tema 9 luglio 2018
Studi Camera - Bilancio Politica economica e finanza pubblica Le modifiche alla struttura del bilancio dello Stato
  • atto del governo 32 Schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 12 maggio 2016, n. 90, in materia di completamento della riforma della struttura del bilancio dello Stato in attuazione dell'articolo 40, comma 1, della legge 31 dicembre 2009, n. 196 (32)
    • 18 06 2018 annunciato all'Assemblea
    • 21 06 2018 assegnato alla Commissione V Bilancio

E' in corso d'esame presso le Camere uno schema di decreto legislativo (A.G. 32) che apporta alcune modifiche alla struttura del bilancio dello Stato, come disciplinata dalla legge di contabilità n. 196/2009.

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Lo schema di decreto legislativo in esame (A.G. 32) si inserisce nel processo attuativo della delega recata dall'articolo 1, comma 2, della legge n.89/2014, che ha delegato il Governo ad adottare, entro il 15 febbraio 2016, uno o più decreti legislativi per il completamento della riforma della struttura del bilancio dello Stato, con particolare riguardo alla riorganizzazione dei programmi di spesa e delle missioni e alla programmazione delle risorse, assicurandone una maggiore certezza, trasparenza e flessibilità, facendo a tale scopo rinvio ai princìpi e criteri direttivi già stabiliti  dalla legge di contabilità n.196 del 2009 (in particolare comma 2 dell'articolo 40 della stessa).

In attuazione della delega legislativa è stato adottato il decreto legislativo n. 90 del 2016, che ha innovato in più parti il testo della legge di contabilità, ridefinendo la struttura del bilancio dello Stato e, in particolare, prevedendo:

  • la revisione delle missioni e dei programmi nonché della classificazione delle spese nel cui ambito, tra l'altro, l'attuale distinzione tra spese rimodulabili e non rimodulabili è sostituita da una nuova classificazione articolata in oneri inderogabili, fattori legislativi e spese di adeguamento al fabbisogno;
  • la modifica della struttura delle note integrative del disegno di legge di bilancio, nonché di quelle allegate al rendiconto;
  • l'introduzione della contabilità integrata – vale a dire di un sistema di contabilità economico-patrimoniale – in affiancamento alla contabilità finanziaria, nonché del piano dei conti integrato, costituito da conti che rilevano le entrate e le spese in termini di contabilità finanziaria e da conti economico patrimoniali, entrambi redatti secondo comuni criteri di contabilizzazione;
  • la modifica, infine, delle disposizioni inerenti la disciplina delle contabilità speciali, al fine della progressiva eliminazione delle gestioni da ricondurre a contabilità ordinaria.

Si ricorda altresì che le modifiche alla legge di contabilità n. 196/2009 operate dal decreto legislativo n. 90 del 2016 vanno considerate contestualmente alle modifiche alla legge medesima derivanti da una successione di interventi normativi, riferibili al processo di riforma contabile che ha preso avvio con l'articolo 5 della legge costituzionale n. 1 del 2012  sul pareggio di bilancio, cui ha fatto seguito la legge di attuazione n.243 del 2012, il cui articolo 15  ha reso necessarie una serie di modifiche dell'ordinamento contabile e di finanza pubblica, poi apportate dalla legge n.163 del 2016 (per un cui dettagliato esame si rinvia al Dossier n. 542/2 del Servizio Studi).

Nel medesimo anno sono altresì intervenuti due decreti legislativi, costituiti dal decreto legislativo n. 93 del 2016, riguardante il riordino della disciplina del bilancio dello Stato ed il potenziamento della funzione del bilancio di cassa, nonché dal decreto legislativo n.90 del 2016, che, come sopra detto, è intervenuto sulla struttura del bilancio dello Stato, su cui interviene ora lo schema di decreto legislativo in esame.

 

ultimo aggiornamento: 9 luglio 2018

Lo schema di decreto legislativo in esame (A.G. 32) interviene su aspetti della contabilità e finanza pubblica sui quali, come si è prima anticipato, è già intervenuto il decreto legislativo n.90/2016 e, quindi, può essere ritenuto correttivo e integrativo di tale provvedimento.

 

Per quanto concerne gli aspetti procedurali del provvedimento, essi sono regolati dal comma 3 dell'articolo 1 della legge 89/2014, secondo cui gli schemi di decreto legislativo (ivi compresi quelli correttivi e integrativi) sono trasmessi alla Camera e al Senato per il parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia (limitatamente agli stati di previsione di rispettivo interesse) e per i profili finanziari. Il parere parlamentare deve essere espresso entro il termine di sessanta giorni dalla trasmissione dell'atto (ossia entro il 20 agosto 2018), decorso il quale i decreti possono essere comunque adottati dal Governo.

 Quanto ai contenuti del provvedimento, le principali modifiche da esso introdotte (per un cui più dettagliato esame si rinvia al dossier di documentazione) riguardano:

  • estensione alla gestione unificata relativa alle spese a carattere strumentale dell'autorizzazione alla gestione di bilancio successivamente all'approvazione della nuova legge di bilancio;
  • semplificazione dell'iter di aggiornamento delle azioni;
  • semplificazione dell'allegato alla Nota di aggiornamento del DEF riguardante le spese di investimento e le leggi pluriennali;
  • semplificazione della disciplina in materia di flessibilità e di variazioni di bilancio;
  • introduzione di un apposito allegato conoscitivo al rendiconto generale volto a illustrare la gestione delle risorse in relazione allo svolgimento di servizi da parte delle amministrazioni centrali;
  • revisione del conto riassuntivo del tesoro ed eliminazione progressiva delle gestioni contabili operanti a valere sulle contabilità speciali o conti correnti di tesoreria;
  • riformulazione dei principi contabili generali e intervento sulla durata della sperimentazione della contabilità integrata e del piano integrato dei conti;
  • modificazione della legge di contabilità in relazione all'analisi del bilancio di genere.

Si ricorda, infine, che lo schema di decreto legislativo è stato trasmesso alla Corte dei Conti, la quale ha espresso il parere di competenza nell'adunanza a sezioni riunite del 4 giugno 2018 (parere n.3/2018) La gran parte delle proposte di modifica della Corte dei Conti sono state recepite dal Governo nel testo successivamente trasmesso al Parlamento. Per le parti in relazione alle quali il Governo ha ritenuto, invece, di non conformarsi al parere delle Corte dei Conti, nella relazione illustrativa ne vengono spiegate le ragioni.

ultimo aggiornamento: 9 luglio 2018
 
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