tema 17 ottobre 2018
Studi Camera - Bilancio Politiche di coesione I fondi strutturali e di investimento europei 2014-2020

L'Accordo di partenariato tra l'UE e l'Italia reca l'impianto strategico e la selezione degli obiettivi tematici su cui si concentrano gli interventi finanziati dai Fondi Strutturali e di Investimento europei (Fondi SIE) per il ciclo di programmazione 2014-2020. Si tratta, nel complesso, di circa 44,8 miliardi di risorse comunitarie assegnate all'Italia, di cui oltre 33,9 miliardi destinati alla politica di coesione.

 

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La politica di coesione è la politica che l'Unione Europea mette in campo per ridurre le disparità di sviluppo fra le regioni degli Stati membri e per rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale.

 

Il quadro normativo comunitario che definisce gli obiettivi e gli strumenti finanziari di intervento per il nuovo ciclo di programmazione 2014-2020 è definito dal Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Consiglio del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sui Fondi strutturali e di investimento europei. Singoli regolamenti, poi, contengono disposizioni specifiche per ciascun Fondo.

La disciplina relativa ai singoli Fondi della politica di coesione è contenuta nei Regolamenti n. 1301/2013 relativo al Fondo Europeo di sviluppo regionale (FESR), n. 1304/2013 relativo al Fondo Sociale Europeo (FSE) e n. 1300/2013 relativo al Fondo di coesione, nonché nel regolamento UE n. 1299/2013 recante disposizioni specifiche per il sostegno del Fondo europeo di sviluppo regionale agli obiettivi della cooperazione territoriale europea e nel regolamento (UE) n. 1302/2013 che modifica il regolamento (CE) n. 1082/2006 relativo a un gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT).

 

Con la Decisione 18 febbraio 2014, n. 2014/99/UE, la Commissione UE ha individuato le aree ammesse a beneficiare del finanziamento dei Fondi strutturali.

Riguardo alle risorse, con la Decisione di esecuzione della Commissione europea del 3 aprile 2014 (2014/190/UE), la Commissione aveva ripartito tra gli Stati membri gli stanziamenti complessivi destinati dalla UE alla coesione economica, sociale e territoriale - indicati, in coerenza con l'accordo generale sul Quadro finanziario pluriennale 2014-2020, in termini di impegni, in 325,14 miliardi di euro (circa l'8% in meno rispetto al periodo 2007-2013) – destinandoli all'attuazione di due soli obiettivi:

a)    l'Obiettivo "Investimenti per la crescita e l'occupazione";

b)    l'Obiettivo "Cooperazione Territoriale Europea".

 

Nel corso del 2016, la Commissione ha provveduto ad un riesame delle assegnazioni totali degli Stati membri nel quadro dell'Obiettivo Investimenti in favore della crescita e dell'occupazione della politica di coesione, a norma degli articoli 6 e 7 del Regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020.

Si tratta di un adempimento di verifica previsto dalla normativa a metà del ciclo di programmazione, anche in considerazione all'adeguamento tecnico del Quadro finanziario pluriennale connesso all'evoluzione del reddito nazionale lordo (RNL).

La Commissione ha presentato i risultati di tale riesame in una Comunicazione al Consiglio e al Parlamento europeo del 30 giugno 2016, concernente l'adeguamento tecnico del quadro finanziario per il 2017 all'evoluzione del reddito nazionale lordo (RNL) e l'adeguamento delle dotazioni per la politica di coesione.

L'effetto netto totale di tali adeguamenti consiste nell'aumento delle risorse comunitarie complessive per la coesione economica, sociale e territoriale di 4 miliardi di euro.

 

Con il Regolamento (UE) 2017/2305 del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 dicembre 2017 (che ha modificato il precedente regolamento (UE) n. 1303/2013 per quanto riguarda l'ammontare delle risorse per la coesione e peri i due Obiettivi "Investimenti" e "Cooperazione"), le risorse per la coesione economica, sociale e territoriale disponibili per gli impegni di bilancio per il periodo 2014-2020 sono state aggiornate e fissate a 329,978 miliardi di euro, a prezzi 2011, di cui 325,9 miliardi destinati ai fondi strutturali (FESR, FSE e Fondo di coesione).

Gran parte delle risorse, oltre 317 miliardi di euro (in luogo dei 313 miliardi prima previsti) è destinata all'obiettivo "Investimenti in favore della crescita e dell'occupazione", che interessa le seguenti tre categorie di regioni:

  • regioni meno sviluppate, ovvero con un PIL pro capite inferiore al 75% della media UE-27 (per l'Italia, rientrerebbero in questa categoria Basilicata, Campania, Calabria, Sicilia e Puglia);
  • regioni in transizione, con un PIL pro capite fra il 75% e il 90% della media UE (per l'Italia, Abruzzo, Molise e Sardegna);
  • regioni più sviluppate, con un PIL pro capite superiore al 90% della media del'UE (per l'Italia, le regioni del centro nord non incluse nel nuovo obiettivo regioni in transizione.

Le risorse residue sono destinate all'Obiettivo della cooperazione transnazionale, interregionale e transfrontaliera (8,9 miliardi) e all'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile (4 miliardi).

Le risorse messe a disposizione dall'Unione europea sono, si ricorda, aggiuntive, mai sostitutive, rispetto alle normali fonti di finanziamento delle diverse politiche in capo a ogni Stato membro, sulla base del principio dell'addizionalità.

 

Nella tabella che segue è riportata la ripartizione tra gli Stati membri delle risorse comunitarie complessivamente destinate ai fondi strutturali, a prezzi correnti (cioè comprensivi degli effetti dell'indicizzazione annuale del 2%), ai sensi della Decisione di esecuzione (UE) 2016/1941 del 3 novembre 2016, che ha modificato la precedente Decisione della Commissione europea del 3 aprile 2014 (2014/190/UE):

  L'Unione europea conta 9 regioni geograficamente molto distanti dal continente europeo, ma che sono parte integrante dell'UE. Esse comprendono: i 5 dipartimenti francesi d'oltremare (Martinica, Guadalupa, Guyana, Riunione e Mayotte); Saint-Martin ("collectivités d'Outre-mer"); le 2 regioni autonome portoghesi (Madera e Azzorre); le isole Canarie (Comunità autonoma spagnola).
Fonte:  Decisione di esecuzione della Commissione europea del 3 novembre 2016 ( 2016/1941/UE ), che ha modificato la precedente Decisione di esecuzione della Commissione europea del 3 aprile 2014 (2014/190/UE).
* Per l'Italia, cfr. Decisone di esecuzione della Commissione europea dell'8 febbraio 2018 ( C(2018) 598 final ), che ha accolto la proposta italiana di una diversa ripartizione delle risorse tra le tre categorie di regioni, già inglobata nell'Accordo di partenariato.
Rispetto alla decisione del 2014, con la Decisione UE 2016/1941 le risorse per l'Italia sono state incrementate di 1.645,2 milioni di euro.
Tale incremento è stato destinato per 1.057,9 milioni alle regioni meno sviluppate, per 404,3 milioni alle regioni in transizione e per 183 milioni alle regioni più sviluppate.

Nel complesso, all'Italia sono assegnati 33,9 miliardi di euro a prezzi correnti, così ripartiti:

  • regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia): 23,4 miliardi;
  • regioni in transizione (Abruzzo, Molise e Sardegna): 1,5 miliardi;
  • regioni più sviluppate (restanti regioni del centro-nord): 7,9 miliardi;
  • cooperazione territoriale: 1,1 miliardo.

 

Considerando anche gli stanziamenti assegnati per il Fondo per lo Sviluppo rurale (FEASR), pari 10,4 miliardi di euro e quelli per la Pesca (FEAMP), pari a 537 milioni, l'Italia ha ottenuto un finanziamento complessivo, per la parte comunitaria, pari a circa 44,8 miliardi di euro.

 

ultimo aggiornamento: 17 ottobre 2018

Il Regolamento (UE) n. 1303/2013 reca le regole di programmazione applicabili al periodo 2014-2020, prevedendo:

  • l'istituzione di un quadro strategico comune per tutti i fondi SIE, relativi sia alla politica di coesione (Fondo europeo di sviluppo regionale, Fondo sociale europeo e, per i Paesi che ne beneficiano, Fondo di coesione) sia all'agricoltura e alla pesca (Fondo europeo per l'agricoltura e lo sviluppo rurale e Fondo europeo per la pesca). L'Accordo di partenariato stabilisce, per ciascuno Stato membro dell'UE, il quadro strategico della programmazione nazionale relativa al periodo 2014-2020 dei Fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE);
  • la concentrazione dell'intervento dei fondi SIE su un ristretto numero di obiettivi tematici comuni, connessi gli obiettivi della strategia Europa 2020;
  • lo stretto collegamento della programmazione nazionale con i programmi nazionali di riforma e i programmi nazionali di stabilità e convergenza elaborati dagli Stati membri e con le raccomandazioni specifiche per ciascun paese adottate dal Consiglio sulla base dei medesimi programmi;
  • la ridefinizione delle regole di condizionalità per l'erogazione dei fondi, che sono articolate in tre tipologie:

     a)  ex ante, definite nelle norme specifiche di ciascun Fondo e riportate nell'Accordo di partenariato dei singoli Stati membri;

     b)  rispetto dei parametri macroeconomici e di finanza pubblica previsti nell'ambito della governance economica; in particolare, la Commissione europea può chiedere ad uno Stato membro di rivedere l'accordo di partenariato e i relativi programmi operativi, ove necessario per dare attuazione alle raccomandazioni indirizzate alo Stato stesso nell'ambito di una procedura per disavanzo eccessivo o per squilibri macroeconomici. Se il Paese membro non soddisfa la richiesta della Commissione può adottare una decisione di sospensione di parte o di tutti i pagamenti relativi ai programmi interessati, da sottoporre al Consiglio dell'UE;

     c)  ex post (da completare entro il 31 dicembre 2023), vincolate al raggiungimento di obiettivi predeterminati. Il mancato conseguimento degli obiettivi può determinare la sospensione dei finanziamenti; una grave insufficienza nella realizzazione degli obiettivi di un programma può dare luogo alla soppressione del programma stesso.

  • il 6% degli stanziamenti complessivi per i fondi strutturali è riservato ai programmi che hanno raggiunto gli obiettivi concordati nell'ambito della Strategia Europa 2020 (riserva di efficacia).

Per quanto attiene ai target annuali di spesa certificata, la Programmazione 2014-2020 ha visto portare la prima scadenza dal secondo al terzo anno successivo a quello dell'impegno di bilancio del Programma operativo: si passa quindi dalla regola "n+2", valida per la Programmazione 2007-2013, alla regola "n+3", regola che, com'è noto, prevede il definanziamento delle risorse comunitarie non spese entro il triennio successivo all'annualità di riferimento, definanziamento che comporta, inoltre, la parallela riduzione della quota di cofinanziamento nazionale.

Pertanto le certificazioni alla Commissione devono essere presentate entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello dell'impegno nell'ambito del Programma..

ultimo aggiornamento: 17 ottobre 2018

L'accordo di partenariato è lo strumento che stabilisce, per ciascuno Stato membro dell'UE, il quadro strategico della programmazione nazionale relativa al periodo 2014-2020 dei fondi strutturali e di investimento europei (Fondi SIE), vale a dire i fondi destinati alla politica di coesione (Fondo europeo di sviluppo regionale, FESR; Fondo sociale europeo, FSE; e, per i Paesi che ne beneficiano, Fondo di coesione) nonché il Fondo europeo per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (FEASR) e il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP).

I Fondi inclusi nell'accordo di partenariato devono essere attuati mediante Programmi Operativi elaborati dagli Stati membri o da un'autorità da essi designata. Ciascun programma definisce le priorità, gli obiettivi specifici, le dotazioni finanziarie del sostegno dei Fondi e il corrispondente cofinanziamento nazionale. I Programmi Operativi sono valutati ed approvati dalla Commissione europea.

 

La Commissione Europea ha adottato l'Accordo di Partenariato con l'Italia il 29 ottobre 2014 con Decisione di esecuzione C(2014) 8021 final.

L'Accordo di Partenariato è stato peraltro recentemente revisionato - al fine di ricomprendere nella sua impostazione le maggiori risorse comunitarie assegnate all'Italia, a seguito dell'adeguamento tecnico del QFP 2014-2020 per la politica di coesione per l'anno 2017, di cui si è già detto - e le modifiche sono state approvate dalla Commissione con la Decisione di esecuzione C(2018) 598 final, dell'8 febbraio 2018.

La modifica dell'Accordo di partenariato riguarda principalmente l'inserimento di un importo addizionale di 1,6 miliardi di euro di fondi strutturali (di cui 1 miliardo a valere sul FESR e 0,6 miliardi sul FSE), assegnato con la Decisione UE 2016/1941. Tale incremento è stato destinato per 1.057,9 milioni alle regioni meno sviluppate, per 404,3 milioni alle regioni in transizione e per 183 milioni alle regioni più sviluppate.

Nell'impostazione strategica dell'Accordo di partenariato, come revisionato a seguito della Decisione di febbraio 2018, sono considerate il complesso delle risorse comunitarie assegnate all'Italia:

  • a titolo dei due Fondi strutturali per la politica di coesione - Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e al Fondo sociale europeo (FSE) - pari a 32,7 miliardi euro (in luogo dei 31,1 prima assegnati), assegnati all'Obiettivo Investimenti;
  • a titolo di Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), nell'importo di 10,4 miliardi di euro, e di Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP), per 537 milioni di euro.

Considerando anche le risorse assegnate per l'Obiettivo Cooperazione territoriale europea, circa 1,1 miliardi si euro, si tratta, nel complesso, di circa 44,8 miliardi di euro.

 

L'impostazione strategica è articolata su 11 obiettivi tematici, corrispondenti a quelli individuati dall'articolo 9 del Reg. UE n. 1303/2013.

Nella tabella che segue, riportata nell'Accordo di partenariato, come revisionato a seguito della Decisione di febbraio 2018, è indicata l'allocazione finanziaria a livello nazionale, per Obiettivo Tematico, del complesso delle risorse comunitarie assegnate all'Italia, per un totale di 43,7 miliardi di euro, escluse cioè le risorse per l'Obiettivo "Cooperazione territoriale europea" (1,1 mld), in quanto tali risorse, ai sensi dei regolamenti comunitari, non sono programmate nell'ambito dell'Accordo di partenariato.

Allocazione delle risorse comunitarie per Obiettivo tematico e per Fondo

 (importi in milioni di euro, comprensivi di indicizzazione)

L'impostazione strategica contiene inoltre una espressa strategia territoriale in due ambiti specifici (quello delle "aree interne" e quello delle "città", realtà territoriali caratterizzanti il territorio italiano e non pienamente valorizzate) che non si limita solo a definire tipologie di territorio di intervento, ma che identifica anche i contenuti principali dei risultati da perseguire.

ultimo aggiornamento: 22 marzo 2018

Le risorse comunitarie assegnate all'Italia per i Fondi strutturali (FESR e FSE), considerando anche l'Obiettivo "Cooperazione territoriale europea", ammontano complessivamente a 32,2 miliardi di euro (con un incremento rispetto ai 28,8 miliardi della precedente programmazione 2007-2013, comprensivi dell'indicizzazione pari al 2% annuo), così ripartite tra i due obiettivi e tra le tre categorie di regioni beneficiarie:

Ripartizione delle risorse dei fondi strutturali destinate all'Italia per obiettivo
(importi in miliardi di euro, prezzi correnti)

Come si evince dalla tabella, circa il 96,75 per cento delle risorse comunitarie sono destinate all'obiettivo "Investimenti in favore della crescita e dell'occupazione", ed in particolare, nell'ambito di tale obiettivo, alle regioni meno sviluppate, che restano la priorità fondamentale per la politica di coesione in Italia, per un importo pari a 23,4 miliardi di euro (corrispondente a circa il 69% delle risorse complessive dell'obiettivo).

Circa 7,9 miliardi interessano le regioni del Centro-Nord (regioni più sviluppate) e 1,5 miliardi è destinato alle regioni in transizione (Abruzzo, Molise e Sardegna).

Alle risorse suindicate si aggiungono gli importi assegnati per il Fondo europeo per l'aiuto agli indigenti (672,6 milioni di euro) e per l'Iniziativa a favore dell'occupazione giovanile (YEI), pari a 567,5 milioni di euro. Queste ultime attuate mediante un apposito Programma Operativo Nazionale .

Nel complesso, dunque, per la politica di coesione l'Italia beneficia di circa 35,1 miliardi di euro di risorse comunitarie.

L'Accordo di partenariato individua numerosi Programmi regionali e Programmi nazionali attuativi dei fondi strutturali (FESR e FSE), i cui contenuti specifici sono stati definiti con apposito negoziato con la Commissione Europea su ciascuno di essi. Nel complesso, la Programmazione comunitaria 2014-2020 prevede in Italia la realizzazione di 51 Programmi Operativi cofinanziati a valere sui 2 Fondi strutturali: il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e il Fondo sociale europeo (FSE) che cofinanziano 39 Programmi Regionali (POR) e 12 Programmi Nazionali (PON).

In merito alla revisione dell'allocazione delle risorse addizionali assegnate all'Italia a seguito dell'adeguamento tecnico del QFP 2014-2020 per la politica di coesione per l'anno 2017 (Decisione UE 2016/1941), si sottolinea che - a seguito del negoziato con la Commissione europea e del negoziato a livello nazionale conclusosi con la seduta della Conferenza Unificata del 25 maggio 2017 - si è concordato di indirizzare le risorse assegnate (come già detto pari a 1,645 miliardi di euro), verso misure volte a fronteggiare la crisi migratoria, a sostenere l'occupazione giovanile, a favorire gli investimenti attraverso il sostegno alla Strategia nazionale di specializzazione intelligente e alla Iniziativa PMI. In aggiunta si è inteso rafforzare la strategia di intervento nelle aree colpite dagli eventi sismici che hanno colpito i territori dell'Italia centrale nei mesi di agosto 2016 e gennaio 2017, destinando una quota di risorse agli interventi di prevenzione e contenimento del rischio sismico nonché di ricostruzione del tessuto socio-economico dei territori.

In particolare, la proposta di riparto delle risorse addizionali ha previsto l'assegnazione di 560 milioni di euro per l'Iniziativa Occupazione Giovani, 445 milioni per la Strategia nazionale di Specializzazione Intelligente, 220 milioni per i fenomeni migratori e 220 milioni per l'Iniziativa PMI, a cui si aggiunge il contributo di solidarietà di 200 milioni per le aree interessate dal sisma. La proposta di riparto interessa le regioni meno sviluppate per il 71,37%, le regioni in transizione per il 4,60% e le regioni più sviluppate per il 24,03% (cfr. Intesa sancita in Conferenza Unificata del 25 maggio 2017).

Le risorse addizionali integrano programmi già esistenti, mediante riprogrammazione degli stessi, con un incremento quantitativo delle risorse finanziarie e una rimodulazione dei relativi risultati attesi e cronoprogrammi. L'intervento di riprogrammazione è stato rivolto prevalentemente a programmi nazionali, in modo da concentrare l'azione di riprogrammazione su pochi programmi, ad eccezione delle azioni per la prevenzione del rischio sismico, per le quali si è intervenuto sui programmi regionali (Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria). I Programmi nazionali interessati dalla riprogrammazione sono il PON Iniziativa Occupazione Giovani e il PON Sistemi di Politiche attive per l'Occupazione che insistono su tutto il territorio nazionale. Per gli interventi in campo migratorio interviene il PON Legalità, con azioni essenzialmente dirette alle Regioni del Mezzogiorno. Oltre agli interventi di natura infrastrutturale per il miglioramento del sistema di prima e seconda accoglienza, la questione migranti sarà, inoltre, affrontata con misure di inclusione sociale, coinvolgendo nella riprogrammazione anche il PON Inclusione. Il PON Imprese e Competitività, il cui ambito di intervento è esteso al Centro-Nord, è riprogrammato al fine di sostenere le filiere produttive nei settori della SNSI e di incrementare l'integrazione fra finanziamenti pubblici e privati e fra sovvenzioni e strumenti finanziari.

ultimo aggiornamento: 22 marzo 2018

Ai fini della politica di coesione, oltre alle risorse comunitarie vanno considerate, per il principio della addizionalità, le risorse provenienti dal cofinanziamento nazionale, posto a carico del Fondo di rotazione per l'attuazione delle politiche comunitarie (c.d. Fondo IGRUE), che la legge di stabilità per il 2014 ha stanziato nell'importo di oltre 24 miliardi di euro

La quota di cofinanziamento nazionale dei Programmi Operativi è stata anch'essa fissata dalla legge di stabilità per il 2014 (art. 1, commi 240 e 241, legge n. 147/2013): per i Programmi operativi gestiti dalle Amministrazioni centrali dello Stato (PON), la quota di cofinanziamento è posta interamente a carico del Fondo di rotazione nella misura del 100%; per i Programmi a titolarità delle regioni (POR) la quota di cofinanziamento nazionale è invece fissata nella misura massima del 70% degli importi previsti nei piani finanziari dei singoli Programmi. La restante quota del 30% è a carico dei bilanci delle regioni e delle province autonome, nonché degli eventuali altri organismi pubblici partecipanti ai programmi (cofinanziamento di fonte regionale).

L'entità del cofinanziamento nazionale a favore di ciascun Programma Operativo, da porre a carico del Fondo di rotazione, è stabilito in sede di definizione dei Programmi operativi medesimi.

 

All'attuazione delle politiche di coesione concorrono anche gli interventi della cosiddetta "Programmazione complementare".

Alla luce delle precedenti esperienze relative ai ritardi nell'utilizzo delle risorse comunitarie e al rischio di non poterne beneficiare per effetto del c.d. disimpegno automatico a cui sono assoggettate, la legge di stabilità 2014 (legge n. 147/2013, art. 1, co. 242) ha previsto che le risorse di cofinanziamento concorrono altresì al finanziamento di interventi c.d. complementari rispetto ai programmi cofinanziati dai fondi strutturali, inseriti nell'ambito della programmazione strategica definita con l'Accordo di partenariato. Si tratta di quei programmi finanziati con le disponibilità del Fondo di rotazione resesi disponibili a seguito dell'adozione di Programmi operativi con un tasso di cofinanziamento nazionale inferiore rispetto a quanto programmato ai sensi del Reg. UE n. 1303/2013 (50% per i POR e 45% per i PON), che vengono pertanto trasferite al di fuori dei programmi operativi stessi, a favore di interventi definiti, appunto, complementari rispetto alla programmazione dei fondi strutturali 2014-2020.

Il CIPE, con la delibera 28 gennaio 2015, n. 10 ha definito i criteri di cofinanziamento nazionale dei programmi europei per il periodo 2014-2020 nonché la programmazione degli "interventi complementari". In Allegato, la delibera n. 10/2015 espone l'ammontare complessivo, pari a 24 miliardi, di cofinanziamento nazionale per il ciclo di programmazione 2014-2020, cui si aggiungono ulteriori 4,4 miliardi di cofinanziamento regionale (a valere sui bilanci delle regioni).

Ai POR sono destinate circa 10,3 miliardi di cofinanziamento statale, cui si aggiungono i 4,4 miliardi di quota regionale, mentre ai PON sono destinati 5,4 miliardi. Oltre 7,4 miliardi sono riservati agli interventi complementari.

Si segnala, infine, che per assicurare il cofinanziamento nazionale delle risorse addizionali europee riconosciute all'Italia dalla Commissione europea in esito all'adeguamento tecnico del Quadro finanziario pluriennale connesso all'evoluzione del reddito nazionale lordo – circa +1,6 miliardi assegnate con la Decisione UE 2016/1941 di cui si è già detto ampiamente sopra - il CIPE, nella seduta del 10 luglio 2017 ha assegnato un importo fino a 800 milioni.

Tali risorse non sono poste a carico posto del Fondo di rotazione per l'attuazione delle politiche comunitarie (c.d. Fondo IGRUE), bensì a carico del Fondo Sviluppo e Coesione della programmazione 2014-2020 (delibera CIPE 10 luglio 2017, n. 50).

La delibera ha finalizzato tali risorse alle seguenti priorità strategiche: Iniziativa occupazione giovani; Strategia nazionale di specializzazione intelligente; migrazione e marginalità sociale; SME Initiative (Iniziativa Piccole e Medie imprese); prevenzione dei rischi sismici e ricostruzione nei territori colpiti dal terremoto nel 2016.

I programmi complementari

In merito ai 7,4 miliardi destinati alla programmazione complementare, si segnala che l'art. 1, comma 804, della legge di stabilità per il 2016 (legge n. 208/2015) ha consentito l'utilizzo di tali importi per il completamento dei progetti inseriti nella programmazione dei fondi strutturali europei 2007-2013 non conclusi alla data del 31 dicembre 2015. In attuazione di tale disposizione, il CIPE, con delibera n. 12/2016, ha approvato l'utilizzo di 845,98 milioni a valere sulle risorse del cofinanziamento nazionale destinate ai programmi complementari 2014-2020, per assicurare il completamento dei progetti inseriti nella programmazione dei fondi strutturali europei 2007-2013 non conclusi al 31.12.2015.

Con successiva delibera n.27/2016, sulla base della ricognizione del fabbisogno necessario al finanziamento degli interventi della programmazione 2007-2013 ancora da completare alla data del 31 dicembre 2015, il CIPE ha assegnato 204,3 milioni di euro a valere sulle risorse dei programmi complementari, in favore del Ministero dell'Interno e della Regione Calabria.

La programmazione dei 7,4 miliardi si articola in 10 Programmi Operativi Complementari, di cui 7 nazionali a titolarità delle Amministrazioni centrali e 3 regionali, e in assegnazioni ad Amministrazioni regionali e nazionali destinate a consentire il completamento di interventi relativi alla programmazione 2007-2013.

In particolare, nel 2015 sono stati approvati:
  • il Programma complementare della Regione Siciliana, per l'importo di 780,219 milioni (delibera n. 94/2015). Con successiva delibera n. 52/2017 è stata completata la programmazione delle risorse "Programma operativo complementare della Regione Siciliana 2014-2020", approvando la versione definitiva del Programma, la cui dotazione ammonta ora a 1.882,3 milioni di euro;
  • il "Programma complementare di azione e coesione per la governance dei sistemi di gestione e controllo 2014-2020", assegnando ad esso un importo complessivo di 142,2 milioni (delibera n. 114/2015).
Nel corso del 2016, sono stati approvati dal CIPE i seguenti Programmi complementari:
  • il Programma complementare "Imprese e competitività", per un importo di 696,25 milioni di euro (delibera n. 10/2016). Il Programma interviene esclusivamente nelle cinque Regioni meno sviluppate del Mezzogiorno (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) e si pone in funzione complementare rispetto al Programma operativo nazionale Imprese e competitività 2014-2020.
  • il Programma Operativo Complementare 2014-2020 (POC), presentato dalla Regione Campania, la cui disponibilità ammonta a 1.732,75 milioni di euro, di cui 1.236,21 milioni di euro per interventi coerenti con la programmazione del POR Campania FESR 2014-2020, e 496,54 milioni di euro sono destinati al completamento dei progetti inseriti nei programmi FESR 2007- 2013 non conclusi alla data del 31 dicembre 2015 (delibera n. 11/2016). La successiva delibera n. 56/2017 ha approvato la riprogrammazione del "Programma operativo complementare della Regione Campania 2014-2020", originariamente adottato con la delibera n. 11/2016, aumentandone il valore complessivo da 1.236,2 milioni di euro a 1.336,2 milioni di euro;
  • il Programma Operativo Complementare al PON "Ricerca e innovazione 2014-2020"- Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, con dotazione pari a 412 milioni di euro (delibera n.44/2016). La delibera n. 55/2017 ha modificato il "Programma operativo complementare Ricerca e Innovazione 2014-2020" del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca riducendone il valore complessivo da 412 milioni di euro a 312 milioni;
  • il Programma Operativo Complementare al PON "Cultura e Sviluppo (FESR) 2014-2020" del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, il cui valore è pari a 133,622 milioni di euro (delibera n.45/2016);
  • il Programma Operativo Complementare al PON "Città Metropolitane 2014-2020" dell'Agenzia per la Coesione territoriale, il cui valore è pari a 206,012 milioni di euro (delibera n.46/2016);
  • il Programma Operativo Complementare al PON "Governance e Capacità istituzionale 2014–2020" dell'Agenzia per la Coesione territoriale, il cui valore è pari a 247,199 milioni di euro (delibera n.47/2016);
  • il Programma operativo complementare al PON "Infrastrutture e reti" 2014-2020 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per un importo pari a 670 milioni di euro ( delibera n. 58/2016 ), che derivano dalla riduzione del cofinanziamento nazionale del Programma operativo nazionale Infrastrutture FESR 2014-2020.
Nel 2017, il CIPE ha, altresì, approvato:
  • il Programma operativo complementare di azione e coesione Legalità 2014-2020, la cui dotazione è pari a circa 81 milioni di euro (delibera n. 6/2017);
  • il Programma Complementare al POR della Regione Calabria 2014-2020, la cui dotazione è pari a 720 milioni di euro (delibera n. 7/2017);
  • il Programma operativo complementare "Energia e sviluppo dei territori" 2014-2020, la cui dotazione è pari a 72,5 milioni (delibera n. 54/2017).

ultimo aggiornamento: 17 ottobre 2018

Nell'ambito della programmazione delle politiche di coesione nazionali, un ruolo determinante è svolto dal Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) - disciplinato dal D.Lgs. n. 88 del 2011 che ha così ridenominato il Fondo per le aree sottoutilizzate (FAS) – nel quale sono iscritte le risorse finanziarie aggiuntive nazionali, destinate a finalità di riequilibrio economico e sociale tra le diverse aree del Paese, nonché a incentivi e investimenti pubblici.

Per il periodo di programmazione 2014-2020, il Fondo è stato rifinanziato dalla legge di stabilità per il 2014 (art. 1, commi 6-10, legge n. 147/2013) nella misura complessivo di 54,8 miliardi di euro (riservato nella proporzione del 60% alle Amministrazioni centrali e del 40% alle Amministrazioni regionali). La legge medesima ha previsto l'iscrizione in bilancio dell'80% di tale ammontare (43,8 miliardi), subordinando l'iscrizione della restante quota (10,962 milioni di euro) ad una verifica di metà periodo sull'effettivo utile impiego delle prime risorse assegnate. Tale restante quota è stata iscritta in bilancio a partire dall'anno 2020 e successivi con la legge di bilancio per il 2017 (legge n. 232/2016).

Le risorse, si ricorda, sono destinate a sostenere esclusivamente interventi per lo sviluppo, anche di natura ambientale, secondo la chiave di riparto dell'80 per cento nelle regioni del Mezzogiorno e del 20 per cento nelle aree del Centro-Nord.

Con riferimento specifico all'utilizzo delle risorse del Fondo sviluppo e coesione, si segnala che l'Accordo di partenariato, pur mantenendo una logica complessivamente unitaria nell'impostare le politiche territoriali, nazionali e comunitarie, si fonda su un impianto programmatorio che privilegia l'utilizzo delle risorse nazionali del Fondo sviluppo e coesione (FSC) per quei fabbisogni che implicano un impegno finanziario su grandi infrastrutture complesse e interventi ambientali di larga portata il cui percorso temporale può anche superare il ciclo di programmazione, concentrando invece i Fondi strutturali (che incorporano regole volte ad accelerarne l'utilizzo) sul rafforzamento e sviluppo del sistema delle imprese, e sull'attenzione alle persone: lavoro, capitale umano e inclusione sociale.

Sui temi delle grandi infrastrutture e degli interventi ambientali di vasta portata, la cui complessità e tempistica di progettazione potrebbe configgere con l'orizzonte temporale dei cicli di programmazione comunitaria, l'Accordo tende quindi ad agire prevalentemente con le fonti aggiuntive a finanziamento nazionale.

Rispetto agli importi complessivamente autorizzati, si segnala che nel corso degli anni sono intervenute alcune disposizioni che hanno utilizzato le risorse del FSC 2014-2020 a copertura degli oneri da esse stesse recati, per oltre 5 miliardi di euro.

Si ricorda, infine, che per la programmazione delle risorse per il ciclo di programmazione 2014-2020, la legge di stabilità per il 2015 (art. 1, commi 703-706, legge n. 190/2014) ha introdotto disposizioni che hanno innovato i principali elementi di governance e di procedura, riservando alla Presidenza del Consiglio (c.d. "Autorità politica per la coesione") il compito di indicare le linee strategiche per l'impiego del Fondo, da realizzare in forma integrata con le risorse europee per lo sviluppo regionale.

In particolare, si prevede l'impiego delle risorse del FSC 2014-2020 per obiettivi strategici relativi ad aree tematiche nazionali in linea con la programmazione dei Fondi strutturali e di Investimento europei; l'incarico di definire specifici piani operativi per ciascuna area tematica nazionale è assegnato ad una nuova Cabina di regia, istituita con D.P.C.M. 25 febbraio 2016, composta da rappresentanti delle amministrazioni centrali e regionali.

L'individuazione delle "aree tematiche nazionali" e la conseguente ripartizione delle risorse della dotazione finanziaria del FSC tra le suddette aree è avvenuta il 10 agosto 2016 con le delibere del CIPE n. 25 (Individuazione aree tematiche nazionali e obiettivi strategici: ripartizione di 15,2 miliardi tra i Piani operativi relativi alle aree tematiche) e n. 26 (Piano per il Mezzogiorno: assegnazione di 13,4 miliardi).

Fino a tale data, si è proceduto, come previsto dal comma 703, lettera d), della legge di stabilità 2015,attraverso l'approvazione da parte del CIPE, su proposta dall'Autorità politica per la coesione, di un piano stralcio per la realizzazione di interventi di immediato avvio dei lavori, ovvero, come previsto dalla lettera e) del medesimo comma 730, mediante assegnazione definitiva da parte del CIPE, sempre su proposta dell'Autorità politica per la coesione, dei fondi destinati agli interventi già approvati con delibera del CIPE in via programmatica.

Si rinvia per un approfondimento al tema "Il Fondo per lo Sviluppo e la coesione 2014-2020: le risorse aggiuntive nazionali".

ultimo aggiornamento: 17 ottobre 2018

In merito all'attuazione finanziaria, nel recente Bollettino statistico del Ministero dell'economia e delle finanze, recante il Monitoraggio politiche di coesione – Programmazione 2014-2020 – Situazione al 30 aprile 2018 (agosto 2018), sono riportati i prospetti riassuntivi forniti dalla Ragioneria Generale dello Stato (RGS - IGRUE) riferiti alla Programmazione 2014-2020, aggiornati al 30 aprile 2018, raggruppati per PON e POR, distinguendo, per i POR, tra le tre categorie di regioni.

Si ricorda, infatti, che in Italia, le risorse dei Fondi strutturali - FESR e FSE - sono assegnate per categoria di regione in base al livello di PIL pro-capite rispetto alle media UE-28:
-   Regioni meno sviluppate: con un PIL pro capite inferiore al 75% della media comunitaria;
-   Regioni in transizione: con un PIL pro capite compreso tra il 75% e il 90% della media comunitaria;
-   Regioni più sviluppate: con un PIL pro capite superiore al 90% della media comunitaria.

 

Le tabelle considerano il complesso delle risorse finanziarie (comunitarie e nazionali di cofinanziamento) derivanti dai Fondi Strutturali 2014-2020 (FESR e FSE), pari a 55,1 miliardi di euro.

Gran parte delle risorse è destinata all'obiettivo "Investimenti in favore della crescita e dell'occupazione", che interessa le seguenti tre categorie di regioni:

  • regioni meno sviluppate: (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia): 33,8 miliardi;
  • regioni in transizione (Abruzzo, Molise e Sardegna): 2,8 miliardi;
  • regioni più sviluppate (restanti regioni del centro-nord): 14,8 miliardi;

Una quota pari a 2,8 miliardi è assegnata al PON Iniziative Occupazione Giovani (IOG) per circa 0,9 miliardi sono destinati alla Cooperazione territoriale.

Le tavole mettono in evidenza che, alla data del 30 aprile 2018, lo stato di attuazione dei Fondi strutturali 2014-2020 si attesta, per ciò che attiene agli impegni complessivamente assunti, ad un valore pari a oltre il 23,0% del contributo totale.

Il livello dei pagamenti, rendicontati al 30 aprile 2018, ha raggiunto circa 4,4 miliardi complessivi, corrispondenti al 7,95% delle risorse programmate.

Il FSE mostra uno stato di avanzamento superiore rispetto ai programmi del FESR.

Stato attuazione per fondo strutturale al 30 aprile 2018
In milioni di euro
Fondo
Risorse programmate
(A)
Impegni
(B)
Pagamenti
(C)
% Avanzamento
(B/A)
% Avanzamento
(C/A)
FESR*
35.112,63  
6.673,38  
2.063,49  
19,01%
5,88%
FSE
19.997,86  
6.024,92  
2.316,05  
30,13%
11,58%
Totale
55.110,49  
12.698,30  
4.379,54  
23,04%
7,95%
* Comprensivo delle quote relative ai PO CTE

La tabella che segue riepiloga lo stato di attuazione dei Programmi attuativi dei fondi strutturali 2014-2020 distintamente per i Programmi Operativi Regionali (POR) e nazionali (PON), con riferimento agli impegni e i pagamenti rispetto alle risorse disponibili, per categoria di regione (nonché l'avanzamento del PON IOG (giovani) e dei Programmi CTE (cooperazione Territoriale)).

L'importo degli impegni e dei pagamenti comprende sia la quota UE e sia la quota nazionale riferiti ai programmi (impegni e pagamenti ammessi).

Stato attuazione per Programmi Operativi (POR e PON) al 30 aprile 2018

In milioni di euro
Categoria di Regione
Tipologia Programma
Risorse programmate
Impegni
(B)
Pagamenti
(C)
% Avanzamento
(B/A)
% Avanzamento
(C/A)

In transizione

PON
883,47
215,33  
44,99  
24,37%
5,09%
POR
1.943,40  
381,40  
117,01  
19,63%
6,02%

Meno sviluppate

PON
12.854,54  
4.395,50  
923,49  
34,19%
7,18%
POR
20.944,30  
1.593,86  
664,99  
7,61%
3,18%
Più sviluppate
PON
1.607,50  
597,99  
142,24  
37,20%
8,85%
POR
13.197,89  
4.102,11  
1.597,92  
31,08%
12,11%
Totale PON IOG
2.785,35  
1.411,98  
888,77  
50,69%
31,91%
Totale PO CTE
894,04  
0,13  
0,13  
0,01%
0,01%
Totale Generale
55.110,49  
12.698,30  
4.379,54  
23,04%
7,95%

Per quanto riguarda, invece, gli obiettivi di spesa certificata, il 31 luglio 2018 si è avuta la prima verifica dell'andamento dell'utilizzo delle risorse comunitarie (rimborsi UE) sulla base della certificazione delle spese sostenute entro il 30 giugno 2018, in vista della scadenza del 31 dicembre 2018,  prima data rilevante ai fini dell'applicazione della regola del disimpegno automatico ("n+3").

Complessivamente - come riportato nel Comunicato dell'Agenzia per la coesione - la spesa sostenuta e certificata alla Commissione europea è stata di poco inferiore a 4,5 miliardi di euro, con un livello di tiraggio delle risorse a valere sul bilancio comunitario (rimborsi UE) pari a 2,8 miliardi di euro, ovvero il 53% delle risorse da richiedere entro la fine del corrente anno per evitare il disimpegno automatico.

Il confronto dei dati dei rimborsi UE derivanti dalle certificazioni di spesa con i target nazionali di verifica al 31 luglio mostra che nel complesso i 12 PON ed i 39 POR hanno superato di 203 milioni di euro l'obiettivo prefissato a tale data.

L'analogo confronto fatto a partire dai dati dei rimborsi ottenibili derivanti dal livello dei pagamenti registrati nella BDU mostra che PON e POR hanno superato l'obiettivo di 605 milioni di euro.

Scendendo a livello di singolo Programma Operativo, si evidenzia che 32 Programmi su 51 hanno superato il target infra annuale di verifica (e di questi 6 Programmi FSE e 2 FESR hanno raggiunto e superato l'obiettivo del pieno utilizzo delle risorse in scadenza al 31 dicembre 2018), mentre 19 Programmi non hanno raggiunto il target.

La lettura combinata da un lato dei risultati della verifica dei target e dall'altro delle prospettive di completo utilizzo delle risorse a disposizione entro il 31 dicembre 2018 mostra – si legge nel Comunicato - livelli di rischio differenziati.

 

Nel Focus  che segue vengono riportate le tabelle - estrapolate dal Bollettino dell'IGRUE - che riepilogano lo stato di pagamento alla data del 30 aprile 2018 dei singoli Programmi attuativi dei Fondi strutturali 2014-2020, distintamente per i Programmi Operativi Regionali (POR) e nazionali (PON), finanziati con i due fondi strutturali (FESR e FSE). Per i POR, le tabelle sono presentate con riferimento alle diverse categorie di regioni meno sviluppate, più sviluppate e in transizione.

ultimo aggiornamento: 17 ottobre 2018

Di seguito si riportano le tabelle che riepilogano lo stato di attuazione dei singoli Programmi attuativi dei fondi strutturali 2014-2020, distintamente per i singoli Programmi Operativi Regionali (POR) e nazionali (PON), finanziati con i due fondi strutturali (FESR e FSE), con riferimento agli impegni e i pagamenti rispetto alle risorse disponibili.

Per i POR, le tabelle sono presentate con riferimento alle diverse categorie di regioni meno sviluppate, più sviluppate e in transizione.

Programmi Operativi Regionali

Attuazione Categoria regioni meno sviluppate

Nella tabella seguente è illustrato lo stato di attuazione al 30 aprile 2018 dei POR rientranti nella categoria delle regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia), distinto per i Fondi FESR e FSE.

 

Stato attuazione categoria di regione meno sviluppate al 30 aprile 2018
In milioni di euro
Programma operativo
Risorse programmate
(A)
Impegni
(B)
Pagamenti
(C)
% Avanzamento
(B/A)
% Avanzamento
(C/A)
Basilicata
1.115,66
55,09
34,46
4,94%
3,09%
FESR
826,03
30,56
13,15
3,70%
1,59%
FSE
289,62
24,53
21,31
8,47%
7,36%
Calabria*
2.378,96
294,42
131,09
12,38%
5,51%
FESR
2.039,84
287,31
125,06
14,08%
6,13%
FSE
339,12
7,11
6,03
2,10%
1,78%
Campania
4.950,72
406,61
188,90
8,21%
3,82%
FESR
4.113,55
302,80
143,09
7,36%
3,48%
FSE
837,18
103,81
45,82
12,40%
5,47%
Puglia*
7.120,96
772,13
299,40
10,84%
4,20%
FESR
5.576,14
702,16
246,48
12,59%
4,42%
FSE
1.544,82
69,97
52,92
4,53%
3,43%
Sicilia
5.378,00
65,61
11,13
1,22%
0,21%
FESR
4.557,91
59,58
6,85
1,31%
0,15%
FSE
820,10
6,03
4,29
0,74%
0,52%
Totale complessivo
20.944,30
1.593,86
664,99
7,61%
3,18%
di cui FESR
17.113,46
1.382,41
534,62
8,08%
3,12%
di cui FSE
3.830,84
211,45
130,37
5,52%
3,40%
* Programma Plurifondo

 

Con riguardo ai Programmi per le Regioni meno sviluppate, rispetto al totale di risorse programmate a valere sul FESR e sul FSE pari a oltre 20,9 miliardi di euro, si evidenziano percentuali di attuazione molto basse, con un livello di impegni intorno al 7,6% e di pagamenti a circa il 3,2%.

Diversi Programmi regionali presentano, rispetto allo stanziamento assegnato, impegni e pagamenti con percentuali molto basse. Tra questi spicca il POR Sicilia, che registra una percentuale di impegni all'1,2% e di pagamenti che non arriva all'unità. Meglio procedono l'attuazione dei POR Calabria, che presenta un avanzamento del 12,4% in termini di impegni e del 5,5% in termini di pagamenti, e del POR Puglia, con impegni al 10,8% e pagamenti al 4,2% delle risorse programmate.

 

Attuazione Categoria regione in transizione

Nella tabella seguente è illustrato lo stato di attuazione al 30 aprile 2018 dei POR rientranti nella categoria delle regioni in transizione (Abruzzo, Molise e Sardegna), distinto per i Fondi FESR e FSE.

 

Stato attuazione categoria di regione in transizione   al 30 aprile 2018
In milioni di euro
Programma Operativo
Risorse programmate
(A)
Impegni
(B)
Pagamenti
(C)
% Avanzamento
(B/A)
% Avanzamento
(C/A)
Abruzzo
414,01
12,87
3,95
3,11%
0,95%
FESR
271,51
6,64
0,46
2,45%
0,17%
FSE
142,50
6,23
3,48
4,37%
2,44%
Molise*
153,61
0,24
0,23
0,16%
0,15%
FESR
105,90
0,24
0,23
0,23%
0,22%
FSE
47,71
-
-
0,00%
0,00%
Sardegna
1.375,78
368,29
112,84
26,77%
8,20%
FESR
930,98
223,07
80,67
23,96%
8,67%
FSE
444,80
145,22
32,17
32,65%
7,23%
Totale complessivo
1.943,40
381,40
117,01
19,63%
6,02%
Di cui FESR
1.308,39
229,95
81,36
17,58%
6,22%
Di cui FSE
635,01
151,45
35,65
23,85%
5,61%
*Programma Plurifondo
 N.B. L'importo degli impegni e dei pagamenti comprende sia la quota UE e sia la quota nazionale riferiti ai programmi (impegni e pagamenti ammessi).
 

La Tabella mostra che le Regioni in transizione, rispetto al totale di risorse programmate pari complessivamente a 1,9 miliardi di euro, raggiungono un livello di avanzamento per i POR del 19,6% in termini di impegni e del 6,0% in termini di pagamenti.

IL POR Sardegna evidenzia un livello di avanzamento superiore alla media, con impegni pari al 26,8% e pagamenti pari all'8,2% rispetto al programmato.

Attuazione Categoria di regione più sviluppate

Con riguardo alle Regioni più sviluppate, nella tabella seguente è illustrato lo stato di attuazione al 30 aprile 2018 dei POR (per Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Provincia Autonoma di Bolzano, Provincia Autonoma di Trento, Toscana, Umbria, Veneto, Valle d'Aosta), distinti per i Fondi FESR e FSE.

 

Stato attuazione per categoria di regione più sviluppate al 30 aprile 2018
In milioni di euro
Programma Operativo
Risorse programmate
(A)
Impegni
(B)
Pagamenti
(C)
% Avanzamento
(B/A)
% Avanzamento
(C/A)
Emilia Romagna
1.268,15
650,45
242,62
51,29%
19,13%
FESR
481,90
223,08
48,23
46,29%
10,01%
FSE
786,25
427,37
194,39
54,36%
24,72%
Friuli Venezia Giulia
507,21
170,76
57,61
33,67%
11,36%
FESR
230,78
110,89
14,97
48,05%
6,49%
FSE
276,43
59,87
42,63
21,66%
15,42%
Lazio
1.871,60
428,33
114,32
22,89%
6,11%
FESR
969,07
251,99
55,70
26,00%
5,75%
FSE
902,53
176,34
58,63
19,54%
6,50%
Liguria
747,09
246,77
89,93
33,03%
12,04%
FESR
392,55
132,03
46,05
33,63%
11,73%
FSE
354,54
114,75
43,88
32,37%
12,38%
Lombardia
1.940,95
602,82
326,85
31,06%
16,84%
FESR
970,47
439,88
177,28
45,33%
18,27%
FSE
970,47
162,95
149,57
16,79%
15,41%
Marche
873,36
135,10
34,27
15,47%
3,92%
FESR
585,38
89,74
14,11
15,33%
2,41%
FSE
287,98
45,36
20,16
15,75%
7,00%
PA Bolzano
273,24
87,42
3,03
31,99%
1,11%
FESR
136,62
81,25
2,04
59,47%
1,49%
FSE
136,62
6,17
0,99
4,52%
0,72%
PA Trento
218,65
61,83
36,20
28,28%
16,56%
FESR
108,67
8,72
5,36
8,02%
4,93%
FSE
109,98
53,11
30,83
48,29%
28,03%
Piemonte
1.838,13
655,85
349,34
35,68%
19,01%
FESR
965,84
242,24
69,57
25,08%
7,20%
FSE
872,29
413,61
279,77
47,42%
32,07%
Toscana
1.525,42
405,31
146,85
26,57%
9,63%
FESR
792,45
134,36
22,49
16,96%
2,84%
FSE
732,96
270,95
124,35
36,97%
16,97%
Umbria
649,82
88,32
29,99
13,59%
4,62%
FESR
412,29
70,49
18,41
17,10%
4,47%
FSE
237,53
17,83
11,58
7,51%
4,88%
Valle d'Aosta
119,92
37,17
18,14
31,00%
15,13%
FESR
64,35
25,46
17,02
39,56%
26,45%
FSE
55,57
11,71
1,12
21,07%
2,02%
Veneto
1.364,34
531,99
148,79
38,99%
10,91%
FESR
600,31
174,83
21,12
29,12%
3,52%
FSE
764,03
357,16
127,67
46,75%
16,71%
Totale complessivo
13.197,89
4.102,11
1.597,92
31,08%
12,11%
di cui FESR
6.710,69
1.984,94
512,36
29,58%
7,63%
di cui FSE
6.487,20
2.117,17
1.085,56
32,64%
16,73%

 

La situazione relativa all'attuazione finanziaria alla data del 30 aprile 2018, evidenzia come queste Regioni mostrino risultati più performanti, sia sul FESR che sul FSE, con una percentuale complessiva degli impegni del 31%, sul totale di risorse programmate (pari complessivamente a 13,20 miliardi di euro) e dei pagamenti intorno al 12,1%.

Il prospetto evidenzia come il POR Emilia Romagna abbia raggiunto il livello più alto con una media del 51,3% di impegni giuridicamente vincolanti sul programmato, ed una percentuale di pagamenti al 19,1%.

Percentuali molto elevate di impegni sono registrate per il POR FESR Provincia autonoma di Bolzano con il 59,5%, POR FSE Provincia autonoma di Trento con il 48,3%, per il PON FESR Friuli Venezia Giulia con il 48%, del POR FSE Piemonte con il 47,7 e del PON FSE Veneto con il 46,7%. Dal punto di vista dei pagamenti, le migliori performance sono relative ai POR Lombardia con il 16,8%, il POR PA Trento con il 16,6%, il POR FESR Valle d'Aosta con il 26,5%e il POR FSE Piemonte con il 32%.

 

Programmi Operativi Nazionali

Riguardo ai PON, rispetto al totale di risorse programmate pari complessivamente a 18,13 miliardi di euro, risulta un avanzamento del 38,2% in termini di impegni e del 12,6% in termini di pagamenti.

L'importo degli impegni e dei pagamenti comprende sia la quota UE e sia la

quota nazionale riferiti ai programmi (impegni e pagamenti ammessi).

 

Stato attuazione PON al 30 aprile 2018
In milioni di euro
Tipologia
Risorse programmate
(A)
Impegni
(B)
Pagamenti
(C)
% Avanzamento
(B/A)
% Avanzamento
(C/A)
PON
18.130,86  
6.925,62  
2.286,39
38,20%
12,61%

 

Nella tabella seguente è illustrato in dettaglio lo stato di avanzamento dei singoli PON, ripartiti per singole aree geografiche.

 

Stato attuazione PON – dettaglio al 30 aprile 2018
In milioni di euro
Programma Operativo
Risorse programmate
(A)
Impegni
(B)
Pagamenti
(C)
% Avanzamento
(B/A)
% Avanzamento
(C/A)
PON Cultura e sviluppo
490,93
89,13
21,00
18,16%
4,28%
Regioni Meno Sviluppate
490,93
89,13
21,00
18,16%
4,28%
PON Governance e Capacità Istituzionale
827,70
107,38
4,63
12,97%
0,56%
Regioni In transizione
45,90
5,76
0,22
12,55%
0,48%
Regioni Meno Sviluppate
679,80
85,27
3,48
12,54%
0,51%
Regioni Più Sviluppate
102,00
16,36
0,92
16,04%
0,90%
PON Imprese e Competitività
3.278,24
1.211,22
145,08
36,95%
4,43%
Regioni In transizione
273,69
58,99
10,44
21,55%
3,81%
Regioni Meno Sviluppate
2.905,77
1.152,23
134,64
39,65%
4,63%
Regioni Più Sviluppate
98,77
-
-
0,00%
0,00%
PON Inclusione
1.320,20
608,52
32,31
46,09%
2,45%
Regioni In transizione
91,40
34,78
2,33
38,05%
2,55%
Regioni Meno Sviluppate
892,20
396,68
11,76
44,46%
1,32%
Regioni Più Sviluppate
336,60
177,06
18,21
52,60%
5,41%
PON Infrastrutture e Reti
1.843,73
1.026,19
387,07
55,66%
20,99%
Regioni Meno Sviluppate
1.843,73
1.026,19
387,07
55,66%
20,99%
PON Iniziativa PMI
102,50
102,50
102,50
100,00%
100,00%
Regioni In transizione
5,00
5,00
5,00
100,00%
100,00%
Regioni Meno Sviluppate
97,50
97,50
97,50
100,00%
100,00%
PON Legalità
610,33
12,95
0,06
2,12%
0,01%
Regioni In transizione
26,00
0,56
-
2,15%
0,00%
Regioni Meno Sviluppate
568,33
12,05
0,05
2,12%
0,01%
Regioni Più Sviluppate
16,00
0,34
-
2,13%
0,00%
PON Città Metropolitane
892,93
111,88
21,07
12,53%
2,36%
Regioni In transizione
40,80
2,81
1,25
6,89%
3,06%
Regioni Meno Sviluppate
566,54
82,85
12,98
14,62%
2,29%
Regioni Più Sviluppate
285,60
26,22
6,84
9,18%
2,39%
PON Ricerca e Innovazione
1.286,00
235,84
74,45
18,34%
5,79%
Regioni In transizione
153,00
29,68
9,40
19,40%
6,14%
Regioni Meno Sviluppate
1.133,00
206,16
65,05
18,20%
5,74%
PON Per la Scuola
2.963,48
783,51
204,86
26,44%
6,91%
Regioni In transizione
193,80
36,53
12,94
18,85%
6,68%
Regioni Meno Sviluppate
2.111,50
420,72
90,84
19,93%
4,30%
Regioni Più Sviluppate
658,19
326,27
101,09
49,57%
15,36%
PON Sistemi Politiche Attive per l'Occupazione
1.729,45
919,71
117,70
53,18%
6,81%
Regioni In transizione
53,88
41,24
3,41
76,54%
6,33%
Regioni Meno Sviluppate
1.565,24
826,72
99,10
52,82%
6,33%
Regioni Più Sviluppate
110,34
51,74
15,19
46,89%
13,77%
PON IOG
2.785,35
1.411,98
888,77
50,69%
31,91%
NA
2.785,35
1.411,98
888,77
50,69%
31,91%
Totale Complessivo
18.130,86
6.620,80
1.999,49
36,52%
11,03%
di Regioni In Transizione
883,47
215,33
44,99
24,37%
5,09%
di Regioni Meno Sviluppate
12.854,54
4.395,50
923,49
34,19%
7,18%
di Regioni più sviluppate
1.607,50
598,00
142,24
37,20%
8,85%
di cui PON IOG
2.785,35
1.411,98
888,77
50,69%
31,91%

 

Mediamente risulta impegnato il 36,5% delle risorse complessive (pari a circa 18,1 miliardi. I pagamenti sono pari all'11%.

Da segnalare, in particolare, il PON Iniziativa PMI che evidenzia un livello di impegni e di pagamenti pari al 100% delle risorse stanziate, il PON Sistemi Politiche Attive per l'Occupazione, che vede raggiungere il 53,2% di impegni e il 6,8% dei pagamenti rispetto alla dotazione complessiva, e il PON Infrastrutture e Reti, con impegnati 55,7% e pagamenti al 21%,

Il PON Iniziativa Occupazione Giovani (IOG) raggiunge un livello di impegni pari al 50,7% e di pagamenti a circa il 32%.

ultimo aggiornamento: 17 ottobre 2018
 
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temi di Politiche di coesione