tema 20 gennaio 2021
Studi - Bilancio Gli scostamenti di bilancio per l'emergenza Covid

Le Relazioni sullo scostamento dal percorso di rientro all'obiettivo di medio termine (OMT) sono presentate dal Governo alle Camere ai sensi della legge n. 243 del 2012 (c.d. legge "rinforzata"), di attuazione del nuovo articolo 81 della Costituzione, come modificato dalla legge costituzionale n. 1 del 2012. In relazione all'emergenza da Covid-19 il Governo ha trasmesso sei relazioni al Parlamento, di cui cinque nel 2020 e una nel 2021.

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Le Relazioni sullo scostamento dal percorso di rientro all'obiettivo di medio termine (OMT) sono presentate dal Governo alle Camere ai sensi della legge n. 243 del 2012 (c.d. legge "rinforzata"), di attuazione del nuovo articolo 81 della Costituzione, come modificato dalla legge costituzionale n. 1 del 2012.

In particolare, l'articolo 6 della legge n. 243 del 2012 prevede che scostamenti temporanei del saldo strutturale dall'obiettivo programmatico siano consentiti in caso di eventi eccezionali (comma 1). La disposizione considera eventi eccezionali "periodi di grave recessione economica" ed "eventi straordinari, al di fuori del controllo dello Stato, ivi incluse le gravi calamità naturali, con rilevanti ripercussioni sulla situazione finanziaria generale del Paese" (comma 2). In tali casi sono consentiti scostamenti temporanei del saldo strutturale dall'obiettivo programmatico, sentita la Commissione europea e previa autorizzazione approvata dalle Camere, a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, indicando nel contempo il piano di rientro rispetto all'obiettivo di medio termine (comma 3). Il comma 5, in particolare, prevede che il piano di rientro rispetto all'obiettivo di medio termine possa essere aggiornato (con le modalità di cui al comma 3) "al verificarsi di ulteriori eventi eccezionali" ovvero qualora, in relazione all'andamento del ciclo economico, il Governo intenda apportarvi modifiche.

L'OMT è definito dalla legge n. 243 (articolo 2, comma 1) come il valore del saldo strutturale di bilancio individuato sulla base dei criteri stabiliti dall'ordinamento dell'Unione europea. Il saldo strutturale è definito a sua volta come il saldo del conto consolidato corretto per gli effetti del ciclo economico al netto delle misure una tantum e temporanee e, comunque, definito in conformità all'ordinamento dell'Unione europea.

Ai sensi del Patto di stabilità e crescita (PSC) dell'Unione europea, ciascuno Stato membro deve raggiungere e mantenere il proprio OMT oppure seguire un percorso di avvicinamento ad esso. L'OMT è diverso per ciascun paese essendo determinato sulla base del potenziale di crescita, del livello del debito e delle passività implicite della sua economia. L'OMT è riferito al saldo di bilancio strutturale. Quest'ultimo è dato, nello specifico, dal saldo del conto economico delle amministrazioni pubbliche corretto per l'impatto del ciclo economico e delle misure di bilancio una tantum. Per l'Italia l'OMT, per il triennio 2021-2023, consiste nel raggiungimento di un avanzo strutturale di bilancio pari allo 0,5% del PIL (per un approfondimento sulla metodologia di calcolo dell'OMT si rinvia al dossier dei Servizi di documentazione della Camera e del Senato Finanza Pubblica e Regole Europee: guida alla lettura e sintesi dei dati principali).    

A causa delle conseguenze economiche dell'emergenza sanitaria da Covid-19, il Governo ha più volte fatto ricorso alla richiesta di autorizzazione da parte delle Camere per lo scostamento temporaneo del saldo di bilancio strutturale dagli obiettivi programmatici precedentemente stabiliti, presentando a tal fine la Relazione prevista dall'articolo 6 della legge n. 243 del 2012. In tutti i casi, le Camere hanno approvato l'autorizzazione a maggioranza assoluta.

Carattere comune delle richieste è stato la conferma dell'Obiettivo di medio termine (OMT) con il contestuale differimento, ad una o più annualità successive, del suo raggiungimento. Le motivazioni addotte dal Governo sono state per lo più riferite ad evoluzioni del quadro macroeconomico più negative di quanto previsto, nonché alla necessità di attenuare la correzione fiscale al fine di rafforzare la crescita del Paese.

ultimo aggiornamento: 20 gennaio 2021

Con riferimento all'emergenza da COVID-19 sono state presentate finora sei relazioni al Parlamento, di cui cinque nel corso del 2020 e una nel 2021.

Il 5 marzo 2020 il Governo ha presentato al Parlamento la prima Relazione per fronteggiare le conseguenze dell'epidemia da COVID-19, successivamente integrata l'11 marzo, ai sensi dell'articolo 6, comma 5, della legge n. 243 del 2012. I nuovi obiettivi di finanza pubblica sono stati autorizzati dal Parlamento con l'approvazione, l'11 marzo, della Risoluzione n. 6-00103 della Camera e della Risoluzione n. 6-00102 del Senato. Si tratta del primo "scostamento di bilancio" autorizzato nel 2020.Le risorse finanziarie rese disponibili da tale autorizzazione, sono state impiegate quasi integralmente per finanziare le misure contenute nel decreto-legge n. 18 del 2020 e, in parte, per finanziare le misure del decreto-legge n. 23 del 2020 e del decreto-legge n. 34 del 2020. Per approfondimenti, si veda la Documentazione di finanza pubblica n. 11, predisposta dai Servizi di documentazione di Camera e Senato.

In occasione della presentazione del Documento di economia e finanza (DEF) 2020, il 24 aprile 2020, il Governo ha presentato al Parlamento una seconda Relazione ai sensi dell'articolo 6, comma 5, della legge 243 del 2012. I nuovi obiettivi di finanza pubblica, che rappresentano il secondo "scostamento di bilancio" autorizzato nel 2020, sono stati autorizzati dal Parlamento con l'approvazione, rispettivamente il 29 e il 30 aprile scorso, della Risoluzione n. 6/00107 della Camera e della Risoluzione n. 6/00106 del Senato. Le risorse finanziarie rese disponibili dalla seconda autorizzazione al maggiore indebitamento sono state quasi integralmente impiegate per il finanziamento delle misure introdotte dal decreto-legge n. 34 del 2020.

Il 23 luglio 2020 il Governo ha presentato la terza Relazione al Parlamento, ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 243 del 2012, in cui illustra l'ulteriore aggiornamento del piano di rientro verso l'obiettivo di bilancio di medio termine (OMT). I nuovi obiettivi di finanza pubblica, che rappresentano il terzo "scostamento di bilancio" del 2020, sono stati autorizzati dal Parlamento con l'approvazione, il 29 luglio, della Risoluzione n. 6/00123 della Camera e della Risoluzione n. 6/00124 del Senato. Le risorse finanziarie rese disponibili dalla terza autorizzazione al maggiore indebitamento sono state quasi integralmente impiegate per il finanziamento delle misure introdotte dal decreto-legge n. 104 del 2020.

Il 6 ottobre 2020, in occasione della presentazione della Nota di aggiornamento del DEF 2020, il Governo ha trasmesso al Parlamento una nuova Relazione, che illustra un ulteriore aggiornamento del piano di rientro verso l'OMT (quarto "scostamento di bilancio"), autorizzato dalle Camere il 14 ottobre 2020 con l'approvazione della Risoluzione n. 6/00145 della Camera e della Risoluzione n. 6/00138 del Senato. Per ulteriori dettagli su tale scostamento si rinvia alla Documentazione di finanza pubblica n. 18 redatta dai Servizi di documentazione della Camera e del Senato.

Il 21 novembre 2020, infine, il Governo ha trasmesso una ulteriore Relazione al Parlamento in cui viene aggiornato, per il solo 2020, il piano di rientro previsto nella NADEF (2020) sulla scorta della necessità di reperire le risorse da destinare all'adozione di nuove misure per il contrasto degli effetti della pandemia alla luce della recrudescenza dei contagi da COVID-19 e delle conseguenti misure restrittive adottate a partire dal 13 ottobre scorso. Si tratta del quinto "scostamento di bilancio", autorizzato dalle Camere il 26 novembre con l'approvazione della Risoluzione n. 6/00154 della Camera e della Risoluzione n. 6/00152 del Senato. Per ulteriori dettagli su tale scostamento si rinvia alla Documentazione di finanza pubblica n. 22 redatta dai Servizi di documentazione della Camera e del Senato.

Per un esaustivo riepilogo delle relazioni presentate dal Governo e delle motivazioni di volta in volta addotte ai fini della richiesta di autorizzazione alla revisione del piano di rientro, si rinvia al testo dell'audizione del Presidente dell'Ufficio parlamentare di bilancio (UPB) nell'ambito delle audizioni preliminari all'esame della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2019 (tabella 4.1, pagine 58-59). Per una visione complessiva delle risorse derivanti dalla relazioni al Parlamento presentate nel 2020, si veda il "Rapporto sulla politica di bilancio 2021" dell'Ufficio parlamentare di bilancio.  

ultimo aggiornamento: 20 gennaio 2021

Il 15 gennaio 2021 il Governo ha trasmesso alle Camere la sesta Relazione ai sensi dell'articolo 6, comma 5, della legge n.243 del 2012.

La Relazione illustra l'aggiornamento del piano di rientro verso l'Obiettivo di Medio Periodo (OMT) rispetto a quanto indicato nella Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2020 (NADEF 2020), già aggiornata con la Relazione al Parlamento approvata il 26 novembre 2020 dalle Camere,  in relazione alle ulteriori misure che il Governo si appresta ad approvare per il contrasto agli effetti del protrarsi della pandemia da Covid-19 nell'anno 2021. 

Il quadro economico aggiornato prevede, dopo un rimbalzo del terzo trimestre (+15,9% del tasso di crescita del PIL reale rispetto al trimestre precedente), una contrazione nel quarto trimestre del 2020 in linea con la stima annuale presentata nella NADEF (-9%). Al fine di sostenere i cittadini ed i settori produttivi ed economici maggiormente colpiti dalla pandemia da Covid-19, nella Relazione il Governo informa che si appresta ad adottare un pacchetto di misure che prevedono: nuovi stanziamenti a tutela del lavoro, l'aumento del sostegno alle autonomie locali, l'incremento delle risorse per la protezione civile e le forze dell'ordine, ulteriori risorse per il settore sanitario (in particolare nel quadro della campagna di vaccinazione e del trattamento dei pazienti affetti da Covid-19), risorse aggiuntive destinate al sistema dei trasporti pubblici, la rimodulazione temporale dell'invio delle cartelle esattoriali e una serie di misure a favore delle imprese.

Conseguentemente, il Governo richiede, per l'anno 2021, l'autorizzazione al ricorso all'indebitamento di: 32 miliardi di euro, come indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche; 35 miliardi di euro, in termini di fabbisogno; 40 miliardi di euro per il saldo netto del bilancio dello stato in termini di competenza; 50 miliardi di euro in termini di cassa. Stanti i maggiori oneri derivanti dal servizio del debito, si richiede l'autorizzazione al ricorso all'indebitamento fino a: 0,2 miliardi annui nel biennio 2022-2023; 0,3 miliardi annui. nel biennio 2024-2025; 0,4 miliardi annui nel 2026-2027; 0,5 miliardi annui nel 2028-2029; 0,6 miliardi nel 2030; 0,7 miliardi dal 2031. L'indebitamento netto della p.a. aumenterebbe, in valore assoluto, a circa 155,7 miliardi, con un'incidenza rispetto al PIL pari a circa l'8,8 per cento.

In virtù della natura temporanea degli interventi previsti, il percorso di rientro già delineato nella NADEF 2020, risultante dall'applicazione della legge di bilancio 2021-2023, si intende confermato dal 2022.

Lo scostamento è stato autorizzato dal Parlamento con l'approvazione, il 20 gennaio scorso, della Risoluzione n. 6-00169 della Camera e della Risoluzione n. 6-00169 del Senato.Per ulteriori dettagli su tale scostamento si rinvia alla Documentazione di finanza pubblica n. 24 redatta dai Servizi di documentazione della Camera e del Senato.

 

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