenziata, a fini conoscitivi, l'evoluzione, in termini di competenza e di cassa, delle singole poste di bilancio per effetto sia delle variazioni apportate in forza di atti amministrativi fino al 31 maggio, sia delle variazioni proposte con il disegno di legge di assestamento.

Venendo all'analisi dei risultati finanziari, le variazioni di bilancio proposte con il disegno di legge di assestamento (AC 2573), insieme a quelle apportate nel periodo compreso tra il 1° gennaio e 31 maggio con atti amministrativi e agli effetti finanziari dei provvedimenti legislativi emanati successivamente all'approvazione della legge di bilancio, ivi inclusi il decreto legge n. 18 del 20201 (cosiddetto DL Cura Italia), il decreto legge n. 23 del 20202 (cosiddetto DL liquidità) e il decreto legge n. 34 del 2020 (cosiddetto DL rilancio), definiscono le previsioni assestate per il 2020.

La relazione al disegno di legge di assestamento per il 2020 evidenzia come le variazioni proposte in termini di competenza determinano un peggioramento del saldo netto da finanziare (corrispondente alla differenza tra entrate finali e spese finali) rispetto alle previsioni iniziali della legge di bilancio, che si attesta ad un valore di -302,7 miliardi rispetto ad una previsione iniziale di -78,6 miliardi. Il peggioramento di oltre 224 miliardi di euro del saldo netto da finanziare rispetto alle previsioni iniziali è dovuto per 171,6 miliardi di euro alle variazioni per atto amministrativo e per ulteriori 52,5 miliardi alle variazioni proposte dal disegno di legge di assestamento.

In particolare, il peggioramento determinato dalle variazioni apportate per atti amministrativi discende, essenzialmente, dagli effetti dei decreti legge adottati per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19, per i quali il Parlamento ha autorizzato il ricorso all'indebitamento, attraverso l'approvazione di apposite risoluzioni relative alle prime due richieste di scostamento di bilancio presentate dal Governo.

Essi determinano, nel complesso, un incremento delle spese finali per oltre 179,6 miliardi di euro, in parte compensato da un incremento delle entrate finali per circa 8,1 miliardi.

L'ulteriore peggioramento del saldo è dovuto essenzialmente ad una proposta di riduzione delle entrate finali per 50,8 miliardi in termini di competenza. Tale proposta di riduzione interessa principalmente - per quasi 39 miliardi - le entrate tributarie, ed è interamente determinata dal consistente deterioramento della previsione macroeconomica già illustrato nel Documento di economia e finanza 2020 (DEF 2020) rispetto alla precedente stima. Ad essa si aggiunge una proposta di aumento delle spese finali per 1,6 miliardi.

Anche gli altri saldi evidenziano un andamento negativo: il risparmio pubblico (dato dalla differenza tra entrate correnti e spese correnti al lordo degli interessi) registra un peggioramento di 110,8 miliardi rispetto alla previsione iniziale. I dati relativi al ricorso al mercato (pari alla differenza tra le entrate finali e il totale delle spese, queste ultime date dalla somma delle spese finali e del rimborso prestiti) evidenziano un impatto negativo sul saldo per complessivi 250,3 miliardi, passando da circa -313,4 miliardi di euro a circa -563,7 miliardi.

Si sottolinea, infine, che secondo quanto stimato nella Relazione tecnica, le proposte formulate con il disegno di legge di assestamento sono neutrali ai fini dell'indebitamento netto della P.A., in quanto già scontate nei quadri tendenziali in sede di DEF 2020.

In termini di cassa, il disegno di legge di assestamento determina complessivamente un peggioramento del saldo netto da finanziare di circa 51 miliardi di euro, derivante da una riduzione delle entrate finali per 47,8 miliardi e da una variazione in aumento delle spese finali per 3,2 miliardi.

In particolare, il saldo netto da finanziare si attesta a -350,8 miliardi, con un peggioramento di 223,1 miliardi rispetto alla previsione di bilancio, dovuti alle variazioni proposte dal disegno di legge di assestamento (+51 miliardi), ai quali vanno sommate le variazioni per atto amministrativo intervenute nel periodo gennaio-maggio 2020 che hanno inciso negativamente sul saldo per oltre 172 miliardi.

Il saldo netto da finanziare di cassa peggiora di 51 miliardi, quale risultante dalla riduzione delle entrate finali di 47,8 miliardi e dall'aumento delle spese finali per circa 3,2 milioni di euro.

Per quanto concerne gli altri saldi, anch'essi risultano tutti in peggioramento. In particolare, il ricorso al mercato risulta incrementato di 249,3 miliardi rispetto al bilancio di previsione, raggiungendo un valore pari a -611,9 miliardi; analogamente, il saldo primario, rispetto ai -51 miliardi della previsione iniziale, raggiunge l'importo di -275,9 miliardi. Il risparmio pubblico peggiora di 108 miliardi, attestandosi nelle previsioni assestate a -187,4 miliardi di euro.

 

 

ultimo aggiornamento: 2 agosto 2020
 
temi di Politica economica e finanza pubblica
 
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